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Biofilia = natura + architettura d’interni
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  Biofilia significa letteralmente “passione per la vita”. Con questa parola si indica l'inclinazione a stabilire un'intima connessione con la natura, ma anche sentimenti di attrazione, bisogno e legame affettivo.  L'uomo stesso è natura e per questo motivo è così attratto da essa. È risaputo quanto vivere nella natura abbia effetti positivi sulle persone: allevia lo stress, migliora l'umore, così come risultano potenziate la concentrazione e le capacità cognitive. Riprodurre gli effetti che la natura genera sull'uomo all'interno degli spazi abitati significa progettare secondo la biofilia. Il Biophilic Design è la biofilia applicata all'architettura, ma più che una tendenza di interior design la biofilia è uno stile di vita. Riguarda la casa ma anche tutti gli ambienti di lavoro, ospedali, ristoranti e locali commerciali. Il grande merito della progettazione biofila è il suo contributo nel migliorare la salute degli esseri umani, avvolgendoli in ambienti in cui possano sentirsi bene da ogni punto di vista.  Biofilia per progettare casa: origine e caratteristiche La origini della biofilia risalgono al 1964 ad opera dello psicologo Erich Fromm che è il primo a definire questa tendenza umana ad essere affascinati da ciò che è vivo. Nel 1984 la biofilia è comparsa negli studi compiuti dallo piscoanalista Eric Fromm e dal biologo Edward O. Wilson. In seguito è stata approfondita in una serie di saggi pubblicati nel 1993 dall'ecologo e sociologo Stephen Kellert. Da qui è stata ripresa e sviluppata in diversi ambiti. Il concetto di biofilia interessa da vicino il mondo dell'architettura e del design ed era presente già in molte culture antiche. Il design biofilo si esprime essenzialmente attraverso una maniera di progettare che parte dall'indagare il rapporto tra uomo, natura e design.  Vivere in un ambiente ideato e realizzato secondo i principi della biofilia apporta dei benefici all'essere umano. Una casa concepita secondo la biofilia è in stretta connessione con la natura e di conseguenza più salutare per l'uomo che ha bisogno di vivere in simbiosi con essa. La biofilia si esprime in diversi modi ed ha l'obiettivo di migliorare la qualità della vita. Tra le caratteristiche della progettazione eseguita secondo la biofilia troviamo: uso di colori naturali; presenza di materiali naturali; contatto visivo con il verde; illuminazione naturale; ventilazione naturale. Differenze tra biofilia o bioarchitettura La biofilia è in sostanza la ricerca orientata alla creazione di ambienti ispirati alla natura. Gli spazi interni riproducono le sensazioni evocate dal mondo naturale, capace di influire positivamente sul benessere psicofisico delle persone. Questa disciplina si concentra verso l'essere umano che nel tempo si è abituato vivere all'interno di ambienti chiusi, ma per il suo benessere ha bisogno di mantenere un contatto con la natura. A differenza della biofilia, la bioarchitettura o bieodilizia è legata al concetto di sostenibilità in un senso differente, ossia rivolto verso l'ambiente. Per questo predilige prodotti e processi rispettosi dell'ecosistema naturale ed è orientata verso l'utilizzo di materie prime inesauribili o il cui consumo è controllato, il riciclo ed il riuso. Biofilia: come utilizzare i colori in casa Gli ambienti progettati secondo i principi della biofilia hanno palette sofisticate che si ispirano ai colori della natura. Le tonalità neutre che vanno dal beige al marrone sono tra le più utilizzate per spazi che seguono questa tendenza. Altri colori da utilizzare sono i verdi e gli azzurri che ricordano le sfumature di paesaggi naturali incontaminati, dal mare alla montagna. Sono colori che danno energia ma allo stesso tempo rilassano. Affinché sia efficace il colore si può applicare alle pareti, ma anche agli arredi ed ai complementi come tappeti, cuscini, lampade ed accessori che arricchiscono gli interni di sfumature. Rapporto tra biofilia e materiali naturali per la casa La biofilia si traduce anche nella volontà di creare all'interno della casa, o di altri spazi da vivere, delle atmosfere in linea con l'ambiente naturale attraverso l'uso dei materiali. Finiture ed arredi all'interno di ambienti progettati secondo i principi della biofilia sono quindi in gran parte composti da materiali naturali come fibre naturali, legno, pietra, marmo, sughero, ecc.  Inserire in casa materiali naturali permette di donare un sapore autentico agli ambienti domestici. Le texture che caratterizzano molti di questi materiali danno la possibilità di avere un'esperienza sensoriale, sia dal punto di vista visivo che tattile, che accentua la sensazione di benessere percepita permanendo all'interno degli ambienti. Biofilia: benessere naturale con vegetazione indoor Un ambiente concepito secondo la biofilia sarà rallegrato dalla presenza di tante piante e fiori freschi. Circondarsi di vegetazione apporta sempre una sensazione di benessere generale, poiché le piante ed il verde trasmettono sensazioni positive. Un'immersione nella natura può migliorare sensibilmente l'umore. Inoltre, molte delle piante che si possono inserire negli ambienti interni hanno la capacita di purificare l'aria, alleggerendo la presenza di sostanze tossiche e nocive per la salute.  Per creare un effetto armonioso si possono affiancare piante di diverse dimensioni e tipologie in modo da creare varietà. Piante grandi che si alternano ad altre più piccole e a piante pendenti che riempiono lo spazio in verticale formano un mix che consente di percepire a pieno la freschezza della natura. Ogni pianta sarà valorizzata inoltre dal proprio vaso, scelto con cura e realizzato in materiali naturali spaziando dal rattan alla terracotta. Biofilia: introdurre la natura in casa con grandi vetrate Un'altra caratteristica del Biophilic Design e l'apertura della casa verso l'esterno. Il limite tra outdoor e indoor diviene molto sottile, per una vita in connessione con la natura anche quando si sta al chiuso. La continuità tra interno ed esterno si ottiene in maniera efficace utilizzando grandi aperture vetrate. Attraverso grandi superfici trasparenti la natura che si trova all'esterno ha modo di penetrare nella dimensione domestica.  Inserire grandi finestre è uno dei cardini della progettazione secondo la biofilia. Non solo perché permettono di mantenere un contatto visivo con l'ambiente circostante ma anche perché lasciano entrare tanta luce naturale che inonda gli ambienti interni. Ricevendo molta luce naturale si è più attivi, si ha maggiore facilità a concentrarsi ed anche la salute e l'umore migliorano. Altro importante parametro che riceve beneficio dalla presenza di grandi vetrate è la qualità dell'aria. Secondo i precetti della biofilia una buona aerazione degli ambienti consente di alleviare gli effetti dell'inquinamento indoor, causa di mal di testa e problemi respiratori.
Zona notte: 8 tipologie di comodini rotondi per il letto
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I comodini in camera da letto sono ormai diventati un accessorio a sé stante all’interno di una zona notte che prevede commistioni di stili, materiali e colori. Se un tempo erano abbinati all’arredo circostante, oggi giorno sono indipendenti da armadi e cassettiere e con soluzioni originali, riescono a personalizzare una stanza dedicata al riposo in modo inaspettato e di tendenza. Quadrati, ovali, a parete, sospesi dal soffitto, in legno o in metallo, trovano in ogni progetto il loro spazio che coniuga estetica e praticità di avere un piano d’appoggio per abatjour, sveglie e libri. Ma avete mai pensato a comodini alternativi che prevedano l’impiego di un tavolino rotondo in camera da letto? Noi di Archisio abbiamo trovato 8 tipologie di grande effetto che nelle loro scelte materiche si abbinano a stili ben precisi con risultati davvero sorprendenti. Vediamole insieme! Comodini rotondi: in metallo Minimalista, lineare e quasi etereo, un comodino rotondo in metallo trova la sua perfetta collocazione in ambienti dalle concezioni moderne e industriali. A seconda del colore e della finitura si inserisce in ciascuna ideazione che lo contraddistingue legato soprattutto agli accessori che gli vengono abbinati e alla tipologia di decorazioni che lo avvolgono. Un tavolino rotondo in metallo, con abatjour in vetro e paralume in stoffa e sfondo color avorio, sfiora una tendenza contemporanea soft e signorile al tempo stesso. Ma lo stesso comodino accostato ad una lampada sospesa con filo e lampadina a vista e parete retrostante in mattoni neri, vola verso un industrial style molto spiccato. Adattabilità e flessibilità sono ciò che caratterizza l’impiego di comodoni rotondi in metallo e che all’occorrenza devono essere riutilizzati, quando lo stile della zona notte cambia e l’arredo viene rivisitato secondo una nuova chiave estetica. Comodini rotondi: in metallo e vetro Per chi pensa che metallo e vetro abbinati siano materiali ormai sorpassati, è solamente perché non si hanno bene in mente le nuove ideazioni di arredo di interni, progettate con questi elementi. Oggetti e complementi contenuti, come possono esserlo dei comodini rotondi in camera da letto, diventano un punto di forza che crea degli accostamenti sorprendenti e per nulla scontati in una zona notte da copertina. Con colori caldi alle pareti e una giusta scelta degli accessori a corredo, anche una scelta materica decisamente fredda trova il suo perché in un ambiente contemporaneo, ma non minimalista, che diventa estremamente accogliente e ospitale. Comodini rotondi: in legno e marmo Quando si vuole invece mantenere un registro elegante, dove gli abbinamenti sono studiati alla perfezione, ma si pensa che manchi quel tocco in più per ottenere una camera da letto maggiormente esclusiva, allora pensare a comodini rotondi in legno e marmo è la decisione verso cui indirizzarsi. Il materiale più caldo per eccellenza, richiama nella sua struttura quella già scelta per il letto, perfetta per ospitare anche utili cassetti e sostenuta da gambe leggere dalla forma aggraziata. Il piano d’appoggio in marmo, sottile e apparentemente freddo, riesce invece in questo connubio ad elevare il tono estetico della zona notte. Pur nella sua semplicità, questa forma rotonda, riesce a valorizzare al meglio il comodino e ad inserirsi in uno spazio anche limitato grazie alla sinuosità della sua silhouette. Comodini rotondi: in legno e ferro battuto Per uno stile ricercato, ma senza fronzoli e che ricada in un eclettico di gran gusto, abbinare in una camera da letto dei comodini rotondi in legno e ferro battuto è una delle scelte più naturali e ovvie. La tradizione si abbina al rustico moderno, in un oggetto che caratterizza una zona notte in modo deciso, ma senza esagerazioni. Una bella gamba importante e tornita, simbolo di stabilità con base d’appoggio integrata, ben si addice ad un top realizzato con apparenti assi di recupero, levigate e assemblate ad hoc per la realizzazione di un tavolino rotondo su misura. Questi comodini alternativi vengono pensati e progettati per diventare un elemento versatile da accostare a ogni tipo di palette e nuance, rientrando in una categoria basica, dove tutti i colori e le tipologie di tessuti si sposano indifferentemente. Comodini rotondi: tutto legno Stile scandinavo, shabby chic o country style, prevedono tutti l’impiego esclusivo del legno puro, anche quando si tratta scegliere dei comodini rotondi per arredare una zona notte a tema. Al naturale, misti o completamente tinteggiati, questi tavolini d’appoggio accanto al letto vogliono proprio esaltare l’utilizzo del legno stesso che si abbina perfettamente a queste scelte estetiche. Valorizzare le venature del materiale e sentirne il tipico profumo durante il riposo notturno o il relax pomeridiano, non ha davvero eguali. Ogni essenza impiegata per realizzare questo complemento d’arredo è unica negli aromi e nei colori, che personalizzano in modo esclusivo ogni realizzazione. Starà ai padroni di casa, pensare alla finitura a loro più congeniale e che meglio si addica ai mobili circostanti, già presenti nella camera da letto. Comodini rotondi: in rattan Materiale fresco e frizzante che accompagna scelte stilistiche per chi ama osare in casa. Boho chic, jungle style, kindercore e stile coastal, sono solo alcuni orientamenti che fanno da sfondo al perfetto utilizzo di comodini rotondi in rattan in camera da letto. Una fibra naturale che mette in evidenza un trend semplice ma curato, estroso ma dettagliato, familiare ma ricercato. Con le loro forme curvilinee, grazie alla maneggiabilità del prodotto, questi tavolini rotondi da notte, tra intrecci e nodi, danno vita a dei disegni particolari e unici che rendono originale ciascun progetto in cui sono inseriti. Comodini rotondi: morbido in velluto All’interno di una camera da letto lineare e minimalista, dei comodini rotondi in morbido velluto riescono ad infondere un tocco di calore tattile ad uno stile che potrebbe risultare molto spesso asettico e impersonale. In verità giocando con dei complementi a contrasto, che non interferiscano con le linee di base del trend, si riesce a dare adito ad un’ideazione sempre razionale, ma con una pennellata di calore che contraddistingue un vero progetto di stile tra tanti simili. E’ sufficiente qualche metro di tessuto, tono su tono e che non diventi il protagonista di una zona notte dove tutto deve risultare sullo stesso piano, per infondere un certo non so ché a tutto l’ambiente.
Tv in cucina: dove posizionarla?
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Considerata un pezzo fondamentale da inserire in casa, anche in cucina la tv diventa un elemento primario da far rientrare in un progetto d’arredo di interni, soprattutto in ambienti living dove la concezione di open space va per la maggiore. Molto spesso la tv in cucina diventa più che altro un oggetto sporadico da compagnia, un sottofondo mentre si prepara il pranzo, si lavano i piatti o si conversa durante la cena in famiglia. In altri casi è invece un elettrodomestico grandemente utilizzato, amato soprattutto dai piccoli che dalla cucina possono guardare i loro programmi, rimanendo comunque a contatto con mamma e papà. Per un motivo o per l’altro la domanda fatidica è sempre la stessa: dove posizionarla? Di soluzioni pratiche per mettere la tv in cucina, ce ne sono molte e ciascuna tiene in considerazione i bisogni e le necessità di ciò che i proprietari di casa chiedono. Di seguito la nostra classifica che prende in considerazione le 5 migliori e più utilizzate ubicazioni per una tv in cucina e che riguardano: la tv in cucina nella nicchia a muro; la tv in cucina incorporata nel mobile; la tv in cucina sospesa a parete; la tv in cucina a lato sul top; la tv in cucina sotto i pensili. Dalle idee più tradizionali a opzioni maggiormente creative, si devono valutare però anche i fattori tecnici. Ad esempio seguire la collocazione della presa dell’antenna, capire se il segnale wireless è sufficientemente potente da arrivare in quel punto specifico, gestire la distanza e la grandezza dello schermo e così via. Determinati questi punti, un bravo professionista e designer d’interni saprà consigliare al meglio quale scelta optare, ma vediamo insieme come e dove collocare una tv in cucina. Tv in cucina: nella nicchia a muro La nicchia a muro è un ulteriore escamotage per inserire una tv in cucina, volendo evitare anche un sottile, ma comunque visibile ingombro rispetto ad una semplice televisione appesa a muro. Questo espediente permette di creare una parete attrezzata che unisce l’utile al dilettevole. Comoda e pratica diventa un punto focale nella zona di cottura ed essendo una progettazione su misura può essere personalizzata nei minimi dettagli. Tuttavia l’inserimento della tv in una nicchia in cucina, prevede una realizzazione ben definita in fase creativa, e che non potrà subire grandi varianti una volta concretizzata. Il foro di contenimento sarà eseguito ad hoc e la grandezza del monitor (dai 40’’ ai 50’’ di solito), si inserirà alla perfezione al suo interno con fili e cavi nascosti nella parte retrostante dove saranno collocate presa di corrente e dell’antenna. Una soluzione pulita e lineare per gli amanti del rigore e del minimalismo. Tv in cucina: incorporata nel mobile Progettazioni brillanti e decisamente all’avanguardia, hanno dato origine ad una nuova concezione di cucina dove vengono incassati non più solamente forni, microonde o macchinette del caffè, ma anche le tv. Come avviene esattamente per questi elettrodomestici più tipici, la televisione viene incorporata nel mobile e predisposta in fase di ideazione della cucina, e collocata normalmente nella direzione del tavolo, dove vanno previsti i fori retrostanti per il passaggio dei cavi. La grandezza dello schermo va di pari passo con il modulo scelto per la colonna e in genere non supera i 43”. Per evitare inestetismi dovuti a decoder o apparecchi esterni, la tv scelta è di generazione smart dove tutto è ormai integrato e gestibile anche da app oltre che da classico telecomando. Tv in cucina: sospesa a parete La più classica delle ubicazioni, che inevitabilmente ricade tra le scelte più amate di chi vuole inserire una tv in cucina, è quella sospesa a parete. Per non ricadere nell’ovvio e nel banale, oggi giorno designer e architetti di interni, si attivano per trovare delle migliorie a tale scelta. Una di queste riguarda l’uso di una semplice cornice dipinta intorno alla televisione, a mò di quadro, o ad un’alternativa simile ma in rilievo e realizzata con listelli di legno o di polistirene poi colorato. In altri casi vengono realizzati dei veri e propri pannelli che movimentano l’andamento piatto e lineare di una parete, all’interno dei quali verrà poi collocata la tv in cucina in modo più frizzante. Una tv in cucina, sospesa a parete, può rientrare anche in quei casi, dove l’elettrodomestico viene installato nel tipico angolo inutilizzato, quando si ha poco spazio o i committenti richiedono tale esigenza. Tv in cucina: a lato sul top Per chi possiede una cucina disposta a L con penisola che funge da piano di lavoro, ma anche da tavolo snack, è ottimale collocare la tv proprio su questo lato del top. Una posizione perfetta per la praticità di poter guardare i vari programmi sia mentre si pranza o si fa uno spuntino, sia quando si sta cucinando o ci si dedica a qualche hobby. In questo caso le dimensioni dello schermo hanno dei limiti ben precisi, perché sia in altezza che in larghezza non possono diventare un ingombro per antine, pensili o altri accessori presenti sul ripiano. La grandezza è oltremodo limitata dalla vicinanza della tv rispetto alle sedute a lato del top, e prevede che i pollici arrivino a un massimo di 32’’ per una distanza sino a 1 m. Tv in cucina: sotto i pensili Piccola variante della precedente, prevede che la tv in cucina venga pensata sotto i pensili, ma non posizionata necessariamente a lato di questi o in posizione finale dei complementi stessi. Dislocata nel punto più consono del top è indicata anche in questo caso per essere impiegata come display utile in fase di preparazione dei piatti o quando si pranza ad una certa distanza seduti a un tavolo o ancora di più ad un’isola attrezzata. Alla distanza giusta permette di godere in piena tranquillità il proprio programma preferito o di ascoltare le notizie del telegiornale. Un elemento piccolo e versatile, che può essere maneggiato agevolmente con il suo piedistallo incorporato e non preclude di poter essere adoperato altrove, a differenza di apparecchi appesi a parete. Anche in questo caso elettrodomestici da 26” o 32” sono i più consigliati.
Quali sono i costi per mantenere una piscina interrata
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Una piscina privata in giardino rappresenta un vero e proprio lusso durante le calde giornate estive. Una volta realizzata una piscina interrata, o se si sta progettando di realizzarne una, è importante sapere quali sono i costi fissi per mantenerla in funzione, avendo un'acqua sempre limpida e pulita.  Capire quali sono i costi per la gestione di una piscina interrata non è semplice poiché le spese variano in funzione di una serie di variabili come le dimensioni della piscina, il sistema di filtrazione installato, gli accessori presenti ma anche il materiale di cui è fatto l'interno della vasca. Influisce molto anche la durata del periodo di utilizzo della piscina. La gestione di una piscina comporta diverse voci di spesa quali:  consumo di acqua; consumi elettrici; prodotti attrezzature per la pulizia; disinfettante per l'acqua (cloro); kit per il controllo del ph. A questi si aggiungono i costi per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, oltre alle eventuali riparazioni eseguite da personale specializzato. Sapendo quali sono questi costi inoltre è possibile cercare dei modi per risparmiare. Se si adottano degli accorgimenti nella gestione della piscina, la manutenzione da realizzare sarà meno impegnativa e quindi le spese saranno più contenute. Costi piscina interrata per il ricambio dell’acqua Tra i costi per mantenere una piscina interrata vi è quello per il ricambio dell'acqua. L'acqua con cui riempire la piscina deve essere di qualità in modo da non dover eseguire troppi trattamenti per renderla utilizzata. Se si è certi che non abbia bisogno di troppi trattamenti, si può utilizzare l'acqua prelevata da un pozzo per riempire la piscina. La soluzione da preferire è l'utilizzo dell'acqua potabile proveniente dall'acquedotto comunale, pulita e controllata. In questo caso ogni comune ha i propri costi che in media sono pari a 2 €/m3. Questo significa che per riempire una piscina della capacità di 150 m3 bisognerà sostenere una spesa di circa 300 € ogni volta che si sostituisce l'acqua. In alternativa, si può riempire una piscina con autobotte. I costi di quest'ultima opzione possono essere simili a quelli dell'acquedotto, ma per avere le idee chiare l'unico modo è chiedere un preventivo personalizzato. La sostituzione completa dell'acqua di una piscina interrata viene effettuata al momento dell'apertura. Se l'acqua viene mantenuta pulita, sia durante la stagione di utilizzo che durante l'inverno, non sarà necessario sostituirla completamente. In alcuni casi è sufficiente effettuare una sostituzione parziale dell'acqua della piscina con un notevole risparmio. A questi costi bisogna sommare i consumi d'acqua giornalieri dovuti ai rabocchi ed all'evaporazione, da calcolare in base alle caratteristiche della propria piscina.  Costi piscina interrata e consumo energetico Oltre ai costi per il consumo di acqua, quando si ha una piscina interrata bisogna conoscere quelli da sostenere per il consumo energetico.  La spesa in questo caso dipende dal consumo delle singole componenti della piscina quali: impianto di filtrazione; illuminazione per piscina; impianti idromassaggio; impianti per il nuoto controcorrente. Conoscendo quindi il consumo di ogni elemento e moltiplicandolo per le ore di utilizzo si ottiene il costo complessivo dei consumi energetici fissi per la gestione di una piscina interrata. In generale questo costo è in media di circa 6-7 €/mq durante la stagione estiva. Questo significa che per una piscina da 100 mq si spendono in media 600-700 € se si considera un periodo di utilizzo di circa 4 mesi. Costi piscina interrata: trattamento dell’acqua e controllo ph Per fare un calcolo di quanto costa mantenere una piscina interrata occorre tenere conto anche delle spese per il trattamento dell'acqua e per il controllo del ph. Per un utilizzo in sicurezza l'acqua della piscina deve essere costantemente priva di batteri, alghe e sostanze organiche. Affinché si ottenga un'acqua perfettamente disinfettata è necessario introdurre degli appositi prodotti chimici. Solitamente si utilizza il Cloro che può essere in pastiglie o in polvere. Il rapporto deve essere di 1 grammo di cloro per ogni mc d'acqua.  Il consumo di cloro per il trattamento dell'acqua dipende da fattori quali: utilizzo della piscina; dimensioni della vasca; qualità dell'acqua. Approssimativamente per eseguire il trattamento dell'acqua di una piscina si spendono circa 200 € durante la stagione di utilizzo. Il controllo del ph di una piscina viene eseguito quotidianamente per verificare che il valore sia compreso tra 7.2 e 7.6. Per questa misurazione si utilzza un apposito kit di analisi per ph piscina che ha un costo di circa 15 €. Costi piscina interrata: pulizia di vasca e filtri Per asportare foglie, insetti e sporco dalla superficie dell'acqua si può utilizzare un retino dal costo piuttosto contenuto (10/15 €). Per velocizzare e semplificare le operazioni di pulizia si possono usare robot ed aspiratori di fondo o aspiratori idraulici. A seconda dei modelli e della tipologia di apparecchiature i costi per l'acquisto vanno da 100 € per gli aspiratori più semplici fino a circa 2000 € per le macchine automatizzate. La pulizia della vasca della piscina interrata si esegue manualmente o con l'utilizzo di apparecchiature. Vanno pulite le pareti della vasca utilizzando delle spazzole adeguate al materiale da cui è rivestita la piscina. Queste hanno costi che partono da circa 20 €. Per mantenere la vasca in buone condizioni si utilizzano dei prodotti antialga. La pulizia dei filtri a sabbia viene eseguita una volta a settimana. Per realizzarla si esegue un controlavaggio dei filtri, detto anche backwash, che consente di eliminare tutto ciò che si è depositato all'interno. Il consumo di acqua per la pulizia dei filtri varia a seconda del tempo impiegato e della potenza del flusso. Per backwash compresi tra uno e due minuti si utilizzano mediamente tra 200 e 600 litri d'acqua. Altre tipologie di filtri vengono sciacquati semplicemente sotto l'acqua corrente. Costi piscina interrata: operazioni di apertura e chiusura Quando si fanno dei calcoli su quali sono i costi mantenere una piscina interrata bisogna aggiungere ai costi fissi quelli per l'apertura e la chiusura, da effettuare rispettivamente a inizio e a fine stagione. Le operazioni da svolgere per apertura e chiusura della piscina sono una pulizia completa della vasca e di tutte le componenti, inclusi i filtri, il controllo degli impianti, ed il riempimento della vasca. Il costo per l'apertura e la chiusura di una piscina interrata è di circa 500 €. Se invece si decide di mantenere la piscina attiva durante tutto l'anno non sarà necessario sostenere le spese di apertura e chiusura, ma si avrà un aumento sulle spese fisse di gestione della piscina anche se sarà inferiore a quelle sostenute nel periodo di maggiore utilizzo ovvero quello estivo. In media sono da considerare 600 € in più all'anno per la stagione invernale.
Mensole in bagno: arredo funzionale e di design
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Le mensole in bagno diventano oggi giorno un arredo funzionale e di design, utile e trendy per arredare una stanza di servizio in casa, coniugando stile e praticità. In ogni ambiente, nelle loro dimensioni minime o con forme particolari, questi elementi considerati esclusivamente degli accessori, riescono in verità molto spesso a risolvere dei problemi di spazi e soprattutto diventano degli ottimi complici per ospitare degli oggetti di uso quotidiano, che non si sarebbero potuti inserire altrove. Collocare delle mensole in bagno significa capire dove effettivamente sia più vantaggioso montarle, oltre a valutare bene la loro grandezza, lo spessore, il materiale e la sihouette. Oltre alla classica disposizione su una parete vuota è importante capire se la loro sistemazione non possa essere più efficace a ridosso dei pezzi fondamentali che occupano il bagno stesso. Detto ciò si può ben capire che seguendo tale criterio, le mensole per arredare con razionalità e tendenza un bagno, si possono trovare: utili sopra la vasca da bagno; pratiche nella doccia; efficienti sopra il lavabo; funzionali sotto il lavabo; comode accanto ai sanitari. Mensole: utili sopra la vasca da bagno Attorno alla vasca da bagno è sempre difficile posizionare sapone, docciaschiuma e shampoo, senza che inevitabilmente cadano ripetutamente all’interno dell’oggetto in questione e diano sensibilmente fastidio durante una seduta rilassante nell’acqua calda. Questo ovviamente succede perché tali elementi, non hanno la possibilità di avere bordature capienti che sminuirebbero la loro sagoma, a meno che non vengano incassate a muro e si predisponga una nicchia per il necessaire relativo all’igiene personale. Molto più semplice e immediato pensare di utilizzare delle mensole sopra la vasca da bagno stessa per creare un appoggio stabile e da organizzare a piacere. Se si intende realizzare un’ideazione di questo tipo gli approcci seguono due tipologie: montare una o più mensole, lunghe quanto l’ampiezza della vasca, nello stile e nel colore che più si addice all’estetica scelta per la progettazione dell’ambiente, coordinando cestini contenitivi e porta asciugamani per mantenere ordine e decoro; ideare, prima della fase esecutiva, una mensola in muratura o in cartongesso, che si collochi sopra la vasca, ma che funga anche da elemento decorativo per la parete che la ospita. Espediente ottimale per coniugare la funzionalità di appoggiare i vari prodotti di bellezza, mantenendo un tocco di design che infonde carattere all’ambiente stesso. Bagno: pratiche mensole nella doccia I sanitari di oggi presentano delle soluzioni tecnologiche avanzate, che prevedono una conversione di idee rispetto ai tradizionali elementi a cui tutti siamo abituati. Soluzioni passanti o opzioni walk-in hanno dato origine ad una nuova concezione di shower ma che deve comunque essere accessoriata con elementi pratici e funzionali. Le tipiche e pratiche mensole nella doccia sono un oggetto legato alla tradizione, ma che continua a divenire utile anche in ideazioni all’avanguardia e più contemporanee. Rivisitate e pensate per diventare multifunzionali riescono nella loro semplicità a soddisfare il loro scopo primario, pur esaltando un design sensazionale e originale. Basti pensare ad unico oggetto che creato su misura, diventa un fantastico appoggia tutto che tiene lo spazio di un’intera parete. Utilizzato sopra il lavabo o i sanitari, prolunga la sua estensione per poi immettersi con eleganza in una doccia semiaperta e poter essere sfruttato come porta asciugamani o altro. Una delle tante idee per rivisitare le mensole in bagno che rimangono sempre un accessorio immancabile e mai scontato. Mensole in bagno: efficienti sopra il lavabo Il luogo ideale per sistemare delle mensole in bagno efficienti al 100%, è senza alcun dubbio sopra il lavabo. Partendo dalle tradizionali incorporate nei pensili con specchio, per arrivare a quelle minimaliste sospese al soffitto, hanno da sempre avuto lo scopo di essere utili per appoggiare spazzolini e profumi, che più volte al giorno vengono impiegati nella routine quotidiana che scandisce la vita all’interno di tutte le abitazioni. I fattori fondamentali, che vanno ad influire sulla scelta delle mensole in bagno sopra il lavabo, riguardano: forma; grandezza; spessore; colore; rivestimento; stile. Valutando ogni elemento sopra citato e abbinandolo punto per punto all’orientamento estetico dell’ambiente, completeranno un progetto di interni perfetto e capace a soddisfare nella totalità, le necessità dei padroni di casa. Mensole in bagno: funzionali sotto il lavabo Se sopra il lavandino sono da sempre efficienti e davvero utili, le mensole in bagno diventano estremamente funzionali anche sotto il lavabo. Per le soluzioni progettuali a vista, oggi giorno molto in voga, una o due vasche di ogni forma e dimensione vengono nella maggior parte dei casi appoggiate su un top, che lascia intravedere nella parte bassa le tubature che diventano esse stesse elemento di design. Questo implica però che non si abbia il tradizionale mobiletto dove riporre la biancheria e gli oggetti più vari. Ecco che entra in funzione un secondo ripiano per ovviare a questa mancanza. Lo si può trovare liscio o corredato di optional come maniglione porta asciugamano o con degli inserti ad hoc per spazzole, trucchi e quant’altro. Una semplice ma ottimale mensola che salva estetica e praticità. In altre alternative queste mensole sotto il lavabo del bagno fanno invece parte di un complemento d’arredo concepito in maniera mista. Al di sotto delle classiche antine che ricoprono il contenitore con lavabo incorporato si trova un ulteriore piano, che smorza la linearità di un tipico mobile da bagno, rendendolo più accattivante e offrendo spazio aggiuntivo per oggetti di uso quotidiano e comodi da avere nell’immediato a portata di mano. Mensole in bagno: comode accanto ai sanitari Anche in posizioni meno scontate e a volte non correttamente sfruttate, le mensole in bagno possono offrire dei punti di appoggio in più e ottimizzare degli spazi che non si pensava di poter utilizzare. Accanto ai sanitari o collocate immediatamente sopra possono risultare davvero comode per appoggiare sia accessori utili alle mansioni che si svolgono in questo ambiente, sia optional puramente decorativi. Queste mensole, con dimensioni contenute e a volte realizzate su misura per adattarsi a nicchie e riseghe esistenti nelle pareti, assumono anche la mansione di correggere quegli inestetismi che in alcune situazioni non si sa davvero come migliorare. Tono su tono con i colori che le circondano o a contrasto, dovuto anche alla scelta di differenti materiali, riescono comunque a trovare una sintonia con complementi e sanitari, pur essendo un piccolo elemento a volte un po' trascurato.
Letti a una piazza e mezza: guida all’acquisto
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Un letto a una piazza e mezza è il giusto compromesso per chi desidera una sistemazione per il riposo, comoda e più ariosa rispetto ad un letto singolo, non potendo inserirne al contempo uno matrimoniale per mancanza di spazio nella zona notte di casa. Ma scegliere un letto alla francese vuol dire valutare a 360° tutte le peculiarità di tale elemento davvero fondamentale. Un’opzione di questo tipo può rivelarsi utilissima per arredare una camera per ragazzi dal design studiato, una stanza per gli ospiti di stile o per risolvere situazioni particolari, nell’ottica di ottimizzare piccole aree come un monolocale, gestendo la praticità e la multifunzionalità di un letto a una piazza e mezza, oggi giorno molto in voga. Per approcciarsi al meglio verso la selezione di questo componente d’arredo è bene seguire una guida all’acquisto, che prende in considerazione dei fattori utili per avere ben chiare tutte le informazioni del caso. Gli aspetti da ponderare, per comprare un letto a una piazza e mezza, riguardano: la valutazione dei pro e dei contro; l’analisi della grandezza e delle dimensioni; la scelta di un materasso su misura; lo studio per una biancheria da letto sartoriale; la quotazione dei costi. Letti a una piazza e mezza: pro e contro I pro e i contro da esaminare, quando si pensa di acquistare un letto a una piazza e mezza, sono tanti e tutti decisamente non trascurabili. Tra i vantaggi possiamo scuramente elencare: la comodità di avere uno spazio intermedio, tra un singolo e un matrimoniale, decisamente ottimale per muoversi in libertà; la versatilità di poter diventare anche dei capienti divani (in soluzioni multifunzionali di monolocali); l’adattabilità ad ogni ambiente date le dimensioni contenute; la praticità di poter abbinare utili optional, vano contenitore o cassetti sottostanti, capienti ma non così pesanti sa sollevare o ingombranti da aprire; le innumerevoli soluzioni personalizzate che si possono attuare; i costi oggi giorno più contenuti dato il loro maggiore utilizzo. Negli svantaggi troviamo solamente una voce e che riguarda sostanzialmente la difficoltà di non poter conformare elementi già in possesso dei proprietari per un letto a una piazza e mezza. Questo implica e prevede l’acquisto di un kit completo che comprende struttura, rete/doghe, materassi e tessile, senza possibilità alcuna di adattare parti diverse di letti singoli o matrimoniali dismessi. Letti a una piazza e mezza: grandezza e dimensioni Prima di valutare lo stile, la forma, i colori e i vari accessori da abbinare, è senz’altro efficace soffermarsi sulla grandezza e dimensioni di un letto a una piazza e mezza. Per quel che riguarda la lunghezza non vi sono grandissime varianti confrontando le misure con un letto singolo da adulto e un classico letto matrimoniale. Ci troviamo nel range dei 2 m, con qualche modifica dei vari modelli che cambiano in realtà di pochi centimetri: 190 – 195 e 210 cm. Ciò che si modifica notevolmente è invece la larghezza con i suoi 120 cm, che in determinati prodotti può scendere sino a 110 cm.   E’ bene precisare che questi numeri si riferiscono alla struttura interna del letto che tiene in considerazione l’ingombro della rete/doghe e del materasso. Un giroletto standard sarà quindi maggiore, con dimensioni che arrivano a circa 130 cm di larghezza con un tetto massimo di 150 cm per letti a una piazza e mezza particolarmente lavorati. Questi dati sono importantissimi perché permettono di considerare in concreto l’area totale che il letto a una piazza e mezza stesso, effettivamente occuperà, senza cadere nel rischio di optare per una soluzione che poi nella realtà non sarà invece fattibile attuare. Letti a una piazza e mezza: materasso su misura Durante l’acquisto di un letto a una piazza e mezza è naturalmente comprensibile capire che anche le sue componenti dovranno essere scelte ad hoc, come per quel che riguarda un materasso su misura. Come abbiamo detto, in commercio si trovano misure standard con intervalli tipici per l’elemento imbottito in questione. Tuttavia esistono produzioni particolari e su richiesta per lavorazioni non convenzionali per letti a una piazza e mezza, creati apposta per essere inseriti in nicchie, porzioni di muratura o comunque in spazi inconsueti. Per quel che riguarda invece l’altezza è consigliabile propendere per un materasso su misura che non superi i 16 cm, anche se su ordinazione è fattibile acquistare elementi che arrivano a 21 cm sino al limite dei 26 cm. Letti a una piazza e mezza: biancheria da letto sartoriale Se struttura e materasso sono inevitabilmente pensati per calzare alla perfezione in un letto a una piazza e mezza, è naturale che anche la biancheria da letto da accostare sarà creata in un’ottica sartoriale, con soluzioni di tendenza per una zona notte con elementi fuori misura. Nella scelta di questa parte tessile, vengono prese in considerazione alternative alle classiche lenzuola e coperte, dove i più contemporanei sacchi contenitore trovano largo impiego perché maggiormente pratici e versatili. Inserire all’interno una trapunta o un piumone, evita di dover sovraccaricare la superficie con copriletti, plaid e quant’altro. Una bella fantasia, in abbinamento alla scelta estetica della camera, con qualche optional di cuscini sparsi qua e là, sarà sufficiente per rendere armonico un letto a una piazza e mezza dal design e dalle misure inconfondibili. Quanto costano i letti a una piazza e mezza I costi relativi ad un letto a una piazza e mezza, come per moltissimi altri complementi d’arredo, variano in base a molti fattori: ·        brand; ·        materiale; ·        grandezza; ·        stile e lavorazione; ·        finitura; ·        durabilità; ·        accessori. Stabilire una cifra e offrire un’indicazione di budget precisa non è effettivamente semplice e farsi redigere un preventivo puntuale da professionisti del settore è sempre la scelta migliore. Un tempo, non essendo così utilizzati nei progetti di interni, potevano avere prezzi più proibitivi, proprio per la scarsità della richiesta. Oggi giorno, sempre più in voga tra i giovani, e non solo, hanno come cifra media di partenza un costo che si attesta su un minimo di 300 euro per poi salire appunto in base agli aspetti sopra elencati, che influenzano il ventaglio di proposte presenti sul mercato.
Cucina di stile con un lavello funzionale e di design
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Arredare una cucina di stile, con un lavello funzionale e di design, richiede una attenta valutazione di tutti quei dettagli che nella quotidianità diventano importanti e fondamentali per vivere in un ambiente di casa che deve risultare sia pratico che accogliente. Il lavandino è uno degli elementi maggiormente utilizzati in cucina. Utile per sciacquare stoviglie, indispensabile per mondare frutta e verdura, efficiente per igienizzare piani di lavoro e pensili. Ma quale tipologia scegliere, ancor prima di valutare dimensioni, materiali, forme e colori? I migliori brand del settore presentano sul mercato odierno dei modelli differenti tra loro e ciascuno decisamente peculiare e di stile con le proprie qualità e caratteristiche. Avventurarsi nella scelta di questo oggetto così incisivo nella tendenza e nell’estetica della progettazione di una cucina, necessita però una prima distinzione a seconda del tipo di vasca e del relativo gocciolatoio. Partendo da questo connotato possiamo stabilire che un lavello funzionale e di design segue una ripartizione che riguarda: un lavello in cucina con pratica mono vasca; un lavello in cucina di stile con doppia vasca; un lavello in cucina di design con una vasca e mezzo; un lavello in cucina con funzionale gocciolatoio integrato; un lavello in cucina di tendenza con gocciolatoio a incasso. Cucina con pratico lavello mono vasca Una cucina con pratico lavello mono vasca rientra perfettamente nella categoria di chi vuole arredare il proprio angolo cottura in modo leggermente fuori dal comune, ma senza dover rinunciare alla comodità di un ampio e dinamico lavandino. Di solito è un’opzione che si introduce quando le dimensioni tradizionali di un lavello classico non si adattano agli spazi interessati, ma si vuole al contempo abbinare funzionalità e design in un unico elemento che misura solitamente 86 x 45 cm. Le tendenze di oggi vogliono invece che un lavello mono vasca, tolto il modello standard, raggiunga grandezze superiori e a volte personalizzate fino ad arrivare ai 120 cm di larghezza, introducendo grandi e profondi vasconi, molto capiente e capaci, che donano carattere alla cucina stessa, pur mantenendo un’efficienza esemplare e garantita nel top di gamma. Questa soluzione è facilmente riscontrabile sia in progetti dallo stile moderni o contemporaneo, dove un lavello mono vasca viene installato su un’isola o penisola, sia in ambienti in cottagecore style o country chic, dove un eccezionale lavandino ad una sola vasca trova il suo perfetto posizionamento sotto finestra. Nel primo caso il montaggio annovera tipologie incassate o a filo top, nel secondo decisamente incassato con parte anteriore a vista. Cucina di stile con doppia vasca Pensare di ideare una cucina di stile con doppia vasca non è assolutamente difficile oggi giorno. Questo avviene soprattutto grazie ai nuovi materiali utilizzati, che rendono questo lavandino tradizionale, molto accattivante dal punto di vista estetico e che spesso lo fanno diventare il vero protagonista di una zona cottura trendy e chic. La larghezza totale più comune per questa tipologia è di 90 cm con un margine minimo di 80 cm e uno massimo di 100 cm. Questo modello è il più classico versatile all’interno di una cucina perché può trovarsi posizionato in linea, ma anche ad angolo nelle versioni meno tipiche. Per coloro che sono abituati a lavare i piatti o ad avere una capienza divisa in due parti per svolgere più azioni in contemporanea, rimane sempre la scelta più ottimale. La linearità delle forme, l’installazione sotto top e la possibilità di valutare materiali diversi rispetto al piano di lavoro, rendono un lavello con doppia vasca, un oggetto dal design inconfondibile e decisamente glam. Lavello di design con una vasca e mezzo Un modello a metà tra i primi due descritti è un lavello di design con una vasca e mezzo e che a volte riesce a risolvere i problemi di spazi contenuti, ma in cui si cerca di inserire tutto ciò che è veramente necessario. Per molti avere l’idea di poter utilizzare due vasche in cucina è fondamentale anche togliendo dello spazio di lavoro sul top adiacente. Quando ciò non è possibile, per una mancanza vera e propria di centimetri disponibili, optare per un mini recipiente di servizio adiacente alla vasca principale, è un escamotage utile che coniuga praticità e stile in un solo elemento di design. Le dimensioni per questa opzione “ibrida” sono sostanzialmente di circa 40 cm di larghezza per la prima vasca e di 20-25 cm per la seconda, mentre la larghezza può essere uguale per entrambe o dimezzata per la porzione mini, collocata a destra o sinistra della principale. Lavello in cucina con funzionale gocciolatoio integrato Le tre tipologie di lavandino di cui abbiamo parlato sinora, possono avere delle varianti quando entra in gioco un accessorio che trova a volte dei pareri discordanti sul suo utilizzo. In verità un lavello in cucina con funzionale gocciolatoio integrato, è ancora una tra le scelte più amate dai vari padroni di casa e questo per la duplice funzione di avere la possibilità di lasciar scolare piatti e tegami, o di essere impiegato come piano d’appoggio aggiuntivo al top. Oggi giorno questo optional trova dei design davvero minimalisti che con una leggera pendenza e poche scanalature permette davvero di essere usato all’occorrenza per l’una o l’altra mansione in modo semplice ed efficace. In fase di progettazione è quindi bene ponderare la sua presenza in cucina per ottimizzare un lavello funzionale e di stile. Cucina di tendenza con lavello e gocciolatoio removibile Avere la comodità di uno gocciolatoio su un lavello pratico in una cucina di tendenza, implica spesso che questo accessorio rientri nella categoria del “removibile”, in modo da non essere sempre lasciato a vista. All’interno di ambienti all’avanguardia, minimalisti e dal design spiccato, molti oggetti funzionali vengono ritenuti esteticamente poco attraenti e pertanto trovare delle soluzioni alternative è d’obbligo per riuscire ad unire l’utile al dilettevole. Elementi mobili e asportabili fanno proprio al caso nostro. Eccezionali optional che vengono posizionati sul lavello all’occorrenza, per essere facilmente rimossi quando si è terminato di utilizzarli. Un’opzione valida, versatile e molto in voga per gli amanti dell’ordine maniacale in una cucina trendy e ricca di stile.
Resine silaniche e silossaniche per impermeabilizzare balconi e terrazzi
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  Per impermeabilizzare pavimenti outdoor non è necessario effettuare interventi invasivi grazie ad un innovativo prodotto perfettamente trasparente che si applica sulle superfici. Si tratta di una miscela monocomponente dalla consistenza liquida, ideato per impermeabilizzare i pavimenti esterni come quelli di balconi e terrazze.  Questo liquido impermeabilizzante contiene resine silaniche e silossaniche che creano una barriera all'acqua. Si tratta in sostanza di una guaina liquida ed incolore con proprietà impermeabilizzanti. Protegge dalla pioggia e dagli agenti atmosferici, mantenendo le superfici nel loro aspetto originale. Non crea una pellicola ma raggiunge l'interno delle superfici penetrare in profondità, sigillando crepe e fessurazioni fino a 1 mm. Una volta applicato il prodotto si genera una reazione di polimerizzazione. L'uso di prodotti impermeabilizzanti a base di resine silaniche e silossaniche per proteggere pavimenti di terrazze e balconi è una soluzione che si può realizzare in tempi brevi.  Inoltre, se si interviene in modo da prevenire infiltrazioni consente di ottenere un grande risparmio poiché non si avrà necessità di dover realizzare lavori più complessi e più costosi per il danneggiamento delle pavimentazioni e relativi supporti. Come rendere impermeabili balconi e terrazze Il liquido impermeabilizzante trasparente si comporta come un'impregnante idrorepellente che risolve in modo rapido e duraturo i problemi di infiltrazione d'acqua delle pavimentazioni di terrazze e balconi. Risulta efficace anche per scale ed altri elementi in muratura.  L'applicazione non richiede demolizioni o complessi lavori di preparazione per cui è da considerare una soluzione rapida e non invasiva.  Affinché il liquido impermeabilizzante possa essere efficace le solette di balconi e terrazze devono essere provviste delle pendenze adeguate per lo scolo delle acque piovane. Inoltre, anche il massetto deve essere impermeabile per un risultato ottimale. Liquido impermeabilizzante trasparente per pavimenti outdoor Il liquido impermeabilizzante trasparente a base di resine silaniche e silossaniche è efficace per pavimenti piastrellati o in calcestruzzo.  Si può applicare su diverse tipologie di pavimentazioni esterne quali: piastrelle in ceramica; gres porcellanato; cotto; pietra; tufo; cemento; klinker. I tempi di asciugatura sono molto rapidi e la superficie è immediatamente calpestabile. L'uso di liquido impermeabilizzante a base di resine silaniche e silossaniche, inoltre, non altera l'aspetto delle superfici. Questo innovativo impermeabilizzante trasparente può essere applicato anche su superfici verticali con gli stessi rivestimenti collocate all'aperto. Liquido impermeabilizzante trasparente caratteristiche principali Il liquido impermeabilizzante trasparente è un prodotto piuttosto economico con cui produrre un effetto impermeabilizzante di lunga durata sulle superfici esterne. Le principali caratteristiche di questo nuovo prodotto per impermeabilizzare i pavimenti di balconi e terrazze sono:  buone capacità penetranti; perfetta trasparenza; alta idrorepellenza; alta resistenza ai raggi ultravioletti; rapidità di applicazione; efficacia in tempi brevi. Una volta applicato, grazie al contatto con l'aria, il liquido impermeabilizzante trasparente innesca un processo di polimerizzazione attraverso il quale la superficie viene perfettamente sigillata ed impermeabilizzata. Questo consente di impermeabilizzare rapidamente le superfici su cui viene applicato senza la formazione di pellicole. Penetra a fondo nelle stuccature, nelle fessurazioni e nelle superfici porose, giungendo in profondità. il liquido impermeabilizzante trasparente per pavimenti outdoor anche se esposto al sole non è soggetto a ingiallimento, lesioni o distacchi. Inoltre, protegge le superfici dalla formazione di muffe e muschio, così come dall'attacco di altri organismi che potrebbero deteriorarlo. Liquido impermeabilizzante trasparente modalità di applicazione L'impermeabilizzante con resine silaniche e silossaniche si applica direttamente sulla superficie da impermeabilizzare, senza la necessità di rimuoverla. L'applicazione si esegue in maniera semplice senza l'utilizzo di particolari strumentazioni. Può essere eseguita con diverse tecniche, da valutare a seconda della tipologia di superficie e della sua estensione: a rullo; a pennello; a spruzzo; con frattazzo di spugna; con spazzolone gommato tira acqua. Per eseguire un lavoro a regola d'arte prima dell'applicazione occorre pulire perfettamente la superficie esterna da impermeabilizzare. Deve essere rimossa ogni traccia di sporco e di materiali incoerenti. Eventualmente bisognerà stuccare le fughe danneggiate e ripristinare i giunti di dilatazione, attendendo che siano asciutti prima di applicare il liquido impermeabilizzante. Affinché il prodotto possa agire correttamente, particolare attenzione va dedicata alla pulizia delle fughe tra le mattonelle per la quale vanno utilizzati appositi detergenti acidi o alcalini.  Dopo la pulizia le superfici devono essere risciacquate ed è necessario che siano perfettamente asciutte. Il prodotto impermeabilizzante trasparente deve essere sparso uniformemente sulla pavimentazione di terrazze e balconi, dedicando maggiore attenzione alle zone dove l'acqua potrebbe penetrare di più come angoli, giunture e battiscopa. Una volta applicato, il liquido impermeabile trasparente deve essere lasciato agire per almeno un'ora, o come indicato dal produttore. Successivamente, dopo un paio d'ore sarà possibile asportare il prodotto in eccesso utilizzando del diluente Nitro. Liquido impermeabilizzante trasparente suggerimenti e precauzioni Per una maggiore efficacia del liquido impermeabilizzante trasparente conviene agire preventivamente. Quando si comincia a notare la presenza di umidità sui pavimenti di terrazzi o balconi potrebbe già essere tardi. Le infiltrazioni d'acqua nel tempo possono causare danni alla struttura dell'edificio e di conseguenza interventi più invasivi per la riparazione. Se si formano delle crepe o delle fessure bisognerà applicare nuovamente il prodotto per non perdere l'efficacia ottenuta. È importante ricordare che quando si applica il liquido impermeabilizzante trasparente le superfici devono essere perfettamente asciutte. Inoltre, una eccessiva ventilazione è sconsigliata perché farebbe evaporare il solvente in fretta. Per precauzione conviene effettuare il lavoro in un momento in cui non sono previste precipitazioni ed in cui non c'è forte vento. Se non si effettua la pulizia finale con diluente Nitro potrebbero formarsi residui che potranno essere asportati solo con un detergente acido. Per verificare l'effetto del liquido impermeabilizzante su superfici particolarmente porose conviene eseguire un test applicando il prodotto su una porzione della pavimentazione nascosta. Questo perché penetrando il prodotto le superfici ad alta porosità potrebbero scurirsi.  Liquido impermeabilizzante trasparente: costi e consumi Il liquido impermeabilizzante trasparente ha un consumo di circa 0, 15 litri per metro quadrato, questo significa che con un litro di prodotto si possono coprire in media 7 mq. Questo consumo è indicativo poiché per superfici molto porose può essere necessaria una maggiore quantità di prodotto. Il costo del liquido trasparente per impermeabilizzare i pavimenti di spazi esterni come terrazzi e balconi è di circa 10-15 € al litro.
Lavatrice smart, funzionalità e consumi intelligenti
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Una lavatrice smart rientra nella categoria degli elettrodomestici di ultima generazione, decisamente all’ avanguardia e sempre più presenti sul mercato. Oggi giorno, grazie alle molteplici opportunità della rete internet, si è raggiunto un livello di tecnologia smart che permette di avere in casa una lavatrice intelligente e sempre connessa. Dalla loro comparsa, questi utilissimi apparecchi che ciascuno di noi ha nella propria abitazione, hanno subito delle evoluzioni straordinarie, rendendosi sempre più pratici e con un’infinità di sistemi aggiuntivi per ottimizzare tempi, costi e qualità dei lavaggi. Poter controllare a distanza le più importanti fasi di una lavatrice con tecnologia smart, è fondamentale nella vita frenetica e stressante che si conduce oggi giorno. Tramite una semplice app su smartphone o tablet è possibile verificare in completa tranquillità e in ogni momento il meccanismo dell’apparecchio, modificarne il funzionamento, arrestarne temporaneamente il sistema e farlo riprendere in un secondo istante. Perché scegliere una lavatrice smart Perché scegliere una lavatrice smart, rispetto a modelli simili e ottimali nella loro gamma, ma che non hanno una gestione tramite rete? La risposta a questa domanda implica una serie di approfondimenti riguardanti le innovazioni che caratterizzano un elettrodomestico così importante in casa, attraverso spiegazioni di tecnici professionisti capaci di esporre tutte le peculiarità di una lavatrice connessa con tecnologia smart. I fattori generali, che già ci permettono di indirizzarci verso un acquisto positivo di una lavatrice smart, e che fanno parte di grandi macro aree che approfondiremo nei paragrafi successivi, riguardano i seguenti vantaggi: facilita in modo notevole tutte le operazioni relative al “fare il bucato”; aiuta la riduzione di consumo elettrico, grazie alle impostazioni del suo utilizzo in chiave di sostenibilità energetica e di valutazione dell’uso dei programmi nei diversi orari sia del giorno che della notte; garantisce un ritorno economico a breve termine. Quali sono i pro di una lavatrice smart Una lavatrice smart, come già anticipato, permette di facilitare in modo notevole tutte le operazioni relative sia ai lavaggi quotidiani che a quelli più sporadici. Le tradizionali fasi di preparazione del bucato vengono dimezzate grazie ad una tipologia di funzione che rimuove il tipico controllo fisico e a vista dell’apparato. Dopo aver separato i capi e riempito la lavatrice stessa è possibile allontanarsi e stabilire a distanza tutte le mansioni che in modalità classica si sarebbero dovute invece svolgere in presenza. Questo risulta ovviamente utile quando si intende attivare l’apparecchio in orari particolari e quando non vi è nessuno in casa. Tra i tanti pro di una lavatrice smart bisogna sicuramente visionare i notevoli vantaggi che qui elenchiamo: la selezione del programma e del ciclo in base al tipo di bucato; la scelta della temperatura dell’acqua, con relativo risparmio energetico ed economico; l’impostazione dell’auto dosaggio del detersivo, caricato una sola volta in un dispenser apposito; la possibilità di modificare il peso del carico durante il lavaggio (modalità addwash); la verifica dello stato di avanzamento del lavaggio; la ricezione tramite messaggio della conclusione del lavaggio. la rilevazione di eventuali guasti o problemi con immediato blocco di sicurezza dell’apparecchio. Cosa valutare nei modelli di lavatrice smart Gli elementi che si devono valutare nei modelli di lavatrice smart sono pressoché gli stessi di ciò che viene esaminato per un elettrodomestico tradizionale: la dimensione, la carica frontale o dall’alto, i tipi di programmi, la classe energetica e così via. Una lavatrice intelligente ha però delle caratteristiche più mirate ad un’efficienza esclusiva che variano, ma di poco, a seconda dei modelli e che le rendono il top nella gamma degli elettrodomestici da bagno. Gli elementi da valutare in fase di scelta e successivo acquisto sono: la predisposizione di programmi personalizzati; la velocità dei cicli con dimezzamento dei tempi di utilizzo; la pianificazione ritardata; il sensore di sicurezza della qualità dell’acqua; la presenza di una mini apertura per introdurre ulteriori tessuti anche in fase di lavaggio già azionato; il sistema anti macchia con dosaggio automatico del detersivo per avere una ripartizione equa del sapone sul bucato; un motore inverter efficiente per un eco silence system che lavora in assenza di rumore. Come gestire una lavatrice smart tramite app Gestire una lavatrice smart tramite app permette un controllo funzionale e puntuale di tutte le mansioni che una lavatrice intelligente e connessa possiede. Come è stato già detto precedentemente, la guida a distanza consente di ottimizzare sotto diversi punti di vista il lavoro svolto da un elettrodomestico intelligente, ma che oltre alle tipiche incombenze inerenti alle fasi di preparazione e direzione dei meccanismi di funzionamento, offre altre opportunità. Questi elementi aggiuntivi, su come gestire una lavatrice smart tramite app, riguardano: la funzione di accesso diretto ad un assistente digitale (smart assistant): un software del brand o marchio della lavatrice, capace di dialogare tramite chat scritta o in forma orale, fornendo informazioni e risposte relative a qualsiasi dubbio e preparato ad eseguire azioni mirate e intervenire su richiesta; la compatibilità con dispositivi vocali di assistenza non integrata come alexa o google home; la facilità di connessione tramite wireless, sistema bluetooth o nfc sfruttando un wifi a corto raggio. Quanto costa una lavatrice smart Se il prezzo per una lavatrice tradizionale si aggira sui 300 euro, variabili a seconda della ditta produttrice, alla grandezza, alla classe energetica e ad altri optional presenti, una di tipo smart parte da un range leggermente più elevato che si attesta su poco meno di 500 euro. Le variabili sui costi tengono in considerazione molteplici fattori come per ogni genere di acquisto e questo prezzo base, può arrivare a raggiungere anche i 1600 euro per apparecchi dotati di ogni tipologia di accessorio, con cestelli molto capienti sino a 9 kg e con una garanzia di assistenza prolungata per un periodo di tempo elevato. Senza contare la qualità dei materiali utilizzati e alle tecnologie sofisticate che utilizzano i migliori brand per caratterizzare tali apparecchi. Insomma, ci sentiamo di consigliare una spesa maggiore iniziale, più o meno dispendiosa, ma che potrà essere ammortizzata nel tempo e con una soddisfazione al 100%.
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