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Articoli: Bagno

Vasca da bagno: a ciascuno la sua forma
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Tipologie di forma per scegliere la giusta vasca da bagno Ideare un bagno vuol dire attuare una serie di scelte efficienti e ponderate, sui materiali da impiegare, su quali sanitari inserire, sulla loro disposizione e collocazione all’ interno dell’ambiente, sulla rubinetteria da associare, sui complementi da arredo per rifinire, sull’ illuminazione artificiale e sui vari accessori da collocare, per ultimare tutto il disegno progettuale. Tra le innumerevoli variabili, inserire una vasca da bagno, è un’opzione che molti valutano perché pratica sotto infiniti punti di vista e sicuramente bella dal punto di vista estetico. Capire quale prodotto sarà più consono allo stile del progetto, nuovo o di ristrutturazione, e alle esigenze e necessità dei padroni di casa, porta ad una domanda fondamentale: ma quale sarà la più adatta tipologia di forma per scegliere la giusta vasca da bagno e che si addica nel miglior modo allo spazio che si ha a disposizione? Nulla di più semplice, dal momento che i professionisti del settore sapranno indirizzarvi verso tanti modelli con geometrie diversificate per la soddisfazione di tutte le ispirazioni, idee e richieste. Vasca da bagno rettangolare: un classico sempre in voga Un classico sempre in voga, dove la tradizione mantiene un look morigerato e semplice, riguarda una vasca da bagno rettangolare. Questo modello prevede dimensioni pressoché infinite, già presenti sul mercato o create su misura ad hoc. Ampiamente utilizzata in moltissime progettazioni la si può trovare incassata o da appoggio nella tipica posizione a ridosso di una parete, di fondo o laterale, o rivalutata e resa la protagonista di un bagno nelle soluzioni freestanding, che hanno saputo ridare vigore a un prodotto ormai considerato monotono e obsoleto. La chiarezza della forma, l’aspetto statuario e monolitico e la linearità minimale, l’hanno resa invece un elemento perfetto per ideazioni contemporanee e dal look sofisticato e tres chic. Accompagnata da una rubinetteria ricercata, innovativa e particolare, una vasca da bagno rettangolare trova ancora oggi un benestare univoco e garantisce un’ottima e perfetta realizzazione di una stanza di servizio utilissima all’interno della propria casa. Vasca da bagno quadrata: inusuale ma utile Una forma davvero poco utilizzata quando si parla di scegliere un grande sanitario da inserire internamente al proprio bagno ma tuttavia presa in considerazione quando le circostanze lo richiedono. Una vasca da bagno quadrata, inusuale ma utile, che diventa un elemento ottimale per soluzioni artigianali e realizzate su domanda specifica, quando le necessità lo richiedono. Ambienti con metrature particolari, muri divisori portanti, porzioni di tetti a spiovente che limitano le zone utilizzabili o aree mansarda circoscritte, sono tutte casistiche in cui una vasca da bagno quadrata può rendersi oltremodo efficiente, valida e di grande utilità. Proprio per la caratteristica di dover rientrare in uno spazio predestinato e prefissato, questo formato lo si trova di solito incassato e successivamente rivestito e piastrellato in progettazioni che risultano contemporanee e ben definite da materiali moderni, miscelatori di design e nicchie o bordature pratiche e maneggevoli per poter mantenere in ordine i vari accessori e igienizzato e pulito ogni punto delle varie sezioni della vasca da bagno. Vasca da bagno rotonda: effetto wow E’ necessario avere un ambiente di grandi dimensioni per inserire una vasca da bagno rotonda? La risposta essenzialmente è sì. Lo scopo fondamentale di inserire un oggetto così importante nella propria casa è quello di avere un luogo tranquillo dove potersi rilassare e trascorrere del tempo da dedicare a sé stessi in completa distensione e quiete. Pertanto comfort e comodità nello stendersi al suo interno, implica che la vasca stessa abbia dimensioni più che accettabili e di conseguenza anche il bagno dovrà avere una capienza favorevole e ideale per non fare sembrare tutto il progetto troppo contenuto e compresso. Le soluzioni freestanding offrono notevoli vantaggi nel poter scegliere la perfetta collocazione, a centro stanza o in nicchie ricavate in planimetrie studiate, con risultati estetici sorprendenti che renderanno la vostra area toilette una piccola oasi di relax, grazie alla scelta di una vasca da bagno rotonda con un effetto wow che ricorda una vera e propria SPA. Vasca da bagno ovale: eleganza delle curve Per rimanere in tema di geometrie a curve, ecco che la variante ovale ritrova e assume nuovamente un ruolo importante nella scelta per la vasca da bagno. E’ una tipologia di forma che piace molto, sia per l’eleganza delle linee che per la classicità della sagoma che ricorda tempi passati e gusti sofisticati, donando importanza e stile anche ad un ambiente considerato di servizio. Poche le soluzioni ad incasso, molto più impiegate quelle a libera installazione, con o senza piedini, a seconda del look che di intende far emergere. Questo elemento assicura carattere e particolare charme allo spazio in cui viene inserito e per una pratica pulizia e facilità di installazione, sarebbe bene non posizionarlo in angoli o troppo a ridosso delle pareti. Alcuni modelli sono maggiormente leggeri e snelli, altri presentano invece un aspetto leggermente più corposo, grazie ad una minima bordatura che non diminuisce affatto la capienza interna e che risulta al contempo pratica come appoggio e avvolgente nell’ estetica. Vasca da bagno sagomata: forma dal design originale Per gli amanti dei profili sinuosi e delle linee distintive, ricercate e oltremodo uniche, ecco che una vasca da bagno sagomata con una forma dal design originale cade a pennello nell’ ideazione del vostro progetto bagno. Questi oggetti vengono resi dei pezzi unici dai vari designer industriali, che realizzano dei disegni all’ avanguardia e accattivanti per proporre sempre nuove idee, realizzate con delle tecnologie avanzate e ultramoderne. Ciò che ne scaturisce è un risultato quanto mai eccelso e che inorgoglisce la categoria dei sanitari, sempre mantenuti un po' in disparte e in tono dimesso, ma che trovano in questi nuovi profili un punto di slancio nel mercato contemporaneo. Una vasca da bagno sagomata diventa la vera star di una progettazione di arredo d’interni spettacolare e che valorizza i rivestimenti e tutti i complementi circostanti con la sua silhouette glamour e irresistibile.
Lavabo per il bagno: quale materiale scegliere
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Tipologie di materiali per il lavabo in bagno Come per il piatto doccia, la vasca o gli altri sanitari presenti in un ambiente indispensabile della casa, come il bagno, anche il lavabo richiede attenzioni durante le sue fasi di scelta. Infatti ponderare le tipologie di materiali a disposizione presenti sul mercato odierno, renderà più immediata la decisione e l’indirizzarsi verso lo stile, le qualità e le caratteristiche più opportune che ciascuno di noi cerca per la realizzazione di un arredo bagno ad hoc. Di seguito, vi proponiamo 6 tra i più utilizzati prodotti che per fattezze, silhouette, grandezze e caratteri propri, potranno fornire dei consigli validi sul materiale verso cui far propendere l’idea per scegliere il vostro lavabo in bagno.   Lavabo in pietra: solido e minimale Un lavabo in pietra, da utilizzare all’interno della stanza da bagno, è sicuramente una soluzione di stile che si sposa perfettamente con in ogni tipologia di ambiente, poiché caratterizzato da un impatto solido e minimale che può essere associato con successo a qualsiasi classificazione dal punto di vista estetico. Disponibili in svariate misure e forme, sono davvero pezzi originali per l’unicità del materiale impiegato e per il fatto di non poter essere realizzati in serie, data la versatilità della composizione mineraria di ciascun pezzo grezzo, che verrà successivamente lavorato e levigato per essere introdotto in commercio. Meravigliose le geometrie pulite e lineari nei prodotti più contemporanei. Un lavabo in pietra racchiude in sé un’eleganza innata pur essendo un mix esemplare di tendenze originali ed eclettiche con una durata nel tempo pressoché illimitata. La manutenzione è davvero semplice e non richiede operazioni straordinarie. Sarà sufficiente detergere con prodotti poco abrasivi e panni morbidi. L’unica accortezza riguarda l’asciugatura. Per evitare depositi di umidità e calcare, che potrebbero intaccare la porosità della pietra e formare fastidiose macchie bianche, sarebbe bene eliminare i residui di acqua all’interno del lavabo e mantenerlo costantemente asciutto dopo averlo utilizzato. Lavabo in ceramica: classicità e tradizione Nulla di più classico e tradizionale dell’impiego di un lavabo in ceramica in un progetto o in una ristrutturazione di un bagno. Colore bianco, profili ricercati ma accessibili, ottima qualità e costi contenuti. Tutte caratteristiche fondamentali, che aggiunte alle peculiarità di questo materiale, lo rendono un prodotto intramontabile nella categoria dei sanitari all’interno di un ambiente di servizio, rendendolo estremamente chic e di tendenza. Un lavabo in ceramica è un prodotto resistente alle abrasioni, alla differenza di temperatura e alla luce naturale. E’ semplicissimo da mantenere pulito e in poche mosse è possibile igienizzarlo senza particolari sforzi o fatiche. Nei modelli più contemporanei, da appoggio, sospesi o freestanding riesce a calibrare al meglio il fattore estetico e dal design accurato alla funzionalità e praticità di un materiale davvero senza tempo. Lavabo in marmo: glamour e signorilità Come in ogni suo impiego, anche in un oggetto di utilizzo quotidiano come un lavabo da bagno, il marmo riesce a rendere un ambiente glamour e connotato di una signorilità oltremodo innata. Una stanza efficiente e comoda, si trasforma in una piccola spa dotata dell’eleganza che questo materiale possiede, con le sue particolari venature, colorazioni e forme che può assumere, dalle più lineari a quelle morbide e curvilinee. Un lavabo in marmo diventa il protagonista di un bagno e lo caratterizza essendo un oggetto artigianale e proposto in versioni che non potranno mai essere uguali le une alle altre. Poche accortezze riguardano l’impiego di prodotti per la pulizia neutri, per non alterare il ph della superficie e panni o spugne delicate. Inoltre una cura continua manterrà invariata la lucentezza del marmo stesso senza doversi preoccupare di dover applicare ulteriori soluzioni liquide o in crema. Lavabo in acciaio: inconsueto e particolare Per coloro che amano l’originalità e gli oggetti dal sapore ricercato ed eccentrico, un lavabo in acciaio, inconsueto e particolare nel proprio bagno di casa, è proprio ciò che fa al caso loro. Pochi sceglierebbero questo materiale in un progetto di interni, ma possiamo assicurare che associato allo stile opportuno e arricchito da accessori ad hoc e ben studiati, può dare adito a soluzioni di interior design davvero straordinarie e spettacolari. Naturalmente si fa riferimento all’impiego di acciaio inossidabile, sempre lustro e splendente, la cui prerogativa del suo utilizzo, riguardava sino a qualche tempo fa, solamente l’ambiente della cucina. Tuttavia, proprio per le sue ottime qualità, come la facilità di mantenerlo in ottimo stato e la resistenza agli urti, graffi e segni del tempo, lo hanno reso un prodotto di nicchia leggermente più costoso, ma che si sta facendo strada nel settore dell’arredo bagno. Lavabo in legno: inusuale ma d’effetto Come per altri materiali anche il legno può sembrare una scelta azzardata e inconsueta per la scelta di un lavabo da inserire all’interno di un bagno. In verità, tale soluzione progettuale, può rivelarsi inusuale ma d’effetto per un arredo bagno che mira a donare un look naturale ma dal taglio contemporaneo e ricercato a tutto l’ambiente circostante. Con opportuni trattamenti e verniciature, anche un prodotto in legno può tranquillamente essere utilizzato dove l’acqua e l’umidità proliferano. Resine naturali e idrorepellenti sono le soluzioni che vanno per la maggiore per rendere il più performante possibile un lavabo in legno che dovrà essere trattato con panni non abrasivi per non intaccare lo strato di finitura impermeabile. Esistono molteplici essenze che possono essere valutate per la realizzazione d i questi prodotti, ad esempio il teak o il palissandro, così come le geometrie più o meno regolari e le dimensioni che variano dalla produzione di piccoli lavandini da appoggio sino a grandi metrature di lavabi doppi ad incasso in complementi d’arredo incomparabili ed esclusivi. Lavabo in vetro: di stile e design La trasparenza e l’effetto della luce che si riflette in vari modi attraversando la sua superficie rendono un lavabo in vetro una scelta di stile e design che contraddistingue un bagno trendy e alla moda. La versatilità delle forme, delle misure e dei colori (a seconda delle varie pigmentazioni che possono essere eventualmente aggiunte all’ impasto) lo rendono una scelta ottima per chi necessita di personalizzazioni e vuole connotare un elemento comune di un aspetto elaborato e pregiato. Nelle versioni da appoggio, integrate o sospese trova grande attrattiva per quel che riguarda l’aspetto estetico, oltre al fatto di essere un materiale pratico da pulire. Mantenerlo sempre asciutto ed evitare il deposito di acqua e goccioline, lo renderà sempre bello alla vista ed evitare formazione di calcare ed eventuali incrostazioni. Unica pecca, la fragilità e la tendenza a scheggiarsi se non utilizzato con cura, in modo specifico sulla parte relativa al bordo; nulla che un minimo di accortezza possa risolvere senza problematiche particolari.
Miscelatore per il bagno: tipologie di rubinetti
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Affrontare un progetto nuovo o di ristrutturazione di un bagno, implica un notevole sforzo da parte dei padroni di casa, nel dover prendere infinite decisioni importanti e su svariati fronti. Quale rivestimento scegliere, come disporre i componenti fondamentali da inserire: meglio i sanitari classici o quelli con forme avvenieristiche? Vasca o doccia? Uno o due lavabi? Ecco alcune tra le tante domande che ciascuno di noi si pone di fronte a una progettazione che riguarda sia l’arredo che le funzionalità di un ambiente davvero importante della casa. Ma chi veramente si sofferma su quale miscelatore scegliere per i rubinetti del bagno e sulle opzioni della rubinetteria da associare ai vari elementi presenti. Di solito viene privilegiata la tipologia esposta insieme al sanitario e se la forma più o meno piace è proprio lì che ricade la scelta. In pochi sono attenti nel voler approfondire le differenze tra una modalità e l’altra di erogazione di acqua calda e fredda. E’ naturale che un miscelatore monocomando va ormai per la maggiore e soddisfa tutta la clientela, ma capire ciò che contraddistingue ogni categoria e valutare al meglio le alternative proposte, è sicuramente il metodo ottimale per trovare la soddisfazione completa nell’ aver creato un bagno davvero su misura per le proprie necessità. Miscelatore a vite per un rubinetto tradizionale La tipologia più tradizionale che riguarda la somministrazione di acqua da parte di un rubinetto è quella del miscelatore con valvola a vite. Le due manopole, ovvero i comandi posti ai lati dell’erogatore, ruotate in maniera molto semplice, forniscono la fuoriuscita sia di acqua calda che fredda in modo indipendente aprendo appunto in modo più o meno ampio le due impugnature. La regolazione della temperatura non è perfetta, né sempre uguale ad ogni utilizzo, ma ancora in molti casi, questa soluzione classica, viene scelta come modello nella progettazione di splendidi bagni dove il gusto per le consuetudini e le usanze, a volte legate alle abitudini di un luogo, vogliono essere mantenute.  Miscelatore monocomando: un’unica leva direzionale I rubinetti che l’attuale mercato del settore bagno propone, sono certamente più moderni e innovativi rispetto ai modelli a vite maggiormente datati, anche se sono in realtà in commercio soltanto da una quarantina di anni e non hanno subito grandi varianti nel trascorrere del tempo. Rispetto al doppio comando sono più definiti e sistematici nel regolare la miscelazione della temperatura, garantendo la fuoriuscita di acqua più o meno tiepida a seconda del fabbisogno, grazie ad un’unica leva direzionale. Ciò che permette la facilità di funzionamento di un miscelatore monocomando è la cosiddetta cartuccia, che attiva o interrompe il flusso e la quantità di acqua desiderata. Questo elemento, è un corpo realizzato in plastica che contiene al suo interno due dischi, uno superiore e uno inferiore, in materiale ceramico. Non appena la leva monocomando viene aperta, si azionano i due dischi innescati dal movimento della cartuccia, sulla cui superficie sono presenti due fori laterali per l’ingresso di acqua fredda e calda ed uno posizionato nella zona al centro per l’uscita. Questo meccanismo innovativo è associato a un largo numero di rubinetti per il bagno che connotati da forme particolari e di design sono sicuramente la scelta più ovvia per un acquisto che contemporaneamente contempla massima efficienza e impeccabile estetica, sia posizionato sul lavabo che a parete.  Miscelatore termostatico: per una temperatura prefissata Impiegato maggiormente nella rubinetteria riservata all’impianto della doccia in un bagno, il miscelatore termostatico trova oggi largo impiego anche nella zona lavabo, dove il comfort e la praticità vogliono essere messe in ampio risalto. E’ una soluzione economica e funzionale e costituita da un elemento che, attraverso una valvola interna, mantiene con estrema semplicità la temperatura dell’acqua costante durante tutto il suo utilizzo. Inoltre, in caso di interruzione dell’erogazione di acqua fredda, dovuta all’apertura di altri rubinetti presenti all’interno di una casa, la valvola stessa si attiva in modo istantaneo per ovviare a tale imprevisto, consentendo una normale fuoriuscita alla temperatura desiderata. I modelli più comuni sono quelli dotati di manopola termo graduata dove manualmente vengono impostati i gradi a cui si desidera far sgorgare l’acqua. Prodotti alternativi e tecnologici, con costi meno contenuti e connotati da un design moderno e minimalista, sono quelli realizzati con display elettronico, in cui attraverso semplici mosse con modalità touch screen, è possibile regolare costantemente e in modo ancora più immediato la temperatura gradita. Miscelatore idroprogressivo: una sola manopola di design Una sola manopola di design è ciò che caratterizza un miscelatore idroprogressivo utilizzato per il lavabo del proprio bagno di casa. Il funzionamento di tale sistema è semplice e intuitivo. Il movimento rotatorio è unico e progressivo, appunto per permettere di aprire il getto dell’acqua e allo stesso tempo di regolarne il calore, con portata e temperature pre impostate, attraverso 5 posizioni: ·        chiuso; ·        aperto, con erogazione minima di acqua fredda; ·        aperto con erogazione massima di acqua fredda: ·        aperto con erogazione massima di acqua tiepida; ·        aperto con erogazione massima di acqua calda. Il contro di questa tipologia di miscelatori risulta quindi essere la limitata gestione personalizzata della quantità di acqua nonché della scala termica della sua regolazione. Il pro è che in termini di estetica e di concetto minimal riferito ad un design maggiormente attuale e contemporaneo è sicuramente uno tra i modelli più riusciti. Miscelatore automatico con l’utilizzo di un sensore Principalmente utilizzato in luoghi pubblici, dove l’afflusso di persone è intenso ed è necessario garantire la massima igiene in luogo dove chiunque può toccare e trasmettere o acquisire germi e batteri, trova oggi giorno un impiego interessante in molte abitazioni domestiche. Stiamo parlando del miscelatore automatico con l’utilizzo di un sensore; un’ottima alternativa per chi vuole rendere maggiormente salubre i continui lavaggi delle mani, e non solo, senza dover toccare in alcun modo diretto rubinetti, leve e manopole. L’erogazione dell’acqua, perfettamente pre miscelata, viene gestita dal sensore che tramite una fotocellula rileva il movimento delle mani in avvicinamento e ne attiva la sua fuoriuscita, fermandosi dopo un tempo stabilito a priori. Questi meccanismi tecnologici sono molto precisi e corredati di funzioni di risciacquo automatico per una pulizia maggiore e con meno ristagno di acqua all’interno del rubinetto stesso. I modelli più recenti, permettono di variare temperatura e flusso tramite app da mobile, oltre alla funzione manuale sempre presente. Le batterie del sensore hanno lunga durata e consentono oltre 100 azionamenti quotidiani con una manutenzione davvero minima.
Quale materiale scegliere per la vasca da bagno
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Ricreare un bagno da sogno, funzionale, accogliente e al contempo esteticamente affascinante è il progetto che chiunque vorrebbe realizzare all’interno della propria abitazione. Nella maggior parte dei casi ci si sofferma sulla scelta di piastrelle particolari o complementi d’arredo innovativi che possano davvero stupire. Ma perché invece non puntare su una perfetta vasca da bagno di design, utile e dal materiale accattivante? Nel corso del tempo si sono susseguiti una serie di prodotti materici, come pietra e legno, che sono stati poi implementati dall’utilizzo successivo di marmo e ceramica, sino ad arrivare alle nuove serie di soluzioni in acrilico o bicomponenti. Ciascun elemento ha trovato largo impiego nella propria epoca di utilizzo ma oggigiorno sono tornati tutti in gran voga per la produzione di vasche da bagno sensazionali e distintive. Vasca da bagno in acrilico per una grande varietà di design L’acrilico è un materiale termico (rilascia una sensazione di calore a contatto con la pelle) che può essere facilmente lavorato dando origine a una grande varietà di vasche da bagno di design. Possiede una forte adattabilità che garantisce infinite misure e dimensioni nonché realizzazioni in qualsiasi tipo di forma e geometria richiesta. Ha una notevole resistenza al tempo, alla corrosione e all’usura in generale e anche piccole imperfezioni, come graffi o leggere abrasioni, possono essere facilmente eliminate tramite levigatura e lucidatura per far ritornare la propria vasca da bagno ad una situazione qualitativamente ottimale. E’ un prodotto antiscivolo, non poroso e igienico, molto facile da pulire con detergenti neutri e panni morbidi. Solitamente presentato nella colorazione del bianco, dona a una vasca da bagno in acrilico un aspetto naturale che può essere ben accostato a qualunque stile e tendenza si voglia utilizzare per la progettazione di una zona toilette trendy e unica. Vasca da bagno in ceramica per una soluzione freestanding La ceramica comprende una serie di prodotti utilizzati per la realizzazione dei componenti sanitari all’interno di un bagno. I più conosciuti sono il gres, la maiolica e la porcellana con cui vengono realizzati interamente o semplicemente rivestiti alcuni elementi come può succedere, ad esempio, per la vasca da bagno. Negli ultimi tempi la ceramica è stata leggermente accantonata per l’avvento di materiali tecnologicamente più innovativi e dai connotati più sviluppati e competitivi, ma le soluzioni freestanding a centro stanza o lungo pareti vetrate, hanno dato una svolta a questo materiale considerato un po' freddo, con superfici scivolose e facile a scheggiarsi in caso di urti. Le nuove lavorazioni lo hanno reso più resistente all’usura e grazie a specifiche finiture superficiali sono diminuite considerevolmente le possibilità di creazioni di graffi e scalfitture. Anche per una vasca da bagno in ceramica le possibilità di personalizzazione sono molteplici, sia nelle forme che nelle misure e nei progetti a libera installazione, con particolare rubinetteria e accessori di design, si trovano dettagli accattivanti e incantevoli, tipici di un bagno di lusso. Vasca da bagno in legno: relax e benessere Una vasca da bagno in legno, porta nell’immediato la nostra mente ad un luogo dove poter trascorrere del tempo dedicato al completo relax e benessere, come una SPA, questo grazie alle proprietà benefiche e salutari intrinseche di un materiale vivo come è appunto il legno. Alcune essenze particolari, per esempio il ginepro, utilizzate in special modo nella cultura orientale ma non solo, vengono proprio scelte per la realizzazione di vasche da bagno artigianali di stile e uniche nel loro genere, per le loro proprietà rigeneranti e rilassanti. Trattato con prodotti naturali, il legno diventa un materiale antibatterico che richiede però una manutenzione ordinaria per salvaguardare le caratteristiche funzionali e pratiche della vasca da bagno stessa. Un’attenta levigatura in ogni giunto rende l’elemento finale liscio e dinamico sia nelle forme curvilinee che lineari. Conferisce calore al tatto e all’ambiente circostante, rendendo la vasca la vera protagonista della stanza da bagno e conferendole un look esclusivo sia in progettazioni più tradizionali che contemporanee. Essendo oggetti realizzati a mano possono avere dimensioni personalizzate e dal momento che il materiale impiegato per la vasca da bagno non può mai essere uguale, con venature e finiture di volta in volta differenti, ciascuna realizzazione diventa un vero pezzo d’arte irripetibile. Vasca da bagno in pietra: elegante e raffinata L’aspetto estetico naturale, ma contemporaneo per le forme attuali di una vasca da bagno in pietra, è davvero molto apprezzato, in special modo quando si vuole assicurare eleganza e raffinatezza ad un ambiente della casa che deve svolgere le proprie funzionalità ma che al contempo deve essere bello alla vista. Classico, minimalista, industriale o vintage un bagno con una vasca in pietra trova approvazione per la sua neutralità di colore e finitura ottima per qualsiasi layout si scelga di realizzare. Rispetto ad altri materiali risulta leggermente più costoso ma il prodotto finale, legato anche al concetto di sostenibilità ecologica, così come accade per una vasca da bagno in legno dove vengono trasformate parti eccedenti di altre lavorazioni, è ineguagliabile e irripetibile in tutti i modelli proposti. Molto apprezzate le soluzioni freestanding con linee arrotondate e abbinate a lavabi del medesimo genere per creare continuità nei materiali. La pietra garantisce ottime qualità e caratteristiche di varia natura come resistenza nel tempo e durevolezza. Le vasche possono avere forme e dimensioni di ogni tipo e realizzate ovviamente su misura, in special modo se si tratta di versioni personalizzate angolari o ad incasso. Venature, colore, sensazione al tatto e composizione mineralogica, sono altri tra gli innumerevoli fattori da considerare nella scelta del prodotto materico che costituirà la vasca da bagno in pietra, così come la possibilità di ottenere un elemento minimale e lasciato il più possibile allo stato originale all’esterno ma ben lavorato e reso utilizzabile e confortevole all’interno. Questa contrapposizione esalta maggiormente ogni sfaccettatura della pietra garantendo alla vasca da bagno ricercatezza nelle differenti finiture in e out. Particolare attenzione deve essere dedicata al peso dell’oggetto, maggiore rispetto ad altre soluzioni proposte, e da considerare prima della sua installazione per progettare eventuali supporti a livello strutturale. Altra accortezza si deve avere per quel che riguarda la manutenzione e la pulizia della vasca da bagno, da effettuare con detergente neutro e spugne non abrasive per evitare alterazioni a livello superficiale. Vasca da bagno in marmo: su misura e di grande effetto Una vasca da bagno in marmo non è assolutamente superata in termini di tendenza poiché questo materiale è stato utilizzato per offrire rinnovate soluzioni, che propongono elementi estetici innovativi e di grande effetto con un materiale di elevatissimo pregio. Benché il marmo sia a tutti gli effetti una pietra, viene considerato a parte rispetto alla classe tipologica alla quale appartiene e di cui abbiamo già presentato caratteristiche e usi. Anche questo materiale è particolarmente solido e duraturo, dotato di molteplici sfaccettature con colori e venature esclusivi che vengono esaltati dalle forme rigorose di vasche da bagno rettangolari o quadrate. Splendide anche nelle geometrie curvilinee e personalizzate in differenti dimensioni. Su richiesta possono essere progettate delle vasche da bagno irregolari e lavorate in modo originale per dare un tocco creativo a tutto l’ambiente circostante, in modo particolare se il marmo scelto è quello bianco di Carrara. Come per altri prodotti materici, la pulizia deve essere effettuata con acqua e detergenti non corrosivi o abrasivi e per piccoli o grandi inconvenienti, come macchie o leggeri graffi, è bene contattare un professionista del settore per evitare sbagli o recare danni peggiori.
Come realizzare un bagno in mansarda
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Gli ambienti in mansarda sono ricchi di fascino, grazie alla luce che entra dall’alto e alla possibilità di vedere il cielo. Realizzare il progetto di un bagno in mansarda nasconde però diverse insidie. Ci sono molti vincoli da rispettare e l'inclinazione del tetto variabile in ogni punto rende difficoltosa la distribuzione dei vari elementi. Ricavare un bagno nel sottotetto e arredarlo richiede inoltre l’applicazione di normative specifiche che complicano ulteriormente tutto l’iter progettuale. Per rendere funzionale un bagno in mansarda occorre studiare delle soluzioni che possano portare ad un utilizzo confortevole dei sanitari, così come farsi venire delle idee per assicurarsi di poter fare una doccia o un bagno caldo senza incorrere nel rischio di battere la testa al soffitto.  Può sembrare semplice ma tra metrature ridotte e pendenza del tetto variabile riuscire a posizionare tutto nel migliore dei modi è una bella sfida. Requisiti minimi da rispettare per un bagno in mansarda Affinché un sottotetto sia abitabile, ci sono delle altezze medie minime da rispettare. Queste variano in base a regolamenti regionali e comunali, ma in linea generale si parla di un’altezza media minima di 2,4 m, inferiore allo standard dei 2,7 m che riguarda le abitazioni in generale, esclusi corridoi e zone di passaggio. Per quanto riguarda l’altezza del bagno in mansarda potrebbero essere concesse altezze minime medie inferiori, per cui per appurare questo dato con certezza occorre sempre consultare i regolamenti edilizi locali .  Inoltre, quando si progetta un bagno in mansarda è obbligatorio rispettare la presenza dei corretti rapporti aeroilluminanti, ovvero l’adeguata proporzione tra la superficie al suolo e le finestre, così da essere garantita la corretta ventilazione ed illuminazione naturale dell’ambiente.  In mansarda le aree con un’altezza inferiore a 1,5 m non possono essere utilizzate per la permanenza delle persone ma potranno essere utilizzate, attraverso soluzioni appositamente studiate, per riporre degli oggetti o per il passaggio degli impianti. In alternativa per delimitare queste zone di altezza ridotta si potranno creare delle pareti e su di esse fissare ad esempio i sanitari oppure una vasca da bagno.  Consulenza e progetto per un bagno in mansarda Per progettare un bagno in mansarda è preferibile rivolgersi ad un esperto. Un architetto è la figura ideale per gestire tutto il processo di conversione del sottotetto per renderlo abitabile, così da poter realizzare una stanza in più, un bagno o anche più ambienti.  Pianificare tutto fin dall’inizio aiuta a non avere sorprese a lavori iniziati, verificando ad esempio se il sottotetto possiede i requisiti necessari per l’abitabilità o studiare soluzioni che consentano di raggiungere questo obiettivo. Un progetto elaborato da un professionista prevede non solo l'applicazione delle norme vigenti ma anche lo sviluppo di idee che possano massimizzare la funzionalità dello spazio. Bagno in mansarda: quando usare la vasca o la doccia Nella progettazione degli interni solitamente si ragiona sulla pianta per studiare la distribuzione dello spazio. Per le mansarde invece un dato da tenere fortemente in considerazione é la pendenza del tetto.  Decidere se e dove installare doccia o vasca dipende dunque soprattutto dall’altezza.  Una doccia ha bisogno di uno spazio di almeno 1,80 m, meglio se si arriva a 2 m poiché presuppone necessariamente l’utilizzo mentre si sta in piedi. Come è facile intuire, si potrà inserire la doccia all’interno di un bagno mansardato solo quando vi è una superficie sufficiente all’altezza giusta.  La vasca da bagno consente invece di sfruttare la superficie orizzontale e si può installare anche dove l’altezza è più bassa, considerando però che l’entrata e l’uscita devono essere confortevoli e soprattutto sicure. Finestre e bagno in mansarda: quali rivestimenti scegliere I bagni posti nel sottotetto beneficiano in molti casi di una luce molto particolare che è quella proveniente dall’alto, attraverso le finestre per tetti o i lucernari installati. In queste situazioni l’illuminazione naturale è molto intensa e permette di avere una visione ottimale, soprattutto se le aperture sono ampie.  In altri casi invece si hanno soltanto delle piccole finestre e di conseguenza l’ingresso di luce naturale è limitato.  La scelta dei rivestimenti deve dunque tenere conto anche di questo fattore poiché influisce sull’effetto totale dell’ambiente.  Per bagni in mansarda con una buona luminosità si può usare qualsiasi genere di materiale, anche quelli con effetti materici marcati come la pietra e colori scuri. Al contrario, per ambienti poco luminosi sono sempre da preferire materiali dalle colorazioni chiare che permetteranno di moltiplicare la luminosità. Bagno in mansarda: arredare con stile Un bagno in mansarda può essere trasformato in un ambiente pieno di stile se viene arredato nel modo giusto. In favore giocano la particolarità dello spazio data dall’inclinazione del tetto e dall’irregolarità delle pareti, una base su cui andare a costruire qualcosa di unico. Enfatizzare le caratteristiche dello spazio è quindi il primo passo per valorizzare un ambiente di questo genere. Ad esempio posando dei rivestimenti a contrasto per evidenziare alcune specifiche aree. La scelta delle finiture e dei sanitari andrà a definire ulteriormente lo stile del bagno. Inserisci qualche elemento dal design particolare che catturerà l’attenzione, ma sempre senza sottovalutare l’importanza della praticità. Affinché il progetto funzioni scegli una direzione stilistica specifica e cerca elementi corrispondenti a questo linguaggio. L’ispirazione può arrivare da qualsiasi cosa, può essere un colore, una tendenza d’arredo, un materiale particolare. Una volta individuata la direzione in cui muoversi sarà più semplice prendere ogni decisione che riguarda lo stile. Utilizzando mobili ed accessori dal carattere deciso otterrai un ambiente sofisticato. Elementi come lo specchio ed il porta asciugamani possono fare la differenza, ognuno di essi aggiungerà carattere e contribuirà a rendere il bagno ricercato e curato nel dettaglio, per questo motivo sceglierli con cura diventa fondamentale per la riuscita del bagno nel complesso. Crea un progetto personale come potrebbe essere la realizzazione di un mobile per il lavabo a partire da un vecchio mobile, darai al bagno un tocco unico e distintivo.
Come rinnovare un bagno lungo e stretto
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I bagni lunghi e stretti sono frequenti nelle case, soprattutto in quelle di vecchia concezione, dove ai servizi igienici non si applicavano le logiche attuali. La pianta di questa tipologia di bagni ha uno sviluppo in lunghezza che li porta a somigliare ad un corridoio. Questo genere di layout nasconde diverse insidie ma, con una appropriata distribuzione interna dei diversi elementi si può ottimizzare al meglio lo spazio disponibile. Una ristrutturazione integrale è l’occasione per rinnovare completamente un bagno lungo e stretto, rendendolo funzionale e comodo. Si possono studiare diverse soluzioni per la distribuzione in pianta di un bagno con uno sviluppo di questo genere, a seconda delle dimensioni e tenendo conto di vincoli strutturali come la posizione di porte e finestre, delle strutture portanti e delle colonne di scarico. Attraverso una ristrutturazione di un bagno lungo e stretto si può ottenere un buon margine di miglioramento, in risposta alle esigenze contemporanee. Quando si decide di ristrutturare un bagno lungo e stretto bisogna prendere con attenzione ogni decisione per sfruttare al meglio le potenzialità di questa tipologia di pianta, pianificare il posizionamento di ogni elemento pensando a come si possa avere una distribuzione dello spazio confortevole.  Lo sviluppo rettangolare particolarmente allungato, non è sempre uno svantaggio se si riesce a valorizzarlo. Per cominciare bisogna prendere in considerazione alcuni aspetti che riguardano la funzionalità solo dopo si potrà pensare al lato più estetico, ovvero alla scelta delle finiture e dei materiali. Si può considerare ad esempio di cambiare la posizione dei sanitari, ma soltanto se attacchi e scarichi possono essere adattati senza complicare lo schema degli impianti.  Secondo le normative vigenti in materia di edilizia ed igiene, un bagno che ha accesso da un ambiente di soggiorno deve necessariamente avere un antibagno. Nel caso di bagni stretti e lunghi questo può essere realizzato con semplicità, creando una parete aggiuntiva e collegata da una porta che divida l’antibagno, dove inserire ad esempio il lavandino o la lavatrice, dal locale contenente i servizi igienici.  Per guadagnare spazio si può valutare la sostituzione di una porta a battente in favore di una scorrevole che permetterà un percorso più fluido. Bisogna ricordare inoltre che la finestra in bagno non è obbligatoria, ma in sua assenza è necessario installare un impianto di ventilazione meccanica.  Dove posizionare i sanitari in un bagno lungo e stretto La posizione dei sanitari gioca un ruolo molto importante all’interno di un bagno lungo e stretto ed è determinante per ottenere un buon equilibrio. Per stabilire il migliore posizionamento di WC e bidet bisogna considerare la relazione con lo spazio e con gli altri elementi presenti, come lavandino, doccia o vasca.  Ad esempio sopra il bidet si può installare il radiatore  La larghezza del bagno è determinante nello stabilire il punto in cui installare i sanitari. Con una larghezza di almeno 180 cm è possibile considerare la soluzione in cui WC e bidet sono uno di fronte all’altro, perché rimarrebbe lo spazio sufficiente per il passaggio, ma sotto a questa misura ciò non è possibile. Una delle soluzioni più adatte ad un bagno lungo e stretto è l’installazione dei sanitari sulla stessa parete, uno accanto all’altro. Questa distribuzione è molto pratica e si può realizzare anche nei bagni più stretti posizionando i diversi elementi su una delle pareti lunghe, sempre considerando lo spazio necessario per il passaggio.  Vasca o doccia Scegliere tra doccia e vasca è sempre un bel dilemma. Per individuare la soluzione più adatta al proprio bagno bisogna innanzitutto analizzare le proprie esigenze. Ad esempio, non avrebbe senso installare una vasca da utilizzare solo ed esclusivamente come doccia.  Oltre a questo bisogna considerare che la vasca ha bisogno di più spazio rispetto ad una doccia, almeno 70x170 cm, anche se ci sono versioni compatte con lunghezza di 120 o 140 cm che si possono installare in bagni piccoli. Le misure minime per una doccia sono invece 70x70 cm. In alcuni casi la scelta è quindi forzata.  In ogni caso, anche in un bagno stretto e lungo può non essere necessario dover rinunciare alla vasca da bagno se si individua la posizione più congeniale. Potrebbe occupare uno dei lati corti, andando così ad equilibrare visivamente le proporzioni dell'ambiente, oppure essere installata su un lato lungo se vi è la lunghezza sufficiente. La doccia è da preferire alla vasca quando il bagno è molto stretto, ma non sempre. Se in precedenza era installata una vasca da bagno, questa può essere sostituita da un nuovo piatto doccia nella stessa posizione, risultando molto spaziosa e confortevole. Installando un box doccia con pareti in cristallo trasparente, l’ingombro sembrerà ridotto a livello visivo ed il bagno sarà moderno ed elegante.  Se invece si sta ristrutturando completamente il bagno, una delle posizioni da considerare per la doccia, così come per la vasca, è la parte più in fondo della stanza sul lato corto, anche in presenza di finestre che dovranno essere impermeabili. La doccia passante invece è una soluzione scomoda per diversi aspetti, ma in alcuni casi non ci sono alternative. Misure e distanze di riferimento per i sanitari Stabilire la posizione dei sanitari non è affatto semplice ed immediato, perché bisogna rispettare alcune regole che consentono di aver un bagno a norma. Per questo è sempre preferibile rivolgersi ad un professionista quando si deve progettare un nuovo bagno o eseguire una ristrutturazione. Una delle principali norme da rispettare riguarda le distanze minime tra i diversi sanitari, così come tra di essi e le pareti, al fine di consentire un utilizzo confortevole e una normale pulizia tenendo conto dell’ingombro di ogni elemento. Per i bagni più piccoli si può considerare l’installazione di sanitari compatti per riuscire ad avere uno spazio sufficiente per muoversi comodamente. In ogni caso, le distanze tra i diversi elementi non possono essere stabilite in modo aleatorio, ma bisogna seguire le indicazioni contenute nella norma UNI 9182/2010. Secondo questa normativa: tra il WC e la parete di fianco ci deve essere una distanza minima di 15 cm; tra il bidet e la parete di fianco ci deve essere una distanza minima di 20 cm; tra WC e bidet ci deve essere una distanza minima di 20 cm ; tra bidet e doccia o vasca ci deve essere una distanza minima di 20 cm; tra WC e doccia o vasca ci deve essere una distanza minima di 10 cm; tra bidet e lavabo ci deve essere una distanza minima di 10 cm; tra WC e lavabo ci deve essere una distanza minima di 10 cm; tra due lavabi ci deve essere una distanza minima di 10 cm; tra il lavabo e la doccia o la vasca ci deve essere una distanza minima di 5 cm. Oltre al rispetto di queste distanze, si consiglia una distanza minima di almeno 55 cm tra i sanitari ed una parete frontale o un altro sanitario installato di fronte. Quale lavabo scegliere per un bagno lungo e stretto La tipologia di lavandino da scegliere sarà orientata da diversi aspetti, come lo spazio a disposizione. Quando lo spazio è stretto non bisogna pensare soltanto a piccoli e comodi lavandini, ma si possono inserire mobili con lavabo integrato che seguono lo sviluppo in lunghezza permettendo un utilizzo confortevole. In situazioni dove è necessario si possono scegliere lavabi compatti, con profondità ridotte ma solo se necessario perché non sono molto comodi. La realizzazione di mobili su misura permette di sfruttare bene ogni centimetro per cui è sicuramente una soluzione da considerare quando si ristruttura un bagno lungo e stretto. Sarà possibile così inserire un lavandino da appoggio e avere molto spazio a disposizione per riporre i propri oggetti personali. Rivestimenti per pavimenti e pareti in un bagno lungo e stretto In un bagno piccolo posare piastrelle con effetti decorativi su superfici ampie può risultare pesante, mentre può avere un effetto gradevole per marcare alcune funzioni come potrebbe essere la zona doccia.  Funziona bene puntare verso soluzioni minimaliste e preferire delle piastrelle piuttosto neutre oppure altri rivestimenti come le resine o il microcemento che danno un effetto di continuità. Anche formati troppo piccoli tendono a dare una sensazione caotica per via delle tante fughe.  Molto importante anche la scelta dei colori e delle finiture che possono migliorare sensibilmente la qualità del bagno. Le tonalità chiare producono come effetto un’ampliamento dello spazio perché aumentano la sensazione di luminosità, ma se si ricorre ad un’illuminazione ottimale si possono scegliere tranquillamente anche tonalità più scure. La continuità tra il rivestimento delle pareti e quello dei pavimenti è un trucco per non far percepire l’effetto corridoio che si potrebbe avere con tonalità molto contrastanti che finirebbero per sottolineare lo sviluppo in lunghezza.
Come scegliere il piatto doccia per il proprio bagno
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La scelta del piatto doccia è nella maggior parte delle progettazioni, legata allo stile e al look che si vuole realizzare nell’ambiente del bagno. In realtà alcuni materiali sono estremamente versatili e adattabili a differenti proposte stilistiche ed estetiche tanto da rendere qualsiasi spazio unico e originale. Tra le opzioni presentate da aziende produttrici e designer esistono 5 soluzioni che vengono impiegate più largamente rispetto ad altre, poiché i materiali utilizzati possiedono le migliori qualità di praticità, efficienza e funzionalità, legate a fattori artistici armoniosi, aggraziati e contemporanei. Vediamoli insieme! Piatto doccia in legno Le pedane utilizzate per realizzare un piatto doccia in legno, stanno trovando larghi consensi nell’ambito bagno, soprattutto per i suoi caratteri naturali e legati all’utilizzo di materiali eco compatibili in casa. In commercio esistono due tipologie di pedane in legno: quelle mobili, ovvero estraibili all’occorrenza da un piatto doccia in altro materiale, di solito in ceramica, e riadattato per ospitare un nuovo appoggio e quelle fisse che costituiscono il vero piano di calpestio della doccia stessa. Per coloro che ritengono che il legno sia un materiale da non utilizzare dove vi è molta presenza di acqua è bene sfatare qualche mito. Un piatto doccia in legno marino, come quello utilizzato appunto in ambito nautico, ha peculiarità eccellenti e trattato proprio per resistere all’ umidità e alla formazione di muffe e funghi. Ma anche altre essenze possiedono peculiarità eccellenti che rendono un piatto doccia in legno, un prodotto funzionale ed efficiente oltre che oggetto di tendenza in un bagno di stile. L’iroko, il wengé e il teak sono anch’essi refrattari agli agenti atmosferici e a tutto ciò che ne consegue, oltre ad essere molto apprezzati per le proprietà antiscivolo con trattamento superficiale realizzato con agenti battericidi naturali. Piatto doccia in ceramica I piatti doccia in ceramica erano la scelta tradizionale che veniva fatta fino a pochi anni or sono quando si doveva decidere di acquistare un nuovo supporto per la doccia del proprio bagno, poiché garantiva facilità di manutenzione e pulizia nonché eccellente resistenza nel corso del tempo. Alcuni limiti però, come piccole ma visibili crepe e la pesantezza del materiale stesso, hanno fatto sì che la ceramica venisse leggermente accantonata, anche per la sua indiscussa scivolosità. Questo materiale, considerato idoneo allo scopo di realizzare un piatto doccia per l’interno di un bagno, è però stato ripensato nelle forme e nelle altezze per adattarsi alle contemporanee esigenze e alle versioni tecnologiche e innovative richieste dal mercato. Un piatto doccia in ceramica moderno è ormai un ultrapiatto con spessore di circa 3 cm senza bordature antiestetiche e proposto in vari modelli rettangolari, quadrati e angolari e con dimensioni standard o personalizzate su richiesta. Inoltre, come per gli altri materiali, un piatto doccia in ceramica, può essere installato a filo pavimento, anche se nella maggior parte delle realizzazioni viene ancora montato in appoggio. Piatto doccia in resina Un materiale molto in voga, da quando è stato studiato per essere impiegato nel settore casa, è sicuramente la resina denominata anche marmo ricomposto dove miscele naturali, rispettose dell’ambiente, hanno dato origine a un prodotto straordinariamente consistente, robusto e durevole. Per questi connotati è diventato ormai una delle prime scelte in ambito di piatto doccia associato ad ulteriori qualità come: l’essere riparato con facilità anche senza l’intervento di un professionista; l’essere proposto in svariati colori con una finitura superficiale in gelcoat che rende il piatto doccia in resina luminoso e protetto dalla possibilità di formazione di macchie dovute alla presenza di acqua; la capacità di trattenere il calore e avere un piano di calpestio liscio ma non scivoloso; la possibilità di essere tagliato con semplicità per essere impiegato in realizzazioni di piatti doccia su misura, con dimensioni e forme particolari. Tutte queste caratteristiche rendono un piatto doccia in resina, la soluzione più utilizzata quando si deve progettare o rinnovare un bagno, grazie anche alla naturale classe e ricercatezza, in special modo nelle installazioni a filo pavimento, che rendono glamour e chic qualsiasi box doccia. Piatto doccia in pietra L’intento di utilizzare un piatto doccia in pietra naturale, è indubbiamente quello di impiegare un materiale di alta qualità che durerà nel tempo. Chi propende per una scelta di questo tipo, intende realizzare un bagno unico, distintivo e particolare dove il rivestimento del piatto doccia non è unicamente funzionale ma decorativo e legato a raggiungere un risultato esteriore eccelso. Molto utilizzato il travertino dalle venature impeccabili, o la pietra di Luserna proposta in una varietà di colori, o ancora la pietra lavica disponibile in grigio e nero. Tutti materiali per un piatto doccia in pietra resistente agli sbalzi di temperatura, con la capacità di contrastare particolari attriti e con un piano leggermente ruvido e antiscivolo. L’unico neo nella scelta di un piatto di doccia in pietra, è l’innegabile porosità del prodotto che richiede una maggiore accuratezza nelle fasi di pulizia e difesa contro l’accumulo di calcare. Piatto doccia in corian I professionisti del settore casa, dagli architetti agli interior designer, optano in molteplici casi per l’utilizzo del corian nelle progettazioni di alcuni ambienti di casa, come la cucina o il bagno. Questo materiale innovativo è il risultato della miscelazione di minerali naturali e polimeri di tipo acrilico, ideale per la creazione di un piatto doccia di design di elevato pregio con connotati tecnologici che migliorano l’utilizzo di un bagno esaltandone al contempo il valore estetico. Un piatto doccia in corian è oltremodo versatile e pratico. E’ un materiale omogeneo, durevole e non poroso. Molto apprezzato per la sensazione vellutata già percepibile al solo sguardo, che infonde calore al tocco e signorilità anche al bagno più minimalista. Come per uno in resina, un piatto doccia in corian può essere facilmente adattato a lavorazioni su misura e personalizzate, è oltremodo igienico e immediato da pulire. Alta tenuta, resistenza, ripristino e facilità di conservazione sono altri tra i numerosi vantaggi già elencati per un piatto doccia in corian che in ogni occasione sa davvero coniugare design e alta efficienza.
Come progettare e realizzare un secondo bagno
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Realizzare un secondo bagno: cosa dobbiamo sapere Avere la possibilità di realizzare un secondo bagno nel nostro immobile può essere un grande aiuto nella gestione della vita domestica, un'esigenza che, specie in famiglie numerose, diventa fondamentale. Se nel nostro immobile abbiamo a disposizione spazio sufficiente, possiamo pensare di progettare un secondo bagno con una certa semplicità, mentre invece se combattiamo con dimensioni ridotte o scelte obbligate sarà necessaria una progettazione più impegnativa. Per realizzare un secondo bagno dobbiamo partire da un'analisi accurata delle disposizione degli impianti: infatti i sanitari hanno bisogno necessariamente di essere allacciati a un impianto di scarico e carico dell'acque e una soluzione pratica ed efficiente è quella di sfruttare gli impianti già presenti nel nostro immobile. Dario Poles - Designer di interni - Pordenone (PN) Progettare e realizzare un secondo bagno significa aggiungere un locale in più alla nostra casa e quindi presuppone una diversa distribuzione degli ambienti e una modifica della planimetria catastale, di conseguenza sarà necessario presentare una pratica per procedere con i lavori nel rispetto del Regolamento Edilizio e di Igiene del nostro comune di residenza. La cosa migliore da fare è procedere secondo determinati step: Affidarsi a un tecnico che segua tutta la fase di verifica di attuabilità del progetto del secondo bagno (realizzato in base alle nostre possibilità economiche e alla distribuzione degli ambienti della nostra casa), che ci prepari tutto il necessario per le pratiche edilizie e segua il procedere dei lavori di realizzazione. In secondo luogo sarà molto importante affidarci a un'unica impresa per svolgere tutti i lavori di realizzazione vera a propria, sia i lavori in muratura, che quelli dell'impianto idraulico ed elettrico. Reperire professionisti validi nel settore dell'edilizia può non essere facile. A volte trovare la soluzione ideale per la realizzazione di un secondo bagno necessità dello studio di ipotesi di intervento. In molti casi può risultare importante avere più idee e soluzioni da valutare e a tal proposito può servire considerare più progetti: su Archisio è possibile raggiungere in maniera veloce ed efficiente un alto numero di tecnici e professionisti, scegliendo quello più adatto alle nostre esigenze in base a competenze e lavori svolti. Con i progetti realizzati potrai, poi, richiedere preventivi a più imprese specializzate, visionando i profili che offrono tutti i servizi necessari ai lavori edili, contattandone fino a un massimo di quattro contemporaneamente per richiedere un preventivo gratuito. Edilshop SRL - Pavimenti e rivestimenti - Roma (RM) IL SECONDO BAGNO: QUANTO COSTA E DOVE REALIZZARLO Definire i costi di realizzazione di un secondo bagno è piuttosto difficile perché la casistica è vasta e i costi variano molto a seconda delle dimensioni di cui ci dobbiamo occupare, dell'intervento murario da realizzare e dal tipo di impatto impiantistico che servirà per il nuovo bagno. Sebbene ci siano molte variabili da tenere in considerazione, in una condizione di normalità (ovvero di un intervento non molto invasivo), i costi per la realizzazione di un secondo bagno possono oscillare tra i 10.000 e i 15.000 euro + iva, comprensivi di materiali di media qualità: a questi costi vanno aggiunti, poi, quelli per le pratiche tecniche comunali, catastali e di direzione lavori, che possono oscillare intorno i 3.000 euro + iva e oneri di legge. Il punto principale, in fase di progettazione di un secondo bagno, è verificare la distanza dalla colonna di scarico delle acque nere dell'abitazione: in linea di massima più il bagno sarà realizzato vicino alla colonna di scarico più facile risulterá allacciare i sanitari, perchè non sarà necessario installare un trituratore e far passare lo scarico nel pavimento fino alla colonna di scarico (cosa che ovviamente aumenta il costo dei lavori). Edilshop SRL - Pavimenti e rivestimenti - Roma (RM) Se ci troviamo nella situazione di dover progettare un bagno cieco, dovremo installare obbligatoriamente un sistema di ventilazione forzata (ne abbiano parlato qui). Possiamo trovarci a realizzare il secondo bagno in svariati punti della casa, scegliendo sempre a seconda della convenienza, delle nostre necessità o ovviamente dell'ubicazione degli impianti necessari al funzionamento dei sanitari. La possibilità più semplice sarebbe quella di dividere in due un bagno particolarmente ampio, sfruttando così gli stessi impianti di carico e scarico e gli stessi allacci. Dario Poles - Designer di interni - Pordenone (PN) Se vogliamo realizzare il secondo bagno in una zona della casa lontana dagli allacci, allora l'intera lavorazione sarà più impegnativa in termini di costi e tempo impiegato: servirà smantellare la pavimentazione (eventualmente anche parte del muro) e allacciare all'impianto già esistente i sanitari del secondo bagno. Dario Poles - Designer di interni - Pordenone (PN) Dovremo considerare, perciò, compresi nella realizzazione del bagno anche gli oneri di ricostruzione delle parti dell'immobile che abbiamo dovuto smantellare durante il processo di lavorazione, i materiali impiegati e la nuova pavimentazione anche di altre parti della casa. In alternativa, può essere utile scegliere di posizionare il secondo bagno accanto alla cucina, sfruttando così gli impianti di adduzione dell’acqua della cucina purché si riesca a raggiungere lo scarico delle acque nere del bagno esistenti senza difficoltà. In tal caso bisognerà tenere in considerazione che l’ambiente contenente il w.c., secondo quanto previsto dalle prescrizioni nazionali, non può essere in diretta comunicazione con la cucina o il soggiorno ma deve essere disimpegnato con un ambiente antibagno o corridoio, il secondo bagno può invece affacciarsi direttamente nelle camere da letto. Infine è utile sapere che, ai sensi dell’art. 7 del D.M. del 5 luglio 1975, salvo diverse disposizioni previste dal Regolamento Edilizio di riferimento, per la realizzazione del secondo bagno non è obbligatorio inserire tutti i sanitari, potendo così considerare la possibilità di un ambiente bagno anche senza il bidet.
Quando realizzare un antibagno
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un piccolo angolo che introduce ai sanitari per i servizi igienici: è una presenza spesso necessaria all'interno di una casa che permette di creare una zona benessere all'interno del bagno e accoglie generalmente volumi contenitori e piccoli complementi d'arredo. La presenza dell'antibagno negli immobili è regolata dalle linee guida del Regolamento Comunale, con una serie di norme edilizie e di igiene che devono essere rispettate in fase di progettazione e costruzione. Modoni Pavimenti - Parquet - Guanzate (CO) La funzione dell'antibagno è quella di dividere e separare lo spazio del bagno dove si trova il water dal resto dell'ambiente, in modo da ricavere un angolo privato. COME PROGETTARE L'ANTIBAGNO? Secondo le linee guida, se il bagno principale della nostra abitazione si affaccia direttamente sulla zona giorno, deve essere sempre presente un antibagno. Modoni Pavimenti - Parquet - Guanzate (CO) Questo ambiente può assolvere a diverse funzioni e nei casi in cui si abbia a disposizione una metratura sufficiente e la presenza di uno scarico è possibile utilizzarlo anche come locale lavanderia, scegliendo di inserirvi la lavatrice (e un eventuale asciugatrice). In questo modo l'antibagno riesce a ricoprire più di un ruolo all'interno della gestione domestica, e può rivelarsi fondamentale ai fini organizzativi, anche magari grazie al posizionamento di armadiature o volumi contenitori che possano essere utilizzati per riporre oggetti di vario tipo, tessili da bagno o il bucato. Modoni Pavimenti - Parquet - Guanzate (CO) Sempre nell'antibagno è molto frequente trovare posizionato il lavabo (ovviamente sempre condizionati dalla presenza di un attacco all'impianto dell'acqua, necessaria al suo funzionamento): sarà gradevole attrezzare questa parte del bagno con specchi, illuminazione, volumi contenitori (ad ante o a vista) e scaffalature di varie dimensioni, riuscendo così a creare due zone d'uso diverse all'interno del bagno: una strettamente legata ai servizi igienici e l'antibagno, che può essere usato per tutte le altre necessità domestiche, di relax e benessere personale. L'antibagno, nel caso di accesso dalla camera da letto, non è obbligatorio: è comunque ottima l'idea di realizzarne uno, magari accorpandolo alla stanza guardaroba, creando così un'area della zona notte completamente dedicata alla funzione spogliatoio e alla cura della persona: in questo modo otterremo un miglioramento della gestione domestica della nostra abitazione e creeremo diverse zone d'uso e di privacy all'interno dello stesso ambiente. Modoni Pavimenti - Parquet - Guanzate (CO) Altro vantaggio da non sottovalutare, quando si considera l'eventualità di progettare un antibagno, è la sua capacità di attutire i rumori dovuti all'uso dei sanitari, come l'acqua della doccia o quella dello scarico. Modoni Pavimenti - Parquet - Guanzate (CO) L'arredo dell'antibagno, infine, deve essere pensato per un ambiente che tende a usurare i materiali e deve essere resistente ad acqua e umidità oltre che particolarmente funzionale, in modo da svolgere con facilità tutte le azioni quotidiane. Le finiture devono essere scelte secondo lo stesso principio ed è consigliato dotare l'ambiente di piccoli complementi d'arredo che ci permettano di rendere la stanza anche esteticamente gradevole: da curare quindi la scelta di specchi, piccole sedute, poltroncine, tappeti (meglio se antiscivolo), mensole o volumi contenitori, che se selezionati armoniosamente, possono donare grande carattere ed eleganza all'antibagno.
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