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Cucina: 8 rivestimenti di stile per personalizzare la zona lavello
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Le decisioni da prendere quando si progetta una cucina sono moltissime. Ad ognuna di esse va dedicata la giusta attenzione poiché tutte sono importanti per il risultato nel suo complesso. Questa volta il focus è sul rivestimento paraschizzi per la cucina. Fondamentale per proteggere da schizzi d'acqua, macchie, unto e tutto ciò che si sprigiona durante la cottura dei cibi e che va a depositarsi sulle pareti della cucina, è anche un imprescindibile elemento di stile per questo ambiente. Naturalmente deve essere resistente e facile da pulire ma si richiede allo stesso tempo che sia esteticamente gradevole e che si sposi alla perfezione con il look della cucina. Personalizzare la zona lavello con la scelta di un rivestimento speciale è divertente consente di ottenere risultati unici. Questa area grazie alla posa di una finitura piena di stile potrà risaltare ed essere valorizzata per la sua originalità. Piastrelle noiose e rivestimenti anonimi sono out! Per un effetto sorprendente bisogna puntare su qualcosa che abbia una personalità decisa, che sia riconoscibile e che possa costituire una nota distintiva all'interno della cucina. La voglia di originalità in ogni caso non deve far dimenticare che per un buon progetto occorre mantenere una certa coerenza stilistica generale, per cui questo rivestimento dovrà legarsi bene con gli altri materiali presenti in cucina. Analizziamo le caratteristiche di alcune delle soluzioni da adottare per una zona lavello che possa essere inconfondibilmente originale ed unica. Zona lavello: piastrelle d’autore in cucina Puntare su proposte di design, ricercate ed esclusive è una soluzione che permette di ottenere effetti personalizzati ed originali. Molte aziende si avvalgono della collaborazione di designer ed artisti per sviluppare collezioni di piastrelle che si caratterizzano per il disegno unico.  Piastrelle d'autore che si fanno ammirare per la loro bellezza impreziosiscono qualsiasi cucina. Inserite in un ambiente dove prevale un disegno dalle linee essenziali e minimaliste ne diventano le assolute protagoniste. Un rivestimento per la zona lavello che come un'opera d'arte cattura lo sguardo su di sé ed aggiunge valore all'intera cucina. Cucina trendy: piastrelle vintage a mosaico Per dare alla cucina un'aria rétro, sofisticata e trendy un'ottima scelta è costituita dalle piastrelle a mosaico bianche e nere. Piccoli quadratini che formano un motivo a scacchiera sulla parete dietro al lavello sono molto suggestivi e danno quel carattere vintage così di tendenza. Ideali abbinate ad un pavimento che segue la stessa logica, riprendendo l'alternanza di colori anche a scale differenti. Da tenere presente che se il mosaico ha tessere molto piccole la pulizia purtroppo diventerà un po' complessa per via delle tante fughe. L'alternativa è utilizzare piastrelle più grandi decorate con un motivo a mosaico bidimensionale, il numero di fughe si riduce drasticamente. Zona lavello industrial style con piastrelle metalliche Originalissime quanto innovative, le piastrelle metalliche sono un rivestimento efficace per decorare in modo personale la zona lavello. Una soluzione che si vede poco rispetto alle classiche piastrelle ma che ha tutte le carte in regola per essere scelta. Il metallo è ideale per arredare una cucina un sapore industriale con finiture dall'aspetto solido che ricordano le vecchie fabbriche ma con una veste più raffinata.  Per una cucina accogliente, le tonalità fredde del metallo possono essere scaldate grazie all'abbinamento con superfici in legno, da utilizzare per i pavimenti e per l'arredo. Zona lavello in cucina con piastrelle effetto legno  Il grés porcellanato effetto legno si addice agli usi più disparati. Esteticamente riproduce in maniera fedele l'aspetto del vero legno ed ha ottime prestazioni che soddisfano pienamente i criteri richiesti per questa specifica area della cucina sottoposta quotidianamente ad uno stress intenso. A seconda del formato scelto e dello schema di posa utilizzato l'effetto può variare sensibilmente. Piastrelle dal formato rettangolare simulano i listelli del parquet e si possono posare sia in verticale che in orizzontale. Per un effetto particolare invece si può realizzare una posa a spina di pesce che darà un carattere molto chic alla cucina. L'effetto legno grazie alle sue peculiarità rende la cucina un ambiente autentico ed avvolgente e si accorda bene sia con stili tradizionali che con soluzioni di tendenza. Zona lavello in cucina: piastrelle retrò in bianco e nero  Impossibile resistere alle piastrelle decorate con motivi geometrici di ispirazione retrò. Un richiamo alla tradizione delle maioliche in chiave contemporanea che rappresenta una soluzione di tendenza che riscuote sempre molto successo. Scegliendo piastrelle decorate in bianco e nero non si sbaglia mai. Si inseriscono bene in tutti gli stili d'arredo e ne accentuano il carattere. Per una parete della zona lavello trendy si andrà a realizzare un mix personalizzato di piastrelle decorate nelle tonalità del bianco e del nero, alternando pattern differenti in modo da creare un insieme armonioso. Cucina di tendenza: piastrelle mini e geometriche   Oltre ai classici formati rettangolari e quadrati per creare effetti estrosi si possono utilizzare piastrelle dal formato alternativo per rivestire la zona lavello. Mosaici di piastrelle dalle forme geometriche semplici, come piccoli esagoni o triangoli sono una scelta assolutamente di tendenza per i rivestimenti della cucina. L'effetto è altamente decorativo ed apporta delle note stravaganti e fresche, che ben si addicono ad una cucina dallo spirito giovane e moderno. Se inoltre le piastrelle sono decorate con motivi geometri si ottiene un risultato ancora più originale. Piastrelle in cucina: inserto in vetro cemento Realizzando un inserto fatto di mattoni in vetro cemento nella parete si ottiene una sorta di finestra fissa semitrasparente. Sono una scelta inusuale per questo genere di utilizzo ma hanno tutte le caratteristiche necessarie per esserlo. La forma quadrata dei singoli elementi è rigorosa ed essenziale ma l'effetto superficiale movimentato caratteristico di questo materiale crea effetti cangianti molto decorativi. Inoltre, grazie alla trasparenza i blocchi in vetro cemento apportano una maggiore quantità di luce sul piano di lavoro rendendo più agevoli le normali attività che si svolgono in cucina. Zona lavello con piastrelle in cucina: particolari colori e fantasie Posate sulla parete dietro al lavandino piastrelle decorate con colori fluo e fantasie variegate regala brio e vivacità alla cucina. Una scelta che consente di trasformare questo ambiente della casa nel regno del buon umore. Questo è infatti l'effetto sortito da un rivestimento che presenta pattern molto colorati realizzati con tonalità contrastanti tra di loro, tutte molto accese. Una parete che trasmette energia e positività mette voglia di mettersi ai fornelli e sperimentare piatti creativi. Essendo una soluzione di forte impatto, per non sovraccaricare l'ambiente sarà preferibile optare per finiture neutre per l'arredamento della cucina.
Scale: ringhiere in vetro, raffinate e di gran fascino
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Ricorrenti nelle costruzioni più recenti, le ringhiere in vetro danno un aspetto moderno agli edifici. Senza avere un peso visivo sulla struttura architettonica delle scale offrono agli architetti la possibilità di creare forme epurate e minimali. Nonostante l'apparente leggerezza proteggono in maniera solida, al pari di qualsiasi altro tipo di ringhiera. Quando si parla di ringhiere in vetro si possono distinguere due diverse tipologie:  ringhiere in cristallo, in cui il vetro ha ruolo strutturale; ringhiere in acciaio e vetro, in cui la struttura è in metallo mentre il vetro costituisce un riempimento. Il vetro è un materiale che aggiunge valore alla casa e che si può affiancare a scale realizzate con qualsiasi materiale, donando sempre un effetto di qualità. Dal legno, al marmo, al cemento, ogni finitura viene esaltata da un parapetto trasparente. Il vetro è in ogni caso una soluzione elegante e d'effetto. Tra i vantaggi dell'utilizzo di ringhiere vetrate, oltre alla leggerezza visiva, abbiamo sicuramente la maggiore luminosità guadagnata per il vano scale e per gli ambienti ad esso circostanti. Scale: normativa e sicurezza per le ringhiere in vetro Essendo il vetro un materiale notoriamente fragile, affinché possa essere utilizzato come ringhiera delle scale deve rispettare specifici parametri che possano assicurare l'utilizzo in piena sicurezza. Per questo sono state ideate delle norme che regolamentano i requisiti che un parapetto in vetro deve obbligatoriamente avere. In quanto si tratta di una struttura vetrata una ringhiera trasparente deve superare opportune verifiche statiche come previsto dal DM 14/1/2008 “Norme Tecniche per le Costruzioni”. Sono soggette inoltre ad una serie di norme tra le quali la UNI 7697 "Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie", UNI 7697 "Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie" e UNI 11678 "Vetro per edilizia-Elementi di tamponamento in vetro aventi funzione anticaduta-Resistenza al carico statico lineare ed al carico dinamico-Metodi di prova". A queste si aggiungono le norme che qualsiasi ringhiera deve rispettare, indipendentemente dal materiale di cui è composta. Per spazi privati ad esempio devono avere un'altezza minima di 90 cm e non devono consentire lo scavalcamento. Inoltre la balaustra deve essere realizzata in maniera tale che in nessun punto possa consentire l'attraversamento di una sfera con diametro superiore a 10 cm, questo per impedire che possa causare incidenti che coinvolgono bambini. Dopo la realizzazione di una balaustra in vetro deve essere rilasciato un certificato di conformità che certifica il superamento dei test effettuati, inclusa una prova di impatto. Scale: spessore e tipologia del vetro della ringhiera Innanzitutto il vetro utilizzato come ringhiera deve avere alta resistenza agli urti. Si utilizzano dunque soltanto vetri di sicurezza che in caso di rottura non producono frammenti taglienti. Il vetro che si utilizza per le ringhiera di una scala è vetro stratificato temperato, con proprietà antisfondamento formato da almeno due lastre unite da un film in materiale plastico. Questo sottile strato è fondamentale per aumentare la resistenza ed in seguito ad una eventuale rottura permette di mantenere insieme anche i più piccoli pezzi di vetro. Per quanto riguarda lo spessore del vetro stratificato per la realizzazione di ringhiere autoportanti si utilizzano 8+8 mm, 10+10 mm oppure 12+12 mm, mentre per ringhiere con montanti in metallo si possono considerare spessori inferiori. Il vetro inoltre non deve mai presentare spigoli vivi ma deve avere sempre bordi arrotondati.  A seconda dell'effetto che si vuole ottenere si potrà scegliere tra: vetro trasparente naturale, ha una leggera colorazione che tende al verde; vetro extrachiaro, consente di avere la trasparenza assoluta ed è praticamente incolore anche con spessori elevati. Oltre alle superfici trasparenti si può optare per effetti opachi che mantengono la luminosità ma "oscurano" la vista della scala grazie ad un trattamento di acidatura, oppure per vetri colorati. Scale: ringhiera in vetro puro o commistione di materiali Le scale con parapetti in vetro autoportante mostrano tutta la bellezza del vetro puro, soprattutto se si utilizza il vetro extrachiaro. Questa tipologia di ringhiere consente di ottenere soluzioni dal design sofisticato che si inseriscono molto bene nelle case contemporanee. Risultano quasi invisibili e mettono in risalto la struttura delle scale. Possono essere enfatizzati attraverso l'aggiunta dell'illuminazione.  Una soluzione differente consiste nel realizzare ringhiere in cui il vetro è sostenuto da una struttura in un materiale differente, solitamente metallo o legno. Si ottiene in questo modo una interessante commistione materica che a seconda delle linee del parapetto può avere stili molto differenti, spaziando dal classico all'high tech. Scale: ringhiera in vetro, costi e modalità di installazione Installare una ringhiera in vetro per una scala interna nella propria abitazione ha costi molto variabili che sono influenzati da diverse variabili tra le quali la tipologia di vetro utilizzato, il suo spessore, le dimensioni delle lastre ed il sistema di fissaggio. In linea generale il prezzo per l'installazione di una ringhiera in vetro è di circa 200 € al mq. Per trattamenti particolari del vetro o per dimensioni particolarmente ampie si possono avere costi ben più alti. Le ringhiere in vetro possono essere installate secondo diverse modalità. Per un effetto molto sofisticato nessun elemento strutturale deve essere lasciato a vista per cui si adotta un sistema di installazione che lascia vedere soltanto il vetro, mentre la parte strutturale viene annegata Se invece si vuole mantenere visibile la struttura di sostegno questa può essere realizzata con distanziali metallici che consentono un fissaggio puntuale del vetro. Quando invece si tratta di parapetti in cui il vetro non ha funzione portante il fissaggio avverrà attraverso elementi strutturali realizzati in altri materiali. Scale: ringhiera e parapetto in vetro, manutenzione e pulizia Una scala con ringhiera in vetro richiede particolari attenzioni per essere sempre in perfetto stato. Il vetro è un materiale che si sporca facilmente. Essendo i parapetti strutture di sostegno in poco tempo si formano antiestetici aloni in seguito al contatto con le mani. Oltre a questo, come tutte le superfici sono sottoposte alla polvere e allo sporco. Per mantenerli sempre brillanti è richiesta costanza nella pulizia ma considerando che si tratta di superfici perfettamente lisce sono anche facili da pulire semplicemente utilizzano detergenti specifici ed un panno, evitando gli abrasivi che danneggerebbero la superficie. A differenza di altri materiali, il vetro non ha bisogno di particolari manutenzioni. Una corretta pulizia della ringhiera è sufficiente. Se sono presenti componenti in legno queste invece andranno trattate periodicamente per mantenerle in buono stato con prodotti appositi come oli e cere, soprattutto se si tratta dei corrimano. Le componenti in acciaio invece non richiedono manutenzione specifica oltre alla normale pulizia.
Zona notte trendy: mix& match di tessuti e colori
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La biancheria utilizzata in camera da letto non va mai scelta in modo casuale. Per ottenere un ambiente trendy occorre selezionare con attenzione lenzuola, federe, coperte e plaid con l'obiettivo di realizzare un insieme armonioso. Seguendo i principi del mix&match è divertente giocare con i colori, combinare varie fantasie, mescolare tessuti differenti fino a creare un'allestimento che risulti piacevole alla vista. I risultati sono sorprendenti, si apporta dinamismo, colore e vitalità alla stanza mentre il letto diventa il punto focale della stanza. La scelta di colori e finiture sarà influenzata dallo stile della stanza e soprattutto da materiali, colori e textures presenti all'interno, ma non bisogna aver paura di sperimentare qualcosa che esca dall'ordinario. Semplicemente cambiando la biancheria l'ambiente si trasforma. La scelta di nuovi tessili è infatti una maniera per rinnovare lo stile della camera da letto senza fare grossi interventi e con la possibilità di realizzare qualcosa di personale. Per ottenere un risultato ben riuscito è utile selezionare tessuti che siano legati da un filo conduttore, ogni elemento deve legarsi bene con gli altri. Ad esempio si possono utilizzare fantasie molto diverse ma accomunate da un colore in comune, oppure le stesse fantasie possono essere proposte in diverse sfumature. Ci saranno alcuni elementi dominanti, quelli con pattern o tonalità più vistosi, mentre altri più neutri costituiranno la base necessaria per metterli in valore. Non ci sono regole precise da seguire, si possono mescolare con libertà tessili differenti per composizione, nuance e pattern, seguendo semplicemente il proprio gusto e le tendenze del momento. Realizzare diversi strati consente di avere un effetto variegato e dare alla stanza un aspetto sofisticato. Le scelte variano molto anche a seconda delle stagioni. Ad esempio, una coperta fatta a maglia si può collocare accanto ad un tessuto effetto pelliccia per rendere la stanza più accogliente e calda durante l'inverno mentre d'estate si utilizzeranno tessuti più leggeri e freschi. Lo stile della camera da letto si rinnova quindi continuamente variando anche solo pochi elementi. Zona notte: pois in bianco e nero I motivi a pois con la loro semplicità infondono allegria e spensieratezza. Tanti pallini, più o meno grandi, ordinati secondo una griglia geometrica decorano tessuti da utilizzare per dare un tocco divertente alla propria camera da letto. Pois bianchi su fondo nero mescolati a pois neri su fondo bianco creano un effetto molto gradevole dato dall'alternanza cromatica. Stampe a pois si possono mescolare facilmente con pattern che seguono una logica simile, dove i pallini sono sostituiti da altri simboli come stelle, cuori o altre forme. I pois sono uno di quei pattern che non passa mai di moda. Si tratta di una fantasia unisex che può piacere davvero a tutti ed a tutte le età. L'effetto è simpatico anche per la camera di un bambino o di un adolescente. Creare mix originali con biancheria a pois non richiede grandi capacità in fatto di arredamento. Chiunque può constatare che se affiancati a tessuti a tinta unita i pois diventano il pezzo forte della composizione e risultano valorizzati. Tessuti e colori freddi nella zona notte: a righe e quadretti Righe e quadretti si possono mescolare senza problemi se si punta sull'armonia cromatica data dall'utilizzo di una specifica palette. Sono dei motivi semplici ma messi insieme si rafforzano a vicenda. Pattern che si servono di colori neutri dalle tonalità fredde come il bianco, il grigio ed il nero disposti in modo alternato danno vita ad un connubio sofisticato. L'abbinamento ad altri tessuti a tinta unita rende la composizione equilibrata poiché riescono a smorzarne l'impatto complessivo. Righe di differenti spessori ed intrecci di diversi colori che formano dei quadretti funzionano sempre bene, anche ricorrendo all'effetto positivo-negativo che si ottiene con l'inversione dei colori. Questo discorso funziona anche con le tonalità fredde del blu e dell'azzurro alternate al bianco. I tessuti con righe sottili si possono utilizzare come base, sofisticata e trendy, mentre altri elementi dalle trame più articolate come quadrati e rombi andranno a catturare l'attenzione su di sé. Zona notte: biancheria da letto green tropical Quando si cerca qualcosa con più carattere per sfuggire alla monotonia allora si può optare per delle fantasie meno geometriche come quelle floreali. I motivi a foglie e fiori tropicali sono tra le fantasie più alla moda per l'arredamento. Biancheria di ispirazione esotica in cui le foglie possono assumere diverse sfumature e tonalità, un pattern d'effetto per trasformare la camera da letto in un paradiso tropicale. Le forme articolate delle foglie lussureggianti della giungle tropicali regalano alla stanza un aspetto chic. Questo tratto viene enfatizzato quando le stampe green tropical sono abbinate a tessuti bianchi oppure ornati con delle raffinate quanto essenziali bordature a contrasto. Le fantasie tropical portano un tocco fresco che ricorda lontani paesaggi, meta di vacanze da sogno. A seconda dei tessuti abbinati e degli accessori e degli elementi decorativi presenti nell'ambiente possono avere effetti molto differenti. Da uno stile più classico di stampo coloniale si può andare verso un mood eco chic. Le stampe a foglie tropicali sono ideali anche per una stanza dallo spirito giovane. Ad esempio, alternati a federe decorate con delle scritte nero su bianco che riportano come testo mantra o citazioni, donano un effetto molto divertente e spiritoso che rende la stanza super di tendenza. Zona notte: biancheria bucolica in azzurro La fantasia nota come Toile De Jouy si caratterizza per le scene campestri e floreali che ritrae. Originali stampe che fanno riferimento al mondo della campagna, con piante e paesaggi popolati da figure umane ed animali per una stanza dallo spirito bucolico e raffinato. I disegni monocromatici in vari colori emergono su un fondo bianco o beige. In azzurro infonde serenità e favorisce il relax. Essendo una tipologia di fantasia piuttosto articolata e ricca di dettagli va accostata a tessuti a tinta unita che permettono al disegno di emergere con maggiore forza. Biancheria da letto: geometrie in multicolor La biancheria con geometrie colorate rallegra la stanza da letto con la sua freschezza e la sua festosità. Tessili con trame elaborate che ricordano le tipiche fantasie anni '70 creano un'atmosfera accogliente ed allo stesso tempo effervescente. Queste stampe sono perfette per una stanza arredata in stile bohémienne, dove aggiungono un tocco vintage. L'alternanza di geometrie in multicolor produce come effetto complessivo un caleidoscopio di colori a cui è impossibile resistere.
Moodboard: un utile strumento per arredare una casa di stile
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Uno strumento molto utile e sempre più impiegato da architetti e interior designer, per far comprendere appieno e in maniera immediata come potrà risultare un progetto di home decor, è una moodboard. Molto spesso i disegni in pianta, in 3D o gli schizzi relativi a progettazioni di interni non sono sufficienti a mettere in evidenza i punti di forza che verranno realizzati all’interno di un solo ambiente o di più camere di una casa oggetto di ristrutturazione o di nuova creazione. Collegare colori, materiali, arredi e accessori coordinati può essere semplice per i professionisti del settore con una mente allenata nel visualizzare in anteprima ciò che dovrà essere il risultato finale. Ma per rendere davvero partecipi i committenti e fargli capire e apprezzare sin dal primo momento lo stile e l’atmosfera che si respirerà nella loro futura abitazione, è necessario servirsi di mezzi sia fisici che digitali per mostrare a livello tangibile la creazione del look perfetto per gli ambienti della loro casa, con una moodboard appositamente prodotta per ciascuna richiesta. Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta! Moodboard: cos’è e come nasce Il termine moodboard, a livello letterario viene scorporato nelle due parole mood, che significa umore e board, che vuol dire tavola. Unite esprimono l’utilizzo di un collage di suggestioni e caratteristiche ovvero una pratica e funzionale raccolta di immagini (se in formato digitale) o di oggetti (se in formato tattile) all’interno di una tavolozza esplicativa di un progetto di varia natura. Nasce come essenziale e vantaggioso espediente per molti professionisti del settore casa, che hanno a disposizione un ulteriore strumento per mostrare in modo chiaro e a livello visivo la linea guida di un’ideazione di interni e l’essenza stilistica che guiderà nella scelta dei colori, materiali e dei prodotti ad essa collegati. Esistono tipologie differenti di moodboard ma la prima grande suddivisione riguarda la discriminante della corporeità di questa tavola di stile. La versione fisica e concreta, è una vera e propria cartella materiale dove viene collocata una composizione con campioni tangibili di: pezzi di vario tessuto per i mobili e accessori, palette e prove di colore per soffitti e pareti, porzioni di piastrelle per rivestimenti, effetti di carte da parati e quant’altro La presentazione incarna l’ispirazione del professionista serio e preparato, che ascoltando i desideri e le esigenze dei cuoi clienti, ha la capacità di concretizzare un progetto logico, coerente e spettacolare, da mettere in scena. Nell’interpretazione informatica e computerizzata, ci si avvale invece dell’utilizzo di software che raccolgono le immagini caricate, permettendo di organizzarle e disporle in modo coerente esattamente allo stesso modo di come viene fatto nella versione fisica. L'utilità di questo escamotage è l’immediatezza di essere catapultati nel progetto stesso e ancor di più nel clima che si andrà a respirare all’interno della casa, oggetto di lavori. Solamente osservando e toccando i piccoli elementi presenti nella moodboard, si percepiranno le sensazioni di stile e tendenza di uno o più ambienti in cui si vivrà poi realmente ogni giorno. Moodboard e palette: commistione indispensabile Per creare una moodboard è necessario partire da una sua commistione imprescindibile con un elemento importante e che riguarda la scelta di una palette forte di riferimento. Molto spesso il cuore di un progetto riguarda proprio un colore tanto amato o simbolo di qualcosa che per noi è significativo e indispensabile, e attorno al quale ruoterà l’intera realizzazione. Questa tinta servirà per coordinare tutta la tavolozza riguardante non solo la tinteggiatura delle pareti ma anche le finiture dei vari complementi d’arredo, le fantasie tessili da impiegare e le scelte cromatiche per accessori e optional. Moodboard: abbinare diversi materiali Quando si hanno dei dubbi sull’ottima riuscita nella scelta di abbinare diversi materiali in un unico ambiente, il metodo più semplice e veloce per capire se gli accostamenti saranno di nostro gradimento e vincenti sul look finale, è affiancare fisicamente dei campioni materici che moltissimi brand e showroom mettono a disposizione proprio per tale scopo con delle moodboard create su misura. Confrontare finiture in legno con quelle metalliche o porzioni di prodotti in corian piuttosto che in vetro, ci farà capire nell’immediato se l’idea inziale è realmente quella che ci si aspettava o se è meglio propendere per altre soluzioni che convincono maggiormente. Moodboard e tessuti: accostare quelli giusti Stabiliti i colori e i materiali che andranno a comporre il collage della moodboard di un progetto, il passo successivo è quello di decidere la composizione e la trama dei tessuti, che variano dai tendaggi, ai cuscini, a coperte e copriletti, per accostare quelli giusti e più in sintonia con gli altri elementi che saranno presenti nell’ambiente. Spesso si ricade su soluzioni già consolidate nel tempo e poco azzardate, proprio perché non si ha la facoltà immediata di visionare anche opzioni più accattivanti e apparentemente in contrasto. Vedere dal vivo righe e pois o fiori e disegni geometrici, permette di apprezzare alcuni tra i tanti tra gli abbinamenti più particolari e originali che una moodboard ben realizzata ci può mettere di fronte per ottenere look strabilianti per progetti freschi e personalizzati! Moodboard: arredi e accessori di design Una moodboard che si rispetti non può non inserire un tocco di design all’interno di un progetto casa e che può essere messo in evidenza sia grazie a qualche pezzo di arredo importanti o anche con una serie di accessori ben scelti e collocati. Immagini esplicative di tavoli, divani, librerie o luci, quadri e vasellame, diventano un elemento di grande importanza per avere un quadro d’insieme di un ambiente simile a quello da arredare che nell’immediato metterà tutti di fronte a soluzioni complete e fonte di ispirazione diretta. Per chi desidera toccare con mano, è invece possibile recarsi in atelier e negozi di arredo, che creano delle piccole ambientazioni ad hoc, dettagliate e create per i più bisognosi di avere realmente davanti agli occhi degli interni di home decor da studiare e apprezzare.
Cucina vintage d’eccezione in un progetto da ispirazione
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Una cucina vintage non è difficile da ricreare, ma per renderla un elemento d’eccezione e che possa essere considerato un progetto d’ispirazione per altre realizzazioni, deve risultare assolutamente impeccabile sotto ogni punto di vista. Dal rivestimento utilizzato al colore dei mobili, dalla disposizione degli arredi alle scelte materiche impiegate, dalla valutazione degli elettrodomestici agli accessori. Nell’ideazione che il magazine di Archisio vi propone oggi, ogni singolo particolare rientra in una scala di perfezione assoluta e ciascun oggetto è stato inserito al punto giusto per poter dialogare con accessori e complementi circostanti in maniera davvero esemplare. Abbinamenti eccezionali di materiali nuovi ma dal sapore retrò e porzioni di arredo e optional davvero segnati dal tempo, danno vita ad una cucina conviviale e accogliente, con tutto ciò che necessita una zona cottura tradizionale. Il concetto base è che ogni funzione sia concentrata e ben collocata in un unico ambiente come avveniva e avviene tutt’ora in moltissime abitazioni. Nessuno spazio open space o living accennato, che trovano la loro collocazione in altra e adeguata sede: la cucina è la cucina, ovvero una stanza ospitale e pratica per la preparazione e il consumo quotidiano dei pasti, dove tutto è informale e confidenziale, ma dove il gusto per il bello e il per il design spiccato si notano immediatamente. Rivestimenti a scacchi per pavimenti e pareti in cucina Per ricreare una cucina vintage, dove si possa respirare un’atmosfera completamente retrò, è necessario utilizzare dei rivestimenti ad hoc per raggiungere in modo completo tale scopo. E se molto spesso è possibile recuperare mobili d’epoca e riportarli a nuova vita, inserendo anche elementi originali, ciò non succede con i rivestimenti. Pavimenti e paraschizzi sono sempre di nuovissima fattura e pertanto devono essere scelti alla perfezione per intonarsi sia nelle grandezze, che nei colori, con lo stile che si intende ricreare. In questo progetto non potevano mancare le intramontabili mattonelle in bianco e nero disposte a scacchiera. Un tocco indispensabile che le cucine anni ’50 possedevano e che vedevano impiegato il medesimo schema, sia a terra che a parete, solamente in un formato leggermente più piccolo. La scelta della posa è stata in questo particolare progetto molto importante e sapientemente gestita. I rivestimenti a scacchi, sono stati qui posati in linea, nessun disegno diagonale, dal momento che negli anni clou di questa tendenza stilistica, era questa la disposizione più utilizzata per essere considerata molto in voga e alla moda. Tinte neutre e tocchi di colori accesi in una cucina vintage Se le tinte neutre sono fondamentali e costituiscono la principale colorazione che deve essere presente e fungere da fondale in una cucina vintage, è altrettanto vero che tocchi di colori acceso sono assolutamente contemplati in un progetto dal gusto retrò. Come si vede in questa realizzazione, il bianco fa davvero da padrone su tutto, dalle pareti al soffitto in legno, dai mobili ai serramenti. Tuttavia, pur dominando nell’intero ambiente, il suo tono naturale viene smorzato sia dai rivestimenti presenti, ma soprattutto dall’inserimento di una nuance intensa ma non invasiva: l’azzurro. Un punto di colore bellissimo che introdotto semplicemente attraverso tre elementi, riesce a caratterizzare e personalizzare tutto l’ambiente cucina. Un bel frigorifero freestanding dalle linee morbide e sinuose trova nella struttura del tavolo e nell’illuminazione principale, i perfetti alleati che mettono in assoluto rilievo questa gradazione di blu. Il punto di contatto tra questi oggetti e il bianco circostante è la minima ma utilissima scanalatura dei mobili ritinteggiata nella medesima tonalità. Discreta ma incisiva, riesce nel suo piccolo a dare in realtà un grande aiuto per calibrare e gestire al meglio tutto il progetto, dal punto di vista estetico, della tavolozza prescelta per la sua concretizzazione. Arredo eclettico in una cucina vintage con commistione di materiali  Arredo eclettico con commistione di materiali, ecco che cosa rende ulteriormente preziosa questa cucina vintage da manuale. Banconi con ante e cassetti e credenze con vetrinette, sono i mobili principali che compongono questa progettazione così particolare e rigorosamente in legno. Mensole a vista e ripiani a giorno nel sottoscala concludono la serie dei complementi presenti. La dispensa, ricavata in una nicchia accanto ai fornelli è nascosta da una tenda a tessuto, come veniva fatto un tempo e il tavolo con relative sedute, ultimano il progetto in maniera versatile ed estrosa, grazie alle sedie pieghevoli in legno e metallo. Elettrodomestici freestanding dal gusto retrò in una cucina vintage Per chi pensa che gli elettrodomestici freestanding siano una novità tecnologica all’avanguardia, non ha mai penato che in realtà nelle cucine del passato, questi elementi erano già quotidianamente inseriti e utilizzati. Frigorifero e fornelli erano degli oggetti a sé stanti rispetto al resto degli arredi e collocati in punti sempre diversi a seconda dello spazio disponibile. Nel nostro progetto di oggi il concetto seguito è proprio questo. Nessun piano cottura integrato o a induzione, ma un possente e funzionale gas a libera installazione con forno integrato per ricreare in modo ottimale una cucina vintage a tutti gli effetti. Pur essendo dotato di ogni evoluzione a livello di regolazione fuochi, temperatura, ventilazione, grill e quant’altro, il design esterno richiama immediatamente le tipiche linee di un tempo, inserendolo perfettamente nell’intero contesto dallo stile retrò. Anche il frigorifero segue la stessa ideologia e ancor di più come accadeva un tempo, è stato collocato in una sede non così convenzionale e pratica, molto distante da lavello e zona cottura, ma l’unica disponibile. Nulla di così sconvolgente e che è stato accettato dai padroni di casa in modo positivo, per rispettare i canoni che hanno decretato questa cucina vintage d’eccezione, un vero e proprio progetto da ispirazione. Illuminazione in metallo: una forma tipica vintage per la cucina Se già il colore riporta alla mente la cucina tanto amata di “happy days”, il connubio di una forma tipica vintage e il materiale metallico utilizzato, rendono perfetta la linea stilistica retrò, scelta per un’illuminazione unica e originale. Geometrie semplici con paralume tipico e icona dell’epoca vengono qui montate in duplice copia, essendo l’unica fonte di luce artificiale diretta sul tavolo da pranzo. Per rimanere fedeli al tema, non sono presenti faretti o le tanto utilizzate luci a led, ma esclusivamente due applique in stoffa e con soffietto al di sopra del lavello. Discreti, sobri ma infinitamente confortevoli.
Bagno cieco: ristrutturare in modo intelligente e con stile
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In moltissime abitazioni, sia di nuova concezione che in meno recenti, è usuale trovare delle sistemazioni interne che abbiamo previsto l’inserimento di un bagno cieco, voluto o meno, ma che può diventare un punto di forza in casa, ristrutturandolo in modo intelligente e con stile. Benché la normativa italiana preveda che ciascun ambiente abitabile debba necessariamente essere provvisto di almeno una finestra, viene invece fatta un'eccezione per il bagno della casa, che può esserne sfornito a patto che al suo interno vi siano sistemi tecnologici e meccanici, impiegati per il ricircolo e il ricambio dell’aria. Riprogettare un bagno senza finestre con un design ricercato e che risulti funzionale implica una serie di valutazioni in fase di preparazione del progetto. Innanzitutto vanno definite le dimensioni e la collocazione di tale ambiente di servizio. Quasi sempre questi spazi contenuti, sono la rimanenza di metrature lasciate inutilizzate in casa, riconvertite ad uso di servizio, di solito al piano terra, o come bagni per gli ospiti nella zona notte. Dotati di pochi ma pratici elementi diventano un utilissimo aiuto quando in casa vi è un solo bagno e con qualche piccolo escamotage e ritocco si possono trasformare in luoghi versatili per ospitare anche funzioni differenti, come mini ripostigli. Non tralasciare la parte estetica di un bagno cieco è però fondamentale se si vuole davvero rinnovarne il look, per renderlo un ambiente oltreché efficiente, bello e accogliente. Bagno cieco: valuta i pro e i contro Prima di iniziare una fase concreta di ristrutturazione è necessario esaminare i pro e i contro di un bagno cieco, per valutare l’effettiva fattibilità di iniziare un progetto di rinnovo di tale spazio. Vediamone insieme alcuni. Mantenere un bagno senza finestre offre alcuni vantaggi: l’opportunità di sfruttare al meglio una stanza esistente ma a volte poco considerata o utilizzata come mero sgabuzzino porta tutto; l’utilità di gestire un luogo di servizio a portata di mano dove poter inserire altre mansioni (se la metratura lo consente), come una zona lavanderia; la possibilità di diventare uno spazio privato per una camera da letto padronale e migliorare il quotidiano utilizzo di un unico grande bagno a disposizione di tutta la famiglia; l’effettivo aumento del valore dell’abitazione per la presenza di un secondo bagno, che se ottimizzato e valorizzato non potrà che essere di aiuto in una eventuale e futura vendita. Per quel che riguarda gli svantaggi possiamo invece annoverare: le problematiche relative allo smaltimento di vapori e umidità, e dove anche il più piccolo ristagno di acqua può rivelarsi deleterio per la formazione di muffe e funghi; le difficoltà dovute ad una tipologia di illuminazione artificiale che rispetto ad una naturale pone dei limiti sull’intensità che cambia durante la giornata e sull’angolazione dei raggi del sole che si rifrangono in maniera diversa a seconda di come entrano nel bagno; la mancanza di un sistema di areazione non forzato, che implica una serie di lavori per garantire un corretto inserimento di apparecchiature atte a sopperire a tale funzione. Una volta bilanciati gli aspetti positivi e negativi di un bagno cieco sarà più semplice far propendere la bilancia verso una scelta di ristrutturazione consapevole e adatta per le esigenze di ciascuno caso. Consulta la normativa per un bagno senza finestre Quando ci si appresta a dover ripensare ad un bagno senza finestre, è sicuramente consigliabile consultare in autonomia o sotto supervisione di un professionista, la normativa vigente in tale ambito. Secondo il Decreto ministeriale della Sanità del 5 luglio 1975, un bagno di un’abitazione può essere cieco solamente se questa presenta una metratura limite di 70 mq e un’unica camera da letto. Questo ambiente di servizio dovrà essere inoltre provvisto di un sistema di aspirazione forzata sempre acceso oppure attivabile con interruttore, a seconda della portata dell'impianto installato. Deve comunque assicurare un coefficiente di ricambio dell’aria minimo di 6 volumi/h in espulsione continua oppure di 12 volumi/h se a intermittenza. E’ invece tramite le disposizioni indicate nel Regolamento Edilizio Comunale, che si possono conoscere le dimensioni minime che deve possedere un bagno cieco e che indicativamente ricadono nei 3,5 mq per il primo ambiente di servizio e 2 mq per il secondo. Vi sono tuttavia molteplici varianti e regole a livello di altezze, rivestimenti e disposizioni, che è preferibile ricorrere all’aiuto di un tecnico per evitare sbagli che si ripercuoterebbero nella fase esecutiva dei lavori. Bagno cieco: utilizza colori e finiture chiare A livello di immagine e per farlo sembrare più arioso e spazioso, è indicativamente più consigliato utilizzare colori e finiture chiare in fase di ristrutturazione e relooking. Piastrelle neutre e mobili in materiali naturali sono in grado di ampliare notevolmente l’ambiente, rendendolo bello e accattivante e con un design pulito ed elegante al contempo. Varianti sul tema e personalizzazioni, sono naturalmente fattibili e con qualche azzardo a livello di decoro, il vostro bagno cieco saprà sicuramente stupire e diventare un piccolo gioiellino di casa. Bagno cieco: crea un’illuminazione artificiale ad hoc Come abbiamo già osservato, la mancanza di un’illuminazione naturale non è da sottovalutare in un bagno cieco e la ristrutturazione di tale ambiente dovrà essere perfetta anche dal punto di vista dell’inserimento dei vari punti luce. Ipotizzare il classico lampadario a centro stanza, è riduttivo benché a volte le dimensioni della stanza siano contenute. Creare invece un sistema completo sia verticale che orizzontale, aiuterà a valorizzare ogni zona del bagno se attivata con interruttori a sé stanti, che potranno dare l’opportunità di scegliere come impiegare la luce, a seconda della mansione che si dovranno svolgere. Un’illuminazione proveniente da varie angolazioni, preferibilmente ad intensità calda, sarà ottimale per sottolineare aspetti costruttivi peculiari e complementi d’arredo particolari, garantendo in concomitanza una maggiore ospitalità e accoglienza nell’intero spazio. Utilizza un sistema di aerazione puntuale ed efficace In fase di ristrutturazione di un bagno cieco è fondamentale capire quale sarà il migliore sistema di aerazione da scegliere e che aiuterà a mantenere sano ed efficiente questo ambiente nel corso del tempo. Tre sono gli elementi essenziali da considerare: la metratura del bagno: è indispensabile stabilire le dimensioni del bagno stesso per consentire un ricambio continuo di aria che sarà proporzionale alla grandezza della stanza.  Maggiori sarà l’estensione più elevata dovrà essere la potenza del motore dell’aspiratore; la discrezione e l’estetica dell’aspiratore: se l’intento è quello di rinnovare il look di un bagno cieco è naturale che design e stile non potranno essere messi da parte. Questo implica che anche i modelli di aerazione dovranno essere puntuali ed efficaci ma anche piacevoli a livello visivo; la rumorosità dell’apparecchio: durante la fase di funzionamento è a volte davvero fastidioso sentire il costante cigolio delle ventole appartenenti al sistema aspirante. Considerare i decibel per un bagno cieco non è pertanto un’operazione da sottovalutare. Le varie schede tecniche saranno in grado di soddisfare ogni dubbio e perplessità in merito ad un acquisto ponderato, che sarà naturalmente ottimizzato dall’esperienza e competenza da parte del nostro professionista di fiducia. I costi? L’apparecchiatura di per sé ha pressi relativamente contenuti e che variano in base alla grandezza e al brand. Oltre a ciò vanno tuttavia valutati i lavori di installazione, collegamento all’impianto elettrico e realizzazioni di condutture per il passaggio dei tubi che fanno fuoriuscire l’aria. Un budget che solamente con un preventivo ad hoc è possibile stabilire.
Decluttering: la filosofia di arredare casa con pochi elementi
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Una vera e propria filosofia di vita che ha preso piede anche nell’organizzazione e nel modo di progettare casa. Il decluttering è un trend che segue una concezione di vivere e arredare liberandosi del superfluo in casa anche se la vera essenza di questo stile e tendenza di home decor parte da un’attitudine orientata a inserire pochi elementi nei vari ambienti che mirano all’utile e all’essenziale. Si parla di una vera e propria liberazione degli spazi, che ampliano il loro potenziale con funzionali ma non eccessivi complementi d’arredo presenti. Questa tecnica viene spesso usata oggigiorno, oltre che a livello personale in casa, anche a livello lavorativo, dove professionisti del settore la utilizzano per migliorare il look di molte dimore che di devono presentare in una luce migliore per essere affittate o vendute. Un metodo vincente che sgombera da tutto ciò che è ridondante ed eccedente, aiutando la casa a respirare e a ritrovare il suo naturale equilibrio. Decluttering: che cos’è Un termine inglese che tradotto letteralmente vuol dire “fare spazio” o per meglio dire “togliere la confusione eliminando ciò che ingombra”. Ecco che cos’è ad un livello di ambienti già arredati il decluttering: un approccio consolidato nei confronti di una casa che anche senza saperlo o volerlo ciascuno di noi ha sperimentato a piccole dosi, più di una volta all’interno della propria abitazione. Anche solo marginalmente tutti abbiamo liberato i vari locali abitati da cose superflue, superate, inutilizzate e che oramai erano diventate esclusivamente accessori amici della polvere. Ripulire più a fondo gli spazi e disfarsi veramente di ciò che riteniamo inutile alleggerisce le aree interessate che diventano più confortevoli e accoglienti grazie ad un dinamismo che allarga visivamente e tangibilmente tutte le stanze di casa. Partire da zero in un progetto di arredo con il decluttering significa invece arredare senza ingolfare a priori e ponderare con attenzione ciò che realmente serve in casa. Seguire questa linea a livello di home decor non significa snaturare un’abitazione e renderla fredda o impersonale. Al contrario questa filosofica tendenza ci farà capire cosa realmente ci è caro e che desideriamo mantenere a livello di ricordi affettivi e di lasciare da parte tutto quello che anche se bello, particolare e che all’apparenza può servire, si rivelerà invece l’ennesimo oggetto abbandonato e poco utilizzato. Decluttering: come attuarlo in casa I pro che il decluttering porta con sé sono davvero molti e attuarlo in casa con regolarità non può che far bene agli spazi in cui viviamo e che influiscono positivamente sul nostro benessere quotidiano. Vivere in ambienti organizzati e resi maggiormente ordinati e puliti piace a tutti, sia a livello visivo che di ricerca fisica, ordinaria o sporadica, di oggetti proficui e utili ma che non possono essere sempre tenuti a portata di mano. Se il decluttering si applica ad una casa arredata, iniziare da un’analisi stanza per stanza è il punto da cui partire per metterlo in pratica se non si ha troppa dimestichezza con una metodologia solo apparentemente semplice e immediata. Ecco un piccolo ma valido elenco di ciò che si deve compiere passo per passo: fare una lista dettagliata di tutto ciò che la stanza contiene; definire e dividere ciò che deve essere assolutamente portato all’apposita eco stazione, se logoro, usurato o rotto e ciò che può essere invece riciclato; preparare scatole e buste diverse indispensabili per ospitare gli svariati oggetti ancora utili, da destinare ad altro luogo più consono in casa propria o in altra sede; inserire in appositi contenitori ciò che riteniamo possa essere invece donato o rivenduto al mercatino dell’usato, perché ancora in ottimo stato. Se invece volete applicare il decluttering per arredare da zero e in modo corretto una casa senza sovraccaricarla, il consiglio è quello di: cominciare con uno o due pezzi importanti da inserire e che sono realmente pratici per la funzione dei vari ambienti; lasciare sedimentare e solo successivamente decidere quali altri pochi elementi serviranno per completare l’aspetto estetico ma in modo soft e delicato che non implichi una congestione a catena di arredi da cui poi risulterà difficile districarsi. Decluttering: come organizzare i vari ambienti Secondo la filosofia del decluttering organizzare gli ambienti diventa davvero semplice. Indipendentemente dalla loro grandezza, è fondamentale inserire lo stretto necessario per facilitare il susseguirsi delle molteplici operazioni da compiere ogni giorno. Fare spazio ad arredi e complementi necessari diventa il cardine su cui ruota tutto un progetto di interni che segue tali presupposti. Ogni stanza con la sua bella lista stabilita a priori, deve contenere tutto ciò che ci serve ed è vantaggioso per la casa, tralasciando il superfluo che diventa un inutile ingombro che congestiona le aree di casa opprimendo la disposizione progettuale dei mobili. Paura di ottenere camere troppo vuote e spoglie? Nessun problema, il decluttering non vieta l’inserimento tassativo di qualche piccolo accessorio che completi e personalizzi un’abitazione. La cosa importante è non eccedere e non far sì che degli ambienti non si accumulino suppellettili e soprammobili utili solo per far annidare polvere e sporcizia. Degluttering: cosa inserire in casa La parola più adatta per definire un approccio di vita, che inevitabilmente si riversa nel luogo dove effettivamente si trascorre gran parte del proprio tempo per rilassarsi e godere di attimi irripetibili in famiglia o con gli amici, è semplicità. Il decluttering fa capo proprio a tale concetto e se in abitazioni già avviate l’intento è quello di estromettere dai vari ambienti oggetti accumulati giorno dopo giorno, in case di nuova progettazione si deve fare attenzione a cosa inserire. Se dobbiamo concretizzare un arredo per un soggiorno, per esempio, perché inserire complementi che esulino da ciò che deve comprendere un living accogliente, ospitale e ben accessoriato ma che non se ne fa nulla di mobiletti complementari che riempiano semplicemente uno spazio che non ci piace vedere vuoto? Ecco a cosa si deve fare attenzione: a non incappare nell’errore di rendere eccessivamente ricolmo un luogo che ha bisogno di essere arioso e aperto per facilitare i movimenti al suo interno, per rilassare l’occhio quando ne percepisce l’intera visione estetica e per rendere più agevoli le quotidiane faccende domestiche. Degluttering: evitare gli sprechi e riciclare Con il decluttering è sicuramente più facile evitare gli sprechi lasciando da parte gli acquisti compulsivi che il più delle volte piacciono sul momento, ma che poi diventano un ulteriore problema da stipare in qualche angolino di casa o da lasciare decisamente nella scatola perché non si sa più dove e come inserirlo in un ambiente. Ciò che si deve invece fare è riciclare. Molto spesso non ci accorgiamo che tanti mobili e accessori che possediamo possono essere riportati a nuova vita e valorizzati al meglio se destinati ad altra sede e con collocazioni e disposizioni a cui non avremmo mai pensato, ma che in realtà hanno la capacità di dar luogo a progetti sorprendenti e inaspettati. Provare per credere!
Cucina lineare: una disposizione elegante e trendy
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Le tendenze odierne, relativamente all’ambiente cucina, riguardano soluzioni progettuali innovative e quasi per il 90% dei casi ideate con isola o penisola attrezzata, un must che sembra non possa più davvero mancare in una zona cottura di casa. Le soluzioni alternative sono rimaste leggermente accantonate perché considerate esteticamente meno contemporanee e a volte poco capienti. In verità ogni disposizione di mobili e armadietti, se valutata e personalizzata in base ai gusti e alle necessità dei padroni di casa, danno vita a realizzazioni particolari e originali e che anche in varianti già conosciute possono davvero stupire. Quando si ristruttura o ci appresta per la prima volta a dover arredare una stanza importantissima di una zona giorno, valutare una cucina lineare, con una disposizione elegante e trendy, benché semplice e per molti scontata è in realtà il primo approccio da cui partire. Tale posizione, in base anche alla metratura disponibile e alle problematiche che magari infissi o nicchie su altre pareti possono creare e limitare diverse dislocazioni, consentirà di arrivare ad un risultato finale che saprà sicuramente coniugare funzionalità e bellezza estetica. Molteplici sono le combinazioni che una cucina in linea può assumere, così come qualsiasi stile e trend ben si presta ad una sistemazione di questo tipo. Fondamentale non fermarsi alle apparenze o a modelli standard che in verità con qualche piccola sistemazione di design, colore e finitura, riusciranno a trasformarsi in una cucina sensazionale e di gran tendenza. Cucina lineare di stile: tutti i pro I vantaggi che derivano da una cucina lineare sono tanti e ognuno assolutamente valido per propendere verso la concretizzazione di un progetto per una zona cottura di questo tipo. Enumerarli tutti sarebbe davvero impossibile ma tra i principali possiamo sicuramente elencare: l’ottimizzazione dello spazio a disposizione, quando in un ambiente cucina devono essere inseriti anche altri complementi d’arredo essenziali di una zona giorno open space; la possibilità di organizzare una cucina accessoriata e dettagliata anche quando le metrature sono controverse in camere molto lunghe e strette; l’utilità di far correre lungo un'unica parete i vari impianti indispensabili (idraulico ed elettrico) senza dover ricorrere a soluzioni a pavimento che in molti casi non sono possibili da attuare; la praticità di avere tutto a portata di mano e secondo un ordine sequenziale per essere agevolati nelle azioni quotidiane che vengono svolte in una cucina; l’opportunità di poter razionalizzare una sola parete disponibile per sfruttarla al meglio anche in altezza, includendo sia pensili che mensole a giorno; la facoltà di modificare alcuni settori nel tempo, come l’area frigorifero all’estremità, che può lasciare posto ad un elemento freestanding e trasformare l’aspetto estetico della cucina stessa con un look completamente differente. Cucina lineare: quali sono le dimensioni ideali Progettare una cucina lineare significa fare i conti con i metri a disposizione, soprattutto perché ogni funzione presente deve rientrare a livello dell’estensione totale della parete, senza possibilità di errori. Le dimensioni ideali non dovrebbero scendere al di sotto dei 3 m e 60 cm, considerando i moduli standard (30-45-60-90-120 cm) che definiscono la composizione finale. Ideazioni più piccole sono naturalmente accettate quando la lunghezza di un ambiente è contenuta e non è possibile valutare alternativa a L o a U. Un’opzione leggermente diversa e che aiuta a recuperare centimetri preziosi è quella di valutare una cucina lineare di circa 4 m senza l’inserimento del frigorifero, che come abbiamo già visto in altra sede, è possibile collocare in porzioni alternative di living o di open space dove gli spazi sono contigui alla cucina stessa e collegati da proposte d’arredo contemporanee coordinate e ben assortite. Ideazioni eccessivamente lunghe, attuabili quasi esclusivamente in loft con pareti di oltre 6 m che in un’abitazione comune non è fattibile trovare, sono comunque sconsigliate per la difficoltà di raggiungere in maniera ergonomica e pratica le differenti sedi e relative funzioni. Cucina lineare di stile: materiali e colori adatti Per quanto riguarda materiali e colori adatti o commistioni di stili vincenti, non vi sono limitazioni in una cucina lineare, così come in effetti accade per tutte le altre. Se un tempo questi elementi erano decisi in base ad una “mono scelta”, oggi giorno le possibilità di fusioni tra soluzioni materiche completamente opposte, tinte differenti per mobili bassi e pensili e rifiniture decisamente contrastanti, hanno dato origine ad un’infinità di realizzazioni che riescono davvero a soddisfare qualsiasi tipo di richiesta. Mobili e top in legno ben si sposano con ripiani in fenix bianchi opachi; viceversa arredi in corten grigio satinato trovano il loro perfetto connubio con mensole a giorno metalliche. Insomma, sedersi a tavolino e considerare tutte le chance a disposizione richiederà necessariamente un po' di tempo, ma che sarà essenziale per trovare il look tanto desiderato e personale che ciascuno si aspetta di vedere nella propria cucina in linea. Cucina lineare: elettrodomestici al punto giusto Importante, in una cucina lineare, è la dislocazione degli elettrodomestici che si devono trovare al punto giusto per facilitare le operazioni lavorative e quotidiane al suo interno e per rispettare i parametri di sicurezza previsti dalle normative vigenti. Anche in questo caso vi sono proposte differenti e che vanno valutate con i padroni di casa per capire anche quali siano le abitudini e necessità da soddisfare. Possiamo quindi consigliare per ordine di praticità questi validi schemi: disporre agli estremi le due colonne forno e frigorifero con al centro zona fornelli, lavastoviglie e lavello, intervallati da un piano di lavoro; disporre ad un estremo la colonna frigorifero con al centro zona fornelli e forno sottostante, cassettiera, lavastoviglie e lavello; disporre ad un estremo la colonna frigorifero con sequenziale colonna dispensa, colonna forno, piano cottura, lavastoviglie e lavello. Queste sono tre tipiche situazioni che si possono visionare in molti showroom, ma che possono essere rimescolate in base allo stile scelto e a tanti elementi aggiuntivi che una cucina lineare attuale può annoverare tra i suoi optional. Cucina lineare: illuminazione adeguata Di solito in una cucina lineare uno dei problemi maggiori riguarda la luce. Disposta su una parete è quasi sempre certo che sfruttare quella naturale da una finestra laterale o da un velux aiuta al 50 % ad avere un’illuminazione adeguata poiché troppo lontana dal luogo di lavoro effettivo. Per sopperire a tale mancanza è decisiva la predisposizione di punti illuminanti ad hoc. I led sotto pensili vanno per la maggiore, così come quelli inseriti in cassettoni o mobili a parete (specialmente con ante trasparenti) che sia accendono nella fase di apertura e ricerca delle varie stoviglie. Le applique sono contemplate se mensole a giorno o altezze lasciate libere ne permettono l’installazione. Molto utili quelle che richiamano nel design le tipiche lampade da tavolo con molle, allungabili e orientabili all’occorrenza.
Bianco in casa: un bellissimo appartamento in total white
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Particolare, distintivo, accattivante originale e accogliente! Ecco solamente alcuni tra i tanti aggettivi con cui è possibile qualificare il progetto da 10 e lode che vi vogliamo presentare oggi, di un bellissimo appartamento completamente in bianco, dove tutto trova il suo posto in un’ideazione semplice, coordinata e impeccabile. Leggermente freddo, asettico, monotono e senza caratteri peculiari che spicchino a causa dell’utilizzo di un total white esasperato? Nulla di meno veritiero. Progettisti e padroni di casa, con le loro riflessioni e scelte ponderate, hanno dato vita ad un’abitazione ricca di elementi e personalità da poter essere vissuta quotidianamente con i suoi pregi e punti di forza. Progettazione in stile contemporaneo per una planimetria classica, sviluppata si due livelli, dove per ciascuna area vengono stabilite rigide funzioni in maniera tradizionale: zona giorno al primo piano e zona notte al secondo, come nelle più antiche dimore. L’articolazione degli spazi è però differente, poiché varcata la soglia di ingresso ci si trova catapultati in un immenso open space ben organizzato con cucina e soggiorno, che pur essendo separati a livello visivo da scelte materiche splendide, dialogano perfettamente e sono l’uno la perfetta prosecuzione dell’altro. Al piano superiore invece le camere da letto, una zona relax e i servizi si snodano sui lati di un corridoio spartiacque ben accessoriato e funzionale. Un perfetto connubio di opzioni canoniche e attuali che in un look in bianco si esaltano vicendevolmente in un contesto unico e meraviglioso che diventa uno spazio funzionale da godersi appieno e che si può veramente chiamare casa! Living: eclettico e funzionale in total white Come abbiamo già preannunciato il living di questa casa si sviluppa all’interno di un open space molto grande e caratterizzato da una divisione eccezionale dal punto di vista ottico. Grazie alle diversità materiche delle varie superfici presenti e all’utilizzo di rientranze, sporgenze e bassi e larghi gradini, il progetto in total white di questo spazio diventa eclettico e funzionale, con dei movimenti che non rendono piatto lo skyline ma che anzi arricchiscono di particolarità l’intera zona. L’area salotto viene costruita intorno ad una pavimentazione che sale e scende con un rivestimento in parquet chiarissimo e divani tono su tono. Non sono presenti mobili di alcun genere, fatta eccezione per una lunga panca sulla parete in pietra bianca che può fungere da seduta alternativa oltreché da piano d’appoggio per la tv. Un camino a lato con capiente nicchia porta legna riscalda l’ambientazione che prevede l’utilizzo di pochi decori e l’impiego di contenuti optional e accessori. Un elemento importante e ben visibile è la scala che porta al piano superiore che riassume in sé spiccati connotati moderni nell’andamento di alzate e pedate, ma che legata alla tradizione usa una ringhiera verniciata in total white con boccole sagomate, creando un sodalizio esemplare tra passato e presente. Cucina minimalista in un bianco etereo La cucina si trova alle spalle dell’area salotto ed è composta da una parete attrezzata minimalista in un bianco etereo con isola centrale. Tutto è nascosto da una serie di armadietti e pensili con una parte centrale pratica e fornita di lavello con un top capiente e molto utile. Il piano cottura a induzione è invece incassato nel bancone frontale che mette in comunicazione la zona cottura con quella pranzo, connotata da un bel tavolo in legno artigianale e una serie di 3 coppie di sedie differenti per forma, materiali e tessuti. La pavimentazione qui cambia e un prezioso piano di calpestio in marmo bianco screziato avvolge un ambiente aperto e che è in stretta relazione con il soggiorno adiacente ma che con escamotage efficaci riesce comunque ad avere una propria indipendenza. A lato del forno una piccola stanza prende vita con le medesime peculiarità del living room, creando un workspace contenuto ma utilissimo e davvero accogliente. Unico neo presente! Una sapiente parete tinteggiata in nero che aiuta e smorza il tema principale della casa ma che non stona assolutamente nella totalità del candore percepito ovunque. Disimpegni e corridoi in bianco: un piacevole zona di passaggio Disimpegni e corridoio sono sempre dei luoghi difficili da gestire sia per quel che riguarda l’arredo che i colori da utilizzare. Nella casa di oggi non vi sono problemi riguardanti il colore: bianco e ancora bianco, ma che in tale ambito aiuta a ripensare a questo spazio e a trasformarlo in una piacevole zona di passaggio molto funzionale. Ben illuminato dall’alto e con vetrate che lo fanno sembrare quasi una galleria d’arte, è il disimpegno al piano terra tra la cucina e la zona studio. Corridoio moderno, con verticali luci a led e scomparti a muro per biancheria e abbigliamento e ciò che si trova invece al piano superiore. Entrambi, sfruttati nel modo migliore diventano una porzione integrante e fondamentale all’interno di un’abitazione di tendenza ma che in realtà segue svariati stili, mood e orientamenti che la rendono unica e davvero positivamente originale. Zona notte: total white in una camera matrimoniale con bagno Di sopra una grande camera matrimoniale si sviluppa nella parte finale del corridoio. Ritroviamo il parquet impiegato nel living, che diventa il rivestimento assoluto su tutto il piano e che in modo naturale si accosta benissimo alla tematica del bianco, rendendo però meno algidi i vari ambienti. Un grande letto morbido con consolle trova collocazione nella stanza vera e propria mentre una capientissima cabina armadio con spalliere a giorno e mobili a specchio trovano sede nell’area adiacente con bagno personale incorporato. Una minuscola porzione di casa con una leggera apertura a bow window avvolge uno spazio irrisorio ma sapientemente trasformato in area relax ospitale e accogliente per trascorre del tempo a leggere o a rilassarsi. Bianco per la cameretta per bambini: luminosità e benessere Anche la cameretta per bambini segue il soggetto e filo conduttore dell’intera progettazione. Un bianco inserito con competenza e in previsione di garantire luminosità e benessere anche nella stanza dei più piccoli. Disposta sul lato opposto rispetto alla camera padronale è capiente e gestita per avere il maggior spazio possibile per giocare, divertirsi e ospitare amici. La non presenza di radiatori a vista presuppone un riscaldamento a pavimento, decisamente apprezzato dai più giovani che amano creare salotti in stile orientaleggiante direttamente a terra.
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