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Come arredare ambienti lunghi e stretti in casa
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Per arredare ambienti lunghi e stretti in casa è necessario avere una forte propensione nel capire come poter sfruttare al meglio tutti gli spazi a disposizione, anche quelli più nascosti e apparentemente poco pratici. Il segreto di un buon progetto, funzionale ed esteticamente vincente, consiste nello scegliere complementi e accessori utili ma che non interferiscano con i percorsi per attraversare gli ambienti stessi.  Gli 8 ambienti lunghi e stretti casa, suddivisi in base alla funzione della stanza in cui si andrà ad arredare, sono essenzialmente: ingresso con armadi su misura; studio con mensole e ripiani a muro; soggiorno con pochi elementi; cucina disposta su due lati; bagno organizzato a tutt’altezza; camera da letto con armadi ad ante scorrevoli; camera per bambini: organizzata con divano letto; cameretta con letti a castello.   Ingresso con armadi su misura L’ingresso è sicuramente uno tra gli ambienti lunghi e stretti in casa, che si può maggiormente trovare in tante abitazioni datate, ma anche di recente costruzione. Molto spesso questo infinito corridoio diventa un vero cruccio quando si inizia a pensare ad un progetto d’interni che prevede mobili, scaffali e ripiani. A volte poco illuminato e con tante aperture che immettono direttamente in altre stanze, arredarlo non risulta davvero una passeggiata. Per valorizzare al meglio gli spazi e gestire con criterio ogni centimetro presente, occorre studiare bene l’inserimento di arredi capienti e poco ingombranti, ovvero armadi su misura, utilissimi in questa zona di casa. Una soluzione di questo tipo risolve egregiamente il problema di “riempire” delle porzioni di pareti, in ambienti lunghi stretti dalle dimensioni particolari, con accorgimenti che vanno tenuti in gran considerazione per evitare passaggi troppo ingombranti e ricolmi di oggetti inutili. Questi elementi necessari, per arredare un ingresso con armadi su misura, riguardano: un’organizzazione proporzionata a tutt’altezza: l’inserimento di ripiani e aste con pratici saliscendi; l’utilizzo di ante scorrevoli; l’installazione di illuminazione interna a sensori.    Studio con mensole e ripiani a muro Sempre più spesso il lavoro che quotidianamente veniva effettuato in ufficio, è oggi giorno svolto tranquillamente dalla propria abitazione. Tale condizione implica che si debba progettare un work space razionale e che può avere anche di dimensioni ridotte dove poter inserire gli arredi essenziali. Un ambiente lungo e stretto in casa, magari ricavato al termine di un corridoio, diventa uno studio attrezzato con mensole e ripiani a muro, di tendenza e funzionale. Sfruttare le pareti per gestire un archivio, inserire materiale e collocare stampanti e utili accessori, è la soluzione più consona quando lo spazio a disposizione è poco e strutturato in modo poco agevole. Il consiglio è quello di limitare i mobili. Scrivania, a volte ottenuta da un semplice top sospeso, e sedia comoda sono sufficienti per quel che riguarda l’arredo. L’idea vincente è proprio quella di minimizzare l’ingombro a terra e ottimizzare quello in altezza su pareti altrimenti non valorizzate. Soggiorno con pochi elementi A volte in appartamenti o in case che sono state ristrutturate, è usuale trovare delle planimetrie particolari con ambienti lunghi e stretti per la presenza di muri portanti che non possono assolutamente subire variazioni. Se ciò è riscontrabile in un soggiorno anche piuttosto capiente, il suggerimento è sempre quello di inserire pochi elementi per evitare che lo spazio diventi sovraffollato e che gli elementi presenti si sovrastino gli uni con gli altri. Divano, tavolo da pranzo e minimi accessori per completare il look, sono gli arredi necessari in un progetto di un living con una metratura non convenzionale. Cucina disposta su due lati Se l’ambiente lungo e stretto in casa coincide con il vostro angolo cottura, allora una cucina disposta su due lati è l’alternativa ideale per avere spazio di movimento senza dover rinunciare a tutte le comodità indispensabili in questa zona molto vissuta. Lavello e piano cottura possono essere posizionati in sequenza o ancor meglio frontalmente, data la poca distanza da percorrere. La restante area viene allestita, garantendo la massima resa a livello di capienza, con pensili, cassettoni ed elettrodomestici, studiati su misura e molto spesso collocati sino al soffitto. Design e praticità si uniscono per fronteggiare stanze con grandezze disagevoli, ma che riescono ad essere padroneggiate al meglio attraverso i progetti di professionisti preparati. Bagno organizzato a tutt’altezza L’escamotage a tutt’altezza è ampiamente utilizzato quando si ha a che fare con ambienti lunghi e stretti in casa, in special modo se si tratta di un bagno che deve essere organizzato, perché l’unico all’interno dell’abitazione. Con un’apertura centrale sarà vantaggioso giocare sulla simmetria degli spazi collocando i servizi su un lato corto e la doccia sull’altro. Frontalmente un mobile con lavabo verrà disegnato in modo da sfruttare i centimetri sino al soffitto e calibrato nelle profondità per poter inserire ciascun elemento senza problemi. Camera da letto con armadi ad ante scorrevoli Quando si progetta una camera da letto è possibile imbattersi in stanze che non possiedono le canoniche dimensioni usuali e regolari. Questo piccolo “problema” proietta l’intero intervento di interior design verso la ricerca di alternative valide per sfruttare al meglio gli spazi di un ambiente lungo e stretto in casa. Una camera matrimoniale può sussistere con due fondamentali arredi: letto e armadio. Tutto il resto è superfluo, specialmente se si hanno pochi metri a disposizione per far rientrare ogni cosa. Una struttura a contenitore, con porzioni a vista con scomparti è indispensabile per raddoppiare i metri da riempire con biancheria e vestiti. Ma soprattutto l’inserimento di armadi con ante scorrevoli è ciò che serve quando l’ingombro per un’opzione a battente non è contemplabile, data la mancanza di superficie di passaggio disponibile e agevole a tale scopo. Camera per bambini: organizzata con divano letto Una camera per bambini e ragazzi prevede progettazioni differenti a seconda di ciò che si vuole inserire al suo interno, nonché alla metratura disponibile. Se l’ambiente si presenta lungo e stretto, ma non si vuole comunque rinunciare a nessun elemento che per i piccoli padroni di casa è fondamentale, allora valutare degli arredi versatili e ciò che serve. Armadi a muro per abiti e giochi, scaffali e cubotti a giorno sospesi come libreria e porta oggetti, cassettiere con rotelle spostabili e da riporre sotto il top per la scrivania, racchiudono tutto ciò che serve per vivere al meglio sia di giorno che di notte la propria cameretta lunga e stretta. Con pochi gesti sarà semplicissimo trasformare una sorta di salottino privato in una zona per il riposo notturno con l’elemento più indispensabile da acquistare: un divano letto comodo, pratico e di grande stile. Cameretta con letti a castello Come gestire la dislocazione dell’arredamento di una cameretta prevista in un ambiente lungo e stretto in casa? Dividere la stanza in due parti è un ottimo punto di partenza, dove nella prima porzione si possono inserire gli arredi necessari per rendere la zona più ariosa dove poter trascorre il proprio tempo libero o da dedicare allo studio. Nella restante area, sfruttata solo per la notte, montare dei letti a castello aiuterà ad ottimizzare lo spazio risparmio centimetri utili per lasciare più libero il passaggio che in questi casi risulta davvero sempre limitato.
Travi a vista in legno: una mini guida per arredare casa
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Le travi a vista sono ormai diventate un elemento decorativo davvero originale quando si pensa di arredare casa in maniera sorprendente e unica. Se la loro funzione originale riguardava esclusivamente il campo edile, essendo il sostegno fondamentale per solette e coperture, oggi giorno trovano invece un posto da vere protagoniste in casa quando si vuole infondere un tocco particolare ed esclusivo in uno o più ambienti. A seconda della forma, dello spessore, del colore e della finitura, riescono ad abbinarsi alla perfezione a ciascuno orientamento estetico si voglia ricreare in un progetto di interni, ma molti altri aspetti vanno comunque valutati. I fattori da considerare, in fase di ideazione e predisposizione delle travi a vista per arredare casa, riguardano infatti: la disposizione geometrica; la tipologia di legno; l’essenza da valutare: la dimensione e forma; la finitura appropriata; la modalità di applicazione; i costi di installazione e manutenzione. Travi a vista in bianco opaco fanno immediatamente pensare ad un’atmosfera nordica in una concezione minimalista del listello o ad una shabby chic, abbinata sicuramente ad un soffitto in legno. Grandi travi in legno massiccio, irregolari e un po' decadenti grazie all’usura del tempo, ben si accostano ad una varietà di stili che spaziano dal boho, al jungle, al rustic chic, evidenziando sensazioni di calore e convivialità nell’abitazione in cui vengono inserite. Applicazioni miste, con sostegni in metallo, pavimenti in resina e illuminazioni a led incassate a parete, sono invece perfette per contesti moderni per look più attuali. Travi a vista in legno: come disporle in casa Travi a vista: come disporle in casa? Ecco la domanda fatidica che chiunque si pone quando cerca di immaginare questi possenti elementi all’interno della propria abitazione. Le disposizioni possibili non sono infinite e tutte risultano assolutamente regolari e definite da disegni geometrici piuttosto rigorosi.   In presenza di un normale soffitto piano, la collocazione risulterà lineare e parallela rispetto alla dimensione minore della stanza. Qui le travi potranno diventare le vere protagoniste in casa, con una distanza ideale compresa tra i 60 e gli 80 cm o essere anche associate a piccoli travetti trasversali a motivo. Se invece ci si trova in presenza di ambienti molto alti, come loft o farmhouse, le travi a vista “a capriata” sono un’alternativa molto apprezzate. Fondamentali per il sostegno della copertura e scenografiche nel loro posizionamento triangolare, riempiono l’ingombro superiore dell’intera camera pur facendo percepire una leggerezza unica grazie ai pieni e vuoti che si vengono a creare tra i listelli stessi. In situazioni particolari, soprattutto in abitazioni storiche e datate, è possibile che le travi partano direttamente dal pavimento per raggiungere il soffitto in posizioni oblique. Lavorazioni che ancora oggi si possono attuare per ricreare a livello estetico ciò che un tempo veniva eseguito per far scaricare pesi e sollecitazioni in circostanze particolari. Travi a vista: quale legno usare Prima di capire quale essenza scegliere, per soddisfare i gusti personali dei padroni di casa, è necessario fare una distinzione tra le due tipologie di legno da usare in un progetto dove le travi a vista diventeranno le vere protagoniste di una zona giorno piuttosto che di una notte, ovvero: legno massello: presenta delle proprietà naturali essenziali che lo rendono un’ottima scelta da valutare. Le travi, ricavate in modo diretto dal tronco dell’albero da cui vengono tagliate, sono molto belle grazie alle venature continue che si possono osservare lungo tutta la loro superficie. Hanno qualità isolanti eccellenti, così come l’elasticità e la capacità di assorbire umidità; legno lamellare: riguarda quelle travi a vista provenienti da una lavorazione tramite assemblaggio e incollaggio di differenti tavole (le lamelle) di legno massello, molto apprezzate per la capacità di poter sopportare diverse sollecitazioni ed escursioni termiche elevate. In ambienti relativamente piccoli, con luci variabili tra i 5 e gli 8 m, entrambe le soluzioni risultano idonee e la scelta finale è dettata semplicemente da fattori prettamente estetici e soggettivi, guidati dallo stile che si intende far emergere. Quando invece le luci di una camera sono decisamente superiori per arrivare anche oltre i 30 m, l’opzione del legno lamellare è l’unica che può soddisfare tali grandezze. Travi a vista in legno: quali essenze valutare Per quanto riguarda la scelta dell’essenza da valutare, la decisione ultima è davvero molto personale e non dettata da caratteristiche o connotati tecnici da soppesare. Le travi a vista, presenti sul mercato per arredare casa, trovano in quattro legnami principali: abete: molto impiegato per il suo aspetto naturale; castagno: estremamente elegante nella sua colorazione calda e autentica; rovere: adatto per ambienti dallo stile classico; larice: pregiato e dal sapore urban chic senza sfociare nella troppa modernità. Travi a vista in legno: quali dimensioni devono avere Le dimensioni che le travi a vista in legno devono avere dipendono dalla tipologia di legno considerato. Quelle in legno massello seguono la grandezza del tronco da cui vengono ricavate, pertanto con una lunghezza che varia da circa 1 a 8 metri. La sezione può essere sia rettangolare che quadrata e su lavorazioni a richiesta anche smussata e tendente al tondo. Le misure sono proporzionate e le più utilizzate sono: travi da 12x12 cm; travi da 12x24cm; travi da 24x24 cm. Le travi in legno massiccio uso Fiume (decorative per essere lasciate a vista) hanno invece lunghezza minima di 1 metro e massima di 12 m con sezioni che vanno dagli di 8x8 cm ai 45x45 cm. Le travi in legno lamellare hanno una lunghezza di all’incirca 14 metri per una sezione standard che varia dai: travi da 10x20 cm; travi da 12x16 cm; travi da 12x24 cm; travi da 14x32 cm. Per misure su richiesta in progetti particolari, le dimensioni delle travi a vista in legno lamellare possono raggiungere lunghezze estremamente elevate che arrivano anche a 36 metri con forme speciali che possono avere diametri di 40-60 cm. Travi a vista in legno: quale finitura scegliere Le travi a vista in legno si possono presentare rifinite in molti modi con effetti naturali opachi, lucidi o satinati. Altra opzione le prevede verniciate, sbiancate o decapate; ripassate a cera o a olio. Anche in questo caso, tutto dipende dal look finale che si vuole raggiungere. Capire quale finitura scegliere significa aver ben chiaro lo stile d’arredo che si andrà ad inserire in casa in modo da abbinare alla perfezione gli accessori di ogni genere che contribuiranno a completare nel modo migliore il progetto. Qualche esempio? Boho jungle style: travi a vista in legno scuro naturale con finitura opaca per mettere in evidenza venature e piccole imperfezioni di un legno non trattato, né squadrato. Modern style: travi a vista in legno verniciato bianco lucido ben rifinite a spigolo vivo, per creare una continuità lineare e minimal a livello decorativo che spicca su tutte le differenti opzioni materiche inserite. Travi a vista in legno: come vanno applicate Se vi state chiedendo come vanno applicate le travi a vista in legno, la prima cosa da valutare è la tipologia di supporto su cui andranno ancorate, ovvero muri in laterizio o in cemento, controsoffitti e pareti miste, calcolando nel dettaglio la capacità di sostenerne il peso necessario. Le staffe di ancoraggio sono l’elemento fondamentale che regge l’intero carico. Questi elementi si suddividono in: staffe invisibili ad incasso: sistemi di ancoraggio che permettono di nascondere la staffa stessa nella giunzione della trave; staffe a scarpa: facilmente installabili, in quanto possono essere fissate anche con la trave già inserita nel supporto: staffe a L: piastre ad angolo con nervatura e fori utilizzate per ancorare le travi alle pareti.  staffe con supporti da cementare: utilizzata quando travi di differente spessore vengono inserite su pareti in cemento con lamelle regolabili a seconda della sezione. Travi a vista in legno: quanto costano Le travi a vista in legno per arredare casa, hanno un costo che varia a seconda della tipologia di legname e al tipo di essenza scelti, con un range che va dai 9,00 ai 18,00 euro al per metro lineare. Oltre all’acquisto della materia prima va aggiunto il lavoro per il loro fissaggio, preventivando un budget di circa 30 euro/ora. Con questa idea di prezzi sarà abbastanza semplice capire quale sarà la cifra totale per un progetto completo inerente al montaggio di travi a vista in legno protagoniste in casa.
Tavolo da pranzo: dove collocarlo nella zona giorno
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  La zona giorno, nella concezione più contemporanea delle abitazioni di oggi, ha subito delle grandi variazioni nel tempo e che hanno previsto un abbattimento di quasi tutti i divisori presenti per lasciar spazio a grandi open space con molte funzioni al suo interno. Cucina, sala da pranzo e soggiorno si susseguono e amalgamano in uno spazio unico, dove ciascun ingombro viene ben studiato e progettato, per rendere agevole ogni spostamento e fruizione al suo interno. L’area dedicata al consumo dei pasti è quella che più nello specifico è stata modificata rispetto alla concezione che si aveva nel passato di zona pranzo. Molto spesso il tavolo della cucina funge da ritrovo all’ora di pranzo o di cena, sia per le attività quotidiane di una famiglia sia nel fine settimana quando si hanno ospiti in casa. Il classico complemento d’arredo impiegato per le grandi occasioni o festività, raramente trova ancora posto nelle ideazioni progettuali di oggi e nel momento in cui ci si appresta a rinnovare casa con un tavolo da pranzo ci si chiede: ma dove collocarlo nella zona giorno e come inserirlo nella zona pranzo? Le idee relative all’inserimento di un tavolo da pranzo in caso sono sostanzialmente 5 e nel dettaglio riguardano: un tavolo in casa protagonista a centro stanza; un tavolo in casa funzionale vicino alla cucina; un tavolo in casa salvaspazio a ridosso di una parete; un tavolo in casa isolato in un ambiente ad hoc; un tavolo in casa accanto alla finestra. Tavolo da pranzo: protagonista a centro stanza Rendere un tavolo da pranzo il vero protagonista all’interno di una zona giorno funzionale e chic, è sicuramente la prima idea da utilizzare in un progetto di casa, quando i metri a disposizione lo permettono. In tutte le opzioni di stile ed estetica che si intendono seguire, questo complemento d’arredo essenziale e pratico, riesce con questa collocazione a diventare il punto focale importante in un living aperto, dove l’occhio ne percepisce l’immediato ingombro, ma che risulta ben proporzionato e studiato rispetto alla grandezza dell’ambiente in cui viene inserito. Eleganza e tendenza connotano questa zona pranzo grazie ad un tavolo in casa di grandi dimensioni con almeno 6-8 posti a sedere, dove i restanti arredi fungono da perfetta cornice in un progetto d’interni di grande tendenza. Tavolo da pranzo: funzionale vicino alla cucina Un giusto compromesso tra un essenziale piano snack nella zona cottura e un grande e classico arredo nella sala da pranzo, è un tavolo in casa funzionale e collocato vicino alla cucina. Questa disposizione permette agevolmente di raggiungere due aree di un living adiacenti, ma al contempo indipendenti e autonome. Un modo di arredare la propria zona giorno in modo convenzionale ma estremamente efficiente. Infondere particolarità e personalità a tale ideazione, rientra nell’abilità del progettista incaricato, nel ricercare il perfetto elemento d’arredo nello stile amato dai padroni di casa, soddisfacendo appieno i gusti e le aspettative richieste. Il risultato sarà sorprendente e accattivante perché anche in questa scelta più usuale e apparentemente scontata, ma dove è assolutamente fattibile trovare e far emergere i punti di forza che coniugano estetica e praticità. Tavolo da pranzo: salvaspazio a ridosso di una parete In molte progettazioni d’interni, benché la zona giorno sia decisamente grande e capiente, la parte destinata ad ospitare il tavolo da pranzo in casa, viene un po' messa da parte. Molto spesso questo accade perché si preferisce lasciare più spazio ad ampi divani in un comodo soggiorno o a cucine organizzate e super accessoriate. Il tavolo in casa trova così posizioni di fortuna che prevedono delle ipotesi salvaspazio a ridosso di una parete per non interferire con gli arredi e i passaggi circostanti. Tale idea, valutando le corrette proporzioni e inserendo i giusti accessori, risulta perfetta e adorabile in moltissimi contesti progettuali. A ridosso di una parete il tavolo da pranzo salvaspazio, ospita comodamente 4 persone oltre a diventare comunque un piano di lavoro multifunzionale. Pur nella sua posizione lungo il muro, allungabile all’occorrenza con prolunghe e top scorrevoli, può arrivare ad aggiungere ulteriori e pratici 2 o 3 posti a sedere. Tavolo da pranzo: isolato in un ambiente ad hoc Il tipico tavolo da pranzo, isolato in un ambiente ad hoc, costituisce da sempre un’ideazione trendy e glam, senza tempo né stile. Suddividere una zona giorno con una piccola porzione muraria o anche solo con una libreria o un arredo incisivo, è indispensabile per chi ama mantenere distinte le varie funzioni all’interno di un living attrezzato. In questa soluzione, un tavolo in casa, trova una collocazione a sé stante per adempiere alla propria mansione con una disposizione tradizionale, pur rimanendo collegato all’area cucina. Un progetto che si adatta perfettamente a scelte stilistiche ricercate e legate al tema luxury, ma che ben si sposa anche con altre tematiche più informali che vanno dal boho all’industrial, dal nordic al jungle. Tavolo da pranzo: accanto alla finestra Posizionare un tavolo da pranzo accanto alla finestra, significa voler sfruttare al meglio lo spazio disponibile in una zona giorno non troppo capiente o con delle caratteristiche architettoniche particolari da mettere in evidenza. Questa soluzione viene solitamente valutata in due casi: quando si ha un davanzale basso sotto finestra che può essere trasformato in comoda seduta e non si dispone dello spazio sufficiente per inserire troppe sedie o poltroncine, ma si vuole comunque avere un numero ragionevole di posti disponibili per cene con amici e pranzi in famiglia; quando si vuole disporre di tutta la luce naturale possibile, che si riversa su un elemento di uso quotidiano, così importante e assolutamente indispensabile in una qualsiasi zona giorno di casa. Un tavolo da pranzo, collocato in questa posizione all’interno di un’abitazione, ha come unico neo la poca versatilità rispetto ad altre opzioni. Questo perché non adattabile ad essere spostato all’occorrenza, essendo vincolati da sedute fisse o da metrature contenute che non ne permettono alcuna rotazione, né parziale né totale.
Cottagecore: tendenza di ispirazione bucolica
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Cottagecore è una tendenza di ispirazione bucolica alla moda, nata dall’idea di valorizzare una filosofia e uno stile di vita rurale. Nato nel 2018, questo concetto viene diffuso da teenager americani che esaltano il pensiero di crearsi un angolo di paradiso immerso nel verde, alla scoperta di un trend da casa di campagna nuovo, dove potersi rifugiare al termine di frenetiche giornate trascorse in città. Questa concezione spopola immediatamente in tutto il mondo applicandosi perfettamente ad un innovativo modo di arredare casa, estremamente più versatile rispetto ad altre scelte stilistiche già sperimentate nelle dimore agresti. A differenza dello shabby o del country chic, del rough luxe o del genteel fade style, il cottagecore si distingue per la presenza di elementi legati al passato e alla natura, ma senza dover forzatamente essere abbinati. I tipici mobili di campagna dei nonni vengono riscoperti e portati a nuova vita, associati a complementi e accessori recuperati nei mercatini o a pezzi nuovi e più contemporanei ma sempre a tema. Poche e semplici regole connotano un trend di grande successo e che permette ai padroni di casa di poter rendere informale, accogliente e ospitale, un’abitazione non solo per le vacanze, ma da vivere ogni giorno. I fattori da considerare, per arredare in stile cottagecore la propria casa secondo una tendenza emblematica di campagna, riguardano: la disposizione classica degli arredi; i materiali semplici e naturali; i colori neutri e pastello; gli accessori e i tessuti tradizionali; la presenza di fiori per profumare la casa. Cottagecore: disposizione classica degli arredi La disposizione classica degli arredi è una componente fondamentale nello stile cottagecore. Una tendenza che trova la sua massima realizzazione in abitazioni ove i vari ambienti hanno delle delimitazioni ben precise e caratterizzate ciascuna dalla propria funzione. I grandi open space non sono così adatti ad un trend di ispirazione bucolica e laddove lo si vuole ricreare in grandi metrature, è consigliabile suddividere con pareti in cartongesso o anche solo visivamente con i mobili e accessori, le varie aree interessate. Nell’arredare casa con una disposizione più classica degli arredi, isole e sgabelli, pareti attrezzate e cabine armadio, cedono il passo a cucine ad angolo attrezzate con classici tavoli centrali, soggiorni con divani a L e tavolini da caffè antistanti o camere da letto con i tradizionali comodini e armadi. In versioni più libertine e interpretate a livello soggettivo, il cottagecore ammette delle varianti sul tema, se planimetrie e funzionalità maggiore in casa lo richiedono. La cosa importante è mantenere comunque vivo lo spirito di questo mood ed evidenziare le sue linee guida per una realizzazione da urlo! Cottagecore: materiali semplici e naturali Se per la disposizione sono ammesse alcune deroghe ed eccezioni, per quanto riguarda i materiali, il cottagecore style prevede invece il ferreo utilizzo di opzioni semplici e naturali. Il legno è naturalmente la principale scelta materica da inserire in un progetto d’arredo di questo tipo, sia esso lasciato nel suo tipico colore o eventualmente tinteggiato in nuance pastello. Meraviglioso su credenze, tavoli e sedie, strutture letto e cassettiere per il bagno, viene arricchito da complementi in rattan o vimini, caratteristici di una tradizione agreste che richiama immediatamente il trend da casa di campagna tanto conviviale e affabile. Questo prodotto non viene adoperato esclusivamente per arredi e accessori. Pavimenti, pareti e soffitti, trovano spesso in questa soluzione la loro naturale posizione in casa e con risvolti davvero sorprendenti. I listoni in parquet sono da sempre il rivestimento più gettonato per piani di calpestio dal gusto bucolico, così come perlinaggi con travi a vista che seguono l’andamento del tetto. Anche boiserie agresti vanno ricercate e applicate nella scoperta di questo trend da casa di campagna. Un cottagecore style che si rispetti non può non avere anche solamente in un piccolo studio o in una stanza da bagno, una o più pareti ricoperte in legno con il duplice scopo di generare un effetto estetico unico e di isolare la muratura stessa. Cottagecore: colori neutri e pastello Come già precedentemente citato, il cottagecore predilige l’inserimento di colori neutri e pastello all’interno del suo arredamento. Tinte scure, fredde e minimaliste non trovano davvero spazio in uno stile di ispirazione bucolica per arredare casa. Il calore, la spontaneità e il vivere costantemente gli ambienti con naturalezza, prevedono l’aiuto di palette molto delicate per affermare un’atmosfera leggera e completa. A differenza di altre scelte stilistiche, il cottagecore gioca con le colorazioni sui complementi d’arredo e gli accessori piuttosto che sulle pareti. Queste diventano una quinta neutrale su cui è possibile utilizzare una o due nuance per ravvivare gli ambienti, ma sempre in maniera sobria e misurata. Cottagecore: accessori e tessuti tradizionali Accessori e tessuti tradizionali in colorazioni neutre, completano l’arredamento in stile cottagecore, mantenendo il concetto chiave di impiegare totalmente materiali semplici e naturali per progettare casa. Divani imbottiti e rivestiti in candido lino bianco, tendaggi in cotone tono su tono o con qualche richiamo floreale, cuscini e coperte in lana, confezionate in esclusiva home made, donano ancora più personalità ad un trend da casa di campagna che trae origine da un’ispirazione bucolica trasportata nei tempi moderni. Specchi, orologi, lampade, quadri, appendiabiti e tutto ciò che è legato a ricordi d’infanzia o a esperienze vissute, vanno assolutamente inseriti su mobili o pareti per rendere maggiormente esclusiva e confidenziale una casa in stile cottagecore. Cottagecore: fiori per profumare la casa Aromi e fragranze sono decisamente riscontrabili se si ha la fortuna di vivere in una casa immersa nella campagna. Per concludere un progetto di arredamento in stile cottagecore, una caratteristica basilare e imprescindibile, riguarda l’utilizzo di fiori per profumare la casa. La natura deve entrare a gran voce nei vari ambienti, ma in modo discreto. L’escamotage per attuare questo espediente, prevede l’impiego di essenze floreali colorate ma soprattutto profumate, da sistemate in vasi trasparenti da dislocare in più punti di una abitazione. Non occorrono piante di grandi formati e tali elementi non devono necessariamente essere acquistati: fiori di campo e composizioni casalinghe e improvvisate sono perfette da inserire nei vari ambienti, ottime perché sprigionano a poco a poco i propri tipici e gradevoli odori.
Idee e consigli, una camera da letto in stile scandinavo
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Il design nordico, nato intorno alla metà del Novecento, ancora oggi rappresenta una tendenza molto seguita, e recentemente riscoperta da chi desidera uno stile di arredo basato comfort e praticità, semplicità delle linee e naturalezza dei materiali. Valori che rendono una camera da letto accogliente, intima e rilassante, soprattutto sfruttando il calore del legno, grezzo o rifinito. Arredare una camera in stile scandinavo significa, quindi, adottare una forma minimalista di interior design, in cui i mobili sono essenziali, e gli interni non sono appesantiti da troppi elementi o colori contrastanti. Per vivere gli ambienti in modo pratico, con le comodità basilari ma senza troppi ornamenti - con dettagli e complementi che fanno la differenza Colori: quali devono essere predominanti L'obiettivo è quello di creare un'atmosfera rilassante, e per questo nell'arredo vengono evocati i colori del legno, nelle sfumature chiare dalle foreste del Nord, e soprattutto il bianco della neve. Questa tonalità domina nello stile scandinavo, spaziando tra avorio, panna, arrivando fino al miele e al beige. Colori acromatici che esaltano la luce, elemento fondamentale da catturare a quelle latitudini, e rendono luminosa la stanza. Se l'utilizzo eccessivo del bianco e dei toni neutri può risultare monotono, altri colori da utilizzare sono quelli della natura circostante; come il verde delle piante, per chi sceglie di inserirle in camera da letto come fanno gli scandinavi; oppure i toni del cielo più tenui tra grigio e azzurro pastello. Mobili: quali complementi e accessori scegliere L'elemento fondamentale del letto, dalle linee semplici, è costruito di solito in legno o ferro battuto verniciato bianco. È sempre ricoperto di biancheria dalle stoffe morbide e avvolgenti, in particolare la lana, ricco di cuscini, piumini e trapunte soffici. La testiera è ampia per il massimo relax nel sedersi appoggiando tutta la schiena, ma si può scegliere anche la soluzione di un letto a terra, senza sponde né dorsale, che in passato veniva usato nelle case nordiche più rustiche, per ottimizzare gli spazi. Si eliminano i comodini a favore di tavolini, sedie e mensole, sui cui poggiare lampade o accessori di uso quotidiano.   Abbondano tappeti e tessuti di rivestimento per dare un tocco di calore o qualche inserto di colore meno neutro. Una grande importanza si dà ai décor della parete con quadri, stampe o decorazioni sulle pareti - molto diffusi sono i quadretti accostati in gruppo, con foto, disegni o stampe retrò. Altri accessori per la camera da letto in stile scandinavo, sono quelli che in Nord Europa vengono mantenuti dalla tradizione, come una cassapanca d'epoca, una specchiera a muro, oppure un appendiabiti - può essere vintage o formato da una scaletta. Per chi vuole animare i toni della camera, può pensare di verniciare questi elementi in tonalità pastello. Gli armadi spesso sono a giorno, privi di ante, tali da permettere un accesso veloce agli abiti e agli accessori. In alternativa, si usano degli stand per lasciare a vista il vestiario: una soluzione che significa non perdere tempo, avere subito a portata di mano ogni oggetto, e creare una sensazione di comodità immediata. Per chi non rinuncia agli armadi il materiale è sempre il legno, naturale o dipinto in colorazioni neutre; li può realizzare incassati in una parete oppure tali da non occupare uno spazio eccessivo. Pareti e trattamenti superficiali L'estetica della camera scandinava, l'abbiamo visto, parte dal bianco ma concede varianti di colore per chi non gradisce il candore estremo tra mura, pavimenti sbiancati e arredi panna. Questi rivestimenti dovranno sempre mantenere toni neutri virando verso avorio e beige, grigio chiaro; color fango o tortora nella variante più decisa. In alternativa, si può pensare a degli elementi pastello come il carta da zucchero, il verde acqua, il rosa pallido. Per creare dei contrasti, tra le idee per le superfici in camera ci sono trattamenti giallastri, che ricordano le foglie autunnali del Nord Europa, il blu del cielo oppure il bruno della terra. Dalle ultime tendenze del design scandinavo arrivano idee che includono la creazione di pareti con i mattoncini tipici della cultura anglosassone, oppure pareti in cemento che contrastano con la naturalezza del legno. Un gioco forse azzardato ma di grande effetto, se si riescono a dosare gli elementi di arredo e si gioca con i colori neutri. Pavimenti: quali sono i più indicati Anche nella pavimentazione il materiale principe è il legno, che andrà scelto nelle tonalità chiare, riprendendo le essenze presenti nel Nord Europa come betulla, larice e abete. Il parquet in legno chiaro a listoni regolari, infatti, è parte della tradizione scandinava, e in una camera da letto è perfetto da abbinare anche a cassettoni, armadi, tavolini e poltroncine nei toni simili. Se lo stile classico delle camere predilige le tonalità naturali, oggi la tendenza del design nordico si indirizza verso parquet sbiancati, trattati in bianco, grigio chiaro, virando verso il tortora - senza mai appesantire il pavimento in legno con vernici scure. Illuminazione: lampade e sistemi Nello stile di vita del Nord Europa la luce è un fattore fondamentale da catturare, dato che per molti mesi all'anno i raggi solari sono tenui, o non filtrano dalle nuvole. Per questo motivo, le finestre sono ampie, mentre i sistemi di illuminazione vengono realizzati per sostituire la luce naturale con soluzioni adeguate - sia alle esigenze di chiarezza in camera sia allo stile dell'arredo. Le lampade possono essere posizionate strategicamente in più punti, con modelli a stelo o con bracci estensibili. Un modo per direzionare la luce in base alle necessità, che può comprendere anche faretti, applique a parete, o sul controsoffitto. Sempre per avere maggiore luce nella stanza, invece del classico lampadario centrale e alto, spesso il design nordico adotta una lampada centrale pensile più ravvicinata al letto. Un punto luce che può diventare anche un elemento di arredo esclusivo, in accordo con gli altri complementi della camera.
Ingresso funzionale: idee e soluzioni per arredare
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Può sembrare una scelta semplice, in realtà arredare l'ingresso richiede un certo impegno, per selezionare i mobili e gli accessori adatti all'ambiente che rappresenta il primo impatto con una casa. Entrando, l'ingresso accoglie di solito con elementi pratici, ma può essere ben definito anche a livello di stile, magari per chiarire il design degli interni che seguono, e per non renderlo impersonale come una mera zona di passaggio. I dettagli sono importanti, soprattutto nella scelta degli elementi da inserire nella composizione d'arredo che abitualmente è formata da appendiabiti, mobiletti consolle per le borse o gli svuota tasche, mensole, portaombrelli, decorazioni con specchi, tappeti, quadri o piante. Se lo spazio lo consente ben venga includere anche arredi ulteriori che possano dare una maggiore comodità all'atrio, come nel caso in cui si inseriscano armadi, panche, sedie o poltroncine. Aprendo la porta la visione dell'arredo interno deve comunicare subito l'atmosfera della casa, oltre all'accoglienza dovuta agli ospiti tramite mobili basilari come attaccapanni e portaombrelli. Per questo, tenendo conto delle esigenze di estetica e funzionalità, abbiamo selezionato 5 idee di décor e arredamento, considerate tra le più valide per l'ambiente dell'ingresso. Ingresso con console e specchio Questa soluzione è consigliata quando gli spazi sono ridotti ed è necessario scegliere solo pochi arredi per non ingombrare maggiormente l'ingresso. Se l'elemento essenziale della console non può mancare per ragioni di praticità lo specchio aiuta anche come accessorio strategico ampliando la percezione dei volumi per chi entra. Inoltre, se la stanza non è ben illuminata, come spesso accade nel vano d'ingresso, uno specchio può diffondere meglio la luce. L'ideale è posizionare lo specchio di fronte all'entrata, sopra la console, e scegliere un modello dalle cornici semplici, anche se sempre in linea con lo stile di arredo complessivo dell'ingresso. Alcuni tipi di specchiera possono anche avere dei ganci appendiabiti, per integrare due funzioni e risparmiare spazio. Nel caso si scelga di non mettere lo specchio al muro ma appoggiarlo a terra, potrà dare anche un effetto di profondità alla stanza. Un'altra idea, sopratutto per i corridoi più bui, viene dalla tendenza di allestire delle pareti decorate da più specchi, magari di forme diverse, non solo per dilatare lo spazio o dare luce all'ambiente, ma anche per creare una parete scenografica all'entrata della casa. Ingresso con appendiabiti e contenitori a vista Ecco una scelta essenziale e pratica, perfetta per un'entrata piccola che necessita di ordine. Qui la proposta per migliorare l'ottimizzazione degli spazi, suggerisce di inserire l'attaccapanni e un mobile-contenitore aperto dove mettere borse, chiavi e tutti gli accessori che di solito vengono lasciati nell'atrio, o posizionati quando si rientra. L'appendiabiti può essere scelto con un modello a muro con ganci oppure creato da elementi tubolari, pannelli attrezzati o pomoli. L'importante è che le giacche non arrivino a coprire la zona sottostante dei contenitori. Qui possono trovare una sistemazione anche gli accessori usualmente indossati prima di uscire – come scarpe, sciarpe, guanti o cappelli. I contenitori possono essere la parte inferiore di una panca da ingresso, che permette di sedersi in comodità e completare la preparazione ad uscire. Con la complicità di uno specchio, questa zona diventa funzionale e organizzata. Ingresso con armadi a giorno incassati Se la stanza lo consente come spazi, un'idea valida per organizzare gli elementi è quella di creare degli armadi a giorno, di dimensioni medio-piccole per non appesantire l'entrata. Se nel muro è presente una nicchia, può essere sfruttata per creare nell'ingresso degli armadi incassati, formati da mensole a parete; in alternativa, si possono inserire nella nicchia delle boiserie con ganci per posizionare giacche, abbigliamento e altri accessori. Un armadio da ingresso a giorno può essere pensato, oltre alla soluzione dei piani di appoggio aperti e al vano cappottiera, anche con dei contenitori alla base, aperti o chiusi, spesso usati come scarpiere. L'ingresso con armadio diventa una soluzione per ordinare tutto in modo compatto, valida anche per mettere a proprio agio gli ospiti con una sensazione di accoglienza e privacy. Ingresso con armadi a scomparsa Quando la profondità dell'atrio lo consente, si può elaborare un progetto di armadi su misura che può essere dotato di un sistema di chiusura a scomparsa elegante e funzionale. Si può risparmiare spazio, senza l'anta a battente e integrarsi al massimo nell'ingresso, scegliendo lo stesso colore della parete. Gli armadi scorrevoli permettono di allestire al loro interno sia il guardaroba, sia un angolo ripostiglio; qui si possono lasciare, se i volumi sono ampi, non solo borsoni o zaini, ma anche attrezzature come monopattini o addirittura le bici pieghevoli. In questo modo, è possibile recuperare spazio stipando tutto all'interno dell'armadio; un'idea valida se l'ingresso è formato da un corridoio non troppo ampio. Inoltre, la chiusura a scomparsa favorisce la massima riservatezza nell'assetto degli oggetti. Inoltre, l'armadio scorrevole può essere anche un'idea di design per ingressi che sono uniti alla zona living allineandolo ai mobili del soggiorno nello stile e nei materiali. Ingresso con mobili attrezzati Questa idea per l'atrio comprende delle soluzioni che rendono lo spazio versatile, grazie a dei mobili da ingresso allestiti con gli elementi che maggiormente sembrano utili. Si possono attrezzare nei mobili dei ripiani, i ganci per borse e oggetti, le specchiere, oltre a predisporre dei vani chiusi dalle ante per scarpiere e guardaroba. Quando l'ingresso corrisponde ad un corridoio, se le dimensioni lo consentono, si può scegliere per una soluzione integrata tra un' armadio-guardaroba e pannelli (al fine di non rovinare le pareti) per l'appendiabiti. Lo stile di arredo nordico in queste soluzioni è interessante: gli ingressi sono composti sempre da un mobile dotato di una panca per sedersi e togliersi gli abiti, oltre ai ganci superiori per appendere le giacche. I contenitori o cassetti inferiori possono stipare altri oggetti pratici, da prendere prima di uscire, o diventare degli spazi in più per gli oggetti in casa. In altri casi, lo spazio attrezzato può essere ospitato in un vano ripostiglio già presente - utile quando dall'ingresso apre il passaggio ad altre zone della casa come cucina o living room, e non conviene appesantire l'arredo di questa zona.
Miscelatori da appoggio: rubinetteria di design in bagno
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La rubinetteria di design in bagno rappresenta la classica ciliegina sulla torta quando si parla di concludere un progetto importante e ben articolato, riguardante la funzionalità e lo stile di un ambiente di servizio molto utilizzato in casa. Tra le tante opzioni, i miscelatori d’appoggio diventano la perfetta soluzione, quando si vuole combinare un design ricercato e di tendenza ad una tecnologia innovativa e all’avanguardia. Questa particolare tipologia di installazione permette una maggiore libertà di pensiero quando si sta progettando la zona lavandino in bagno, poiché a differenza dei rubinetti statici a parete o di quelli integrati direttamente sul lavabo stesso, i miscelatori da appoggio possono essere collocati nelle più svariate posizioni. Centralmente, di lato e con distanze differenti a seconda del getto, questa rubinetteria è la più versatile a livello di disposizione su un mobile o una consolle sospesa e in base a tale predisposizione, è fattibile cambiare decisamente il volto al look che si desidera ottenere, ottimizzando estetica e praticità. Le linee di rubinetteria presenti sul mercato e presentate dai migliori brand del settore, si differenziano tenendo in considerazione più caratteristiche che le contraddistinguono. I fattori da valutare, per capire come scegliere il miscelatore da appoggio per il proprio bagno, riguardano: la varietà di materiali; le tante forme e altezze; la tipologia di erogatore; le finiture e i colori; l’installazione e i costi. Miscelatore da appoggio in bagno: varietà di materiali Un miscelatore da appoggio in bagno deve essere realizzato con un materiale che presenti una capacità di resistenza tale, da poter sopportare in modo eccellente una costante sollecitazione ad acqua e umidità, oltre all’assiduo e quotidiano utilizzo e tocco da parte dei padroni di casa. I metalli trattati a livello superficiale, per non avere brutte sorprese a livello di ruggine ed ossidazione, costituiscono l’alternativa perfetta da scegliere e impiegare senza alcuna remora. Tra le varietà di questi materiali, previsti per la realizzazione di una rubinetteria da appoggio e design in bagno, possiamo trovare: l’acciaio inossidabile; l’ottone; il bronzo; il rame; il nichel. L’acciaio inox è sicuramente la scelta materica più gettonata e preferita per la realizzazione di un bagno con miscelatori da appoggio. Una soluzione perfetta grazie alla sua impermeabilità e robustezza verso gli agenti corrosivi, alla sua lunghissima durata nel tempo e alla brillantezza che ne connota sempre la parte superficiale. Anche gli altri metalli sono assolutamente indicati e solitamente valutati in base all’orientamento estetico che si intende realizzare per un bagno a tema. Tra i materiali alternativi vi sono quelli dedicati alla rubinetteria luxury, che vedono anche l’impiego di oro e argento per progetti davvero glam e chic di alto livello. Anche il vetro può essere un’opzione diversa e che segue uno stile particolare per un bagno dalle linee esclusive. Infine possiamo citare la plastica, che abbinata ad altri materiali, ha dato vita ad una serie di miscelatori d’appoggio più fantasiosi e originali, utili in un bagno moderno, eclettico e decisamente funzionale. Miscelatore da appoggio in bagno: tante forme e altezze Sezioni circolari o quadrate sono le due alternative che riguardano il disegno base di un rubinetto e attorno al quale si creano geometrie differenti che danno origine a profili spettacolari per miscelatori da appoggio che sembrano quasi delle sculture. Tenendo in considerazione lo stile del bagno, scegliere sagome più lineari ed essenziale o silhouette più morbide e curvilinee, dipenderà esclusivamente dal trend che si intende seguire: moderno, industriale, urban per la prima soluzione o decò, boho e shabby per la seconda. Per quel che riguarda le altezze, le misure di un miscelatore da appoggio dipendono dalla lunghezza dell’erogatore, dalla sua distanza rispetto a quella del lavandino e dalla tipologia di lavandino stesso (appoggio, a filo, a incasso). Le dimensioni disponibili, per un miscelatore d’appoggio in cui l’acqua fluisca correttamente evitando schizzi o fuoriuscite indesiderate, vedono i seguenti formati: XS: con altezza di 7-8 cm da erogatore a lavabo; S: con altezza di 10-14 cm da erogatore a lavabo; M: con altezza di 15-18 cm da erogatore a lavabo; L: con altezza di 19-20 cm da erogatore a lavabo; XL: con altezza di 22-24 cm da erogatore a lavabo. Valutare comunque caso per caso le diverse combinazioni aiuterà a prendere la decisione corretta. Miscelatore da appoggio in bagno: tipologia di erogatore I miscelatori da appoggio monocomando sono dotati di elementi tecnologici che garantiscono una straordinaria facilità di maneggevolezza, con un controllo puntuale della temperatura e della fuoriuscita dell’acqua, attraverso topologie di erogatori diversi. I modelli più semplici sono a canna, curva o lineare e a cigno, che seguono un’estetica tradizionale e sempre di successo. Prodotti con erogatori speciali come doccette o multi getto, aiutano nelle mansioni quotidiane di igiene e pulizia del bagno in maniera molto efficace, ma discreta con parti snodate e flessibili. Gli erogatori a cascata sono molto ambiti per i miscelatori da appoggio di design che con la loro particolare apertura fanno sgorgare l’acqua in modo soft e scenografico. Insomma, esistono davvero tante soluzioni adatte ad ogni progetto! Miscelatore da appoggio in bagno: finiture e colori Le finiture per un miscelatore da appoggio in bagno, riguardano essenzialmente tre scelte: lucido: caratterizzato da una lucentezza naturale, conferita dalle proprietà del materiale stesso o da trattamenti superficiali appositi; opaco: connotato da una luce riflessa diffusa sulla superficie, che proietta colori chiari e tenui; satinato: contraddistinto da a luce in parte speculare e in parte diffusa, con un effetto pacato ma semi-brillante. Per quel che riguarda i colori, tolti i tipici grigi, dorati e ramati metallici, le laccature sono dotate di palette infinite e di molteplici varianti tra cui scegliere a seconda delle richieste effettuate. Il bianco e il nero sono tra le alternative più quotate per miscelatori da appoggio di tendenza in un bagno da look contemporaneo, minimal ed essenziale. I colori pastello sono invece maggiormente indicati per stili più freschi, frizzanti ed eclettici. Miscelatore da appoggio in bagno: installazione e costi  L’installazione di un miscelatore da appoggio in bagno è decisamente immediata e semplice. Le varie tubature sono nascoste dal mobile e o dal supporto del lavandino, ma decisamente facili da raggiungere all’interno del vano contenitore. Per quel che riguarda i costi vi è invece una vasta scala tra cui scegliere con prodotti che vanno dai 60 euro a modelli che superano i 600 euro. Molto dipende dal brand, dalla dimensione, dalla particolare finitura, da accessori complementari e aggiuntivi e dalla tendenza del momento. Un buon rubinetto da appoggio si attesta su un budget che rientra tra i 150 – 200 euro, dove funzionalità e forme accattivanti sono racchiuse in elementi con adeguate prestazioni. Quando i prezzi salgono bisogna capire che le caratteristiche fondamentali sono soddisfatte, ma che viene aggiunto quel tocco in più a livello di design e optional che ne aumentano il valore e le performance.
Casa di stile: 8 consigli per iniziare ad arredare con gusto
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Quando si ha l’ambizione di arredare una casa con gusto e stile, per renderla personale ma che diventi soprattutto un’abitazione di tendenza, è necessario seguire pochi e utili consigli forniti da architetti e designer d’interni, capaci di risolvere molti dubbi in poche ed efficaci mosse. Progettare casa non è mai cosa immediata, in special modo se si pensa di affrontare una ristrutturazione o un intervento dal nuovo senza pianificare preventivamente ogni cosa. Anche in questo modo gli imprevisti sono sempre in agguato, ma con dei punti fermi da seguire sarà sicuramente più veloce e semplice, affrontare una realizzazione per iniziare ad arredare con gusto una casa di stile e dal design spiccato. Per fare ciò non è necessario dover attingere ad un budget troppo cospicuo. Molto spesso è la combinazione di più fattori che non hanno nulla a che vedere con i costi, che riesce a rendere un progetto casa, un vero e proprio gioiellino da rivista. I passi da seguire, per iniziare ad arredare casa con gusto e stile, sono: individuare un tema; definire una palette di colori; valutare gli spazi da riempire; creare ambienti personalizzati; inserire arredi di design; sfruttare elementi particolari; non trascurare l’illuminazione; scegliere gli accessori con cura. 1. Individuare un tema Per stare al passo con i tempi e seguire i trend alla moda per arredare una casa con gusto e stile, è fondamentale individuare un tema che sia stilisticamente all’avanguardia e che rispetti i canoni estetici, relativi a bellezza e fascino. Seguire un mood specifico renderà più semplici tutte le operazioni riguardanti un progetto d’interni, grazie ad un filo conduttore comune che non farà commettere errori su nessun punto. Con una tematica alla mano saranno gestibili tutte le incognite che si presentano in una realizzazione inerente l’arredamento di un’abitazione e da cui scaturiranno in modo spontaneo tutte le scelte successive da compiere. 2. Definire una palette di colori Grazie all’individuazione di un tema, che caratterizzerà in modo incisivo i vari ambienti di casa, definire una palette di colori per pareti, pavimenti, complementi e accessori diventerà davvero cosa immediata e agevole da effettuare. Ogni orientamento ha le sue nuance prestabilite e imprescindibili, ma che possono subire qualche piccola variante ed essere personalizzate, a seconda delle preferenze personali dei padroni di casa o grazie a quei mix & match tanto in voga dove si vede la commistione di differenti trend che danno vita a uno stile ibrido connotato da un connubio di toni e sfumature. Seguire questi consigli sarà un approccio perfetto per iniziare ad arredare con gusto una casa di stile e con un look decisamente impeccabile. 3. Valutare gli spazi da riempire Il punto tre, sulla scaletta da seguire per arredare casa con gusto e stile, si riferisce alla valutazione degli spazi da riempire nel modo più consono e in base alla grandezza dei vari ambienti. La metratura a disposizione influisce inevitabilmente su molti fattori: il numero di complementi che andranno inseriti; il tipo di decorazione che verrà applicata; la scelta dei colori più o meno intensi; la tipologia di illuminazione. Spazi contenuti andranno pensati in un certo modo, dove i colori chiari aiuteranno senza dubbio ad ampliare visivamente l’area in oggetto. La luce naturale sarà la benvenuta e pochi, ma eleganti arredi di design, completeranno l’aspetto generale della zona in progetto. Al contrario, stanze imponenti, potranno racchiudere al loro interno porzioni più piccole diversificate per funzione e collegate da temi, stili e palette in un pot-pourrie finemente ideato. Più complementi, toni scuri e una mescolanza di accessori avranno decisamente i centimetri necessari per coesistere all’interno di in un unico ambiente. 4. Creare ambienti personalizzati Le idee e i consigli di architetti e designer d’interni per arredare con gusto una casa di stile, non devono lasciare da parte le inclinazioni e preferenze soggettive dei suoi fruitori e che daranno la possibilità di creare ambienti personalizzati e irripetibili. Inserire oggetti appartenuti alla famiglia da generazioni o ricordi legati a viaggi o esperienze indimenticabili è assolutamente necessario per non lasciare freddo e sterile un contenitore che dovrebbe invece chiamarsi “casa”. Suppellettili, ninnoli e fotografie sono solamente alcuni esempi di elementi assolutamente essenziali per creare un’atmosfera conviviale, ospitale e accogliente da condividere con le persone più care. 5. Inserire arredi di design Altro suggerimento, per iniziare ad arredare con gusto e stile una casa, riguarda l’inserimento di arredi di design, che non necessitano di essere troppi, imponenti e invasivi, ma che semplicemente nel loro inserimento, devono essere riconoscibili e soprattutto utilizzati. Una poltrona famosa, una lampada firmata o una qualsiasi icona di design presente in un ambiente domestico, non deve essere vista come un pezzo da museo semplicemente da ammirare. Questi oggetti sono stati ideati e realizzati per facilitare il vivere quotidiano, pertanto l’essere impiegati in un progetto d’interni, significa valorizzare e innalzare il trend di casa e al contempo fruire di semplici elementi che rientrano nella routine e ordinarietà di tutti i giorni.  6. Sfruttare elementi particolari Se una casa possiede già al suo interno delle singolarità uniche e originali a livello edilizio o di decoro, sfruttare questi elementi particolari è senza alcun dubbio un ulteriore passo da seguire per arredare casa con gusto e stile. Una modanatura elaborata, nicchie curvilinee, parquet intarsiati, cornici antiche montate su strutture di caminetti, sono degli esempi molto comuni di cosa si può trovare molto spesso in abitazioni d’epoca e non solo. Un occhio da esperto e attento ai dettagli non potrà che consigliare sul fatto di mantenere assolutamente questi aspetti originali e caratterizzanti di periodo storici passati ma che riescono a convivere appieno con ideazioni più attuali e contemporanee. 7. Non trascurare l’illuminazione Non trascurare l’illuminazione è il penultimo punto da seguire, nel programma per arredare con gusto una casa di stile. Quella naturale è da valorizzare in ogni ambiente di un’abitazione, perché non vi è nulla che eguagli il calore e la luminosità proveniente in modo diretto dai raggi del sole. Ove le finestre non sono invece così presenti ed è necessario incrementare con elementi artificiali, bisogna farlo con un progetto per l’impianto elettrico, ben studiato e calibrato in base: alle funzioni delle varie stanze, alla tipologia della fonte illuminante, al numero di punti luce che si vuole installare.  Funzionalità e look di design devono in questa particolare circostanza andare di pari passo e raggiungere un connubio impeccabile. 8. Scegliere gli accessori con cura Al termine di un progetto cos’è che conclude nel modo più consono una realizzazione di stile e che fa intravedere tutta la tendenza e il gusto di un arredo chic e alla moda? Risposta: scegliere con cura gli accessori che andranno a completare il tutto e che possono essere così enumerati: specchi; vasi; orologi; quadri; tendaggi; tappeti; cuscini; portafoto; portaoggetti. Un piccolo elenco di tanti optional che non devono essere scelti a caso, essere ridondanti o collocati senza un equilibrio necessario. Piccole minuzie che vanno selezionate e posizionate con buonsenso in un progetto d’arredo da urlo!
Testiera in legno: 8 modi per rinnovare la zona notte
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Arredare la camera da letto con una testiera in legno è una tra le tante brillanti idee che si possono attuare per rinnovare in modo creativo, ma elegante una zona notte ricca di fascino e design. Per coloro che amano un elemento decorativo unico e che caratterizzi al meglio i propri gusti e personalità, una spalliera in legno ben si presta a tale scopo, grazie alla versatilità di un materiale naturale, caldo e accogliente. Gli elementi da considerare, per rinnovare la zona notte, con una testiera letto in legno sono: la tipologia dell’essenza; il colore della superficie; la finitura lucida o opaca; la forma lineare o curvilinea. In base alla commistione di tali fattori è decisamente possibile capire anche verso quale orientamento stilistico propenderà l’intera camera da letto, con un pezzo davvero originale che diventa un punto focale importantissimo nell’ambiente e assolutamente da mettere in mostra. Zona notte con testiera in legno Una zona notte con testiera in legno naturale è tipica nei progetti d’oltreoceano, dove l’aspetto generale di un letto riguarda la comodità e la praticità, più che l’estetica. Perfetto in uno stile urban, con tendenze smorzate verso l’industrial, dove un elemento minimal, lineare e nella sua finitura più essenziale, risulta comunque il protagonista di una camera matrimoniale trendy e alla moda. Essenze chiare, con venature e nodi a vista, superficie opaca e listelli assemblati in maniera quasi artigianale, rappresentano l’idea fondamentale che una testiera in legno deve risultare funzionale, anche se nella sua semplicità, diventa un primo e molto apprezzato approccio di design, per rinnovare la zona notte in modo easy ma incisivo. Testiera in legno: un parquet a parete Opzione due: una testiera in legno per rinnovare la zona notte che diventa un vero e proprio relooking di un parquet a parete. Soluzione oltremodo spettacolare e decisamente più incisiva e invasiva in una camera da letto, dove la decorazione non comprende solamente la porzione di muratura alle spalle del letto, ma si estende come motivo preponderante anche sul soffitto. Una progettazione sinonimo di modernismo e astrattismo, che vede delle tavole di legno disposte in modo consequenziale e a ridosso l’una dell’altra, per lasciare spazio anche ad un’illuminazione soft e utilissima tra una “lamella” e l’altra. Un risultato sorprendente per una testiera in legno di stile, unica, esclusiva e assolutamente incomparabile. Camera da letto con testiera in legno bicolor Eleganza e contemporaneità per la proposta numero tre, che abbina finiture e nuance differenti in una camera da letto con testiera in legno bicolor. Forse la più immediata tra gli 8 modi per rinnovare la zona notte, che Archisio vuole presentarvi oggi, e che richiede un po' di manualità e un budget davvero minimo. Sarà sufficiente suddividere orizzontalmente la superficie in oggetto che si possiede e lasciare in legno a vista la parte superiore, e tinteggiare con una finitura satinata, la porzione sottostante nella colorazione che richiama i complementi d’arredo circostanti (armadio e comodino). Un escamotage immediato e dal budget low cost, che trasforma radicalmente in due passi, un ambiente dedicato al riposo, in modo chic e sofisticato. Zona notte e testiera vintage in legno Altra idea, altro stile con una testiera vintage in legno curvilinea in una zona notte dal sapore retrò. Individuare nei mercatini degli elementi “antichi”, ma che possono ancora dare molto in progetti innovativi e dedicati al rinnovo, è una prassi molto consolidata tra i designer d’interni che vanno alla ricerca di mobili o accessori del passato, per poter ricreare le atmosfere particolari e personalizzate richieste da padroni di casa intraprendenti che amano le sensazioni di un vissuto che ha ancora molto da dare. Zona notte: testiera in legno attrezzata Altro escamotage per rinnovare la zona notte è utilizzare una testiera in legno attrezzata. Organizzare e personalizzare con gli elementi che ciascuno di noi utilizza maggiormente, è un espediente eclettico e molto utile all’interno di una camera matrimoniale. Questo in special modo nell’area relax che ciascuno sogna e che una volta distesi, non si vuole abbandonare per potersi godere il meritato riposo. Avere prese elettriche, punti luce, mensole, ganci, orologi e quant’altro, incorporati nella testiera, aiuta in questo scopo arricchendo in funzionalità tecnologica un oggetto solo in apparenza anonimo, ma che può invece diventare il vero punto focale di un’ambiente. Camera da letto con testiera in legno verniciata Se finora i relooking di una zona notte hanno riguardato una testiera in legno lasciata nel suo colore originale e con variabili inerenti alla forma e alla finitura superficiale, non abbiamo ancora parlato di un rinnovo grazie al colore. Un letto classico e con un’importante testata decorata e intarsiata, può essere facilmente svecchiata con una semplice verniciata in chiaro o con la tecnica del decapaggio, traendo spunto da uno stile country o shabby, impeccabili ed ineguagliabili a livello estetico. La bellezza dei disegni e degli ornamenti verranno assaporati con un occhio diverso, smobilitando l’arredo di un’intera camera matrimoniale che non sembrerà davvero più la stessa di prima!  DIY: testiera in legno di recupero Avete a disposizione tanto legno di recupero e una manualità spiccata nel realizzare oggetti sensazionali per arredare casa attraverso un DIY da manuale? Ecco l’idea vincente: rinnovare la vostra zona notte lasciando libero sfogo alla fantasia, utilizzando elementi esclusivi riportati a nuova vita, con un po' di mano d’opera artistica per uno stile coastal, con varianti sul tema che vanno dal nordico, al boho, al jungle. Zona notte chic con testiera in legno retroilluminata Un’ultima e ulteriore alternativa che Archisio vi vuole presentare è un metodo ancora più rapido per rinnovare la testiera in legno all’interno di una zona notte. Ovvero quello di valorizzare questo elemento con una retroilluminazione molto soft e pacata adattissima ad una camera matrimoniale in stile elegant kitsch. Strisce a led applicate alla cornice della testiera stessa, con una luce calda e soffusa, sapranno valorizzare l’intero ambiente, arricchendo di calore un elemento naturale già di per sé estremamente ospitale, avvolgente e profumato come il legno.
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