Menu
Ricevi 4 preventivi
Ricevi 4 preventivi gratuiti
Cerca per parole chiave

Articoli: Cucina

Frigorifero smart: tecnologia wi - fi efficiente in cucina
Visite ricevute
42
Immagini dell'articolo
10
Un frigorifero smart in casa, aiuta e rendere maggiormente efficiente una cucina connessa, che sfrutta la moderna tecnologia wi – fi, con relative app da gestire in completa autonomia e tranquillità. Un cambio di rotta incisivo, dove piccoli o grandi dettagli semplificano l’utilizzo di tutti gli elettrodomestici di ultima generazione, che fanno parte della vita quotidiana di ciascuno di noi. Un frigorifero smart è caratterizzato da una serie di funzioni intelligenti, che trasformano quest’apparecchio in un gradito alleato in cucina, dove tutto risulta più semplice e immediato da controllare. Quali sono le sue peculiarità e come sceglierlo? Per rispondere a queste domande dobbiamo necessariamente capire cos’è un frigo intelligente e come funziona. Valutare tutti i pro, i differenti modelli presenti sul mercato e i costi che interessano questo elettrodomestico tecnologicamente all’avanguardia. Vediamo nel dettaglio alcune fondamentali info su questo elettrodomestico che cambierà sicuramente la vostra idea di frigorifero. Cucina: cos’è un frigorifero smart I frigoriferi smart sono elettrodomestici di ultima generazione, capaci di interfacciarsi con dispositivi mobili, smartphone o tablet, che sfruttano in modo intelligente le nuove tecnologie a livello informatico. La vita contemporanea, con la sua frenesia e abitudini, richiede che anche le apparecchiature di una casa stiano al passo con i tempi, permettendo di gestire molteplici funzioni, in modalità easy. Tutto ciò conservando sempre un design e un’estetica impeccabili, per ottenere dei progetti cucina di grande tendenza. Cucina: come funziona un frigorifero smart Se vi state chiedendo come funziona un frigorifero smart, la risposta è semplicemente come un apparecchio tradizionale, ma che sfruttando la rete wi – fi di casa, diventa un elettrodomestico intelligente a cui si può accedere a tutti i suoi infiniti compiti aggiuntivi, da comandare tramite app. Queste modalità permettono di semplificare e perfezionare nel dettaglio, il meccanismo del frigorifero stesso, rendendolo un ottimo alleato in una cucina connessa. Le diverse applicazioni aiutano ad attivare o disattivare delle mansioni a seconda delle esigenze: il super cool, consente di aumentare la potenza di raffreddamento se la temperatura esterna aumenta; lo smart food locator, funziona per far capire quale sia la posizione più adatta per conservare meglio i vari alimenti; il care – protect, agevola il funzionamento per igienizzare le superfici interne del frigo, eliminando cattivi odori e non permettendo che si creino muffe e batteri. Queste, sono solo alcune delle possibili risorse che un frigorifero smart possiede e che lo fanno rientrare tra gli apparecchi più utili e richiesti degli ultimi tempi. Cucina: quali sono i vantaggi di un frigorifero smart In cucina è assolutamente fondamentale collocare un frigorifero per conservare cibi e bevande. I modelli odierni, ottemperano a questa e a moltissime altre esigenze, compiendo un lavoro eccezionale, senza avere particolari problematiche da risolvere. La tipologia dei frigoriferi smart, si trova ad un livello ancora superiore, dove i vantaggi vengono raddoppiati, grazie a molteplici funzioni davvero easy, che si possono gestire con un semplice tocco di dito. I pro di un frigorifero intelligente, all’interno di una cucina connessa, riguardano: il coordinamento indipendente dei vari scomparti (sistemi diversi regolano separatamente il funzionamento di frigo e freezer); la presenza di vani con attività speciali (in base alla tipologia degli alimenti contenuti); un più istantaneo processo di raffreddamento e congelamento; il mantenimento di una temperatura diversificata, ma costante, per ogni singolo settore; il controllo automatico della scadenza dei cibi (tramite telecamere interne o sistemi di sensori che scansionano i codici a barre); un alto risparmio a livello energetico, utilizzando le corrette quantità di corrente elettrica; l’ispezione costante delle varie impostazioni grazie a display presenti sull’anta esterna. Alcuni modelli, consentono anche di interagire in modo diretto con il proprio frigorifero smart, quando ci si trova nell’angolo cottura durante la preparazione dei pasti. Sempre attraverso il display, comandato da smartphone o tablet, sarà possibile consultare ricette online, visionare tutorial istruttivi o ascoltare semplicemente la propria hit parade personalizzata. Un altro aspetto positivo per un elettrodomestico fondamentale in una casa attuale e tecnologicamente avanzata! Cucina: come scegliere il modello di frigorifero smart Stile della cucina e gusti estetici personali sono i due principali fattori da considerare, per scegliere il modello di frigorifero smart. Prima di capire come accessoriare questo apparecchio, bisogna valutare: le forme (lineari o arrotondate); le grandezze (standard o sovradimensionata); i colori (bianco, nero, acciaio o su richiesta in qualsiasi colorazione ral); le finiture 8lucida, opaca o satinata). Oltre a ciò, si deve capire che vi sono altre differenze per ogni tipologia di frigorifero esistenti e ciascuna pensata per soddisfare le più disparate richieste: ad incasso, freestanding, combinato, con freezer a cestoni indipendenti, mono porta o doppia porta, side by side (con anta più larga per il frigo e una più contenuta per il freezer), con erogatore di acqua e ghiaccio, con vetro trasparente e così via. Insomma, una scelta non da poco e che mette in discussione l’analisi di molti elementi da esaminare con calma e cura. Cucina: quanto costa un frigorifero smart Quanto costa un frigorifero smart? Non ci crederete, ma il budget da preventivare per questo tipo di elettrodomestico di casa è davvero uno tra i più vari, con un range che parte dai 400 euro per arrivare anche alla soglia degli 8000 euro. Un ottimo prodotto, che rientra già tra i top di gamma si aggira sui 1200 - 1500 euro. Ma oltre alla tipologia di installazione (ad incasso o freestanding) e al modello (combinato, americano, con o senza congelatore) vi sono altri elementi da considerare. Infatti, i fattori che maggiormente determinano questa larghissima fascia di prezzi e che delineano il costo per l’acquisto di un frigorifero smart riguardano: ·        il brand produttore (Aeg, Samsung, Zanussi, Hoover, Miele); ·        le dimensioni (larghezza, altezza, spessore); ·        la classe energetica; ·        il sistema di raffreddamento: ·        il volume utile: ·        il consumo energetico annuale: ·        il colore e la finitura. Insomma, una serie di variabili che una volta decise in base alle necessità e richieste, vi indirizzeranno verso la scelta ottimale di un frigorifero smart dove il connubio qualità - prezzo sarà sicuramente soddisfatto.
Doppia cappa in cucina: estetica o funzionalità?
Visite ricevute
266
Immagini dell'articolo
10
La doppia cappa in cucina è un nuovo elemento di tendenza, che viene oggi giorno utilizzato per progettare una zona cottura di casa chic e dallo spiccato design. Con le innumerevoli evoluzioni in ambito tecnologico, per quel che riguarda elettrodomestici e accessori, vi sono sempre più possibilità di migliorare l’utilizzo di questa parte di abitazione molto vissuta. Facilitarne la fruizione e l’accessibilità con strumenti all’avanguardia, ottimizza il connubio estetica - funzionalità, evidenziando le peculiarità di entrambi i fattori senza che l’uno debba necessariamente escludere l’altro. Molti però si chiederanno, ma perché arredare un ambiente cucina con due cappe? La risposta non è univoca e ogni volta che vediamo questa particolare collocazione, dobbiamo capire quale problematica nello specifico, si è andati a risolvere inserendo questo duplice tubo aspirante nella cucina stessa. I motivi che portano a scegliere una doppia in cucina, riguardano: un esclusivo fattore estetico; la ricerca di soluzioni per mascherare degli inestetismi presenti; una scelta funzionale per elettrodomestici fuori misura; la praticità per piani cottura multifunzionali (a legna o friggitrici); l’installazione quando non è presente una canna fumaria. 1. Esclusivo fattore estetico su un’isola XXL Doppia cappa in cucina? Partiamo dalla scelta di questa inusuale installazione che vede come fattore primario della sua installazione, un esclusivo fattore estetico. Le cucine odierne, più tradizionali o contemporanee che siano, prevedono nel 90% dei casi la progettazione di un’isola centrale, che porta spesso ad avere un bancone in formato XXL dove si cerca di ottimizzare la metratura a disposizione. Questa soluzione aiuta ad aggiungere cassettoni o armadietti contenitivi, con un top continuativo per zone pranzo o snack o intervallato dall’integrazione di lavabi e fornelli a gas o a induzione. Se le cappe a scomparsa sono utili e di grande effetto visivo, quelle tradizionali al di sopra dei fuochi vengono ancora ampiamente utilizzate, con le loro infinite alternative di forma, misure e colori. Tuttavia, per non avere uno skyline sproporzionato tra elemento orizzontale e verticale, l’escamotage di installare due cappe per equilibrare la visione d’insieme, gioca un ruolo fondamentale nell’intero progetto. A livello di estetica, avere un unico elemento a sé stante sospeso nel vuoto su un’isola extra – large, non è esattamente ciò che ci si aspetta in una realizzazione che dovrebbe essere trendy e alla moda. 2. Soluzioni per mascherare inestetismi in cucina Lavorare in una cucina esistente, dove si sta per attuare un progetto di ristrutturazione, richiede una capacità professionale, dove è necessario scendere a compromessi inerenti alla risoluzione di inestetismi invalicabili. Colonne e pilastri portanti, muri perimetrali dagli spessori importanti, aperture presenti e impianti non removibili, sono solamente alcuni degli impedimenti anti – estetici che si possono incontrare durante la progettazione di una zona cottura. Una doppia cappa può assolutamente rappresentare una tra le tante soluzioni per mascherare inestetismi in cucina e al contempo compiere il suo compito a livello funzionale. Se per esempio l’impianto del gas impone una determinata collocazione dei fuochi tra due aperture, è ovvio che la cappa andrà disposta esattamente al di sopra di questi. Ma molto spesso la posizione dello sfiato per i fumi e vapori può essere decentrato o comunque non ricadere nello spazio più ottimale per essere coperto e risultare “bello” alla vista. Ecco che una duplice cappa salva capra e cavoli! La simmetria rispetto al piano a gas sarà garantita, mascherando un inestetismo davvero scomodo e risultando 3. Funzionalità per un piano cottura fuori misura Un altro motivo per cui una doppia cappa viene installata in una cucina, riguarda la sua funzionalità da abbinare ad un piano cottura fuori misura. I fornelli moderni non sempre rispettano le dimensioni standard che tutti conosciamo e in alcuni circostanze, per richieste personali o per praticità, ci troviamo di fronte a fuochi disposti in lunghezza piuttosto che in larghezza. Una sola cappa non riuscirebbe ad adempiere al meglio al suo compito perché l’aspirazione avverrebbe solamente in quel punto preciso, lasciano fuori i fuochi più distanti. Una doppia soluzione ottempera al meglio al suo scopo e oltre ad essere di tendenza, risulta necessaria e senza alcun dubbio pratica ed efficiente. 4. Praticità per piani cottura multifunzionali La praticità di una doppia cappa, la si apprezza quando si possiedono in cucina dei piani cottura multifunzionali. Ovvero dei fornelli che hanno delle parti integrate dove sono stati predisposti degli spazi appositi per diversi accessori, come ad esempio una friggitrice incorporata o dei fuochi che sfruttano l’accensione e l’utilizzo della legna per alimentare una parte del piano cottura. Questi elettrodomestici aggiuntivi necessitano per legge di avere ciascuno la propria cappa con delle caratteristiche peculiari, come filtri appositi per le diverse emissioni di combustibile utilizzato. Inoltre ciascuna possiede delle tempistiche differenti per arrivare alla capacità massima di aspirazione intensiva con conseguente differente risparmio energetico. Insomma, quando sono presenti diverse modalità di cottura è sempre meglio arredare una cucina con due cappe funzionali, che sono esteticamente perfette e rispettano le normative in termini di legge previste. 5. Utili quando non c’è canna fumaria Quando in una cucina non è presente una canna fumaria, si deve ricorrere necessariamente ad una soluzione alternativa che prevede anche l’utilizzo di una doppia cappa in cucina. Questi elementi particolari sono costituiti da una struttura solitamente in metallo, che riveste tutta la parte funzionale e meccanica della cappa stessa. Il sistema di filtraggio e depurazione è doppio e sistemato all’interno della scocca dell’elettrodomestico. Sono presenti dei pannelli removibili con retine facilmente igienizzabili e che catturano i grassi dovuti ai procedimenti di cottura. Mentre i carboni attivi ottimizzano lo smaltimento degli odori. Trattandosi di una circolazione forzata e che non prevede lo scarico diretto con l’esterno, ci si avvale di due cappe che svolgono un duplice lavoro per migliorare il processo aspirante di vapori e fumi. Tale escamotage aiuta a mantenere l’ambiente salubre e pulito, durante le fasi di preparazione dei cibi. Un modo adatto di procedere, per arredare una cucina con due cappe dove la funzionalità ben si sposa anche con l’estetica dallo spiccato design, di questi odierni elementi.
Forni smart in cucina: utilità e convenienza
Visite ricevute
1297
Immagini dell'articolo
10
I forni smart in cucina hanno raggiunto il top di gamma nella categoria degli elettrodomestici più tecnologici ed innovativi. Coniugando utilità e convenienza hanno dato vita ad un nuovo modo di cucinare, con modelli e programmi completamente gestibili da app. Nuovi strumenti e servizi appositi hanno quindi rivoluzionato la cottura nel forno di casa, rendendola più easy e con prestazioni che rasentano quelle delle apparecchiature di un ristorante pluristellato. Con tante funzioni e accessori di ogni tipo, cucinare non sarà mai stato così piacevole e immediato. I migliori brand del settore sono sempre alla ricerca di qualche optional aggiuntivo da proporre, per aiutare nella gestione quotidiana la preparazione di pranzi al volo per la famiglia o di cene organizzate da gustare con gli amici. Forni smart in cucina: cosa sono I forni smart sono i migliori alleati per chi ama cucinare in maniera casalinga e al contempo preparare piatti sfiziosi da grandi chef, tenendo conto delle esigenze di tutti i componenti della famiglia. Questi elettrodomestici sono una particolare tipologia di apparecchi intelligenti, dotati di svariate funzioni che li rendono facili e immediati da utilizzare. Elettrodomestici di ultima generazione che possono essere connessi tramite wifi a computer o cellulare, controllati da remoto con app su smartphone o tablet e con la possibilità di attivazione a distanza di tutte le funzioni e i sistemi che lo caratterizzano. Si tratta di una componente molto importante quando si decide di acquistare una nuova cucina o si pensa di rimodernare quella esistente. Nella scelta di inserire un forno smart nella zona cottura di casa, è bene pertanto valutare tutti i vantaggi di poter cucinare cibi in maniera perfetta, efficiente e senza sprechi. Forni smart: tante funzioni in un unico elettrodomestico Utilizzare un forno smart di nuova generazione, permette di poter gestire in contemporanea la preparazione di diversi manicaretti che necessitano di gradazioni, modalità e tempi di cottura differenti. I vantaggi di installare un apparecchio di questo tipo, consente di avere tante funzioni in unico elettrodomestico, semplice e piacevole da utilizzare. Le principali mansioni che i forni smart possiedono, per dare la possibilità di ottenere cibi perfetti, riguardano: funzione dual- cook: particolarmente apprezzata quando è necessario diversificare i cibi per problemi di intolleranze e allergie, ottimizzando le diverse temperature e dimezzando le tempistiche di preparazione; funzione a vapore: è sicuramente una tra le forme di cottura preferite oggi giorno, perché mantiene inalterata la consistenza dei cibi, esaltandone il sapore. La particolarità in un formo smart è che il vapore si può formare dentro il forno stesso per la condensa del calore raccolta in un serbatoio o all’interno di un contenitore di vetro a chiusura stagna, a seconda del modello scelto; funzione sottovuoto: è una tecnica di cottura a bassa gradazione (50° - 90°), grazie alla quale è possibile utilizzare degli appositi sacchetti, al cui interno i cibi si cuociono alla perfezione; funzione eco-cook: gestito da una modalità di cottura automatica, permette di aumentare o ridurre la temperatura in base al grado di coloritura di carne e pesce, senza bruciarli superficialmente; funzione rosticceria: attivando l’apposito pulsante che permette la rotazione delle aste all’interno del forno, è possibile preparare un pollo allo spiedo, saporito e gustoso, come quello dei migliori gira-arrosto; funzione pizza: pensata appositamente per impasti particolari, rilascia il calore in modo costante per ottenere una cottura omogenea e senza bruciature. Alcuni modelli arrivano ad avere anche 12 o 13 funzioni incorporate (fino ad un massimo di 20), offrendo la possibilità di utilizzare un forno smart nella sua completezza a 360°. Forni smart: design controllato con una app La caratteristica di un qualsiasi elettrodomestico smart è quella di possedere un eccellente design controllato tramite app e gestibile a distanza. Queste applicazioni su smartphone, permettono di padroneggiare le varie funzioni e relative impostazioni in modo semplice e autonomo, con comandi touch o vocali. I forni smart, come le altre apparecchiature di casa, sfruttano pertanto la domotica e la rete web per facilitarne il loro impiego. Una tipologia di dispositivi intelligenti che aiuta a risparmiare elettricità con conseguente risparmio economico. Forni smart: facile sistema di autopulizia e massima igiene I forni smart possiedono un facile sistema di autopulizia che permette di raggiungere la massima igiene dell’elettrodomestico, senza troppi sforzi e utilizzo di energia, grazie all’opzione eco-clean. Le scoperte della nanotecnologia hanno permesso di utilizzare dei sistemi per eliminare lo sporco più ostinato già durante l’utilizzo del forno stesso, per evitare che nel tempo vengano compromessi i meccanismi interni. I tre metodi, che riguardano un’autopulizia dei forni smart in cucina, riguardano: catalisi: consiste nell’assorbimento di grasso e vapori di cottura sulle pareti ruvide del forno che attirano a sé queste sostanze ad una temperatura di circa 220° e in pochi minuti. Una passata con un panno morbido permetterà di eliminare ogni residuo; pirolisi: comporta l’attivazione di un procedimento a gradazioni molto elevate che possono raggiungere i 400° con sistema di blocco dello sportello come sicurezza. A queste temperature ogni tipo di sporco si riduce letteralmente in polvere. Il vantaggio di tale processo è quello di non trovare praticamente traccia di grasso o resti di cibo all’interno del forno smart e di evitare l’utilizzo di sgrassatori invasivi, che spesso rovinano i materiali costruttivi; idrolisi: questo metodo di autopulizia è tra i più veloci e richiede circa 30 minuti, il tempo necessario per poter riscaldare l’acqua contenuta in un serbatoio interno al forno smart (a 90°). Si ricorre così alla fuoriuscita di vapore naturale per igienizzare le pareti del vano in modo sostenibile ed ecologico.   Alcuni brand hanno inserito nei loro forni smart, sistemi di autopulizia doppi (pirolisi + idrolisi) da attivare in base alla quantità di sporcizia presente, per ottenere così la massima igiene. Forni smart: costi I costi di un forno smart non sono davvero così elevati come in realtà ci si aspetterebbe. Le varie fasce di prezzo tengono inconsiderazione vari fattori, come le dimensioni, le funzioni e i vari optional aggiuntivi che un modello può avere. Si può pertanto partire da un budget di 350 euro per un prodotto easy, per arrivare anche oltre i 1000 euro per i più accessoriati. Alcune case produttrici creano dei modelli oltremodo sofisticati e dotati davvero di ogni gadget per chi vuole avere un top di gamma per poter cucinare in modo del tutto professionale. In questi casi le cifre aumentano notevolmente con forni smart che vanno dai 2000 ai 5000 euro. Sul mercato esiste un’eccellenza che sfiora i 10.000 euro e che prevede 20 modalità di funzionamento, 2 sistemi di sicurezza, 4 vani cottura, 3 metodi di autopulizia, connessione a rete intelligente, sensore di prossimità, comandi intuitivi e movimenti ergonomici di sportello e leccarde su binari. Insomma il top dei top dei forni smart in commercio!
Cucina e bambù: ecologica e contemporanea
Visite ricevute
1380
Immagini dell'articolo
10
La cucina è un ambiente fondamentale all’interno di ogni abitazione. Nella fase di acquisto è indispensabile valutare dei prodotti qualitativamente elevati e che si adattino allo stile estetico scelto per questa zona di casa. Tra le tante proposte innovative sul mercato, il bambù è uno tra i vari materiali dalle caratteristiche molto apprezzate. Molti sono i pro che questa soluzione offre rispetto ad altre alternative già conosciute. Il calore che questo particolare legno infonde ad una cucina è impagabile, grazie al suo colorito tendente al miele. E’ inoltre un prodotto neutro, che ben si sposa con tanti orientamenti stilistici differenti, abbinandosi sia a realizzazioni più tradizionali che a quelle moderne, spiccando per la sua informale eleganza. I fattori, che determinano la scelta per una progettazione in bambù di una cucina ecologica e contemporanea, riguardano: l’ecosostenibilità della materia prima (estrazione e lavorazione); la durabilità a lungo termine; la resistenza all’usura nel tempo; la naturalezza della finitura superficiale. Grazie alla sua versatilità, il bambù in cucina può essere impiegato in differenti modi: sulle ante, come paraschizzi, come top e piano di lavoro, sul pavimento e persino per rivestire il soffitto. Vediamo allora insieme alcune proposte sensazionali che vedono realizzazioni ecologiche dal design impeccabile. Cucina in bambù: ante e sportelli dal gusto esotico Realizzare una cucina in bambù implica il totale apprezzamento per ante e sportelli dal gusto esotico, che questa progettazione fa decisamente emergere. Una finitura che pur nella sua contemporaneità riesce a riscaldare un ambiente molto vissuto di casa e che inevitabilmente fa scaturire forti sensazioni legate a visioni delle parti più incontaminate del mondo. Rispetto al tradizionale legno, questa essenza ha un aspetto naturale per eccellenza, che dona stile ad una cucina trendy e dall’aspetto ospitale. Benché considerato un materiale poco nobile, il bambù con la sua struttura, conferisce unicità alle antine di una cucina ecosostenibile perché mostra la perfezione dei vari strati che le compongono, in modo del tutto visibile senza coprifili aggiuntivi. Le realizzazioni di ante e sportelli in bambù tendono a non richiedere la presenza di maniglie (alternative a gola o push-pull) o se proprio impiegate, ne apprezzano un minimalismo molto serrato. Cucina trendy con un paraschizzi in bambù Anche se poco utilizzato, un paraschizzi in bambù può conferire un aspetto chic ad una cucina trendy, mantenendo in vita i concetti green ed ecosostenibili propri di questo materiale. Maggiormente adatto su pareti che non richiedono continua pulizia, può comunque rivestire muri dietro lavandini e fornelli, se scelto con particolari rifiniture a vernice che ne preservano un possibile danneggiamento dovuto a eccessivi schizzi o a detergenti troppo invasivi. Valutare una commistione con il vetro può risolvere capra e cavoli. Una minima lastra trasparente posta al di sopra del bambù stesso, mantiene a livello visivo l’estetica del legno, aiutando le operazioni di igienizzazione quotidiana. Bambù: rivestimento di spicco per l’isola in cucina Un altro modo di utilizzare il bambù in cucina riguarda il suo impiego come top al di sopra di cassettoni ed elettrodomestici o come piano di lavoro su isole e penisole. Un rivestimento di spicco su questi blocchi monolitici a centro stanza, che ne addolcisce la forma e connota in maniera decisa, ma senza esagerazioni, una postazione importante nella zona cottura eco di casa. Le qualità fondamentali di questo materiale, di cui abbiamo già accennato, sono la durevolezza, la resistenza e la naturalezza, che su un pannello altamente utilizzato per cucinare e consumare cibi, devono raggiungere davvero l’eccellenza. Infatti la scelta di un piano in bambù deve necessariamente ricadere nel top di gamma, dove lo spessore e il trattamento superficiale ricoprono due ruoli essenziali. I costi relativi a tale elemento saranno leggermente più elevati. Un budget che però va preventivato per assicurarsi un ottimo prodotto lavorato a regola d’arte, che garantirà una durata nel tempo non indifferente, abbinata ad una minima manutenzione ordinaria e regolare. Pavimento in bambù in una cucina eco Progettare una cucina eco significa circondarsi di elementi che salvaguardano l’ambiente a 360°. Pertanto utilizzare il bambù anche nel settore dei rivestimenti è una prassi ormai consolidata e con apprezzamenti unanimi sia a livello tecnico che estetico. Per chi è scettico sulla posa di un qualsiasi pavimento in legno in cucina, è perché non ha valutato appieno tutti i pro che questa ideazione offre. In particolare la posa di questo materiale ha vantaggi davvero unici di cui vale la pena parlare. A differenza del classico parquet, una pavimentazione in bambù è decisamente più resistente alla presenza di acqua. Ottimo quindi il suo impiego in una cucina, dove l’eventuale caduta di liquidi non pregiudica la bellezza superficiale con macchie anti estetiche, né la durevolezza in profondità con danneggiamenti e deformazioni. Un pavimento in bambù in una cucina eco non teme umidità e con la sua estetica decisamente più omogenea, per la poca presenza di nodi rispetto ad altri tipi di legnami, permette di ottenere una posa pressoché uniforme e contemporanea. Bambù in cucina: di tendenza sul soffitto Utilizzare il bambù in cucina in modo originale si può, progettando una soluzione di tendenza che prevede il suo utilizzo sul soffitto. Dal punto di vista funzionale, questa scelta aiuta a isolare un ambiente dal punto di vista sia termico che acustico e può risolvere problematiche legate a ristrutturazioni che prevedono una necessaria controsoffittatura. Le doghe in bambù per un soffitto in cucina vengono sapientemente lavorate per mantenere durevolezza, stabilità e flessibilità di un materiale vivo e sempre in movimento, come il legno. Trattandosi di una installazione in una zona di casa con la presenza di fuochi, i listelli in bambù vengono trattati con una serie di strati di impregnante con sostanze ignifughe. Questa procedura viene effettuata per rispettare le normative antincendio, che richiedono il totale raggiungimento dei parametri di sicurezza imposti a livello europeo. Il risultato della posa è a dir poco spettacolare e infonde carattere e personalità ad un ambiente cucina con un soffitto in bambù di tendenza e grande design.
Sostituire il top della cucina: cosa c’è da sapere
Visite ricevute
1654
Immagini dell'articolo
10
Cambiare il top della cucina è una procedura ormai consolidata per rinnovare il proprio angolo cottura di casa. Dettato da esigenze prettamente pratiche o decisamente legate più ad un fattore estetico, la sostituzione di un piano di lavoro può oggi essere effettuata in maniera semplice e veloce. Questa procedura richiede però una valutazione di alcuni elementi a priori per evitare di imbattersi in diverse problematiche. I fattori da considerare per sostituire e rinnovare il look della cucina, riguardano le risposte a 5 domande fondamentali: quando cambiarlo; a chi rivolgersi; come sostituirlo; quali materiali scegliere; quanto costa sostituirlo. Top cucina: quando cambiarlo Il top di un angolo cottura è senza alcun dubbio la parte più sollecitata in cucina e incline a deteriorarsi nel corso degli anni. Benché progettata per resistere all’usura, il suo aspetto può mutare drasticamente. Se a volte si tratta esclusivamente di cambi di colore o opacizzazione della finitura superficiale, in altre situazioni il top può presentare segni più importanti che determinano un danneggiamento irreversibile di tutto il piano di lavoro. L’attenzione a evitare il contatto con pentole roventi o a lavorare direttamente i cibi senza tagliere di protezione, aiuta nella manutenzione ordinaria di un top cucina; così come l’utilizzo di detergenti non aggressivi o di panni morbidi e anti graffio. Tuttavia, nonostante le corrette precauzioni usate, arriva il momento in cui ci si deve arrendere, valutando il cambio del top per ripristinarne la sua funzione principale. Per chi invece desidera dopo tanto tempo rinnovare l’aspetto estetico della propria cucina, ma senza stravolgerla del tutto, può pensare di sostituire il top per “svecchiare” mobiletti e pensili, in modo soft, ma caratterizzante. Un relooking limitato a questa componente, permette di attuare un lavoro mirato e decisamente non invasivo, utilissimo per eseguire un restyling moderato e di grande effetto. Top cucina: a chi rivolgersi A chi rivolgersi per sostituire un top cucina? Pensare di affrontare in autonomia questo cambio non è così facile come potrebbe sembrare. La posa corretta di un nuovo piano implica infatti un’installazione esemplare e impeccabile, soprattutto per renderlo immune dall’attacco di qualsiasi agente. Oltre a valutare i fori perfetti da effettuare, per l’ingombro di fornelli a gas o a induzione e delle vasche del lavello, sono da considerare le guarnizioni da applicare oltre a silicone e stucchi appositi per sigillare il tutto. Il suo errato posizionamento determinerebbe anche la creazione di piccole fessurazioni, che con infiltrazioni di acqua e polvere, potrebbero danneggiare i mobiletti e gli elettrodomestici sottostanti. Per non parlare di situazioni più complesse dove il top cucina si presenta come un piano unico, ma con forme sagomate, a L o a U. Qui, l’attenzione richiesta è ancora più elevata e necessita di un eccellente lavoro di rifinitura a livello di profili a muro, lineari o angolari, che vanno applicati senza margine di errore. Rivolgersi a professionisti del settore è senz’altro più vantaggioso sotto molti aspetti. L’onorario dei tecnici non implica un costo così oneroso e si avrà la sicurezza di ottenere una posa ben fatta ed eseguita ad opera d’arte. Top cucina: come sostituirlo La sostituzione di un top cucina può essere eseguita secondo due differenti modalità e che riguardano: un intervento totale: presuppone un cambio globale del piano di lavoro da effettuare quando l’intero top è completamente deteriorato; quando la sua metratura è contenuta e si desidera semplicemente rinnovare il look della cucina con un suo rimpiazzo; quando si desidera integrare piano e paraschizzi utilizzando un unico materiale continuo; un intervento parziale: riguarda l’utilizzo di materiali innovativi che permettono un relooking personalizzato e meno invasivo. Si tratta di un cambio parziale perché il top esistente, presentando piccole imperfezioni, non viene smantellato, ma ricoperto da un film di appena 2-3 mm di prodotti appositi (resina, micro-cemento e similari) che ridonano compattezza al top stesso e donano un look più accattivante a tutta la cucina. Top cucina: quali materiali scegliere Per chi sta chiedendo quali siano i materiali migliori tra cui scegliere, per effettuare un cambio ad hoc del proprio top cucina, la risposta è che tutti quelli proposti dai vari brand, sono validissimi. Optare per uno piuttosto che per un altro, implica la valutazione di tutti i pro e i contro di ciascuno. Tra i tanti prodotti presenti sul mercato (pietre naturali, acciaio, corian, dekton e laminam) per sostituire un piano di lavoro in cucina, presentiamo quelli più utilizzati che riguardano: top in laminato: è realizzato da un pannello composto da strati di fibre di cellulosa e rifinito con resine termoindurenti. Presenta diversi spessori che vanno dai 2 ai 6 cm con bordi e profili con lavorazione post-forming. Disponibile in una vasta gamma di colori ben si addice a diverse tipologie di cucina. Meno resistenti a graffi e alle fonti di calore, questi top richiedono un’accortezza maggiore nelle fasi di preparazione e cottura del cibo; top in fenix: materiale molto apprezzato per la resa superficiale soft-touch, morbida a vista e tatto. Presenta una finitura realizzata con resine acriliche di nuova generazione, che lo rendono un prodotto oltremodo funzionale. Semplice da pulire, idrorepellente, antimuffa, antistatico e anti-impronta. Gli spessori sono decisamente più contenuti e le lastre disponibili vanno da: mm 0,7 - 1,2 - 4 - 6 -10 -12. Presentandosi solamente nella finitura opaca ha una conseguente limitazione dei colori tra cui scegliere. top in gres: grazie alla sua infinita possibilità di abbinare colori e finiture è un materiale molto versatile e utilizzato sia in contesti classici che contemporanei. Presenta performanti qualità sotto ogni punto di vista rendendosi una tra le alternative più scelte per sostituire e rinnovare un top cucina. Disponibile negli spessori di 2 - 3 - 4 - 6 - 10 -12 cm. Un piccolo neo riguarda la difficoltà di rimuovere macchie di cibo e unto; top in quarzo: prodotto eccellente derivante dalla miscela di quarzo (85%) e di resine acriliche colorate. Le prestazioni a livello tecnico, quali solidità e resistenza sono impeccabili e garantite nel tempo. La finitura estetica risulta elegante e di tendenza negli spessori tipici e nelle colorazioni più disparate. Unico svantaggio è la sensibilità agli agenti acidi. Top cucina: quanto costa sostituirlo Il costo per sostituire un top e rinnovare così il look di una cucina, dipende essenzialmente dal materiale scelto, dal suo spessore e dalla grandezza del piano di lavoro. In alcuni casi il montaggio è incluso viceversa va conteggiato anche il prezzo della mano d’opera. Per avere un’idea del budget da preventivare vediamo un listino per i materiali sopra descritti: top in laminato: dai 70 ai 130 €/ml; top in fenix: dai 90 ai 160 €/mq; top in gres:dai 270 ai 600 €/ml; top in quarzo: dai 300 agli 800 €/ml. Il microcemento, di cui abbiamo accennato, va dai 50 ai 100 € al mq, ma il costo varia molto in base alle personalizzazioni.
Cucina ad angolo: guida per una progettazione perfetta
Visite ricevute
2035
Immagini dell'articolo
11
Una cucina ad angolo in casa richiede una progettazione puntuale e organizzata, per poter sfruttare e valorizzare al meglio le porzioni dei mobili che si vanno ad incontrare in punto nevralgico. In molti ambienti, la disposizione a 90° di banconi e pensili, è vincolata da pareti portanti o da infissi, ma studiata a tavolino anche una cucina angolare ad hoc, solo apparentemente difficile da collocare, saprà risultare esteticamente perfetta e oltremodo pratica. Le tante alternative odierne permettono di giocare molto sui pieni e vuoti e di non avere un impatto visivo troppo imponente e tradizionale, di un arredo sequenziale tutto uguale. Vani a giorno e mensole si vanno ad integrare con alcuni armadietti con antine e i piani di lavoro trovano con elettrodomestici all’avanguardia, un nuovo look molto accattivante. Alternative e idee per arredare una cucina angolare ve ne sono davvero tante, ma seguire i pochi e semplici passi di una guida per una progettazione perfetta e ciò che consigliamo. I consigli da seguire, per realizzare una cucina ad angolo, riguardano: l’organizzazione dei due lati in modo proporzionato; il posizionamento degli elettrodomestici; la scelta di un top continuo; l’alternarsi di pensili e mensole; l’inserimento di utili accessori. Come organizzare i due lati in modo proporzionato Chi deve organizzare i due lati di una cucina angolare, si chiede spesso quale sia il metodo migliore per farlo in modo proporzionato. Non esistono in realtà regole scritte e imprescindibili, ma situazioni da valutare caso per caso. Per gestire in maniera consona, razionale e comoda una cucina ad angolo, è necessario valutare: la lunghezza di entrambi i lati; la posizione di eventuali aperture (come finestra su lavello); l’ubicazione degli impianti; la scelta, con relative dimensioni, degli elettrodomestici; l’eventuale presenza di isole e penisole; l’inserimento di pensili o vani a giorno; l'utilizzo esterno per antine aggiuntive e scompartimenti inusuali ma molto pratici. Tutti questi elementi convogliano nel calderone di come dover strutturare funzionalmente ogni spazio e di porre secondo una sequenza logica le varie aree di lavoro di una zona cottura pratica. Non vi sono posizioni inderogabili che escludono alcune soluzioni a discapito di altre. Organizzare i due lati di una cucina ad angolo richiede esperienza da parte degli addetti ai lavori, che sapranno coniugare al meglio le varie proposte fattibili con le personali richieste dei padroni di casa. Dove posizionare gli elettrodomestici A chi piace, posizionare gli elettrodomestici partendo dall’angolo, è una prima ipotesi per arredare la cucina di casa. Piano cottura, forno basso e cappa trovano collocazione nel punto nevralgico a L, lasciando però in questo modo molto spazio per i piani di lavoro. Altra ipotesi è quella di posizionare gli elettrodomestici agli antipodi dei due lati, per avere a disposizione un piano di lavoro continuo e capiente dove poter collocare anche piccoli robot da cucina pronti all’uso e utensili appesi a muro.  Ulteriore alternativa riguarda invece la collocazione di lavello, lavastoviglie, piano cottura e colonna forno attigui e disposti su un unico lato lungo, per procedere con unico top angolare per cucinare e utilizzare come appoggio di stoviglie e alimenti. Commistioni di queste soluzioni danno origine ad altre validissime progettazioni e la scelta finale deve sempre rispecchiare il modo di vivere e di gestire una cucina ad angolo come da richiesta dei committenti. Quando è meglio scegliere un top continuo Alternative molto in voga permettono oggi giorno di scegliere tra differenti finiture per quanto riguarda il top in cucina. Soluzioni di design richiedono materiali e anche colorazioni diverse per enfatizzare i cambi di destinazione d’uso di banconi e piani di lavoro, introducendo una moda decisamente apprezzata che al tatto rimane assolutamente inalterata. Questa ideazione è assolutamente gestibile anche in una cucina angolare, quando elementi freestanding interrompono la continuità del top stesso. Se ciò non avviene e l’angolo presenta una situazione a prosecuzione allora è meglio scegliere un’unica opzione per l’intera superficie, valorizzando un’estetica già particolare e rendendola quanto più omogenea con l’arredo scelto. In questo caso un senso di continuità per elementi non in linea e caratterizzati già da altre peculiarità, aiuta la visione d’insieme di avere una bella composizione, organizzata e proporzionata.  Perché intervallare pensili e mensole in una cucina ad angolo Intervallare pensili e mensole in una cucina ad angolo permette di alleggerire la già difficoltosa collocazione di mobili e complementi, che risulterebbero in questo caso eccessivamente ridondanti. Questo escamotage è particolarmente consigliato quando le dimensioni dell’ambiente di casa sono contenute e si sente proprio la necessità di dover dare ariosità e leggerezza a tutto il contesto. Alternative a giorno sono pratiche per riporre libri di cucina o barattoli e contenitori molto utilizzati. Abbinati o a contrasto per materiale e colore, pensili e mensole in una cucina ad angolo, aiutano a creare delle progettazioni di tendenza e oltremodo funzionali. Quali utili accessori inserire in una cucina ad angolo Come in tutte le cucina, anche in una tipologia ad angolo, è necessario preventivare l’inserimento di utili accessori, che siano oltremodo pratici nel loro utilizzo quotidiano. Cestoni organizzati per pentole e coperchi, cassetti su misura per utensili e posate, taglieri estraibili dal top e illuminazioni a sensori, sono alcuni tra i tanti optional che si possono includere nei complementi d’arredo scelti. Ma ciò che realmente deve essere efficiente in una cucina angolare è proprio lo spazio ad angolo retto difficile da gestire e strutturare internamente. A livello di ripiani si può ovviare al classico pensile con più vantaggiose mensole, immediate da raggiungere per riporre barattoli o stoviglie e facilmente igienizzabili. Altra opzione, molto di moda e dallo spiccato design, è quella di utilizzare dei pensili solo su di un lato e appoggiati direttamente al bancone. Lo sportello sarà apribile in maniera agevole e completa e lo spazio all’interno sarà sfruttabile al 100% inserendovi anche macchinette del caffè o altri piccoli elettrodomestici. I cesti girevoli ed estraibili sono un altro modo per accessoriare in modo intelligente una cucina ad angolo. Utili contenitori che si prestano benissimo per la loro mobilità e flessibilità di movimento.
Compattatori e tritarifiuti per una casa green
Visite ricevute
2706
Immagini dell'articolo
10
Compattatori e tritarifiuti diventano un elemento integrato nella concezione di cucina ecologica moderna, dove sistemi intelligenti per la raccolta differenziata e lo smaltimento, aiutano a sostenere un approccio eco sostenibile per vivere in una casa green. Se già negli ultimi anni si è assistito ad un cambiamento nella progettazione delle contemporanee zone cottura, con scomparti appositi dedicati a ciascun materiale per un recupero e un riciclo mirato, oggi giorno si sono sviluppate innovative soluzioni per facilitare la separazione e la successiva eliminazione dei rifiuti casalinghi. Dissipatori alimentari, compattatori a pressione e contenitori per smistare, entrano a far parte della routine quotidiana e il loro continuo utilizzo, fatto in modo semplice e sviluppato attraverso brillanti idee di design, permette di iniziare un percorso eco sostenibile, che porterà benefici per la salute individuale, collettiva e dell’ambiente. Esistono molteplici soluzioni tra cui scegliere e molto spesso l’impiego dell’una non ne esclude a priori un’altra. Tra le ideazioni più utilizzate, che applicano sistemi intelligenti per i rifiuti in una cucina ecologica di una casa green, troviamo: contenitori di design studiati per la raccolta differenziata; tritarifiuti alimentare integrato per il lavello; compattatori per bottiglie di plastica; compattatori salvaspazio; compattatori solari. Contenitori studiati per una differenziata sostenibile I contenitori studiati per una raccolta differenziata sostenibile sono stati i primi elementi a comparire in una cucina ecologica per sottolineare l’importanza di effettuare una consapevole ripartizione dei rifiuti domestici, utile per incentivare un riciclo essenziale per salvaguardare sia la nostra salute che quella dell’ambiente. Inizialmente inseriti nel vano sotto il lavello, hanno trovato nel tempo collocazioni diverse e con dei design sempre più nuovi e particolari. Alcune installazioni esterne hanno forme e colori davvero di tendenza, tanto da non far nemmeno capire che si tratti di bidoni per l’immondizia. In altri casi, e in cucine dallo stile super ricercato, troviamo degli scomparti inglobati sui top di isole e penisole, utilissimi per insacchettare in modo separato i vari materiali. Un’idea che riprende quella già sperimentata in molti locali pubblici e che progettata anche in un ambiente privato, trova grandi apprezzamenti per l’immediatezza d’uso. E’ naturale che per grandi ingombri bisognerà aprire la classica antina o servirsi di contenitori esterni, ma questo problema è riscontrabile per qualsiasi “pattumiera” si utilizzi in casa. Tritarifiuti alimentare: tipologia green per il lavello Il tritarifiuti alimentare è un apparecchio che ha origini decisamente datate. I primi modelli furono testati nel 1927 e specialmente nelle case d’oltreoceano hanno trovato un larghissimo impiego. L’installazione avviene sotto il lavello in corrispondenza dello scarico della cucina, dove attraverso dei dischi metallici, i residui di cibo vengono ridotti in poltiglia e scaricati nella fognatura. Esistono due tipologie di tritarifiuti alimentari: ad inserimento e ad alimentazione continua. Il primo tipo consente di introdurre i rifiuti, chiudere lo scarico del lavandino e poi attivare in tutta sicurezza il meccanismo di triturazione. Viceversa, nel secondo caso, si mette in moto il motore e successivamente di inseriscono gli scarti di cibo. Esaminando i dati dell’impatto ambientale dei rifiuti organici dispersi senza filtri, è stato stabilito che la poltiglia del tritarifiuti non venga dissipata in modo irresponsabile, ma inserita in un contenitore apposito per generare il compost. Grazie a questo fertilizzante naturale creato in casa, che predilige il concetto della biodegradazione assistita, è possibile riciclare e arricchire i terreni agricoli con un solo piccolo gesto quotidiano. Compattatori per bottiglie per una soluzione eco  I compattatori per bottiglie e lattine sono un ulteriore strumento utilissimo per minimizzare l’immondizia di casa ed evitare di avere sacchi stracolmi stipati in ogni dove. Il procedimento è molto semplice e segue semplicissime direttive: è necessario inserire solo contenitori con il logo del riciclo, devono essere naturalmente vuote e non precedentemente schiacciate. Tali mini elettrodomestici in cucina, possono essere sia manuali (con leva) o elettrici (con apposito pulsante). In entrambi i casi, i pro offerti riguardano proprio il ridimensionamento, specie di quello riguardante la plastica, dell’ingombro dei rifiuti che viene ridotto di oltre la metà, con una semplice operazione quotidiana. Compattatori salvaspazio in una cucina eco sostenibile Le idee tecnologiche e la continua evoluzione in tema ambientale, per salvaguardarne l’integrità, hanno dato origine ad elementi con moltissimi vantaggi, che non sono più soltanto un optional all’interno di un ambiente di casa molto vissuto. Scegliendo i vari elettrodomestici che la caratterizzano, ecco che arrivano anche i compattatori salvaspazio in una cucina progettata in chiave eco sostenibile, che con le loro peculiarità facilitano il riciclaggio e la raccolta differenziata anche tra le mura domestiche. Questi oggetti riescono ad ottimizzare il lavoro a loro destinato, perché sono creati per contenere una maggiore quantità di rifiuti, che tradizionalmente trovano posto nei classici contenitori collocati sotto al lavello e che, riempiendosi spesso, devono essere svuotati in modo decisamente più assiduo. I compattatori di rifiuti domestici perfezionano lo stoccaggio e lo spazio contenitivo dedicato agli scarti quotidiani, rimanendo all’interno di una zona apposita chiusa e filtrata che permette di isolare gli odori sgradevoli, non dovendo aprire continuamente lo sportello o il coperchio. Casa green: compattatori solari Per una perfetta gestione della raccolta dei rifiuti, sono stati progettati dei compattatori solari, che sfruttano l’energia pulita grazie a pannelli fotovoltaici ecologici. Sperimentati in luoghi pubblici ad intenso flusso di passaggio, si è pensato di creare in forma ridotta, dei compattatori ad energia solare casalinghi, ottimi per completare una raccolta differenziata avanzata in una casa green ed eco sostenibile. Questo dispositivo intelligente sfrutta il sole che tramite una mini pressa, compatta i rifiuti nel bidone interno. Dunque, non si tratta di un semplice cestino, ma di un sistema innovativo che riduce l’ingombro dei rifiuti stessi e le emissioni di anidride carbonica nell'aria. Un piccolo pannello riesce ad inglobare l'energia solare che attiva il meccanismo senza avere la necessità di essere collegato alla corrente elettrica. Questa modalità di compattazione ottimizza i passaggi per il ritiro domestico sino a 15-20 volte in meno rispetto allo svuotamento dei bidoni tradizionali. Una soluzione inizialmente un po' costosa, ma con dei grandi vantaggi nel tempo.
Cappe ecologiche in cucina: innovazione eco sostenibile
Visite ricevute
3173
Immagini dell'articolo
10
Le cappe ecologiche in cucina presenti in commercio oggi giorno, sfruttano soluzioni all’avanguardia ed eco sostenibili, scaturite da innovazioni tecnologiche che permettono di avere un prodotto green a risparmio energetico, e che lavora per migliorare al contempo la qualità dell’aria all’interno delle varie zone cottura. Durante la fase di acquisto è fondamentale analizzare una serie di elementi che soddisfino sia le esigenze performanti che l’apparecchio stesso deve garantire, sia la salvaguardia di energia che deve essere impiegata per farlo funzionare. L’idea di avere una casa smart, moderna e sostenibile, è un modo intelligente di guardare al futuro. Inserire impianti, arredi ed elettrodomestici, come le cappe in cucina, ecologici e sostenibili, ci permette di difendere e tutelare la natura che ci circonda, proteggendo contemporaneamente anche la nostra salute ed evitando sprechi di energia inutili. I fattori da considerare, quando si parla allora di cappe ecologiche in cucina a risparmio energetico, riguardano: la classe energetica di appartenenza (A+++); la composizione e il funzionamento dei motori aspiranti integrati; l’uso di materiali eco e duraturi; la scelta di un’illuminazione a led a basso consumo; la presenza di sensori intelligenti per l’attivazione solo in caso di necessità; l’utilizzo di sistemi di ionizzazione automatici. Cappe ecologiche in classe A+++ Motori aspiranti: integrati a risparmio energetico I motori integrati all’interno delle cappe odierne, sono fondamentali per ottenere un risparmio energetico considerevole, senza dover rinunciare alla potenza e alla capacità di aspirazione di un elettrodomestico efficace e decisamente funzionale. La maggior parte dei motori utilizzati, vede un consumo ridotto pari all’80% utilizzando quotidianamente una cappa ad una velocità media, che contemporaneamente continua a garantire elevate performance anche a livello acustico. Un prodotto che compie bene il suo lavoro deve offrire un ricambio, con una portata d’aria calcolata in metri cubi all’ora, di circa dieci volte il volume dell’ambiente in cui è stato inserito. Per quel che riguarda invece il livello di rumorosità, questo non deve solitamente superare i 65 decibel. Modelli recenti, con motori aspiranti che funzionano con magneti, rispetto alle classiche spazzole, evidenziano una silenziosità ancora maggiore, oltre ad un risparmio energetico che si attesta al 90% delle scale di riferimento delle miglior aziende sul mercato. Materiali eco e duraturi Un'altra variabile da tenere in considerazione, parlando di cappe green in cucina, riguarda l’origine, la qualità e il processo di lavorazione dei materiali, impiegati per la loro costruzione. La certificazione di eco sostenibilità viene rilasciata esclusivamente dopo che tali elementi sono stati sottoposti a test specifici. Questi devono soddisfare nella totalità i requisiti di atossicità, rispetto per la salute dell’ambiente e di quella delle persone che li utilizzeranno. Sempre apprezzato, di grande tendenza e dal design mai fuori moda, è sicuramente l’acciaio inox. Resistente verso ogni fattore negativo presente in cucina, garantisce durabilità nel tempo, solidità e robustezza verso acqua, vapori, umidità, graffi e usura in generale. Anche il vetro temprato è un’alternativa altrettanto valida per una cappa ecologica in cucina. Il gusto personale e lo stile d’arredo influenzano decisamente la scelta di un materiale eco piuttosto che un altro, non intaccando però il concetto green di risparmio energetico. Illuminazione a led a basso consumo Un’illuminazione a led a basso consumo è sicuramente la tipologia di luce verso cui oggi giorno tutti si indirizzano per illuminare la propria abitazione. Inserire queste lampadine anche nella cappa è fondamentale per rimanere all’interno di un tema eco-friendly, dove la sostenibilità e la salvaguardia di ambiente e salute, sono alla base del concetto di arredo di una casa green. I vantaggi di avere una fonte di luce a led, incorporata nella cappa in cucina, sono molteplici e nel dettaglio riguardano: un risparmio di energia pari al 70-80% rispetto all’equivalente delle tradizionali lampadine alogene; una durata a lungo termine, valutato su un utilizzo costante e quotidiano, pari a circa 15.000 ore di attività; un raggiungimento immediato della luminosità, senza dover aspettare un tempo necessariamente lungo prima che la lampadina si scaldi; una disponibilità molto vasta per quel che riguarda i modelli di bulbo e presenti sul mercato sia nella modalità luce calda (warm) che in quella fredda (cool); un costo contenuto e accessibile tenendo in considerazione i vari brand di produzione. Sensori intelligenti e sistemi di ionizzazione automatici La cappa ha lo scopo fondamentale di assorbire fumi, vapori e odori sgradevoli mentre si sta cucinando in casa. I modelli più tecnologici ed innovativi possiedono filtri che non prevedono dispersioni e che garantiscono un rendimento pari al 95%. I carboni attivi combinati con degli appositi silicati (come la zeolite), riescono a trattenere e ad assorbire moltissime sostanze presenti nell’aria, riducendo la formazione di ristagni di umidità e olezzo in cucina. Prodotti ancora più all’avanguardia, sono dotati di sistemi di ionizzazione automatici che vengono rilasciati nell’ambiente dalla cappa, sanificando l’ambiente e rendendo più pulito e salubre lo spazio domestico in cui si vive. All’interno dell’elettrodomestico sono presenti dei sensori intelligenti che rilevano la presenza di sostanze nocive e che si attivano in maniera automatica per ripristinare l’equilibrio della qualità dell’aria stessa. Azionandosi da soli ed esclusivamente nel momento di bisogno, il risparmio energetico di questa tipologia di cappe, è garantito al 100% così come la sanificazione di tutta l’area interessata.
Cucine classiche con isola: 5 modelli a confronto
Visite ricevute
3150
Immagini dell'articolo
10
L’isola in cucina nasce dall’esigenza di avere uno spazio distaccato dal tradizionale tavolo da pranzo, anche contenuto, per consumare colazioni o veloci snack durante la giornata. Tale complemento d’arredo trova le sue primordiali origini in cucine classiche d’oltreoceano, che solo con il trascorrere del tempo, hanno trovato largo impiego in soluzioni più contemporanee e oggi giorno di grande tendenza in tutto il mondo. Benché stili più moderni abbiano soppiantato per il 90 % la scelta di acquistare un angolo cottura d’altri tempi, in molte opzioni di interni, hanno invece ancora molto da dire, grazie anche all’isola sempre presente, che si rende versatile in cucine classiche davvero in voga. Alcuni elementi possono essere o meno inseriti e trovare delle personalizzazioni create ad hoc, per soddisfare le differenti esigenze dei padroni di casa. In base ad alcuni fattori, possiamo valutare 5 modelli a confronto che riguardano: cucine classiche e isola con piano snack; cucine classiche con isola attrezzata con cassettoni; cucine classiche con isola e tavolo da pranzo; cucine classiche e isola con muretto separatore; cucine classiche e isola con vetrinette. Cucine classiche: isola con piano snack Come abbiamo già anticipato, l’isola con piano snack è il prototipo di tutto quello che poi si è evoluto nel corso del tempo, sino a creare una varietà illimitata di questo blocco cucina in ciò che oggi vediamo in tantissime abitazioni. Contraddistinto da sedute quali sgabelli, con o senza schienale, l’isola con piano snack in una cucina classica può essere di due tipologie: con top a livello del bancone di lavoro; con piano rialzato rispetto alla base di lavoro. Soluzioni prettamente estetiche e valutate in base ai gusti personali dei padroni di casa. A parte questa prima e fondamentale suddivisione, le scelte per caratterizzare tale spazio sono davvero molte. Per esempio le opzioni riguardanti il medesimo materiale della superficie per rendere tutto omogeneo, o distinguere le due funzioni di una stessa zona con prodotti e finiture diverse. Altre varianti riguardano la collocazione di questo piano snack. Frontale rispetto all’isola stessa, laterale, a L. o ancora la loro forma: rettangolare, curvilineo, sagomato o misto. Insomma, per chi pensava che optare per una cucina classica con isola fosse semplice, non si è mai reso conto realmente delle tante opzioni che si possono combinare per ideare un angolo cottura esteticamente perfetto pur mantenendo un aspetto oltremodo tradizionale. Cucine classiche: isola attrezzata con cassettoni L’isola attrezzata con cassettoni all’interno di una cucina classica, è necessaria quando si ha continuamente bisogno di spazio per riporre utensili, elettrodomestici, piatti e tutto ciò che quotidianamente viene utilizzato, in un angolo cottura per famiglie numerose, ma non solo. Il fatto di avere sull’isola lavelli o piano cottura, implica di avere a portata di mano tutto ciò che occorre per cucinare, evitando di doversi spostare verso altri cassetti o pensili, collocati ad una certa distanza. Dotare questo blocco monolitico di vani contenitore è assolutamente essenziale per facilitare le varie funzioni di quest’area. Per renderla ancor più particolare e non ricadere in scelte bellissime, ma forse un po' scontate, è possibile giocare sugli accessori e i colori. Avere una cucina classica in tonalità neutra, con un’isola attrezzata con cassettoni in una tinta forte, “svecchia” il concetto di cucina tradizionale, pur mantenendo una linea inconfondibile. Movimentare lo skyline con pomelli e maniglie diverse tra ante e cestoni, è un ulteriore modo di personalizzare una zona giorno di casa sensazionale!   Cucine classiche: isola e tavolo da pranzo Quando lo spazio non lo permette, un’isola in una cucina classica si trasforma e adatta per essere utilizzata anche come tavolo da pranzo. Pratica e versatile, questa soluzione permette di avere dai 4 ai 6 posti utili, e di poter essere al contempo impiegata come piano di lavoro prima di pranzi e cene. Le dimensioni devono tenere in considerazione le altezze delle sedute, in special modo per tutti coloro che non amano gli sgabelli e il top deve essere oltremodo confortevole, magari con sezioni curvilinee, morbide e accoglienti. I materiali pregiati, quali marmo e legno sono da preferire per un’isola che diventa l’unico punto focale nell’ambiente cucina, essendo gestita anche come tavolo, non solo ad uso quotidiano. In alcune versioni, standard a seconda dei modelli o create su richiesta con misure ad hoc, è possibile avere un piano aggiuntivo e allungabile all’occorrenza. Sicuramente un accessorio molto utile e funzionale quando si hanno amici e familiari in visita. Cucine classiche: isola con muretto divisorio Per chi ha poco spazio o per chi non ama le più tipiche e usuali soluzioni in casa, può tranquillamente gestire l’isola in cucina, come un bancone appoggiato ad un muretto divisorio che idealmente divide la zona cottura da quella riservata al pranzo con tavolo tradizionale. In molte cucine classiche si prevede un’alternativa di questo tipo, dove si sfrutta la parte di mensola più alta del muretto stesso, per inserire prese di corrente molto utili e pratiche. Rivestita in legno naturale o del colore degli altri mobili presenti, l’isola diventa una sorta di boiserie a 360°, che collocandosi a centro stanza e pur nella sua dimensione contenuta, infonde carattere e personalità all’interno ambiente di casa. Cucine classiche: isola con vetrinette Le cucine classiche, possiedono un elemento inconfondibile e che trova pareri discordanti sulla sua bellezza estetica e gestione. Nel contesto giusto e progettate nel modo più consono, le vetrinette trovano ancora voce in moltissime zone giorno di tante abitazioni. Un’idea un po' diversa e particolare, riguarda il suo impiego all’interno di un’isola. Solitamente siamo abituati a vedere questi blocchi o con pannelli pieni o dotati di cassetti per riporre elettrodomestici o per poter recuperare spazi contenitivi molto utili. Impiegare delle ante vetrate aiuta ad aumentare il livello decorativo che anche in cucina deve essere presente. Ceramiche di famiglia o vasellame pregiato trovano in questo luogo la loro naturale collocazione, incrementando l’aspetto distintivo di una cucina che diventa al contempo elegante oltreché pratica.
Sei un professionista?
Inserisci la tua attività su Archisio
Registrati gratis
Vai su
Ricevi 4 preventivi
Ricevi 4 preventivi gratuiti e senza impegno
 
Ricevi 4 preventivi
Ricevi 4 preventivi gratuiti
Cerca per parole chiave
Professionisti selezionati:
Cambia filtri
INVIA
Modifica filtri
Annulla