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Piscina interrata: caratteristiche e costi
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Come realizzare una piscina interrata Un elemento sognato un po' da tutti e che incrementa decisamente il valore di una casa. Ma come realizzare una piscina interrata senza sbagliare? La risposta è molto semplice. Impossibile pensare di fare tutto in autonomia. Prima di iniziare un progetto di questo tipo è bene informarsi, tramite figura professionale, su quello che si dovrà affrontare, dalla documentazione da presentare ai materiali tra cui scegliere, alle dimensioni da valutare. Avere ben chiara le globalità delle operazioni da compiere è il primo passo verso un progetto di successo. Piscina interrata: forma, dimensioni e profondità Una piscina interrata non ha geometrie e misure standardizzate vincolanti. E’ possibile infatti personalizzarle a seconda di gusti e stili personali e renderle adatte e conformi al terreno e allo spazio di cui si dispone. La forma, rettangolare, circolare o sagomata, è un puro elemento estetico e la sua scelta è dettata esclusivamente dalla preferenza del committente. Per quel che riguarda invece i numeri, possiamo dire che una piscina interrata tipo, può avere una dimensione che va dai 35 ai 50 metri quadrati. Le misure, in media, sono di 3 - 5 metri di larghezza e 9 di lunghezza con un’estensione che può raggiungere anche i 15 metri. Parlando di piscina interrata dobbiamo tenere in considerazione altri 60 centimetri per lato circa, di spazi per lo scavo e la relativa posa delle tubazioni, altri 35 centimetri, per il bordo di finitura e all’incirca 1 metro se si vuole costruire un marciapiede di camminamento, e che la separi dal prato circostante o da altra pavimentazione che circonda la piscina stessa. La profondità standard di una piscina interrata può variare tra i 120 e i 150 centimetri (per arrivare anche a 170 centimetri) se l’utilizzo che se ne vuole fare è quello di nuotare godendosi momenti di relax e divertimento in piena tranquillità e sicurezza. Per chi pensa invece di inserire un trampolino e adoperarla per uno scopo più agonistico, allora l’altezza consigliata delle pareti deve essere di almeno 3 metri. Piscina interrata, quattro materiali per realizzarla Oltre alle caratteristiche geometriche e dimensionali, per realizzare una piscina interrata è bene analizzare quattro materiali per realizzarla, tra i più conosciuti e utilizzati oggi giorno. Piscina interrata in cemento armato: è di sicuro la più tradizionale e quella più costruita sino a qualche decennio fa. E’ molto versatile poiché i rivestimenti per il fondo e le pareti possono essere i più disparati grazie all’ottimo livello aggrappante della superficie. Ha importanti proprietà di durata nel tempo con un’estetica elevata di eccelso livello. Richiede però tempistiche molto lunghe per la preparazione e costruzione e una mano d’opera altamente specializzata che realizzi una gettata perfetta in calcestruzzo che una volta indurito, presuppone un’altrettanta lavorazione minuziosa, riguardante la fase dell’impermeabilizzazione. Piscina interrata in EPS: è una procedura ormai consolidata nel mondo delle piscine e con un sistema costruttivo del tutto simile a quelle in cemento armato, con la sola differenza che le pareti vengono preparate con casseri in polistirolo espanso sintetizzato (EPS), più maneggevoli, meno macchinosi di quelli in legno e con un maggiore isolamento termico. Piscina interrata in vetroresina: è la più veloce da installare dal momento che la vasca monoblocco viene inserita direttamente nello scavo e non ha necessità di alcun tipo di rivestimento. Presenta però alcuni svantaggi tra cui l’elevato costo, la poca personalizzazione delle forme (vi sono poche geometrie tra cui scegliere gli stampi), l’eccessivo surriscaldamento dell’acqua e il deterioramento dello strato superficiale in tempo troppo brevi. Piscina interrata in pannelli di acciaio: un’interessante innovazione nella produzione di piscine di ultima generazione. Sintetizzano al meglio le caratteristiche peculiari di una piscina interrata realizzata in muratura con la rapidità di posa di una in vetroresina. Un prodotto che assicura resistenza, elasticità e performance elevate anche a livello antisismico. Esteticamente accattivanti in acciaio inox o zincato si adattano a qualsiasi tipologia di abitazione con una manutenzione minima e facilità di pulizia grazie ad una superficie antimuffa e antibatterica. Progetto piscina interrata: a chi rivolgersi Per concretizzare il progetto di vedere realizzata la propria piscina interrata è bene farsi consigliare e seguire sin dalle prime fasi, da esperti del settore che avranno le necessarie nozioni e competenze per redigere tutta la documentazione adeguata, per procedere con i lavori. Disegni, autorizzazioni e ogni pratica burocratica saranno inoltrati nel modo corretto e più veloce per ottenere i necessari permessi di costruire. Superato questo stadio si dovrà interpellare un’azienda specializzata nel settore delle costruzioni di piscine interrate che eseguirà lo scavo, la struttura e la rifinitura della stessa. Consigli su come richiedere i permessi Quando si inizia a pensare a come procedere per concretizzare un progetto relativo ad una piscina interrata, si deve tenere in considerazione l’iter burocratico da assolvere per poter procedere in totale tranquillità e nel rispetto delle normative vigenti. Le fasi, secondo cui procedere, sono le seguenti: recarsi presso gli Uffici Tecnici Comunali per capire se vi sono restrizioni e limiti a livello di aree favorevoli ad accogliere scavi inerenti piscine interrate utilizzabili e inserite nel Piano Regolatore o relative a dimensioni minime e massime ammesse; ricadendo nella categoria dei lavori edilizi di nuova costruzione, si dovrà richiedere, previo progetto di tecnico autorizzato, il permesso di costruire presso il preposto Ente (Ufficio Tecnico Comunale), e se l’area fosse soggetta a particolari vincoli (storici o paesaggistici), si dovrà inoltrare una ulteriore richiesta di autorizzazione presso la Soprintendenza di zona; interpellare un geologo (a discrezione delle procedure diversificate per Regione) per avere una documentazione morfologica riguardante la composizione del terreno e capire se è sottoposto a vincoli idrogeologici. Di seguito capire se il terreno dello scavo può essere riutilizzato, rispettando le norme del Codice Ambientale, o se deve essere smaltito; presso il medesimo ufficio sopradescritto, è bene farsi istruire sul ricambio dell’acqua utilizzata, in quanto in alcune realtà comunali può essere classificata come residuo industriale e eliminata previa autorizzazione allo scarico in fogna. Se classificata come civile è possibile scaricarla nella fognatura (se comunque non supera i limiti prescritti di cloro e altri prodotti antibatterici e fungicidi). Quanto costa una piscina interrata Per stabilire un budget più o meno esatto per la realizzazione di una piscina interrata, si devono tenere in considerazione vari fattori ed elementi che concorrono a fornire un’idea del costo dei lavori da compiere. Lo scavo, che è indipendente dal materiale che verrà successivamente scelto per la costruzione, viene quantificato tra 7 e i 10 euro al metro cubo. Indicativamente, per una piscina interrata completa in cemento armato e in acciaio, i prezzi di mercato sono molto simili e compresi tra i 15.000 e i 20.000 (se consideriamo una dimensione standard di 40 - 50 metri quadrati), mentre per quelle in vetro resina si scende sui 13.000 circa. Quelle in EPS hanno costi più contenuti relativamente al materiale impiegato e ci troviamo nell’ordine dei 14.000 - 18.000. E’ tuttavia consigliabile farsi redigere un preventivo studiato appositamente dove saranno indicati nel dettaglio i costi per le pratiche da presentare, quelli del materiale, quelli di installazione e il lavoro relativo a tutte le opere edili.
Rinnovare il soggiorno: rivestimenti originali per le pareti
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Soluzioni creative materiche per le pareti del soggiorno Rinnovare il soggiorno della propria abitazione non significa necessariamente ritinteggiare o sostituire arredi e accessori, come avviene nella maggior parte delle progettazioni di questo genere. Per donare un nuovo look ad un ambiente così importante, è possibile anche giocare semplicemente su soluzioni creative materiche con rivestimenti originali per le pareti. E’ sufficiente optare per un elemento che piace in larga misura o che si abbinerà meglio con il mobilio esistente e valutare se creare un piccolo inserto in una nicchia, o valorizzare una sporgenza in rilievo, o ancora osare per rivestire un’intera parete e donare maggiormente carattere ad un soggiorno che risulterà realmente personalizzato. Ecco alcune scelte tra le migliori proposte progettuali di cinque materiali che hanno notevoli connotati e peculiarità e che sapranno coniugare tutte le esigenze relative al rinnovo originale di un soggiorno con creative pareti materiche. Pareti in legno: voglia di calore in soggiorno Per riscaldare un ambiente e in modo particolare un soggiorno, che per antonomasia deve essere ospitale, conviviale e confortevole, non vi è nulla di più indicato che il legno. Ma non impiegato nel modo tradizionale su pavimentazioni in parquet o negli arredi, bensì in una soluzione creativa per rinnovare il soggiorno con rivestimenti originali per le pareti. A seconda del colore che gli si attribuisce è possibile indirizzare la scelta stilistica verso progetti più tradizionali o più innovativi. Il bianco è sinonimo di luminosità e solo immaginando delle tavole che rivestono le pareti in legno di un soggiorno, la nostra mente va immediatamente a richiamare un ambiente country chic tipicamente scandinavo. Se al contrario pensiamo a perline orizzontali, tinteggiate in nero o grigio antracite, ecco che le pareti in legno, trasformano un soggiorno in un tipico spazio cittadino dove innovazioni e tecnologia fanno da padroni. Pareti in pietra per un soggiorno stile chalet Un materiale che invece richiama immediatamente l’idea di una baita di montagna è sicuramente la pietra, utilizzata in differenti modalità ma peculiare dove viene collocato il camino all’interno della zona giorno. Una scelta stilistica rustica per una soluzione creativa, che se trasportata e progettata in abitazioni contemporanee rende queste pareti in pietra per un soggiorno, il punto focale dell’ambiente in cui sono inserite, facendo trasparire un richiamo allo stile chalet ma rivisitato in chiave moderna. Una parete in pietra che diviene un elemento leggero all’interno di un soggiorno, perché contornato da complementi e arredi lineari e ariosi, ma che al contempo si impone con grandiosità e solidità nella progettazione della sua struttura. Impeccabile poi se viene applicata per intero sulle pareti di un soggiorno. Le pareti in pietra sono un’idea esemplare per coloro che vogliono ricreare un’atmosfera intima e raffinata per ambienti accoglienti e con un grande charme. Pareti con mattoni a vista per un soggiorno di stile Il mattone a vista è un classico intramontabile all’interno di abitazioni di ogni genere e dimensione. Il suo fascino è innegabilmente senza tempo ed è perfetto per progettare soluzioni creative materiche per le pareti di un soggiorno di casa. Impiegato in maniera differente, lasciandolo del suo colore naturale o dipingendolo solitamente in bianco, crea ispirazioni versatili per ambienti più tipicamente tradizionali o per altri più mondani. Tra le molteplici tipologie di impiego, possiamo sottolineare quelle tendenze che hanno portato in auge uno stile vintage dove il concetto di vissuto viene nuovamente apprezzato. Le pareti con mattoni a vista di questo tipo sono quelle che richiamano un soggiorno, all’interno di abitazioni ricavate in ex stabilimenti industriali o commerciali dismessi (i loft). Per soluzioni più delicate, luminose, e dal gusto leggermente nordico, ecco che le pareti con mattoni a vista in bianco spopolano in progetti contemporanei ma con richiami al passato. Ambienti affabili e a volte vaporosi per gli abbinamenti di tutte le nuance del colore puro per eccellenza, che trovano approvazione quando si tratta di rinnovare con un mood fresco e gradevole un soggiorno. Pareti in cemento per un soggiorno contemporaneo Rivestimenti originali per rinnovare le pareti di un soggiorno? Il cemento è la risposta. Una soluzione materica utilizzata originariamente per scantinati e garage non rifiniti, perché rapida e poco costosa ma rivalutata oggi giorno per donare quel tocco di ricercatezza nelle sue versioni sensazionali che riguardano una progettazione: non lavorata e lasciata al suo stato grezzo; rifinita e resa liscia da un’ottima levigatura; spatolata, con sfumature particolari. In linea generale queste pareti in cemento richiamano uno urban style dal sapore industriale e in un soggiorno contemporaneo, vengono abbinate ad arredi in metallo e complementi in pelle per enfatizzare maggiormente un look cittadino. Attenzione a non confondere le pareti in cemento autentiche con quelle dove il rivestimento viene riproposto simulandone l’effetto. Molte pitture o carte da parati richiamano l’idea di questo materiale ma è di sicuro meno convincente e accattivante se lo scopo è proprio quello di utilizzare un prodotto materico che anche al tatto dia le sensazioni caratteristiche dell’elemento scelto. Pareti rivestite in marmo per un effetto di lusso Il marmo è un rivestimento inusuale per le pareti di un soggiorno. Solitamente lo si trova nei paraspruzzi in cucina, nei rivestimenti delle docce e nei bagni in generale per le sue ottime qualità tecniche e capacità performanti. E’ un materiale di pregio, molto resistente e raffinato, anche se per molti è sinonimo di freddezza per i suoi colori di norma tendenti al grigio e per la finitura lucida a cui generalmente siamo abituati. Le pareti rivestite in marmo in un soggiorno, creano in verità un effetto di lusso riscontrabile in ogni progetto realizzato con questa tipologia di approccio. Un appellativo che non vuole indicare opulenza o sfarzo, ma eleganza e raffinatezza senza cadere nel kitsch. Ben si combina con ogni stile e mood di arredamento a cui è associato e scegliendo delle venature con tonalità calde e finiture satinate, sarà incredibile realizzare una soluzione originale e innovativa con lastre di piccole dimensioni, pratiche e creative, per rinnovare velocemente il proprio soggiorno.
Pareti in legno: soluzioni per interni
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Idee per rivestire le pareti in legno Il legno è un materiale con infiniti connotati positivi e che sta ottenendo ottime recensioni nel suo impiego in soluzioni per interni per rivestire le pareti dei diversi ambienti di casa. Ha la capacità di attribuire ai vari spazi un calore senza pari, arricchendo con dettagli e particolari ogni stanza. Conferendo stile e design originali e unici, queste pareti in legno divengono dei veri e propri elementi naturali che consentono alle pareti stesse di regolare la loro traspirazione, assimilando l’umidità presente, oltre ad attutire notevolmente i vari rumori grazie alle loro proprietà fonoassorbenti. Le varie idee per rivestire le pareti in legno, partono dalla modalità con cui le si vuole attuare. E’ infatti possibile ricorrere sia a pannelli modulari di varie dimensioni che a listelli singoli, tipo perline o addirittura parquet, anch’essi in misure e formati disparati. Altra scelta riguarda poi l’essenza del legno, molto importante e da ponderare a seconda dell’ambiente in cui la si vuole inserire. Quali idee insuperabili e da cui trarre spunto, propongono gli architetti e i designer di interni per rivestire le pareti in legno? Pareti in legno in ingresso: informale o signorile Un ingresso, formale e signorile o meno convenzionale e più frizzante, è un ambiente di casa che può rapportarsi con gli altri spazi secondo due modalità: o essere parte integrante di un ampio open space o essere progettato come luogo a sé stante che funga da vero e proprio divisorio. In entrambi i casi renderlo accattivante e distintivo è indispensabile se si desidera arredare uno spazio che deve essere funzionale ma anche bello. Una tra le tante idee è quella di rivestire le pareti in legno per delineare uno stile accogliente e informale, come nelle farm house americane. Listoni di legno applicati verticalmente e verniciati in bianco, aumentano la luminosità di questo spazio rendendolo confortevole e pratico. Utilizzare invece una sola porzione di superficie muraria, magari quella bassa pianificando dei pannelli che ricordano le boiserie d’epoca, rende l’ambiente con le pareti in legno in ingresso maggiormente signorile ed elegante per un mood senza tempo. Pareti in legno in cucina: caldo e intimo Le pareti in legno cucina sono un esemplare espediente per creare un ambiente caldo e intimo in una zona della casa ampiamente vissuta e utilizzata. Per chi pensa che le pareti in legno possano caratterizzarla in modo rustico, non ha tenuto in considerazione gli impieghi di ultima generazione di questo splendido materiale su intere parti murarie che ospitano pensili e credenze contemporanee, e a volte minimal, producendo un effetto stilistico di tendenza e design ma al contempo confortevole e ospitale. Impeccabile quando le finiture delle pareti legno in cucina vengono accostate a contrasto con mobiletti e ripiani, ad esempio se utilizzate come paraspruzzi opachi e scuri, in opposizione ad ante chiare e lucide, e meravigliose e ancor più particolari, se tali porzioni interagiscono con intere pareti in legno adiacenti, per creare una continuazione materica perfetta. Pareti in legno in cucina, applicate in maniera più tradizionale, con listelli orizzontali dal colore chiaro, ripropongono l’idea di ambiente retrò, rivisitato in chiave contemporanea, con progetti dal sapore vintage di grande effetto. Essendo pareti in legno sottoposte a costanti schizzi d’acqua del lavello e vapori provenienti dal piano cottura, sarà cura del padrone di casa di assicurarci che il prodotto da impiegare, abbia subito lavorazioni tali da possedere alcune caratteristiche fondamentali per renderlo inattaccabile da umidità, batteri, germi e muffa. Pareti in legno nel soggiorno: raffinato e di stile All’interno di un soggiorno le pareti in legno non possono che conferire un sentore raffinato e di stile, dove ogni complemento d’arredo, in forme, materiali e colori differenti, ben si sposa con la naturalezza del legno esaltandone qualità e pregi. Indubbiamente, progettare e realizzare intere pareti in legno nel soggiorno, da pavimento a soffitto con nicchie e inserti utili ed efficaci per riporre soprammobili o libri, contribuiscono ad aumentare il fascino di un ambiente moderno e dal sapore minimalista. Pannelli che creano semplici disegni geometrici in rilievo, in colorazioni chiare e neutre, sottolineano invece in maniera differente, ma pur sempre raffinata e trendy, le pareti in legno nel soggiorno che esaltano spazi conviviali anche se formali. Pareti in legno in camera da letto: elegante e confortevole Idee particolari che rendono le soluzioni per interni esclusive, per non dire realizzate in limited edition, sono le pareti in legno in camera da letto utilizzate per renderla sorprendentemente elegante e confortevole, dove la posa, il colore e i dettagli delle cornici si differenziano da schemi e disegni già diversamente utilizzati. La connotazione stilistica può variare nella scelta dell’arredo ma la parete in legno deve avere un rigore simmetrico che la fa divenire il punto focale all’interno della camera stessa. Incorniciare il letto per esaltarne la posizione, impiegare pannelli in realtà semplici e privi di fronzoli a tutt’altezza, rifiniti da listelli sagomati colore su colore, e propendere per toni scuri ma non cupi sono i tre elementi su cui lavorare per ottenere una elegante e confortevole camera da letto con pareti in legno. Pareti in legno in bagno: pro e contro Il legno può essere utilizzato anche per rivestire le pareti in bagno? Pro e contro si fanno avanti su una questione che in realtà non trova posizioni ferree e univoche. Essere a favore o meno dell’impiego di questo materiale in un ambiente di casa molto sollecitato da acqua, vapore e umidità, richiedere valutazioni attente e ponderate. E’ di sicuro un materiale con una resa ineguagliabile e che riesce ad offrire delle sensazioni di calore e intimità davvero unici. Le molteplici varianti di essenze in colori più neutri tendenti quasi al bianco o in tinte più scure e rossicce, lo rendono elemento versatile per ogni tipologia di stili di bagno, gusti e preferenze personali. Per contro, essendo un materiale naturale vivo, sottoposto a continui cambiamenti di temperatura e clima, potrebbe in effetti subire qualche modifica nel tempo. E’ indispensabile vagliare con accuratezza le tipologie di legno proposte e che abbiano subito dei trattamenti resistenti (sempre con prodotti atossici ed ecosostenibili), soprattutto per pareti in legno in bagno in zona doccia e vasca. Tali lavorazioni rendono i pannelli da applicare, impermeabili, anti batterici e refrattari nei confronti di funghi e muffe.
Come arredare casa con 8 colori pastello
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Quali colori pastello scegliere per arredare casa Quando si pensa ai colori pastello da scegliere per arredare una casa, il nostro pensiero va immediatamente verso colorazioni pallide, come il giallo, l’azzurro, il rosa o il verde. Nel settore grafico il termine pastello viene utilizzato per indicare una nuance che si differenzia dalle altre per la sua minima saturazione e l'elevata luminosità. Ciò significa che l’intensità dei vari toni sarà indubbiamente tenue ma non per questo cupa e fosca. Le gamme pastello sono splendide nei vari ambienti in cui vengono inserite perché eleganti e soffuse. Sono i colori della primavera, solari ma contenuti. Molto in voga e in linea con le tendenze di design, sia contemporaneo che con richiami vintage, offrono innumerevoli spunti per progetti inconfondibili e di gran pregio. Ma tra le tante palette proposte quali colori pastello scegliere per arredare la propria casa in modo particolare e non eccessivamente ripetitivo e monotono? Per voi 8 colori pastello che potranno dare adito a suggerimenti e idee per soluzioni di design facilmente realizzabili. Verde menta per arredare casa Un colore che ciclicamente torna con grande enfasi per arredare i vari ambienti di casa, in e outdoor. Una nuance pastello vintage rivisitata con un look fresco, che richiama la natura ma in senso innovativo. Un tono di verde particolare che tende all’azzurro e che ben si sposa in tutti gli spazi, quando lo si utilizza nella scelta degli arredi di casa, di solito accostato a colori neutri, principalmente il bianco, o al legno naturale. Verde menta per arredare casa. Si! In cucina viene spesso utilizzato per arredare la zona pranzo, con sedie di design e pensili tinteggiati o in bellissimi i frigoriferi anni ’50. Anche stampe e quadri su pareti chiare, trovano ispirazione in questo colore, così come lampadari a sospensione o tessili che si inseriscono benissimo in ambienti soft ma dal sapore energico. Nella zona giorno o all’interno della zona notte è un colore pastello che diventa amabile e gradevole e a seconda degli accessori scelti (morbidi tessuti o cuscini o consistenti e metalliche sedute) sposta le tendenze verso mood più tradizionali, in stile shabby o elegant chic, o maggiormente attuali, in industrial o urban style. Un tocco di rosa per creare raffinatezza Chi si immagina che il rosa implichi esclusivamente il suo utilizzo in camere riservate a bambine o adolescenti, non ha mai pensato a questo colore per arredi di casa che concretizzano invece soluzioni dal design moderno e contemporaneo. Un colore pastello caldo per trasformare gli ambienti di casa donando raffinatezza con un tocco di classe, senza cadere nel pacchiano o nel troppo formale. Pareti, arredi, complementi e accessori, ogni elemento in questa colorazione può essere inserito senza remore in qualsiasi spazio in casa per progettare luoghi dalle atmosfere rilassanti e delicate. Giocare su abbinamenti o contrasti dipende da cosa si vuole ideare. Una zona giorno può avere come punto focale un bellissimo divano rosa pastello, attorno al quale ruota tutto l’arredo oppure richiamare in ogni zona questa nuance tono su tono per un ambiente meno delineato e particolarmente intimo. Per chi non ama essere monotono e ripetitivo, è sufficiente divertirsi attraverso contrasti di colori o con diverse tipologie di materiali che smorzino toni troppo delicati e zuccherosi che non a tutti sono congeniali. Splendido per arredare un bagno sobrio ma distintivo dove gli eleganti accessori in bianco vengono ancor più esaltati da una parete rosa pallido quasi eterea. Azzurro, sempre in voga tra i colori pastello L’azzurro pastello è un colore che ricorda una delle tante tonalità che il cielo assume nelle limpide giornate primaverili. Unico e meraviglioso per tinteggiare intere pareti che fanno da sfondo ai vari mobili per arredare casa in differenti stili proposti. Romantico e leggero in cucine country chic dal sapore un po' consumato e vissuto, tenue ma fresco in soggiorni cittadini con un arredo lineare, rilassante e distensivo in zona notte da sogno. Insomma uno tra i colori pastello per arredare casa molto utilizzato perché versatile e ben adattabile a ogni gusto e desiderio personale, nonché tendenza e scelta stilistica. Colori pastello caldi: giallo e arancione Il colore pastello per eccellenza, sempre apprezzato e che davvero non stanca mai. Il giallo, nelle sue versioni delicate è decisamente la colorazione più impiegata per tinteggiare e arredare casa. Noi però, vogliamo proporre delle alternative dove questa colorazione, pur facendo da padrona, trova differente posto e occupazione, per rendere però ugualmente frizzante e luminosa la vostra scelta per arredare casa. Rivestimenti tessili, per poltrone o tendaggi, sono solamente uno tra i tanti escamotage che fanno scegliere questo colore pastello per arredare casa, così come quadri, lampade o tappeti che adempiono allo stesso scopo. Un tono altrettanto caldo ma con meno seguito poiché decisamente più predominante è l’arancione, che tuttavia adoperato nel modo corretto negli accessori, ma soprattutto inserito in ambienti spaziosi e ariosi ed accostato quasi esclusivamente al bianco o a toni ecrù, trova anche lui il suo posto ottimale per arredare in modo non convenzionale una casa. Colori pastello insoliti: viola lampone e marrone Per chi vuole stupire e arredare casa con colori pastello insoliti ma impeccabili e di grande tendenza, ecco che arrivano in vostro aiuto il viola lampone e il marrone. Il primo è un colore tra il rosa e il viola e diciamolo, solo in apparenza leggermente più femminile rispetto ad altre tonalità. Infatti, se accostato ad arredi studiati e a toni neutri ma con qualche accento qua e là, provoca un’esplosione di idee e soluzioni adatte a chiunque e a qualsiasi ambiente, sia che si tratti di un soggiorno o che si parli di camera da letto. Perfetto e ineccepibile su porzioni di pareti e accostato a bianchi e grigi non troppo asettici, per creare ambienti conviviali e di stile con arredi di casa semplici e lineari ma che impreziosiscono l’atmosfera. Il secondo è in realtà un colore già sperimentato ma a cui forse non è stata mai data la giusta importanza. Non parliamo di un beige o noisette non troppo amati, ma di una tonalità di marrone pastello pura, resa più mite e soffusa per arredare casa in modo ricercato. In abbinamento sostanziale al bianco o a light grey esalta i complementi d’arredo casa nell’ambiente in cui viene inserito, garantendo un look sofisticato ma non pretenzioso e pertinente rispetto a ciascuna tendenza scelta.
Letto Montessori: idee e consigli a misura di bimbo
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Perché scegliere un letto Montessori Per chi si interroga sul perché scegliere un letto Montessori per il proprio figlio rispetto a un lettino tradizionale, deve ben comprendere che il metodo educativo montessoriano si basa sul concetto di libera attività all’interno di un ambiente preparato ad hoc per le diverse età di un bambino, con la funzione di permettere all’ occupante di questo spazio, di sviluppare una completa autonomia rispetto alle aree utilizzate, impiegando però arredi e accessori realizzati in proporzione al bambino stesso e ai suoi bisogni reali. Un letto Montessori a misura di bimbo possiede un’altezza tale da poter lasciare una completa accessibilità a un piccino di circa 18 mesi o che sappia camminare e muoversi gestendo in modo competo tali movimenti, per poter salire e scendere liberamente senza paure o pericoli. Viene considerato un esemplare strumento di crescita, perché offre la possibilità di iniziare ad aumentare il livello di indipendenza di un bambino, che potrà esplorare gli spazi della propria cameretta in modo tranquillo e sicuro perché tutto studiato per le sue misure e necessità. Letto Montessori: caratteristiche e misure Un letto Montessori presenta delle caratteristiche e misure proprie e ben precise. Prima fra tutte quella di essere sprovvisto di sponde e sbarre, ma che lo rendono comunque sicuro al 100%, in quanto, avendo un’altezza davvero minima rispetto al piano di calpestio, un bambino non potrà subire assolutamente urti dannosi dovuti a casuali cadute, che potranno comunque essere attenuate con dei tappetini morbidi posizionati a fianco del letto stesso. Altra caratteristica riguarda il posizionamento del materasso che può essere lasciato direttamente a terra o inserito in una struttura apposita ma mai delimitato o costretto da impedimenti che possono divenire un ostacolo per i vari spostamenti del bambino. Ma quali sono in effetti le altezze di un letto Montessori? A seconda dei vari modelli presenti in commercio, che variano a seconda della forma o dello stile proposto, la sola dimensione che è fissa e uguale per tutti è la sua altezza, che deve essere di non oltre 25 cm da terra (considerato anche lo spessore del materasso). Se parliamo invece di larghezza e lunghezza, vengono naturalmente concesse delle deroghe in base alla conformità corporea del piccolo e si possono trovare letti da 60 x 120 cm, da 70 x 140 cm e così via. Valutare le fasi e il ritmo di crescita del bambino, insieme alle dimensioni della sua cameretta, vi condurranno verso la scelta ottimale del letto Montessori più adatto al vostro piccino. Letto Montessori in materiale ecosostenibile Oltre a concetti legati allo sviluppo conoscitivo a livello sensoriale del bambino, con metodi naturali e privi di costrizioni inutili, il metodo Montessori sposa benissimo i principi e le nozioni in ambito di bio sostenibilità. Gli arredi, gli accessori, i giocattoli e persino i vestiti, vengono pensati e creati con materiali ecosostenibili e naturali al 100%. Un letto Montessori è solitamente realizzato e costruito in legno con sistemi di incollaggio con prodotti vegetali. Lasciato del suo colore originario o tinteggiato in una tonalità prescelta (con soluzioni all’acqua), viene poi trattato con vernici atossiche di finitura e derivate da processi di raffinazione di sostanze non dannose per l’ambiente e la salute. Medesimo procedimento per materassi, presenti sul mercato in gomma naturale o lattice (un ‘emulsione complessa di caucciù in acqua) antibatterico e anallergico e per le lenzuola realizzate con cotone e bambù biologico. Letto Montessori a casetta I più caratteristici letti Montessori sono quelli con la tipica struttura a casetta, che possono essere più semplici e realizzati con la struttura a vista o più completi con copertura sopra la zona cuscino. Ideali per maschietti e femminucce, rendono davvero una cameretta unica e originale, ma soprattutto a misura di bimbo. Hanno la capacità di crescere con il bambino e di diventare all’occorrenza uno spazio dedicato al gioco o un divano da lettura per i più grandi. Le bambine avranno modo di adornalo con luci, stelline e pom-pom colorati, mentre i bimbi con bandierine e peluche dedicati allo sport.   Letto Montessori fai da te Ideare e progettare un letto Montessori fai da te non è cosa davvero difficile e può essere utile per chi vuole, prima di acquistare, cimentarsi in questa esperienza ma non è del tutto sicuro del suo successo. La soluzione più semplice e al contempo la più immediata è quella di poggiare direttamente a terra il materasso. Per chi possiede invece un letto con piedini, può pensare di eliminarli ma sempre verificando che l’altezza totale dal pavimento non vada oltre i 25 cm. Infine per chi possiede grande manualità e vuole progettare un letto Montessori maggiormente simile a quelli proposti da qualificati e specifici brand del settore, può costruire una struttura bassa di base, che già adempirebbe allo scopo rispettando le dimensioni standard per un letto di questo genere, arricchito eventualmente da baldacchini ma sempre tutto all’insegna della semplicità e funzionalità.   Quanto costa un letto Montessori Ma realmente quanto costa un letto Montessori? In realtà non così tanto come i più si aspettano. E’ naturale che per chi esige un letto che cresca di pari passo con il proprio bambino, la spesa sarà più sostenuta e naturalmente moltiplicata per ogni singolo complemento d’arredo che verrà acquistato. Ma se si tiene in considerazione un normale cambio di letto, quantificabile in un ricambio di due misurazioni (tipico anche per letti tradizionali), che considerano un primo lettino post culla, con dimensione 60 x 120 cm e la successiva 80 x 200 cm, il budget sarà estremamente più contenuto. I costi, considerati vari marchi che si occupano di questa particolare produzione, possono variare tra i: 150 e i 200 euro per le dimensioni piccole e medie più semplici, che prevedono solamente la base contenitore o strutture a teepee; 200 e i 300 euro per le dimensioni maggiori e con strutture tipiche a casetta; fino a 500 euro per quelli maggiormente rifiniti con piccoli inserti decorativi come staccionate o ruote per ricordare fattorie o macchinine.
9 bellissime testiere per camere da letto matrimoniali
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Utilizzare testiere originali in camere da letto matrimoniali Se non siete amanti delle convenzioni e preferite creare un vostro stile sensazionale all’interno dei vari ambienti di casa, e in particolare nella zona notte, per renderli davvero unici e distintivi, ecco che investire sulla realizzazione di testiere originali in camere da letto matrimoniali fa al caso vostro. Letti di ogni tipologia e brand (ad esempio in legno, in ferro battuto o per gli imbottiti) propongono testiere di vario genere, piene o lavorate, con altezze differenti e disegni davvero caratteristici ma tuttavia statiche perché naturalmente inglobate al letto stesso. Chi invece desidera utilizzare elementi versatili e intercambiabili con la possibilità di modificare stile, colore e materiale investendo budget contenuti e impiegare tempi più o meno brevi, può di sicuro trarre ispirazione da queste 9 bellissime testiere per camere da letto matrimoniali per concretizzare, in modo economico e semplice, fantasiosi e incomparabili prodotti che saranno i protagonisti di un’ intero spazio che diventerà davvero un ambiente di tendenza e alla moda. Testiera letto in pannelli in mdf o legno Maneggevoli, sottili e facilmente applicabili a parete per soluzioni ecologiche e sostenibili dal punto di vista ambientale e della salute. Una pratica e quanto mai versatile soluzione, sono le testiere letto in pannelli in mdf (medium density fibreboard, ovvero pannelli di fibra a media densità), un materiale altamente resistente, ottenuto dalla pressatura ad elevata temperatura delle fibre di legno con l’impiego di colle e resine naturali, che vengono successivamente ricoperte da un film protettivo che rifinisce la superficie in maniera liscia e uniforme. Disponibili in diverse dimensioni e spessori, pronti all’uso e immediati da appendere sono incredibili per realizzare un appoggio davvero creativo e inusuale. Più comune l’impiego dei pannelli in legno ma pur sempre originali, intercambiabili e con un tocco di classe se trattati con vernici atossiche per mettere in rilievo le venature e il colore caldo che solamente il legno stesso può fornire. Anch’esso applicato a parete con viti e tasselli ha la praticità di poter essere rimosso, trasformato, verniciato o sostituito in qualsiasi momento. Per concludere con lo stesso materiale, suggeriamo le intramontabili testiere in pannelli di legno traforati ricavate o da pallet modificati o costruiti con semplici listelli sottili. Lasciati di solito nella loro finitura al naturale, vengono avvitati a parete e arricchiti dalla possibilità di poter applicare splendidi fili luminosi con funzione di abatjour alternativo. Testiera per letti matrimoniali in cartongesso Costruire dei bassi muretti che simulino una testiera per letti matrimoniali in cartongesso, con o senza nicchie, luci incorporate o appese, è un ulteriore metodo per creare soluzioni di home decor fuori dal comune e non conformati alle tradizionali idee per arredare una zona notte. Grazie allo scheletro interno rivestito di lastre di dimensioni ridotte, questa testiera letto in cartongesso, costituisce un elemento maggiormente corposo, ma non statico e neppur così pesante da non poter essere comunque rimosso all’ occorrenza, e viene soprattutto messo in evidenza il suo aspetto davvero utile di incorporare la duplice funzione di comodino porta tutto con piano d’ appoggio superiore orizzontale per libri e riviste e testiera verticale vera e propria. Testiera letto in metallo dal sapore industriale Per completare un look dallo stile industriale in camera da letto, oltre a comodini, armadi e panche, perché non azzardare una testiera letto removibile in metallo? Una soluzione ottimale ed efficace, all’ insegna dell’ originalità e semplicità. Una struttura leggera che può rappresentare una sorta di libreria senza piani intermedi, dove appoggiare cuscini e godere di meritati momenti di relax. Un prodotto facilissimo da rimuovere, spostare, trasformare e riutilizzare anche in altri ambienti all’interno della propria casa. Testiera letto a cornice: disegnata o in rilievo Per chi vuole davvero ridurre ai minimi termini il concetto di testiera letto, ecco che proponiamo idee e progetti relativi a cornici posizionate direttamente sulla parete che ospita il letto nelle versioni bidimensionali o in rilievo. La più essenziale si limita ad una piccola striscia di colore dipinta sul muro e che idealmente funge da testiera letto a cornice monocromatica, dal momento che attraverso il suo contorno delimita la zona dedicata al riposo. La testiera letto c’è o non c’è? Bellissimi decori, dipinti nelle tonalità dei colori scelti per gli accessori della zona notte, creano l’illusione che tutta la parete diventi una vera e propria testiera letto a cornice che avvolge e valorizza la semplice forma rappresentata da doghe e materassi. Un’ espediente particolare ed emblematico per chi vuole davvero stupire in fatto di decorazioni e arredo. Finte boiserie, realizzate con pannelli e cornici in polistirene o poliuretano, lasciate nel colore bianco tradizionale o verniciate nella nuance che maggiormente si preferisce, divengono un ottimo escamotage per ideare testiere letto a cornice in rilievo che donano carattere all’ambiente, definendo la posizione del letto stesso senza essere troppo invasive. Una volta stabilito il disegno che si intende realizzare è semplice applicarle con colle monocomponenti, appositamente create per incollare elementi a base polimerica. Cornice però, può anche voler dire utilizzare una vera e propria struttura in legno, atta a contenere stampe e quadri ma che svuotata del suo contenuto e addossata alla parete, diventa una testiera letto ultra minimal, lasciata al suo stato naturale o dipinta. La comodità della testiera letto imbottita Nulla di più morbido e accogliente di una testiera letto imbottita che ci avvolga nei momenti di lettura o di riposo. Pratiche e multiformi se costituite da semplici cuscinoni colorati e applicati con velcro o passanti in stoffa a bastoni per tende su misura e avvitate a parete. Meravigliose se strutturate come delle vere e proprie ottomane verticali dove l’imbottitura e la stoffa vengono applicate tramite impuntura e colle a un pannello di legno leggero che può allo stesso modo essere applicato a parete, se la dimensione è ridotta, o ancorata alla struttura del letto, ma pur sempre asportabile, se realizzato in misure maggiori e predisposto per essere appoggiato anche a terra con la base intera o tramite piedini creati appositamente.
Come scegliere le scale a chiocciola per interni
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Scegliere, progettare e installare scale a chiocciola in casa Una tipologia di scala che ha origine in un lontano passato e viene ideata con l’intento di superare grandi dislivelli occupando dei piccoli spazi in torri e campanili, in cui le classiche scale a rampa non avrebbero mai avuto modo di essere costruite. Ancora oggi le scale a chiocciola, vengono scelte e predisposte all'interno di un’abitazione quando lo scopo è proprio quello di recuperare il maggior spazio possibile avendone già poco a disposizione. Il loro andamento segue un disegno circolare e si snoda intorno ad un asse verticale che funge da perno attraverso cui le scale proseguono attraverso un percorso a elica. Quando invece manca il cosiddetto piantone centrale, le scale a chiocciola divengono la conseguente evoluzione di un nuovo modo di concepire questa tipologia di rampa unica che ruota attorno ad un simbolico occhio vuoto che viene chiamata elicoidale. Se alcuni pensano che le scale a chiocciola siano superate, sbaglia perché si deve in realtà segnalare che in molte progettazioni questa tipologia di salita viene proprio scelta e utilizzata per divenire elemento di spicco all’interno di una casa, tanto da diventarne l’elemento caratterizzante e dal design unico. In molti ingressi, ma ancor più in open space e living, troviamo importanti scale a chiocciola che fungono da punto focale e intorno alle quali si sviluppa la scelta dell’arredo e dei vari complementi e accessori. Quali materiali scegliere per le scale a chiocciola Tra i principali materiali da costruzione delle odierne scale a chiocciola, possiamo citarne alcuni, come il legno, l’acciaio, la ghisa e il vetro. Soluzioni ottimali che rendono versatili gli elementi citati, grazie alla commistione delle varie combinazioni che si possono effettuare tra i vari prodotti. E’ infatti usuale trovare scale a chiocciola con struttura metallica e pedata in legno o in vetro o viceversa strutture e pedate in legno con mancorrenti trasparenti o in acciaio. Da considerare poi le infinite finiture e colorazioni che si possono ottenere dalle varie essenze del legname proposto o dalla possibilità di avere matalli opachi o lucidi, o ancora vetri serigrafati, satinati o completamente cristallini. La ghisa viene impiegata invece nella sua totale purezza, per la particolarità dei disegni dal sapore retrò che le scale a chiocciola di questo tipo già possiedono. Giocare sui colori per creare qualcosa di nuovo può aiutare nella fase progettuale. Da citare anche le scale a chiocciola realizzate in cemento. Opere contemporanee e in qualche modo imponenti che assumono un ruolo da protagoniste all’interno di un ambiente per la loro essenzialità e purezza delle linee scelte. Mancorrente tradizionale o soluzioni di design Un mancorrente tradizionale è composto da barre verticali che costituiscono la ringhiera e che sostengono il tipico corrimano che sale in concomitanza con le scale a chiocciola stesse e di solito il materiale utilizzato è il medesimo di quello della struttura. In alcune soluzioni in metallo, la ringhiera ha la variante di essere costituita da pannelli pieni o semilavorati per chi non ama avere l’effetto di vuoto sui lati. Ma per stupire e rendere maggiormente contemporaneo l’utilizzo delle scale a chiocciola, è consigliabile valutare soluzioni di design che hanno trovato largo impiego nei progetti odierni, e che hanno sovvertito l’idea del classico mancorrente. E’ infatti possibile trovare alzate piene in cemento bianco con gradini sempre in cemento incassati nella struttura che seguono l’andamento della salita, cavi d’acciaio a tutta altezza appesi a soffitto e fissati ad ogni gradino o per i veri puristi l’assenza totale di un mancorrente. Scale a chiocciola: pianta rotonda o quadrata La classica forma delle scale a chiocciola è quella a pianta rotonda dove la lunghezza del diametro ne stabilisce le dimensioni. Si opta per questa tipologia nella maggioranza dei progetti di costruzione o ristrutturazione di una casa e se in tempi passati veniva posizionata in angoli o spazi marginali all’interno di una abitazione, oggi trova larghi consensi se molto ampia e inserita in luoghi centrali per raggiungere soppalchi o piani superiori puntando sulla leggerezza e ariosità. La pianta quadrata invece, non è così usuale quando si pensa a delle scale a chiocciola, ma è un espediente molto utile e indispensabile quando deve essere valutata per poter inserire i gradini all'interno di spazi angolari, se posizionata tra due muri e dovendo occupare fori perfettamente squadrati. L’impiego di scale a chioccola con questa forma viene soppesato per scopi quasi esclusivamente funzionali, ma i differenti materiali odierni e le infinite possibilità di personalizzazione la rendono una validissima alternativa da considerare. Scale a chiocciola: dimensioni minime e ingombri La norma UNI 10804, stabilisce le dimensioni minime che devono possedere le scale a chiocciola e nel dettaglio la normativa predispone che: ·      il passaggio utile sia di almeno 70 cm in contesti privati; ·      il diametro sia di almeno 110/120 cm per le scale a chiocciola a pianta tonda; ·      il diametro sia di almeno 100 cm per le scale a chiocciola a pianta quadra. Per scale a chiocciola di dimensioni superiori non vi sono limiti e ciascun produttore saprà indicare, in un progetto realizzato ad hoc, quali saranno le migliori e maggiormente proporzionate per ciascun ambiente, tenendo anche in considerazione il tipo di materiale scelto per la loro lavorazione. E’ previsto l’inserimento di un mancorrente, tradizionale o di design, ma il suo utilizzo non è vincolante in contesti privati. Quanto costano le scale a chiocciola: progettazione e montaggio I costi per una progettazione e la successiva installazione di scale a chiocciola hanno una variazione che dipende in larga misura dal materiale scelto per la sua costruzione e conseguenti rifiniture. Si può infatti partire dagli 800 euro circa per scale in metallo o legno e arrivare oltre i 3.000 per scale con rivestimenti in resina o materiali pregiati. La forma incide marginalmente sul budget da destinare a questa tipologia di scale mentre le dimensioni possono avere una certa influenza, in special modo se le scelte tendono verso scale a chiocciola di design con diametri e altezze importanti. Per avere un quadro chiarificatore, finalizzato alla propria situazione, è bene farsi consigliare da professionisti del settore, che tramite accurato sopralluogo e corretta pianificazione del progetto, sapranno fornire un preventivo inappuntabile e preciso.
Progettare un giardino: 5 tipologie per una zona outdoor
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Come scegliere il modello giusto di giardino per la casa Un’ area verde, piccola o grande che sia, riesce sempre in ogni modo a conferire un look raffinato e di carattere ad una qualsivoglia abitazione. Soffermarsi sulla progettazione giardini che riguardi la scelta di fiori e piante da inserire o la tipologia stilistica verso cui propendere, non è compito semplice. Importante, prima di tutto, avere qualche nozione in ambito botanico e relativo alla flora in generale per capire quale specie di vegetazione sia più opportuno piantare in un determinato luogo, in base al clima e alla conformazione del suolo. Fondamentale poi conoscere le tempistiche riguardanti la potatura, le fasi per la concimazione e gli eventuali travasi da compiere nelle diverse stagioni. Vi sono poi innumerevoli essenze, arbusti, cespugli e fiori a cui siamo legati e che maggiormente ci possono piacere ma come scegliere il modello giusto di giardino per la casa, associando anche la corretta vegetazione per progettare in modo efficiente e corretto? Tante le idee e proposte da valutare ma per facilitare la scelta proponiamo, tra le maggiormente in voga, 5 tipologie per una zona outdoor che diventerà incantevole e saprà valorizzare al meglio l’intera superficie attigua alla vostra abitazione. Vediamo insieme le caratteristiche di ciascuno. Giardino classico all’italiana Per gli amanti delle geometrie e del rigore formale, scegliere di progettare e realizzare un tipico giardino classico all'italiana è di sicuro l’approccio più consono. Ricreare questo stile nel giardino della propria casa è possibile anche se gli spazi sono contenuti. Per progettarlo nel modo tradizionale è necessario inserire i suoi elementi caratterizzanti, che sono sculture più o meno complesse di vegetazione di sempre verdi (come siepi) e alberi di medio fusto disposti in filari, se l’area a disposizione lo consente. La simmetria è ulteriore peculiarità di questa tipologia di giardino all’italiana, così come l’inserimento di alcune aiuole di fiori, arricchite da colorate rose e tulipani, sempre curati e piantati in maniera strategica per seguire nuovamente andamenti geometrici razionali, precisi e ben delimitati. Giardino agreste all’inglese Volendo pianificare la progettazione di giardini rurali e legati alla visione di una natura apparentemente selvatica, è indispensabile orientarsi per una tipologia definita all’inglese, che prevede l’accostamento di tanti elementi in modo casuale dove non è possibile trovare una visione d’insieme per il continuo cambiamento di fiori e piante che seguono un andamento naturale e casuale. Chi intende ricreare dei giardini agresti all'inglese ha ben chiaro questo carattere selvaggio preponderante, ma che prevede in ogni caso una attenta analisi della disposizione di piante e fiori da piantare che solo in apparenza risultano disorganizzati e cresciuti in modo del tutto spontaneo.   L’obiettivo da raggiungere, nei giardini all'inglese, è quello di bilanciare in modo armonioso i vari elementi artificiali con quelli naturali, utilizzando specie arboree e floreali rigogliose e profumate. Castagni, aceri, olmi e frassini sono ottime scelte a cui vengono spesso associati piccoli arbusti e fiori rampicanti che trovano lunga vita su archetti di metallo semi arrugginiti dal fascino retrò e un po' decadente. Giardino profumato alla mediterranea   Un giardino profumato e colorato, ritrovabile in aree che presentano un clima caldo e secco tipico dei paesi che hanno la peculiarità di godere del bel panorama del Mar Mediterraneo, è davvero meraviglioso da osservare e semplice da gestire. Grazie a stagioni che possono beneficiare di molto sole e poche precipitazioni, le piante e i fiori che costituiscono questa tipologia di giardino sono molto resistenti e non hanno necessità di cure eccessive e particolari. Importante però tenere in considerazione alcuni aspetti, come i forti venti o la salinità dell’aria che non giovano davvero a tutte le specie vegetali. Limone, ginepro, lavanda, rosmarino, cappero e piante aromatiche in generale sono perfette e immancabili in un giardino mediterraneo, dove aromi e gradevoli odori esaltano e caratterizzano l’outdoor delle nostre case. Utilizzo di grandi vasi decorativi o creazione di aiuole con vari andamenti, dal piano all’arroccato anche su terreni scoscesi e maggiormente ripidi, rende ancora più accattivante e tipico un giardino mediterraneo.  Giardino zen orientale L’ideazione, progettazione e creazione di un meraviglioso giardino zen orientale, presuppone una conoscenza abbastanza approfondita della cultura giapponese da cui nascono e che vede nel giardino stesso un luogo naturale e di pace che porta benessere al corpo e alla mente di chi lo vive, grazie alla sua capacità di esternare e infondere armonia, tranquillità e quiete. Lo stile e la pianificazione devono essere minimaliste e prive di elementi superflui, come richiede la tipologia tradizionale del Karesansui conosciuto anche come giardino secco, poiché i suoi due elementi principali sono pietre e sabbia bianca sapientemente modellata e rastrellata per simulare sinuose onde d’acqua. Esistono però almeno tre varianti che hanno dato origine a giardini zen orientali più contemporanei dove vengono in realtà introdotti elementi differenti come piante a basso fusto sempreverdi o caduche ma la loro scelta deve essere pur sempre dettata da fattori simbolici, piuttosto che estetici. Immancabili aceri, bambù e i classici bonsai, così come l’inserimento dell’acqua (inappropriato per i puristi di questo stile) che rende in verità splendidi moltissimi giardini zen orientali e le abitazioni che li ospitano.   Giardino moderno minimalista   La variante occidentale del giardino zen, maggiormente semplificata in relazione alle implicazioni filosofiche a cui è legato, è il giardino moderno minimalista a cui è associato uno stile composto da geometrie pulite, linee semplici, dettagli indispensabili e colori neutri. Adatto in particolar modo a dimore contemporanee, anch’esse realizzate con architetture della stessa tendenza, trova consensi anche in abitazioni più usuali dove l’armonia e la coerenza la si trova in elementi che caratterizzano una naturale continuità tra interni ed esterni. Peculiarità assoluta la presenza di un prato verde ben curato e delimitato da pavimentazioni rigorose e raso terra. Altrettanto rigido l’utilizzo di aiuole con bassi cespugli e limitata presenza di fiori monocolore (solitamente bianchi) o di piante grasse come agave o albero di giada. Molto richiesto, oggi giorno, l’inserimento di acqua, intesa come piccole vasche dalle forme squadrate con funzione di laghetto in cui inserire ninfee e luci suggestive.
Come riciclare le cassette di legno nei diversi ambienti di casa
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Come arredare con le cassette di legno Arredare con le cassette di legno è una pratica ormai consolidata da tempo che ha dato, e continua a farlo, splendidi spunti per accessoriare i vari ambienti di casa in modo estroso, eco e sostenibile. Per chi possiede grande manualità o per coloro che si approcciano per la prima volta in un progetto simile è sempre una sfida creare prodotti nuovi ma soprattutto utili. Le cassette in legno, utilizzate singolarmente o inglobate in progettazioni più complesse continuano a stupire e a produrre ottimi risultati. Gli amanti del recupero e del riciclo propongono svariate tecniche per realizzare contenitori, tavolini, sgabelli, librerie, fioriere e quant’altro, spiegando innanzitutto che le cassette in legno non sono effettivamente tutte uguali e vanno diversificate a seconda dell’idea che si vuole creare. Per esempio, quelle che contengono vino e olio maggiormente resistenti e robuste, dovranno essere impiegate per sostenere pesi importanti, quali libri o piani per scrivanie, mentre quelle classiche della frutta potranno accogliere piantine aromatiche ed essere applicate anche a parete. Ecco alcuni esempi di come riciclare le cassette di legno per arredare i diversi ambienti di casa. Cassette di legno in soggiorno: funzionali e divertenti Per ambienti informali dove vari stili si integrano gli uni con gli altri, le cassette di legno, in soggiorno per esempio, trovano la loro giusta collocazione diventando oggetti funzionali e divertenti dove poter riporre libri, documenti, cuscini e soprammobili che arredano e rendono frizzante la nostra casa. Verniciate in colori neutri o lasciate al naturale contribuiscono a fornire un look rilassato e conviviale al soggiorno creando un’atmosfera accogliente e famigliare. Disposte in modo casuale per realizzare un mobile a terra, o impilate come un vero e proprio scaffale, anche con dimensioni differenti, o semplicemente rivoltate per trasformarsi in pratici tavolini da caffè, si fondono e inglobano perfettamente con l’arredo circostante. Cassette di legno: originali in camera matrimoniale L’utilizzo più comune prevede l’impiego delle cassette di legno disposte in maniera singola o a composizione, in camera matrimoniale, per sostituire i classici comodini utili per sostenere lampade e libri e per raccogliere in modo ordinato tessili e piccole piantine. Ma per i puristi del DIY è possibile creare delle vere e proprie strutture che racchiudono il semplice materasso e danno origine a pediere contenitore per ogni genere di accessorio presente nella vostra zona notte. Scrivania bambini con cassette di legno Le camere dei bambini, vengono sempre più spesso arredate in modo non troppo convenzionale per creare degli spazi in cui si possano trovare a loro completo agio e dover poter giocare e studiare in completa autonomia. Ma la possibilità di cambiare disposizione, colore e assemblamento a seconda dei vari utilizzi e scopi e lasciare libero spazio alla loro fantasia e creatività è un proponimento a cui le cassette di legno si adattano alla perfezione per questa zona notte dedicata ai piccoli di casa. Inusuali scrivanie con parti destinate a libri di favole o per riporre peluche, colori e matite sono un ottimo complemento ecologico per arredare un ambiente di casa distintivo e atipico. Cassette di legno per organizzare un corridoio Un ingresso in casa, anche se piccolo o stretto può diventare un punto fondamentale dove poter riporre oggetti, abbigliamento e accessori utili di uso quotidiano da avere sempre a portata di mano. Arredare con cassette di legno per organizzare un corridoio che funga a questo scopo è quanto mai immediato e particolare. Una serie di contenitori posti in sequenza, verniciati in bianco per garantire maggiore luminosità, della stessa dimensione, diventano un vero e proprio mobile a scomparti per riporre scarpe e pantofole con un piano d’appoggio utile per borse, portachiavi e complementi d’arredo particolari. Cassette di legno: tutorial per un perfetto DIY Oggetti versatili e facilissimi da riciclare e reinventare per ottenere elementi eccentrici e unici per arredare i vari ambienti di casa. Con poche e semplici mosse fai da te, un po' di manualità e tanta fantasia, potrete trasformare con le vostre cassette di legno, spazi differenti in casa con un pizzico di stile e tendenza. Gli strumenti da procurarsi per iniziare un progetto DIY non sono molti e alla portata di tutti. Ecco l’occorrente e le fasi essenziali da compiere: cassette di legno: quelle della frutta sono le più immediate da trovare, in varie dimensioni al mercato o da negozianti di fiducia che ne sono ampiamente provvisti. Quelle che contengono vini o liquori sono più solide e impeccabili per progetti ambiziosi e articolati che devono sostenere pesi più importanti. Quelle lasciate al naturale sono da preferire perché potrete lavorarle meglio ed eventualmente colorarle con vernici, acriliche o all’acqua, di qualità superiore e più resistente che sceglierete voi stessi; carta vetrata: indispensabile per eliminare schegge e imperfezioni sia sulla superficie che sui bordi e rendere liscia l’intera cassetta di legno. Inizialmente è indispensabile utilizzare un foglio a grana grossa per rimuovere i difetti maggiori e successivamente procedere con carta a grana più sottile per ottenere un prodotto via via ben levigato; vernici: dopo aver preparato la base e il fondo delle cassette di legno si giunge al momento di verniciarle o con una finitura trasparente, per chi ama il colore del legno, o con un pigmento della tonalità che si vuole realizzare. E’ possibile utilizzare sia un pennello che un rullo per stendere un film protettivo che ha la funzione di creare un fondo sul quale andranno applicati i successivi strati. Fondamentale optare per vernici ecologiche (prodotte con pigmenti di origine vegetale o minerale) e a base d’acqua. Tralasciamo quelle a solvente che derivano da lavorazioni di sostanze chimiche e che sono realmente tossiche per noi e per l’ambiente. Tra uno strato e l’altro è bene carteggiare ulteriormente la superficie con carta vetrata sottilissima per togliere definitivamente le impurità del legno; finitura protettiva: una volta raggiunta la colorazione desiderata ci si deve procurare un prodotto protettivo che renda impermeabili e resistenti le cassette di legno e non consenta una loro repentina usura; colla e chiodi: per fissarle eventualmente le une alle altre si possono utilizzare colle speciali per il legno o sparachiodi per una sicurezza maggiore. Viti e trapano per chi desidera appenderle alle pareti come mensole.
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