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Articoli: Lavori Edili

Antifurto: sicurezza e tranquillità in casa
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Per avere maggiore sicurezza e tranquillità in casa, sia quando la si lascia vuota durante la giornata o anche quando si è al suo interno, installare un sistema di antifurto è la soluzione migliore per evitare la possibilità di effrazioni sgradite. In abitazioni cittadine, in ville più isolate o anche in dimore di paese, è bene pensare di predisporre un dispositivo anti intrusione innovativo e tecnologico, che possa rispondere al meglio alle caratteristiche della casa stessa. Non tutti i meccanismi di allarme sono uguali, così come non lo sono varie esigenze e richieste dei committenti. Pertanto come scegliere il corretto sistema di antifurto per la propria casa? Per una giusta valutazione è necessario tenere in considerazione diversi aspetti basilari che aiuteranno ad indirizzarsi verso l’acquisto più ponderato e pertinente. Ancor prima di capire per quale sistema di attivazione o di disattivazione optare e capire se sia preferibile una tastiera esterna con inseritori a chiave o con i badge, vanno esaminati altri punti sostanziali. Gli elementi da considerare, per la scelta di un antifurto in casa, riguardano: la grandezza dell’abitazione: fondamentali la dimensione e la struttura dell’edificio; il numero degli ambienti: importante la disposizione delle varie stanze; la quantità di aperture perimetrali: decisivo capire quante sono le finestre e porte; la presenza di eventuali animali: essenziale per i sensori Pet Immune; il tempo in cui la casa rimane vuota: rilevante per capire la routine quotidiana; la zona in cui si trova la casa: centrale, periferica, isolata. Questi fattori sono decisivi per capire quale tipologia di sistema d’allarme andrà installato, su consiglio degli impiantisti più preparati e professionali. Tali figure sapranno individuare il miglior tipo di funzionamento e la collocazione più consona per un progetto su misura e a regola d’arte. Antifurto casa: tipologie differenti e consigli degli impiantisti Come abbiamo anticipato, gli aspetti da valutare per la corretta scelta di un antifurto in casa, interessano più sfere d’azione alle quali si aggiungono anche il fattore budget e quello relativo agli imprevisti durante la fase esecutiva dei lavori. I consigli degli impiantisti sono indispensabili per capire le tipologie differenti di allarmi presenti sul mercato. I costi sono un punto di riferimento che già indica quali siano i più validi tra cui optare e come i prezzi subiscano delle varianti a seconda del numero di apparecchi e accessori, al brand di appartenenza e alla classificazione dell’antifurto in base alla sua modalità di meccanismo. Proprio in base al loro funzionamento, è infatti possibile individuare 4 diverse tipologie di sistema di allarme per la casa: tipologia via cavo; tipologia wireless; tipologia mista; tipologia con GSM. Con le loro peculiarità e differenze, rispondono in modo ottimo alle necessità di ogni richiesta, ma vediamo insieme nel dettaglio le principali caratteristiche e qualità, per avere un’idea più chiara su quale dover scegliere per aumentare sicurezza e tranquillità in casa. Antifurto casa: tipologia via cavo La tipologia via cavo è il sistema di antifurto più “antico” utilizzato in casa che funziona con la corrente elettrica, ma che assicura una durata e una resa molto più costanti nel tempo. E’ una soluzione maggiormente invasiva a livello di installazione poiché inevitabilmente i vari fili dovranno trovare collocazione all’interno dei muri per essere integrati e non visibili nei vari ambienti di casa, non permettendo successive modifiche all’impianto. Ma molti sono i pro di questo sistema di allarme, per ottimizzare la sicurezza in una casa, e che riguardano: i costi contenuti rispetto ad altri modelli; la sicurezza di non essere facilmente eludibili; la possibilità di funzionamento anche in assenza di linea dovuta ad avverse condizioni meteo: la capacità di non permettere interferenze a livello elettromagnetico. Antifurto casa: tipologia wireless Un antifurto wireless, come già spiega la parola stessa, ha una predisposizione per far funzionare tra loro i dispositivi e la centralina di allarme, comunicando attraverso delle frequenze via radio e senza collegamenti tramite filo. Questa peculiarità gli permette di essere adattato ad edifici dalle caratteristiche più diverse e senza intervenire a livello edile, rendendosi molto richiesto per la sua versatilità e facilità di installazione. I modelli wireless più avanzati, che sottolineano l’eccellente qualità di questo prodotto tecnologico, prevedono un kit completo che lavora secondo due modalità: con sistemi anti-jamming: indispensabili per preservare il segnale di rete, a volte indebolito da altri apparecchi; con la doppia frequenza: utile per garantire all’antifurto di funzionare in caso di oscuramenti dovuti ad improvvisi blackout. I componenti di una tipologia wireless sono alimentati da batterie a lunga durata di circa 2 anni, periodicamente da verificare e il kit allarme può essere monitorato tramite smartphone e gestito a lunga distanza attraverso una semplice app. Un sistema di allarme efficiente e validissimo, che garantisce sicurezza e tranquillità in casa, attraverso un montaggio pratico e veloce. Antifurto casa: tipologia mista Un antifurto in casa con tipologia mista presuppone l’installazione di un dispositivo costituito da due sistemi: quello via cavo (filare) solitamente utilizzato per gli ambienti interni e uno wireless per soluzioni outdoor. E’ un modello decisamente avanzato che sfrutta i vantaggi di entrambi gli allarmi, mantenendo standard di altissimo livello per sicurezza e antieffrazione. Solitamente utilizzato per abitazioni singole e isolate, viene in realtà impiegato anche in altri contesti, benché la sua progettazione richieda uno scrupoloso e attento studio, non sempre facile da realizzare. Organizzare un doppio sistema di questo tipo presuppone un’impostazione perfetta di ogni elemento, cha andrà collocato nei punti opportuni, sapendo che un eventuale modifica non potrà essere contemplata, dato il passaggio dei cavi all’interno di muri e pareti. Antifurto casa: tipologia con GSM La tipologia con l’aggiunta di GSM nell’ antifurto casa via cavo, se le caratteristiche dell’edificio ne permettono il montaggio, consente di comunicare direttamente con le Forze dell’Ordine, segnalando in modo tempestivo intrusioni o manomissioni dall’esterno. Questo può avvenire utilizzando la rete telefonica fissa o attraverso un numero di cellulare. La stessa modalità può essere applicata anche alla tipologia wireless, ma con invio di telefonata o messaggio tramite sim. Il consiglio è quello di scegliere un antifurto casa che sia collegato con una centrale operativa sempre attiva e che permetta di inviare un segnale alle Forze di Polizia e di farle intervenire con o senza la presenza dei padroni di casa.
Termointonaco: un’alternativa per isolare le pareti di casa
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Il termointonaco è una valida alternativa per isolare le pareti di casa, rispetto ai classici intonaci a base di cemento che vengono ancora impiegati nella quasi totalità degli edifici, sia ristrutturati che di nuova progettazione. La miscela di più elementi rinforzati con fibre minerali, consentono l’applicazione del termointonaco su una grande varietà di superfici (lisce, ruvide, irregolari), garantendo una perfetta traspirazione e coibentazione, grazie alla posa di uno strato solido e compatto, dove è assicurata freschezza nel periodo estivo e maggiore calore durante quello invernale. Il suo minimo spessore consente di utilizzare questo materiale in autonomia o abbinato ad una scelta materica ibrida per poter risolvere al meglio le difficoltà isolanti in zone particolari, che si formano tra l’interno e l’esterno di un’abitazione a livello dell’intersezione di due pareti: i cosiddetti ponti termici. Il termointonaco è decisamente resistente alle sollecitazioni e indicato in particolar modo, quando si tratta di intervenire su edifici vincolati o comunque di carattere storico, ove è richiesto un importante restauro o una corretta riqualificazione energetica, ma è decisamente impensabile di avvalersi della tecnica del cappotto termico. Che cos’è il termointonaco Ma nello specifico che cos’è il termointonaco? Si tratta, come abbiamo già anticipato, di una forma di intonaco particolare ottenuto dalla miscelazione di vari componenti, in aggiunta alla tradizionale calce o cemento. Per migliorarne la capacità termica sono stati infatti incorporati degli inerti con proprietà isolanti eccellenti: pietra pomice, polistirene, vetro espanso e silice amorfa in piccole dimensioni. La diversità dei termointonaci sul mercato odierno, dipende dalla tipologia di struttura che si viene a creare in base al genere e alla quantità di materiale incorporato che li suddivide quindi in tre categorie: a base di materiali naturali (sughero); a base di materiali fibrosi (lana di roccia); a base di materiali minerali (perlite). Nel settore edile vi sono molte aziende che lo producono e in particolare possiamo citare gli ottimi prodotti della Kerakoll, Mapei, Weber e Fassa. Naturalmente i caratteri performanti del prodotto finale dipendono dalla commistione di più fattori, ma i fondamentali riguardano: la qualità dei singoli isolanti impiegati; la quantità di ciascun elemento presente nell’amalgama. Come funziona il termointonaco L’intonaco termoisolante, pratico e funzionale per l’isolamento, può essere applicato sia a mano che utilizzando un macchinario specializzato (pompa per intonacare), a seconda della dimensione e grandezza della superficie da trattare. La posa può essere effettuata sia internamente che all’esterno dell’edificio, sia esso da ristrutturare o di nuova costruzione, dove il termointonaco funziona perfettamente con uno spessore che varia da 2 a 8 cm. Quando l’applicazione supera i 5 cm è necessario avvalersi dell’aiuto di una rete per intonaco, che facilita la stesura del prodotto stesso e migliora il grip del materiale, grazie anche ad elementi stabilizzanti presenti nella miscela. Il potere isolante e la resa termica non variano a seconda della composizione nell’intonaco e sono tutti egualmente validi. La differenza del funzionamento si nota quando al termointonaco viene abbinata un’ulteriore tipologia per isolare le pareti di casa, ad esempio il metodo dell’insufflaggio, mix applicato quando è necessario aumentare il sistema coibentante per problemi particolari da risolvere in modo completo sull’abitazione. Caratteristiche del termointonaco Le peculiarità di un intonaco termoisolante, pratico e funzionale per isolare le pareti di casa, sono molte e tutte determinanti per poter arrivare ad un livello di coibentazione eccelsa, che permette di vivere in pieno comfort la propria abitazione, sia nella stagione calda che in quella fredda. E’ un materiale raccomandato nella bio-edilizia, in quanto possiede connotati idonei per essere classificato come prodotto eco-friendly a basso impatto ambientale. Le caratteristiche del termointonaco, come valida alternativa ai tradizionali isolanti, sono: lo spessore ridotto: minimo ingombro impiegato singolarmente o adoperato anche come sottofondo per ulteriori strati di intonaco tradizionale; l’elevata capacità traspirante (μ=6-13): permette di formare una sottile barriera che lascia passare il calore, ma al contempo elimina la possibilità di formazione di umido e muffe; la posa sia interna che esterna: ottimo su pareti, a soffitto, in prossimità di ponti termici; la duplice applicazione: progettato per una stesura a mano o tramite appositi macchinari; il miglioramento acustico delle superfici su cui è disteso; l’anti combustione: possiede una struttura eccellente adatta a resistere al fuoco, con classe di resistenza A1 o A2; la funzionalità di essere pronto all’uso: soluzione già premiscelata e adatta all’utilizzo immediato; la riciclabilità: viene riutilizzato come materiale inerte una volta dismesso. Termointonaco vs cappotto termico e pannelli isolanti Il termointonaco è sicuramente un’alternativa da vagliare per isolare le pareti di casa, rispetto ad esempio all’ormai tanto usato ed efficientissimo cappotto termico, ma che non sempre diventa la soluzione ottimale. A differenza di quest’ultimo i vantaggi di un intonaco termoisolante, pratico e funzionale, riguardano: una maggiore attitudine alla traspirazione; una riduzione di materiale impiegato; costi decisamente più contenuti. Inoltre, coma già accennato, diventa l’unica opzione da attuare in abitazioni erette in centro storico, dove non è possibile aumentare il volume della casa con pannelli seppur ridotti in spessore, occupando così del suolo pubblico, o in edifici datati e vincolati dove è necessario attuare dei lavori per migliorare il comfort termico, con relative agevolazioni in termini economici, ma senza intaccare la struttura originale delle facciate. Rispetto invece ai classici pannelli isolanti, il termointonaco ha il vantaggio di avere dei tempi di posa ovviamente più contenuti, con un risparmio sulla manodopera e anche sulla quantità di materiale necessario che è nettamente inferiore per il lavoro che deve essere svolto. Termointonaco: quali sono i costi I costi relativi all’utilizzo del termointonaco per isolare le pareti di casa e che producano contemporaneamente una contenuta dispersione del calore con la conseguente riduzione consistente sulla bolletta, si attesta sui 15-17 euro per circa 50 litri di prodotto. Ma naturalmente alcune variabili influiscono sulle differenze di prezzo: per esempio la composizione del prodotto o la quantità di materiale che deve essere applicato a parete. Un termointonaco a base di fibre può arrivare a costare circa 20-22 euro per 40 litri e uno a base naturale, arriva anche a 25 euro per 30 litri. A questo budget va poi naturalmente aggiunto il lavoro di professionisti per la posa, che è meglio che venga eseguita da personale esperto e competente.
Travi a vista in legno: una mini guida per arredare casa
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Le travi a vista sono ormai diventate un elemento decorativo davvero originale quando si pensa di arredare casa in maniera sorprendente e unica. Se la loro funzione originale riguardava esclusivamente il campo edile, essendo il sostegno fondamentale per solette e coperture, oggi giorno trovano invece un posto da vere protagoniste in casa quando si vuole infondere un tocco particolare ed esclusivo in uno o più ambienti. A seconda della forma, dello spessore, del colore e della finitura, riescono ad abbinarsi alla perfezione a ciascuno orientamento estetico si voglia ricreare in un progetto di interni, ma molti altri aspetti vanno comunque valutati. I fattori da considerare, in fase di ideazione e predisposizione delle travi a vista per arredare casa, riguardano infatti: la disposizione geometrica; la tipologia di legno; l’essenza da valutare: la dimensione e forma; la finitura appropriata; la modalità di applicazione; i costi di installazione e manutenzione. Travi a vista in bianco opaco fanno immediatamente pensare ad un’atmosfera nordica in una concezione minimalista del listello o ad una shabby chic, abbinata sicuramente ad un soffitto in legno. Grandi travi in legno massiccio, irregolari e un po' decadenti grazie all’usura del tempo, ben si accostano ad una varietà di stili che spaziano dal boho, al jungle, al rustic chic, evidenziando sensazioni di calore e convivialità nell’abitazione in cui vengono inserite. Applicazioni miste, con sostegni in metallo, pavimenti in resina e illuminazioni a led incassate a parete, sono invece perfette per contesti moderni per look più attuali. Travi a vista in legno: come disporle in casa Travi a vista: come disporle in casa? Ecco la domanda fatidica che chiunque si pone quando cerca di immaginare questi possenti elementi all’interno della propria abitazione. Le disposizioni possibili non sono infinite e tutte risultano assolutamente regolari e definite da disegni geometrici piuttosto rigorosi.   In presenza di un normale soffitto piano, la collocazione risulterà lineare e parallela rispetto alla dimensione minore della stanza. Qui le travi potranno diventare le vere protagoniste in casa, con una distanza ideale compresa tra i 60 e gli 80 cm o essere anche associate a piccoli travetti trasversali a motivo. Se invece ci si trova in presenza di ambienti molto alti, come loft o farmhouse, le travi a vista “a capriata” sono un’alternativa molto apprezzate. Fondamentali per il sostegno della copertura e scenografiche nel loro posizionamento triangolare, riempiono l’ingombro superiore dell’intera camera pur facendo percepire una leggerezza unica grazie ai pieni e vuoti che si vengono a creare tra i listelli stessi. In situazioni particolari, soprattutto in abitazioni storiche e datate, è possibile che le travi partano direttamente dal pavimento per raggiungere il soffitto in posizioni oblique. Lavorazioni che ancora oggi si possono attuare per ricreare a livello estetico ciò che un tempo veniva eseguito per far scaricare pesi e sollecitazioni in circostanze particolari. Travi a vista: quale legno usare Prima di capire quale essenza scegliere, per soddisfare i gusti personali dei padroni di casa, è necessario fare una distinzione tra le due tipologie di legno da usare in un progetto dove le travi a vista diventeranno le vere protagoniste di una zona giorno piuttosto che di una notte, ovvero: legno massello: presenta delle proprietà naturali essenziali che lo rendono un’ottima scelta da valutare. Le travi, ricavate in modo diretto dal tronco dell’albero da cui vengono tagliate, sono molto belle grazie alle venature continue che si possono osservare lungo tutta la loro superficie. Hanno qualità isolanti eccellenti, così come l’elasticità e la capacità di assorbire umidità; legno lamellare: riguarda quelle travi a vista provenienti da una lavorazione tramite assemblaggio e incollaggio di differenti tavole (le lamelle) di legno massello, molto apprezzate per la capacità di poter sopportare diverse sollecitazioni ed escursioni termiche elevate. In ambienti relativamente piccoli, con luci variabili tra i 5 e gli 8 m, entrambe le soluzioni risultano idonee e la scelta finale è dettata semplicemente da fattori prettamente estetici e soggettivi, guidati dallo stile che si intende far emergere. Quando invece le luci di una camera sono decisamente superiori per arrivare anche oltre i 30 m, l’opzione del legno lamellare è l’unica che può soddisfare tali grandezze. Travi a vista in legno: quali essenze valutare Per quanto riguarda la scelta dell’essenza da valutare, la decisione ultima è davvero molto personale e non dettata da caratteristiche o connotati tecnici da soppesare. Le travi a vista, presenti sul mercato per arredare casa, trovano in quattro legnami principali: abete: molto impiegato per il suo aspetto naturale; castagno: estremamente elegante nella sua colorazione calda e autentica; rovere: adatto per ambienti dallo stile classico; larice: pregiato e dal sapore urban chic senza sfociare nella troppa modernità. Travi a vista in legno: quali dimensioni devono avere Le dimensioni che le travi a vista in legno devono avere dipendono dalla tipologia di legno considerato. Quelle in legno massello seguono la grandezza del tronco da cui vengono ricavate, pertanto con una lunghezza che varia da circa 1 a 8 metri. La sezione può essere sia rettangolare che quadrata e su lavorazioni a richiesta anche smussata e tendente al tondo. Le misure sono proporzionate e le più utilizzate sono: travi da 12x12 cm; travi da 12x24cm; travi da 24x24 cm. Le travi in legno massiccio uso Fiume (decorative per essere lasciate a vista) hanno invece lunghezza minima di 1 metro e massima di 12 m con sezioni che vanno dagli di 8x8 cm ai 45x45 cm. Le travi in legno lamellare hanno una lunghezza di all’incirca 14 metri per una sezione standard che varia dai: travi da 10x20 cm; travi da 12x16 cm; travi da 12x24 cm; travi da 14x32 cm. Per misure su richiesta in progetti particolari, le dimensioni delle travi a vista in legno lamellare possono raggiungere lunghezze estremamente elevate che arrivano anche a 36 metri con forme speciali che possono avere diametri di 40-60 cm. Travi a vista in legno: quale finitura scegliere Le travi a vista in legno si possono presentare rifinite in molti modi con effetti naturali opachi, lucidi o satinati. Altra opzione le prevede verniciate, sbiancate o decapate; ripassate a cera o a olio. Anche in questo caso, tutto dipende dal look finale che si vuole raggiungere. Capire quale finitura scegliere significa aver ben chiaro lo stile d’arredo che si andrà ad inserire in casa in modo da abbinare alla perfezione gli accessori di ogni genere che contribuiranno a completare nel modo migliore il progetto. Qualche esempio? Boho jungle style: travi a vista in legno scuro naturale con finitura opaca per mettere in evidenza venature e piccole imperfezioni di un legno non trattato, né squadrato. Modern style: travi a vista in legno verniciato bianco lucido ben rifinite a spigolo vivo, per creare una continuità lineare e minimal a livello decorativo che spicca su tutte le differenti opzioni materiche inserite. Travi a vista in legno: come vanno applicate Se vi state chiedendo come vanno applicate le travi a vista in legno, la prima cosa da valutare è la tipologia di supporto su cui andranno ancorate, ovvero muri in laterizio o in cemento, controsoffitti e pareti miste, calcolando nel dettaglio la capacità di sostenerne il peso necessario. Le staffe di ancoraggio sono l’elemento fondamentale che regge l’intero carico. Questi elementi si suddividono in: staffe invisibili ad incasso: sistemi di ancoraggio che permettono di nascondere la staffa stessa nella giunzione della trave; staffe a scarpa: facilmente installabili, in quanto possono essere fissate anche con la trave già inserita nel supporto: staffe a L: piastre ad angolo con nervatura e fori utilizzate per ancorare le travi alle pareti.  staffe con supporti da cementare: utilizzata quando travi di differente spessore vengono inserite su pareti in cemento con lamelle regolabili a seconda della sezione. Travi a vista in legno: quanto costano Le travi a vista in legno per arredare casa, hanno un costo che varia a seconda della tipologia di legname e al tipo di essenza scelti, con un range che va dai 9,00 ai 18,00 euro al per metro lineare. Oltre all’acquisto della materia prima va aggiunto il lavoro per il loro fissaggio, preventivando un budget di circa 30 euro/ora. Con questa idea di prezzi sarà abbastanza semplice capire quale sarà la cifra totale per un progetto completo inerente al montaggio di travi a vista in legno protagoniste in casa.
Affidarsi ad un designer d’interni per realizzare una casa trendy
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Intraprendere un intervento di progettazione per arredare casa, diventa davvero semplice e immediato quando si pensa di affidarsi ad un designer d’interni, con esperienza e grandi risorse da mettere in campo. Affrontare in autonomia una realizzazione corposa e che richiede tante competenze, può diventare stressante e l’entusiasmo che dovrebbe derivare da un progetto per l’abitazione dei propri sogni, molto spesso si tramuta in angoscia e insofferenza per i lavori che non vanno avanti nel modo in cui ci si aspettava. Servirsi dell’aiuto e dei consigli di professionisti seri e preparati è indispensabile quando si vuole realizzare una casa trendy dove tutto deve risultare armonioso e calibrato, e non si deve pensare che questa possibilità sia un’esclusiva solamente per chi non ha problemi di budget! Il look da urlo di moltissime dimore non dipende esclusivamente da un orientamento in voga al momento e ripetuto nelle varie stanze in maniera abbinata e coordinata. Sovente i differenti stili che si vogliono far emergere nei vari ambienti o colori in contrapposizione a seconda delle funzioni nelle varie zone, aiuta maggiormente a stupire con particolari effetti, dando risultati originali e inaspettati. Molti si chiedono se sia davvero efficace rivolgersi a un designer d’interni per un progetto di interior decor per arredare casa e se la spesa da sostenere per tale intervento farà in realtà risparmiare tempo e denaro. La risposta è assolutamente sì e i 5 motivi che fanno propendere per questa affermazione positiva sono: l’esperienza di capire i desideri del committente, fornendo consigli ad hoc; l’attitudine a creare ambienti di stile anche con budget contenuti; la capacità di creare sempre un effetto wow; l’occhio per inserire arredi di tendenza adatti a tutte le esigenze; la bravura di valutare le tempistiche e i costi di realizzazione. Progettare casa con l’aiuto e i consigli di un designer d’interni Il primo approccio, dove sono già ben visibili la professionalità e competenza di un designer d’interni, riguarda la prima visita in loco. Entrare in una casa e ascoltare le richieste e le esigenze dei padroni di casa, con le loro preferenze su stili, colori, arredi e accessori, è senza alcun dubbio la fase più delicata in un progetto di interior design. L’abilità e l’esperienza di un architetto di interni, consistono nell’essere neutrale rispetto ai propri gusti personali, facendo emergere l’aiuto e i consigli più adatti, per valorizzare nel modo corretto le volontà dei committenti. Ideare un progetto, in base a ciò che viene richiesto, con un filo conduttore che ricalchi i desideri espressi, è importantissimo per avere una linea guida ben stabilita su come si dovrà procedere step by step. Infatti, un designer d’interni, avendo visionato dal vivo la metratura e la dislocazione degli ambienti, è in grado di avere una percezione immediata e globale del risultato finale, capendo come: ottimizzare gli spazi; valorizzare zone inutilizzate; arredare in modo non standardizzato; abbinare accessori e complementi inusuali; coordinare stili e colori in contrapposizione. Arredare casa: un designer d’interni per ambienti di stile Altro vantaggio, nell’affidarsi a un designer d’interni per arredare casa, riguarda l’attitudine di tali professionisti a creare degli ambienti di stile anche con budget contenuti. E’ naturale che le tutte le voci necessarie per realizzare un progetto casa, richiedano una somma totale di denaro non indifferente. La bravura sta nel saperla distribuire nel modo corretto per riuscire ad acquistare i pezzi giusti che sapranno fare davvero la differenza. Attorno a questi sarà possibile costruire un intervento trendy con atmosfere accoglienti e alla moda. Idee inaspettate e che richiedono l’impiego di accessori low cost, basati magari anche sul relooking o il DIY, sapranno armonizzarsi al contesto circostante, grazie alla capacità e alle conoscenze di un designer d’interni di fiducia, in grado di riporre nel posto corretto ogni cosa. Progettare casa: un designer d’interni per un effetto wow Uno sguardo allenato e un occhio sempre attento al dettaglio, che può riguardare qualcosa di grande o essere apparentemente irrisorio ma indispensabile, è fondamentale quando si cerca l’effetto wow per progettare casa. Un designer d’interni, con la sua esperienza e bravura sa cogliere nell’immediato il punto di forza dell’ambiente che andrà ad arredare, valorizzando tutto lo spazio a disposizione e inserendo quel tocco da maestro tipico di una casa da copertina. Pensare fuori dai soliti schemi è una prassi naturale per gli architetti d’interni che devono trovare il fattore determinante che caratterizza ciascun progetto nella sua unicità e ineguagliabilità. Possedere una bella casa, ben arredata e accessoriata, a volte non basta per soddisfare chi la vive. Possono essere sufficienti piccoli escamotage, suggeriti da designer d’interni esperti, per dare quella punta di estrosità e singolarità ad ambienti che devono essere funzionali e pratici, ma al contempo fashion e ricchi di charme. Affidarsi a un designer d’interni per arredi di tendenza Per coloro che non hanno in mente uno stile ben preciso per la propria casa, affidarsi a un designer d’interni è inevitabile per farsi consigliare sulla scelta di arredi di tendenza, che non ricalchino look da show room tutti in serie. Visionare su riviste o direttamente in negozio esempi di bellissimi mobili e complementi, è senza alcun dubbio un passo da compiere, ma ascoltare e mettere in pratica le idee e i consigli su misura che un interior designer ha da proporre per personalizzare ciò che viene richiesto è un ulteriore punto a favore nel coinvolgere questa figura professionale quando si vuole arredare casa. I commercianti hanno la facoltà di vendere prodotti bellissimi e qualitativamente perfetti, ma è l’intervento del “tecnico” giusto che fa la differenza tra la creazione di ambienti tutti pressoché identici e stanze di casa in cui gli arredi di tendenza, gestiti alla meglio, arricchiscono davvero tutti gli spazi combinandosi in maniera eclettica con altri mood e scelte stilistiche a corredo. Progettare casa con un designer d’interni per costi e tempi Tempi e costi sono un tasto dolente quando si decide di intraprendere un intervento che riguarda la realizzazione dal nuovo o la ristrutturazione della propria casa. Sulla carta tutto viene calcolato in base a computi precisi e a tempistiche stabilite, ma sforare su entrambi i fronti è cosa ben nota. Progettare casa con un designer d’interni, per arredare rispettando scadenze e budget, semplificherà la vita a molti committenti, dal momento che questa figura avrà calcolato nel dettaglio i vari passi da attuare una volta terminate le eventuali opere edili in atto. Il vostro professionista di fiducia entrerà in casa, sapendo che nel limite di circa una decina di giorni, sarà possibile visionare il risultato finito. Avendo a priori deciso i colori, le finiture, la tipologia di arredo e quant’altro, ogni giorno potrà seguire in loco l’avanzamento lavori con i tecnici preposti per ogni operazione da compiere, ottimizzando le ore sulla tabella di marcia e il costo della mano d’opera. Coordinando le varie figure tecniche, si potrà dare la giusta attenzione ai ritocchi finali e alla cura dei particolari, avendo concentrato l’esecuzione consequenziale delle azioni di tinteggiatura, montaggio e home decor da svolgere.
Smart door lock: serratura elettronica intelligente
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Le serrature smart lock sono un sistema sempre più utilizzato per le case contemporanee. Si tratta di serrature innovative che utilizzano il digitale per dare protezione e sicurezza alle abitazioni moderne. Un'evoluzione del concetto di sicurezza che viene affidato a sistemi digitali. Uno dei principali vantaggi delle serrature elettroniche è la possibilità di controllare a distanza le serrature smart attraverso il proprio smartphone grazie al collegamento della serratura alla rete Wi-Fi. La porta diventa quindi un elemento intelligente che è possibile integrare ai sistemi domotici presenti in casa per una gestione semplificata e avanzata.  Negli ultimi anni le serrature smart si sono molto diffuse ed i sistemi sono sempre più sofisticati e performanti. Una porta di questo genere ha una serie di vantaggi che semplificano la vita quotidiana. Ad esempio, optando per soluzioni in cui non c'è una chiave fisica non si corre il rischio di perderla o dimenticarla rimanendo chiusi fuori casa. Inoltre si possono far entrare all'interno della casa delle persone prive della chiave, donando loro l'accesso grazie alla possibilità di programmare la serratura. Naturalmente ci sono anche alcuni svantaggi da valutare prima di installare una serratura smart lock. Innanzitutto si tratta di sistemi il cui funzionamento è legato ad una tecnologia, per cui per poter aprire e chiudere la porta questa deve essere funzionante. Se manca la connessione internet o semplicemente se smartphone su cui è presente l'app per l'apertura della porta non funziona o è scarico sarà impossibile accedere alla casa. Essendo sistemi avanzati possono essere di difficile comprensione e gestione per persone che hanno poca dimestichezza con le tecnologie digitali. Il principale dubbio per quanto riguarda l'installazione di serrature elettroniche riguarda la loro sicurezza, che per molti è legata ad un funzionamento meccanico e non digitale. È normale quindi chiedersi se le serrature elettroniche sono sicure poiché per certi versi sono viste ancora come un sistema futuristico, complesso e non in grado di competere con le solide serrature tradizionali. Le serrature elettroniche motorizzate dei migliori marchi in commercio garantiscono sicurezza ed affidabilità, eliminando questi pregiudizi e risultando la soluzione ideale per case al passo con i tempi. Gli standard di sicurezza delle serrature digitali sono elevati grazie all'utilizzo di sofisticati protocolli di criptazione di ultima generazione e possono utilizzare diversi sistemi di identificazione come: codici PIN; key card elettroniche; chiave transponder; riconoscimento digitale; riconoscimento vocale; riconoscimento visivo. Che cos’è una serratura elettronica smart Le serrature elettroniche smart consentono di aprire e chiudere una porta senza il bisogno della chiave tradizionale poiché il funzionamento può essere gestito con tecnologie innovative come attraverso app installate sullo smartphone o un semplice codice da inserire. Un concentrato di tecnologia e design che si prospetta come una soluzione che gradualmente sostituirà il vecchio mazzo di chiavi, come accade per le porte di hotel o per le automobili. Alcuni modelli di porte blindate di ultima generazione sono dotate di serratura elettronica motorizzata integrata, ma è possibile trasformare una porta già installata aggiungendo le componenti necessarie. Per scegliere il prodotto giusto in base alle proprie esigenze è utile cercare informazioni per capire bene cos'è una serratura elettronica e come questa può integrarsi al classico portone di casa comportando un grande miglioramento nel comfort.  A seconda del modello installato, le serrature smart possono avere varie funzionalità aggiuntive quali: possibilità di tenere traccia degli accessi; registrazione di diverse identità che hanno accesso all'abitazione; servizio di notifica per tentativi di effrazione; geofencing, ovvero la funzione di sblocco automatico della porta che avviene quando chi dispone di un dispositivo per l'accesso si trova in prossimità della serratura; autorizzazioni di accesso temporanee (molto utile ad esempio per locazioni brevi). Smart door lock: come funziona Il funzionamento delle serrature smart lock per porte è totalmente digitalizzato. Apertura e chiusura della porta sono gestite tramite un codice o un'applicazione informatica.  A seconda delle esigenze si possono valutare le diverse opzioni come: serrature con connessione Wi-Fi; serrature con connessione Bluetooth. La porta con serratura intelligente può quindi essere collegata in modaltà wireless al router di casa e rispondere ai comandi attraverso la rete oppure essere dotata di un proprio sistema Bluetooth che non richiede alcuna connessione alla rete.  Le serrature smart possono essere dotate di diversi dispositivi per la gestione: tastiere touch screen; tasti per apertura e chiusura; lettore biometrico per impronte digitali; lettore RFID; lettore Bluetooth. Ci sono versioni progettate per rispondere anche ai comuni assistenti vocali per una gestione altamente intuitiva. Inoltre, grazie al funzionamento digitale le serrature smart possono essere programmate e riprogrammate quando necessario, senza dover sostituire alcuna componente. Serratura elettronica: su quali porte può essere installata Le serrature elettroniche non sono strettamente legate alla tipologia di porta, ma piuttosto alla tipologia di serratura presente. Ci sono serrature smart per porte blindate ma altre versioni si possono utilizzare indifferentemente per qualsiasi porta.  A volte le serrature smart possono essere installate su un cilindro esistente, altre volte invece hanno un proprio cilindro. In alcuni casi, per poter installare la serratura smart lock, deve essere installato prima un bride di connessione con la serratura tradizionale. Prima di acquistare una serratura elettronica è quindi indispensabile verificare che sia compatibile con il modello di porta su cui deve essere installata ma soprattutto con il cilindro esistente.  Smart door lock: indispensabile nella casa domotica Una delle più grandi rivoluzioni delle serrature smart è la possibilità di collegare la porta di accesso con l'impianto domotico della casa.  Tutta la casa risulta quindi valorizzata poiché si possono gestire in maniera avanzata diverse componenti, con la possibilità di avere un controllo della propria abitazione anche quando ci si trova lontani attraverso smartphone e tablet. La serratura intelligente è in grado quindi di interagire con gli altri apparecchi smart della casa. Questo  è molto utile nell'ambito della sicurezza domestica attraverso l'integrazione della serratura smart con impianti di allarme o di videosorveglianza. Risulta migliorato anche il comfort grazie alla possibilità di abbinare l'apertura e la chiusura della porta a funzionalità come illuminazione e climatizzazione degli ambienti. Serratura smart: costi e manutenzione Il costo delle serrature smart lock varia molto in base alla tecnologia di cui è dotata ed alle funzionalità aggiuntive presenti. Orientativamente per l'acquisto di una serratura intelligente si può considerare un prezzo che parte da 150 € per arrivare a 600 €. La manutenzione delle serrature smart non richiede particolari accorgimenti se non l'aggiornamento dei software e dei driver installati per un funzionamento sempre ottimale.
Costruire in modo sostenibile per una casa tra passato e presente
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La bioedilizia rappresenta un modo di costruire sostenibile di concezione contemporanea. Si avvale di tecnologie e materiali innovativi per la realizzazione di edifici che consentono di contenere i consumi energetici e dare agli abitanti un benessere abitativo migliorato oltre ad un risparmio economico. Molte soluzioni che rispondono ai canoni dell'edilizia sostenibile utilizzate oggi in realtà hanno origini molto lontane nel tempo. Ed è al passato che si può guardare per riprendere delle conoscenze tradizionali a cui ispirarsi per applicazioni contemporanee nel campo delle costruzioni e più in generale per lo stile di vita sostenibile. I materiali utilizzati nelle architetture antiche venivano selezionati per assicurare prestazioni ottimali agli edifici dell'epoca, in rapporto al contesto.  A differenza del cemento, ampiamente usato nell'architettura moderna, gli edifici realizzati con materiali naturali tipici del luogo come il legno, la paglia o la terra cruda godevano di un migliore isolamento termico. In alcune aree del mondo ancora oggi sono usati impiegando le tecniche tradizionali tramandate nel tempo. I moderni edifici che seguono i principi della bioarchitettura riprendono queste tecniche antiche, fonte di grande ispirazione. A questi si affiancano materiali ottenuti grazie a processi di riciclo e che al termine del ciclo di vita dell'edificio possono essere recuperati ed impiegati in altri modi. Molto importanti anche le componenti impiantistiche che sono alimentate da fonti di energia pulite come impianti fotovoltaci e solare termico. Casa sostenibile: tecniche tradizionali di costruzione Per la costruzione di una nuova casa sostenibile è possibile impiegare tecniche di costruzione tradizionali. Ogni tecnica prevede l'utilizzo di materiali differenti, per cui valutando la sostenibilità di ognuno di essi sarà possibile costruire un edificio che soddisfa i principi della bioedilizia.  Occorre distinguere tra due differenti tipologie di tecniche di costruzione tradizionali, quelle pesanti e quelle leggere. Le tecniche di costruzione pesanti offrono solidità e durevolezza, ma hanno tempi e costi di realizzazione elevati. Tra le tecniche costruttive pesanti rientrano: murature in pietra; murature in laterizio; murature in terra cruda;  costruzioni in cemento armato. Le tecniche di costruzioni leggere consentono di creare strutture a telaio ma sono meno tipiche in Italia. Utilizzano prevalentemente sistemi a secco e l'utilizzo di componenti prefabbricate da assemblare in cantiere, aspetto che velocizza i cantieri ed ottimizza i costi di costruzione. Sono meno utilizzati i sistemi costruttivi che utilizzano il legno ad incastro. Tra le tecniche costruttive leggere troviamo: costruzioni in legno. costruzioni in bambù. Casa sostenibile: materiali classici e naturali L'utilizzo di materiali classici e naturali è uno dei principi per ottenere una costruzione sostenibile. Nel progetto di una casa concepita secondo i criteri della bioedilizia i materiali devono avere determinate caratteristiche quali: non richiedono sprechi energetici per la produzione; provengono da fonti rinnovabili; il loro smaltimento non danneggia l'ambiente; non sono tossici per l'uomo. Queste proprietà sono tipiche dei materiali naturali, utilizzati nell'antichità ed oggi migliorati grazie alle tecnologie moderne per renderli idonei all'utilizzo in edifici sostenibili. Una casa costruita con materiali classici e naturali sarà anche più salubre e più confortevole per i suoi abitanti. I materiali classici e naturali impiegati nella costruzione di case sostenibili permettono, inoltre, di stabilire una stretta connessione con l'ambiente. Il legno è il principale materiale da utilizzare per costruzioni sostenibili in bioedilizia. È naturale, riciclabile ed ha proprietà isolanti. Grazie alle sue proprietà si può utilizzare anche nelle costruzioni antisismiche. Affinché possa essere considerato sostenibile è necessario però che provenga da foreste certificate FSC. Tra gli altri materiali troviamo: bambù sughero; paglia; fibra di canapa o di juta lana di roccia; argilla espansa; calce espansa; gesso. Casa sostenibile: isolamento termico L'isolamento termico è un fattore fondamentale affinché una casa possa dirsi sostenibile. Una buona coibentazione dell'edificio consente di avere prestazioni energetiche ottimali, migliorando il comfort abitativo all'interno della casa e consentendo di conseguire un notevole risparmio nei costi per riscaldamento e raffrescamento. L'uso di materiali per l'isolamento termico ha effetti anche sull'isolamento acustico. Per quanto riguarda le pareti perimetrali dell'edificio, i sistemi da valutare per realizzare un isolamento termico sostenibile sono: cappotto termico; facciate ventilate; insufflaggio delle pareti; cappotto termico interno. Anche il tetto è causa di forti dispersioni energetiche perciò è necessario che la copertura sia isolata. Le due opzioni da valutare a seconda dei casi sono il tetto caldo o il tetto freddo. Il tetto caldo è una copertura isolata non ventilata, dotata di uno strato isolante ma privo dello strato di ventilazione. Si tratta di una tipologia di tetto isolato molto diffuso.  Il tetto freddo è una copertura isolata e ventilata, si distingue dal tetto caldo per la presenza di uno strato per la ventilazione, posto tra isolamento e sovracopertura. Questo consente di far respirare l'edificio ed evitare la formazione di condensa. Il tetto ventilato si usa soprattutto per tetti a falda o coperture in legno e risulta molto utile per sottotetti e mansarde poiché ne migliora il comfort. Ci sono poi le componenti vetrate come finestre e portefinestre che, essendo tra gli elementi che incidono maggiormente sulle dispersioni termiche di un edificio, devono avere anch'esse proprietà isolanti. A questo scopo si possono utilizzare vetri basso-emissivi che consentono di contenere la dispersione termiche dall'interno verso l'esterno. Casa sostenibile: riscaldamento innovativo Utilizzare sistemi di riscaldamento innovativi in una casa sostenibile consente di avere prestazioni energetiche elevate. Si tratta di impianti a basso impatto ambientale, da usare per il riscaldamento invernale e spesso anche per la produzione dell’acqua calda sanitaria.  Tra le soluzioni per un riscaldamento innovativo e sostenibile è possibile installare per la propria casa: caldaie a biomassa; stufe a pellet; termocamini a pellet o a legna; pannelli solari; pompe di calore. Casa sostenibile: design passivo e rispetto dell’ambiente Design passivo e rispetto d'ambiente sono dei principi fondamentali a cui ispirarsi quando si progetta una casa sostenibile. Le case passive sono costruzioni sostenibili che si distinguono per un basso consumo energetico ottenuto attraverso l'adozione di soluzioni di bioedilizia. Per ottenere questo obiettivo è necessario partire da un approccio adeguato, spingendosi nella ricerca delle soluzioni più innovative e scegliendo quelle più sostenibili. La costruzione progettata dovrà inserirsi nel paesaggio e tenere conto delle sue specificità in modo da avere un effetto armonioso. Allo stesso modo sono fondamentali le tecniche costruttive, i materiali e le soluzioni tecnologiche ed impiantistiche utilizzate. Il tutto sempre compiendo scelte sostenibili per il rispetto dell'ambiente.
Impianto tv in casa: come procedere?
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Un impianto TV ben progettato e realizzato consente di non avere problemi a vedere bene le trasmissioni televisive o di avere lo svantaggio di non vedere affatto alcuni canali.  Conoscere bene il funzionamento di un impianto TV per digitale terrestre o satellitare e sapere come realizzare un'installazione a regola d'arte è indispensabile per evitare perdite di segnale. Un impianto TV realizzato da un bravo professionista è garanzia di lunga durata e necessità di poca manutenzione da fare nel tempo. Un antennista preparato potrà fornire, inoltre, informazioni e consigli su come realizzare il migliore impianto TV in base alle proprie esigenze ed alle caratteristiche dell'edificio e del luogo.  Prima di realizzare un nuovo impianto TV o aggiornare un vecchio impianto è necessario porsi una serie di domande, cercando informazioni su quali sono le componenti di un impianto TV, come scegliere l'antenna TV, come realizzare l'impianto TV ma anche informazioni più tecniche come capire quando è necessario usare un amplificatore.  Per evitare errori nella realizzazione dell’impianto TV domestico bisogna prestare particolare attenzione ad aspetti come: disporre di un impianto di ricezione adeguato alla zona; posizionare correttamente l'antenna; impiegare le componenti giuste; utilizzare solo prodotti di qualità. Se il segnale non arriva o è debole bisogna quindi verificare che tutte queste condizioni siano soddisfatte. Inoltre, l'antenna e tutte le componenti che sono installate sul tetto devono essere in grado di resistere alle intemperie e devono essere fissati saldamente.  Impianto tv in casa: decidere le prese e le posizioni delle televisioni Quando si realizza un nuovo impianto TV domestico una delle prime mosse è stabilire quanti televisori collocare in casa ed in quali punti in modo da poter inserire le prese necessarie. Solitamente una TV è sempre presente nel soggiorno mentre un secondo televisore potrebbe essere inserito in cucina o in camera da letto. Conviene stabilire il numero esatto di televisori a priori poiché questo dato è fondamentale per la progettazione dell'impianto. Altro importante aspetto è stabilire come posizionare le prese TV sulla parete in modo che siano vicine al luogo di utilizzo. Oltre a stabilire la posizione delle prese è necessario anche decidere a quale altezza conviene installarle a seconda della tipologia di mobile TV in modo da non avere antiestetici cavi a vista. Gli attacchi TV e le prese elettriche per rispettare le normative devono essere posti ad una distanza minima dal pavimento di 17,5 cm. Per un'installazione che soddisfi praticità ed estetica le prese andranno installata a determinate altezze rispetto al pavimento in modo che sia le prese stesse che i cavi siano coperti dal mobile o dal televisore: prese a 30 cm da terra, nascoste dal mobile; prese a 70- 80 cm cm da terra, più in alto rispetto al mobile e nascoste dal televisore; prese a 100-140 cm, dietro alla TV quando è fissata a parete. In prossimità dell'attacco TV è necessario disporre anche diverse prese elettriche, il cui numero andrà stabilito in base a quanti apparecchi si desidera avere vicino al televisore. Oltre alla presa elettrica per la TV bisogna quindi considerare se si ha l'esigenza di avere prese per modem, decoder, lettori DVD o Blu Ray, consolle di gioco, impianti audio. Impianto tv in casa: digitale terrestre e satellitare Ci sono diverse tipologie di impianti TV per uso domestico, tra questi: impianto TV analogico (ormai obsoleto); impianto TV digitale terrestre; impianto TV satellitare o TV-SAT. In Italia a partire dal 2012 l'analogico è stato completamente sostituito dal digitale terrestre. Per vedere le trasmissioni televisive bisogna quindi avere un impianto adeguato a ricevere il segnale digitale ed utilizzare un televisore con decoder integrato o collegarlo ad un decoder esterno. Gli impianti di digitale satellitare richiedono l'installazione di un’antenna parabolica in grado di captare il segnale satellitare e trasmetterlo al decoder. Entrambe le tipologie di impianti TV possono essere per uso singolo o centralizzati. Impianto tv in casa: tipologie di antenne Le antenne si differenziano in base alla tipologia di frequenza che sono in grado ricevere. Per scegliere bisogna conoscere il concetto di guadagno, parametro che misura la capacità dell'antenna di convertire il segnale elettromagnetico in segnale elettrico da utilizzare per l'impianto TV. Tra le tipologie di antenne TV più utilizzate per uso domestico ci sono:  antenne a larga banda, sono dette universali poiché ricevono sia le frequenza VHF che le frequenze UHF ma hanno un guadagno basso; antenne direttive, tra cui quelle paraboliche, sono usate nelle zone con scarso segnale o disturbati da interferenze poiché hanno guadagno particolarmente alto; antenne logaritmiche, sono formate da due antenne a larga banda per ricevere più segnali TV dove non è richiesto un grande guadagno; antenne a pannello, ricevono segnali Tv provenienti da diverse direzioni, anche distanti, ed hanno un buon guadagno; antenne da interno per digitale terreste, da utilizzare per le zone con buon segnale TV. Impianto tv in casa: quando usare un amplificatore Un componente opzionale dell'impianto TV domestico sono gli amplificatori, elementi che potenziano il segnale dell'antenna. Esistono due differenti tipologie di amplificatori per antenne: amplificatore da palo, montato sotto l'antenna e quindi all'aperto; amplificatore da interno, montato all’interno dell'abitazione. Le antenne hanno il compito di captare un segnale elettromagnetico e trasformarlo in segnale elettrico da inviare all'impianto TV attraverso appositi cavi. Prima di distribuire il segnale questo può essere amplificato attraverso l'utilizzo di appositi amplificatori. Ciò è necessario quando si vogliono evitare dispersioni oppure se il segnale che si riceve è basso. Impianto tv in casa a norma: partitori, derivatori, cavi, connettori Per avere la garanzia di avere un impianto TV domestico a norma è necessaria la presenza di una serie di accessori elettrici. Il partitore ha la funzione di suddividere il flusso del segnale sulle diverse linee presenti. Ogni linea avrà una perdita di segnale proporzionale al numero di uscite, di conseguenza più numerose sono le linee più si avranno perdite di segnale. Questo accessorio dispone di un attacco di ingresso per il collegamento del cavo principale dell’antenna e diversi attacchi di uscita a cui collegare i cavi collegati ai vari televisori. La dispersione è equa in tutte le uscite. Solitamente i partitori sono posti all'interno della casa, alloggiati in una cassetta di ispezione. Il derivatore preleva il segnale dalla linea principale e lo smista verso differenti diramazioni. È un componente simile al partitore, dal quale si differenzia poiché dispone di un attacco in uscita a cui è possibile collegare un cavo in uscita con minore dispersione. A questo cavo può essere poi collegato un partitore. Il derivatore è usato per i condomini ed è collocato all'esterno. Il cavo coassiale é responsabile del trasporto del segnale. Si tratta di un cavo protetto da una resistente guaina esterna che gli consente di sopportare gli agenti atmosferici senza danneggiarsi per anni. È fondamentale che i cavi coassiali non siano inseriti nella stessa canalizzazione dell'impianto elettrico per evitare interferenze. I connettori sono semplici elementi di giunzione che si utilizzano per creare connessioni tra cavi coassiali.
Tipologie di impianto di climatizzazione
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Raffrescare casa consente di avere un comfort abitativo ottimale, requisito che diventa sempre più importante per le abitazioni moderne anche a causa del cambiamento climatico. Prima di installare un nuovo impianto di climatizzazione domestico è giusto informarsi per poter conoscere, almeno a grandi linee, quali sono le differenti possibilità da considerare, capire quali sono quelle da considerare e valutare vantaggi e svantaggi di ogni alternativa.  Per orientarsi verso il condizionatore ad uso domestico migliore per la propria casa bisogna partire dalle dimensioni degli ambienti da raffrescare, analizzando anche l'entità delle dispersioni energetiche e la qualità dell'isolamento termico ma anche le temperature esterne del luogo. Per questo motivo, il parere di un tecnico specializzato nell'installazione di impianti di climatizzazione è fondamentale per non commettere errori di valutazione. Nella scelta del condizionatore da installare nella propria casa alcuni dei criteri di cui tenere conto sono: la tipologia di condizionatore; la modalità di installazione; la potenza nella climatizzazione, espressa in BTU; l'ingombro; la funzionalità; le fasce di prezzo; la classe energetica; i consumi. Tra questi, un aspetto molto Importante da valutare sono le tipologie di condizionatori più idonee, per le quali si ha la possibilità di scegliere tra: impianti di climatizzazione canalizzato; impianti di climatizzazione con unità a parete impianti di climatizzazione con unità a soffitto; impianti di climatizzazione a pavimento, fissi o portatili. Inoltre, per l'acquisto di condizionatori domestici bisogna distinguere tra: condizionatori con sistema inverter che consente di ridurre i consumi; condizionatori con pompa di calore integrata, per riscaldare gli ambienti oltre a raffrescarli. Climatizzatori: come calcolare i btu Al momento di scegliere il condizionatore da installare nella propria casa è indispensabile verificare quale sia la potenza necessaria in modo da compiere un acquisto corretto.  L'unità di misura con cui si esprime la potenza dei condizionatori sono i btu, acronimo di British Thermal Unit. L'ambiente sarà raffrescato in maniera corretta se i btu del condizionatore sono proporzionati alla superficie dello spazio da climatizzare.  Fare un calcolo approssimativo per capire di quanti btu si ha bisogno è abbastanza semplice e veloce. Una formula che si può utilizzare per conoscere i btu necessari per una determinata superficie utilizza il coefficiente K che ha un valore fisso pari a 340. L'unico dato da conoscere sono quindi i mq dell'ambiente da climatizzare. La formula da utilizzare è: btu = mq x K Facendo un esempio, usando questa formula risulta che per un ambiente di 20 mq sarà necessario installare un condizionatore da 6.800 btu. Converrà quindi puntare su un climatizzatore con maggiore potenza rispetto a quella necessaria. In questo caso può andare bene un condizionatore da 7000 btu. Questo calcolo è utile semplicemente per orientarsi, ma per un calcolo più preciso ci sono molti altri parametri di cui un tecnico specializzato tiene conto.  Impianto di climatizzazione canalizzato Quando si decide di installare un impianto di climatizzazione canalizzato la distribuzione dell'aria raffrescata nei vari ambienti avviene attraverso dei condotti inseriti nei controsoffitti.  L'aria fuoriesce da diffusori che hanno un aspetto molto discreto, quasi impercettibile e pertanto ideale per le case contemporanee in cui non si vogliono avere apparecchiature a vista.  L'aspetto estetico è quindi una delle ragioni che può portare a questa scelta ma realizzare un impianto di climatizzazione canalizzato può essere un lavoro compleesso. Inoltre, essendo un impianto centralizzato che si attiva contemporaneamente per tutti gli ambienti, i consumi possono essere particolarmente consistenti. Tra i vantaggi derivanti dall'installazione di un impianto di climatizzazione canalizzato troviamo: assenza di impianti a vista; possibilità di climatizzare diversi ambienti con una sola unità esterna; bassa rumorosità. Questa soluzione ha tuttavia anche degli svantaggi: in caso di guasti alle canalizzazioni la riparazione può essere impegnativa; i costi di installazione sono superiore poiché sono necessarie opere murarie; l'impianto funziona sempre per tutti gli ambienti non è possibile usarlo singolarmente per uno solo di essi. Impianto di climatizzazione con unità a parete Il condizionatore con unità a parete risulta più visibile rispetto ad altri soluzioni. Le versioni che si possono trovare oggi in commercio hanno un design che si integra bene nelle abitazioni contemporanee, inoltre occupano poco spazio ed essendo posti in altezza l'ingombro non crea disagi. Lo split deve essere connesso all'unità esterna per cui occorre individuare il posizionamento di entrambe le unità in modo da poter eseguire agevolmente l'installazione senza percorsi troppo contorti per le canalizzazioni necessarie. I climatizzatori con una sola unità interna collegata ad un'unità esterna sono detti monosplit, mentre quelli con più unità interne collegate a uno o più unità esterne sono detti multisplit. A seconda del numero di unità interne possono essere impianti di climatizzazione dualsplit, trialsplit, quadrisplit, ecc. Impianto di climatizzazione con unità a soffitto Una soluzione alternativa ugualmente valida per climatizzare gli ambienti domestici è costituita sa impianti di aria condizionata con unità a soffitto. Essendo collocati in alto l'aria viene diffusa in ogni direzione soprattutto se posti al centro della stanza da raffrescare. Questo tipo di soluzione richiede un soffitto particolarmente alto per non creare intralcio.Le unità a soffitto possono essere alloggiate nel controsoffitto divenendo così poco visibili. In assenza di controsoffitto l'installazione può avvenire comunque. Ci sono condizionatori con unità a soffitto che non hanno bisogno di unità esterna, velocizzando così la realizzazione dell'impianto. Impianto di climatizzazione a pavimento Per i climatizzatori a pavimento fissi la differenza principale con quelli a parete sta nella tipologia di apparecchio che è dotato di piedini. Diversa anche la direzione dell'aria che per questa tipologia di condizionatori va dal basso verso l'alto, mentre per gli split al contrario va dall'alto verso il basso. A seconda dei modelli, i climatizzatori a pavimento fissi possono avere il collegamento ad un'unità esterna oppure no. Differiscono dai climatizzatori portatili a pavimento, una soluzione che ha diversi vantaggi come: grande flessibilità poiché si possono spostare facilmente da un ambiente all'altro; non occorre realizzare impianti; non sono dotati di unità esterna. Tra gli svantaggi dei climatizzatori portatili a pavimento possiamo individuare invece: il tubo di aspirazione che elimina l'aria calda dagli ambienti interni verso l'esterno rimane a vista e deve passare attraverso un foro a parete o sul vetro della finestra; sono rumorosi; hanno alti consumi energetici. Impianto di climatizzazione: classi energetiche e detrazioni I condizionatori, sopratutto quelli un po' datati, hanno un consumo notevole che cresce se sono usati per molto tempo, cosa che non avviene con i moderni condizionatori a inverter. I condizionatori di nuova generazione hanno un consumo ridotto e che varia in base alla classe energetica riportata sull'etichetta del prodotto. Puntare su climatizzatori di classe energetica alta consente di ottenere un interessante risparmio per quanto riguarda i consumi. Il costo dell'acquisto di un nuovo apparecchio viene quindi ammortizzato nel tempo e si ha anche il vantaggio di beneficiare di una migliore efficienza energetica. Installare un impianto di climatizzazione nell'ambito di un più ampio intervento di ristrutturazione o riqualificazione energetica, sia in condominio che in residenze private può consentire inoltre di avere accesso a detrazioni fiscali come l'Ecobonus o Ecobonus 110% se si ottiene il miglioramento di almeno due classi energetiche dell'edificio (quando possibile). Questi incentivi consentono di alleggerire significativamente le spese necessarie per l'acquisto e l'installazione dei condizionatori rendendoli più accessibili.
Pied-à-terre: un bellissimo appartamento cittadino
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Un pied-à-terre è una piccola abitazione solitamente dislocata in città o in una metropoli, ad una certa distanza dalla propria dimora abituale. Può coincidere con un monolocale, un bilocale o un mini appartamento cittadino, all’interno di loft o palazzine in zone centrali e facilmente raggiungibili. Nonostante il suo utilizzo sia temporaneo, per periodi transitori lavorativi o a volte anche per svago, è necessario pensare ad una progettazione per arredare una seconda casa, completa e ben strutturata.  Inoltre se inserire le mansioni fondamentali tipiche di una abitazione è il primo aspetto da considerare, lo stile e il design sono il secondo punto altrettanto importante, per raggiungere un livello estetico eccellente che connoti un bellissimo appartamento cittadino. Il pied-à-terre che Archisio vuole presentarvi oggi è uno splendido esempio di come un unico grande locale sia stato suddiviso in tante aree pratiche e organizzate, mantenendo la funzionalità tipica che ci deve essere in una abitazione con l’accortezza di seguire un progetto d’arredo di tendenza per una seconda casa alla moda.  Una ristrutturazione formidabile dove legno e metallo sono i materiali impiegati sia per i rivestimenti che per l’arredo, in forme e finiture differenti. La scelta stilistica si basa su un ibrido tra lo scandinavo e l’eclettico, dove il rigore e i concetti minimal del primo orientamento sono alleggeriti dall’uso dei colori del secondo, per creare un’atmosfera allegra nell’ intero spazio. Cucina e sala da pranzo in un funzionale open space Il progetto di questo pied-à-terre potrà sembrare al primo colpo d’occhio minimalista ed essenziale. In realtà avere un grande unico spazio completamente libero da organizzare, per creare un bellissimo appartamento cittadino, non è sempre la soluzione più facile da materializzare. Con intuito ed esperienza i pro di questa realizzazione, hanno capito quanto fosse importante sfruttare la parete finestrata con vista per una zona giorno completa e luminosa, benché collocata all’estremo opposto rispetto ad un ingresso ribassato di qualche gradino. Qui cucina e sala da pranzo trovano il loro perfetto inserimento in un attrezzato open space che prevede un’area cottura lineare contenuta ma ben strutturata e alleggerita dall’assenza di pensili. Mensole a giorno e un mobile laterale multifunzionale completano l’idea di arredo basico, ma caratterizzato dall’abbinamento materico eccezionale di legno e metallo che coniuga tradizione e modernità. Questo stesso tema viene riproposto sia per il punto luce a cascata che per il tavolo su ruote, dove l’unicità di questo filo conduttore rende omogenei e armonici i due spazi adiacenti. Il concetto di arredi mobili è molto utile in ambienti ariosi che si prestano a continui cambi di postazione e che per bisogni particolari possono traslare posizione e rendersi più ottimali. Soggiorno con area relax in movimento Il soggiorno con area relax è stato ridotto davvero all’indispensabile, proprio per l’idea innata che un pied-à-terre racchiude in sé. Un divano a due posti, nuovamente su ruote come il tavolo da pranzo e una poltroncina in stili e colori differenti, rendono versatile un living arioso e sempre in movimento. Infatti, proprio grazie alle dimensioni ridotte dei mobili e alla facilità di poter essere spostati, la zona giorno può essere ripensata ogni volta, in base alle esigenze del momento per creare salottini distinti o aree più intime e collegate.  Tavolini da caffè, tappeti, consolle o armadi sono decisamente poco utilizzati in un progetto e arredo di una seconda casa di passaggio. E anche gli accessori devono essere ridotti al minimo, senza però esagerare nell’idea di avere ambienti freddi e disadorni. Ciò che rende favoloso il soggiorno in questo bellissimo appartamento cittadino è l’escamotage di aver inserito una parete a specchio sul fondo. Ingigantire anche solo idealmente lo spazio e amplificare al massimo l’illuminazione naturale, sono i due aspetti vincenti di questa seconda casa spettacolare. Zona notte: camera da letto spaziosa e capiente La zona notte, completamente aperta sull’open space, diventa una camera da letto spaziosa e capiente, tutta dedicata ad una grande alcova matrimoniale che fa da padrona nell’intero spazio. Nulla di più è aggiunto se non qualche piccolo ornamento, come un cavalletto da pittore e una sedia a mo’ di comodino, versatile e removibili.  Proprio per mantenere vivo il significato di pied-à-terre, non sono stati pensati né predisposti grandi armadi guardaroba o cassettiere poco utilizzate. Qualche appendiabito nell’ingresso e un piccolo vano a muro sono in realtà sufficienti per contenere l’indispensabile durante la fruizione di questo appartamento che diventa una “tana” sporadica da vivere per tempi ridotti. Decorativi e originali i 9 lampadari a discesa in carta di riso che riempiono in modo naturale la parete di fondo della testiera letto. Bagno mini ma pratico e di design Anche il bagno, come del resto tutti gli altri ambienti, viene pensato in questo pied-à-terre per essere pratico e di design, dove tutto l’occorrente è presente anche se in forma mini. I rivestimenti chiari aumentano la luce e la percezione degli spazi, grazie anche ad uno specchio su misura posto sopra il lavabo che amplia la dimensione contenuta dell’anti bagno. Nessuna console o mobiletto sono presenti, lasciando il posto ad una struttura in muratura con mensola per riporre biancheria e accessori. Doccia e servizi si trovano in serie in un locale adiacente, sempre contornati dalle medesime piastrelle in gres porcellanato, semplici ma eleganti. Soppalco con studio e biblioteca privata Una chicca di questa seconda casa riguarda il progetto e arredo di un soppalco che sovrasta la zona notte, voluto e penato per i padroni di casa per ospitare uno studio con biblioteca privata. A livello estetico questa sopraelevazione movimenta l’andamento forse leggermente troppo piatto e uniforme di una planimetria che si estende su un unico livello, ad eccezione del mini ingressino che porta direttamente al bagno. Creare una superficie aggiuntiva e sviluppata in altezza, giova all’equilibrio di questo bellissimo appartamento cittadino creando uno spazio aggiuntivo per riporre volumi da leggere o da consultare per motivi lavorativi. Anche in questo caso il progetto e arredo sono limitati ad una serie di librerie su misura in bianco e disposte in linea per occupare l’intera area disponibile. Raggiungibile con una scala minimalista in legno, conferma la scelta di questo elemento materico davvero preponderante, ma non ridondante, nell’intero pied-à-terre.
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