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Come pulire i pavimenti esterni del giardino
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I pavimenti esterni del giardino richiedono una pulizia costante per poterli mantenere nella loro condizione originale. Come avviene negli ambienti indoor, anche in questi spazi è necessario attivare una manutenzione ordinaria, e qualche volta straordinaria, seguendo i giusti consigli e regole per poter scegliere gli approcci e i prodotti più corretti. Una pulizia quotidiana prevede di eliminare essenzialmente la polvere e residui superficiali da piastrelle per esterni, un ottimo metodo per conservare al meglio un pavimento da giardino attraverso una cura costante. Ma se macchie o uno sporco ostinato si fanno avanti, allora sarà bene porsi la domanda su come sia più giusto procedere per pulire una superficie che presenta delle piccole problematiche da eliminare. Ciascuna abitazione, con il suo stile ed orientamento estetico, prevede delle tipologie di pavimentazioni differenti: in legno, in pietra, in gres, in cemento, in mattoni e cotto e così via. Ogni materiale, con le sue caratteristiche e peculiarità, richiede un intervento diverso e adatto ad effettuare operazioni sicure per riportarlo a nuova vita, senza rovinarlo. Ecco i nostri consigli e regole per pulire i pavimenti esterni del giardino, utilizzando prodotti ad hoc e seguendo i vari step di procedimenti opportuni e assolutamente efficaci. Pavimenti esterni: pulire le piastrelle in cemento I pavimenti esterni in cemento non richiedono una manutenzione eccessivamente invasiva e possono essere puliti con pochi e semplici gesti. Tolta la consueta rimozione della polvere con scope manuali o elettriche, per igienizzare le piastrelle in cemento da giardino è essenziale acqua calda e detergente con ph neutro, nulla di più. Se si ha invece la necessità di eliminare qualche alone più aggressivo, lasciare agire uno sgrassante apposito (come l’amido di mais), attraverso una spruzzata, è una prassi da preferire rispetto all’utilizzo di ammoniaca o candeggina che potrebbe intaccare la lucentezza del cemento stesso.  Una o più passate di acqua bollente, per risciacquare, ridoneranno al vostro pavimento per esterni un look nuovo di zecca! Pavimenti esterni: pulire le piastrelle in legno I pavimenti esterni in legno sono un trend di gran moda e che ben si abbina sia a piccoli marciapiedi che delimitano una casa sia a terrazze e verande collocate in prossimità di un giardino. Benché siano realizzate con uno tra i materiali più delicati e sottoposti a cambiamenti dovuti a sole, pioggia e sbalzi di temperatura, se trattate nel modo corretto anche le piastrelle in legno riescono a mantenere a lungo il loro splendido aspetto primigenio. Lavorazioni particolari lo rendono impermeabile all’acqua e all’attacco da parte di muschi, muffe e crescita di vegetazione in generale, ma una pulizia quotidiana e costante, aiuta a mantenere l’integrità del pavimento stesso.  Anche nel loro aspetto più naturale, le piastrelle in legno vengono rifinite con uno strato di vernice apposita che lo preserva da qualsiasi problematica. Pertanto pulirlo significa eliminare la polvere presente e igienizzare con acqua e sapone neutro, proprio come si fa per un parquet da interni. Con il passare del tempo è però plausibile che una leggera patina si uniformizzi sul pavimento, intaccando il colore del legno stesso. Sarà sufficiente avvalersi di un elettrodomestico molto comune e giù utilizzato per la pulizia di alte pavimentazioni, che con una passata decisa eliminerà lo sporco superficiale: l’idropulitrice. Ridonando alle varie tavole il loro colore originale, bisognerà semplicemente stendere una mano di nuova finitura protettiva per rinnovare un parquet outdoor da urlo! Pavimenti esterni: pulire le piastrelle in pietra Candeggina, bicarbonato e aceto, sono alcuni tra i prodotti più utilizzati per pulire le piastrelle in pietra di un pavimento per esterni. Diluendo queste sostanze in acqua calda si otterrà un detergente naturale che passato su qualsiasi tipologia di lastricato, eliminerà tutte le impurità presenti, aumentando di conseguenza la lucentezza del materiale stesso. Per macchie particolari e dovute a problematiche persistenti, si possono utilizzare anche prodotti a base chimica, che devono però essere scelti e impiegati da professionisti specializzati del settore. In base alla loro esperienza sapranno gestire il tipo di soluzione in base alla piastrella di pietra e pulirla in maniera efficiente senza rovinarla. Per eliminare invece il verde che inevitabilmente cresce tra le fughe? Ottimale la miscela di sale grosso e acqua spruzzato dove occorre. Qualsiasi erbaccia seccherà nel giro di pochi giorni e potrà essere pulita senza l’uso di diserbante o pesticidi.  Pavimenti esterni: pulire le piastrelle in cotto e mattoni Le piastrelle in mattoni e cotto sono bellissime per i pavimenti esterni di un qualsiasi giardino di casa. Sia che si tratti di abitazioni cittadine, sia di residenze di campagna, riescono con la loro versatilità a donare un aspetto unico e ricercato a tutto il contesto circostante, delimitano con la loro posa. Anche se un look “invecchiato” può risultare caldo e affascinante, una pulizia ordinaria è sempre bene effettuarla. Come per qualsiasi altra pavimentazione, ci sentiamo di suggerire l’utilizzo di acqua e prodotti eco (detersivi naturali e aceto bianco), per pulire in modo efficace la superficie di piastrelle in mattoni e cotto, rimuovendo uno sporco poco infestante. Se invece si presenta il caso di macchie dovute a depositi di vasi e fioriere o di ruggine di sdrai, sedute e ombrelloni, allora sarà necessario ricorrere a prodotti appositi con acidi certificati, per eliminare tali inestetismi. Solventi o acquaragia sono i migliori alleati per agire in modo diretto su questa tipologia di pavimento. Utilizzando le dosi giuste con uno strofinamento a mano e risciacquando immediatamente con acqua e sapone, si potrà essere certi di ottenere il risultato sperato, senza la paura di rovinare l’effetto estetico e tipico delle piastrelle in mattoni e cotto. Pavimenti esterni: pulire le piastrelle in gres Le piastrelle in gres vengono molto spesso scelte per i pavimenti esterni, data la loro elevata resistenza. La porosità superficiale che le contraddistingue, le rende tuttavia soggette ad accumulare sporcizia, che può essere quella dovuta a presenza di terriccio o fiori presenti nel giardino o semplicemente alla polvere che mischiata agli agenti atmosferici si deposita sulle piastrelle stesse. Quando le macchie sono poche e circoscritte ad una minima metratura, il consiglio è di pulire i pavimenti esterni con una spugna e prodotti naturali, eco sostenibili e green, senza dover ricorrere a soluzioni eccessivamente invasive. Bicarbonato o aceto stemperati in acqua tiepida, rimuoveranno nell’immediato lo sporco sulla piastrella del vostro giardino, con poca fatica e risultati inaspettati. Se invece la pulizia dei pavimenti esterni in gres riguarda dimensioni notevoli, dove è necessario un approccio più intensivo che vada in profondità, allora utilizzare il getto di un’idropulitrice, è ciò che serve realmente. L’intensità dei vari getti aiuterà istantaneamente ad eliminare tutti i depositi sulle piastrelle con uno sforzo fisico minimo, rispetto ad una pulizia con straccio e scopettone. Con il solo utilizzo della forza dell’acqua è fattibile raggiungere un esito davvero eccellente, che potrà nella maggior parte dei casi essere sufficiente per avere dei pavimenti esterni come nuovi. Per chi desidera aumentare la lucentezza delle piastrelle in gres nel giardino, dopo questa operazione potrà ancora pulire con una passata di sapone di Marsiglia.
Cartongesso: 5 idee per rinnovare gli ambienti di casa
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Il cartongesso è un materiale molto pratico e grandemente utilizzato nel settore dell’edilizia. Grazie alla sua versatilità, diventa il miglior alleato, quando si intende rinnovare casa in maniera non invasiva e con un occhio attento al budget. Un prodotto che applicato in tanti modi, riesce a valorizzare e a cambiare look ai vari ambienti di un’abitazione, rendendola immediatamente trendy e ricca di fascino. Partendo da interventi che prediligono la funzionalità, per arrivare a soluzioni puramente estetiche e di design, il cartongesso riesce ad adattarsi benissimo ad ogni situazione progettuale, grazie alla pluralità dei suoi usi. Dalla combinazione di gesso e lastre di cartone nasce quindi un pannello leggero, ma sufficientemente robusto, che prevede un montaggio o una rimozione facile e veloce, oltre ad avere la caratteristica di poter essere modellato per ottenere qualsiasi forma e dimensione su richiesta. Rinnovare gli ambienti di casa con il cartongesso aiuta infatti a personalizzare ogni idea creativa e a poterla esprimere attraverso una posa relativamente economica e rapida. Ovviamente, esistono in commercio, una molteplicità di tipologie di cartongesso, legate ad alcune peculiarità. I fattori che le determinano e aiutano nella scelta più opportuna da abbinare al tipo di rinnovamento che si effettuerà in casa, riguardano: la capacità termoacustica (per realizzare le pareti di uno studio insonorizzato); l’idrorepellenza (per rinnovare un bagno o una lavanderia); la tolleranza al fuoco (per progettare cappe di camini o stufe); la resistenza ai carichi (per sostenere ingombri pesanti, come porte scorrevoli esterno muro); la flessibilità (per creare pareti, controsoffitti o decorazioni particolari). Inoltre, rientrando nella categoria dei materiali eco - sostenibili, il cartongesso è molto apprezzato anche per questa sua attenzione, legata alla salvaguardia dell’ambiente e al fatto di poter svecchiare casa attraverso un elemento interamente ecologico. Gli additivi eventualmente abbinati sono del tutto naturali e atossici e le emissioni VOC perché rientrano nelle tabelle rigorose rispettando gli standard sia a livello europeo che internazionale. Dopo queste premesse, vediamo insieme la realizzazione di 5 idee che prevedono l’uso del cartongesso e che vi potranno ispirare per rinnovare casa. Cartongesso: pratico per le nicchie Come abbiamo anticipato questo materiale viene anche utilizzato sia per la realizzazione di pareti divisorie che assicurano un minimo ingombro e un’eventuale rimozione immediata, a differenza di un muro in mattoni, o sia per la creazione di inserti estetici, ma anche funzionali per movimentare e rinnovare casa. Il cartongesso diventa pertanto pratico per la progettazione di nicchie che hanno la facoltà di svolgere più funzioni. A second dell’ambiente in cui vengono inserite, possono assumere carattere puramente decorativo o utile per riporre oggetti e accessori. In un corridoio può diventare motivo ornamentale con scomparti di differenti dimensioni e caratterizzato da luci o colori a contrasto o in linea con il look circostante. In uno studio, magari giocando sui diversi spessori, queste nicchie diventerebbero dei perfetti scaffali per libri e volumi di varie dimensioni. Ancora in una zona notte, il cartongesso potrebbe essere utilizzato per progettare una testiera letto di grande design, dove le nicchie ospiterebbero abat-jour, riviste e tutto ciò che può essere utile all’interno di una camera matrimoniale davvero originale e personale. Cartongesso: ornamentale con le mensole Il cartongesso viene grandemente utilizzato per la realizzazione librerie a giorno con ripiani in altro materiale o con medesimi pannelli ornamentali per la creazione di mensole. Questa soluzione è molto apprezzata in qualsiasi ambiente di casa, perché aiuta nell’immediato a rinnovare l’estetica delle varie stanze, con un effetto fresco e dinamico. Il soggiorno è forse il luogo più consono per ospitare questa tipologia di realizzazione. Ai lati di un caminetto, a cornice intorno a finestre o porte, ad angolo per risolvere l’inutilità di alcuni spazi morti. Qui, libri e soprammobili possono essere collocati a piacere. In alcune situazioni le mensole in cartongesso vengono predisposte delle ante a filo per poter inserire degli scomparti chiusi da adibire a molteplici usi. Anche in cucina però creare delle mensole a muro con il cartongesso è prassi abbastanza comune, per vivacizzare delle pareti perimetrali disadorne e recuperare al contempo dello spazio prezioso. Bicchieri, tazze, vasi e ricettari, si adagiano perfettamente su pannelli di spessore anche importante che crei solidità al disegno pensato per un elemento in cartongesso che si trasforma in un vero e proprio complemento d’ arredo. Cartongesso: funzionale per i muri I muri in cartongesso sono un modo alternativo di progettare le pareti interne di un’abitazione, e che permettono soprattutto di rinnovare la dislocazione degli spazi quando si vuole rinfrescare il look della propria casa. L’aspetto positivo di una parete in cartongesso risiede nel fatto che questo divisorio ha uno spessore davvero contenuto, dove ad una struttura metallica vengono avvitate le varie lastre, con l’aggiunta di un prodotto isolante posizionato nell’intercapedine. Altro impiego del cartongesso riguarda la funzionalità di erigere delle contro pareti attrezzate, che vengono utilizzate per nascondere il passaggio dei vari impianti rinnovati in casa che non possono essere incassati nel muro o come delle vere e proprie quinte per creare effetti scenici e di puro abbellimento. Cartongesso: utile per il controsoffitto Lo stesso metodo di fissaggio con telaio che si effettua a muro, è possibile riprodurlo anche orizzontalmente, quando si vuole rinnovare un ambiente di casa, che necessita anche di un pizzico di utilità per un controsoffitto perfetto e montato a livello sartoriale. Con questa idea di home relooking, si riescono a risolvere una gran parte di problematiche che hanno stazionato per anni negli ambienti di casa. Un contro soffitto in cartongesso viene in nostro soccorso per contenere un’altezza sproporzionata con dispersioni di calore, per integrare un nuovo sistema di illuminazione con originali punti luce o ancora per mascherare il nuovo impianto di condizionamento che da troppo tempo si desiderava installare. Insomma un modo rapido e immediato per ottenere un effetto wow dal risvolto funzionale!  Cartongesso: decorativo per pareti curvilinee I lavori eseguiti con il cartongesso hanno un costo più basso rispetto all’utilizzo di altri materiali e oltre a questo, sono maggiormente indicati per realizzare interventi su richiesta, che riguardano elementi decorativi curvilinei sia per soffitti che per pareti. La flessibilità di questo prodotto permette di poter attuare delle lavorazioni molto particolari e con una resa estetica sensazionale e di grande tendenza. In molti casi queste silhouette diventano delle vere e proprie opere d’arte in casa, da sfoggiare e progettare in tutti gli ambienti che si intende rinnovare.
7 soluzioni per inserire un tappeto vintage in casa
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Un tappeto in casa è uno degli elementi d’arredo più utilizzati sin dai tempi più antichi. Utilissimo per completare l’aspetto estetico e lo stile dei vari ambienti di una abitazione, assume al contempo la funzione di scaldare, nel vero senso della parola, i vari spazi interni in un’ideazione di home relooking. Già, perché un tappeto offre nell’immediato quel senso di tepore quando si cammina a piedi nudi, ci si siede a terra per giocare o ci si sdraia in compagnia di un buon libro da leggere. Infinite sono le combinazioni che interessano la scelta di un accessorio così fondamentale, e che nel dettaglio riguardano: la grandezza; la forma; il colore; il materiale; la finitura; la trama. Tutti elementi che mescolati insieme, danno vita a oggetti unici e dal design particolare. Oggi vi vogliamo parlare di una scelta stilistica unica, ovvero di come arredare casa con un tappeto vintage. Tanti elementi retrò sono ritornati in auge quando si tratta di progettare una nuova dimora, perché ammettiamolo, il fascino di questi complementi è davvero intramontabile. Abbiamo definito questa soluzione come “unica” perché utilizzare un tappeto datato, significa personalizzare alcune zone giorno o notte, in modo del tutto originale e con un pezzo esclusivo che nessun altro potrà mai possedere. Includerlo in contesti diversi e abbinarlo agli stili più disparati, consente di creare delle progettazioni vintage di tendenza, giocando con tappeto dall’ appeal senza tempo, che ben si inserisce nell’ottica attuale e odierna di vivere la casa. Un ingresso con una passatoia in stile retrò Un ingresso con una passatoia in stile retrò sottolinea immediatamente il carattere e la singolarità, di progettare una entryway estrosa e anticonformista. Mixare diversi accessori, colori e finiture richiede di per sé un’eccentricità a livello estetico, che in pochi hanno il coraggio di far emergere. Se a questo aggiungiamo il riutilizzo del tappeto della nonna, allora il termine “stravaganza” è quello che maggiormente definisce un progetto di interni, con un vintage carpet che si rispetti. Bellissimo, mai fuori moda e davvero confortevole, infonde un senso di grandissima cordialità non appena si varca la soglia di casa. Soggiorno layer look con tappeto vintage in formato XXL Abbiamo già parlato del layer look style: un trend del mondo dell’arredamento, che ha la peculiarità di sovrapporre fisicamente i tappeti in casa, i quali riposti uno sopra l’altro, caratterizzano e personalizzano i vari ambienti con un aspetto fresco e distintivo. Adoperare forme e dimensioni diverse aiuta naturalmente a raggiungere lo scopo. Ecco che allora un tappeto vintage in formato XXL in soggiorno, diventa l’ultimo “strato” che si appoggia su passatoie più contemporanee o su elementi marginali che contraddistinguono una zona ben definita per la sua funzione, all’interno del soggiorno stesso. Un modo molto versatile di giocare con oggetti che già si possiedono e necessitano solamente di essere rivisitati con nuove idee e piccoli restyling, utili per arredare casa. Tappeto retrò in una sala da pranzo moderna Ciò che contraddistingue e delinea una sala da pranzo è l’utilizzo di un tappeto posto al di sotto di tavolo e sedute. Abbinare questi mobili in modern style ad un accessorio tipicamente vintage, ha davvero tantissimi pro a suo favore. I vantaggi che scaturiscono da un progetto di commistione di un tappeto retrò in una sala da pranzo moderna, riguardano: l’aiuto a rendere meno fredda l’atmosfera circostante; la delimitazione visiva dei due differenti stili, che li rende però entrambi i protagonisti della stanza. Provare per credere! Studio minimal con tappeto vintage Nessuno spazio in casa, come uno studio anche gestito in maniera minimal, è il luogo decisamente più adatto ad essere arredato con un tappeto vintage. Una zona molto privata e spesso contenuta nelle dimensioni, che racchiude tutto un mondo molto personale e intimo. Qui un accessorio retrò riempie l’intera zona e funge da sfondo a mobili, lampade, libri e quadri, che si amalgamano benissimo in una commistione di stili che si fondono gli uni con gli altri. Una commistione solo apparentemente casuale, che viene invece studiata a priori in modo che tutto dialoghi alla perfezione. Bagno contemporaneo e tappeto vintage Anche un bagno contemporaneo, arredato con un tappeto vintage, offre risultati inaspettati in un progetto d’interni davvero sensazionale e unico. Un tocco di colore e di tradizione che si tramanda è estremamente utile anche all’interno di una stanza di servizio, che deve risultare, oltreché funzionale e pratica, anche accogliente e ricercata. Un accessorio tessile retrò è la classica ciliegina sulla torta da posizionare centralmente o in prossimità del mobile del lavabo, dove l’attenzione verrà focalizzata su un punto ben preciso, attorno al quale ruoterà tutto il resto. Tappeto vintage in una camera da letto esotica Oltre agli abbinamenti sopra descritti, sappiamo bene che il retrò diventa un degno complice di un orientamento orientale, legato all’utilizzo di elementi naturali. Mobili in legno, accessori in fibre e tessili prodotti artigianalmente, fanno da sfondo ad una camera da letto esotica dove un tappeto vintage trova la sua perfetta collocazione. Con i suoi disegni e i suoi colori si accosta molto bene a pareti monocrome a contrasto e ad elementi neutri, appesi alle pareti o disposti direttamente sul tappeto stesso. Un connubio ottimale che offre l’opportunità di personalizzare una zona notte senza troppa fatica. Stile vintage con tappeto nella cameretta per bambini Per chi pensa che uno stile vintage nella cameretta per bambini sia demodé, è senz’altro in errore. Sempre più spesso si vedono realizzazioni di tendenza anche negli ambienti per i più piccoli, dove pur progettando con un pensiero rivolto alla funzionalità di spazi per il gioco o per lo studio, si guarda con occhio tecnico anche al trend estetico da far emergere. Un tappeto retrò è un pezzo unico e molto spesso raro, che diventa il protagonista di quest’area per i piccini di casa, che dona calore e un senso di familiarità ad una nursery accessibile a tutti e con quella giusta dose di alto design.
Organizzare l’ingresso con una mudroom di design
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Mudroom, un termine inglese che letteralmente si traduce in “stanza del fango”. Non è ben chiaro perché gli anglosassoni abbiano utilizzato proprio questa parola, per definire uno spazio organizzato nell’ingresso di un’abitazione, ma probabilmente si riferisce al fatto che dopo una giornata all’aperto in campagna e con la tipica pioggerellina “british”, questa stanza servisse per riporre gli stivali sporchi di terra. Esatto, proprio di questo si tratta: di progettare e gestire una zona piccola o grande proprio vicino alla porta di casa, dove riporre di tutto un po'. Realizzare una mudroom di design, pianificando ogni dettaglio, significa progettare in modo personalizzato un’area che risulterà davvero comoda e pratica! Avere un ingresso sempre in ordine, dove tutto è a portata di mano, aiuterà ad essere maggiormente favoriti a trovare al volo ciò che serve prima di uscire di casa. Nessuno dovrà più chiedere dove è stato messo l’ombrello o lo zaino, perché tutto trova il suo posto seguendo un ordine puntuale e gestito a seconda delle proprie esigenze. Una mudroom si differenzia da un tradizionale mobile in ingresso perché comprende più funzioni al suo interno e racchiude in un unico spazio tutto il necessario da prendere o riporre nei movimenti quotidiani di una tipica giornata di lavoro o svago. Nelle nostre case, troviamo solitamente un appendiabiti, una scarpiera, un vuota - tasche e un porta ombrelli, ciascuno collocato in modo autonomo e freestanding. In una mudroom tutti questi complementi d’arredo, vengono inglobati in un unico elemento organizzato. Vediamo allora modi su come arredare l’ingresso di casa con una mudroom di design e tendenza. Mudroom country chic in ingresso: suddividere in scomparti Se la vostra abitazione si trova in piena campagna o comunque in un contesto fortemente legato alla natura, ecco che una mudroom country chic è ciò che fa per voi. Questa soluzione, comprende solitamente una suddivisione in scomparti dell’intero complemento che la compone. Un ottimo modo per dare a ciascun elemento il suo posto, dove poter riporre in maniera sistematica e metodica ogni tipologia di oggetto utile. Realizzare una zona attrezzata con elementi già predisposti e pronti all’acquisto o creare qualcosa su misura con pezzi assemblabili con un DIY creativo, darà origine in entrambi i casi, a creazioni davvero personali e uniche. Una mudroom country chic dovrà naturalmente essere progettata in legno, naturale o anche tinteggiato per integrarsi allo stile della casa e sarà rigorosamente a giorno. Questo fattore non deve spaventare chi ha paura di lasciare a vista i propri oggetti, pensando di generare disordine e caos nell’ingresso di casa. Divisa in scomparti verticali da destinare a ciascun componente della famiglia, una mudroom in stile country, trova nelle altre ripartizioni tipiche di tale orientamento (mensole, panche e cassettiere) dei perfetti alleati per mantenere una sistemazione rigida di tutta l’area. Ogni “settore” sarà utilissimo per riporre scarpe, sciarpe e giacche, sempre organizzate e pronte all’uso. Arredare l’ingresso: mudroom a giorno in stile shabby Mudroom a giorno, legno bianco, e cornici per arridare l’ingresso in stile shabby. Uno spazio romantico appena varcata la soglia di casa, che permette di riporre tutto il necessario, da ritrovare il giorno dopo, senza nessun problema. Un’area di casa ben sfruttata che aiuta ad organizzare un punto nevralgico di una zona di passaggio altrimenti inutilizzata. La logistica segue molto fedelmente ciò che abbiamo già sottolineato per lo stile country chic, con la differenza che qui il colore neutro deve essere rigorosamente utilizzato. Ad arricchire la scena accessori, quali cuscini, gancetti, scatole e ceste in vimini per rendere ancor più accogliente una mudroom efficiente e al contempo ospitale. Un orientamento stilistico che si presta per essere grandemente personalizzato, con l’aggiunta di inserti in legno decapato o intarsiato con i tipici cuori, oppure con vasi di lavanda e altre piante a tema, o ancora con una wallpaper floreale. Ingresso di stile: mudroom ermetica e moderna Per chi predilige un ingresso di stile dove tutto viene celato in modo ermetico, ecco che un’alternativa modern style è ciò che deve essere scelto per una zona da dedicare ad una utilissima mudroom. In questo caso ci troviamo di fronte ad una sorta di armadi incassati a muro e completamente chiusi da ante a battente o a volte scorrevoli, su un'unica parete attrezzata. A questa opzione vengono però spesso associate delle piccole nicchie, dove è possibile inserire dei ganci appendiabiti per la giacca del momento e qualche ripiano basso per le scarpe da utilizzare quotidianamente. Nulla di più deve essere lasciato a vista e l’organizzazione interna rimane una realizzazione intima che solo i padroni di casa possono esplorare. Organizzare l’ingresso: mudroom minimal e contemporanea A differenza di uno stile ermetico moderno per eccellenza, organizzare l’ingresso con una mudroom significa sottolineare la contemporaneità minimalista che emerge dal trend di tutta la casa, dove però si intravedono i segni tipici di una tendenza più classica. Lineare, monocromatica e decisamente essenziale, una mudroom minimal mette comunque in evidenza i tratti salienti di una divisione a scomparti sia orizzontali che verticali, mantenendo anche il concetto fondamentale di panca contenitore. Se esternamente una realizzazione del genere può sembrare forse poco pratica, internamente vi sono ripiani e cassetti utilissimi, celati da ante a filo muro che si mimetizzano perfettamente con la parete circostante. Un modo diverso di re-interpretare una mudroom classica, ma comunque di grande effetto estetico e soprattutto funzionale! Mudroom classica a tutt’altezza per un ingresso ordinato Una mudroom classica in casa è quella che si sviluppa a tutt’altezza e per uno spazio abbastanza lungo, in modo da poter davvero contenere tutto l’occorrente per uscire di casa, senza dover ricorrere ad armadi in camera da letto o ai ripiani di un ripostiglio. Un modo differente per organizzare un ambiente in casa che deve risultare caloroso, confortevole e utile. Per chi non ha la possibilità di progettarlo lungo la parete principale di un corridoio, può pensare di adattarsi alla conformazione dei muri di casa e creare una silhouette originale e personalizzata al 100% Una mudroom sartoriale che nasce da una problematica strutturale, ma che la sfrutta appieno per ottimizzare i metri disponibili per contenere tutto l’indispensabile.
Muri in pietra: rivestimento di tendenza per l’esterno di casa
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Una casa in pietra ha un fascino tutto al naturale, grazie ad un rivestimento di tendenza per l’esterno di casa, che si conforma con il paesaggio circostante. Molte persone, quando si tratta di ristrutturare, tendono a mantenere quei tratti peculiari e originali di una abitazione, facendoli dialogare perfettamente con soluzioni progettuali innovative e tecnologicamente avanzate. L’outdoor di casa assume così un look dal design molto ricercato e adatto a qualsiasi contesto, anche il più rurale, in un mix ponderato di tradizione e contemporaneità. La pietra naturale può dunque essere recuperata e/o integrata con inserti nuovi, per dare carattere e personalità alle facciate esterne di casa. Il revival di questa soluzione materica è dovuto al fatto che l’immagine che ne scaturisce non è essenzialmente quella di un rustico di campagna, ma di una dimora attuale che porta i segni di un modo di costruire del passato. Inoltre, nell’ambito di un’edilizia eco – sostenibile, dove il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente sono al primo posto, la pietra naturale è senza dubbio uno dei materiali ecologici più validi da utilizzare. Per chi si sta chiedendo se sia corretto valutare l’impiego di questo rivestimento, per aumentare il fascino dell’esterno di casa, di seguito ci addentreremo nella spiegazione di alcuni elementi fondamentali che connotano questo materiale green. Muri in pietra: tipologie di materiali La pietra è sicuramente il materiale che è stato storicamente più utilizzato nel corso della storia dell’architettura privata. Date le sue ottime qualità, sotto differenti punti di vista, viene scelta perché è un prodotto del tutto naturale e sostenibile (non contiene alcuna sostanza chimica), oltre a far parte di quella categoria di elementi che personalizzano sempre in modo diverso una casa. I tipi di materiali, hanno una propria struttura, una colorazione sempre diversa e una superficie sfaccettata in base a finiture più ruvide o lisce. Questa varietà offre risultati personalizzabili per ciascuna richiesta progettuale, garantendo un design originale e di gran tendenza. Le tipologie maggiormente impiegate nell’edilizia, per rivestire una casa in pietra, riguardano: le quarziti: rocce metamorfiche molto dure che derivano dall’arenaria e sono composte di quarzo. Le diverse colorazioni, dal bianco al beige, dal giallo al marrone, dal rosa al rosso e dall’azzurro verde al nero, variano in base al luogo di estrazione; le rocce laviche: sono una pietra naturale di colore grigio molto scuro, formatesi dalla solidificazione di magma (granito e basalto). Grazie al loro tono, sono perfette per realizzare muri esterni contemporanei e attuali; le rocce sedimentarie: sono quelle che si formano in una serie di strati che derivano dall'accumulo di detriti derivanti dalla degradazione e dall'erosione di rocce preesistenti. Arenaria, ardesia, pietra serena (gneiss), marmo e pietra di Noto sono solo alcuni esempi. Le tonalità sono le più disparate sia nei toni freddi che caldi (grigio, bianco, giallo); le rocce sedimentarie carbonatiche: sono quelle composte da carbonato di calcio e carbonato di magnesio dolomizzato. Facilmente lavorabili e molto pregiate, come la pietra color avorio di Trani, sono apprezzate per l’eleganza estetica e la resistenza nel tempo; le rocce sedimentarie calcaree: (trachite, travertino, …) sono quelle la cui componente principale è la calcite, in cui i depositi di calcare, non sono stati intaccati da impurità, e pertanto molto pregiate. Le tonalità sono molto varie e dipendono dalla concentrazione di ferro al loro interno. Muri in pietra esterni: pro I vantaggi che porta l’utilizzo della pietra per rivestire una casa sono davvero molti, e tengono in considerazione sia gli aspetti legati allo stile e all’estetica, sia i fattori che prendono in esame dettagli costruttivi e tecniche edili. Tra i numerosi pro, per rendere trendy le facciate di una casa in pietra naturale, elenchiamo: la resistenza a qualsiasi agente atmosferico; l’ecosostenibilità del prodotto; la durabilità a lungo termine; la poca manutenzione; la personalizzazione dei tagli; la scelta tra più tipologie del materiale. l’ottimo isolamento termico naturale (una volta riscaldata, la casa rimane a lungo in temperatura durante il periodo invernale, mentre si raffresca tantissimo in estate); la capacità di essere un materiale ignifugo. Tutti questi elementi positivi rientrano in un utilizzo consapevole della pietra come rivestimento e materiale da costruzione esterno di una casa, dove i nuovi metodi di progettare, con pose contemporanee, esaltano abitazioni sia di piccole che grandi dimensioni. Oltre a questi benefici vanno aggiunti bellezza e fascino che una casa acquista da questo modo di interpretare l’outdoor di una dimora. La pietra diventa un materiale decorativo adatto a molteplici stili, dai casali più country, a fabbricati re – interpretati in chiave attuale dove l’industrial o il modern style imperano. Muri in pietra esterni: contro Non vi sono degli svantaggi così importanti da evidenziare quando si pensa di utilizzare la pietra naturale per rivestire l’esterno di casa. E l’unico avvertimento riguarda la possibilità di crescita di vegetali primitivi, che amano i luoghi umidi e trovano anche sulle rocce, un terreno fertile su cui proliferare. Si tratta dei classici muschi e licheni, che spesso si vedono sulla superficie delle lastre di pietra o ancora di più tra gli interstizi, dove non batte il sole e l’umidità presente, aiuta la loro formazione. Muri in pietra esterni: manutenzione e pulizia La manutenzione e la pulizia dei muri esterni in pietra è ridotta veramente al minimo e non prevede azioni particolari da svolgere, né in modalità ordinaria, né straordinaria. Sotto l’azione della pioggia, la polvere superficiale viene costantemente lavata, riportando alla luce il colore naturale della roccia. Per rimuovere eventuali sedimenti di muschi e licheni sarà sufficiente un getto d’acqua potente alle prime avvisaglie di attecchimento, da eliminare prima che questa vegetazione diventi davvero infestante. Muri in pietra esterni: costi e installazioni I costi per la realizzazione di muri esterni in pietra naturale, variano ovviamente in base al materiale scelto per il progetto. Di seguito riportiamo dei prezzi indicativi al metro quadro, da cui partono i prodotti più utilizzati: ·gneiss (pietra Serena): 15 euro al mq; ardesie: 22 euro al mq; quarziti: 26 euro al mq; arenaria: 26 euro al mq; rocce calcaree: 30 euro al mq; marmo: 45 euro al mq; travertino: 55 euro al mq. Per quanto riguarda le installazioni vi sono invece davvero innumerevoli scelte riguardanti la posa, che vanno dalle più tradizionali (opus incertum o listata) a quelle maggiormente contemporanee (reticolata o quadrata). Le alternative non incidono sul budget finale e quello che fa la differenza, insieme alla pietra naturale decisa, è la grandezza delle facciate da rivestire nella loro metratura globale.
Quali materiali utilizzare per stuccare le fughe del pavimento di casa
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Le fughe dei pavimenti di casa sono un elemento decisamente importante, che deve essere stuccato per riempire il vuoto che si viene a creare tra una piastrella e l’altra dopo la loro posa. Se la scelta di un rivestimento richiede già uno sforzo non indifferente, anche le decisioni riguardanti il materiale, lo spessore e il colore delle fughe, necessita di valutazioni e riflessioni, che tengono in considerazione i seguenti fattori: durabilità nel tempo, resistenza a qualsiasi sollecitazione e immediata igienizzazione. Questi dettagli, che solo in apparenza possono sembrare un aspetto secondario, hanno invece un’influenza incisiva sull’ottima riuscita di una pavimentazione, che deve risultare perfetta nell’ambiente di casa in cui è inserita. Utilizzare un materiale, una dimensione o un colore piuttosto di un altro, per riempire le fughe dei pavimenti, amplifica o limita l’aspetto estetico finale, caratterizzando in modo positivo o negativo tutto lo spazio circostante. Nei paragrafi successivi, ci vogliamo soffermare su quali prodotti impiegare per stuccare le fughe del pavimento di casa, dove i fattori da esaminare, determinano la scelta del materiale più idoneo, che riguarda: un mono o un bicomponente; un epossidico o uno cementizio; uno a calce naturale o uno a silicio-cementizio; uno liquido o uno in polvere; uno idrorepellente e anti macchia. Stucco per piastrelle: vantaggi dei vari materiali Lo stucco per piastrelle è un materiale che si utilizza nei lavori edili per riempire appunto le fughe di un pavimento. Usare il prodotto corretto, posandolo ad hoc, permette di sottolineare notevoli vantaggi che riguardano: il rinforzo della pavimentazione stessa; il nascondere le eventuali piccole imperfezioni del battuto; la riduzione della formazione di polvere; il miglioramento dell’elasticità per far fronte alle dilatazioni termiche; l’aumento dell’ottima resa estetica dei vari ambienti di casa; la possibilità di mettere in risalto tutta la superficie di calpestio, giocando su nuance tono su tono o al contrario a contrasto.  Stucco per fughe a pavimento: mono o bicomponente Lo stucco per le fughe di un pavimento viene in primis suddiviso in due gruppi, in base a uno o più prodotti che lo costituiscono, e sostanzialmente vengono classificati in mono o bicomponenti. I primi appartengono a quel genere di materiali pronti all’uso e facilmente applicabili ad ogni tipologia di piastrella. Se si tratta di ceramica, gres o marmo sono consigliati i monocomponenti acrilici, mentre per la pietra, il metallo o il vetro, quelli siliconici data la maggiore elasticità del materiale stesso. I secondi vengono invece adoperati per stuccare fughe di pavimenti molto sollecitati sotto ogni punto di vista e sono particolarmente indicati per ambienti pubblici e industriali. A livello domestico vengono impiegati in cucina, per esempio, dove l’igiene e la resistenza a sostanze unte e corrosive, va assolutamente garantita. Possono essere di tipo epossidico (antiacido) o poliuretanico. Stucco per pavimenti: epossidico o cementizio Lo stucco a base epossidica, è particolarmente indicato per riempire lo spazio tra le piastrelle che vengono applicate sia sui pavimenti che sulle pareti, dove pulizia e durevolezza sono assolutamente indispensabili. Sollecitate dall’utilizzo quotidiano di acqua e detergenti, questo riempitivo riesce a garantire solidità nel tempo, in modo particolare all’interno di una doccia, dove non sarà presente il classico piatto a terra, in prossimità delle vasche da bagno e sui paraschizzi e pavimentazioni in una cucina. Una malta cementizia (a presa normale o rapida) viene invece utilizzata praticamente in tutti ambienti di casa, sia in che outdoor, grazie alla miscelazione con additivi che la rendono particolarmente compatta e idrorepellente. Questo materiale si diversifica in base alla larghezza delle fughe tra le piastrelle, che devono essere riempite. Lo stucco a base cementizia grossa è per spessori da 4 a 15 mm mentre quello fine per dimensioni da 1,5 a 6 mm. Per i pavimenti di una casa vi consigliamo il secondo e in modo particolare il Keracolor della Mapei, un ottimo prodotto, adatto per qualsiasi tipologia di piastrella, posa e per dimensioni di fughe. Stucco per fughe: liquido o in polvere La grande differenza tra uno stucco per fughe liquido e uno in polvere, è la quantità di sabbia presente nella miscela dei componenti. A differenza degli altri tipi di malta per pavimenti, richiedono entrambi una finitura sigillante, che funge da protezione per eventuali macchie, cambi di colore e danneggiamenti superficiali dovuti al suo consumo. Quello liquido viene impiegato quando le fughe da riempire sono relativamente piccole. Ha una tenuta meno forte rispetto a quello in polvere, dal momento che per riempire spessori così ridotti è necessaria una pressione costante del materiale all’interno della fuga stessa, che non sempre risulta costante su tutta la pavimentazione. Lo stucco in polvere, con una granulometria simile alla sabbia del mare, si adopera con fughe che partono dai 3 mm ed è decisamente più compatto e resistente. Molto conosciuto e adottato il prodotto Fugabella di Kerakoll. Stucco per fughe pavimenti che non si sporcano La fugalite è una ceramica liquida per stuccare con continuità le fughe dei pavimenti “che non si sporcano”, con spessori che vanno da 1 a 3 mm. Ideale per tutti i rivestimenti in gres porcellanato e in particolare per i mosaici in vetro, è un prodotto veramente innovativo e qualitativamente eccellente. Realizzato da Kerakoll, garantisce una perfetta pulizia e igiene, grazie alla miscela di componenti idrorepellenti e anti macchia. La versatilità di questo materiale risiede nella disponibilità sul mercato di più collezioni, che offrono una palette di colori con 28 sfumature differenti, fondamentali per trovare la tinta più adatta alle piastrelle impiegate. Accostare le medesime colorazioni di piastrella e fuga, permette di ottenere un impeccabile effetto estetico di grande tendenza, dove stile e design vanno senza alcun dubbio di pari passo.
Soluzioni per aumentare la luce in casa
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In molte abitazioni è necessario trovare delle soluzioni per aumentare la luce in casa. Questo perché magari le aperture non sono sufficienti o abbastanza grandi oppure perché gli ambienti interni hanno una disposizione particolare dove l’illuminazione naturale è davvero poco presente. Il benessere che una casa deve trasmettere a chi la abita, necessita di alcuni punti fermi che non possono davvero mancare al suo interno. La luminosità è proprio uno di questi. Quindi, risolvere tale problema, è assolutamente necessario per aumentare il comfort che deve essere garantito nelle varie stanze di una dimora. Alcuni escamotage sono immediati e non richiedono lavori invasivi o budget troppo elevati per essere attuati. In altre situazioni, bisogna invece valutare delle alternative anche più incisive, dove l’intervento rientra obbligatoriamente in opere maggiormente importanti, per raggiungere interamente lo scopo. Vi proponiamo allora 5 idee e consigli, per capire come fare per avere più luce naturale in casa e che nel dettaglio riguardano: l’eliminazione delle tende; l’utilizzo di porte in vetro; l’uso di colori chiari. l’apertura di un lucernario; l’adozione il vetrocemento. Tutti i suggerimenti che andremo ad approfondire, andranno naturalmente gestiti caso per caso e in base ad alcuni fattori fondamentali che caratterizzano la tipologia di mancanza di luce in ciascuna abitazione. Solo dopo un’attenta valutazione si potrà andare a formulare un progetto di relooking ad hoc! Eliminare le tende Quando banalmente vengono tolte le tende per la pulizia di vetri e/o oscuranti delle varie finestre di casa, ci accorgiamo immediatamente di quanta luce naturale in più, entri negli ambienti. Eliminare i tessuti su un infisso è un primo modo per aumentare l’illuminazione generale, garantendo un flusso continuo dei raggi solari in ingresso. Se non si hanno abitazioni troppo a ridosso della propria e la privacy viene garantita, non è un problema rimanere senza tendaggi. Un espediente ingegnoso che può aiutare, è quello di impiegare delle pellicole o addirittura degli spray, che opacizzano il vetro della finestra stessa, aiutando a far intravedere solamente delle sagome dall’esterno e rimanendo al contempo dei buoni conduttori per la luminosità. Per chi invece non riesce a rinunciare all’idea di avere una qualcosa di schermante, allora il consiglio è quello di acquistare del tessile molto leggero e quasi trasparente, come se fosse un velo da sposa che permetta alla luce di filtrare comunque. Utilizzare porte in vetro Altra modalità per avere più luce in casa è quella di utilizzare delle porte in vetro che separano i vari ambienti dell’abitazione. Il fatto di non avere dei pannelli pieni, assicura un passaggio di illuminazione diretto tra le stanze di casa. La trasparenza delle componenti vetrate, sia di piccole che di grandi dimensioni, è davvero utile in ogni punto in cui vengono inserite, e in particolare su ingressi bui, bagni ciechi o corridoi che non hanno affacci esterni, ma solo chiusi e diretti su zone giorno o zone notte. Il chiarore che filtra dalle porte in vetro, aiuta ad illuminare in modo naturale la casa, consentendo di limitare anche l’accensione di apparecchiature elettriche, abbracciando una visione di vivere in modo green ed ecosostenibile la propria casa. Per chi ne avesse la necessità è possibile modificare questa soluzione e nel caso specifico non installare solamente una porta in vetro, ma estendere questa modalità trasparente a tutta l’intera parete. In questo modo la luce entrerà attraverso una superficie più ampia e per chi desidera mantenere la propria intimità, sarà sufficiente installare delle tende scorrevoli all’interno della stanza, da chiudere all’occorrenza. Usare colori chiari L’uso di colori chiari per rivestimenti, tinteggiatura e complementi d’arredo, aiuta senz’altro a rendere più luminoso un qualsiasi ambiente. Un approccio poco invasivo e decisamente non costoso, per avere più luce in casa aumentando il benessere percepito al suo interno. Essere circondati da pavimenti e pareti in bianco, aiuta nell’intento di amplificare anche la poca luce presente in una stanza, permettendo di giocare con qualche tono diverso per mobili e accessori. Utilizzare un total white è l’idea più consigliata, quando le finestre sono davvero ridotte al minimo, l’appartamento è orientato a nord e le camere sono magari di modeste dimensioni. Avere il colore bianco come fondo e d’insieme per tutto, permette di amplificare al meglio lo spettro luminoso esistente. E per chi pensa che l’ambiente possa risultare eccessivamente asettico, è fattibile pensare di scaldare l’atmosfera con arredi caratterizzati da materiali quali il legno o le fibre naturali (rattan, midollino e vimini), che riescono a personalizzare in modo confortevole e accogliente anche una tavolozza monocromatica. Aprire un lucernario Se le alternative di cui vi abbiamo parlato sinora non sono totalmente efficaci per risolvere il vostro problema di ottenere più luce in casa, è necessario valutare interventi più importanti, che possano soddisfare il fabbisogno di illuminazione naturale. In base alla disposizione degli ambienti e alla loro localizzazione a piano terra o sopraelevato si può pensare di aprire un lucernario nel tetto per convogliare la luminosità diretta nello spazio interessato. Tale scelta aiuta enormemente ad ampliare il passaggio di luce in casa; questo perché arriva in modo diretto e più efficace rispetto ad una finestra posta nella classica posizione verticale a parete. Inoltre si coniuga un secondo beneficio, che è quello di poter migliorare anche l’aerazione del locale stesso. Adoperare il vetrocemento Il vetrocemento è un materiale edile che è stato ampiamente utilizzato e continua ad esserlo tutt’ora. Blocchi solitamente quadrati di cemento con vetro smerigliato su due lati, hanno trovato impiego in abitazioni di ogni genere e per risolvere un’infinità di problematiche relative alla luce. Questi elementi, posizionati gli uni vicini agli altri, creano delle pareti divisorie dove la privacy è garantita così come l’ampliamento dell’illuminazione, attraverso la componente trasparente. E’ un escamotage utile e pratico e se inserito nel contesto adatto serve senz’altro per avere più luce naturale in casa. Adoperato in special modo per muri divisori in ingressi è anche utilizzato come pareti paraschizzi in cucina. Una duplice funzionalità che permette alla luce di passare e al contempo di avere una superficie facile da igienizzare.
Come arredare un soggiorno scandinavo e attuale
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  Lo stile scandinavo è sicuramente uno tra i più amati per arredare casa, dove in ogni ambiente viene richiamato quel caldo minimalismo, tipico di tale orientamento. Utilizzato in tutti gli ambienti o anche solo in alcune stanze, è nella zona giorno che piace moltissimo e in tanti si interrogano spesso su come arredare un soggiorno scandinavo e attuale, per evitare di sbagliare nella scelta di complementi e accessori. Benché infatti una qualsiasi scelta estetica stia alla base di una realizzazione, è assolutamente riscontrabile che un altro stile si ponga in accostamento a quello principale, in modo armonioso ed equilibrato. Un mix & match di abbinamenti assolutamente perfetti, per dare un tocco contemporaneo a un living dal sapore nordico con un pizzico di modernità. I fattori che si devono approfondire, per arredare una zona giorno scandinava e attuale, sono: la ricerca delle modernità attraverso la funzionalità degli spazi; la scelta di palette neutre dove è utile avere un colore di spicco; l’utilizzo di arredi lineari, minimal e di design; il numero di elementi in legno, che sono necessari, ma devono essere equilibrati; l’inserimento di accessori e verde a tema. Scopriamo allora insieme quali elementi non devono mancare in una casa arredata in perfetto nordic style, dove però è possibile limare qualche ingrediente per rendere l’atmosfera leggermente più contemporanea. Modernità e funzionalità degli spazi Per rendere più attuale un qualsiasi stile è necessario adattarlo alle esigenze che la vita odierna esige. Arredare un soggiorno scandinavo con un tocco contemporaneo, deve necessariamente tenere in considerazione la modernità e funzionalità degli spazi. Una zona giorno nordica è solitamente organizzata in locali separati, dove ogni ambiente mantiene la propria identità. Per “svecchiare” questo concetto e adeguarsi alle tendenze di vivere del quotidiano, avere un living open space o semi-aperto è una prassi molto comune e vuole proprio evidenziare una visione d’insieme di cucina e salotto. Rendere maggiormente funzionali i metri quadrati a disposizione, scegliendo uno stile scandinavo, implica semplicemente il fatto di dover far dialogare le due aree con rivestimenti, complementi d’arredo e accessori che dialoghino tra di loro. Palette neutre con un colore di spicco Un must dello stile nordico è senza alcun dubbio l’utilizzo di colori chiari e naturali, che nelle realizzazioni più fedeli sfociano nell’uso del total white ovunque. Per attualizzare questo scandinavian style è sufficiente adoperare un colore di spicco su una parete, un arredo o un optional (come tappeti, lampade o quadri). Contestualizzare in una casa di concezione moderna questo orientamento estetico, implica proprio che vengano introdotti pochi, ma incisivi elementi, che personalizzino in maniera evidente la voglia di rendere maggiormente attuale lo stile stesso. Farlo con i colori è una delle vie più semplici, dove una zona giorno scandinava assumerà un carattere più alla moda, se accostato a una tinta considerata contemporanea. Una semplice cornice nera di un camino, può diventare per esempio, la protagonista moderna in un living nordico per eccellenza in bianco. Stesso risultato lo si può ottenere con una poltrona in blu o delle sedute scure attorno ad un tavolo. La cosa fondamentale è quella di non introdurre troppi colori ed evitare che la scelta di più palette porti ad mix, che farebbe perdere di vista i fondamenti dello stile scandinavo e i punti fermi sul quale si fonda un progetto d’interni di questo tipo. Elementi in legno: necessari ma equilibrati   Il legno è un ulteriore punto fermo all’interno di uno stile scandinavo per eccellenza. Rivestimenti, arredi e accessori sono quasi sempre realizzati con questo materiale, che davvero spopola nelle più tipiche case nordiche. Modernizzare la tematica è fattibile, utilizzando tale scelta materica obbligata e necessaria, ma in modo equilibrato e armonico. Abbinare parquet e mobili, oppure travi a vista e rivestimento della cucina, sono alcuni accostamenti possibili che mettono in evidenza l’elemento cardine che non può mancare, rendendolo però meno impattante perché ponderato nel suo inserimento. Diversificare ancora con essenze e finiture, è un ulteriore maniera di realizzare una zona giorno nordica con un tocco contemporaneo, dove pavimentazioni in essenze scure, si accostano perfettamente a travi in bianco o viceversa complementi nelle palette più cupe, ben si sposano con pareti perlinate o paraschizzi in chiaro. Arredi minimal e di design Arredi minimal e puliti nelle forme sono elementi base che devono essere assolutamente presenti quando si vuole ricreare una zona giorno a tema nord europeo. Tale binomio si sposa decisamente bene anche con un concetto più moderno di stile scandinavo. Questo, perché linearità ed essenzialità sono due, tra le tante caratteristiche, che determinano un orientamento contemporaneo. Ciò che sottolinea l’aspetto attuale è la ricerca di complementi legati ad una produzione di nicchia, e che fa rientrare determinati oggetti, tra le icone di design legate al settore casa, sempre in auge e che non conoscono il trascorrere del tempo. Le sedute sono quelle che meglio si prestano a tale soluzione e forse anche le più facilmente riconoscibili. Anche l’ illuminazione gioca un ruolo fondamentale e lampadari sospesi o piantane d’autore, sono ben accetti in progettazioni dal sapore contemporary – nordic. Accessori e verde a tema Gli accessori e il verde non rientrano propriamente in uno stile scandinavo puro. Se è vero che parliamo di uno stile minimalista è ovvio che gli optional ammessi sono quelli comunque utili e pratici che aiutano a vivere bene una zona giorno di casa. Modernizzare tale stile, significa utilizzare ornamenti, sia a livello di oggettistica che di vegetazione, per completare un look nordico con un tocco contemporaneo, sempre in modo cauto e sobrio. Oggettistica di vario genere è naturalmente ammessa, ma senza esagerazioni, dove uno o due pezzi possono spiccare per originalità, senza oscurare il contesto circostante. Piante e vasi trovano spazio sia a terra che sui mobili, mentre cascate floreali vengono addirittura disposte in maniera sospesa, per arredare un soggiorno nordico e molto attuale. Per rimanere in tema i colori ammessi sono il verde e il bianco, questo per non sfidare i fondamentali di un nordic style che si rispetti.
Pergole addossate per arredare il giardino di casa
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Le pergole addossate sono un elemento da esterno molto ricercato, soprattutto per chi desidera arredare il giardino di casa, con una struttura che contemporaneamente arricchisca la facciata dell’abitazione stessa. A differenza di soluzioni autoportanti, le pergole addossate prevedono il sostegno di montanti verticali a cui si collegano quelli orizzontali, che si vanno poi ad appoggiare sulla parete interessata. Questa idea progettuale permette di ottenere un prolungamento naturale tra ambienti interni e open air, dove molto spesso una zona giorno di casa, prosegue con un salotto outdoor da vivere in più periodi dell’anno. Vediamo insieme e nel dettaglio, le caratteristiche che interessano questi prodotti outdoor chic e di grande tendenza, valutandone peculiarità e attributi. Pergola addossata in giardino: pro I pro da considerare, quando si sta valutando l’acquisto di una pergola addossata, sono tanti e tutti mettono in evidenza le caratteristiche positive di questa scelta per arredare l’esterno di casa. I vantaggi principali, sul perché scegliere appunto una pergola addossata in giardino, riguardano: l’assoluta personalizzazione: ogni componente di questa struttura può essere modificata in base alle richieste dei padroni di casa. Dal materiale al colore, dalla geometria dei montanti allo stile generale che si vuole infondere all’ambiente outdoor, è possibile optare per tantissime alternative differenti; la difesa dagli agenti atmosferici: ponendosi a ridosso della casa riescono a proteggere l’intera parete da qualsiasi tipo di intemperia (pioggia, neve, grandine) e dalla luce diretta del sole, che senza ripari farebbe inevitabilmente scolorire nel tempo la facciata stessa o danneggerebbe infissi e oscuranti; l’installazione senza autorizzazioni: come per qualsiasi arredo removibile, con o senza copertura e accessoriato o meno, anche in questo caso non è necessario presentare alcuna richiesta di permesso o altri documenti nel proprio comune di residenza. Una pergola addossata rientra nella categoria dell’edilizia libera, che gestisce pose non definitive di oggetti mobili e transitori. Pergola addossata in giardino: tipologie Una pergola addossata in giardino è connotata da una grande elasticità, poiché davvero adattabile a tutti i tipi di casa, offrendo l’opportunità di progettare su qualsiasi superficie e con ogni metratura disponibile. Le tipologie che riguardano questa struttura, sono necessariamente due e si distinguono in pergole addossate tradizionali e in pergole addossate bioclimatiche. Le prime sono i classici elementi formati da montanti assemblati tra loro, con parte a ridosso di una parete esterna di casa, che non prevede altro che una copertura con vegetazione, tessuti o anche tegole. Essa rientra nelle tipiche strutture che vogliono fungere esclusivamente da riparo, dove poter progettare un salottino esterno di tendenza e design. Le pergole addossate bioclimatiche sono invece quelle che sfruttano lame orientabili per regolare il clima all’interno della struttura stessa. I movimenti meccanizzati permettono di regolarne l’apertura e la chiusura assicurando una perfetta ventilazione con un ricircolo d’aria ottimale. La possibilità di sceglierne anche l’inclinazione aiuta ad orientare l’ingresso della luce naturale e di limitarla se eccessivamente invadente. Questi processi fanno parte di un sistema ad alta efficienza energetica, perché sfrutta le risorse naturali per funzionare in modo sostenibile e nel pieno rispetto dell’ambiente. Pergola addossata in giardino: materiali I materiali che costituiscono una pergola addossata in giardino sono sostanzialmente due: il legno: una struttura realizzata nella più nobile tra le scelte materiche ha un effetto estetico estremamente caldo e mai fuori moda. Lo stile di una pergola addossata in legno viene determinato dalla forma della sezione dei tubolari e dal colore dell’essenza impiegata. Soluzioni superficiali chiare o sbiancate, con silhouette maggiormente morbide, sottolineano uno stile scandinavo o shabby da casetta di campagna, mentre alternative scure, minimal e lineari richiamano senza alcun dubbio situazioni più contemporanee, anche per abitazioni cittadine. Come per ogni altro arredo o complemento in legno è necessaria una manutenzione ordinaria costante, che preveda interventi di ripristino per conservare sempre in ottimo stato gli strati superficiali del materiale stesso; l’alluminio: un prodotto duraturo nel tempo e che resiste perfettamente a qualsiasi situazione climatica. Grazie a queste doti performanti è molto amato e utilizzato per una pergola addossata in giardino, che prevede una manutenzione praticamente nulla, consentendo una personalizzazione a livello di cartella colori, estremamente varia. Pergola addossata in giardino: accessori Gli accessori che possono dotare una pergola addossata in giardino, prevedono degli optional sempre removibili che aiutano a godere appieno di questo ambiente open air di casa. Tende in tessuto non tessuto per esterni, fungono da pareti laterali che chiudono e proteggono sui tre lati lo spazio arredato. Questo escamotage garantisce di utilizzare appieno l’ambiente outdoor, anche nelle mezze stagioni o in presenza di leggera pioggerellina o vento. Si tratta di tendaggi impermeabili molto resistenti e si trovano sia nella finitura trasparente che oscurata. Per assicurare una costante aerazione, un sistema di microfori connota tale accessorio di una pergola addossata all’avanguardia e di ottima qualità. Esistono in commercio tantissimi altre tipologie di chiusure laterali e dotate di sistemi simili a quelli dei vetri (tessuto screen), che permettono una visione esclusiva dall’interno verso l’esterno, pur assicurando l’ingresso costante di luce naturale. Se la pergola addossata viene realizzata su di una pavimentazione esistente non necessità di un ulteriore piano di calpestio livellato e facilmente igienizzabile. Se invece si vuole assemblare una pergola addossata dove è presente il prato del giardino di casa, allora è fattibile accessoriarla di un rivestimento a scelta che permetta di avere una maggiore stabilità per collocare divanetti, tavoli e sedie. Un pavimento aggiuntivo, pratico e funzionale. Pergola addossata in giardino: costi I costi di una pergola addossata hanno un range davvero vario e si parte dai 150 euro al mq per arrivare a soluzioni che toccano anche i 750 euro al mq. La grande differenza che intercorre fra queste cifre, risiede innanzitutto nella scelta di un prodotto tradizionale piuttosto che in uno bioclimatico. In secondo luogo va considerato il materiale con cui si intende realizzare la struttura, in relazione anche all’estensione della grandezza che si andrà a coprire. Per ultimo, ma importantissimo in una progettazione di questo tipo, riguarda la serie di accessori e i kit che andranno a completare l’ideazione di quest’area esterna di casa. Importante valutare i prezzi di listino per avere un quadro completo e generale del budget totale che si dovrà preventivare per una realizzazione di questo tipo.
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