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Articoli: Giardino ed Esterni

Come arredare con un tavolo da pranzo esterno
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Arredare con un tavolo da pranzo la zona esterna di casa non è sempre così semplice. Avere delle idee e consigli da parte di professionisti del settore, non può che essere fondamentale per capire come organizzare una sala da pranzo outdoor funzionale e pratica, ma con quel pizzico di stile e design di grande tendenza. Per procedere in modo puntuale e non incappare in eventuali piccoli errori, i pro consigliano di verificare alcune caratteristiche fondamentali a livello organizzativo. I fattori da valutare, per organizzare un ambiente pranzo all’aperto, riguardano: la dimensione disponibile dello spazio da arredare; l’ubicazione dell’area rispetto agli ambienti interni; la presenza di coperture fisse o mobili sulla zona; la scelta dei materiali. E’ ovvio che per organizzare una dining room esterna, la metratura necessaria a disposizione dovrà essere calcolata per inserirvi un tavolo che possa ospitare almeno 4-6 persone. Numero che si può decisamente allargare ulteriormente, quando un patio o una terrazza non hanno limiti e si estendono anche verso il giardino.  Altro aspetto importante riguarda la posizione. Solitamente questa superficie da arredare, viene pensata in prossimità di una cucina o comunque di un living open space multifunzionale, proprio per facilitare le operazioni di trasporto di stoviglie e leccornie da consumare in pranzi in famiglia o per cena con gli amici. Infine, capire se il tavolo da pranzo sarà riparato da elementi fissi, come balconi soprastanti o mobili, come vele o gazebi, porterà ad individuare i materiali migliori e più consoni per i mobili da inserire. Individuati questi elementi, diventerà più immediato lasciar spazio alla fantasia e indirizzarsi verso una scelta stilistica piuttosto di un’altra in base ai propri gusti personali e all’aspetto estetico che si intende raggiungere, per arredare una sala da pranzo outdoor sensazionale. Tavolo da pranzo outdoor: bianco contemporaneo Se un’abitazione presenta una dislocazione particolare con pieni e vuoti che si susseguono su tutta la sua superficie, non sarà inusuale trovare dei piccoli cortili interni tra una stanza e l’altra, da organizzare assolutamente per ricavare una dining room esterna da urlo. Un tavolo da pranzo outdoor, in bianco contemporaneo e perfettamente in linea con il contesto circostante, ben si sposa con l’idea attuale di casa che vuole creare un’atmosfera moderna, ma non fredda o scontata. Disporre pochi e semplici elementi sarà funzionale per non occludere in modo esagerato l’area disponibile e arredare in modo essenziale, ma ricercato connoterà maggiormente l’intera zona, donandogli carattere e appeal. Il non avere una copertura all’interno di queste piccole corti, implica che gli elementi d’arredo debbano essere scelti in materiali molto resistenti agli agenti atmosferici, come il pvc e i suoi derivati, la resina o la plastica riciclata per prodotti eco sostenibili e dai colori neutri. I benefici che riguardano un tavolo da pranzo outdoor rientrante in queste tipologie materiche sono: la poca manutenzione; la resistenza alle temperature estreme; la facilità di pulizia; la predisposizione contro l’umidità; l’attitudine ad opporsi alla formazione di muffe. Tavolo da pranzo esterno: look casual chic in cemento Una soluzione poco conosciuta o per meglio dire poco considerata è quella che vede l’impiego del cemento per la realizzazione di un tavolo da pranzo esterno, dal look casual chic. Questo materiale edile ha trovato larghissimi consensi a livello di rivestimenti particolari per interni, nonché nella progettazione di complementi d’arredo moderni e originali. Anche outdoor è naturalmente possibile utilizzarlo e con grande successo. L’accortezza sta nel capire che un tavolo ideato con questa tipologia materica non ha modo di essere facilmente spostato, né rimosso ogni volta che lo si desidera. Optare per un progetto di questo tipo presuppone una collocazione pressoché definitiva in un punto strategico del giardino o di un patio, intorno alla quale costruire tutto il contesto d’arredo. Grazie al suo colore e alla granulometria superficiale, l’aspetto che ne scaturisce è davvero “sportivo”, ma comunque ricercato nella sua apparente semplicità. Gli aspetti positivi sono molti e tutti legati alla poca manutenzione da prestare. Sole, acqua e temperature particolari non scalfiscono un tavolo da pranzo esterno in cemento costruito a regola d'arte e spettacolare per chi ama risultati "rustici" ma glam per un outdoor trendy e alla moda. Tavolo da pranzo outdoor: in legno dal gusto scandinavo Se è l’aspetto naturale che state cercando per arredare una zona esterna con un tavolo da pranzo outdoor, allora il legno è ciò che fa per voi. Il fascino e la sua bellezza anche nello stato più neutro che esista, sono incredibili in ogni ambiente e in special modo se è il gusto scandinavo che si cerca di ricreare.   Essenze chiare ma con prestazioni eccezionali e con una durezza ottimale e adatta all’esposizione della pioggia, del sole e del vento, richiamano nell’immediato le atmosfere nordiche, calde, accoglienti e informali. Pochi e pratici elementi sono l’essenza di progetti tipici del Nord Europa, dove l’importanza viene data al numero di commensali con cui si trascorreranno splendidi pranzi e cene, piuttosto che ad accessori e finiture. L’essenzialità e la praticità devono scaturire nella dislocazione di tavolo e sedie, magari accanto a cucine outdoor attrezzate e comode. Trattandosi di legno, una manutenzione ordinaria è naturalmente da preventivare, ma se eseguita nel modo corretto è davvero possibile preservare un set completo per una dining room esterna, che riesca a resistere alla luce solare, all’ umidità e alle temperature estreme. Gli accorgimenti da attuare, per avere un tavolo da pranzo outdoor scandinavo, sempre perfetto riguardano: l’utilizzo di vernici ad hoc per prevenire la deformazione in climi piovosi; l’impiego di acqua e detergenti neutri per eliminare polvere e residui di cibo; il ripristino superficiale, se necessario, con un film trasparente protettivo incolore. Tavolo da pranzo: moderno e lineare per esterni in alluminio L’alluminio, insieme ad altri materiali, è uno tra più apprezzati ed utilizzati per la realizzazione di arredi da giardino, grazie a tantissime caratteristiche positive che lo contraddistinguono. I fattori fondamentali che connotano in modo particolare un tavolo da pranzo moderno e lineare per esterni, costruito in tale prodotto, riguardano: una struttura leggera e facile da spostare; una resistenza ottimale verso tutti gli agenti atmosferici; una robustezza eccellente nei confronti di umido e ruggine; una minima e immediata manutenzione; una facilità di pulizia e igiene. La verniciatura a polvere, che solitamente rifinisce questi tavoli, li rende maggiormente protetti dalle intemperie e dai cambiamenti climatici repentini, garantendo colore e brillantezza superficiale a lungo termine. Grazie alle linee semplici e rigorose, donano un look contemporaneo e attuale ad ambienti outdoor di stile e davvero ricchi di fascino. Inoltre, grazie alla sua leggerezza tipica, l’alluminio rende una sala da pranzo esterna molto versatile e sempre in movimento, appropriato per adattarsi a cambiamenti in planimetrie mutevoli dove un tavolo trova in differenti punti la sua locazione più indicata per quel particolare momento. Tavolo da pranzo esterno: minimalista in legno di recupero Grezzo, trasandato e inadatto a complementi d’arredo? Nulla di meno di veritiero quando il protagonista di molti mobili outdoor è il legno di recupero. Assi trattate e riportate a nuova vita, diventano le perfette alleate per la creazione di tavoli da pranzo esterni con un look minimalista e di grande tendenza. La manutenzione e le accortezze sono le stesse già viste per i tavoli in legno classico e in questo caso l’importanza maggiore viene data all’immagine che un elemento, soggetto a relooking, deve far emergere in tutto il contesto circostante. Familiarità, ospitalità e cortesia sono immediatamente leggibili nella dislocazione pratica ma accogliente, di arredi che hanno avuto modo di essere impiegati in ambienti e in stili differenti, con un risultato sempre eccezionale.
Vetrate panoramiche per valorizzare gli esterni di casa
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Le vetrate panoramiche sono una soluzione che consente di valorizzare gli spazi esterni della propria casa poiché permettono di sfruttare aree talvolta poco utilizzate come balconi, terrazze, verande, tettoie, portici o pergole.  Si tratta di grandi pareti vetrate da installare quando si desidera chiudere uno spazio esterno al fine di poterlo sfruttare durante tutto l'anno, sia in estate che in inverno. Una volta delimitato lo spazio attraverso l'installazione di vetrate panoramiche questo può essere riscaldato o climatizzato per avere una temperatura interna ottimale. Sono molto utilizzate in spazi commerciali come i dehors e le terrazze di bar e ristoranti, ma le vetrate panoramiche sono idonee per l'installazione nelle abitazioni private dove si integrano perfettamente nella facciata donando un aspetto moderno all'edificio.  Quando sono completamente aperte la sensazione è quella di avere uno spazio esterno a tutti gli effetti, da chiudere all'occorrenza. Alcuni modelli risultano praticamente invisibili anche da chiuse grazie all'assenza di profili verticali per un effetto molto leggero. Si possono distinguere diverse tipologie di vetrate panoramiche: vetrate panoramiche senza profili verticali; vetrate panoramiche con profili in alluminio; vetrate panoramiche scorrevoli; vetrate panoramiche scorrevoli a pacchetto; vetrate panoramiche a libro o a fisarmonica. Per una posa perfetta delle vetrate panoramiche in casa è preferibile richiedere un'installazione professionale che assicura una perfetta funzionalità nel tempo. Non è necessario invece richiedere titoli abilitativi quando l'installazione di vetrate panoramica non modifica la destinazione d’uso dello spazio in cui vengono installate e non crea cambiamenti nella volumetria dell'edificio. Le ante prive di profili, inoltre, per le loro caratteristiche peculiari, poiché non alterano l'aspetto delle facciate non richiedono neppure l'approvazione condominiale. Vetrate panoramiche: pro e contro Installare delle vetrate panoramiche per chiudere gli esterni della casa migliora notevolmente il comfort abitativo domestico, influendo positivamente sulla qualità della vita. Grazie a questa delimitazione trasparente in facciata si ottengono infatti spazi con caratteristiche che favoriscono il benessere psicofisico delle persone.  Tra i vantaggi delle vetrate panoramiche si possono evidenziare: estetica pulita; permettono di chiudere spazi aperti in maniera temporanea; valorizzazione della facciata dell'edificio; consentono di aumentare la superficie della propria casa; regalano ampie viste sugli esterni; assicurano buon isolamento termico ed acustico; proteggono le pareti e i pavimenti esterni da agenti atmosferici, smog, polvere e vento; sono un dispositivo di sicurezza in presenza di bambini o animali domestici; migliorano il risparmio energetico; regalano spazi luminosi per aumentare la sicurezza possono essere dotate di serrature antieffrazione. I punti a favore per le vetrate panoramiche sono dunque molti, ma per una valutazione obiettiva bisogna considerare anche i punti negativi. Tra gli svantaggi delle vetrate panoramiche troviamo: necessità di prevedere lo spazio occupato dalle ante per i modelli apribili; nei binari si accumula sporco che può compromettere il funzionamento; la pulizia del lato esterno del vetro può essere difficoltosa; costo piuttosto elevato per grandi dimensioni. Vetrate panoramiche: fisse o apribili Le vetrate panoramiche fisse hanno un costo più basso rispetto a quelle apribili, ma poiché non consentono l'apertura impediscono di avere spazi fluidi. Sono quindi la soluzione ideale quando non si ha la necessità o la possibilità di aprire lo spazio da chiudere. In questo caso è sufficiente avere solo qualche anta apribile per l'aerazione mentre le altre ante possono essere fisse. Per risparmiare si possono alternare delle zone con ante fisse ad altre ante scorrevoli, creando uno spazio differenziato.  Per quanto riguarda le vetrate apribili queste possono essere provviste di sistemi di apertura differenti, da scegliere in base alla praticità oltre che all'estetica. Le vetrate scorrevoli sono dotate di un binario superiore ed uno inferiore su cui le ante possono scorrere grazie ai carrelli su cui poggiano. Quando sono aperte le ante si dispongono in parallelo in più file parallele riducendo così lo spazio occupato. Nelle vetrate scorrevoli a pacchetto, oltre a scorrere, le ante in vetro si aprono per affiancarsi una all'altra ma rimanendo ancorate al binario in un unico punto. In questo modo si forma un pacchetto dal minimo ingombro. Nei modelli di vetrate panoramiche a libro, o a fisarmonica, le ante sono tutte incernierate tra loro e con l'apertura si ripiegano su se stesse creando una sorta di fisarmonica. Facciate panoramiche: quale tipologia di vetro usare Per le vetrate panoramiche si utilizza soprattutto il vetro temprato, generalmente con spessore compreso tra 8 mm e 12mm. Questa tipologia di vetro è particolarmente flessibile ma allo stesso tempo ha alta resistenza al vento, agli urti ed alle sollecitazioni. Il vetro temprato resiste bene anche ai cambi di temperatura più repentini. Per quanto siano fenomeni rari, in caso di rottura della vetrata panoramica in vetro temprato non si producono mai pezzi dal bordo tagliente evitando così il rischio di pericolosi incidenti. Si tratta quindi di una tipologia di vetro che garantisce grande sicurezza a 360°.  Vetrate panoramiche: oscuranti si o no L'utilizzo di vetro extrachiaro per la creazione di vetrate panoramiche regala una trasparenza assoluta, consentendo di avere un'impareggiabile vista sul panorama circostante. Inoltre, con questa tipologia di vetri l'ambiente delimitato riceve maggiore luminosità e calore. Questo effetto è amplificato se si opta per vetrate senza montanti verticali.  I vetri oscuranti hanno una composizione che riduce il passaggio dei raggi solari nocivi, inoltre questo tipo di vetri abbassa la dispersione termica ed applicati a vetrate panoramiche consentono di protegge la privacy delle persone. Può essere una soluzione adatta per la chiusura di terrazzi o balconi che a causa dell'esposizione ricevono una luce diretta molto forte. La scelta della tipologia di vetro, oscurante o meno, dipende quindi dalle singole esigenze. Vetrate panoramiche: acquisto e manutenzione Informarsi sulle differenti possibilità relative all'acquisto di vetrate panoramiche per la casa è utile per prendere una decisione consapevole, anche se solo il consiglio di un professionista dopo un sopralluogo può dare precisazioni sul proprio caso specifico. Per quanto riguarda i costi, ad esempio, orientativamente i prezzi al metro quadro per le vetrate panoramiche oscillano tra 700 e 1.200 €, ma variano molto in base alle dimensioni delle vetrate ed ai materiali utilizzati per i profili. Occorre quindi una valutazione personalizzata per avere un'idea più precisa. Pulizia e manutenzione delle vetrate panoramiche possono avere dei costi elevati. Più è ampia la superficie trasparente più i costi aumentano, considerate le difficoltà soprattutto se l'intervento deve essere eseguito dall'esterno. Per una pulizia automatica e senza fatica, sul lato esterno delle vetrate panoramiche si possono applicare dei rivestimenti fotocatalitici che si attivano con i raggi solari sciogliendo lo sporco, portato via dalla pioggia.
Spa in casa con una vasca idromassaggio outdoor
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Capire quale vasca idromassaggio scegliere per gli esterni di casa come il terrazzo o il giardino richiede un minimo di conoscenze relative al funzionamento ed alle diverse opzioni disponibili. Una vasca idromassaggio da esterni aggiunge valore agli spazi outdoor trasformandoli in una spa domestica ma è anche sinonimo di relax e benessere, molto usata per le proprietà terapeutiche e dagli sportivi. Un bagno in vasca idromassaggio ha effetti benefici poiché l'acqua produce un massaggio che contribuisce tra le altre cose a sciogliere i muscoli, a drenare i liquidi corporei ed a stimolare la circolazione sanguigna. Per questo motivo le vasche idromassaggio da esterno sono conosciute anche come vasche per la balneoterapia o mini-piscine idromassagio.  Innanzitutto, prima di comprare una vasca idromassaggio da installare all'aperto bisogna assicurarsi che sia idonea per l'installazione in esterni. Per la scelta della migliore vasca idromassaggio da esterni ci si può orientare in base a differenti criteri: capienza, ovvero il numero di persone che la possono utilizzare contemporaneamente (es. da 2 o da 6 posti); dimensioni; capacità, ovvero la quantità di litri d'acqua necessari per riempirla; forma, geometrica o ergonomica; tipologia di massaggio; tipologia di installazione. Vasca idromassaggio da esterno: fissa o removibile Le tipologie più diffuse di vasche idromassaggio per utilizzo in ambienti outdoor sono: vasche idromassaggio da esterno fisse fuori terra; vasca idromassaggio da esterno fisse a incasso; vasche idromassaggio da esterno gonfiabili. Le vasche fisse sono costituite da una scocca rigida e resistente ma leggera. Per questa componente si utilizzano materiali come vetroresina o materiali plastici come acrilico, ABS o PMMA e prodotte per stampaggio che consente di avere anche forme elaborate e molti dettagli. la vasca idromassaggio è poi coperta da un rivestimento esterno da scegliere liberamente in sintonia con l'ambiente, purché sia resistente agli agenti atmosferici e alle intemperie. Un'alternativa economica sono le vasche idromassaggio da esterno gonfiabili, facili da riporre quando non utilizzare. Offrono la possibilità di posizionarle con libertà occupando lo spazio a seconda delle necessità. Sono realizzate in PVC con camere d'aria e sono dotate di motore esterno. Vasca idromassaggio da esterno: forme e dimensioni Le vasche idromassaggio per ambienti esterni possono avere differenti forme per effetti estetici molto differenziati. A seconda del proprio progetto per dare una nuova funzionalità al terrazzo o al giardino è possibile scegliere tra: vasche idromassaggio da esterno rotonda o circolare; vasche idromassaggio da esterno quadrata; vasche idromassaggio da esterno rettangolare; vasche idromassaggio da esterno ottagonale; vasche idromassaggio da esterno ad angolo. Anche per quanto riguarda le dimensioni delle vasche idromassaggio ci sono varie possibilità, tra le quali: vasche idromassaggio da esterno 150 cm x 150 cm; vasche idromassaggio da esterno 150 cm x 250 cm; vasche idromassaggio da esterno 220 cm x 220 cm; vasche idromassaggio da esterno 250 cm x 350 cm. Per le vasche idromassaggio da esterno di forma rotonda il diametro può andare da 150 a 250 cm. Dalle dimensioni dipende il numero di persone che possono utilizzare la vasca idromassaggio allo stesso tempo ed i litri d'acqua necessari per riempirla. L'altezza delle piscine idromassaggio da esterni è di circa 90 cm. Vasca idromassaggio da esterno: tipologie di getto e accessori Le vasche idromassaggio per esterni possono avere due differenti tipologie di getti: getti ad acqua, uitilizzano l'acqua presente in vasca e producono un massaggio energico; getti ad aria, offrono un massaggio leggero ; getti combinati ad acqua e ad aria, favoriscono il drenaggio dei liquidi e l'attivazione della circolazione sanguigna mentre il massaggio sulla muscolatura è attenuato. L'intensità del massaggio fornito dalla vasca idromassaggio da esterni varia a seconda del tipo e del numero di getti, ma anche della loro posizione rispetto a dove si sta seduti. Le vasche idromassaggio gonfiabili per esterni hanno prevalentemente getti ad aria in un numero elevato rispetto a quelle fisse, ma il massaggio che offrono è meno efficace. Un'altra differenza tra i getti di una vasca idromassaggio gonfiabile ed una fissa riguarda la distribuzione dei getti che nel primo caso provengono soprattutto dal basso mentre nel secondo sono distribuiti sul sedile agendo in maniera più precisa sul corpo. Nelle vasche idromassaggio per il nuoto controcorrente il getto d'acqua potenzia la resistenza permettendo di allenarsi nella pratica del nuoto. Tra gli accessori indispensabili per per le vasche idromassaggio da esterni ci sono le sedute, in numero variabile a seconda del modello e delle dimensioni della vasca e le scalette per l'accesso alla vasca. Rendono più confortevole l'uso della vasca la presenza di accessori come poggiatesta, portaoggetti e portabevande.  Ci sono poi accessori che aggiungono ulteriori funzionalità per dare un'esperienza di relax a 360° nell'utilizzo della vasca idromassaggio come i faretti per la cromoterapia o gli impianti stereo integrati. Un altro utile accessorio è la copertura termica da utilizzare per proteggere la vasca quando non è utilizzata. Vasca idromassaggio da esterno: funzionamento e programmi Varie funzioni e programmi delle vasche idromassaggio da esterno consentono di avere un'esperienza personalizzata e sempre differente. Le vasche idromassaggio idonee per installazione in ambienti outdoor sono dotate ad esempio di un sistema di riscaldamento dell'acqua che consente un utilizzo gradevole anche quando le temperature sono più basse. Differenti programmi consentono di impostare le modalità di massaggio, regolando la tipologia di getti, la durata, la potenza ed altre variabili. Ogni modello di vasca idromassaggio da esterni fissa ha un numero di programmi variabile. Queste funzionalità aggiuntive disponibili nei modelli fissi, nei modelli gonfiabili sono molto più essenziali e spesso non sono presenti programmi. Vasca idromassaggio da esterno: costi e manutenzione I prezzi di una vasche idromassaggio da esterno sono variabili in funzione della qualità e del modello del prodotto. Le vasche idromassaggio gonfiabili hanno un costo medio ci circa 500 €, mentre per quelle fisse il costo parte da circa 2.500 € per arrivare a circa 15.000 € per le proposte più ampie e più sofisticate. Ai costi per l'acquisto di una vasca idromassaggio da esterno bisogna aggiungere le spese per l'installazione ed il trasporto. L'installazione richiede infatti l'attacco elettrico e all'acqua che non sempre sono disponibili nel luogo in cui si desidera posizionare la vasca. Per quanto riguarda la manutenzione è necessario realizzare costantemente pulizia ed igienizzazione. Indispensabile l'utilizzo del cloro per evitare la proliferazione di batteri. Periodicamente si può realizzare una pulizia più approfondita con prodotti antialghe e anticalcare, pulendo anche il filtro della pompa.
Arredare la terrazza per l’estate in modo moderno e organizzato
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Gli spazi esterni di casa prendono letteralmente vita in estate. È il momento in cui la terrazza diventa il fulcro della casa, in città o in vacanza, divenendo la cornice ideale per trascorrere momenti di relax o di convivialità. Arredare questo spazio outdoor in modo moderno ed organizzato diviene quindi imprescindibile per renderlo confortevole oltre che per dargli un aspetto attuale ed in sintonia con lo stile degli interni della casa.  Preparare la terrazza per l'estate donandole un aspetto di tendenza mantenendo un alto livello di confort presuppone l'utilizzo di elementi di qualità, preferendo soluzioni dal design essenziale che si distinguono per l'utilizzo di linee pulite e materiali durevoli, resistenti all'azione del sole e degli agenti atmosferici. Per arredare la terrazza di casa come un professionista, ottenendo spazi moderni, accoglienti e piacevoli da vivere ci sono diverse fasi da prevedere: disposizione degli elementi d'arredo; aggiunta di complementi d'arredo; inserimento di piante; installazione di luci. Inoltre, è importante la scelta di colori e texture di ciascun elemento utilizzato per l'arredamento della terrazza, al fine di ottenere un insieme armonioso. Per raggiungere l'obiettivo è necessario evitare il superfluo, evitando la presenza di elementi fuori stile. Una terrazza moderna e ben organizzata aumenta notevolmente la bellezza ed il valore dell'immobile per cui vale la pena investire nell'arredamento di questa area esterna di casa. Terrazza moderna: seguire disposizioni casuali In vista dell’estate per arredare una terrazza in modo moderno occorre procedere con ordine, così da avere un piano da seguire e curare ogni aspetto nella maniera migliore. Per cominciare bisogna pensare alla scelta e alla distribuzione degli arredi da esterni in rapporto allo spazio disponibile. Fondamentale acquistare arredi da esterni dalle linee contemporanee e proporzionati alla superficie della terrazza. Arredi outdoor moderni disposti in modo casuale consentono di creare ambienti informali in cui ognuno può prendere liberamente posto per momenti di condivisione da trascorrere in terrazza. Anche un piccolo spazio viene così valorizzato attraverso la disposizione dei mobili. La disposizione casuale degli arredi rappresenta un modo di sfruttare lo spazio con la massima libertà, adattandosi anche a zone complesse da arredare. Si tratta infatti di una soluzione ideale per risolvere brillantemente l'arredamento di terrazze dalla forma irregolare, poiché l'assenza di un ordine rigoroso nella disposizione dell'arredamento fa percepire in modo meno evidente difetti come una superficie dalla forma atipica o asimmetrica. Seguendo questo principio, i lettini su cui adagiarsi per prendere il sole possono essere distribuiti in modo libero in diverse aree della terrazza per occupare al meglio lo spazio. Allo stesso modo, una serie di poltroncine o sedie outdoor disposte intorno ad un tavolo senza un ordine preciso conferiscono alla terrazza ha un aspetto moderno e dinamico, che invoglia a permanere all'aperto. Terrazza moderna: utilizzare essenziali complementi d’arredo Utilizzare complementi d’arredo dalle linee essenziali quando si realizza l'arredamento della terrazza per l’estate contribuisce a conseguire un risultato moderno ed organizzato.  L'effetto dato dall'aggiunta di accessori ed elementi decorativi deve quindi essere molto leggero. Sono da evitare complementi d'arredo dai colori particolarmente vistosi o impreziositi da lavorazioni molto elaborate, poiché non si integrerebbero in maniera armoniosa con un contesto dalle linee molto essenziali. Nella scelta dei complementi d'arredo per la terrazza moderna è preferibile quindi optare per la massima semplicità, senza rinunciare a qualche dettaglio decorativo. Per ottenere uno stile epurato, orientato verso il minimalismo, si andranno ad aggiungere all'arredamento della terrazza soltanto pochi ed essenziali accessori e complementi d'arredo adatti all'utilizzo in ambienti esterni, tra i quali: cuscini per esterni; plaid; tappeti da esterni; lanterne da esterni; decori murali per esterni piante ornamentali; luci per esterni. Terrazza moderna: puntare su pochi colori Un trucco per arredare la terrazza per l’estate in modo moderno è limitare la palette cromatica a poche nuance differenti. Quando si elabora il proprio progetto di arredamento la scelta dei colori è infatti un passaggio indispensabile per la riuscita finale. Colori neutri e tonalità soft declinate su arredi e complementi outdoor consentono di avere una terrazza dall'aspetto sobrio ed attuale. Lo stesso discorso vale anche per le finiture come pavimenti, pitture e rivestimenti murali che vanno a costituire lo sfondo all'arredamento della terrazza. Terrazza moderna: inserire solo piante verdi Le piante sono un altro elemento da utilizzare sempre per completare in maniera impeccabile l'arredamento della terrazza e prepararla così per l’utilizzo in estate. Circondarsi di verde rende gli ambienti esterni come le terrazze più gradevoli ed accoglienti. Le piante apportano infatti quel tocco naturale che aggiunge un po' di freschezza e vivacità all'atmosfera. Inserire solo piante verdi in terrazza dona uniformità ed è una soluzione perfettamente in linea con un arredamento dallo stile moderno. Per organizzare le piante in una terrazza moderna è fondamentale la scelta dei vasi e dei sistemi di installazione, da valutare a seconda dello spazio disponibile. Alcuni dei vasi e porta vasi per esterni da usare per l'arredamento della terrazza sono: vasi per piante sospese; porta vasi free standing; porta vasi da fissare a parete; fioriere grandi da esterno; fioriere da ringhiera. Mescolare differenti tipologie di vasi e supporti per piante è una buona strategia per avere del verde in diverse aree della terrazza, riempiendo anche lo spazio verticale, ed ottenere un effetto variegato.  Anche le specie di piante da inserire nella terrazza moderna vanno selezionate con cura, considerando che il risultato ottenuto varia molto in funzione della forma e del colore delle foglie. Terrazza moderna: arricchire con le luci Infine, come ultimo passaggio per arricchire l'arredamento della terrazza per l’estate non possono mancare dei punti luce. A seconda delle dimensioni e della conformazione dello spazio si possono studiare diverse soluzioni per l'illuminazione di esterni. Le luci LED sono quelle su cui puntare poiché assicurano buona efficienza a bassi consumi anche all'aperto. Per illuminare bene la terrazza in modo moderno si potranno utilizzare diverse tipologie di sorgenti luminose come: lampade da terra per esterni; lampade a parete per esterni; lampade da tavolo per esterni; faretti da esterni. L'installazione di lampade o faretti solari, invece, risulta vantaggiosa quando non si dispone dell'impianto elettrico in terrazza. Per lo stesso motivo si può considerare anche l'utilizzo di lampade ricaricabili da esterni che hanno il vantaggio di essere portatili. Oggi si possono trovare facilmente anche lampade led di design ricaricabili con cui aggiungere un tocco decorativo e moderno alla terrazza.
Prato in giardino: una morbida isola verde outdoor
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Chiunque si sia cimentato con la coltivazione di un prato si sarà chiesto come ottenere un manto erboso uniforme, un prato in cui l'altezza ed il colore verde dell'erba sono perfettamente omogenei. Un trucco per ottenere un prato all'inglese privo di imperfezioni è utilizzare diverse tipologie di semi tra le quali: agrostis; festuca; lolium (detto anche loiessa, loglio o loietto); poa; mescolare qualcuna di queste specie, anche se non necessariamente tutte, aumenta le possibilità di ottenere un risultato soddisfacente ovvero un bel prato verde e privo di fiori. Importante anche il momento dell'anno in cui si esegue ogni lavorazione sul prato. I periodi migliori per la semina del prato sono la primavera e l'autunno poiché grazie alle temperature più miti si riesce a mantenere il terreno umido, condizione necessaria affinché i semi possano germogliare. Prima della semina il terreno deve essere opportunamente lavorato in profondità in modo da eliminare gli infestanti e successivamente concimato. La semina del prato si può eseguire a mano o utilizzando attrezzi come spargisemi o spandiconcime, aggiungendo anche della sabbia per una distribuzione più uniforme. Una soluzione alternativa alla semina è la posa di prato a rotoli che una volta attecchito avrà un aspetto molto gradevole e si potrà trattare allo stesso modo di un prato seminato. Per ottenere un prato all'inglese perfetto è necessario lavorare molto, praticando una manutenzione costante che si articola in diverse operazioni: irrigazioni abbondanti; concimazioni con sostanze fertilizzanti; tagli con frequenza settimanale a circa 5 cm; eliminazione delle erbacce, sia manualmente che con diserbanti; aerazione del terreno con appositi attrezzi detti scarificatori dotati di lame o punteruoli. Prato verde in giardino: trasemina e trapianti puntuali Il prato può essere danneggiato per diverse cause, come fenomeni atmosferici oppure in seguito all'azione di animali domestici. In questi casi si possono presentare delle chiazze in cui l'erba ha bassa densità oppure risulta bruciata o dei veri e propri buchi. Per riparare i punti in cui il pianto risulta danneggiato si può intervenire con diverse soluzioni al fine di ripristinarlo. Una delle possibilità per ripristinare il prato è la trasemina. Si tratta di un intervento economico che consiste nel seminare dei miscugli per rigenerazione, una combinazione di semi differenti che riescono a sistemare in poco tempo i difetti del prato. Come per la normale semina anche per dopo la trasemina si procede con la concimazione e l'aggiunta di terriccio da distribuire con un rastrello. L'ultimo step necessario è il passaggio di un rullo per rafforzare l'inserimento dei semi nel terreno. Irrigazioni frequenti aiuteranno i semi a germogliare ed in qualche settimana il prato sarà riparato. In alternativa, quando le aree danneggiate sono piccole si può procedere con dei trapianti puntuali. Per questo intervento si possono utilizzare dei pezzi di prato presi da zone periferiche o dal bordo delle aiuole. Occorre quindi rimuovere una porzione di prato della misura dello spazio da coprire utilizzando una vanga e posizionarla nel punto danneggiato.  Se le zone in cui il prato è danneggiato sono molto ampie è possibile intervenire con l'inserimento di pezzi di zolle di prato a rotoli nuove, rimuovendo precedentemente il prato danneggiato per portare il terreno a livello.  Prato verde in giardino: concimazione accurata Una concimazione adeguata del prato consentirà di vedere crescere l'erba in maniera uniforme. Trovare la giusta misura risulta fondamentale, pertanto bisogna fare attenzione a non eccedere nel dosaggio ma anche a non essere troppo parsimoniosi. Si possono trovare concimi liquidi o granulari adatti al prato. Quello liquido può essere sparso utilizzando una pompa a spalla, un carrello irroratore o un semplice annaffiatoio. Il concime granulare invece si può spargere a mano o con un apposito spargiconcime cercando sempre di effettuare una distribuzione uniforme. Per avere la massima efficacia è necessario concimare il prato qualche giorno dopo la rasatura quando il terreno è asciutto ed annaffiare successivamente. I concimi da utilizzare per fertilizzare il prato all'inglese sono vari. Quelli contenenti sostanze come l'azoto, il fosforo ed il potassio assicurano la colorazione verde dell'erba che rende il prato più bello da vedere ed aiutano le radici a svilupparsi. Inoltre è sempre benefica per il prato la presenza nei concimi di altri microelementi come ferro e zinco così come zolfo, magnesio e calcio. Spesso sono presenti anche sostanze organiche che aiutano il prato nella sua crescita. Per questo bisogna sempre leggere attentamente l'etichetta del prodotto ed assicurarsi che sia idoneo. Per un prato sano e resistente le concimazioni non vanno eseguite troppo spesso e va rispettata una frequenza regolare. Concimare da 2 a 4 volte all'anno il prato dovrebbe essere sufficiente per dare tutti i nutrienti necessari. Prato verde in giardino: irrigazione continua ad hoc Per un prato dall'aspetto uniforme se si opta per l'irrigazione manuale questa andrebbe eseguita regolarmente ogni giorno. Assicurarsi di bagnare il prato in maniera omogenea ed abbondante, in modo che l'acqua possa arrivare in profondità è fondamentale per creare il giusto microclima. Questo però può rivelarsi faticoso e non dare i risultati sperati se non si riesce ad essere efficaci. Se la superficie del prato è ampia conviene installare un impianto di irrigazione automatizzato che consentirà di risparmiare tempo e fatica ed ottenere al tempo stesso risultati impeccabili. Per un'irrigazione del prato ad hoc si utilizza un impianto di irrigazione a pioggia da programmare e gestire in tutta comodità, anche quando ci si allontana da casa. Prato verde in giardino: cura e costanza dei tagli Per un perfetto prato all'inglese il taglio è un rituale immancabile. Utilizzare un tagliaerba automatico renderà questa operazione più semplice ma per piccole superfici il tagliaerba manuale va benissimo.  L'altezza dell'erba si può scegliere con libertà ma bisogna considerare che sotto i 3 cm l'erba nei mesi estivi rischia di bruciarsi facilmente. Per evitare questo inconveniente nella stagione calda si può lasciare quindi il prato un po' più lungo. Tagliare il prato è la manutenzione più frequente da eseguire. Per un prato impeccabile la rasatura andrebbe eseguita una volta a settimana. Eseguire tagli a cadenza costante permette di avere sempre il prato in uno stato ottimale rendendo l'operazione più rapida e semplice. Prato verde in giardino: scarificatura meticolosa Eseguire la scarificatura del prato significa rimuovere il muschio e le erbacce aerando il suolo allo stesso tempo. Per questa operazione si utilizza lo scarificatore o arieggiatore, un attrezzo specifico che presenta lame o punteruoli. Un'alternativa sono le scarpe dotate di lame da indossare per calpestare il terreno, ma per svolgere questa operazione in poco tempo conviene utilizzare uno scarificatore elettrico. La superficie del prato deve essere scarificata per evitare che si formi uno strato di muschio ed erbacce che impedisce al terreno di ossigenarsi. Questo procedimento danneggia anche lo stesso prato che se in buona salute riuscirà a rigenerarsi in poco tempo.  Per una buona manutenzione del prato è sufficiente realizzare questo intervento così invasivo una volta all'anno.
Spazi esterni? Rinnovarli seguendo 5 pratici consigli
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è una prassi ormai consolidata, specialmente per chi vuole presentare la propria casa ben organizzata e curata già nel suo aspetto esteriore. Questo approccio denota dedizione e grande riguardo per i dettagli che sono immediatamente percepibili e che sono il reale filo di congiunzione tra le superfici in e out di una dimora. Valorizzare e rendere accogliente un’abitazione significa infatti pensare ad un progetto completo, per creare una continuità di stile in un contesto globale, che va al di là dei confini murali che la definiscono. Con il tempo però quest’aspetto può venire leggermente trascurato poiché dedicarsi ad un relooking indoor è sicuramente più semplice vivendoci costantemente. Ma gli spazi esterni? Affidandosi a dei pro competenti, rinnovarli seguendo 5 pratici consigli sarà un gioco da ragazzi e con poca spesa e fatica si potranno realizzare degli ambienti davvero straordinari e da fruire in maniera più continuativa e in pieno ralax. Gli elementi da considerare, per rinnovare gli spazi outdoor come se fossero interni, riguardano: i tessuti: l’illuminazione; i materiali; i colori; gli accessori. Spazi esterni: arreda con i tessuti I tessuti sono da sempre dei perfetti alleati per arredare spazi outdoor come se fossero un ambiente interno. Osservare divani e poltrone con morbidi cuscini in cotone, pouf in pelle o tappeti in fibre naturale, rimanda nell’immediato la nostra mente ad un soggiorno progettato in un living di casa. Utilizzare questo elemento in luoghi esterni, faciliterà le operazioni per il loro rinnovo, facendo propendere il progetto d’arredo verso orientamenti stilistici differenti. I consigli dei pro riguardano una molteplicità di componenti che definiscono la scelta di un tessuto, ma quattro in particolare sono da considerare nell’immediato, ancor prima delle opzioni di colori, pattern, trama o morbidezza. I fattori principali da valutare, per la scelta del tessuto più idoneo ad un’area esterna, devono essere: impermeabilità; idrorepellenza; antimacchia; antibatterico. Dovendo fronteggiare ogni tipologia di agente atmosferico, ciascuno dei suddetti elementi diventa fondamentale per capire quale tessile resisterà al meglio a tali sollecitazioni, rendendosi il più adatto e duraturo nel tempo. Stabilito questo, ogni fantasia e nuance diventeranno perfette per rinnovare con poche mosse, spazi esterni più classici, contemporanei, etnici o minimalisti.   Spazi esterni: punta sull’ illuminazione L’illuminazione è un ulteriore punto su cui focalizzarsi per rinnovare uno spazio outdoor. Consiglio utile da seguire poiché con oggetti e prodotti contemporanei, diventa davvero immediato inserire dei punti luci efficaci e di design in progetti per esterni di tendenza. E’ naturale che illuminare un ambiente come un patio, un balcone, una terrazza o un giardino significhi farlo al crepuscolo o in tarda serata quando l’atmosfera diventa ancor più accogliente, grazie a lampade da tavolo, luminarie aeree o da terra. Con sistemi a ricarica solare o tramite usb non è più necessario ricorrere ad un impianto elettrico fisso e permanente. Inoltre con le infinite forme presenti oggi sul mercato, ideare delle zone chic e di stile con elementi luce particolari e originali, è cosa molto semplice e spontanea. Questi prodotti si abbinano perfettamente ad ogni soluzione per arredare spazi outdoor come se fossero un ambiente interno, attraverso un minimo rinnovo, economico e di grande effetto. Spazi esterni: osa con i materiali Le commistioni di materiali sono un altro dei pratici consigli che i pro indicano da seguire, quando si pensa di rinnovare e arredare gli spazi esterni come se si trattasse di un ambiente di casa. Giocare con differenti opzioni di tipo materico per rivestimenti, mobili e accessori, aiuta immediatamente a rendere più accattivante un’area outdoor e a differenziare le varie funzioni al suo interno. Legno, cemento, resine o piastrelle hanno la capacità, in progetti ben ideati, di abbinarsi in modo eterogeneo ma armonico, quindi perfetto per aggiornare il look di uno spazio all’aperto che necessità di uno svecchiamento. Tra le 5 soluzioni citate, è sicuramente la più invasiva e costosa, anche se molto spesso necessaria per movimentare realizzazioni comuni e un po' scontate. Spazi esterni: stupisci con i colori Quando si è soddisfatti delle scelte materiche per gli arredi, della disposizione dei complementi e dalla luce presente, ma manca ancora quel certo non so ché agli spazi esterni da rinnovare, allora perché non stupire con i colori? A volte sperimentare con tinte inusuali ed eccentriche spaventa un po' e di solito ci si attesta sull’utilizzo di colori neutri e chiari che risultano essere sempre efficaci ed eleganti. Tuttavia, rinnovare con decisione degli spazi outdoor come se fossero degli ambienti interni, richiede necessariamente un pizzico di coraggio. Azzardare con tinte forti può avere molti significati e non limitarsi al solo inserimento di optional e accessori multicolor. Gli elementi da colorare, per rinnovare e arredare una zona outdoor trendy, infatti devono anche riguardare: i pavimenti; le pareti; le ringhiere; le coperture. Non siete convinti? Provare per credere. Spazi esterni: completa con accessori Ultimi della lista, ma come sempre importantissimi a conclusione e completamento di progetti di home decor, sono gli accessori. Così come negli ambienti interni, anche in spazi esterni riescono ad arricchire e ultimare ideazioni sensazionali per rinnovare le varie aree di casa. Candele, vasi, fiori, centri tavola, libri e specchi, aiutano a personalizzare e a rendere intimo tutti i luoghi oggetto di intervento e con un piccolo budget rendono davvero particolare ciascuna realizzazione. Altri elementi aggiuntivi, che possono diventare dei prodotti temporanei, riguardano la categoria dell’accessorio extra ma funzionale e removibile all’occorrenza. Stufe e camini da esterno in bioetanolo, barbecue attrezzati o grandi ombrelloni e vele oscuranti, rientrano in tale settore e adempiendo alla loro mansione per il tempo necessario, rinnovano al contempo gli spazi outdoor in modo sorprendente. Le zone verdi di casa vengono completamente aggiornate e arredate, trasformandosi in soggiorni o living a tutti gli effetti, ma da godere appieno con la bella stagione all’aperto e condividendole con amici e familiari.
Progetto balcone: arredare con i fiori una zona outdoor
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Arredare con i fiori una zona outdoor è un modo naturale per organizzare un progetto balcone, quando la bella stagione è ormai arrivata. Sedie, sdrai e tavolini fanno capolino nelle varie aree esterne di casa, piccole o grandi che siano, per poter godere appieno dei momenti di relax pomeridiani o serali in compagnia di un buon libro o di familiari e amici. Ma abbellire e rendere davvero unica queste oasi casalinghe di quiete, sottintende una pianificazione anche a livello di vegetazione adatta, per poter realizzare un perfetto balcone fiorito, da curare e ammirare quotidianamente. Le soluzioni da attuare sono moltissime e tutte caratterizzate da idee creative e personali per arredare con i fiori una zona outdoor sensazionale.  Ciascuna, tuttavia, è comunque definita da step unici e ben chiari da rispettare, da valutare sempre per non incappare in errori durante le fasi esecutive della progettazione. Gli step da seguire, per realizzare un perfetto angolo di paradiso in casa fiorito e pieno di vita, riguardano: la tipologia delle piante da usare; la cromia della vegetazione da inserire; la valutazione dello spazio disponibile; la scelta dei vasi da collocare; la disposizione di fiori. Balcone fiorito: fiori annuali stagionali o piante perenni In un progetto per un balcone fiorito di casa, va in primis valutata la scelta della tipologia delle piante da usare e fare una distinzione tra fiori annuali stagionali o piante perenni. I primi seguono e compiono il loro ciclo di fioritura in una stagione predefinita con un’esplosione di colori e profumi in modo particolare nel periodo primaverile ed estivo. Per questo motivo, e per le dimensioni più contenute, sono molto apprezzate per arredare un perfetto balcone di casa dove la molteplicità di nuance è ideale per progettare anche piccoli spazi e renderli accoglienti e bellissimi a livello estetico. La maggior parte di questi fiori ha una durata limitata e dopo appunto una stagione vanno sostituti con piantine giovani e pronte per ricrescere donando look sempre diversi a un’area outdoor privata. Le piante perenni, relativamente più grandi, hanno un ciclo vitale che non termina come per le annuali, ma che vede un periodo di riposo durante l’inverno, per poi rinascere nella stagione primaverile con germogli e nuovi boccioli. La decisione verso questo tipo di vegetazione per un arredare un balcone fiorito, implica una cura maggiore e continuativa, sicuramente più adatta a chi possiede un pollice verde spiccato. Inoltre è un tipo di flora che permette di arredare un balcone sotto molteplici aspetti e anche quando la fioritura non è più presente, specialmente su pareti tappezzanti o dove si desidera un mantenere un’atmosfera naturale durante tutto l’anno. Balcone fiorito: monocromatico o multicolor Anche la cromia della vegetazione da inserire in un balcone fiorito è molto importante nelle fasi di un progetto per esterni. Monocromatico o multicolor sono opzioni che determinano lo stile che si vuole conferire ad una zona esterna di casa e che molto spesso richiama l’orientamento estetico già utilizzato indoor. Soluzioni in un’unica tonalità sono ideali in un contesto più contemporaneo e minimalista, dove non si vogliono creare troppo accenti di colori ma mantenere un clima sobrio, elegante ed essenziale. In molti progetti balcone vengono addirittura inserite piante quasi esclusivamente in “verde” dove i piccoli fiori impercettibili donano un minimo tocco di colore controllato, equilibrato ma d’effetto. In situazioni più tradizionali, dove il tripudio di infiorescenza diventa il vero protagonista per arredare un balcone fiorito di casa, allora più colori uniti insieme sono perfetti per creare delle macchie intrecciate di tonalità a contrasto molto allegre, vistose e appariscenti. Balcone fiorito: piante singole o piccole aiuole Le idee per collocare piantine, alberelli o un mix e match di fiori ed essenze variano da proposte dove piante singole hanno la capacità di arredare in piena autonomia a piccole aiuole costruite e che seguono schemi geometrici più completi e ben precisi. Gli elementi per una scelta ponderata, per realizzare un perfetto balcone fiorito, dipendono: dal gusto personale dei padroni di casa; dalla capacità di mantenere rigogliosa e in ordine la vegetazione; dallo stile che si intende seguire; dalla metratura di cui si dispone. Ciascuna caratteristica aiuta a capire quale tra le due alternative sia la più vantaggiosa in ogni progetto e che massimizzerà lo spazio da decorare, con un esito finale dall’aspetto curato e di tendenza. Balcone fiorito: vasi da appoggio o balconette La scelta dei vasi da collocare in un progetto balcone, può non sempre rivelarsi cosa facile e immediata da decidere; questo perché molteplici elementi vanno presi in considerazione durante il loro acquisto. I fattori che caratterizzano un contenitore per fiori e piante così importante, essenzialmente riguardano: la forma; il materiale; il colore; la dimensione; la tipologia di posa. Se i primi tre aspetti sono assolutamente dettati da scelte personali e il quarto dalla grandezza e metratura a disposizione da arredare, la tipologia di posa in un balcone fiorito varia a seconda del tipo di vegetazione che si intende utilizzare e dalla composizione programmata globale. I vasi da appoggio sono perfetti per piante più consistenti e che necessitano di una maggiore quantità di terriccio per crescere. Sono inoltre impeccabili quando si pensa di creare una struttura composita che ha bisogno di recipienti di vario tipo da dislocare secondo disegni ben precisi. I vasi appesi, le cosiddette balconette, sono invece degli ottimi escamotage per chi desidera inserire un tocco di natura nel proprio angolino outdoor, ma senza sottrarre spazio importante per arredare anche dei complementi a integrazione dell’idea progettuale. Le essenze floreali più adatte per questa alternativa sempre in voga, sono quelle a cascata. Scenografiche e meravigliose in un’esultanza di geometrie e colori sanno da sole arredare appieno un perfetto balcone fiorito creando un decoro a corona che segue l’andamento del parapetto. Balcone fiorito: rampicanti o piante sospese La disposizione dei fiori, in un’area esterna di casa, oltre alle più tipiche realizzazioni, può seguire andamenti differenti per chi ama contornarsi di piante e vegetazione in generale su ciascuna superficie disponibile. Un balcone fiorito con rampicanti o piante sospese vivacizza l’andamento di uno spazio outdoor sempre in movimento dove la natura trova posto per crescere in svariati modi. Le piante sospese o anche chiamate vasi pensili, denotano invece un’idea filosofica legata alla possibilità di far vivere i fiori su fluttuanti contenitori aerei leggeri ed evanescenti pur essendo un elemento strettamente legato alla terra. Un orientamento zen che ben si presta a nuove interpretazioni per un balcone fiorito di successo.
Cose da fare per aprire la piscina
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Quando è in arrivo la bella stagione e le temperature primaverili riscaldano piacevolmente le giornate, si deve iniziare inevitabilmente a stilare una lista di tutto ciò che deve essere effettuato per riportare a nuova vita gli spazi esterni di casa. In modo particolare, quando si deve riaprire una piscina, dopo il lungo periodo invernale, è necessario avere un piano d’azione sequenziale e programmato su come gestirla, tenendo bene a mente le corrette operazioni da effettuare, per non incappare in interventi di riparazione consistenti per una male organizzazione del lavoro. La procedura per preparare la piscina richiede le seguenti fasi operative: rimozione e lavaggio della copertura; pulizia di fondo e pareti; igienizzazione dell’impianto di filtraggio; purificazione dell’acqua tramite clorazione; controllo e stabilizzazione del ph. Il momento più giusto per eseguire la manutenzione della piscina e che si ripete necessariamente ogni anno, ha tempistiche diverse in base al luogo e all’altitudine a cui si trova la piscina. Sarebbe comunque bene intraprendere i lavori di pulizia e riattivazione già nel mese di aprile, se le condizioni climatiche lo consentono, per evitare di dover faticare nella rimozione di una gran quantità di microrganismi, alghe e funghi, che con l’aumento delle temperature outdoor proliferano maggiormente sia sul fondo che sulle pareti della piscina stessa. Piscina: rimuovere e ritirare la copertura Se la piscina è stata giustamente rivestita e riparata con un telo apposito rinforzato e a prova delle temperature invernali, sarà molto semplice rimuovere e ritirare la copertura in primavera e riporla con le dovute accortezze per poterla poi riutilizzare alla fine della stagione balneare. È inevitabile che sulla sua superficie si sia formata e raccolta della sporcizia, nonché dei ristagni di acqua piovana. Per evitare che durante la rimozione della copertura della piscina qualche elemento cada nella piscina stessa la procedura prevede: una prima raccolta per l’eliminazione di residui, con spazzole apposite a setola morbida; la rimozione del telo e la sua igienizzazione approfondita su entrambi i lati con acqua, sapone detergente neutro e panni non abrasivi; una risciacquata accurata, anche per mezzo del getto soft di un’idropulitrice, che elimini la schiuma in eccesso; un’asciugatura perfetta sotto il sole per evitare che polvere o insetti vi si attacchino sopra e la sporchino nuovamente. Al termine di queste operazioni sarà possibile ripiegare la copertura e riporla nell’apposita sacca contenitiva per tutto il tempo necessario. Piscina: igienizzare fondo e pareti Lo step successivo per rimettere in moto una piscina riguarda le azioni per pulizia del fondo e delle pareti. Questa fase è particolarmente importante e deve essere compiuta in maniera minuziosa e puntuale per lasciare completamente linda ogni porzione prima di reintegrare con acqua pulita la vasca intera. Infatti un completo ricambio dell’acqua con una pompa a immersione non è sempre necessario e nella maggior parte dei casi è sufficiente svuotare solo la metà della piscina. L’incrostazione accumulatasi durante l’inverno può essere più o meno corposa a seconda dell’azione portata a buon fine dal liquido antibatterico e antialghe depositato in autunno. In ogni caso un minimo di residuo sarà inevitabile trovarlo e pertanto risulterà indispensabile effettuare una pulizia con cura. Per una pulizia del fondo e delle pareti della piscina occorre utilizzare: ad un aspiratore elettrico, con tubo snodato per arrivare a pulire anche i punti più difficili; ad una spazzola di diverse dimensioni intercambiabili, con la duplice funzione di rimuovere quella patina verdognola superficiale su fondo e pareti, con conseguente aspirazione; ad un pulitore manuale, sicuramente più economico ma che richiede necessariamente più forza e tempo. Piscina: eseguire la clorazione Risulta indispensabile ad ogni inizio stagione, la clorazione d’urto per eliminare e ossidare le sostanze presenti nell’acqua stessa che la contaminano, con un suo successivo ed eventuale ricambio parziale, specialmente se una volta scoperta la piscina ci si accorge che l’acqua è particolarmente sporca e melmosa, a causa di: batteri e funghi presenti nell’acqua; sporco introdotto dal vento; ristagno dell’acqua piovana; bassa presenza di calcio e magnesio. L’iter per eseguire la clorazione della piscina prevede: l’impiego di una quantità di cloro pari a 15 - 20 g/mc diluita e versata uniformemente sulla superficie della piscina; un’azione attiva di almeno 10-12 ore perché se ne vedano gli effetti e con impianto di filtrazione acceso; una ripetizione quindicinale se l’acqua rimane verdognola, conseguenza della proliferazione di batteri ed elementi organici che persistono. Eseguiti questi passaggi si deve analizzare il livello di cloro residuo che dopo un corretto trattamento deve essere rientrato e compreso tra 0,7-1,5 ppm. Se la trasparenza non è ancora perfetta, a causa di alcune micro particelle ancora presenti, sarà necessario attivarsi con un’operazione di flocculazione, in pastiglie o in liquido, che addensa gli inquinanti che vengono poi catturati e trattenuti dal sistema di filtraggio. Piscina: pulire l’impianto di filtraggio Il sistema di filtrazione di una piscina è formato solitamente da uno o più pre-filtri, cestello e un’elettropompa, con lo scopo di aspirare l’acqua, ripulirla dalle impurità e reintrodurla nella vasca trattenendo lo sporco. Dopo le operazioni sopra descritte per preparare la piscina per la primavera ed estate, occorre pertanto pulire l’impianto di filtraggio in modo scrupoloso poiché ha aiutato nelle procedure di igienizzazione della struttura e dell’acqua della vasca contenitore, intrappolando detriti e sporcizia. Nel dettaglio si dovrà: disattivare la pompa di filtrazione; chiudere le valvole di aspirazione; estrarre il cestello dal vano di contenimento; sciacquarlo e detergerlo con cura; riposizionarlo nel suo vano apposito; aprire nuovamente le valvole; attivare la pompa. In questo modo l’acqua della piscina sarà sempre perfetta e tersa, pronta per essere utilizzata al meglio. Piscina: controllare ph dell’acqua Ultimo passaggio ma non meno importante rispetto agli altri, è il controllo del ph dell’acqua che deve essere compreso tra 7,2 e 7,6 affinché l’azione del cloro possa essere massima in ogni momento e in modo che la piscina possa dirsi davvero pronta per essere utilizzata. I fattori che tendono a far innalzare questo livello sono molteplici e differenti, ma sostanzialmente riguardano: il clima eccessivamente umido e caldo una temperatura dell’acqua troppo elevata; l’uso di alcuni prodotti poco adatti la pioggia e il vento. Se il valore del ph supera l’8,2 è necessario attivarsi per abbassarlo con l’impiego di sostanze come l’acido solforico o il bisolfato di sodio che acidificano l’acqua con il beneficio di evitare la formazione di cloruri. I tempi di filtrazione dovranno essere più frequenti sino al ristabilimento del ph stesso e i filtri, in questo frangente, dovranno essere igienizzati con maggiore sistematicità.
Impianto di irrigazione interrato: cosa c’è da sapere
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Innaffiare il prato del giardino di casa può essere un compito impegnativo. Per questo automatizzare l'irrigazione installando un impianto automatizzato è sicuramente un'opzione da valutare per una cura del prato efficace e senza stress. Installare un impianto di irrigazione interrato consente di poter dosare al meglio le quantità d'acqua così come effettuare una distribuzione equamente ripartita nelle diverse aree, oltre alla comodità data dal poter programmare le irrigazioni nei periodi in cui ci si assenta da casa.  L'impianto di irrigazione interrato è molto pratico. Non ci sono tubi a vista e se si utilizzano irrigatori a scomparsa l'effetto è molto discreto. Si tratta di impianti piuttosto semplici, che si possono progettare e realizzare in autonomia ricorrendo al fai da te. Basterà avere una buona manualità e seguire delle linee guida per ottenere un impianto ben fatto. Quando si progetta l'impianto di irrigazione interrato è utile creare uno schema partendo dalla superficie complessiva da irrigare e segnando il punto da cui può partire l'impianto, dove sarà installata la centralina. Sullo stesso schema vanno poi riportati gli irrigatori da utilizzare distribuendoli tenendo in considerazione il raggio che sono in grado di coprire e cercando di realizzare un percorso lineare. Il criterio da seguire è quello di coprire interamente l'area da innaffiare, partendo dalla distribuzione degli irrigatori lungo il perimetro, per poi aggiungere altri irrigatori nelle zone centrali. La posizione degli irrigatori deve essere assegnata in modo che il getto di uno si sovrapponga leggermente a quello adiacente. Nella progettazione dell'impianto di irrigazione interrato per giardino è fondamentale quindi stabilire correttamente posizione irrigatori considerando le caratteristiche: irrigatori da 90° da posizionare negli angoli; irrigatori da 180° lungo il perimetro; irrigatori da 360° nelle aree centrali. Se lo schema è stato ben realizzato il passaggio dalla progettazione alla realizzazione procederà in modo spedito ed in poco tempo si potrà beneficiare di un impianto di irrigazione interrato nel proprio giardino. In alternativa, si può contattare una ditta specializzata in giardinaggio che predisporrà l'impianto in maniera professionale.  Impianto di irrigazione interrato: pro e contro Prima di installare un impianto di irrigazione interrato per innaffiare il prato in giardino è giusto valutare i pro ed i contro di questa soluzione in modo da agire con consapevolezza.  Alcuni dei vantaggi dell'installazione di un impianto di irrigazione interrato sono: consumo idrico ridotto; gestione semplificata; possibilità di programmare le irrigazioni impostando tempi, aree e durata delle irrigazioni; possibilità di assentarsi da casa per dei periodi senza preoccuparsi dell'irrigazione; è una soluzione poco invasiva e silenziosa; migliora la qualità del prato; aumenta il valore dell'immobile. I vantaggi che l'installazione di impianto di irrigazione interrato apporta al giardino sono quindi molti. Riguardo ad alcuni degli svantaggi dell'impianto di irrigazione interrato possiamo individuare: richiede un'installazione a regola d'arte; possibili rischi derivanti da gelate; necessità di effettuare uno scavo per l'installazione interrata. Nonostante in via teorica i pro superino ampiamente i contro, per ogni caso bisogna fare una valutazione specifica. Impianto di irrigazione interrato: componenti essenziali Per poter realizzare un impianto di irrigazione interrato senza problemi è utile conoscere tutte le componenti necessarie, in modo da potersi procurare tutto l'occorrente. Ogni impianto di irrigazione interrato è composto da: centralina o programmatore; elettrovalvole; sensore di pioggia; irrigatori interrati, di tipo pop-up (o statici), a turbina (o dinamici); tubi in polietilene o in PVC da interrare; raccordi; valvole di drenaggio. Mentre la centralina sarà sempre una indipendentemente dalle dimensioni del prato, la quantità di elementi necessari alla realizzazione dell'impianto di irrigazione interrato varia in base all'area da coprire. Bisogna quindi calcolare la lunghezza dei tubi necessaria ed il numero di elettrovalvole, irrigatori, raccordi e valvole di drenaggio. Impianto di irrigazione interrato: tracce e dispositivi Per la realizzazione il proprio impianto di irrigazione interrata il primo passaggio è la creazione di tracce che costituiscono i percorsi delle tubazioni. Questi partono dal punto in cui sono inserite le elettrovalvole, inserite in un pozzetto per proteggerle, per arrivare ai diversi irrigatori.  Si potrà procedere quindi ad interrare i tubi inserendo i raccordi nei punti di snodo ed all'installazione dei diversi dispositivi. La centralina attraverso cui attivare l'impianto potrà essere collocata all'interna o all'esterno a seconda del modello. Per quanto riguarda gli irrigatori, si possono utilizzare a seconda delle esigenze: irrigatori pop-up (o statici), validi per piccole superfici; irrigatori a turbina (o dinamici), ideali per superfici molto estese ed uso professionale. È possibile realizzare un impianto misto, a seconda dell'ampiezza delle zone da irrigare. Impianto di irrigazione interrato: manutenzione e pulizia In generale l'impianto di irrigazione non richiede molti interventi di manutenzione. Nelle zone più fredde durante l'inverno l'impianto di irrigazione interrato può essere messo a riposo. Possibili gelate infatti potrebbero danneggiare i tubi pieni d'acqua. Sarà quindi necessario svuotare i tubi chiudendo le valvole ed avviando l'impianto fino ad eliminare l'acqua presente all'interno.  Anche le elettrovalvole vanno protette con del materiale isolante mentre le centraline si possono disattivare staccando l'alimentazione e le batterie. All'inizio della primavera l'impianto potrà essere riattivato dopo aver controllato che ogni elemento sia in perfette condizioni, altrimenti bisognerà sostituirlo. La pulizia degli irrigatori va eseguita invece con cadenza annuale. Questa operazione consentirà di mantenere efficiente l'impianto di irrigazione interrata. Nel tempo si possono accumulare infatti depositi di calcare che possono ostruire gli ugelli oltre a fango ed altri detriti. Semplicemente basterà smontare gli irrigatori e sciacquarli sotto l'acqua corrente. Se il calcare non viene rimosso allora si potrà sciogliere mettendo gli irrigatori in un contenitore con dell'aceto e lasciare agire per qualche ora, risciacquare e rimontare il tutto. Impianto di irrigazione interrato: costi di installazione I costi per l'installazione di un impianto di irrigazione interrato per il prato del giardino sono influenzati dalle dimensioni del giardino, ma in misura minore rispetto a quanto si potrebbe pensare. L'elemento con il prezzo più elevato è infatti la centralina. In maniera approssimativa, il costo delle centraline per un impianto di irrigazione interrato è compreso tra 70 € e 250 €.  La spesa da sostenere per l'acquisto delle altre componenti è invece meno rilevante per giardini di tipo residenziale non particolarmente estesi, si tratta infatti di un costo medio di circa 3 €/mq.  Si possono trovare in commercio dei pratici kit contenenti tutti i componenti necessari, questo renderà l'acquisto più semplice e soprattutto offre la certezza di avere prodotti compatibili tra di loro. Inoltre, se si esegue il lavoro autonomamente non ci sono costi di manodopera che sarebbero compresi tra 300 € e 500 €.
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