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Articoli: Bagno

Doccia con finestra: guida pratica alla scelta
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L’idea di avere una doccia con finestra all’interno del proprio bagno, è una soluzione che non sempre si è pronti ad appoggiare. Molto spesso però, dovendo ristrutturare case datate e con vincoli strutturali da cui non si può prescindere, si deve sottostare a compromessi che si rivelano in realtà delle grandi occasioni da valorizzare. Ma quali caratteristiche deve avere una finestra nella doccia, in modo che non si deteriori stando a contatto diretto con acqua e vapori? Una pratica guida consapevole che porti ad una scelta mirata e ottimale è ciò che serve quando si deve affrontare un progetto di questo tipo. I fattori da considerare, per realizzare e acquistare una finestra da collocare all’interno della doccia, riguardano: l’utilizzo di un serramento prodotto con materiali idrorepellenti; l’accortezza di valutare una pratica apertura saliscendi; l’impiego di un’apertura mista con vasistas per una migliore aerazione; l’uso di un vetro satinato per garantire una maggiore privacy; la progettazione di un’apertura senza posizionare il classico davanzale sotto l’infisso. Doccia con finestra: serramento e materiali idrorepellenti Quando ci si appresta a progettare un bagno, dove nella doccia andrà posizionata una finestra, la prima domanda che ci si pone, riguarda il serramento e i materiali da scegliere per la sua “incolumità”. La paura e la convinzione comune, si soffermano sul problema della sollecitazione diretta di acqua e vapore, e del timore che l’infisso, insieme al suo telaio, possa danneggiarsi nel tempo fino ad un completo deterioramento. Se si possiede già una finestra, che andrà proprio ad essere collocata nel vano doccia, e non intendete sostituirla perché ancora in ottimo stato, sarà bene che si prendano in considerazione alcune precauzioni per cercare di preservarla al meglio. Questo deve essere fatto essenzialmente se il materiale da costruzione è il legno. Utilizzare una tenda o un pannello a mò di scuro, sono due tra le tante soluzioni possibili, e che permettono di isolare l’infisso nella doccia, durante il suo utilizzo. Entrambe le alternative, permettono di proteggere e salvaguardare l’integrità del serramento stesso, che comunque dovrà essere ordinariamente controllato e magari rinfrescato con della vernice apposta e idrorepellente. Se invece, in fase di rinnovamento anche la finestra dovrà essere sostituita, ecco che materiali appositi come l’alluminio o ancor meglio il pvc, saranno la scelta perfetta, per assicurare una ottimale tolleranza a getti d’acqua più o meno importanti e per sostenere tutte le difficoltà legate alla presenza di ristagni di umidità, tipici all’interno di una doccia nel bagno. Bagno con finestra nella doccia: pratica apertura saliscendi Per non avere il fastidioso ingombro di un’anta collocata proprio a metà della doccia e facilitare il ricircolo di aria all’interno del bagno, è in alcuni casi preferibile optare per una pratica apertura saliscendi, che garantisca funzionalità, senza dover rinunciare al fattore estetico. Nella tradizione locale, questa tipologia di finestra non viene molto utilizzata, come accade invece nelle abitazioni d’oltreoceano. Risultano tuttavia davvero molto pratiche quando si devono ottimizzare gli spazi ed eliminare i classici ingombri di una apertura a battente che non dovrebbe avere alcun tipo di ostruzione. Un’anta tipica di un serramento in una doccia dalle dimensioni contenute, rischia di urtare il box una volta aperta e di creare un inopportuno “impiccio” in una zona già delicata. Doccia con finestra: vasistas per una migliore aerazione Se una finestra con apertura a saliscendi non è proprio nelle vostre corde, ma è necessario comunque ovviare al problema di un’anta a battente, è possibile installare una finestra esclusivamente a vasistas per ottenere una migliore areazione nel bagno. Le cerniere posizionate verso l’interno permettono un movimento a ribalta delimitato da appositi fermi, con un’angolazione di apertura che può essere personalizzata. Nelle soluzioni contemporanee questa fessura viene scelta in base ad esigenze particolari e nel caso di un infisso nella doccia è appunto fattibile far aprire maggiormente il serramento, rispetto ai canonici centimetri, per garantire un maggior ricircolo di aria necessario. Doccia con finestra: vetro trasparente o satinato per una maggiore privacy E’ una consuetudine ormai assodata, che una finestra all’interno di un bagno, venga dotata di un tamponamento vetrato opaco, anche se in molti progetti di oggi anche un’alternativa trasparente viene grandemente valutata, sia per avere una migliore luminosità, sia per godere di splendidi panorami o semplicemente perché ai padroni di casa piace questa opzione. Quando si possiede un infisso che da direttamente sulla doccia nel bagno, benché piccola e magari dotata di tenda oscurante, è bene che la scelta ricada su di un vetro satinato o serigrafato per ottenere una totale e assoluta privacy. Una soluzione da attuare in special modo in appartamenti o villette a schiera, dove le distanze tra un’abitazione e l’altra sono davvero limitate. La possibilità di optare per un cristallino limpido può essere fatta quando il foro di apertura è collocato decisamente più in alto rispetto al soffione e magari nella posizione opposta; oppure quando non si hanno altre abitazioni che si affacciano direttamente sulla vostra. Bagno con finestra nella doccia: nessun davanzale sotto l’infisso Avere una finestra nella doccia, permette molto spesso, di poter giocare con le dimensioni e le finiture ad essa associate. Solitamente nella parte bassa del telaio si trova un tipico piano d’appoggio, che in un bagno può essere realizzato in marmo o in pietra poiché non temono acqua e umido. In questa insolita posizione, a meno che già lo si possieda, evitare di inserire un davanzale sotto l’infisso, è la migliore strada da percorrere. Il serramento può essere posizionato a filo muro interno, mostrando una continuità con la parete della doccia stessa o essere collocato a filo esterno, mantenendo una nicchia che verrà intonacata o piastrellata senza avere nessuna sporgenza davvero poco pratica. L’una o l’altra opzione dipendono molto dallo stile che si vuole ricreare e far risaltare all’interno dell’ambiente, mettendo in risalto una tendenza prettamente estetica e più minimalista o una contemporanea ma attenta anche alla praticità di avere un vano incassato per appoggiare doccia schiuma e shampoo.
Rubinetti neri per un bagno di tendenza
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La rubinetteria per il bagno è uno di quegli accessori che rientra in una duplice categoria dove estetica e funzionalità vanno di pari passo. Inserire elementi trendy e alla moda, ma al contempo pratici e dotati di alcuni gadget, aiuta senza alcun dubbio a valorizzare un ambiente di servizio chic ed oltremodo efficiente. I fattori da valutare, per scegliere i rubinetti e realizzare un bagno di tendenza, confortevole e comodo, riguardano: la forma: le varianti partono dalle linee più curvate per arrivare a silhouette minimaliste, rette e rigide; il colore: è fattibile oltre alle consuete cromie metalliche (acciaio, bronzo, ottone, rame), personalizzare con qualsiasi colore della scala RAL (nero, rosso, blu…) la finitura: è possibile scegliere rubinetti lucidi, laccati cromati, opachi, satinati; i modelli: le alternative da considerare interessano i miscelatori a cartuccia o a vitone; i materiali: cromo, vetro, ottone. Oggi, vogliamo parlare della sotto categoria del colore e nel dettaglio dell’impiego di rubinetti neri in bagno, per ottenere un effetto di elegante contemporaneità, che ben si addice a qualsiasi stile e a ciascun sanitario presente nell’ambiente oggetto di ristrutturazione o nuova progettazione. Una scelta che ben si sposa sia con oggetti tono su tono (lavandini e sanitari total black) o a contrasto con soluzioni abbinate al bianco lucido o satinato o per coloro che amano osare anche con palette apparentemente estrose ed eccessive, ma di grande effetto, se ben calibrate con i complementi e i rivestimenti circostanti. Vediamo nel dettaglio come si sposa questa particolare rubinetteria in nera, sui vari sanitari di un bagno e quale effetto dona nelle sue varie collocazioni! Rubinetti neri in bagno: da appoggio sul lavabo Come per qualsiasi altro oggetto presente all’interno di una abitazione, anche per quel che riguarda i rubinetti, il colore nero ha preso molto piede, con grandi consensi da parte di moltissimi padroni di casa. Una gradazione che potremmo definire neutra e che con la sua semplice eleganza è riuscita a farsi largo tra le più usuali installazioni di rubinetteria per il bagno. Il tipico rubinetto da appoggio sul lavabo viene ancora molto valutato, in special modo per rievocare stili del passato trasposti nella quotidianità odierna e in situazioni di metrature contenute o posizioni scomode per altre alternative. Erogatori in nero a cigno, con i tipici pomelli a vitone per acqua calda e fredda, sono tornati alla ribalta, grazie al relooking mirato di ambienti di servizio dal gusto retrò e mai superato. Rubinetti neri in bagno: a parete per il lavandino Ritornati grandemente alla ribalta, i rubinetti a parete per il lavandino, costituiscono oggi giorno il 50% delle scelte per realizzare un bagno fashion e glam, con dei modelli ottimi e già sperimentati in passato. Le tendenze e le mode ciclicamente ritornano e questa modalità di montaggio, è stata rivisitata in chiave contemporanea, abbinandovi una colorazione distintiva e signorile. I rubinetti neri a parete vengono gestiti in modi molto differenti, ma davvero tutti di grande effetto. Applicati singolarmente donano un aspetto sobrio ed elegante all’intera zona lavandini; collegati con placchette a muro esaltano la contemporaneità delle forme dal colore sofisticato; combinati a pomelli dalle linee vintage, sono perfetti in nero per richiamare un’atmosfera retrò dal sapore industriale. Questi esempi fanno ben comprendere come una palette univoca, amalgamata a modelli, forme e finiture diverse, riesca a caratterizzare un oggetto di uso quotidiano che diventa un punto focale importante nel proprio bagno di casa. Rubinetti neri in bagno: coordinato per bidet Anche un sanitario come il bidet, se la scelta è stata fatta in base al colore, avrà un rubinetto nero, che richiama di norma quello già acquistato per il lavabo. Solitamente il modello è la versione “mini” di quello in formato XL posizionato nella zona lavandino, ma non sempre. In alcune situazioni è inevitabile dover gestire in modo diverso i vari erogatori di acqua per problemi strutturali o altro. Poco male! Avere degli elementi abbinati non significa necessariamente che debbano avere la stessa linea o forma. I rubinetti neri in bagno possono essere coordinati attraverso il colore, in questo caso nero, per ottenere risultati esteticamente vincenti e che soddisfano al contempo le necessità funzionali. Osare con alternative poco sfruttate o considerate fuori luogo non deve frenare la voglia di personalizzazione un bagno combinando due rubinetti neri che in realtà possono dialogare molto bene nello stesso ambiente. Rubinetti neri in bagno: freestanding per la vasca Il concetto di vasca all’interno dei bagni di oggi, è stato completamente rivoluzionato, facendo diventare questo elemento, il vero protagonista di molti ambienti in cui viene inserito. L’idea della libera installazione, e il conseguente concetto degli oggetti indipendenti, hanno aperto molte possibilità per la rubinetteria abbinata e che prevede molto spesso erogatori a pavimento che svettano come opere di vero e puro design a lato di questo sanitario. Inserire un funzionale accessorio di questo genere nel colore nero, aiuta maggiormente ad incrementare il fascino e il look di tendenza di una salle de bain dallo stile ricercato. Dall’industrial al contemporary, dal country al nordic style, i rubinetti in nero freestanding per la vasca, trovano davvero la loro perfetta collocazione e sistemazione naturale. Rubinetti neri in bagno: saliscendi e soffioni nella doccia Anche per quanto riguarda la rubinetteria nella doccia si apre oggi giorno un mondo ricco di opzioni e varianti a cui molti non sono preparati, quando si sta per scegliere questo accessorio per il bagno. Soffioni a soffitto o a parete, incassati o mobili, con doccetta estraibile e ulteriore erogatore d’acqua integrato con differenti tipologie di getto e così via, sono solo alcune tra le tante alternative tra cui districarsi in fase di acquisto. Per chi ama i modelli tradizionali, con una garanzia di utilizzo collaudata nel tempo, optare per i tradizionali saliscendi è una possibilità che può essere definita classica, ma che viene “svecchiata” dalla scelta del colore nero per tutto il corpo rubinetti e tubo flessibile incorporato. Una visione rinnovata di un consueto oggetto da bagno, grazie ad una nuance senza tempo!
Wc senza brida: cosa c’è da sapere
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All’interno di un bagno quando si parla di sanitari, siamo soliti esaminare la differenza sostanziale, tra wc tradizionale, sospeso o a filo muro, non pensando che ci sono alte variabili, riguardanti molti elementi di cui non conosciamo nemmeno il nome. Per esempio, il termine brida, non rientra sicuramente nel dizionario comune di molti di noi, e in pochi sanno che questa parola fa riferimento ad un elemento accessorio importante di un wc. Capire i pro e i contro di questo fattore, determina la scelta di inserire un prodotto “rimless”, ovvero senza bordo che è proprio ciò che la fatidica brida rappresenta, in uno degli oggetti più importanti in un locale di servizio. Tutti brand e marchi del settore, propongono ormai questi modelli innovativi di wc, che offrono molti lati positivi rispetto ai classici sanitari sia a livello funzionale, di consumo che estetico. Ma vediamo insieme, in questa breve guida, di scoprire tutto ciò che c’è da sapere su come e perché scegliere un wc senza brida, avendo valutato anche le varie opinioni degli esperti di settore. Wc senza brida: cos’è e come funziona Che cos’è la brida e come funziona? La brida è essenzialmente il bordo ricurvo verso l’interno della tazza, dove sono presenti i fori necessari per far sgorgare l’acqua che è presente nella vaschetta di contenimento, indispensabile per igienizzare il wc dopo ogni utilizzo. Il wc senza brida è quello sprovvisto di tale cornice superiore. Questa innovazione costruttiva, ha permesso di effettuare un passo in avanti a livello tecnologico nel campo dei sanitari, dando vita ad oggetti unici, pratici e con linee più accattivanti, per progettare bagni all’avanguardia. Tale necessità è scaturita principalmente dall’impedimento fisico di poter pulire in maniera completa e proficua, la parte non smaltata della brida. Qui purtroppo batteri, germi, funghi e muffe proliferano nel tempo. Pur disinfettando quotidianamente e con cura, questa parte è davvero molto scomoda da raggiungere, e presenta a volte anche un non corretto deflusso di acqua. Il funzionamento di un wc senza brida, prevede che il sistema di scarico avvenga tramite un foro, unico o doppio, che faccia scorrere l’acqua dall’alto verso il basso, con un movimento rotatorio per poter sciacquare l’intera parete del vaso, senza produrre schizzi ed evitando ristagni. Wc senza brida: quando usarlo in bagno Quando è necessario usare un wc senza brida in bagno? A chiunque si pone questa domanda, possiamo rispondere che non esistono delle regole specifiche sul suo impiego. E’ naturale che la tecnologia che li contraddistingue, fa propendere sempre di più verso il suo utilizzo, ma questa scelta è dettata di volta in volta da esigenze differenti. Per chi ama uno stile lineare ed essenziale in bagno, questi modelli minimalisti aiutano senz’altro ad enfatizzare questo look, coniugando estetica perfetta e praticità, sia in soluzioni a filo muro che in quelle sospese. Se lo spazio in un locale di servizio è contenuto, ma non si vuole rinunciare alle varie comodità che si intende inserirvi, allora ripiegare su wc rimless aiuta in modo eccezionale allo scopo. Tali prodotti presentano delle dimensioni più contenute rispetto a quelli tradizionali, pertanto oltre all’estetica entra qui in gioco il fattore della praticità che fa emergere l’intelligenza e la fattibilità garantita di una scelta ben ponderata. Wc senza brida: quali pro e contro Prima di capire se acquistare o meno un wc senza brida, è necessario soppesare vantaggi e svantaggi di tale prodotto. Analizzando prima i contro vediamo che i lati negativi si riducono in realtà a uno, ma che con i dovuti accorgimenti può in realtà essere del tutto annullato. Questo aspetto out, riguarda la fuoriuscita degli schizzi dal wc. Non avendo un bordo protettivo è inevitabile che alcune particelle, antiestetiche e antigieniche di acqua possano effluire dal vaso rimless. Riducendo però la portata del getto, si può ovviare tranquillamente a tale problema. Inoltre, lavorazioni sempre più tecnologiche hanno permesso di valutare il perfetto andamento dell’acqua che sgorga secondo delle curve opportune per evitare zampilli imbarazzanti su pareti e pavimenti del bagno. Tra i pro possiamo sicuramente elencare: la semplicità di pulizia: il getto dell’acqua non incontra nessuna problematica durante il suo deflusso e non essendoci incavi è decisamente più facile passare una spugna o un panno, durante le operazioni di igienizzazione; l’assenza di ristagno: come già detto più volte, la mancanza di un bordo raccoglitore, permette all’acqua stessa di compiere il suo corso sino al sifone, senza rimanere bloccata nella brida dove ogni genere di microrganismo si diffonderebbe sulla superficie del wc; il fattore silenzioso: per la quasi totalità dei modelli si è registrata una percentuale decisamente alta che riguarda la quasi assenza di rumori, nei wc senza brida, dopo aver tirato lo sciacquone. l’elemento ecosostenbile: un wc senza brida permette di risparmiare sulla quantità di acqua, riducendo sensibilmente gli sprechi di risorse preziose, anche in termini di costi e agevolando il concetto ecologico di utilizzate arredi green in casa. Wc senza brida: modelli Tutte le migliori aziende sul mercato, come ad esempio Ceramica Cielo, Kerasan, Ceramica Globo e Ceramica Flaminia, presentano modelli di wc senza brida sia nella versione classica, in quella sospesa, che a filo muro. Esistono differenti tipologie di scarichi senza brida e ciascun prototipo funziona secondo un sistema brevettato ad hoc, che privilegia in ogni caso l’esigenza di ottenere una pulizia costante e pari al 100% . Tolto il fattore pratico e di funzionamento, ciò che differenzia i vari prodotti in questo specifico settore, riguarda le linee, i colori e le finiture in cui tali elementi vengono realizzati. In base allo stile e ai gusti personali dei padroni di casa, si potranno valutare infinite combinazioni, adatte per il proprio intervento di progettazione e/o ristrutturazione per ottenere un look di chic e di tendenza all’interno del proprio bagno. Wc senza brida: quanto costa Possiamo affermare che i costi di un wc senza brida si equivalgono decisamente con quelli che invece ne sono provvisti. Si può partire da budget intorno ai 120 – 140 euro per salire sino a top di gamma che toccano anche i 300 euro. Molto dipende dalla marca del sanitario, dalla linea più o meno ricercata e dalla qualità dei materiali che lo contraddistinguono. Modelli realizzati con ceramiche trattate con lavorazioni particolari e implementati di accessori per migliorare i pro, fanno decisamente aumentare i prezzi, ma che vengono ammortizzati dal perfetto funzionamento riscontrabile nel tempo.
Più luce in bagno? Idee, consigli, soluzioni
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Migliorare la luminosità in bagno, non dipende esclusivamente dalle aperture finestrate presenti o dall’impianto elettrico al suo interno. Sicuramente importanti in un progetto, non sono però le uniche idee e soluzioni che riescono ad aumentare considerevolmente la luce in questo ambiente di servizio. Portare al massimo livello la vivibilità in un bagno e godere appieno del benessere e comfort quando lo si utilizza, è una condizione che deriva certamente dai complementi di tendenza e dagli accessori funzionali scelti, ma anche da un’illuminazione ben studiata e ponderata. Vi sono mille e uno modi per esaltare questa caratteristica così importante e noi oggi vogliamo consigliarvene 5 fondamentali e molto semplici da attuare, sia in un progetto di nuova costruzione che in uno in fase di ristrutturazione. Giocare su una pittura neutra aiuta sempre ed è efficace dove non sono presenti pareti piastrellate nella loro interezza o le metrature sono davvero contenute. Tuttavia, se volete giocare con i colori, ma senza rinunciare ad un chiarore ottimale ecco le opzioni valutate per voi e di cui è necessario avvalersi. Gli elementi per migliorare la luce in bagno, riguardano differenti fattori e nel dettaglio prendono in considerazione: l’uso di rivestimenti neutri e lucidi; l’impiego di sanitari nelle versioni in bianco; l’utilizzo di un arredamento tendente al chiaro e ai colori naturali; il servirsi di divisori in vetro, sia per la doccia che come pareti; lo sfruttamento di specchi per riflettere, impiegati soprattutto in bagni ciechi. Più luce in bagno: rivestimenti neutri e lucidi Per avere più luce in bagno, impiegare rivestimenti neutri e lucidi è la prima idea da attuare. Questo non significa realizzare necessariamente un intero ambiente mono cromatico che risulterebbe statico e noioso. Tale opzione implica quindi uno studio ben preciso di dove questa tipologia di piastrelle andrà posizionata e di come farla risaltare per riflettere al meglio la luce presente, dialogando al contempo con elementi totalmente differenti al suo interno. Giocare con i contrasti è senza dubbio la carta vincente. Un pavimento satinato scuro è uno sfondo perfetto su cui inserire delle mattonelle bianche e lucide. Variare i formati e le finiture superficiali aiuta a creare un effetto senza eguali e dove il carattere e le tendenze estetiche vengono esaltate proprio per la diversità degli elementi presenti. Trovato il giusto equilibrio tra i vari pezzi del puzzle, potete star certi che la luce riflessa sulle pareti con rivestimenti neutri e lucidi, verrà amplificata e migliorata, per dare ad un bagno un’illuminazione ideale ed efficace. Più luce in bagno: sanitari in bianco Anche la scelta dei sanitari può essere utile per avere più luce in bagno con la conseguente soluzione di sceglierli nella versione total white. In ideazioni contemporanee, avere wc e bidet neri o comunque colorati, è un trend che sta trovando grandi consensi, in modo particolare nelle versioni opache. E’ tuttavia preferibile attingere dalla tradizione quando si ha la necessità di amplificare l’illuminazione presente in questo ambiente e di propendere al massimo per modelli in bianco satinato, che però riescono sempre a fornire una luminosità intrinseca, che si propaga al colpo d’occhio su tutto lo spazio circostante. Più luce in bagno: arredamento chiaro Ulteriore consiglio per migliorare la luminosità in bagno, è l’utilizzo di una tipologia di arredamento tendente al chiaro e ai colori naturali. Avvalersi di tonalità neutre aiuta sempre a ravvivare e ad intensificare una qualsiasi quantità di luce presente in un ambiente. Questo non significa che mobiletti, pensili o mensole debbano essere bianche o panna. Si possono creare infinite combinazioni con colori pastello, tonalità tenui del legno e abbinare diversi materiali che pur presentandosi nella stessa palette, donano finiture differenti davvero esclusive e di tendenza. Più luce in bagno: divisori in vetro All’interno di un ambiente di servizio cieco o dove comunque l’illuminazione naturale è scarsa, progettare una parete fissa o mobile con porta scorrevole o a battente, è la quarta soluzione che proponiamo per migliorare la luce in bagno. I divisori in vetro sono molto utilizzati nelle progettazioni di oggi giorno e impiegati nel modo corretto riescono davvero ad essere utili e funzionali oltreché molto belli da vedere. E’ vero che la privacy in una stanza da bagno deve essere sempre e comunque garantita e se la parete divisoria è quella esterna sarà bene avvalersi di una vetrata satinata che soddisfi entrambi gli scopi. Se le parti che separano sono invece interne, allora un vetro trasparente è senz’altro da preferire per ottimizzare al massimo la miglioria della luminosità. Elementi con micro telaio o a giorno, servono spesso per dividere la zona dei sanitari dal lavello per mantenere una certa distanza, anche solo visiva, e che permetta alla luce entrante di non essere oscurata come succede invece per i tramezzi. Anche porzioni di muretti, con soprastanti divisori in vetro, sono assolutamente indicati per racchiudere il vano doccia dove non è prevista una porta, come nelle docce walk in, ideali per far passare e amplificare la luce e al contempo preservare la zona, da vapori e schizzi d’acqua. Più luce in bagno: specchi per riflettere Un’ulteriore idea, consiglio o soluzione da attuare quando si cerca di far arrivare più luce in bagno, è quella di utilizzare degli spacchi per riflettere. L’utilizzo di questo escamotage non solo favorisce la capacità di ottenere una maggiore illuminazione, ma contemporaneamente ottimizza l’effetto ottico di ampliare gli spazi in un bagno, che magari presenta anche delle dimensioni ridotte. La forma, la grandezza e lo stile degli specchi in questa stanza di sevizio di casa, non vanno assolutamente sottovalutati. Sceglierne uno o più a seconda dei gusti personali, aiuta a caratterizzare un’area che deve essere oltremodo pratica e di tendenza. Posizionati sopra un lavabo, accanto alla doccia o in prossimità della vasca, gli specchi per riflettere diventano davvero importanti per amplificare sia la luce naturale che quella artificiale presente. Oltre alle tipologie di illuminazione tradizionale, a sospensione o ad applique, esistono specchi ad illuminazione integrata con lampade a led. Questa cornice luminosa, aiuta ad ottenere un effetto visivo davvero unico e pratico, distribuendo correttamente la luce, amplificata dal riflesso della parete specchiante adiacente.
Mensole in bagno: arredo funzionale e di design
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Le mensole in bagno diventano oggi giorno un arredo funzionale e di design, utile e trendy per arredare una stanza di servizio in casa, coniugando stile e praticità. In ogni ambiente, nelle loro dimensioni minime o con forme particolari, questi elementi considerati esclusivamente degli accessori, riescono in verità molto spesso a risolvere dei problemi di spazi e soprattutto diventano degli ottimi complici per ospitare degli oggetti di uso quotidiano, che non si sarebbero potuti inserire altrove. Collocare delle mensole in bagno significa capire dove effettivamente sia più vantaggioso montarle, oltre a valutare bene la loro grandezza, lo spessore, il materiale e la sihouette. Oltre alla classica disposizione su una parete vuota è importante capire se la loro sistemazione non possa essere più efficace a ridosso dei pezzi fondamentali che occupano il bagno stesso. Detto ciò si può ben capire che seguendo tale criterio, le mensole per arredare con razionalità e tendenza un bagno, si possono trovare: utili sopra la vasca da bagno; pratiche nella doccia; efficienti sopra il lavabo; funzionali sotto il lavabo; comode accanto ai sanitari. Mensole: utili sopra la vasca da bagno Attorno alla vasca da bagno è sempre difficile posizionare sapone, docciaschiuma e shampoo, senza che inevitabilmente cadano ripetutamente all’interno dell’oggetto in questione e diano sensibilmente fastidio durante una seduta rilassante nell’acqua calda. Questo ovviamente succede perché tali elementi, non hanno la possibilità di avere bordature capienti che sminuirebbero la loro sagoma, a meno che non vengano incassate a muro e si predisponga una nicchia per il necessaire relativo all’igiene personale. Molto più semplice e immediato pensare di utilizzare delle mensole sopra la vasca da bagno stessa per creare un appoggio stabile e da organizzare a piacere. Se si intende realizzare un’ideazione di questo tipo gli approcci seguono due tipologie: montare una o più mensole, lunghe quanto l’ampiezza della vasca, nello stile e nel colore che più si addice all’estetica scelta per la progettazione dell’ambiente, coordinando cestini contenitivi e porta asciugamani per mantenere ordine e decoro; ideare, prima della fase esecutiva, una mensola in muratura o in cartongesso, che si collochi sopra la vasca, ma che funga anche da elemento decorativo per la parete che la ospita. Espediente ottimale per coniugare la funzionalità di appoggiare i vari prodotti di bellezza, mantenendo un tocco di design che infonde carattere all’ambiente stesso. Bagno: pratiche mensole nella doccia I sanitari di oggi presentano delle soluzioni tecnologiche avanzate, che prevedono una conversione di idee rispetto ai tradizionali elementi a cui tutti siamo abituati. Soluzioni passanti o opzioni walk-in hanno dato origine ad una nuova concezione di shower ma che deve comunque essere accessoriata con elementi pratici e funzionali. Le tipiche e pratiche mensole nella doccia sono un oggetto legato alla tradizione, ma che continua a divenire utile anche in ideazioni all’avanguardia e più contemporanee. Rivisitate e pensate per diventare multifunzionali riescono nella loro semplicità a soddisfare il loro scopo primario, pur esaltando un design sensazionale e originale. Basti pensare ad unico oggetto che creato su misura, diventa un fantastico appoggia tutto che tiene lo spazio di un’intera parete. Utilizzato sopra il lavabo o i sanitari, prolunga la sua estensione per poi immettersi con eleganza in una doccia semiaperta e poter essere sfruttato come porta asciugamani o altro. Una delle tante idee per rivisitare le mensole in bagno che rimangono sempre un accessorio immancabile e mai scontato. Mensole in bagno: efficienti sopra il lavabo Il luogo ideale per sistemare delle mensole in bagno efficienti al 100%, è senza alcun dubbio sopra il lavabo. Partendo dalle tradizionali incorporate nei pensili con specchio, per arrivare a quelle minimaliste sospese al soffitto, hanno da sempre avuto lo scopo di essere utili per appoggiare spazzolini e profumi, che più volte al giorno vengono impiegati nella routine quotidiana che scandisce la vita all’interno di tutte le abitazioni. I fattori fondamentali, che vanno ad influire sulla scelta delle mensole in bagno sopra il lavabo, riguardano: forma; grandezza; spessore; colore; rivestimento; stile. Valutando ogni elemento sopra citato e abbinandolo punto per punto all’orientamento estetico dell’ambiente, completeranno un progetto di interni perfetto e capace a soddisfare nella totalità, le necessità dei padroni di casa. Mensole in bagno: funzionali sotto il lavabo Se sopra il lavandino sono da sempre efficienti e davvero utili, le mensole in bagno diventano estremamente funzionali anche sotto il lavabo. Per le soluzioni progettuali a vista, oggi giorno molto in voga, una o due vasche di ogni forma e dimensione vengono nella maggior parte dei casi appoggiate su un top, che lascia intravedere nella parte bassa le tubature che diventano esse stesse elemento di design. Questo implica però che non si abbia il tradizionale mobiletto dove riporre la biancheria e gli oggetti più vari. Ecco che entra in funzione un secondo ripiano per ovviare a questa mancanza. Lo si può trovare liscio o corredato di optional come maniglione porta asciugamano o con degli inserti ad hoc per spazzole, trucchi e quant’altro. Una semplice ma ottimale mensola che salva estetica e praticità. In altre alternative queste mensole sotto il lavabo del bagno fanno invece parte di un complemento d’arredo concepito in maniera mista. Al di sotto delle classiche antine che ricoprono il contenitore con lavabo incorporato si trova un ulteriore piano, che smorza la linearità di un tipico mobile da bagno, rendendolo più accattivante e offrendo spazio aggiuntivo per oggetti di uso quotidiano e comodi da avere nell’immediato a portata di mano. Mensole in bagno: comode accanto ai sanitari Anche in posizioni meno scontate e a volte non correttamente sfruttate, le mensole in bagno possono offrire dei punti di appoggio in più e ottimizzare degli spazi che non si pensava di poter utilizzare. Accanto ai sanitari o collocate immediatamente sopra possono risultare davvero comode per appoggiare sia accessori utili alle mansioni che si svolgono in questo ambiente, sia optional puramente decorativi. Queste mensole, con dimensioni contenute e a volte realizzate su misura per adattarsi a nicchie e riseghe esistenti nelle pareti, assumono anche la mansione di correggere quegli inestetismi che in alcune situazioni non si sa davvero come migliorare. Tono su tono con i colori che le circondano o a contrasto, dovuto anche alla scelta di differenti materiali, riescono comunque a trovare una sintonia con complementi e sanitari, pur essendo un piccolo elemento a volte un po' trascurato.
Lavatrice smart, funzionalità e consumi intelligenti
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Una lavatrice smart rientra nella categoria degli elettrodomestici di ultima generazione, decisamente all’ avanguardia e sempre più presenti sul mercato. Oggi giorno, grazie alle molteplici opportunità della rete internet, si è raggiunto un livello di tecnologia smart che permette di avere in casa una lavatrice intelligente e sempre connessa. Dalla loro comparsa, questi utilissimi apparecchi che ciascuno di noi ha nella propria abitazione, hanno subito delle evoluzioni straordinarie, rendendosi sempre più pratici e con un’infinità di sistemi aggiuntivi per ottimizzare tempi, costi e qualità dei lavaggi. Poter controllare a distanza le più importanti fasi di una lavatrice con tecnologia smart, è fondamentale nella vita frenetica e stressante che si conduce oggi giorno. Tramite una semplice app su smartphone o tablet è possibile verificare in completa tranquillità e in ogni momento il meccanismo dell’apparecchio, modificarne il funzionamento, arrestarne temporaneamente il sistema e farlo riprendere in un secondo istante. Perché scegliere una lavatrice smart Perché scegliere una lavatrice smart, rispetto a modelli simili e ottimali nella loro gamma, ma che non hanno una gestione tramite rete? La risposta a questa domanda implica una serie di approfondimenti riguardanti le innovazioni che caratterizzano un elettrodomestico così importante in casa, attraverso spiegazioni di tecnici professionisti capaci di esporre tutte le peculiarità di una lavatrice connessa con tecnologia smart. I fattori generali, che già ci permettono di indirizzarci verso un acquisto positivo di una lavatrice smart, e che fanno parte di grandi macro aree che approfondiremo nei paragrafi successivi, riguardano i seguenti vantaggi: facilita in modo notevole tutte le operazioni relative al “fare il bucato”; aiuta la riduzione di consumo elettrico, grazie alle impostazioni del suo utilizzo in chiave di sostenibilità energetica e di valutazione dell’uso dei programmi nei diversi orari sia del giorno che della notte; garantisce un ritorno economico a breve termine. Quali sono i pro di una lavatrice smart Una lavatrice smart, come già anticipato, permette di facilitare in modo notevole tutte le operazioni relative sia ai lavaggi quotidiani che a quelli più sporadici. Le tradizionali fasi di preparazione del bucato vengono dimezzate grazie ad una tipologia di funzione che rimuove il tipico controllo fisico e a vista dell’apparato. Dopo aver separato i capi e riempito la lavatrice stessa è possibile allontanarsi e stabilire a distanza tutte le mansioni che in modalità classica si sarebbero dovute invece svolgere in presenza. Questo risulta ovviamente utile quando si intende attivare l’apparecchio in orari particolari e quando non vi è nessuno in casa. Tra i tanti pro di una lavatrice smart bisogna sicuramente visionare i notevoli vantaggi che qui elenchiamo: la selezione del programma e del ciclo in base al tipo di bucato; la scelta della temperatura dell’acqua, con relativo risparmio energetico ed economico; l’impostazione dell’auto dosaggio del detersivo, caricato una sola volta in un dispenser apposito; la possibilità di modificare il peso del carico durante il lavaggio (modalità addwash); la verifica dello stato di avanzamento del lavaggio; la ricezione tramite messaggio della conclusione del lavaggio. la rilevazione di eventuali guasti o problemi con immediato blocco di sicurezza dell’apparecchio. Cosa valutare nei modelli di lavatrice smart Gli elementi che si devono valutare nei modelli di lavatrice smart sono pressoché gli stessi di ciò che viene esaminato per un elettrodomestico tradizionale: la dimensione, la carica frontale o dall’alto, i tipi di programmi, la classe energetica e così via. Una lavatrice intelligente ha però delle caratteristiche più mirate ad un’efficienza esclusiva che variano, ma di poco, a seconda dei modelli e che le rendono il top nella gamma degli elettrodomestici da bagno. Gli elementi da valutare in fase di scelta e successivo acquisto sono: la predisposizione di programmi personalizzati; la velocità dei cicli con dimezzamento dei tempi di utilizzo; la pianificazione ritardata; il sensore di sicurezza della qualità dell’acqua; la presenza di una mini apertura per introdurre ulteriori tessuti anche in fase di lavaggio già azionato; il sistema anti macchia con dosaggio automatico del detersivo per avere una ripartizione equa del sapone sul bucato; un motore inverter efficiente per un eco silence system che lavora in assenza di rumore. Come gestire una lavatrice smart tramite app Gestire una lavatrice smart tramite app permette un controllo funzionale e puntuale di tutte le mansioni che una lavatrice intelligente e connessa possiede. Come è stato già detto precedentemente, la guida a distanza consente di ottimizzare sotto diversi punti di vista il lavoro svolto da un elettrodomestico intelligente, ma che oltre alle tipiche incombenze inerenti alle fasi di preparazione e direzione dei meccanismi di funzionamento, offre altre opportunità. Questi elementi aggiuntivi, su come gestire una lavatrice smart tramite app, riguardano: la funzione di accesso diretto ad un assistente digitale (smart assistant): un software del brand o marchio della lavatrice, capace di dialogare tramite chat scritta o in forma orale, fornendo informazioni e risposte relative a qualsiasi dubbio e preparato ad eseguire azioni mirate e intervenire su richiesta; la compatibilità con dispositivi vocali di assistenza non integrata come alexa o google home; la facilità di connessione tramite wireless, sistema bluetooth o nfc sfruttando un wifi a corto raggio. Quanto costa una lavatrice smart Se il prezzo per una lavatrice tradizionale si aggira sui 300 euro, variabili a seconda della ditta produttrice, alla grandezza, alla classe energetica e ad altri optional presenti, una di tipo smart parte da un range leggermente più elevato che si attesta su poco meno di 500 euro. Le variabili sui costi tengono in considerazione molteplici fattori come per ogni genere di acquisto e questo prezzo base, può arrivare a raggiungere anche i 1600 euro per apparecchi dotati di ogni tipologia di accessorio, con cestelli molto capienti sino a 9 kg e con una garanzia di assistenza prolungata per un periodo di tempo elevato. Senza contare la qualità dei materiali utilizzati e alle tecnologie sofisticate che utilizzano i migliori brand per caratterizzare tali apparecchi. Insomma, ci sentiamo di consigliare una spesa maggiore iniziale, più o meno dispendiosa, ma che potrà essere ammortizzata nel tempo e con una soddisfazione al 100%.
Bagno piccolo in casa: praticità e design
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Organizzare lo spazio in un piccolo bagno di servizio è fondamentale quando si ha la necessità di sfruttare al meglio un ambiente mini, ma che deve diventare davvero utile e funzionale in casa. In questa circostanza è molto importante ascoltare le idee e consigli dei professionisti del settore, per trovare il giusto compromesso tra praticità e design, che in un bagno dalle modeste dimensioni è ancora più importante sottolineare. Quella che vi vogliamo presentare oggi è una sorta di guida verso la scelta di quegli elementi che possono influire positivamente sulla perfetta riuscita del vostro progetto di interni. Piccoli o grandi suggerimenti che seguiti alla lettera, in una realizzazione ben ideata, riusciranno davvero a trasformare un anonimo bagno di servizio, in una stanza di stile con tutto ciò che di confortevole e di efficiente occorre. I fattori da considerare, per organizzare e arredare un bagno piccolo in casa, riguardano: l’inserimento di lavabi capienti e di stile; l’utilizzo di sanitari all’avanguardia combinati; l’uso di mobili sospesi multifunzione; lo sfruttamento di nicchie a muro incassate; la scelta di usare rivestimenti chiari; la valorizzazione delle altezze con arredi ad hoc. Bagno piccolo: inserire lavabi capienti e di stile In un piccolo bagno di servizio i sanitari che diventano assolutamente fondamentali da impiegare sono il lavandino e il wc. Molto spesso questi elementi vengono sottovaluti, per prediligere l’idea di inserire mobiletti, scarpiere o altri pensili contenitori. Questi complementi, possono in verità essere collocati altrove e in modi spettacolari e più incisivi rispetto ai pochi centimetri dedicatigli in uno spazio ristretto. Lasciare maggiore ariosità ad oggetti che inevitabilmente devono essere sistemati in un bagno, permette di valutare delle opzioni a cui magari non si era pensato. Chi penserebbe infatti di inserire lavabi capienti e di stile in coppia in un ambiente di servizio? Gestendo bene le dimensioni e la disposizione di questi sanitari, è assolutamente fattibile scegliere elementi di tendenza e dalle forme particolari per coniugare praticità e design da vivere quotidianamente. Lavabi in sequenza, montati con rubinetteria autonoma e con una profondità fuori dal comune, diventano oggetti bellissimi da vedere e funzionali da utilizzare sia come lavandino comune che come una sorta di lavatoio, per pulire e igienizzare ogni genere di cosa. Bagno piccolo: utilizzare sanitari all’avanguardia combinati Si sa, in un bagno piccolo non è davvero possibile far rientrare tutto ciò che si desidera, anche se le tecnologie contemporanee hanno permesso di abbinare degli elementi, in modo che quasi ogni desiderio possa essere avverato. Utilizzare sanitari all’avanguardia combinati è uno degli strumenti utili per far sì che questo avvenga. Collocare in un piccolo locale di servizio in casa wc e bidet è cosa pressoché impossibile, ma scegliere la duplice mansione in un unico elemento, è ciò che salva capra e cavoli. Con un unico articolo di design innovativo, sarà possibile organizzare lo spazio ridotto in un piccolo bagno, senza rinunciare alla praticità di ambedue le funzioni. Bagno piccolo: usare mobili sospesi multifunzione Quando la metratura in un piccolo bagno è davvero limitata al minimo, usare mobili sospesi multifunzione è l’unico modo per riporre biancheria e accessori vari senza opprimere l’intero spazio con complementi esageratamente ingombranti. L’ariosità e la leggerezza all’interno di un bagno piccolo, risiedono proprio nell’utilizzo di oggetti su misura e che soprattutto non intralcino il passaggio e gli spazi contenuti presenti. Appendere a parete arredi studiati con grandezze e colori ad hoc, aiuta nel duplice scopo di poter riporre il necessaire in una stanza di servizio pratica e di design, senza renderla oltremodo soffocante. Soluzioni a giorno, magari intervallate da porzioni chiuse o scelte con anta e mensole all’occorrenza, sono validissime e adottate di volta in volta, in base ai gusti personali dei padroni di casa. Bagno piccolo: sfruttare nicchie a muro incassate Molto spesso, quando si ricava un piccolo bagno in casa o si vuole riconvertire un mini locale di servizio per questo scopo, è abbastanza usuale trovare delle rientranze in pareti costruite con altre intenzioni. In questo caso ben vengano, poiché sfruttare le nicchie a muro incassate aiuterà a far rientrare anche se di pochi centimetri, gli elementi più importanti e con ingombro maggiore, lasciando decisamente più spazio e ariosità al centro del bagno stesso. Questo permetterà di potersi spostare agevolmente e di creare un passaggio sicuro,  senza incappare in sporgenze inappropriate. Se le cavità sono troppo esigue altra soluzione è quella di decorare con mensole su misura per riporre profumi, candele e altri accessori che in un bagno, anche se piccolo, non mancano assolutamente. Bagno piccolo: usare rivestimenti chiari In un bagno piccolo è sempre da preferire la scelta di usare rivestimenti chiari. La metratura limitata e la concentrazione di sanitari e arredi deve essere valorizzata dalla luminosità proveniente da pavimenti e pareti. Optare per piastrelle o tinteggiature tenui aiuta ad illuminare un bagno di servizio con eleganza e charme, lasciando al contempo la possibilità di giocare con qualche accento per personalizzare l’ambiente. Questo espediente è sempre da preferire in locali ciechi dove anche una luce artificiale ben ponderata, contribuirà a far spiccare i rivestimenti chiari scelti, esaltando il design di un piccolo bagno ben organizzato e pratico. Bagno piccolo: valorizzare le altezze con arredi ad hoc Oltre a gestire gli elementi da inserire, ai colori da usare e ai rivestimenti tra cui optare, organizzare lo spazio in un piccolo bagno di servizio, vuol dire anche saper sfruttare ogni metro disponibile per ottimizzare la capienza di un ambiente molto contenuto. Valorizzare le altezze con arredi ad hoc è un escamotage da non sottovalutare. Realizzazioni su misura di mobili slim, ma che utilizzano lo spazio sino al soffitto, sono perfetti per intervallare l’andamento lineare della collocazione dei sanitari, con pezzi originali e caratteristici che diventano pratici, oltre ad infondere quel tocco di design che non deve mai mancare.
Bagno di classe: tradizione e contemporaneità
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Lo stile classico ha un fascino intramontabile con cui donare a qualsiasi ambiente della casa un'atmosfera raffinata e senza tempo. Per realizzare l'arredamento di un bagno di classe, in cui la tradizione si mescola alla contemporaneità, non ci sono specifiche regole da seguire. L'obiettivo è quello di creare spazi armoniosi ed eleganti, puntando su elementi dalle linee retrò e materiali pregiati ma con accenti moderni che rendano il tutto attuale. Indispensabile pensare anche alla funzionalità che un ambiente come il bagno deve necessariamente avere per garantire un utilizzo confortevole. Per non sbagliare quando si arreda il bagno secondo il gusto classico ma con uno spirito moderno ci sono alcune semplici linee guida da tenere a mente, tra le quali: utilizzare finiture con qualità e caratteristiche moderne ma con un aspetto vintage; mescolare pezzi moderni a pezzi classici; utilizzare mobili o oggetti antichi rivistati; optare per una distribuzione degli spazi tradizionale Adottando questi principi il bagno acquisterà un'aspetto chic e sofisticato ma al tempo stesso adatto alle esigenze della vita contemporanea.  Piastrelle in ceramica e carta da parati La scelta dei rivestimenti per le pareti è molto importante per conseguire un bagno dallo stile classico in chiave moderna e creare un'atmosfera tra passato e presente piena di fascino.  Tra i rivestimenti più adatti ad un bagno classico ma moderno ci sono i mosaici, il marmo e le tipiche piastrelle metro con l'inconfondibile sagoma diamantata. Per un effetto di classe, una soluzione da valutare consiste nell'affiancare alle piastrelle in ceramica un'elegante carta da parati.  Particolarmente originale ed elegante la scelta di realizzare una sorta di boiserie posando le piastrelle sulla parete fino a mezza altezza, mentre la parte superiore della parete viene completata con la carta da parati. La carta da parati in bagno è un rivestimento che consente di aggiungere motivi decorativi a parete in maniera semplice e veloce. Per un bagno in stile classico con tocchi moderni è possibile scegliere tra diverse tipologie di carte da parati che possono integrarsi bene in questo contesto, tra le quali: carte da parati per bagno con motivi geometrici; carte da parati per bagno a strisce verticali; carte da parati per bagno con fantasie floreali; fotomurali. Trattandosi di un ambiente umido, la carta da parati posata in bagno deve essere protetta con uno strato impermeabilizzante in resina soprattutto se posta in una zona soggetta a schizzi d'acqua come la doccia. In alternativa si possono utilizzare le innovative carte da parati in materiale vinilico o in fibra di vetro, impermeabili ed idonee al contatto con l'acqua. Rubinetteria vintage con finitura contemporanea Inserire qualche elemento dall'estetica rétro è un'ottima idea per dare al bagno un aspetto di classe, che unisce la tradizione alla modernità. Le rubinetterie dal look vintage prodotte utilizzando finiture contemporanee sono perfette a questo scopo poiché, pur avendo un aspetto classico, hanno prestazioni idonee all'utilizzo odierno in termini di efficienza e semplicità di pulizia. Tra le soluzioni che più si intonano allo stile classico ci sono: rubinetterie cromate; rubinetterie color oro; rubinetterie color bronzo. Le rubinetteria con finitura lucida è molto utilizzata per bagni in stile classico ma per un effetto più moderno sono perfette anche finiture effetto anticato o spazzolato che danno un tocco più vissuto.  Le rubinetterie in stile classico si distinguono per le linee sinuose ed articolate e possono presentare raffinati inserti in ceramica. Sanitari d’appoggio e vasca freestanding Per quanto riguarda i sanitari, in un bagno dallo stile classico i modelli da valutare sono soprattutto quelli da appoggio in ceramica bianca e lucida con un disegno rétro. Le principali aziende produttrici di sanitari hanno sempre qualche collezione in stile classico poiché sono dei veri e propri evergreen.  I sanitari da terra dal design classico si caratterizzano per le dimensioni piuttosto imponenti e le forme che variano dal geometrico al curvilineo. La scelta della cassetta di scarico esterna aggiunge ulteriore carattere.  In un bagno di classe è necessario inserire qualche elemento che attiri l'attenzione come una vasca da centro stanza che abbia un design tradizionale. Con la sua eleganza, la vasca freestanding di forma ovale o squadrata crea un punto focale all'interno del bagno, trasformandolo in un ambiente lussuoso. Per un bagno in stile classico si possono utilizzare vasche da bagno da centro stanza impreziosite da piedini vintage decorativi e rubinetteria da pavimento che rende il tutto più chic.   Questo genere di vasca richiede dello spazio intorno per non ostacolare la fluidità dei movimenti per cui la posizione deve essere accuratamente valutata.  Mobili in legno e consolle rivisitate Per l'arredamento di un bagno classico in versione contemporanea la scelta dei mobili giusti consente di dare lo stile desiderato all'ambiente. Per organizzare la zona sotto al lavabo ed avere tutto a portata di mano sono da preferire eleganti mobili in legno dal sapore tradizionale che aggiungono un carattere retro al bagno. Un piano in marmo su cui posizionare un elegante lavabo da appoggio renderà il mobile assolutamente perfetto. I mobili in legno per bagno con effetto naturale non sono l'unica soluzione che si intona ad un ambiente in stile classico. Se si vuole dare un tocco di colore si può puntare su mobili e consolle rivisitate, in cui le superfici in legno sono tinteggiate in una tonalità neutra ed elegante o trattate con effetti come decapatura o anticatura. Mobili colorati sono dimostrazione che la tradizione si può reinventare per attualizzare degli elementi d'arredo secondo il proprio gusto personale. Specchiere e applique ai lati Per realizzare un bagno di classe non basta soffermarsi sulla scelta dei singoli elementi ma anche sul loro posizionamento nello spazio. Ad esempio, una simmetria perfetta conferisce un aspetto classico agli ambienti. Procedere secondo questo criterio consente di ottenere spazi dalle proporzioni equilibrate che grazie alla distribuzione rigorosa risultano eleganti. Questo principio si può applicare, ad esempio, nella zona lavabo per la disposizione dei diversi elementi sulla parete. La specchiera sarà perfettamente centrata rispetto al lavabo, con due lampade identiche installate ai lati in modo simmetrico.  Per un bagno classico ma con un tocco moderno è ideale una coppia di applique con paralume in vetro smerigliato e struttura metallica con la stessa finitura della rubinetteria.
Miscelatori da appoggio: rubinetteria di design in bagno
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La rubinetteria di design in bagno rappresenta la classica ciliegina sulla torta quando si parla di concludere un progetto importante e ben articolato, riguardante la funzionalità e lo stile di un ambiente di servizio molto utilizzato in casa. Tra le tante opzioni, i miscelatori d’appoggio diventano la perfetta soluzione, quando si vuole combinare un design ricercato e di tendenza ad una tecnologia innovativa e all’avanguardia. Questa particolare tipologia di installazione permette una maggiore libertà di pensiero quando si sta progettando la zona lavandino in bagno, poiché a differenza dei rubinetti statici a parete o di quelli integrati direttamente sul lavabo stesso, i miscelatori da appoggio possono essere collocati nelle più svariate posizioni. Centralmente, di lato e con distanze differenti a seconda del getto, questa rubinetteria è la più versatile a livello di disposizione su un mobile o una consolle sospesa e in base a tale predisposizione, è fattibile cambiare decisamente il volto al look che si desidera ottenere, ottimizzando estetica e praticità. Le linee di rubinetteria presenti sul mercato e presentate dai migliori brand del settore, si differenziano tenendo in considerazione più caratteristiche che le contraddistinguono. I fattori da valutare, per capire come scegliere il miscelatore da appoggio per il proprio bagno, riguardano: la varietà di materiali; le tante forme e altezze; la tipologia di erogatore; le finiture e i colori; l’installazione e i costi. Miscelatore da appoggio in bagno: varietà di materiali Un miscelatore da appoggio in bagno deve essere realizzato con un materiale che presenti una capacità di resistenza tale, da poter sopportare in modo eccellente una costante sollecitazione ad acqua e umidità, oltre all’assiduo e quotidiano utilizzo e tocco da parte dei padroni di casa. I metalli trattati a livello superficiale, per non avere brutte sorprese a livello di ruggine ed ossidazione, costituiscono l’alternativa perfetta da scegliere e impiegare senza alcuna remora. Tra le varietà di questi materiali, previsti per la realizzazione di una rubinetteria da appoggio e design in bagno, possiamo trovare: l’acciaio inossidabile; l’ottone; il bronzo; il rame; il nichel. L’acciaio inox è sicuramente la scelta materica più gettonata e preferita per la realizzazione di un bagno con miscelatori da appoggio. Una soluzione perfetta grazie alla sua impermeabilità e robustezza verso gli agenti corrosivi, alla sua lunghissima durata nel tempo e alla brillantezza che ne connota sempre la parte superficiale. Anche gli altri metalli sono assolutamente indicati e solitamente valutati in base all’orientamento estetico che si intende realizzare per un bagno a tema. Tra i materiali alternativi vi sono quelli dedicati alla rubinetteria luxury, che vedono anche l’impiego di oro e argento per progetti davvero glam e chic di alto livello. Anche il vetro può essere un’opzione diversa e che segue uno stile particolare per un bagno dalle linee esclusive. Infine possiamo citare la plastica, che abbinata ad altri materiali, ha dato vita ad una serie di miscelatori d’appoggio più fantasiosi e originali, utili in un bagno moderno, eclettico e decisamente funzionale. Miscelatore da appoggio in bagno: tante forme e altezze Sezioni circolari o quadrate sono le due alternative che riguardano il disegno base di un rubinetto e attorno al quale si creano geometrie differenti che danno origine a profili spettacolari per miscelatori da appoggio che sembrano quasi delle sculture. Tenendo in considerazione lo stile del bagno, scegliere sagome più lineari ed essenziale o silhouette più morbide e curvilinee, dipenderà esclusivamente dal trend che si intende seguire: moderno, industriale, urban per la prima soluzione o decò, boho e shabby per la seconda. Per quel che riguarda le altezze, le misure di un miscelatore da appoggio dipendono dalla lunghezza dell’erogatore, dalla sua distanza rispetto a quella del lavandino e dalla tipologia di lavandino stesso (appoggio, a filo, a incasso). Le dimensioni disponibili, per un miscelatore d’appoggio in cui l’acqua fluisca correttamente evitando schizzi o fuoriuscite indesiderate, vedono i seguenti formati: XS: con altezza di 7-8 cm da erogatore a lavabo; S: con altezza di 10-14 cm da erogatore a lavabo; M: con altezza di 15-18 cm da erogatore a lavabo; L: con altezza di 19-20 cm da erogatore a lavabo; XL: con altezza di 22-24 cm da erogatore a lavabo. Valutare comunque caso per caso le diverse combinazioni aiuterà a prendere la decisione corretta. Miscelatore da appoggio in bagno: tipologia di erogatore I miscelatori da appoggio monocomando sono dotati di elementi tecnologici che garantiscono una straordinaria facilità di maneggevolezza, con un controllo puntuale della temperatura e della fuoriuscita dell’acqua, attraverso topologie di erogatori diversi. I modelli più semplici sono a canna, curva o lineare e a cigno, che seguono un’estetica tradizionale e sempre di successo. Prodotti con erogatori speciali come doccette o multi getto, aiutano nelle mansioni quotidiane di igiene e pulizia del bagno in maniera molto efficace, ma discreta con parti snodate e flessibili. Gli erogatori a cascata sono molto ambiti per i miscelatori da appoggio di design che con la loro particolare apertura fanno sgorgare l’acqua in modo soft e scenografico. Insomma, esistono davvero tante soluzioni adatte ad ogni progetto! Miscelatore da appoggio in bagno: finiture e colori Le finiture per un miscelatore da appoggio in bagno, riguardano essenzialmente tre scelte: lucido: caratterizzato da una lucentezza naturale, conferita dalle proprietà del materiale stesso o da trattamenti superficiali appositi; opaco: connotato da una luce riflessa diffusa sulla superficie, che proietta colori chiari e tenui; satinato: contraddistinto da a luce in parte speculare e in parte diffusa, con un effetto pacato ma semi-brillante. Per quel che riguarda i colori, tolti i tipici grigi, dorati e ramati metallici, le laccature sono dotate di palette infinite e di molteplici varianti tra cui scegliere a seconda delle richieste effettuate. Il bianco e il nero sono tra le alternative più quotate per miscelatori da appoggio di tendenza in un bagno da look contemporaneo, minimal ed essenziale. I colori pastello sono invece maggiormente indicati per stili più freschi, frizzanti ed eclettici. Miscelatore da appoggio in bagno: installazione e costi  L’installazione di un miscelatore da appoggio in bagno è decisamente immediata e semplice. Le varie tubature sono nascoste dal mobile e o dal supporto del lavandino, ma decisamente facili da raggiungere all’interno del vano contenitore. Per quel che riguarda i costi vi è invece una vasta scala tra cui scegliere con prodotti che vanno dai 60 euro a modelli che superano i 600 euro. Molto dipende dal brand, dalla dimensione, dalla particolare finitura, da accessori complementari e aggiuntivi e dalla tendenza del momento. Un buon rubinetto da appoggio si attesta su un budget che rientra tra i 150 – 200 euro, dove funzionalità e forme accattivanti sono racchiuse in elementi con adeguate prestazioni. Quando i prezzi salgono bisogna capire che le caratteristiche fondamentali sono soddisfatte, ma che viene aggiunto quel tocco in più a livello di design e optional che ne aumentano il valore e le performance.
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