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Articoli: Bagno

Come progettare il bagno di casa
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Un progetto bagno richiede una serie di valutazioni che prendano in considerazione tutte le componenti essenziali, che devono essere presenti in questo ambiente di servizio. Quando si inizia a vagliare qualche ideazione e proposta, ci si deve interrogare sulla funzionalità che questo spazio deve avere e su quali siano le reali esigenze dei padroni di casa. Oltre a ciò è necessario capire quale stile si intende seguire, per creare un’ambientazione spettacolare a livello estetico, che lasci chiunque a bocca aperta. Insomma, come progettare il bagno di casa per renderlo accogliente, confortevole, funzionale e connotato da uno spiccato design? 5 sono gli elementi fondamentali da non trascurare e che nel dettaglio riguardano: la dimensione, la posa e il colore delle piastrelle; la scelta e la disposizione dei sanitari; la collocazione dei termoarredi e delle scalda - salviette; la selezione di arredi funzionali e di design; la posa di un’illuminazione ottimale. Progetto bagno: dimensione, posa e colore delle piastrelle Scegliere la dimensione, la posa e il colore delle piastrelle in un progetto bagno, non è cosa da poco. Solitamente l’ambiente in oggetto non ha delle misure XL e capire quale tipologia di pavimento meglio si adatti è molto spesso una grande sfida. Non vi sono regole tecniche che impongano delle restrizioni e ogni ideazione deve essere valutata di volta in volta. Un consiglio che possiamo dare è quello di partire dallo stile che vorreste far emergere nel vostro bagno. Con un industrial style potrete invece cimentarvi con formati decisamente grandi, dove le fughe sono impercettibili con posa a correre e colorazione cementizia o con listelli lunghi a mò di parquet a scaletta semplice o doppia, in un colore scuro dall’effetto rustic chic. Una decisione contemporanea, vi farà propendere per una mattonella di media grandezza, con una posa lineare e con un colore che può variare dal grigio, al tortora, al corten. Per una realizzazione retrò, sarebbe indicato utilizzare piastrelline in formato mini o cementine esagonali dai colori vintage. Queste sono solamente alcune delle infinite possibilità da considerare, che sarebbe bene visionare con un architetto o designer di interni. Poi, una volta presa la decisione per il pavimento, sarà più semplice capire come si intenderà gestire la questione parete. Le alternative sono due: coordinarle alla pavimentazione e seguire l’andamento stilistico, per mantenere un perfetto equilibrio o lavorare a contrasto per dar vita a suggestive e personalizzate progettazioni. Progetto bagno: scelta e disposizione dei sanitari Il primo fattore da non trascurare quando si inizia a pensare ad un progetto per il bagno di casa, riguarda la scelta e la disposizione dei sanitari al suo interno. I modelli rientrano ormai nelle due versioni a filo muro o sospesi e le forme più o meno arrotondate segnano la tendenza del momento con silhouette tradizionali curvilinee o più attuali con andamenti lineari e squadrati. Detto ciò la cosa decisamente importante è la posizione dei sanitari stessi che devono passare in secondo piano quando si guarda un bagno funzionale, ma di design. Nasconderli con muretti, complementi d’arredo, docce o lavandini attrezzati è un ottimo approccio, perché se è vero che tali componenti non possono mancare in un ambiente di servizio, è altrettanto vero che non devono mai essere i protagonisti della scena. Questa è un’indicazione da tenere sempre a mente quando ci si chiede come progettare il bagno di casa e si cerca di pensare ad una soluzione utile, personalizzata e di tendenza. Progetto bagno: collocazione termoarredi e scalda – salviette Altro elemento fondamentale da non trascurare quando si progetta un bagno, è la collocazione dei termoarredi e scalda – salviette. Queste fonti di calore sono diventate ormai delle vere e proprie opere d’arte, che con le loro forme e finiture, diventano un importante oggetto decorativo di design oltreché funzionale. Importantissimo è decidere il punto in cui andranno installati nell’ambiente bagno, per ottimizzare la diffusione del calore in modo omogeneo e uniforme. Solitamente vengono posizionati nella parte opposta rispetto a finestre o porte – finestre, in modo da non disperdere verso l’esterno il calore erogato. Perfetti accanto a docce, nel formato verticale slim, dove poter appendere asciugamani e accappatoi o in orizzontale a mò di quadro sopra le vasche da bagno. Più di rado vengono montati accanto ai lavabi, ma se per necessità si dovesse optare per questa ipotesi, è assolutamente fattibile effettuarla. Progetto bagno: arredi funzionali e di design Ovviamente, all’interno di un progetto bagno di stile e tendenza, devono essere presenti degli arredi funzionali e di design. I mobili contenitore non sono mai troppi in una casa e tanto meno devono essere contenuti in un ambiente di servizio dove si devono riporre biancheria, prodotti per il corpo, scarpe e così via. Scegliere quindi dei complementi capienti e pratici è il primo fattore da considerare, dove ante cassetti e ripiani aiutano a mantenere ordine e rigore. Ma come in ogni progettazione che si rispetti, anche l’occhio vuole la sua parte e l’estetica deve assumere un ruolo da protagonista, per far sì che un bagno risulti accogliente, distintivo e chic. Come per le piastrelle, anche in questo frangente si parte indubbiamente dallo stile che si intende seguire. Mobili lineari e minimalisti per un modern style che si rispetti, curvilinei e decapati per un perfetto trend shabby, in fibra naturale ed eco per un effetto jungalow da copertina. Discostarsi da ciò che le mattonelle su pavimenti e pareti richiedono dai mobili circostanti non è mai troppo consigliato. L’imprinting va solitamente seguito perché creare un bagno eclettico, degno di questo nome, non è cosa semplice e per una realizzazione di successo, il connubio tra i tanti differenti elementi, va studiato a tavolino nei minimi dettagli. Progetto bagno: illuminazione ottimale E come inserire un’illuminazione ottimale in un progetto bagno? Valutare le dimensioni dell’ambiente e i punti luce naturali è la prima cosa da fare. In base ai tamponamenti trasparenti e all’ingresso dei raggi del sole durante la giornata, potremmo capire quali siano le aree che eventualmente rimangono in ombra e che necessitano di applique, lampade a sospensione, led nel controsoffitto o faretti a vista. Non sempre un’unica luce a centro volta risulta essere la soluzione migliore, così come una diffusa e a sé stante su più pareti, non offre il comfort richiesto in questa stanza di casa, figuriamoci avere solamente delle sorgenti sulle specchiere. Il consiglio è quello di inserire almeno due tipologie luminose, che aiutano a fornire la quantità giusta di lucentezza e chiarore necessari per espletare le mansioni in un bagno (luci principali) e al contempo di creare un clima rilassante e soffuso con luci d’atmosfera (secondarie).
Usare il cartongesso in bagno: come e dove
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Rinnovare il bagno: utilizzare la cassetta esterna per il wc
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La cassetta esterna per il wc, per molti anni snobbata e messa completamente da parte grazie a soluzioni da incasso, sta invece tornando di moda, specialmente quando si deve affrontare un progetto completo per rifare il bagno di casa. Sostanzialmente abbandonata per la sua estetica, perché in alcuni casi non propriamente dotata di grande design, questo elemento per il bagno sta invece diventando una alternativa nuovamente apprezzata per molteplici vantaggi. Mantenere la cassetta esterna per il wc significa dotare un ambiente di servizio di un elemento funzionale e utilissimo per rimodernare un bagno. Questa scelta viene sempre più spesso preferita quando si intendono sostituire i sanitari, senza intraprendere lavori di demolizione troppo invasivi. Per chi pensa che tale opzione non possa sostenere un look contemporaneo all’interno di un bagno moderno di tendenza, è in errore. Per quanto riguarda lo stile e il fattore estetico, i migliori brand del settore hanno progettato dei modelli con forme ergonomiche esemplari. Queste silhouette, disegnate con un’attenzione particolare alla bellezza esteriore, riescono ad inserirsi perfettamente in qualunque contesto. Capiamo allora insieme tutti i pro che una cassetta esterna per il wc possiede e come può integrarsi perfettamente con l’idea di rinnovare un bagno in casa. Cassetta esterna wc: tutti i vantaggi in un bagno odierno La cassetta esterna di un wc assume un compito fondamentale perché è solamente grazie a lei che è possibile risciacquare la tazza, attraverso l’acqua pulita mantenuta nel suo serbatoio interno. Valutarne l’inserimento in un bagno da rifare di concezione odierna, è una prassi che molti progettisti propongono in fase di ristrutturazione, sostenendo i suoi molteplici benefici. I fattori che determinano le caratteristiche positive dell’utilizzare una cassetta esterna per il wc, sono molti e nel dettaglio riguardano: la facilità e la poca invasività riguardante la posa; l’immediata ispezione in caso di guasti e danneggiamenti; la rapidità inerente la manutenzione ordinaria; la praticità di igienizzazione; la semplicità nell’essere sostituita; l’economicità rispetto a opzioni da incasso. Tutti questi vantaggi, sommati al design che oggi gioca un ruolo fondamentale nello stile per la produzione delle cassette esterne, aiutano molti padroni di casa ad avvicinarsi a tale idea per rinnovare il proprio bagno in chiave odierna. Per i più scettici abbiamo altri pro, che rientrano nelle innovazioni apportate alle tradizionali “vaschette” del wc, dove sono previsti: doppi pulsanti con erogazione diverse dell’acqua diverse in base alle necessità; sistema di interruzione della fuoriuscita di dell’acqua in caso di bisogno; riduzione al minimo del rumore, dovuto al riempimento del serbatoio dell’acqua. Cassetta esterna in bagno: caratteristiche del wc Quando si pensa di ristrutturare un bagno con cassetta esterna, è necessario prendere in considerazione le caratteristiche del wc, cercando di scegliere il modello più consono per le condizioni tecniche esistenti, come la tipologia di scarico, le pendenze delle tubature, la vicinanza ai muri e così via. I tre modelli disponibili sul mercato, che vengono impiegati per rinnovare un bagno, riguardano: wc con cassetta a zaino con tubo esterno: utilizzate in ambienti dal sapore vintage, vengono scelti quando si installano dei sanitari a filo muro che prevedono una profondità nulla dalla parete e necessitano che il blocco di carico-scarico sia posizionato in altezza con tubo di raccordo a vista; wc con cassetta a zaino monoblocco da appoggio: appropriati in ambienti più contemporanei per il loro look più attuale, si possono trovare in versione standard o salvaspazio, per bagni dalle dimensioni contenute. Ottimali per la compattezza di un pezzo unico, che comprende wc con cassetta incorporata; wc con cassetta a totem: con le loro geometrie più moderne, sono consigliati quando il sistema di scarico è a terra invece che a parete. Cassetta esterna wc: tutte le tipologie per il bagno Utilizzare una cassetta esterna per il wc, implica un discernimento tra le tipologie per il bagno che si trovano oggi in commercio. Vengono tutte dotate di funzionamenti intelligenti, per evitare sprechi inutili di acqua, mantenendo una politica ecosostenibile a 360°. Ciò che ne determina le differenze sostanziali sono le tecniche di funzionamento: a scarico singolo, doppio o pneumatico. Oltre a ciò vanno valutato i vari pratici accessori che possono essere introdotti, come le valvole silenziose di carico e scarico dell’acqua, l’isolamento anticondensa e i sistemi di blocco. Altra variabile che caratterizza i diversi tipi di cassette esterne per wc, è la capacità di contenimento dell’acqua. I modelli più utilizzati sono quelli slim da 3 o 6 litri o quelli nella misura L che arrivano a sostenere 9 litri. Cassetta esterna wc: estetica e stile in bagno L’estetica e lo stile in un bagno di casa, sono dettati dai tanti vari pezzi che compongono questo puzzle progettuale di un ambiente di servizio, che deve risultare affascinante oltreché funzionale. Il mondo del design sviluppa continuamente idee e disegni inerenti la geometria dei sanitari che devono armonizzarsi con il contesto circostante ed essere in linea con l’arredo che andrà a costituire il bagno stesso. Una cassetta esterna per wc ideata secondo concetti odierni, prevede delle linee minimaliste ed essenziali dal grande impatto e che ben si sposano con tanti orientamenti stilistici diversi. La semplicità e il rigore delle forme connotano i modelli monoblocco, che vanno per la maggiore, e riescono davvero a soddisfare in ogni realizzazione in cui vengono inseriti, integrandosi nei vari bagni con personalizzazioni ad hoc. Queste cassette esterne per wc, a seconda dello spazio disponibile e ai gusti di ciascuno, possono essere posizionate sia a filo muro che distanziate e realizzate nei migliori materiali di oggi. La ceramica è la scelta che è sempre sul podio, ma esistono in realtà dei prodotti alternativi e sempre più sponsorizzati dalle aziende produttrici più competitive (acciaio, legno, vetro e cristallo). Anche per quel che riguarda le opzioni inerenti le colorazioni, è possibile farsi realizzare qualsiasi nuance su richiesta. In base ai trend del momento i colori chiari spopolano ancora grandemente (bianco, avorio, sabbia, tortora), lasciando un minimo spazio a soluzioni i total dark per i più audaci. Cassetta esterna in bagno: costi contenuti e praticità La praticità di una cassetta esterna per wc in bagno, va di pari passo con i costi contenuti per il suo acquisto. Una cassetta a zaino con tubo esterno, ha dei prezzi variabili a seconda del materiale con cui viene realizzata, partendo da 30 euro per soluzioni in plastica per arrivare anche a 500 euro per alternative su richiesta in acciaio. Una via di mezzo riguarda la ceramica che si attesta sui 150 euro. Un wc con cassetta monoblocco standard prevede una spesa di circa 200 euro, mentre per opzioni su misura salvaspazio, il costo può salire sino a 400 euro. Sui 250 euro è il budget da preventivare per modelli a totem.
Arredare un bagno moderno con sanitari e mobili di stile
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Arredare un bagno moderno implica una serie di scelte fondamentali che riguardano sanitari e mobili di stile. Esteticamente un ambiente di servizio di casa contemporaneo, si presenta progettato con linee pulite e minimaliste, dove idee di tendenza e design giocano un ruolo molto importante. Sanitari a colonna, piatti doccia alti, termosifoni sotto le finestre, luci a sospensione e mobiletti con specchio integrato, sono solamente alcune tra le cose da evitare, quando ci appresta ad arredare un bagno moderno. Gli elementi che vanno invece considerati, quando si scelgono i sanitari e gli arredi di una salle de bain attuale e legato ad un’ottica modernista, riguardano: la valutazione di tipologie trendy per il lavandino; l’installazione di modelli minimal per wc e bidet; a posa di docce accattivanti e di stile; la collocazione di vasche performanti di tendenza; l’inserimento di arredi lineari e di design. Bagno moderno: tipologie trendy per il lavandino I lavabi da bagno odierni hanno subito un radicale cambiamento rispetto a quelli utilizzati fino a qualche tempo. La colonna di sostegno ha lasciato spazio ad alternative sospese o ad appoggio su mensole e piani dei mobiletti, creando uno skyline molto più sobrio e in linea con l’idea di modernità tanto in voga da utilizzare all’interno di un’abitazione. La forma di questi lavandini trendy segue una geometria che può essere più rigida (quadrata o rettangolare) o curvilinea (tonda, ovale) e la moda di oggi predilige elementi dallo spessore ridotto e con bordi davvero minimalisti. La ceramica bianca, caratterizzata da un’eleganza innata e ricca di fascino, va per la maggiore, anche se opzioni in nero o grigio satinato estremizzano l’idea di bagno moderno in casa. Abbandonate quasi del tutto sono le soluzioni in vetro. La rubinetteria abbinata può essere incassata a parete, quasi sempre nella versione acciaio (lucido o opaco) o nelle ultime proposte anche in nero sabbiato, o appoggiati sul top del mobile con erogatori innovativi a cascata, con doccetta estraibile e miscelatori dalle linee accattivanti e corredate di funzioni tecnologicamente avanzate. Bagno moderno: modelli minimal per wc e bidet Anche wc e bidet prediligono in un bagno moderno, dei modelli minimal contenuti e senza fronzoli. Solitamente sospesi seguono dei disegni semplici ed ergonomici, dove comodità ed estetica vanno di pari passo. Una scelta differente che sta prendendo piede, riguarda il wc senza brida, a cui rimandiamo un’approfondita lettura in altro nostro articolo. Questo nuovo prodotto viene utilizzato nei locali di servizio contemporanei perché dotato di un look all’avanguardia e di un sistema di scarico senza bordo con un unico foro, che permette all’acqua dall’alto verso il basso e igienizzare completamente le intere pareti del vaso. Un’alternativa caratterizzata da un aspetto semplice, ma affascinante a cui si abbina un meccanismo ingegnoso e funzionale. Naturalmente wc e bidet vanno scelti in coppia e quasi sempre il bianco la fa da padrone anche in questo caso. Poche sono le alternative colorate e se prese in considerazione è perché si vuole contrastare la scelta di pavimenti e rivestimenti chiari. I rubinetti vengono coordinati a quelli del lavabo dove preferenze slim e poco lavorate sono sempre le migliori selezioni. Bagno moderno: docce accattivanti e di stile Se un tempo i migliori piatti doccia erano quelli in ceramica con bordo alto, per contrastare la fuori uscita di acqua, oggi giorno in un bagno moderno meglio si addicono soluzioni a filo pavimento o con basi thin a cui vanno ancorati vetri fissi o scorrevoli a seconda delle necessità. Esteticamente più affascinanti questi prodotti contemporanei vengono realizzati con materiali differenti che presentano un fondo antiscivolo, delicato al contatto e facile da igienizzare. Queste nuove docce accattivanti e di stile, contraddistinguono nell’immediato un bagno moderno, grazie ad una linearità delle forme tipiche ed essenziali nel loro genere. Le pareti satinate lasciano il posto a versioni trasparenti e dotate di telai e profili molto sottili. Se possibile, un bagno moderno prevede oggi giorno delle docce walk-in, dove non è necessaria la presenza di una porta ermetica e grazie alla corretta pendenza l’acqua scorre tranquillamente verso lo scarico. Per quel che riguarda i soffioni, quelli installati a soffitto hanno decisamente una marcia in più, ma sono sicuramente più vincolanti e costosi. Il design di porzioni fisse a parete, più doccette estraibili, riesce a coniugare un look di tendenza ad una spesa consona per un erogatore di stile in un bagno moderno, perfetto e ben progettato! Bagno moderno: vasche performanti di tendenza Le vasche performanti e di tendenza, per arredare un bagno moderno, sono le tanto amate freestanding che hanno spopolato nel settore e che trovano larghi consensi in ogni progetto in cui vengono inserite. Una rivisitazione in chiave contemporanea della vasca da bagno con piedini, non incassata e libera da muratura perimetrale e relative piastrelle come rivestimento. Un sanitario che torna quindi alle sue origini, ma con forme attuali e che viene collocato in punti anche non consueti all’interno di un bagno moderno. Gli erogatori vanno di pari passo con il posizionamento di questo elemento importante. In alternativa ai tipici rubinetti a parete, si utilizzano oggi soluzioni a pavimento, di grande design e ricchi di charme. In un bagno moderno vengono anche ideate alternative con vasche ad incasso nel pavimento. In progettazioni su richiesta questa tipologia si utilizza quando la vasca stessa deve diventare la protagonista in un ambiente di servizio fuori dal comune con dimensioni e caratteristiche ben precise. Opzione di lusso per godersi appieno i momenti di relax in un bagno moderno trendy e glam. Bagno moderno: arredi lineari e di design Arredi lineari e di design sono l’unica possibilità per arredare un bagno moderno. Strutture semplici, geometriche e molto spesso presentate nelle versioni con spessori contenuti, sono ciò che rende contemporanea una zona di servizio, comunque ben attrezzata. Molto spesso questi complementi sono realizzati con cassetti e cestoni con maniglie impercettibili a gola o con sistema push-pull. Questo per rimanere fedeli ai temi di essenzialità e pulizia delle linee.  Per quel che riguarda materiali e finiture ci si può sbizzarrire con opzioni mono tematiche o con commistioni e abbinamenti vari. Oltre alla scelta del legno, in ogni sua nuance, i colori più consoni sono il bianco, il grigio, il tortora e il nero. Più sobrio ed equilibrato nelle versioni opache, con accenti frizzanti e luminescenti in quelle lucide
Wc con bidet integrato: soluzione salvaspazio per il bagno
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Un wc con bidet integrato è una tra le tante soluzioni salvaspazio per il bagno, da prendere in considerazione per affrontare tutte le problematiche di dover progettare degli ambienti contenuti in casa. Ottimizzare la scelta degli elementi da inserire in questa stanza di servizio, è fondamentale per non far mancare nulla di ciò che risulta assolutamente necessario, tenendo presenti i limiti delle misure a disposizione. Un washlet è una tipologia di sanitario utilissima allo scopo. Un pezzo di design ideale per un piccolo bagno che sfrutta un’alta tecnologia, innovativa e all’avanguardia. Per tutti coloro che conoscono poco questa alternativa, vogliamo spiegare di seguito di cosa si tratta.Ovvero capire nel dettaglio che cos’è un washlet, come funziona, perché lo si dovrebbe scegliere, dove sia meglio installarlo e quali sono i costi d’acquisto e le relative manutenzioni da effettuare. Washlet: che cos’è Il washlet o water closet con doccetta, è una novità nel settore dei sanitari. Un termine che nasce dalla fusione delle parole wash e toilet, per indicare un unico elemento, in cui sono inglobate sia le funzioni di un wc che quelle di un bidet. Nato in Europa nel 1956 dall’invenzione di Hans Maurer, ha avuto maggior successo negli Stati Uniti, ma è soprattutto in Giappone che in più della metà delle abitazioni è presente questo wc con bidet integrato. Proprio qui, l’attenzione per i dettagli e la voglia di migliorare un prodotto che si è rivelato utilissimo in molte situazioni progettuali, ha indotto le aziende asiatiche a lanciare un sanitario attento a ogni tipo di esigenza. I washlet odierni hanno raggiunto degli standard igienici ottimali, per l’ergonomia della silhouette e per i vari migliorati sistemi di pulizia ad acqua calda, purificazione dell’aria e funzioni automatiche. Oltre a queste caratteristiche standard possono essere dotati di molti accessori: riscaldamento della tavoletta e sua regolazione in altezza in relazione a quella del fruitore, utilizzo di deodoranti incorporati e illuminazione in mancanza di luce. Wc e bidet integrato: come funziona Il funzionamento di un wc e bidet integrato presuppone l’’inevitabile utilizzo di corrente elettrica. Tutte le tipologie presentano delle funzioni base, a cui possono essere aggiunti degli optional. Le attivazioni delle varie mansioni vengono comandate da pilsanti presenti su un pannello di controllo del washlet stesso, attraverso eventuale telecomando o nei modelli più avanzati da rilevatori ad infrarossi. Vediamo i tre passaggi fondamentali di come funziona un washlet: attivazione apertura: può avvenire in modo manuale, ma le tecnologie odierne permettono di dotare il wc con bidet integrato, di sensori che aprono il copri water quando individuano la presenza di una persona o quando viene aperta la porta del bagno stesso; attivazione pulizia: dopo aver espletato le proprie necessità ecco che entra in gioco la modalità bidet. Un ugello viene azionato per ottenere l’erogazione di acqua utile per il lavaggio delle parti intime. In questa fase è possibile naturalmente scegliere la temperatura, la posizione e l’intensità del getto. Successivamente si può avviare una ventola per la fuoriuscita di aria calda; attivazione conclusione: terminate le attività è necessario utilizzare lo sciacquone. Come nei wc tradizionali sono presenti due pulsanti, da premere in relazione al bisogno effettuato con utilizzo intelligente della quantità d’acqua emessa. Washlet: perché sceglierlo Perché scegliere un washlet per il proprio progetto di interni? Come abbiamo detto la necessità nasce dal fatto di dover attrezzare un piccolo bagno, dove non si vuole rinunciare ad alcuna comodità. Solitamente è il bidet che viene messo sempre da parte. Questo perché o la metratura non consente di inserirlo o perché viene ripetuto che in un locale di servizio può anche non essere contemplato. La soluzione di avere invece un wc con bidet integrato permette di poter utilizzare tutti i pezzi sanitari utili e pratici a cui siamo abituati, avvalendosi dell’escamotage di avere due funzioni in unico elemento. Tale espediente viene preso in considerazione anche in abitazioni con bagni più grandi, ma dove si vuole arredare con un pizzico di design aggiuntivo o perché si è amanti di alternative tecnologiche che sfruttano concetti moderni e all’avanguardia del vivere in modo differente le attività quotidiane di casa. Wc e bidet integrato: dove installarlo Quando si progetta un piccolo bagno e si intende inserire un washlet salvaspazio, è necessario prestare molta attenzione al “dove” installare questo apparecchio. Modelli e design differenti influenzano delle peculiarità importanti di ogni singolo prodotto, che incidono necessariamente sulla valutazione del luogo in cui il washlet stesso dovrà essere montato. Per gestire al meglio la sua collocazione nell’ambiente bagno, è doveroso prendere in esame alcune caratteristiche che riguardano: la dimensione del sanitario; la forma del wc con bidet integrato; la presenza di prese di corrente vicine; la vicinanza ad altre fonti erogatrici di acqua; l’ostruzione di movimento da parte di elementi secondari. Rispetto alle normali grandezze, un washlet è necessariamente più ingombrante, e anche la sua forma risulta leggermente più impattante per tutto il sistema integrato necessario al suo funzionamento. Pertanto va valutato il globale volume del prodotto. La vicinanza alle prese di corrente è un ulteriore elemento che influenza la posizione di questo sanitario, così come la distanza minima che si dovrebbe avere da lavabi e docce (l’acqua limitrofa può causare danni ad un sanitario elettrico) o armadietti contenitore. Indicativamente, per avere un’accessibilità consona al washlet, si dovrebbe mantenere un raggio libero di circa 30 cm intorno al wc con bidet integrato. Washlet: costi
Doccia con finestra: guida pratica alla scelta
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L’idea di avere una doccia con finestra all’interno del proprio bagno, è una soluzione che non sempre si è pronti ad appoggiare. Molto spesso però, dovendo ristrutturare case datate e con vincoli strutturali da cui non si può prescindere, si deve sottostare a compromessi che si rivelano in realtà delle grandi occasioni da valorizzare. Ma quali caratteristiche deve avere una finestra nella doccia, in modo che non si deteriori stando a contatto diretto con acqua e vapori? Una pratica guida consapevole che porti ad una scelta mirata e ottimale è ciò che serve quando si deve affrontare un progetto di questo tipo. I fattori da considerare, per realizzare e acquistare una finestra da collocare all’interno della doccia, riguardano: l’utilizzo di un serramento prodotto con materiali idrorepellenti; l’accortezza di valutare una pratica apertura saliscendi; l’impiego di un’apertura mista con vasistas per una migliore aerazione; l’uso di un vetro satinato per garantire una maggiore privacy; la progettazione di un’apertura senza posizionare il classico davanzale sotto l’infisso. Doccia con finestra: serramento e materiali idrorepellenti Quando ci si appresta a progettare un bagno, dove nella doccia andrà posizionata una finestra, la prima domanda che ci si pone, riguarda il serramento e i materiali da scegliere per la sua “incolumità”. La paura e la convinzione comune, si soffermano sul problema della sollecitazione diretta di acqua e vapore, e del timore che l’infisso, insieme al suo telaio, possa danneggiarsi nel tempo fino ad un completo deterioramento. Se si possiede già una finestra, che andrà proprio ad essere collocata nel vano doccia, e non intendete sostituirla perché ancora in ottimo stato, sarà bene che si prendano in considerazione alcune precauzioni per cercare di preservarla al meglio. Questo deve essere fatto essenzialmente se il materiale da costruzione è il legno. Utilizzare una tenda o un pannello a mò di scuro, sono due tra le tante soluzioni possibili, e che permettono di isolare l’infisso nella doccia, durante il suo utilizzo. Entrambe le alternative, permettono di proteggere e salvaguardare l’integrità del serramento stesso, che comunque dovrà essere ordinariamente controllato e magari rinfrescato con della vernice apposta e idrorepellente. Se invece, in fase di rinnovamento anche la finestra dovrà essere sostituita, ecco che materiali appositi come l’alluminio o ancor meglio il pvc, saranno la scelta perfetta, per assicurare una ottimale tolleranza a getti d’acqua più o meno importanti e per sostenere tutte le difficoltà legate alla presenza di ristagni di umidità, tipici all’interno di una doccia nel bagno. Bagno con finestra nella doccia: pratica apertura saliscendi Per non avere il fastidioso ingombro di un’anta collocata proprio a metà della doccia e facilitare il ricircolo di aria all’interno del bagno, è in alcuni casi preferibile optare per una pratica apertura saliscendi, che garantisca funzionalità, senza dover rinunciare al fattore estetico. Nella tradizione locale, questa tipologia di finestra non viene molto utilizzata, come accade invece nelle abitazioni d’oltreoceano. Risultano tuttavia davvero molto pratiche quando si devono ottimizzare gli spazi ed eliminare i classici ingombri di una apertura a battente che non dovrebbe avere alcun tipo di ostruzione. Un’anta tipica di un serramento in una doccia dalle dimensioni contenute, rischia di urtare il box una volta aperta e di creare un inopportuno “impiccio” in una zona già delicata. Doccia con finestra: vasistas per una migliore aerazione Se una finestra con apertura a saliscendi non è proprio nelle vostre corde, ma è necessario comunque ovviare al problema di un’anta a battente, è possibile installare una finestra esclusivamente a vasistas per ottenere una migliore areazione nel bagno. Le cerniere posizionate verso l’interno permettono un movimento a ribalta delimitato da appositi fermi, con un’angolazione di apertura che può essere personalizzata. Nelle soluzioni contemporanee questa fessura viene scelta in base ad esigenze particolari e nel caso di un infisso nella doccia è appunto fattibile far aprire maggiormente il serramento, rispetto ai canonici centimetri, per garantire un maggior ricircolo di aria necessario. Doccia con finestra: vetro trasparente o satinato per una maggiore privacy E’ una consuetudine ormai assodata, che una finestra all’interno di un bagno, venga dotata di un tamponamento vetrato opaco, anche se in molti progetti di oggi anche un’alternativa trasparente viene grandemente valutata, sia per avere una migliore luminosità, sia per godere di splendidi panorami o semplicemente perché ai padroni di casa piace questa opzione. Quando si possiede un infisso che da direttamente sulla doccia nel bagno, benché piccola e magari dotata di tenda oscurante, è bene che la scelta ricada su di un vetro satinato o serigrafato per ottenere una totale e assoluta privacy. Una soluzione da attuare in special modo in appartamenti o villette a schiera, dove le distanze tra un’abitazione e l’altra sono davvero limitate. La possibilità di optare per un cristallino limpido può essere fatta quando il foro di apertura è collocato decisamente più in alto rispetto al soffione e magari nella posizione opposta; oppure quando non si hanno altre abitazioni che si affacciano direttamente sulla vostra. Bagno con finestra nella doccia: nessun davanzale sotto l’infisso Avere una finestra nella doccia, permette molto spesso, di poter giocare con le dimensioni e le finiture ad essa associate. Solitamente nella parte bassa del telaio si trova un tipico piano d’appoggio, che in un bagno può essere realizzato in marmo o in pietra poiché non temono acqua e umido. In questa insolita posizione, a meno che già lo si possieda, evitare di inserire un davanzale sotto l’infisso, è la migliore strada da percorrere. Il serramento può essere posizionato a filo muro interno, mostrando una continuità con la parete della doccia stessa o essere collocato a filo esterno, mantenendo una nicchia che verrà intonacata o piastrellata senza avere nessuna sporgenza davvero poco pratica. L’una o l’altra opzione dipendono molto dallo stile che si vuole ricreare e far risaltare all’interno dell’ambiente, mettendo in risalto una tendenza prettamente estetica e più minimalista o una contemporanea ma attenta anche alla praticità di avere un vano incassato per appoggiare doccia schiuma e shampoo.
Rubinetti neri per un bagno di tendenza
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La rubinetteria per il bagno è uno di quegli accessori che rientra in una duplice categoria dove estetica e funzionalità vanno di pari passo. Inserire elementi trendy e alla moda, ma al contempo pratici e dotati di alcuni gadget, aiuta senza alcun dubbio a valorizzare un ambiente di servizio chic ed oltremodo efficiente. I fattori da valutare, per scegliere i rubinetti e realizzare un bagno di tendenza, confortevole e comodo, riguardano: la forma: le varianti partono dalle linee più curvate per arrivare a silhouette minimaliste, rette e rigide; il colore: è fattibile oltre alle consuete cromie metalliche (acciaio, bronzo, ottone, rame), personalizzare con qualsiasi colore della scala RAL (nero, rosso, blu…) la finitura: è possibile scegliere rubinetti lucidi, laccati cromati, opachi, satinati; i modelli: le alternative da considerare interessano i miscelatori a cartuccia o a vitone; i materiali: cromo, vetro, ottone. Oggi, vogliamo parlare della sotto categoria del colore e nel dettaglio dell’impiego di rubinetti neri in bagno, per ottenere un effetto di elegante contemporaneità, che ben si addice a qualsiasi stile e a ciascun sanitario presente nell’ambiente oggetto di ristrutturazione o nuova progettazione. Una scelta che ben si sposa sia con oggetti tono su tono (lavandini e sanitari total black) o a contrasto con soluzioni abbinate al bianco lucido o satinato o per coloro che amano osare anche con palette apparentemente estrose ed eccessive, ma di grande effetto, se ben calibrate con i complementi e i rivestimenti circostanti. Vediamo nel dettaglio come si sposa questa particolare rubinetteria in nera, sui vari sanitari di un bagno e quale effetto dona nelle sue varie collocazioni! Rubinetti neri in bagno: da appoggio sul lavabo Come per qualsiasi altro oggetto presente all’interno di una abitazione, anche per quel che riguarda i rubinetti, il colore nero ha preso molto piede, con grandi consensi da parte di moltissimi padroni di casa. Una gradazione che potremmo definire neutra e che con la sua semplice eleganza è riuscita a farsi largo tra le più usuali installazioni di rubinetteria per il bagno. Il tipico rubinetto da appoggio sul lavabo viene ancora molto valutato, in special modo per rievocare stili del passato trasposti nella quotidianità odierna e in situazioni di metrature contenute o posizioni scomode per altre alternative. Erogatori in nero a cigno, con i tipici pomelli a vitone per acqua calda e fredda, sono tornati alla ribalta, grazie al relooking mirato di ambienti di servizio dal gusto retrò e mai superato. Rubinetti neri in bagno: a parete per il lavandino Ritornati grandemente alla ribalta, i rubinetti a parete per il lavandino, costituiscono oggi giorno il 50% delle scelte per realizzare un bagno fashion e glam, con dei modelli ottimi e già sperimentati in passato. Le tendenze e le mode ciclicamente ritornano e questa modalità di montaggio, è stata rivisitata in chiave contemporanea, abbinandovi una colorazione distintiva e signorile. I rubinetti neri a parete vengono gestiti in modi molto differenti, ma davvero tutti di grande effetto. Applicati singolarmente donano un aspetto sobrio ed elegante all’intera zona lavandini; collegati con placchette a muro esaltano la contemporaneità delle forme dal colore sofisticato; combinati a pomelli dalle linee vintage, sono perfetti in nero per richiamare un’atmosfera retrò dal sapore industriale. Questi esempi fanno ben comprendere come una palette univoca, amalgamata a modelli, forme e finiture diverse, riesca a caratterizzare un oggetto di uso quotidiano che diventa un punto focale importante nel proprio bagno di casa. Rubinetti neri in bagno: coordinato per bidet Anche un sanitario come il bidet, se la scelta è stata fatta in base al colore, avrà un rubinetto nero, che richiama di norma quello già acquistato per il lavabo. Solitamente il modello è la versione “mini” di quello in formato XL posizionato nella zona lavandino, ma non sempre. In alcune situazioni è inevitabile dover gestire in modo diverso i vari erogatori di acqua per problemi strutturali o altro. Poco male! Avere degli elementi abbinati non significa necessariamente che debbano avere la stessa linea o forma. I rubinetti neri in bagno possono essere coordinati attraverso il colore, in questo caso nero, per ottenere risultati esteticamente vincenti e che soddisfano al contempo le necessità funzionali. Osare con alternative poco sfruttate o considerate fuori luogo non deve frenare la voglia di personalizzazione un bagno combinando due rubinetti neri che in realtà possono dialogare molto bene nello stesso ambiente. Rubinetti neri in bagno: freestanding per la vasca Il concetto di vasca all’interno dei bagni di oggi, è stato completamente rivoluzionato, facendo diventare questo elemento, il vero protagonista di molti ambienti in cui viene inserito. L’idea della libera installazione, e il conseguente concetto degli oggetti indipendenti, hanno aperto molte possibilità per la rubinetteria abbinata e che prevede molto spesso erogatori a pavimento che svettano come opere di vero e puro design a lato di questo sanitario. Inserire un funzionale accessorio di questo genere nel colore nero, aiuta maggiormente ad incrementare il fascino e il look di tendenza di una salle de bain dallo stile ricercato. Dall’industrial al contemporary, dal country al nordic style, i rubinetti in nero freestanding per la vasca, trovano davvero la loro perfetta collocazione e sistemazione naturale. Rubinetti neri in bagno: saliscendi e soffioni nella doccia Anche per quanto riguarda la rubinetteria nella doccia si apre oggi giorno un mondo ricco di opzioni e varianti a cui molti non sono preparati, quando si sta per scegliere questo accessorio per il bagno. Soffioni a soffitto o a parete, incassati o mobili, con doccetta estraibile e ulteriore erogatore d’acqua integrato con differenti tipologie di getto e così via, sono solo alcune tra le tante alternative tra cui districarsi in fase di acquisto. Per chi ama i modelli tradizionali, con una garanzia di utilizzo collaudata nel tempo, optare per i tradizionali saliscendi è una possibilità che può essere definita classica, ma che viene “svecchiata” dalla scelta del colore nero per tutto il corpo rubinetti e tubo flessibile incorporato. Una visione rinnovata di un consueto oggetto da bagno, grazie ad una nuance senza tempo!
Wc senza brida: cosa c’è da sapere
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All’interno di un bagno quando si parla di sanitari, siamo soliti esaminare la differenza sostanziale, tra wc tradizionale, sospeso o a filo muro, non pensando che ci sono alte variabili, riguardanti molti elementi di cui non conosciamo nemmeno il nome. Per esempio, il termine brida, non rientra sicuramente nel dizionario comune di molti di noi, e in pochi sanno che questa parola fa riferimento ad un elemento accessorio importante di un wc. Capire i pro e i contro di questo fattore, determina la scelta di inserire un prodotto “rimless”, ovvero senza bordo che è proprio ciò che la fatidica brida rappresenta, in uno degli oggetti più importanti in un locale di servizio. Tutti brand e marchi del settore, propongono ormai questi modelli innovativi di wc, che offrono molti lati positivi rispetto ai classici sanitari sia a livello funzionale, di consumo che estetico. Ma vediamo insieme, in questa breve guida, di scoprire tutto ciò che c’è da sapere su come e perché scegliere un wc senza brida, avendo valutato anche le varie opinioni degli esperti di settore. Wc senza brida: cos’è e come funziona Che cos’è la brida e come funziona? La brida è essenzialmente il bordo ricurvo verso l’interno della tazza, dove sono presenti i fori necessari per far sgorgare l’acqua che è presente nella vaschetta di contenimento, indispensabile per igienizzare il wc dopo ogni utilizzo. Il wc senza brida è quello sprovvisto di tale cornice superiore. Questa innovazione costruttiva, ha permesso di effettuare un passo in avanti a livello tecnologico nel campo dei sanitari, dando vita ad oggetti unici, pratici e con linee più accattivanti, per progettare bagni all’avanguardia. Tale necessità è scaturita principalmente dall’impedimento fisico di poter pulire in maniera completa e proficua, la parte non smaltata della brida. Qui purtroppo batteri, germi, funghi e muffe proliferano nel tempo. Pur disinfettando quotidianamente e con cura, questa parte è davvero molto scomoda da raggiungere, e presenta a volte anche un non corretto deflusso di acqua. Il funzionamento di un wc senza brida, prevede che il sistema di scarico avvenga tramite un foro, unico o doppio, che faccia scorrere l’acqua dall’alto verso il basso, con un movimento rotatorio per poter sciacquare l’intera parete del vaso, senza produrre schizzi ed evitando ristagni. Wc senza brida: quando usarlo in bagno Quando è necessario usare un wc senza brida in bagno? A chiunque si pone questa domanda, possiamo rispondere che non esistono delle regole specifiche sul suo impiego. E’ naturale che la tecnologia che li contraddistingue, fa propendere sempre di più verso il suo utilizzo, ma questa scelta è dettata di volta in volta da esigenze differenti. Per chi ama uno stile lineare ed essenziale in bagno, questi modelli minimalisti aiutano senz’altro ad enfatizzare questo look, coniugando estetica perfetta e praticità, sia in soluzioni a filo muro che in quelle sospese. Se lo spazio in un locale di servizio è contenuto, ma non si vuole rinunciare alle varie comodità che si intende inserirvi, allora ripiegare su wc rimless aiuta in modo eccezionale allo scopo. Tali prodotti presentano delle dimensioni più contenute rispetto a quelli tradizionali, pertanto oltre all’estetica entra qui in gioco il fattore della praticità che fa emergere l’intelligenza e la fattibilità garantita di una scelta ben ponderata. Wc senza brida: quali pro e contro Prima di capire se acquistare o meno un wc senza brida, è necessario soppesare vantaggi e svantaggi di tale prodotto. Analizzando prima i contro vediamo che i lati negativi si riducono in realtà a uno, ma che con i dovuti accorgimenti può in realtà essere del tutto annullato. Questo aspetto out, riguarda la fuoriuscita degli schizzi dal wc. Non avendo un bordo protettivo è inevitabile che alcune particelle, antiestetiche e antigieniche di acqua possano effluire dal vaso rimless. Riducendo però la portata del getto, si può ovviare tranquillamente a tale problema. Inoltre, lavorazioni sempre più tecnologiche hanno permesso di valutare il perfetto andamento dell’acqua che sgorga secondo delle curve opportune per evitare zampilli imbarazzanti su pareti e pavimenti del bagno. Tra i pro possiamo sicuramente elencare: la semplicità di pulizia: il getto dell’acqua non incontra nessuna problematica durante il suo deflusso e non essendoci incavi è decisamente più facile passare una spugna o un panno, durante le operazioni di igienizzazione; l’assenza di ristagno: come già detto più volte, la mancanza di un bordo raccoglitore, permette all’acqua stessa di compiere il suo corso sino al sifone, senza rimanere bloccata nella brida dove ogni genere di microrganismo si diffonderebbe sulla superficie del wc; il fattore silenzioso: per la quasi totalità dei modelli si è registrata una percentuale decisamente alta che riguarda la quasi assenza di rumori, nei wc senza brida, dopo aver tirato lo sciacquone. l’elemento ecosostenbile: un wc senza brida permette di risparmiare sulla quantità di acqua, riducendo sensibilmente gli sprechi di risorse preziose, anche in termini di costi e agevolando il concetto ecologico di utilizzate arredi green in casa. Wc senza brida: modelli Tutte le migliori aziende sul mercato, come ad esempio Ceramica Cielo, Kerasan, Ceramica Globo e Ceramica Flaminia, presentano modelli di wc senza brida sia nella versione classica, in quella sospesa, che a filo muro. Esistono differenti tipologie di scarichi senza brida e ciascun prototipo funziona secondo un sistema brevettato ad hoc, che privilegia in ogni caso l’esigenza di ottenere una pulizia costante e pari al 100% . Tolto il fattore pratico e di funzionamento, ciò che differenzia i vari prodotti in questo specifico settore, riguarda le linee, i colori e le finiture in cui tali elementi vengono realizzati. In base allo stile e ai gusti personali dei padroni di casa, si potranno valutare infinite combinazioni, adatte per il proprio intervento di progettazione e/o ristrutturazione per ottenere un look di chic e di tendenza all’interno del proprio bagno. Wc senza brida: quanto costa Possiamo affermare che i costi di un wc senza brida si equivalgono decisamente con quelli che invece ne sono provvisti. Si può partire da budget intorno ai 120 – 140 euro per salire sino a top di gamma che toccano anche i 300 euro. Molto dipende dalla marca del sanitario, dalla linea più o meno ricercata e dalla qualità dei materiali che lo contraddistinguono. Modelli realizzati con ceramiche trattate con lavorazioni particolari e implementati di accessori per migliorare i pro, fanno decisamente aumentare i prezzi, ma che vengono ammortizzati dal perfetto funzionamento riscontrabile nel tempo.
Più luce in bagno? Idee, consigli, soluzioni
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Migliorare la luminosità in bagno, non dipende esclusivamente dalle aperture finestrate presenti o dall’impianto elettrico al suo interno. Sicuramente importanti in un progetto, non sono però le uniche idee e soluzioni che riescono ad aumentare considerevolmente la luce in questo ambiente di servizio. Portare al massimo livello la vivibilità in un bagno e godere appieno del benessere e comfort quando lo si utilizza, è una condizione che deriva certamente dai complementi di tendenza e dagli accessori funzionali scelti, ma anche da un’illuminazione ben studiata e ponderata. Vi sono mille e uno modi per esaltare questa caratteristica così importante e noi oggi vogliamo consigliarvene 5 fondamentali e molto semplici da attuare, sia in un progetto di nuova costruzione che in uno in fase di ristrutturazione. Giocare su una pittura neutra aiuta sempre ed è efficace dove non sono presenti pareti piastrellate nella loro interezza o le metrature sono davvero contenute. Tuttavia, se volete giocare con i colori, ma senza rinunciare ad un chiarore ottimale ecco le opzioni valutate per voi e di cui è necessario avvalersi. Gli elementi per migliorare la luce in bagno, riguardano differenti fattori e nel dettaglio prendono in considerazione: l’uso di rivestimenti neutri e lucidi; l’impiego di sanitari nelle versioni in bianco; l’utilizzo di un arredamento tendente al chiaro e ai colori naturali; il servirsi di divisori in vetro, sia per la doccia che come pareti; lo sfruttamento di specchi per riflettere, impiegati soprattutto in bagni ciechi. Più luce in bagno: rivestimenti neutri e lucidi Per avere più luce in bagno, impiegare rivestimenti neutri e lucidi è la prima idea da attuare. Questo non significa realizzare necessariamente un intero ambiente mono cromatico che risulterebbe statico e noioso. Tale opzione implica quindi uno studio ben preciso di dove questa tipologia di piastrelle andrà posizionata e di come farla risaltare per riflettere al meglio la luce presente, dialogando al contempo con elementi totalmente differenti al suo interno. Giocare con i contrasti è senza dubbio la carta vincente. Un pavimento satinato scuro è uno sfondo perfetto su cui inserire delle mattonelle bianche e lucide. Variare i formati e le finiture superficiali aiuta a creare un effetto senza eguali e dove il carattere e le tendenze estetiche vengono esaltate proprio per la diversità degli elementi presenti. Trovato il giusto equilibrio tra i vari pezzi del puzzle, potete star certi che la luce riflessa sulle pareti con rivestimenti neutri e lucidi, verrà amplificata e migliorata, per dare ad un bagno un’illuminazione ideale ed efficace. Più luce in bagno: sanitari in bianco Anche la scelta dei sanitari può essere utile per avere più luce in bagno con la conseguente soluzione di sceglierli nella versione total white. In ideazioni contemporanee, avere wc e bidet neri o comunque colorati, è un trend che sta trovando grandi consensi, in modo particolare nelle versioni opache. E’ tuttavia preferibile attingere dalla tradizione quando si ha la necessità di amplificare l’illuminazione presente in questo ambiente e di propendere al massimo per modelli in bianco satinato, che però riescono sempre a fornire una luminosità intrinseca, che si propaga al colpo d’occhio su tutto lo spazio circostante. Più luce in bagno: arredamento chiaro Ulteriore consiglio per migliorare la luminosità in bagno, è l’utilizzo di una tipologia di arredamento tendente al chiaro e ai colori naturali. Avvalersi di tonalità neutre aiuta sempre a ravvivare e ad intensificare una qualsiasi quantità di luce presente in un ambiente. Questo non significa che mobiletti, pensili o mensole debbano essere bianche o panna. Si possono creare infinite combinazioni con colori pastello, tonalità tenui del legno e abbinare diversi materiali che pur presentandosi nella stessa palette, donano finiture differenti davvero esclusive e di tendenza. Più luce in bagno: divisori in vetro All’interno di un ambiente di servizio cieco o dove comunque l’illuminazione naturale è scarsa, progettare una parete fissa o mobile con porta scorrevole o a battente, è la quarta soluzione che proponiamo per migliorare la luce in bagno. I divisori in vetro sono molto utilizzati nelle progettazioni di oggi giorno e impiegati nel modo corretto riescono davvero ad essere utili e funzionali oltreché molto belli da vedere. E’ vero che la privacy in una stanza da bagno deve essere sempre e comunque garantita e se la parete divisoria è quella esterna sarà bene avvalersi di una vetrata satinata che soddisfi entrambi gli scopi. Se le parti che separano sono invece interne, allora un vetro trasparente è senz’altro da preferire per ottimizzare al massimo la miglioria della luminosità. Elementi con micro telaio o a giorno, servono spesso per dividere la zona dei sanitari dal lavello per mantenere una certa distanza, anche solo visiva, e che permetta alla luce entrante di non essere oscurata come succede invece per i tramezzi. Anche porzioni di muretti, con soprastanti divisori in vetro, sono assolutamente indicati per racchiudere il vano doccia dove non è prevista una porta, come nelle docce walk in, ideali per far passare e amplificare la luce e al contempo preservare la zona, da vapori e schizzi d’acqua. Più luce in bagno: specchi per riflettere Un’ulteriore idea, consiglio o soluzione da attuare quando si cerca di far arrivare più luce in bagno, è quella di utilizzare degli spacchi per riflettere. L’utilizzo di questo escamotage non solo favorisce la capacità di ottenere una maggiore illuminazione, ma contemporaneamente ottimizza l’effetto ottico di ampliare gli spazi in un bagno, che magari presenta anche delle dimensioni ridotte. La forma, la grandezza e lo stile degli specchi in questa stanza di sevizio di casa, non vanno assolutamente sottovalutati. Sceglierne uno o più a seconda dei gusti personali, aiuta a caratterizzare un’area che deve essere oltremodo pratica e di tendenza. Posizionati sopra un lavabo, accanto alla doccia o in prossimità della vasca, gli specchi per riflettere diventano davvero importanti per amplificare sia la luce naturale che quella artificiale presente. Oltre alle tipologie di illuminazione tradizionale, a sospensione o ad applique, esistono specchi ad illuminazione integrata con lampade a led. Questa cornice luminosa, aiuta ad ottenere un effetto visivo davvero unico e pratico, distribuendo correttamente la luce, amplificata dal riflesso della parete specchiante adiacente.
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