Menu
Ricevi 4 preventivi
Ricevi 4 preventivi gratuiti
Cerca per parole chiave

Articoli

Arredamento olfattivo: essenze profumate per la casa
Visite ricevute
88
Immagini dell'articolo
10
Tendenze casa: come rendere accoglienti gli ambienti con i profumi  L’arredamento olfattivo è una delle tendenze casa attualmente molto in voga e ampiamente utilizzata in moltissimi progetti d’interni. In realtà non si tratta semplicemente di inserire una candela mangia odori in cucina, di applicare un diffusore di corrente nel corridoio o di utilizzare un pot-pourri in un cestino all’ingresso. E’ un trend che porta alla scoperta di un mondo più complesso e dedicato alla natura e al suo utilizzo in ambito sensoriale. E’ un modo versatile per personalizzare gli ambienti della propria abitazione e per renderla maggiormente ospitale. Il settore della home fragrances ha subito una eccezionale crescita sul mercato, perché sempre più tenuto in considerazione quando ci si appresta a rinnovare la propria dimora. In effetti quando si entra in una casa, ciò che viene percepito in primis è l’odore presente al suo interno, che deve essere gradevole e non invasivo. La sensazione di freschezza è quella che tutti si aspettano varcando la soglia d’ingresso e che già fa presagire degli interni con stanze pulite, calorose e affabili, benché vissute. Infatti è stato constatato che se un ambiente è dotato di un giusto profumo che lo avvolge, anche i relativi disordine e leggera confusione, non no sono più un elemento negativo su cui ci si sofferma. Ma come si arreda tenendo in considerazione i fattori legati all’olfatto? Gli elementi da valutare, quando ci si chiede come rendere accoglienti gli ambienti con i profumi, riguardano: la dimensione degli spazi: per esempio in grandi abitazioni con zone di rilevanti grandezze, sono ideali le essenze floreali che in aree ridotte risulterebbero al contrario troppo intense; lo stile d’arredo: in ambienti minimal, con orientamenti estetici che prediligono l’utilizzo di materiali freddi, quali metallo, cemento e vetro, è gradevole odorare fragranze speziate che richiamano i paesi caldi mentre in case eclettiche profumare le stanze con qualcosa di più casual e meno formale, come l’aroma del fieno o dell’erba, enfatizza il tema confidenziale utilizzato. Vediamo allora come utilizzare le svariate essenze, ciascuna con le sue proprietà e peculiarità, all’interno delle nostre case, facendo riferimento alle varie tipologie di profumi, ai tipi di diffusore, ai kit presenti sul mercato, tenendo in considerazione anche i loro costi e durata. Arredo olfattivo: a ciascun ambiente il suo profumo Se abbiamo affermato che sia la dimensione della stanza che lo stile d’arredo influiscono sulla scelta dell’arredamento olfattivo di una casa è anche vero che a ciascun ambiente viene associato il suo profumo in base alla funzione che svolge. Nell’elenco che segue, suggeriamo alcune scelte tipiche e ampiamente “indovinate”, da usare per rendere accoglienti le varie zone della propria abitazione: ingresso: è consigliabile utilizzare un’essenza discreta e leggera che invogli ad entrare e sostare in questa prima area di casa. Ottimi muschio bianco, agrumi, menta e liquirizia; corridoio: una zona di passaggio che funge da collegamento tra ambienti deve odorare di fragranze misurate e coinvolgenti. Perfette quelle fruttate, come mela verde, melograno e pesca; cucina: non si possono contrastare i profimi del buon cibo che viene preparato in questa zona di casa. Mantenersi sul tema è la scelta migliore e che ricade su moltissime piante aromatiche con alloro, rosmarino, menta selvatica, timo e maggiorana o su spezie tipiche come la cannella, il cardamomo, l’anice e i chiodi di garofano; bagno: lavanda, sandalo, vetiver, aloe vera sono alcune profumazioni perfette per questo ambiente di sevizio che deve mantenere un elevato e intenso standard a livello olfattivo; soggiorno: le essenze floreali sono da preferire negli ambienti dove è necessario mantenere tranquillità e relax. Giglio, gelsomino, mughetto e lillà vanno benissimo; workspace: profumi naturali che favoriscono una maggiore concentrazione, vanno privilegiate in un luogo dedicato allo studio o al lavoro. Tè verde, ginseng e verbena sono da preferire; zona notte: calore e intimità vanno di pari passo all’interno di una camera da letto. Utilizzare un arredamento olfattivo in tali spazi, significa appoggiarsi a profumi dolci come la vaniglia, il miele, la mandorla e il mughetto. Profumi per la casa: come si dividono le tipologie di essenze Le diverse tipologie di essenze si dividono in varie categorie, che tengono conto della sapiente miscelazione di ingredienti che hanno tutti origine naturale. In base alla loro intensità vengono catalogate e utilizzate nei vari ambienti di casa. La classificazione tradizionale, che riguarda le essenze profumate per una casa di tendenza, prevede: arredamento olfattivo fruttato (pesco, frutti di bosco…); arredamento olfattivo agrumato (arancia, bergamotto…); arredamento olfattivo speziato (zenzero, noce moscata…); arredamento olfattivo erbaceo (erba tagliata, fieno…) arredamento olfattivo fruttato fiorite (rosa, fiori d’arancio…); arredamento olfattivo gourmand (cioccolato, caffè…); arredamento olfattivo aromatico (basilico, aneto…); arredamento olfattivo cipriate (patchouli, ambra…); arredamento olfattivo legnose (cedro, acero…) arredamento olfattivo acquatico alghe marine, sale…). Profumi per la casa: i vari tipi di diffusori Diffondere i vari profumi per la casa significa avvalersi dell’aiuto di accessori preposti a tale scopo. Candele, pot-pourri e profumatori a bastoncini sono perfetti e ancora ampiamente utilizzati. Il loro modo di agire non è continuativo e dipende da una nostra predisposizione all’accensione o allo scoperchiamento di un contenitore. Oggetti più contemporanei permettono, al contrario, di mantenere costante il profumo che si sprigiona in casa, diventando anche un elemento d’arredo che completa lo stile di una casa. Tra questi dispositivi i più impiegati sono: diffusore spray elettrico o a ultrasuoni; diffusori a calore o a freddo; diffusori a sensore; diffusori con funzione di umidificatore elettrico o a termosifone. Tutte le tipologie prevedono che l’essenza sia già all’interno del diffusore stesso e prevede ricariche già pronte all’uso. Profumi per la casa: kit per un arredo olfattivo completo Esistono in commercio dei kit per un arredo olfattivo completo che comprendono una o più tipologie di diffusore (solitamente candele, a bastoncino o ad olio) e una serie di campioncini diversi con essenze e profumazioni tutte da provare. Queste soluzioni sono perfette per chi si avvicina a questo mondo per la prima volta e non conosce nel dettaglio le tante fragranze presenti da sperimentare e da utilizzare nei vari ambienti di una abitazione. Averne a disposizione un certo numero, che varia a seconda delle confezioni, permette di capire quale profumo sia il più adatto per la propria casa, per completare un progetto di interni con un arredamento olfattivo veramente ad hoc. Arredo olfattivo: costi I costi relativi ad un arredamento olfattivo sono decisamente vari e si possono trovare in commercio prodotti che partono dai 5 euro per arrivare a soluzioni da oltre 200 euro. La grandezza dell’elemento, la quantità di essenza contenuta, la qualità dell’essenza stessa, la durata, la finitura del diffusore e il brand produttore, incidono notevolmente sul prezzo finale. Per chi ama cambiare spesso profumazione è consigliabile usufruire di buoni prodotti, ma senza esagerare sul budget, per coloro che invece sono legati ad una determinata essenza, sarebbe maggiormente semplice trovare un diffusore di design importante da esporre e che al contempo sprigioni il profumo caratteristico. Si investe qualcosina in più, ma la spesa verrà sicuramente ammortizzata nel tempo.
Mansarda: progettare uno spazio multifunzionale di design
Visite ricevute
90
Immagini dell'articolo
7
Avere a disposizione una mansarda abitabile è un fattore davvero molto utile, perché permette di sfruttare e valorizzare dello spazio aggiuntivo presente in casa, oltre a far aumentare di valore l’intero lotto del proprio edificio. Progettare una mansarda implica necessariamente una valutazione a priori fondamentale, da cui deve scaturire l’idea di che cosa si vuole inserire al suo interno. In base alle esigenze e necessità può essere vista o come un appartamento indipendente o come un ulteriore piano o di casa da organizzare collocato sotto il tetto dell’abitazione. Nella maggior parte dei casi quest’area viene riconvertita quando i figli crescono e necessitano di un luogo appartato per sé stessi e per ospitare anche gli amici. Ma come progettare uno spazio multifunzionale di design da utilizzare come zona giorno, ma che comprenda anche un locale da adibire a zona notte? Dal momento che in una mansarda non sono quasi mai presenti pareti divisorie, pianificare un open space funzionale e pratico, è senza alcun dubbio l’ipotesi migliore per arredare questo ambiente. I fattori da considerare, per progettare una mansarda con zona giorno + zona notte, riguardano: la creazione di un’area relax in un living accogliente; l’organizzazione di una camera da letto ad hoc; l’ideazione di un’area perfetta per lo studio; di uno spazio attrezzato per l’attività fisica. Progetto mansarda: open space funzionale e pratico Organizzare le grandezze a disposizione in un open space funzionale e pratico, è l’approccio da abbracciare quando si intende affrontare un progetto in mansarda. Piccoli ambienti e stanze con altezze non continue, non possono in questo caso essere considerate, nemmeno se i punti minimi della copertura permettono di poter camminare senza abbassarsi. Non avere ingombri di tramezzi e porte a battente permette di avere più libertà di accesso e spostamento nell’intero ambiente unico. Avere uno spazio aperto abitabile, proporzionato e reso coordinato da una linea comune di arredo e accessori, permette di dare vita ad una realizzazione comoda, confortevole e pratica sotto ogni punto di vista. Le mansioni all’interno di una mansarda dedicata ai ragazzi di casa, sono immediatamente riconoscibili ed essenzialmente riguardano l’inserimento di un ampio salotto, una camera da letto minimalista, una zona studio organizzata e un’area per il tempo libero ben attrezzata. Queste 4 competenze vengono inglobate le une nelle altre in modo preciso e studiato, dove i metri a disposizione vengono ben distribuiti per dare la giusta importanza a ciascuna. Progetto mansarda: relax in un living accogliente La zona giorno di una mansarda, ovvero quella più utilizzata e sfruttata, detiene naturalmente la dimensione più importante, pur inglobandosi armonicamente e senza problematiche particolari con le altre 3 funzioni. Optare per un arredo semplice e comodo aiuta ad organizzare l’area divani, dove soluzioni componibili vanno per la maggiore. Questa opzione permette di spostare all’occorrenza le varie sedute e di trovare la perfetta combinazione per ogni situazione che si viene a creare. La finitura in pelle, più delicata, è ottimale per essere igienizzata facilmente con un panno, ma un tessuto sfoderabile forse è maggiormente indicato quando si pensa di organizzare feste con gli amici e pigiama party notturni. Lampade da terra, tavolini da caffè, tappeti, cuscini e tv completano il look di un living accogliente e dedicato al relax. Il tutto sempre connotato dall’utilizzo di materiali non facilmente deteriorabili e maggiormente agevoli da pulire. Progetto mansarda: una camera da letto ad hoc Quando la metratura lo permette, molto spesso una mansarda organizzata per accogliere amici con divanetti pratici e sfiziosi, in una zona giorno arredata nel dettaglio, si trova lo spazio anche per inserire una camera da letto ad hoc, grazie all’impiego di semplici complementi d’arredo. Nessuno si deve immaginare la classica zona notte con armadi, letto, comodino e cassettiere. Quasi sempre tutti questi elementi vengono meno. Cassettiere multifunzionali vanno per la maggiore, ma caratterizzate da design eccezionali, che non fanno notare che si tratti del tipico comò che contiene i calzini. I tavolini da notte vengono eliminati e l’idea del tradizionale comodino svanisce, lasciando spazio a consolle porta tv, dove ci si può appoggiare l’occorrente per la notte. Il letto può essere gestito come un ulteriore seduta aggiuntiva quando gli amici sono davvero tanti e arricchito da piumoni facili da gestire, colorati e immediatamente sistemabili. Progetto mansarda: un’area perfetta per lo studio Se una mansarda, per un ragazzo o una ragazza, diventa un vero e proprio mini appartamento con zona giorno + zona notte annessa, allora creare qui un’area per lo studio è una soluzione adatta, e perfetta conseguenza dell’organizzare al meglio le esigenze di un teenager. Gli studenti passano davvero molte ore davanti a libri e computer e rendere accogliente e ospitale questo luogo, aiuta e facilita la concentrazione, rendendo meno pesante il tempo da trascorrere a fare compiti e a imparare lezioni. Se sono presenti aperture, quali abbaini o lucernari, sarebbe indicato disporre in questo spazio una bella e capiente scrivania, per godere appieno della luce naturale in ingresso. Un luogo buio e poco confortevole non incoraggia di certo lo studio. Per contenere il materiale scolastico si può pensare di organizzare dei mobili contenitori ai lati del piano di lavoro e utilizzarli per questo scopo e per riporvi anche biancheria e abiti. Una sedia comoda ed ergonomica aiuta a mantenere una corretta postura del corpo, evitando dolori e mal di schiena, ma se preferite una seduta di design, cercatene una con schienale abbastanza e dotatela di cuscino rigido. Mansarda: uno spazio attrezzato per l’attività fisica Molti teenager amano tenersi in forma e dedicano parte del loro tempo libero a svolgere dello sport e della ginnastica. Quando non è possibile farlo in palestra o nelle aree outdoor di casa, avere un luogo interno dove potersi allenare è importante. Pensare di creare in mansarda uno spazio attrezzato per l’attività fisica, non richiede eccessivi metri quadrati a disposizione, perché molte attrezzature possono essere collocate a muro, sospese alle travi del tetto o collocate a terra in angoli che altrimenti non sarebbero sfruttati. Ecco che un ambiente aggiuntivo in casa si rende davvero versatile, prestandosi molto bene ad essere organizzato anche per attività da svolgere nel tempo libero in autonomia e senza vincoli, non disturbando gli altri membri della famiglia.
Mobili webbing: arredare con un intreccio di tendenza
Visite ricevute
233
Immagini dell'articolo
10
  Una tendenza per l’interior design, ritornata oggi giorno molto in voga, presuppone l’utilizzo di mobili webbing per arredare casa. Complementi d’arredo contraddistinti da un intreccio di fibre, con lavorazione a tessitura, vengono scelti per i loro materiali da costruzione e per le nuance naturali che li caratterizzano. Questa neutralità permette di poter inserire dei mobili webbing in qualsiasi ambiente di casa e di armonizzarli con facilità con i diversi stile estetici che si intende utilizzare. Infatti sia in dimore cittadine, piuttosto che in chalet di montagna, il webbing si accosta benissimo a qualsiasi contesto, rendendolo armonioso, completo e arioso al tempo stesso. Questa tecnica già sperimentata in passato, trova grandi apprezzamenti sia impiegata su elementi importanti e di grandi dimensioni come ante di credenze, vetrinette o armadi contenitore, sia su sedie e accessori più contenuti che riguardano l’illuminazione e la decorazione di una casa. L’antesignano di questo revival è sicuramente la paglia di Vienna, utilizzata nelle famosissime sedie Thonet, che hanno garantito il meritato successo a sedute di design inconfondibili, grazie ad una tecnica che lavora la materia prima per darle il consueto aspetto di un ordito a piccoli fori. Un intreccio di tendenza che nuovamente si fa strada nel mondo dell’arredo e che risulta immediatamente riconoscibile, grazie a questi disegni a trama regolare, tipici di questa modalità di “tessitura”. Progettare uno o più ambienti di un’abitazione inserendo mobili webbing, significa abbracciare un trend che richiama un look legato agli elementi della natura, con colorazioni tenui per rendere gli spazi accoglienti, confortevoli e rilassanti. Abbinati a strutture in legno, i mobili webbing diventano degli arredi eleganti e distintivi, che ben si adattano a tutte le zone indoor e non solo a ideazioni per il giardino o la terrazza di casa. Vediamo insieme qualche esempio di come possono essere introdotti in ideazioni di interni di successo!   Webbing: sedute trendy in soggiorno Come già anticipato, le sedute webbing sono un elemento d’arredo già impiegato in tempi lontani, quando un noto ebanista realizzò una sedia con struttura in legno piegato a vapore e intreccio di fibre naturali, che prese il nome di paglia di Vienna. Questa metodologia di lavorazione viene ancora oggi largamente impiegata per la creazione di straordinari oggetti di design che vengono scelti per progettare e decorare sia ambienti in che outdoor. Diversi modelli di sedute webbing riescono a fornire un look davvero trendy in un soggiorno di casa. La classica sedia viene rivisitata in modi diversi e pur abbinandosi perfettamente a un tavolo da pranzo all’interno di un living, trova anche differenti altri modi per inserirsi in una zona giorno spettacolare. Creare un angolino per la lettura o da dedicare a uno studiolo ricavato all’interno del soggiorno, è una prassi decisamente comune. Abbinare pertanto una sedia webbing ad una scrivania o uno scrittoio è un ulteriore modo di arredare un’area personalizzata interna, funzionale e distintiva. Armadi webbing: uno stile naturale in casa Per dare una ventata di freschezza in una abitazione, scegliere uno stile naturale in casa aiuta sicuramente nello scopo. Abbinare colori tenui a materiali come il legno o a fibre quali il rattan, il giunco o il bambù, permette di creare ambienti confortevoli e armoniosi. Tuttavia, un tocco grintoso e che spicchi in un quadro che diventerebbe altrimenti monotono, va comunque inserito. Per farlo in maniera soft e che leghi soprattutto l’ideazione generale di un ambiente, ecco che il webbing arriva in vostro aiuto. Un complemento, che in tutte le sue varianti è presente negli ambienti di ciascuna abitazione, è l’armadio. Alto, basso, lungo o stretto viene inserito in zone giorno e notte come contenitore pratico e utilissimo. Avvalersi di un’opzione che riguardi gli armadi webbing è appunto ottimale per mantenere i toni sobri e poco eccentrici, pur utilizzando una lavorazione singolare e d’effetto. Poltrone webbing: versatili in una zona notte per ragazzi Chi di noi non ha mai ammirato, anche solamente in fotografia, quelle bellissime poltrone in stile coloniale con ampio schienale, posizionate in un giardino o in un patio di case con un look di tendenza senza eguali? Oggi giorno, tali complementi, trovano altra destinazione d’uso e sono maggiormente utilizzati per arredare spazi interni, per chi ama osare e intende realizzare qualcosa di inconsueto per decorare i propri ambienti di casa. Poltrone webbing vengono collocate in grandi open space, in studi, in giardini d’inverno e orangerie e anche in camere da letto per teenager. Proprio loro, rispetto agli adulti, tendono ad accostare vari orientamenti stilistici per il proprio spazio, dando vita a soluzioni eclettiche di grande stile. Ecco allora come sedute webbing si pongono come elementi versatili in una zona notte per ragazzi: funzionale, trendy e dal gusto impeccabile. Paravento webbing: coordinato in camera da letto I paraventi sono elementi che ormai hanno perso la loro funzione principale e quasi sempre vengono inseriti in una zona notte come elemento di puro decoro. Utilizzare un modello webbing coordinato in camera da letto, aiuta ad armonizzare un’idea progettuale particolare e davvero unica, che richiede un perfetto bilanciamento tra i componenti presenti. Questo approccio non impedisce di combinare stili e materiali diversi. Infatti se la linea comune riguarda l’impiego di elementi naturali, sarà perfetto abbinare un letto in legno con comodini a tema, a biancheria e tessuti come cotone o lino e ad accessori in fibre naturali da parete o da terra che completino il contesto seguendo questo filo conduttore univoco. Un paravento webbing è perfetto per l’accostamento sia cromatico che materico. Con il suo intreccio unico aiuta a creare un effetto vedo non vedo del muro retrostante, ponendosi come soluzione flessibile in una camera da letto senza eguali. Letto webbing: in una camera matrimoniale eco Quando i padroni di casa richiedono che vengano rispettate determinate ideologie in termini di eco sostenibilità, è giusto che anche le proposte di arredo di architetti e designer di interni soddisfino questi requisiti e desideri nella scelta di materiali green per tutti i complementi d’arredo che andranno utilizzati. Un letto webbing è una delle tante alternative da impiegare in una camera matrimoniale eco. Un’ originale testiera lavorata secondo questa modalità, permette di valorizzare una zona notte in modo semplice, ma efficace. Osservando le esigenze dei clienti, si proporrà al contempo una soluzione a cui non tutti penserebbero per la propria camera da letto, ma che invece ha un riscontro più che positivo, dato da chi l’ha sperimentata e vissuta quotidianamente.
Armadi complanari: salvaspazio in camera matrimoniale
Visite ricevute
202
Immagini dell'articolo
8
Gli armadi complanari sono dei versatili complementi d’arredo, che danno la possibilità di valorizzare e sfruttare un’area ridotta, utilizzando un mobile salvaspazio dalle dimensioni più svariate. Il tratto caratteristico ed esclusivo di questo sistema, prevede un meccanismo estremamente funzionale, ma delicato. Affinché un armadio complanare adempia perfettamente al suo ruolo, deve essere prevista sia una minuziosa lavorazione in fase di realizzazione sia un eccellente grado di precisione in fase di montaggio. I vantaggi di utilizzare questi patici arredi in una camera da letto, riguardano: l’eliminazione, in fase di apertura, degli ingombri delle tradizionali ante a battente; l’innovativa modalità di apertura ergonomica delle ante; l’ottimale maneggevolezza del sistema di azionamento; la personalizzazione dei binari, in base alle diverse grandezze del vano, anche per misure non standardizzate; la perfetta stabilità delle porte scorrevoli, grazie a guide montate ad hoc e regolabili in più punti con procedure in due tempi e più lente o veloci a seconda delle esigenze; la bellezza di un design minimalista e lineare, grazie alla finitura a filo muro, se incassato o del piano se l’armadio è esterno. Armadi complanari: cosa sono Gli armadi complanari sono la naturale evoluzione di quelli con ante scorrevoli e diventano un’alternativa di grande tendenza, da inserire in una zona notte di stile. Sono molto apprezzati come valida alternativa in caso di spazio ridotto sia in una camera matrimoniale, che in un corridoio o in un ingresso di casa. Diventano un’ottima soluzione, nei casi in cui sia necessario ottimizzare tutti i centimetri a disposizione evitando l’impedimento di un passaggio pratico quando le ante dell’armadio stesso sono aperte. Gli armadi complanari sono molto apprezzati perché rientrano anche in una categoria di arredo, caratterizzata da un design accattivante, capace di valorizzare l’ambiente in cui viene inserito. Il look esteriore che ne deriva è decisamente compatto. Questo grazie alla sua forma lineare e quasi impercettibile (dato che non vi è il duplice spessore delle ante come nel caso degli scorrevoli) e alla possibilità di poter personalizzare la larghezza delle ante nel formato che si desidera. Armadi complanari: come funzionano Come abbiamo precedentemente affermato, gli armadi complanari rappresentano una novità nell'arredo di una zona notte trendy e contemporanea. Se in una camera matrimoniale lo spazio è davvero ridotto, e si desidera comunque progettare un’area personalizzata, funzionale, capiente, ma senza dover necessariamente lasciare da parte il fattore estetico, allora usufruire della soluzione che prevede l’utilizzo di armadi complanari, è la strada giusta da percorrere. Ma effettivamente come funzionano? Fondamentalmente le ante di questi complementi d’arredo, scorrono su uno stesso piano. Questa nuova tipologia di contenitore, prevede infatti un meccanismo che nel settore viene definito a “compasso”. Se per un armadio scorrevole tradizionale sono presenti due guide indipendenti, una per ciascuna anta, nel sistema complanare l’apertura sfrutta un binario, muovendosi in due tempi: prima esternamente, con un movimento perpendicolare e poi lateralmente, in maniera classica. Lo spessore tra le ante, che possono essere anche più di due, viene pertanto eliminato e visivamente un armadio complanare, si propone come un unico mobile omogeneo chiuso e compatto. L’innovativa tecnologia meccanica che contraddistingue questo sistema di binari, che permette un doppio movimento contemporaneo dell’anta, ha dato vita ad una serie di modelli chic personalizzabili, perfetti per arredare in chiave moderna una camera da letto di gran classe. Armadi complanari: quali dimensioni hanno La peculiarità degli armadi complanari riguarda la personalizzazione della grandezza delle ante in base alla dimensione del mobile. Il design pratico e dall’orientamento attuale, contraddistingue la possibilità di adattare queste ante consistenti e molto solide, ma al contempo eleganti e dall’aspetto distinto, a qualsiasi spazio. Le misure possono pertanto partire dai 45 cm sino ad arrivare ai 2 m di larghezza, con tutte le varianti intermedie (60 cm – 90 cm -120 cm – 150 cm). Combinate tra di loro, queste grandi aperture, riescono a coprire luci anche di 5 metri. Per quel che riguarda le altezze si trovano in commercio ante da 80 cm – 120cm – 180 cm - 200 cm – 270 cm- 300 cm, a seconda del brand produttore. Dovendo garantire fermezza e robustezza, le ante complanari sono solitamente realizzate con due pannelli di uguale spessore. Quando sono previste maniglie particolari o finiture specifiche, gli inserti accoppiati possono avere una consistenza diversa, per assicurare l’inserimento di optional e accessori. Armadi complanari: quali finiture prevedono Come per qualsiasi altro armadio di una zona notte che si rispetti, anche le ante di un complemento innovativo complanare, sono disponibili in una immensa gamma di finiture. Queste comprendono naturalmente la scelta del materiale da costruzione, le palette di colori, le modalità di brillantezza, la commistione di più stili ed elementi accessori. Abbinamenti cromatici e materici vanno per la maggiore, perché consentono di movimentare una sorta di parete che risulterebbe altrimenti troppo statica. Nuance a contrasto o effetti opachi e lucidi danno origine a progetti davvero interessanti, dove viene certamente esaltato il gusto personale dei padroni di casa. Creare un mix di finiture, giocando sull'ampio assortimento di varietà di accostamenti e combinazioni, permette di progettare degli armadi complanari davvero unici e dall’aspetto inedito. Armadi complanari: organizzazione interna Il disegno creato dall'anta dona una configurazione dinamica alla composizione, che gioca con le sensazioni date dalla luce e dalle ombre, i chiari e gli scuri. L’organizzazione interna e la grande varietà di accessori da abbinare, permettono di poter progettare un armadio complanare seguendo moltissime suddivisioni. L’elasticità di poter gestire in modo autonomo i vari moduli, consente di attrezzare in maniera più che personalizzata l’indoor di questo grande contenitore. Le tipiche progettazioni con vani a giorno che vedono l’alternanza di mensole e appendiabiti, vengono integrate da cassettiere con grandezze differenti a seconda di ciò che dovranno accogliere, rendendo il guardaroba pulito, ordinato e bello da vedere. L’equipaggiamento interno permette di ideare spazi versatili dove è possibile inserire anche scarpiere, cappelliere e optional particolari che aggiungono un ulteriore valore a tutto il mobile in una camera da letto sensazionale. Armadi complanari: quanto costano I costi di un armadio complanare non si discostano di molto rispetto a quelli di altre tipologie di guardaroba per la zona notte. La differenza su un budget che definiamo standard, e che si può attestare tra i 1.500 e i 2.000 euro, dipende dai classici fattori che vengono scelti per personalizzare il mobile stesso. Questi elementi, che necessariamente incidono sul prezzo finale di un armadio complanare, sono sostanzialmente tre e riguardano: la grandezza sovradimensionata o la realizzazione su misura; l’inserimento di accessori interni che prevedono una suddivisione inconsueta e originale; la scelta di un’illuminazione completa interna. La diversità di finiture e di colori non rappresentano più una componente significativa che modifica il costo d’acquisto, perché presentano quasi nella totalità dei casi il medesimo valore monetario. Entrano in campo solamente quando si presentano eccezionalmente delle richieste singolari, e da valutare caso per caso.
Doccia con finestra: guida pratica alla scelta
Visite ricevute
285
Immagini dell'articolo
10
L’idea di avere una doccia con finestra all’interno del proprio bagno, è una soluzione che non sempre si è pronti ad appoggiare. Molto spesso però, dovendo ristrutturare case datate e con vincoli strutturali da cui non si può prescindere, si deve sottostare a compromessi che si rivelano in realtà delle grandi occasioni da valorizzare. Ma quali caratteristiche deve avere una finestra nella doccia, in modo che non si deteriori stando a contatto diretto con acqua e vapori? Una pratica guida consapevole che porti ad una scelta mirata e ottimale è ciò che serve quando si deve affrontare un progetto di questo tipo. I fattori da considerare, per realizzare e acquistare una finestra da collocare all’interno della doccia, riguardano: l’utilizzo di un serramento prodotto con materiali idrorepellenti; l’accortezza di valutare una pratica apertura saliscendi; l’impiego di un’apertura mista con vasistas per una migliore aerazione; l’uso di un vetro satinato per garantire una maggiore privacy; la progettazione di un’apertura senza posizionare il classico davanzale sotto l’infisso. Doccia con finestra: serramento e materiali idrorepellenti Quando ci si appresta a progettare un bagno, dove nella doccia andrà posizionata una finestra, la prima domanda che ci si pone, riguarda il serramento e i materiali da scegliere per la sua “incolumità”. La paura e la convinzione comune, si soffermano sul problema della sollecitazione diretta di acqua e vapore, e del timore che l’infisso, insieme al suo telaio, possa danneggiarsi nel tempo fino ad un completo deterioramento. Se si possiede già una finestra, che andrà proprio ad essere collocata nel vano doccia, e non intendete sostituirla perché ancora in ottimo stato, sarà bene che si prendano in considerazione alcune precauzioni per cercare di preservarla al meglio. Questo deve essere fatto essenzialmente se il materiale da costruzione è il legno. Utilizzare una tenda o un pannello a mò di scuro, sono due tra le tante soluzioni possibili, e che permettono di isolare l’infisso nella doccia, durante il suo utilizzo. Entrambe le alternative, permettono di proteggere e salvaguardare l’integrità del serramento stesso, che comunque dovrà essere ordinariamente controllato e magari rinfrescato con della vernice apposta e idrorepellente. Se invece, in fase di rinnovamento anche la finestra dovrà essere sostituita, ecco che materiali appositi come l’alluminio o ancor meglio il pvc, saranno la scelta perfetta, per assicurare una ottimale tolleranza a getti d’acqua più o meno importanti e per sostenere tutte le difficoltà legate alla presenza di ristagni di umidità, tipici all’interno di una doccia nel bagno. Bagno con finestra nella doccia: pratica apertura saliscendi Per non avere il fastidioso ingombro di un’anta collocata proprio a metà della doccia e facilitare il ricircolo di aria all’interno del bagno, è in alcuni casi preferibile optare per una pratica apertura saliscendi, che garantisca funzionalità, senza dover rinunciare al fattore estetico. Nella tradizione locale, questa tipologia di finestra non viene molto utilizzata, come accade invece nelle abitazioni d’oltreoceano. Risultano tuttavia davvero molto pratiche quando si devono ottimizzare gli spazi ed eliminare i classici ingombri di una apertura a battente che non dovrebbe avere alcun tipo di ostruzione. Un’anta tipica di un serramento in una doccia dalle dimensioni contenute, rischia di urtare il box una volta aperta e di creare un inopportuno “impiccio” in una zona già delicata. Doccia con finestra: vasistas per una migliore aerazione Se una finestra con apertura a saliscendi non è proprio nelle vostre corde, ma è necessario comunque ovviare al problema di un’anta a battente, è possibile installare una finestra esclusivamente a vasistas per ottenere una migliore areazione nel bagno. Le cerniere posizionate verso l’interno permettono un movimento a ribalta delimitato da appositi fermi, con un’angolazione di apertura che può essere personalizzata. Nelle soluzioni contemporanee questa fessura viene scelta in base ad esigenze particolari e nel caso di un infisso nella doccia è appunto fattibile far aprire maggiormente il serramento, rispetto ai canonici centimetri, per garantire un maggior ricircolo di aria necessario. Doccia con finestra: vetro trasparente o satinato per una maggiore privacy E’ una consuetudine ormai assodata, che una finestra all’interno di un bagno, venga dotata di un tamponamento vetrato opaco, anche se in molti progetti di oggi anche un’alternativa trasparente viene grandemente valutata, sia per avere una migliore luminosità, sia per godere di splendidi panorami o semplicemente perché ai padroni di casa piace questa opzione. Quando si possiede un infisso che da direttamente sulla doccia nel bagno, benché piccola e magari dotata di tenda oscurante, è bene che la scelta ricada su di un vetro satinato o serigrafato per ottenere una totale e assoluta privacy. Una soluzione da attuare in special modo in appartamenti o villette a schiera, dove le distanze tra un’abitazione e l’altra sono davvero limitate. La possibilità di optare per un cristallino limpido può essere fatta quando il foro di apertura è collocato decisamente più in alto rispetto al soffione e magari nella posizione opposta; oppure quando non si hanno altre abitazioni che si affacciano direttamente sulla vostra. Bagno con finestra nella doccia: nessun davanzale sotto l’infisso Avere una finestra nella doccia, permette molto spesso, di poter giocare con le dimensioni e le finiture ad essa associate. Solitamente nella parte bassa del telaio si trova un tipico piano d’appoggio, che in un bagno può essere realizzato in marmo o in pietra poiché non temono acqua e umido. In questa insolita posizione, a meno che già lo si possieda, evitare di inserire un davanzale sotto l’infisso, è la migliore strada da percorrere. Il serramento può essere posizionato a filo muro interno, mostrando una continuità con la parete della doccia stessa o essere collocato a filo esterno, mantenendo una nicchia che verrà intonacata o piastrellata senza avere nessuna sporgenza davvero poco pratica. L’una o l’altra opzione dipendono molto dallo stile che si vuole ricreare e far risaltare all’interno dell’ambiente, mettendo in risalto una tendenza prettamente estetica e più minimalista o una contemporanea ma attenta anche alla praticità di avere un vano incassato per appoggiare doccia schiuma e shampoo.
Compattatori e tritarifiuti per una casa green
Visite ricevute
285
Immagini dell'articolo
10
Compattatori e tritarifiuti diventano un elemento integrato nella concezione di cucina ecologica moderna, dove sistemi intelligenti per la raccolta differenziata e lo smaltimento, aiutano a sostenere un approccio eco sostenibile per vivere in una casa green. Se già negli ultimi anni si è assistito ad un cambiamento nella progettazione delle contemporanee zone cottura, con scomparti appositi dedicati a ciascun materiale per un recupero e un riciclo mirato, oggi giorno si sono sviluppate innovative soluzioni per facilitare la separazione e la successiva eliminazione dei rifiuti casalinghi. Dissipatori alimentari, compattatori a pressione e contenitori per smistare, entrano a far parte della routine quotidiana e il loro continuo utilizzo, fatto in modo semplice e sviluppato attraverso brillanti idee di design, permette di iniziare un percorso eco sostenibile, che porterà benefici per la salute individuale, collettiva e dell’ambiente. Esistono molteplici soluzioni tra cui scegliere e molto spesso l’impiego dell’una non ne esclude a priori un’altra. Tra le ideazioni più utilizzate, che applicano sistemi intelligenti per i rifiuti in una cucina ecologica di una casa green, troviamo: contenitori di design studiati per la raccolta differenziata; tritarifiuti alimentare integrato per il lavello; compattatori per bottiglie di plastica; compattatori salvaspazio; compattatori solari. Contenitori studiati per una differenziata sostenibile I contenitori studiati per una raccolta differenziata sostenibile sono stati i primi elementi a comparire in una cucina ecologica per sottolineare l’importanza di effettuare una consapevole ripartizione dei rifiuti domestici, utile per incentivare un riciclo essenziale per salvaguardare sia la nostra salute che quella dell’ambiente. Inizialmente inseriti nel vano sotto il lavello, hanno trovato nel tempo collocazioni diverse e con dei design sempre più nuovi e particolari. Alcune installazioni esterne hanno forme e colori davvero di tendenza, tanto da non far nemmeno capire che si tratti di bidoni per l’immondizia. In altri casi, e in cucine dallo stile super ricercato, troviamo degli scomparti inglobati sui top di isole e penisole, utilissimi per insacchettare in modo separato i vari materiali. Un’idea che riprende quella già sperimentata in molti locali pubblici e che progettata anche in un ambiente privato, trova grandi apprezzamenti per l’immediatezza d’uso. E’ naturale che per grandi ingombri bisognerà aprire la classica antina o servirsi di contenitori esterni, ma questo problema è riscontrabile per qualsiasi “pattumiera” si utilizzi in casa. Tritarifiuti alimentare: tipologia green per il lavello Il tritarifiuti alimentare è un apparecchio che ha origini decisamente datate. I primi modelli furono testati nel 1927 e specialmente nelle case d’oltreoceano hanno trovato un larghissimo impiego. L’installazione avviene sotto il lavello in corrispondenza dello scarico della cucina, dove attraverso dei dischi metallici, i residui di cibo vengono ridotti in poltiglia e scaricati nella fognatura. Esistono due tipologie di tritarifiuti alimentari: ad inserimento e ad alimentazione continua. Il primo tipo consente di introdurre i rifiuti, chiudere lo scarico del lavandino e poi attivare in tutta sicurezza il meccanismo di triturazione. Viceversa, nel secondo caso, si mette in moto il motore e successivamente di inseriscono gli scarti di cibo. Esaminando i dati dell’impatto ambientale dei rifiuti organici dispersi senza filtri, è stato stabilito che la poltiglia del tritarifiuti non venga dissipata in modo irresponsabile, ma inserita in un contenitore apposito per generare il compost. Grazie a questo fertilizzante naturale creato in casa, che predilige il concetto della biodegradazione assistita, è possibile riciclare e arricchire i terreni agricoli con un solo piccolo gesto quotidiano. Compattatori per bottiglie per una soluzione eco  I compattatori per bottiglie e lattine sono un ulteriore strumento utilissimo per minimizzare l’immondizia di casa ed evitare di avere sacchi stracolmi stipati in ogni dove. Il procedimento è molto semplice e segue semplicissime direttive: è necessario inserire solo contenitori con il logo del riciclo, devono essere naturalmente vuote e non precedentemente schiacciate. Tali mini elettrodomestici in cucina, possono essere sia manuali (con leva) o elettrici (con apposito pulsante). In entrambi i casi, i pro offerti riguardano proprio il ridimensionamento, specie di quello riguardante la plastica, dell’ingombro dei rifiuti che viene ridotto di oltre la metà, con una semplice operazione quotidiana. Compattatori salvaspazio in una cucina eco sostenibile Le idee tecnologiche e la continua evoluzione in tema ambientale, per salvaguardarne l’integrità, hanno dato origine ad elementi con moltissimi vantaggi, che non sono più soltanto un optional all’interno di un ambiente di casa molto vissuto. Scegliendo i vari elettrodomestici che la caratterizzano, ecco che arrivano anche i compattatori salvaspazio in una cucina progettata in chiave eco sostenibile, che con le loro peculiarità facilitano il riciclaggio e la raccolta differenziata anche tra le mura domestiche. Questi oggetti riescono ad ottimizzare il lavoro a loro destinato, perché sono creati per contenere una maggiore quantità di rifiuti, che tradizionalmente trovano posto nei classici contenitori collocati sotto al lavello e che, riempiendosi spesso, devono essere svuotati in modo decisamente più assiduo. I compattatori di rifiuti domestici perfezionano lo stoccaggio e lo spazio contenitivo dedicato agli scarti quotidiani, rimanendo all’interno di una zona apposita chiusa e filtrata che permette di isolare gli odori sgradevoli, non dovendo aprire continuamente lo sportello o il coperchio. Casa green: compattatori solari Per una perfetta gestione della raccolta dei rifiuti, sono stati progettati dei compattatori solari, che sfruttano l’energia pulita grazie a pannelli fotovoltaici ecologici. Sperimentati in luoghi pubblici ad intenso flusso di passaggio, si è pensato di creare in forma ridotta, dei compattatori ad energia solare casalinghi, ottimi per completare una raccolta differenziata avanzata in una casa green ed eco sostenibile. Questo dispositivo intelligente sfrutta il sole che tramite una mini pressa, compatta i rifiuti nel bidone interno. Dunque, non si tratta di un semplice cestino, ma di un sistema innovativo che riduce l’ingombro dei rifiuti stessi e le emissioni di anidride carbonica nell'aria. Un piccolo pannello riesce ad inglobare l'energia solare che attiva il meccanismo senza avere la necessità di essere collegato alla corrente elettrica. Questa modalità di compattazione ottimizza i passaggi per il ritiro domestico sino a 15-20 volte in meno rispetto allo svuotamento dei bidoni tradizionali. Una soluzione inizialmente un po' costosa, ma con dei grandi vantaggi nel tempo.
Verniciare i mobili per un nuovo look in casa
Visite ricevute
354
Immagini dell'articolo
10
Tra gli stili e le tendenze del momento, va assolutamente citata quella relativa al relooking degli arredi che si hanno nei vari ambienti della propria abitazione. Verniciare i mobili per ottenere un nuovo look in casa è una prassi molto consolidata e largamente impiegata dagi amanti del fai da te. E’ un modo ottimale per svecchiare armadi, comodini e sedute, per re-inventare l’estetica di zone giorno e zone notte che dopo lungo tempo hanno magari stufato un po'. Ma come dare nuova vita a complementi d’arredo con la vernice? Può sembrare apparentemente semplice attuare questo trend e spesso si pensa che con qualche tutorial si possa in poche mosse, realizzare un progetto pronto all’uso. In verità vi sono alcuni passaggi essenziali da eseguire e anche per chi ha dimestichezza con il DIY, è sempre bene farsi consigliare sugli attrezzi (importante scegliere il pennello o il rullo in base alla grandezza del mobile) e i materiali appropriati da utilizzare, caso per caso, per evitare errori che potrebbero compromettere la bellezza del mobile stesso. Le fasi da seguire, per verniciare complementi d’arredo, riguardano: carteggiatura: è indispensabile preparare accuratamente la superficie da trattare; stuccatura: è consigliato utilizzare la cementite per creare un fondo appropriato; verniciatura: è bene usare prodotti specifici in base alla tipologia di materiale; finitura: è raccomandato applicare un fil protettivo finale sulla superficie. Carteggiatura: preparare accuratamente la superficie Prima di verniciare i mobili, per dare nuova vita a complementi d’arredo con un look rivisitato in casa, è necessario dedicare il tempo necessario a dei preliminari molto importanti. Preparare accuratamente la superficie da tinteggiare, aiuterà a creare un fondo adatto e resistente, per far sì che la vernice stessa sia più facile da applicare e che raggiunga la massima durata nel tempo, senza dover continuamente ritoccare con ulteriori passate di colore. Gli arredi oggetto di intervento, devono quindi essere carteggiati e levigati con cura. Per ottenere un buon lavoro è indispensabile rimuovere cornici, pomelli, cerniere e quant’altro non debba essere trattato, e iniziare un lavoro certosino con carta vetro specifica, in base al materiale su cui si sta operando. Partendo con una grana più grossa, si procederà con più passaggi, sino a rifinire con una carteggiatura con fogli molto fini, che rendano liscia tutta la porzione da verniciare. Utilizzando panni morbidi, si deve lavare il mobile, eliminando tutta la polvere per poi lasciarlo accuratamente asciugare. A questo punto, se la superficie non presenta imperfezioni, la si può tranquillamente verniciare, diversamente si procede con la fase due che prevede la stuccatura e la stesura di cementite per far aderire meglio la vernice stessa. Stuccatura: utilizzare la cementite e stendere due mani di fondo Specialmente se il mobile oggetto di relooking è realizzato in legno, è spesso necessario stuccare alcune parti, perché deteriorate o mancanti a causa dell’usura e del tempo. Utilizzare la cementite aiuta nello scopo, così come la stesura di due mani di fondo, che preparano sicuramente meglio la superficie da verniciare. Se si deve passare la cementite su un legno già verniciato, è necessario asportare il vecchio strato di pittura attraverso levigatrice o carta abrasiva. Se invece il legno si presenta al naturale, dopo una lieve carteggiata è possibile stendere senza problemi il prodotto scelto. Su altri materiali, la cementite viene impiegata per coprire macchie di ogni tipo, prima di passare lo strato di vernice desiderato e va specificato che ha una funzione prettamente preparatoria su cui verrà appunto applicato un secondo apposito articolo. Non ha funzione di preservare il mobile dalla muffa o dalla ruggine. Vernice: usare prodotto specifici per la tipologia di materiale Per ogni tipologia di materiale che viene verniciato, deve essere usato un prodotto specifico e adatto alla superficie da riportare a nuova vita. Inoltre, in base al tipo di essenza, se parliamo di legno, o in base alla classificazione della plastica o alla varietà di metallo, esistono ancora delle sotto famiglie, che specificano quale vernice sia meglio usare caso per caso. In base alla materia prima che costituisce il mobile, possiamo quindi distinguere le seguenti categorie: vernice per legno: smalti all’acqua o smalti a solvente; vernice per plastica: primer aggrappanti, primer all’acqua, primer acrilici, smalti acrilici bi-componenti, resina epossidica; vernice per metallo: smalti gliceroftalici con antiruggine già incorporata; vernice per laminato: primer acrilico, smalto acrilico. Pennello o rullo: scegliere in base alla grandezza del mobile Pennello o rullo: cosa scegliere per poter avviare la fase di verniciatura? Molto dipende dalla grandezza del mobile e dalle forme ed eventuali scanalature e disegni, presenti sulla sua superficie. Quando si sta lavorando su dimensioni importanti e lisce, un rullo è senz’altro l’opzione più consona da valutare. Con poche passate si dimezzano i tempi di stesura e con minimi accorgimenti si evitano gocce e colate antiestetiche. Inoltre la resa del rullo aiuta chi non ha troppa dimestichezza con le pennellate, sempre visibili. Dopo aver passato la prima mano e aver atteso almeno due o tre ore, per l’asciugatura, è possibile verniciare con un secondo strato. Il pennello viene in aiuto quando si deve far entrare il colore in incavi profondi, porzioni di mobile dalle profondità esigue o in disegni in rilievo. Setole di diverse grandezze vengono scelte per ciascuna parte da tinteggiare e utilizzate all’occorrenza. Finitura: applicare accuratamente con pennello o a stoppino La finitura, rappresenta la fase finale, per dare nuova vita a complementi d’arredo e cambiare il look in casa. Sopra la vernice, dovrà essere applicata accuratamente una mano conclusiva di prodotto, che funge da ulteriore strato protettivo per il mobile. Tale operazione può essere effettuata o con pennello o a stoppino. La scelta dell’una o dell’altra soluzione dipende dal tipo di materiale e dal suo pregio, nonché dall’abilità manuale che si possiede nello stendere il prodotto. Con il pennello le operazioni sono più immediate e veloci, anche se la cura di queto passaggio deve essere comunque ottimale. Utilizzare lo stoppino, significa avvalersi di una tecnica laboriosa e delicata, che richiede più pazienza, ma garantisce un risultato migliore.
Camera da letto in stile moderno: cosa non deve mancare
Visite ricevute
465
Immagini dell'articolo
10
Come arredare una camera da letto moderna, senza tralasciare i più tipici dettagli di questo stile? Nell’articolo di oggi vogliamo proprio sottolineare cosa non deve mancare in una zona notte contemporanea, cercando di mettere in risalto gli ingredienti di maggior spicco e assolutamente indispensabili per questo tipo di ambiente. Una camera da letto è una tra le stanze più importanti di una abitazione. Uno spazio dedicato al riposo e che racchiude tutta l’intimità che i padroni di casa, desiderano godere in pieno relax. L’arredo è decisamente fondamentale, ma dal momento che i complementi presenti non sono poi così tanti, anche tutti gli accessori e le decorazioni abbinate giocano allo stesso modo, un ruolo primario. , prevede l’inserimento di almeno 5 elementi che contraddistinguono in modo emblematico questo stile. I fattori che non devono mancare, in una zona notte nel più classico modern style, riguardano: l’utilizzo di tanto bianco (sia nei mobili che sui rivestimenti); l’impiego di arredi minimal dove linearità e semplicità fanno da padrone; la progettazione di una cabina armadio trés chic; la realizzazione di una tipologia di illuminazione con oggetti di design; l’uso di tessuti leggeri e di gran tendenza. Camera da letto in stile moderno con tanto bianco Il total white è per antonomasia, il concetto base sull’utilizzo di questo colore, quando si sta trattando uno stile moderno per la realizzazione di una camera da letto. È altrettanto vero che il nero e le palette dei grigi ben si abbinano a questo orientamento, e oggi giorno imperversano su pareti e non solo. Soluzioni che vanno sicuramente bene, ma che comunque devono prediligere la nuance preponderante, che riguarda sempre l’impiego del bianco. Lasciare soffitti e muri al naturale, accostando anche un pavimento tono su tono è da preferire quando la scelta di altre colorazioni riguarda l’arredamento circostante. Al contrario se amate un letto o un armadio chiaro, allora un piccolo accento di colore può ben accostarsi sia con la scelta di mattonelle, nelle sfumature  tortora, greige e grey, sia con la sulla selezione della tinteggiatura dei vari tramezzi. In entrambe le opzioni è comunque fondamentale mantenere una percentuale di bianco che sovrasti le altre gradazioni presenti nella camera da letto moderna, in modo da non perdere il filo conduttore di questo stile, solo apparentemente semplice da ricreare. Camera da letto in stile moderno: arredi minimal Altro fattore che non deve mancare in una zona notte nel più classico modern style, riguarda gli arredi minimal posizionati al suo interno. Letti lineari, con testiere regolari e senza fronzoli, comodini essenziali anche sospesi, armadi con ante lisce e impercettibili senza maniglie e che quasi si confondono con le pareti, sono alcune tra le tante modalità per arredare una camera da letto moderna.  Innumerevoli varianti caratterizzano i mobili nel loro essere unici, ma tutti sono necessariamente accomunati dalla sobrietà delle forme e dal moderato utilizzo di accessori che in questo orientamento non trovano davvero spazio. Camera da letto in stile moderno: cabina armadio très chic Non inserire un classico guardaroba, ma optare per la progettazione di una cabina armadio trés chic, è un altro elemento che connota in modo inequivocabile una camera da letto in stile moderno. Anche altri orientamenti estetici propendono per l’utilizzo di questa appendice in una zona notte, ma l’idea primigenia di tale escamotage è assolutamente da accreditare a questo stile contemporaneo sempre in voga. Le ultime influenze a livello di design, la prevedono dietro la testiera del letto, se la metratura lo consente e soprattutto dotate di vetrate per separare, ma senza dividere. Questa linea di realizzazione prevede che questa cabinet room sia attrezzata e pressoché lasciata sempre in ordine perché completamente a vista. Validissime alternative, sempre in stile con la modernità del tema della camera da letto, riguardano inserimenti di porzioni di pareti o di mobili double face pratici ed efficienti. Se la planimetria non lo permette, è assolutamente fattibile organizzare la cabina armadio a lato o frontalmente rispetto alla posizione del letto e di organizzarla in maniera trendy e utile, in una zona notte moderna da vivere quotidianamente, in maniera funzionale e confortevole. Camera da letto in stile moderno: illuminazione di design Anche l’illuminazione prevede delle scelte che sono dettate da un design abbastanza rigoroso e facilmente riconoscibile in una camera da letto moderna. I classici abatjour da comodino non trovano qui la loro massima espressione. Sempre più spesso sono sostituiti da lampade sospese, che hanno preso piede nella quasi totalità degli interventi di arredo d’interni odierni. Non optando per una luce a centro volta, questi due punti luce ai lati del letto, fungono da illuminazione principale, che può essere naturalmente essere integrata da piantane, posizionate in zone strategiche della camera matrimoniale in stile moderno. Un semplice filo scende dal soffitto sino ad una altezza consona, abbinato a paralumi di design con forme futuristiche e uniche. In alcune progettazioni, e a richiesta in base ai gusti personali dei padroni di casa, è fattibile creare due diversi modi per avere un’illuminazione di design ancora più trendy e contemporanea. Abbinare un mini lampadario a sospensione al medesimo modello, ma realizzato per essere appoggiato come una lampada da tavolo, è uno stratagemma molto in voga, e decisamente di grande successo, in tante ideazioni di home decor. Camera da letto in stile moderno: tessuti leggeri nella zona notte Per quel che riguarda la sfera del tessile, lo stile moderno impone che in una camera da letto sia presente una biancheria leggera ed eterea. Non sono ammesse fantasie estrose o molto colorate. Il monocromatismo fa da padrone, sia per le lenzuola che per i copriletti e la “finitura” lucida, come nel caso di raso e seta, è sempre apprezzata. Le alternative in cotone sono ovviamente considerate e stimate, così come il supplemento di coperte e plaid che fungono da accessorio a completamento dell’arredo e da elemento caldo e accogliente all’occorrenza. I tendaggi seguono lo stesso concetto e vedono quasi sempre l’impiego di morbidi teli a tutt’altezza collocati con bastoni dalle dimensioni slim e pressoché impercettibili. Sono ammessi delle doppie tende pesanti, quando non si hanno oscuranti esterni e la praticità deve necessariamente coniugarsi all’estetica, per esaltare uno stile moderno in una camera da letto di tendenza.
Rubinetti neri per un bagno di tendenza
Visite ricevute
494
Immagini dell'articolo
9
La rubinetteria per il bagno è uno di quegli accessori che rientra in una duplice categoria dove estetica e funzionalità vanno di pari passo. Inserire elementi trendy e alla moda, ma al contempo pratici e dotati di alcuni gadget, aiuta senza alcun dubbio a valorizzare un ambiente di servizio chic ed oltremodo efficiente. I fattori da valutare, per scegliere i rubinetti e realizzare un bagno di tendenza, confortevole e comodo, riguardano: la forma: le varianti partono dalle linee più curvate per arrivare a silhouette minimaliste, rette e rigide; il colore: è fattibile oltre alle consuete cromie metalliche (acciaio, bronzo, ottone, rame), personalizzare con qualsiasi colore della scala RAL (nero, rosso, blu…) la finitura: è possibile scegliere rubinetti lucidi, laccati cromati, opachi, satinati; i modelli: le alternative da considerare interessano i miscelatori a cartuccia o a vitone; i materiali: cromo, vetro, ottone. Oggi, vogliamo parlare della sotto categoria del colore e nel dettaglio dell’impiego di rubinetti neri in bagno, per ottenere un effetto di elegante contemporaneità, che ben si addice a qualsiasi stile e a ciascun sanitario presente nell’ambiente oggetto di ristrutturazione o nuova progettazione. Una scelta che ben si sposa sia con oggetti tono su tono (lavandini e sanitari total black) o a contrasto con soluzioni abbinate al bianco lucido o satinato o per coloro che amano osare anche con palette apparentemente estrose ed eccessive, ma di grande effetto, se ben calibrate con i complementi e i rivestimenti circostanti. Vediamo nel dettaglio come si sposa questa particolare rubinetteria in nera, sui vari sanitari di un bagno e quale effetto dona nelle sue varie collocazioni! Rubinetti neri in bagno: da appoggio sul lavabo Come per qualsiasi altro oggetto presente all’interno di una abitazione, anche per quel che riguarda i rubinetti, il colore nero ha preso molto piede, con grandi consensi da parte di moltissimi padroni di casa. Una gradazione che potremmo definire neutra e che con la sua semplice eleganza è riuscita a farsi largo tra le più usuali installazioni di rubinetteria per il bagno. Il tipico rubinetto da appoggio sul lavabo viene ancora molto valutato, in special modo per rievocare stili del passato trasposti nella quotidianità odierna e in situazioni di metrature contenute o posizioni scomode per altre alternative. Erogatori in nero a cigno, con i tipici pomelli a vitone per acqua calda e fredda, sono tornati alla ribalta, grazie al relooking mirato di ambienti di servizio dal gusto retrò e mai superato. Rubinetti neri in bagno: a parete per il lavandino Ritornati grandemente alla ribalta, i rubinetti a parete per il lavandino, costituiscono oggi giorno il 50% delle scelte per realizzare un bagno fashion e glam, con dei modelli ottimi e già sperimentati in passato. Le tendenze e le mode ciclicamente ritornano e questa modalità di montaggio, è stata rivisitata in chiave contemporanea, abbinandovi una colorazione distintiva e signorile. I rubinetti neri a parete vengono gestiti in modi molto differenti, ma davvero tutti di grande effetto. Applicati singolarmente donano un aspetto sobrio ed elegante all’intera zona lavandini; collegati con placchette a muro esaltano la contemporaneità delle forme dal colore sofisticato; combinati a pomelli dalle linee vintage, sono perfetti in nero per richiamare un’atmosfera retrò dal sapore industriale. Questi esempi fanno ben comprendere come una palette univoca, amalgamata a modelli, forme e finiture diverse, riesca a caratterizzare un oggetto di uso quotidiano che diventa un punto focale importante nel proprio bagno di casa. Rubinetti neri in bagno: coordinato per bidet Anche un sanitario come il bidet, se la scelta è stata fatta in base al colore, avrà un rubinetto nero, che richiama di norma quello già acquistato per il lavabo. Solitamente il modello è la versione “mini” di quello in formato XL posizionato nella zona lavandino, ma non sempre. In alcune situazioni è inevitabile dover gestire in modo diverso i vari erogatori di acqua per problemi strutturali o altro. Poco male! Avere degli elementi abbinati non significa necessariamente che debbano avere la stessa linea o forma. I rubinetti neri in bagno possono essere coordinati attraverso il colore, in questo caso nero, per ottenere risultati esteticamente vincenti e che soddisfano al contempo le necessità funzionali. Osare con alternative poco sfruttate o considerate fuori luogo non deve frenare la voglia di personalizzazione un bagno combinando due rubinetti neri che in realtà possono dialogare molto bene nello stesso ambiente. Rubinetti neri in bagno: freestanding per la vasca Il concetto di vasca all’interno dei bagni di oggi, è stato completamente rivoluzionato, facendo diventare questo elemento, il vero protagonista di molti ambienti in cui viene inserito. L’idea della libera installazione, e il conseguente concetto degli oggetti indipendenti, hanno aperto molte possibilità per la rubinetteria abbinata e che prevede molto spesso erogatori a pavimento che svettano come opere di vero e puro design a lato di questo sanitario. Inserire un funzionale accessorio di questo genere nel colore nero, aiuta maggiormente ad incrementare il fascino e il look di tendenza di una salle de bain dallo stile ricercato. Dall’industrial al contemporary, dal country al nordic style, i rubinetti in nero freestanding per la vasca, trovano davvero la loro perfetta collocazione e sistemazione naturale. Rubinetti neri in bagno: saliscendi e soffioni nella doccia Anche per quanto riguarda la rubinetteria nella doccia si apre oggi giorno un mondo ricco di opzioni e varianti a cui molti non sono preparati, quando si sta per scegliere questo accessorio per il bagno. Soffioni a soffitto o a parete, incassati o mobili, con doccetta estraibile e ulteriore erogatore d’acqua integrato con differenti tipologie di getto e così via, sono solo alcune tra le tante alternative tra cui districarsi in fase di acquisto. Per chi ama i modelli tradizionali, con una garanzia di utilizzo collaudata nel tempo, optare per i tradizionali saliscendi è una possibilità che può essere definita classica, ma che viene “svecchiata” dalla scelta del colore nero per tutto il corpo rubinetti e tubo flessibile incorporato. Una visione rinnovata di un consueto oggetto da bagno, grazie ad una nuance senza tempo!
Sei un professionista?
Inserisci la tua attività su Archisio
Registrati gratis
Vai su
Ricevi 4 preventivi
Ricevi 4 preventivi gratuiti e senza impegno
 
Ricevi 4 preventivi
Ricevi 4 preventivi gratuiti
Cerca per parole chiave
Professionisti selezionati:
Cambia filtri
INVIA
Modifica filtri
Annulla