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Articoli: Cucina

Compattatori e tritarifiuti per una casa green
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Compattatori e tritarifiuti diventano un elemento integrato nella concezione di cucina ecologica moderna, dove sistemi intelligenti per la raccolta differenziata e lo smaltimento, aiutano a sostenere un approccio eco sostenibile per vivere in una casa green. Se già negli ultimi anni si è assistito ad un cambiamento nella progettazione delle contemporanee zone cottura, con scomparti appositi dedicati a ciascun materiale per un recupero e un riciclo mirato, oggi giorno si sono sviluppate innovative soluzioni per facilitare la separazione e la successiva eliminazione dei rifiuti casalinghi. Dissipatori alimentari, compattatori a pressione e contenitori per smistare, entrano a far parte della routine quotidiana e il loro continuo utilizzo, fatto in modo semplice e sviluppato attraverso brillanti idee di design, permette di iniziare un percorso eco sostenibile, che porterà benefici per la salute individuale, collettiva e dell’ambiente. Esistono molteplici soluzioni tra cui scegliere e molto spesso l’impiego dell’una non ne esclude a priori un’altra. Tra le ideazioni più utilizzate, che applicano sistemi intelligenti per i rifiuti in una cucina ecologica di una casa green, troviamo: contenitori di design studiati per la raccolta differenziata; tritarifiuti alimentare integrato per il lavello; compattatori per bottiglie di plastica; compattatori salvaspazio; compattatori solari. Contenitori studiati per una differenziata sostenibile I contenitori studiati per una raccolta differenziata sostenibile sono stati i primi elementi a comparire in una cucina ecologica per sottolineare l’importanza di effettuare una consapevole ripartizione dei rifiuti domestici, utile per incentivare un riciclo essenziale per salvaguardare sia la nostra salute che quella dell’ambiente. Inizialmente inseriti nel vano sotto il lavello, hanno trovato nel tempo collocazioni diverse e con dei design sempre più nuovi e particolari. Alcune installazioni esterne hanno forme e colori davvero di tendenza, tanto da non far nemmeno capire che si tratti di bidoni per l’immondizia. In altri casi, e in cucine dallo stile super ricercato, troviamo degli scomparti inglobati sui top di isole e penisole, utilissimi per insacchettare in modo separato i vari materiali. Un’idea che riprende quella già sperimentata in molti locali pubblici e che progettata anche in un ambiente privato, trova grandi apprezzamenti per l’immediatezza d’uso. E’ naturale che per grandi ingombri bisognerà aprire la classica antina o servirsi di contenitori esterni, ma questo problema è riscontrabile per qualsiasi “pattumiera” si utilizzi in casa. Tritarifiuti alimentare: tipologia green per il lavello Il tritarifiuti alimentare è un apparecchio che ha origini decisamente datate. I primi modelli furono testati nel 1927 e specialmente nelle case d’oltreoceano hanno trovato un larghissimo impiego. L’installazione avviene sotto il lavello in corrispondenza dello scarico della cucina, dove attraverso dei dischi metallici, i residui di cibo vengono ridotti in poltiglia e scaricati nella fognatura. Esistono due tipologie di tritarifiuti alimentari: ad inserimento e ad alimentazione continua. Il primo tipo consente di introdurre i rifiuti, chiudere lo scarico del lavandino e poi attivare in tutta sicurezza il meccanismo di triturazione. Viceversa, nel secondo caso, si mette in moto il motore e successivamente di inseriscono gli scarti di cibo. Esaminando i dati dell’impatto ambientale dei rifiuti organici dispersi senza filtri, è stato stabilito che la poltiglia del tritarifiuti non venga dissipata in modo irresponsabile, ma inserita in un contenitore apposito per generare il compost. Grazie a questo fertilizzante naturale creato in casa, che predilige il concetto della biodegradazione assistita, è possibile riciclare e arricchire i terreni agricoli con un solo piccolo gesto quotidiano. Compattatori per bottiglie per una soluzione eco  I compattatori per bottiglie e lattine sono un ulteriore strumento utilissimo per minimizzare l’immondizia di casa ed evitare di avere sacchi stracolmi stipati in ogni dove. Il procedimento è molto semplice e segue semplicissime direttive: è necessario inserire solo contenitori con il logo del riciclo, devono essere naturalmente vuote e non precedentemente schiacciate. Tali mini elettrodomestici in cucina, possono essere sia manuali (con leva) o elettrici (con apposito pulsante). In entrambi i casi, i pro offerti riguardano proprio il ridimensionamento, specie di quello riguardante la plastica, dell’ingombro dei rifiuti che viene ridotto di oltre la metà, con una semplice operazione quotidiana. Compattatori salvaspazio in una cucina eco sostenibile Le idee tecnologiche e la continua evoluzione in tema ambientale, per salvaguardarne l’integrità, hanno dato origine ad elementi con moltissimi vantaggi, che non sono più soltanto un optional all’interno di un ambiente di casa molto vissuto. Scegliendo i vari elettrodomestici che la caratterizzano, ecco che arrivano anche i compattatori salvaspazio in una cucina progettata in chiave eco sostenibile, che con le loro peculiarità facilitano il riciclaggio e la raccolta differenziata anche tra le mura domestiche. Questi oggetti riescono ad ottimizzare il lavoro a loro destinato, perché sono creati per contenere una maggiore quantità di rifiuti, che tradizionalmente trovano posto nei classici contenitori collocati sotto al lavello e che, riempiendosi spesso, devono essere svuotati in modo decisamente più assiduo. I compattatori di rifiuti domestici perfezionano lo stoccaggio e lo spazio contenitivo dedicato agli scarti quotidiani, rimanendo all’interno di una zona apposita chiusa e filtrata che permette di isolare gli odori sgradevoli, non dovendo aprire continuamente lo sportello o il coperchio. Casa green: compattatori solari Per una perfetta gestione della raccolta dei rifiuti, sono stati progettati dei compattatori solari, che sfruttano l’energia pulita grazie a pannelli fotovoltaici ecologici. Sperimentati in luoghi pubblici ad intenso flusso di passaggio, si è pensato di creare in forma ridotta, dei compattatori ad energia solare casalinghi, ottimi per completare una raccolta differenziata avanzata in una casa green ed eco sostenibile. Questo dispositivo intelligente sfrutta il sole che tramite una mini pressa, compatta i rifiuti nel bidone interno. Dunque, non si tratta di un semplice cestino, ma di un sistema innovativo che riduce l’ingombro dei rifiuti stessi e le emissioni di anidride carbonica nell'aria. Un piccolo pannello riesce ad inglobare l'energia solare che attiva il meccanismo senza avere la necessità di essere collegato alla corrente elettrica. Questa modalità di compattazione ottimizza i passaggi per il ritiro domestico sino a 15-20 volte in meno rispetto allo svuotamento dei bidoni tradizionali. Una soluzione inizialmente un po' costosa, ma con dei grandi vantaggi nel tempo.
Cappe ecologiche in cucina: innovazione eco sostenibile
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Le cappe ecologiche in cucina presenti in commercio oggi giorno, sfruttano soluzioni all’avanguardia ed eco sostenibili, scaturite da innovazioni tecnologiche che permettono di avere un prodotto green a risparmio energetico, e che lavora per migliorare al contempo la qualità dell’aria all’interno delle varie zone cottura. Durante la fase di acquisto è fondamentale analizzare una serie di elementi che soddisfino sia le esigenze performanti che l’apparecchio stesso deve garantire, sia la salvaguardia di energia che deve essere impiegata per farlo funzionare. L’idea di avere una casa smart, moderna e sostenibile, è un modo intelligente di guardare al futuro. Inserire impianti, arredi ed elettrodomestici, come le cappe in cucina, ecologici e sostenibili, ci permette di difendere e tutelare la natura che ci circonda, proteggendo contemporaneamente anche la nostra salute ed evitando sprechi di energia inutili. I fattori da considerare, quando si parla allora di cappe ecologiche in cucina a risparmio energetico, riguardano: la classe energetica di appartenenza (A+++); la composizione e il funzionamento dei motori aspiranti integrati; l’uso di materiali eco e duraturi; la scelta di un’illuminazione a led a basso consumo; la presenza di sensori intelligenti per l’attivazione solo in caso di necessità; l’utilizzo di sistemi di ionizzazione automatici. Cappe ecologiche in classe A+++ Motori aspiranti: integrati a risparmio energetico I motori integrati all’interno delle cappe odierne, sono fondamentali per ottenere un risparmio energetico considerevole, senza dover rinunciare alla potenza e alla capacità di aspirazione di un elettrodomestico efficace e decisamente funzionale. La maggior parte dei motori utilizzati, vede un consumo ridotto pari all’80% utilizzando quotidianamente una cappa ad una velocità media, che contemporaneamente continua a garantire elevate performance anche a livello acustico. Un prodotto che compie bene il suo lavoro deve offrire un ricambio, con una portata d’aria calcolata in metri cubi all’ora, di circa dieci volte il volume dell’ambiente in cui è stato inserito. Per quel che riguarda invece il livello di rumorosità, questo non deve solitamente superare i 65 decibel. Modelli recenti, con motori aspiranti che funzionano con magneti, rispetto alle classiche spazzole, evidenziano una silenziosità ancora maggiore, oltre ad un risparmio energetico che si attesta al 90% delle scale di riferimento delle miglior aziende sul mercato. Materiali eco e duraturi Un'altra variabile da tenere in considerazione, parlando di cappe green in cucina, riguarda l’origine, la qualità e il processo di lavorazione dei materiali, impiegati per la loro costruzione. La certificazione di eco sostenibilità viene rilasciata esclusivamente dopo che tali elementi sono stati sottoposti a test specifici. Questi devono soddisfare nella totalità i requisiti di atossicità, rispetto per la salute dell’ambiente e di quella delle persone che li utilizzeranno. Sempre apprezzato, di grande tendenza e dal design mai fuori moda, è sicuramente l’acciaio inox. Resistente verso ogni fattore negativo presente in cucina, garantisce durabilità nel tempo, solidità e robustezza verso acqua, vapori, umidità, graffi e usura in generale. Anche il vetro temprato è un’alternativa altrettanto valida per una cappa ecologica in cucina. Il gusto personale e lo stile d’arredo influenzano decisamente la scelta di un materiale eco piuttosto che un altro, non intaccando però il concetto green di risparmio energetico. Illuminazione a led a basso consumo Un’illuminazione a led a basso consumo è sicuramente la tipologia di luce verso cui oggi giorno tutti si indirizzano per illuminare la propria abitazione. Inserire queste lampadine anche nella cappa è fondamentale per rimanere all’interno di un tema eco-friendly, dove la sostenibilità e la salvaguardia di ambiente e salute, sono alla base del concetto di arredo di una casa green. I vantaggi di avere una fonte di luce a led, incorporata nella cappa in cucina, sono molteplici e nel dettaglio riguardano: un risparmio di energia pari al 70-80% rispetto all’equivalente delle tradizionali lampadine alogene; una durata a lungo termine, valutato su un utilizzo costante e quotidiano, pari a circa 15.000 ore di attività; un raggiungimento immediato della luminosità, senza dover aspettare un tempo necessariamente lungo prima che la lampadina si scaldi; una disponibilità molto vasta per quel che riguarda i modelli di bulbo e presenti sul mercato sia nella modalità luce calda (warm) che in quella fredda (cool); un costo contenuto e accessibile tenendo in considerazione i vari brand di produzione. Sensori intelligenti e sistemi di ionizzazione automatici La cappa ha lo scopo fondamentale di assorbire fumi, vapori e odori sgradevoli mentre si sta cucinando in casa. I modelli più tecnologici ed innovativi possiedono filtri che non prevedono dispersioni e che garantiscono un rendimento pari al 95%. I carboni attivi combinati con degli appositi silicati (come la zeolite), riescono a trattenere e ad assorbire moltissime sostanze presenti nell’aria, riducendo la formazione di ristagni di umidità e olezzo in cucina. Prodotti ancora più all’avanguardia, sono dotati di sistemi di ionizzazione automatici che vengono rilasciati nell’ambiente dalla cappa, sanificando l’ambiente e rendendo più pulito e salubre lo spazio domestico in cui si vive. All’interno dell’elettrodomestico sono presenti dei sensori intelligenti che rilevano la presenza di sostanze nocive e che si attivano in maniera automatica per ripristinare l’equilibrio della qualità dell’aria stessa. Azionandosi da soli ed esclusivamente nel momento di bisogno, il risparmio energetico di questa tipologia di cappe, è garantito al 100% così come la sanificazione di tutta l’area interessata.
Cucine classiche con isola: 5 modelli a confronto
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L’isola in cucina nasce dall’esigenza di avere uno spazio distaccato dal tradizionale tavolo da pranzo, anche contenuto, per consumare colazioni o veloci snack durante la giornata. Tale complemento d’arredo trova le sue primordiali origini in cucine classiche d’oltreoceano, che solo con il trascorrere del tempo, hanno trovato largo impiego in soluzioni più contemporanee e oggi giorno di grande tendenza in tutto il mondo. Benché stili più moderni abbiano soppiantato per il 90 % la scelta di acquistare un angolo cottura d’altri tempi, in molte opzioni di interni, hanno invece ancora molto da dire, grazie anche all’isola sempre presente, che si rende versatile in cucine classiche davvero in voga. Alcuni elementi possono essere o meno inseriti e trovare delle personalizzazioni create ad hoc, per soddisfare le differenti esigenze dei padroni di casa. In base ad alcuni fattori, possiamo valutare 5 modelli a confronto che riguardano: cucine classiche e isola con piano snack; cucine classiche con isola attrezzata con cassettoni; cucine classiche con isola e tavolo da pranzo; cucine classiche e isola con muretto separatore; cucine classiche e isola con vetrinette. Cucine classiche: isola con piano snack Come abbiamo già anticipato, l’isola con piano snack è il prototipo di tutto quello che poi si è evoluto nel corso del tempo, sino a creare una varietà illimitata di questo blocco cucina in ciò che oggi vediamo in tantissime abitazioni. Contraddistinto da sedute quali sgabelli, con o senza schienale, l’isola con piano snack in una cucina classica può essere di due tipologie: con top a livello del bancone di lavoro; con piano rialzato rispetto alla base di lavoro. Soluzioni prettamente estetiche e valutate in base ai gusti personali dei padroni di casa. A parte questa prima e fondamentale suddivisione, le scelte per caratterizzare tale spazio sono davvero molte. Per esempio le opzioni riguardanti il medesimo materiale della superficie per rendere tutto omogeneo, o distinguere le due funzioni di una stessa zona con prodotti e finiture diverse. Altre varianti riguardano la collocazione di questo piano snack. Frontale rispetto all’isola stessa, laterale, a L. o ancora la loro forma: rettangolare, curvilineo, sagomato o misto. Insomma, per chi pensava che optare per una cucina classica con isola fosse semplice, non si è mai reso conto realmente delle tante opzioni che si possono combinare per ideare un angolo cottura esteticamente perfetto pur mantenendo un aspetto oltremodo tradizionale. Cucine classiche: isola attrezzata con cassettoni L’isola attrezzata con cassettoni all’interno di una cucina classica, è necessaria quando si ha continuamente bisogno di spazio per riporre utensili, elettrodomestici, piatti e tutto ciò che quotidianamente viene utilizzato, in un angolo cottura per famiglie numerose, ma non solo. Il fatto di avere sull’isola lavelli o piano cottura, implica di avere a portata di mano tutto ciò che occorre per cucinare, evitando di doversi spostare verso altri cassetti o pensili, collocati ad una certa distanza. Dotare questo blocco monolitico di vani contenitore è assolutamente essenziale per facilitare le varie funzioni di quest’area. Per renderla ancor più particolare e non ricadere in scelte bellissime, ma forse un po' scontate, è possibile giocare sugli accessori e i colori. Avere una cucina classica in tonalità neutra, con un’isola attrezzata con cassettoni in una tinta forte, “svecchia” il concetto di cucina tradizionale, pur mantenendo una linea inconfondibile. Movimentare lo skyline con pomelli e maniglie diverse tra ante e cestoni, è un ulteriore modo di personalizzare una zona giorno di casa sensazionale!   Cucine classiche: isola e tavolo da pranzo Quando lo spazio non lo permette, un’isola in una cucina classica si trasforma e adatta per essere utilizzata anche come tavolo da pranzo. Pratica e versatile, questa soluzione permette di avere dai 4 ai 6 posti utili, e di poter essere al contempo impiegata come piano di lavoro prima di pranzi e cene. Le dimensioni devono tenere in considerazione le altezze delle sedute, in special modo per tutti coloro che non amano gli sgabelli e il top deve essere oltremodo confortevole, magari con sezioni curvilinee, morbide e accoglienti. I materiali pregiati, quali marmo e legno sono da preferire per un’isola che diventa l’unico punto focale nell’ambiente cucina, essendo gestita anche come tavolo, non solo ad uso quotidiano. In alcune versioni, standard a seconda dei modelli o create su richiesta con misure ad hoc, è possibile avere un piano aggiuntivo e allungabile all’occorrenza. Sicuramente un accessorio molto utile e funzionale quando si hanno amici e familiari in visita. Cucine classiche: isola con muretto divisorio Per chi ha poco spazio o per chi non ama le più tipiche e usuali soluzioni in casa, può tranquillamente gestire l’isola in cucina, come un bancone appoggiato ad un muretto divisorio che idealmente divide la zona cottura da quella riservata al pranzo con tavolo tradizionale. In molte cucine classiche si prevede un’alternativa di questo tipo, dove si sfrutta la parte di mensola più alta del muretto stesso, per inserire prese di corrente molto utili e pratiche. Rivestita in legno naturale o del colore degli altri mobili presenti, l’isola diventa una sorta di boiserie a 360°, che collocandosi a centro stanza e pur nella sua dimensione contenuta, infonde carattere e personalità all’interno ambiente di casa. Cucine classiche: isola con vetrinette Le cucine classiche, possiedono un elemento inconfondibile e che trova pareri discordanti sulla sua bellezza estetica e gestione. Nel contesto giusto e progettate nel modo più consono, le vetrinette trovano ancora voce in moltissime zone giorno di tante abitazioni. Un’idea un po' diversa e particolare, riguarda il suo impiego all’interno di un’isola. Solitamente siamo abituati a vedere questi blocchi o con pannelli pieni o dotati di cassetti per riporre elettrodomestici o per poter recuperare spazi contenitivi molto utili. Impiegare delle ante vetrate aiuta ad aumentare il livello decorativo che anche in cucina deve essere presente. Ceramiche di famiglia o vasellame pregiato trovano in questo luogo la loro naturale collocazione, incrementando l’aspetto distintivo di una cucina che diventa al contempo elegante oltreché pratica.
Arredare con le piante: scegliere quelle più adatte per la cucina
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Le piante in cucina sono un’ottima soluzione che coniuga utilità e bellezza per arredare casa con accessori dove funzionalità e stile dialogano perfettamente. Tutti sappiamo che la vegetazione in generale aiuta a purificare l’aria che respiriamo, garantendo una costante salubrità dei nostri ambienti interni. Associare questa mansione alle piacevoli fragranze che molte essenze emanano, è perfetto per vivere in modo sano e una volta varcata la soglia d’ingresso a fine a giornata, riconoscere immediatamente il confortevole profumo della propria casa. Molte piante, in vaso, aeree o rampicanti sono anche splendide da osservare, e in posizioni strategiche riescono a creare una macchia naturale colorata, che conclude progetti di interior design con un tocco green. Soprattutto per chi possiede uno spiccato pollice verde, circondarsi di vegetazione in casa è un modo per godere della natura anche indoor e in ogni periodo dell’anno. Inserirla in un ambiente molto vissuto come la cucina, richiede degli accorgimenti differenti per ogni specie e delle cure apposite per ciascuna varietà. Nella top five di oggi vogliamo presentare delle categorie, che sono state suddivise in base al loro ruolo pratico. Scegliere quindi le piante più adatte per la cucina, implica di distinguerle preliminarmente, nelle seguenti tipologie: profumate ed elimina odori; ornamentali e utili in cucina; funzionali che purificano l’aria; versatili per eliminare l’umidità; decorative, colorate e coreografiche. Piante in cucina: profumate ed elimina odori Lavanda, caprifoglio, gelsomino e crisantemo sono alcune tra le tante tipologie di piante, utilizzate in cucina per abbellire e decorare, ma soprattutto per il loro profumo e la capacità di eliminare gli odori di questo ambiente. Ciascuna, con le sue caratteristiche, ha l’abilità di assorbire gli olezzi sgradevoli che inevitabilmente rimangono dove si è appena terminato di cucinare. Un ricambio naturale d’aria è sempre consigliato, ma aggiungere il fattore estetico di piante in cucina, che contemporaneamente assorbono effluvi sgradevoli e rilasciano profumi naturali, è sicuramente preferibile rispetto ai classici deodoranti per ambienti artificiali. Piante aromatiche: ornamentali e utili in cucina Le piante aromatiche, sono uno dei più apprezzati ornamenti in cucina, perché oltre ad essere gradevoli alla vista, sono anche utili per preparare deliziosi piatti e manicaretti. Queste tipologie di erbe richiedono, come un po' tutte le varietà, la presenza di luce naturale nonché una temperatura costante che non prevedeva eccessivi sbalzi di freddo e caldo. I posti più gettonati su dove posizionarle per arredare la cucina, sono il classico davanzale o il piano di lavoro adiacente una parete finestrata. E’ tuttavia d’effetto collocarle a muro con vasetti e ganci, in una sequenza con lavagnette porta nome, per decorare e abbellire una parete altrimenti inutilizzata. Oltre all’illuminazione e a un ambiente mite, le piante aromatiche necessitano di un contenitore non eccessivamente grande (circa 15 cm), che permetta loro di crescere, ma in modo contenuto. Rosmarino, basilico, menta, prezzemolo, coriandolo, timo e origano sono solo alcune tra le tante qualità che possono essere coltivate in casa. Ottime per creare delle soluzioni originali con un impatto estetico e visivo davvero piacevole all’interno della cucina, possono essere trasferite outdoor nella bella stagione per essere rinvigorite, e successivamente riutilizzate nell’inverno. Piante in cucina: tipologie che purificano l’aria Alcune tipologie di piante sono note per avere delle proprietà che permettono di assorbire degli agenti inquinanti presenti nell’atmosfera e di purificare l’aria che respiriamo nei vari ambienti di casa. Attraverso dei minuscoli fori presenti sulle foglie, questa vegetazione intrappola e trasforma tali sostanze nocive in un elemento utile e rinforzante per il suo stesso fusto. Inserirle per arredare una cucina, è decisamente un corretto consiglio per abbellire un interno di casa decisamente sfruttato e dove l’aria rimane sicuramente più contaminata rispetto alle altre stanze di un’abitazione. Vediamo insieme le proprietà di alcune piante in cucina, che oltre ad essere perfette per decorare, fungono da sanificatori naturali. L’Aloe Vera è una delle principali piante in cucina che purificano l’aria dal momento che riesce ad eliminare la formaldeide, una delle principali cause di allergie e asma. Anche la Sansevieria, particolare con le sue foglie striate assume lo stesso ruolo, così come il Ficus. L’Anturio, con le sue grandi e lucide foglie, oltre ad essere una pianta ornamentale e bella alla vista, riesce ad eliminare residui di ammoniaca nell’aria, insieme a toluene e xilene. Lo Spatifillo invece ha la capacità di rimuovere enormi quantità di acetone. Il Pothos è perfetto in cucina, perché oltre ad assorbire il monossido di carbonio, presente in questa stanza di casa, è una pianta rampicante che appesa in vasi arerei, svolge una funzione decorativa a cascata notevole. Piante in cucina: una specie che elimina l’umidità  Oltre ad inserire dei deumidificatori in casa, in special modo in quegli ambienti soggetti a vapori e ad intenso ristagno dell’umidità, ci si può avvalere della collaborazione di alcune specie di piante con proprietà davvero incredibili. In modo del tutto naturale, riescono ad utilizzare l’acqua in eccesso allo stato gassoso per il proprio fabbisogno e a ristabilire il corretto equilibrio nell’aria che respiriamo negli spazi di casa, in special modo all’interno di una cucina o di un bagno. La begonia è una pianta decorativa molto apprezzata perché facile da curare. Amante degli ambienti umidi, diventa sicuramente un valido aiuto per depurare l’aria interna di una cucina. Ottimale come elemento d’arredo di tendenza, il bambù è un’altra tipologia di pianta adatta a vivere in zone soggette all’umidità, come la cucina, riuscendo ad assorbirla in maniera costante e rendendo più salubre tutto l’ambiente in cui viene inserito. Poco rinomata, ma estremamente pratica e gestibile anche a livello di oggetto di home decor, la felce è forse la pianta più indicata per vivere in cucina. Versatile ad adattarsi a cambiamenti di temperatura, vive grazie ai vapori e all’umido che assorbe attraverso al suo fogliame molto ricco e fitto. Piante decorative: colorate e coreografiche in cucina Vi sono poi delle piante decorative, colorate e coreografiche da inserire in cucina, che racchiudono in sé, tutte le proprietà sopradescritte. L’azalea è senz’altro al primo posto tra queste, insieme all'orchidea. Splendida in piena fioritura con le sue mille sfaccettature di tinte pastello o più accese, trova il suo posto ideale su davanzali, mensole e tavoli di una cucina. Anche il geranio assolve benissimo ai suoi compiti di eliminare odori, umidità e sostanze nocive per la salute, dando al contempo un tocco personale e carico di grinta, grazie alle macchie di colore che crea con i suoi petali.
Tv in cucina: dove posizionarla?
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Considerata un pezzo fondamentale da inserire in casa, anche in cucina la tv diventa un elemento primario da far rientrare in un progetto d’arredo di interni, soprattutto in ambienti living dove la concezione di open space va per la maggiore. Molto spesso la tv in cucina diventa più che altro un oggetto sporadico da compagnia, un sottofondo mentre si prepara il pranzo, si lavano i piatti o si conversa durante la cena in famiglia. In altri casi è invece un elettrodomestico grandemente utilizzato, amato soprattutto dai piccoli che dalla cucina possono guardare i loro programmi, rimanendo comunque a contatto con mamma e papà. Per un motivo o per l’altro la domanda fatidica è sempre la stessa: dove posizionarla? Di soluzioni pratiche per mettere la tv in cucina, ce ne sono molte e ciascuna tiene in considerazione i bisogni e le necessità di ciò che i proprietari di casa chiedono. Di seguito la nostra classifica che prende in considerazione le 5 migliori e più utilizzate ubicazioni per una tv in cucina e che riguardano: la tv in cucina nella nicchia a muro; la tv in cucina incorporata nel mobile; la tv in cucina sospesa a parete; la tv in cucina a lato sul top; la tv in cucina sotto i pensili. Dalle idee più tradizionali a opzioni maggiormente creative, si devono valutare però anche i fattori tecnici. Ad esempio seguire la collocazione della presa dell’antenna, capire se il segnale wireless è sufficientemente potente da arrivare in quel punto specifico, gestire la distanza e la grandezza dello schermo e così via. Determinati questi punti, un bravo professionista e designer d’interni saprà consigliare al meglio quale scelta optare, ma vediamo insieme come e dove collocare una tv in cucina. Tv in cucina: nella nicchia a muro La nicchia a muro è un ulteriore escamotage per inserire una tv in cucina, volendo evitare anche un sottile, ma comunque visibile ingombro rispetto ad una semplice televisione appesa a muro. Questo espediente permette di creare una parete attrezzata che unisce l’utile al dilettevole. Comoda e pratica diventa un punto focale nella zona di cottura ed essendo una progettazione su misura può essere personalizzata nei minimi dettagli. Tuttavia l’inserimento della tv in una nicchia in cucina, prevede una realizzazione ben definita in fase creativa, e che non potrà subire grandi varianti una volta concretizzata. Il foro di contenimento sarà eseguito ad hoc e la grandezza del monitor (dai 40’’ ai 50’’ di solito), si inserirà alla perfezione al suo interno con fili e cavi nascosti nella parte retrostante dove saranno collocate presa di corrente e dell’antenna. Una soluzione pulita e lineare per gli amanti del rigore e del minimalismo. Tv in cucina: incorporata nel mobile Progettazioni brillanti e decisamente all’avanguardia, hanno dato origine ad una nuova concezione di cucina dove vengono incassati non più solamente forni, microonde o macchinette del caffè, ma anche le tv. Come avviene esattamente per questi elettrodomestici più tipici, la televisione viene incorporata nel mobile e predisposta in fase di ideazione della cucina, e collocata normalmente nella direzione del tavolo, dove vanno previsti i fori retrostanti per il passaggio dei cavi. La grandezza dello schermo va di pari passo con il modulo scelto per la colonna e in genere non supera i 43”. Per evitare inestetismi dovuti a decoder o apparecchi esterni, la tv scelta è di generazione smart dove tutto è ormai integrato e gestibile anche da app oltre che da classico telecomando. Tv in cucina: sospesa a parete La più classica delle ubicazioni, che inevitabilmente ricade tra le scelte più amate di chi vuole inserire una tv in cucina, è quella sospesa a parete. Per non ricadere nell’ovvio e nel banale, oggi giorno designer e architetti di interni, si attivano per trovare delle migliorie a tale scelta. Una di queste riguarda l’uso di una semplice cornice dipinta intorno alla televisione, a mò di quadro, o ad un’alternativa simile ma in rilievo e realizzata con listelli di legno o di polistirene poi colorato. In altri casi vengono realizzati dei veri e propri pannelli che movimentano l’andamento piatto e lineare di una parete, all’interno dei quali verrà poi collocata la tv in cucina in modo più frizzante. Una tv in cucina, sospesa a parete, può rientrare anche in quei casi, dove l’elettrodomestico viene installato nel tipico angolo inutilizzato, quando si ha poco spazio o i committenti richiedono tale esigenza. Tv in cucina: a lato sul top Per chi possiede una cucina disposta a L con penisola che funge da piano di lavoro, ma anche da tavolo snack, è ottimale collocare la tv proprio su questo lato del top. Una posizione perfetta per la praticità di poter guardare i vari programmi sia mentre si pranza o si fa uno spuntino, sia quando si sta cucinando o ci si dedica a qualche hobby. In questo caso le dimensioni dello schermo hanno dei limiti ben precisi, perché sia in altezza che in larghezza non possono diventare un ingombro per antine, pensili o altri accessori presenti sul ripiano. La grandezza è oltremodo limitata dalla vicinanza della tv rispetto alle sedute a lato del top, e prevede che i pollici arrivino a un massimo di 32’’ per una distanza sino a 1 m. Tv in cucina: sotto i pensili Piccola variante della precedente, prevede che la tv in cucina venga pensata sotto i pensili, ma non posizionata necessariamente a lato di questi o in posizione finale dei complementi stessi. Dislocata nel punto più consono del top è indicata anche in questo caso per essere impiegata come display utile in fase di preparazione dei piatti o quando si pranza ad una certa distanza seduti a un tavolo o ancora di più ad un’isola attrezzata. Alla distanza giusta permette di godere in piena tranquillità il proprio programma preferito o di ascoltare le notizie del telegiornale. Un elemento piccolo e versatile, che può essere maneggiato agevolmente con il suo piedistallo incorporato e non preclude di poter essere adoperato altrove, a differenza di apparecchi appesi a parete. Anche in questo caso elettrodomestici da 26” o 32” sono i più consigliati.
Cucina di stile con un lavello funzionale e di design
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Arredare una cucina di stile, con un lavello funzionale e di design, richiede una attenta valutazione di tutti quei dettagli che nella quotidianità diventano importanti e fondamentali per vivere in un ambiente di casa che deve risultare sia pratico che accogliente. Il lavandino è uno degli elementi maggiormente utilizzati in cucina. Utile per sciacquare stoviglie, indispensabile per mondare frutta e verdura, efficiente per igienizzare piani di lavoro e pensili. Ma quale tipologia scegliere, ancor prima di valutare dimensioni, materiali, forme e colori? I migliori brand del settore presentano sul mercato odierno dei modelli differenti tra loro e ciascuno decisamente peculiare e di stile con le proprie qualità e caratteristiche. Avventurarsi nella scelta di questo oggetto così incisivo nella tendenza e nell’estetica della progettazione di una cucina, necessita però una prima distinzione a seconda del tipo di vasca e del relativo gocciolatoio. Partendo da questo connotato possiamo stabilire che un lavello funzionale e di design segue una ripartizione che riguarda: un lavello in cucina con pratica mono vasca; un lavello in cucina di stile con doppia vasca; un lavello in cucina di design con una vasca e mezzo; un lavello in cucina con funzionale gocciolatoio integrato; un lavello in cucina di tendenza con gocciolatoio a incasso. Cucina con pratico lavello mono vasca Una cucina con pratico lavello mono vasca rientra perfettamente nella categoria di chi vuole arredare il proprio angolo cottura in modo leggermente fuori dal comune, ma senza dover rinunciare alla comodità di un ampio e dinamico lavandino. Di solito è un’opzione che si introduce quando le dimensioni tradizionali di un lavello classico non si adattano agli spazi interessati, ma si vuole al contempo abbinare funzionalità e design in un unico elemento che misura solitamente 86 x 45 cm. Le tendenze di oggi vogliono invece che un lavello mono vasca, tolto il modello standard, raggiunga grandezze superiori e a volte personalizzate fino ad arrivare ai 120 cm di larghezza, introducendo grandi e profondi vasconi, molto capiente e capaci, che donano carattere alla cucina stessa, pur mantenendo un’efficienza esemplare e garantita nel top di gamma. Questa soluzione è facilmente riscontrabile sia in progetti dallo stile moderni o contemporaneo, dove un lavello mono vasca viene installato su un’isola o penisola, sia in ambienti in cottagecore style o country chic, dove un eccezionale lavandino ad una sola vasca trova il suo perfetto posizionamento sotto finestra. Nel primo caso il montaggio annovera tipologie incassate o a filo top, nel secondo decisamente incassato con parte anteriore a vista. Cucina di stile con doppia vasca Pensare di ideare una cucina di stile con doppia vasca non è assolutamente difficile oggi giorno. Questo avviene soprattutto grazie ai nuovi materiali utilizzati, che rendono questo lavandino tradizionale, molto accattivante dal punto di vista estetico e che spesso lo fanno diventare il vero protagonista di una zona cottura trendy e chic. La larghezza totale più comune per questa tipologia è di 90 cm con un margine minimo di 80 cm e uno massimo di 100 cm. Questo modello è il più classico versatile all’interno di una cucina perché può trovarsi posizionato in linea, ma anche ad angolo nelle versioni meno tipiche. Per coloro che sono abituati a lavare i piatti o ad avere una capienza divisa in due parti per svolgere più azioni in contemporanea, rimane sempre la scelta più ottimale. La linearità delle forme, l’installazione sotto top e la possibilità di valutare materiali diversi rispetto al piano di lavoro, rendono un lavello con doppia vasca, un oggetto dal design inconfondibile e decisamente glam. Lavello di design con una vasca e mezzo Un modello a metà tra i primi due descritti è un lavello di design con una vasca e mezzo e che a volte riesce a risolvere i problemi di spazi contenuti, ma in cui si cerca di inserire tutto ciò che è veramente necessario. Per molti avere l’idea di poter utilizzare due vasche in cucina è fondamentale anche togliendo dello spazio di lavoro sul top adiacente. Quando ciò non è possibile, per una mancanza vera e propria di centimetri disponibili, optare per un mini recipiente di servizio adiacente alla vasca principale, è un escamotage utile che coniuga praticità e stile in un solo elemento di design. Le dimensioni per questa opzione “ibrida” sono sostanzialmente di circa 40 cm di larghezza per la prima vasca e di 20-25 cm per la seconda, mentre la larghezza può essere uguale per entrambe o dimezzata per la porzione mini, collocata a destra o sinistra della principale. Lavello in cucina con funzionale gocciolatoio integrato Le tre tipologie di lavandino di cui abbiamo parlato sinora, possono avere delle varianti quando entra in gioco un accessorio che trova a volte dei pareri discordanti sul suo utilizzo. In verità un lavello in cucina con funzionale gocciolatoio integrato, è ancora una tra le scelte più amate dai vari padroni di casa e questo per la duplice funzione di avere la possibilità di lasciar scolare piatti e tegami, o di essere impiegato come piano d’appoggio aggiuntivo al top. Oggi giorno questo optional trova dei design davvero minimalisti che con una leggera pendenza e poche scanalature permette davvero di essere usato all’occorrenza per l’una o l’altra mansione in modo semplice ed efficace. In fase di progettazione è quindi bene ponderare la sua presenza in cucina per ottimizzare un lavello funzionale e di stile. Cucina di tendenza con lavello e gocciolatoio removibile Avere la comodità di uno gocciolatoio su un lavello pratico in una cucina di tendenza, implica spesso che questo accessorio rientri nella categoria del “removibile”, in modo da non essere sempre lasciato a vista. All’interno di ambienti all’avanguardia, minimalisti e dal design spiccato, molti oggetti funzionali vengono ritenuti esteticamente poco attraenti e pertanto trovare delle soluzioni alternative è d’obbligo per riuscire ad unire l’utile al dilettevole. Elementi mobili e asportabili fanno proprio al caso nostro. Eccezionali optional che vengono posizionati sul lavello all’occorrenza, per essere facilmente rimossi quando si è terminato di utilizzarli. Un’opzione valida, versatile e molto in voga per gli amanti dell’ordine maniacale in una cucina trendy e ricca di stile.
Come arredare una cucina all’americana
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Una cucina all’americana è un po' il sogno di tutti gli amanti di un tipico design di interni d’oltreoceano, che racchiude in sé delle particolarità uniche, con elementi che caratterizzano un’estetica trendy e sempre in voga. Arredare una cucina in stile americano significa seguire un vero e proprio modo di vivere uno spazio, in cui si pensa di trascorrere la maggior parte del proprio tempo in casa, e dove tutto ruota attorno ad un’organizzazione progettuale perfetta e molto ospitale al suo interno. Decisamente accoglienti e dotate di ogni complemento d’arredo necessario, elettrodomestici all’avanguardia e accessori utili e decorativi, queste grandi zone non vanno confuse con i classici living in cui angoli cottura, sala da pranzo e soggiorno trovano voce in un unico ambiente. Una cucina all’americana è una tipica cucina dove trovano posto i tradizionali mobili e pensili, fornelli, lavabi, frigorifero e aree ad hoc dove consumare i vari pasti della giornata….ma nulla di più. Per rimanere oltremodo fedeli all’idea originale, che sta alla base di questa concezione di arredare, vanno valutati alcuni fattori davvero irrinunciabili. 5 elementi in particolare, sono quelli che caratterizzano una cucina all’americana e nel dettaglio riguardano: avere un ampio spazio disponibile; progettare una grande isola centrale; installare un frigorifero freestanding a doppia anta; inserire un piano cottura a libera installazione; arredare con pensili a tutt’altezza. L’insieme di questi aspetti è ciò che serve per creare una perfetta cucina all’americana, indipendentemente dallo stile, dal colore e dalla disposizione. Vediamoli insieme nel dettaglio. 1. Ampio spazio disponibile Le case americane hanno delle metrature veramente importanti e avere una cucina che segua questo mood significa possedere un ampio spazio disponibile su cui giocare. Ospitali e confortevoli, hanno delle dimensioni uniche e importanti che offrono la possibilità di poter inserire molti punti di forza all’interno di questa estesa superficie. I principali elementi, per arredare l’ampio spazio disponibile in una cucina all’americana, sono: molti piani di lavoro, su cui più componenti della famiglia possono accedere e cucinare; pensili e mensole d’appoggio, in cui inserire ogni tipologia di accessorio e attrezzo da cucina; una quantità di mobili non indifferente, capaci e organizzati anche come dispense e ripostigli pratici e a portata di mano. La grandezza dell’ambiente, permette solitamente di disporre i vari mobili su almeno tre pareti, sviluppando una dislocazione a C all’interno di una planimetria pressoché quadrata. Naturalmente l’ampiezza di un locale non implica necessariamente questa geometria rigorosa in pianta e spesso ci si trova ad avere sì molti metri a disposizione, ma disposti in maniera inusuale. Progettare con criterio e con i consigli di professionisti del settore, aiuterà a riprodurre una cucina all’americana in ambienti leggermente più inconsueti, senza incappare in sbagli ed errori. 2. Grande isola centrale La grande isola centrale è sicuramente il pezzo forte e quello più caratteristico in una cucina all’americana. Questo espediente per ampliare i piani di lavoro è largamente voluto nelle realizzazioni odierne di angoli cottura XXL. Tutti amano questo monoblocco attrezzato, ma che non deve essere considerato come l’unico protagonista dell’ambiente. A differenza di come la si concepisce in chiave europea, l’isola è un punto di ritrovo dove consumare colazioni e pasti veloci, oppure dove poter impastare e preparare manicaretti su una superficie ampia e capiente. Oggi giorno si vedono invece invertite alcune funzioni che trovano su questo bancone una nuova collocazione: i fornelli a induzione o i fuochi a gas sono quelli che vanno per la maggiore. Nell’originalità di una cucina all’americana, questi elettrodomestici non vanno inseriti in questo contesto, che vede invece per praticità, l’introduzione del lavandino accanto al piano di lavoro. Una grande isola centrale dovrebbe essere concepita come uno spazio in cui organizzare altri ripiani con antine e cassettoni, utili ed efficienti a facilitare le operazioni in cucina. 3. Frigorifero freestanding a doppia anta Il classico frigorifero all’americana visto in tanti film al cinema è il tipico e tradizionale elettrodomestico freestanding a doppia anta capiente e corredato di tantissime funzioni aggiuntive: dall’erogatore per l’acqua, a quello per il ghiaccio, ai cassetti del freezer nella parte bassa dell’apparecchio. Un ulteriore elemento all’interno di una cucina in stile americano, che è uno dei 5 emblemi di questa tendenza decisamente “In” nelle nuove progettazioni di casa. Per noi il frigorifero è un oggetto che molto spesso viene inglobato nella disposizione più o meno lineare dei mobili e nascosto da un’anta che rispecchia quelle scelte per la cucina stessa. Nelle soluzioni d’oltreoceano il frigorifero è al 99% a libera installazione e questo sostanzialmente per due motivi: date le sue dimensioni e la conformazione a doppia anta, risulterebbe davvero difficile incorporarlo negli arredi circostanti con sportelli non simmetrici (anche se le eccezioni esistono); data la sua mobilità, permette di poter essere collocato dove lo si desidera senza dover forzatamente trovarsi a lungo termine sempre nella stessa posizione, generando alternative progettuali versatili e pratiche. 4. Piano cottura a libera installazione Anche il piano cottura nelle cucine all’americana non segue prettamente i canoni a cui oggi siamo ormai abituati. Se le tendenze odierne vedono l’induzione come il futuro per cucinare, il tradizionale fornello a gas qui va ancora per la maggiore. Ma non solo, questo elettrodomestico di casa è quasi sempre corredato di forno nella parte bassa, e non collocato in una colonna, e i modelli a libera istallazione sono tra i più utilizzati. Rigorosamente in acciaio, con dimensioni extra large e dotati di ogni accessorio sono il fulcro di una cucina all’americana dove cucinare per famiglie numerose o amici diventa semplice con attrezzature ad hoc quasi a livello industriale. 5. Pensili a tutt’altezza Se in altre scelte stilistiche i pensili sono stati quasi del tutto eliminati e solamente qualche mensola trova spazio sulle pareti, in una cucina all’americana avere pensili a tutt’altezza è assolutamente usuale e doveroso. Questi ambienti, come abbiamo già accennato in precedenza, sono molto grandi perché la necessità è proprio quella di sfruttare al meglio i metri a disposizione per aumentare la capienza contenitiva di famiglie numerose. Inoltre, questa pratica progettuale, oltre alla sua funzione pratica, diventa un vero e proprio marchio di tendenza dove modanature più o meno articolate, definiscono e decorano la parte terminale di pensili stessi. Un trend riconoscibile e assolutamente apprezzabile che non deve mancare in una cucina in uno stile americano da manuale!
Lavello in acciaio inox: tradizione e design in cucina
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Un lavello in acciaio inox riesce da sempre a portare stile e funzionalità all’interno di una casa, coniugando tradizione e design in cucina. Un materiale con ottime caratteristiche di alta gamma, che coniuga le migliori prestazioni offrendo elevata qualità e garanzia nel tempo. Igienico e facile da pulire, robusto e durevole, un lavello in acciaio inox risulta un elemento versatile per ogni tipo di richiesta e adattabile a qualsiasi tipologia di stile si opti, per l’arredo della cucina stessa. Da orientamenti più classici sino ad arrivare a look contemporanei e minimal, un lavandino di questo genere occupa perfettamente il proprio spazio in maniera naturale, adempiendo al meglio a tutte le sue mansioni. Ma effettivamente cosa si deve valutare per scegliere un lavello in acciaio inox, per capire se la scelta da attuare è esattamente quella più consona, rispetto a quello che si sta cercando e che soddisferà appieno le nostre esigenze e necessità? I principali fattori da considerare, per arredare una cucina con un lavello in acciaio inox, riguardano: i pro e contro del materiale; i tanti modelli disponibili tra cui scegliere; le finiture da esaminare; gli accessori da abbinare; i costi e la corretta manutenzione. Lavello in acciaio inox: pro e contro in cucina L’acciaio inossidabile è stato per lungo tempo il materiale più impiegato per la realizzazione dell’arredamento che riguarda la zona cottura, sia a livello casalingo che industriale. I connotati di questa lega metallica rendono tale elemento un ottimo alleato in cucina, che presenta numerosissimi pro e qualche contro da valutare in fase di acquisto. I tanti vantaggi, da ponderare per scegliere un lavello in acciaio inox, sono: resistenza all’ossidazione: è un materiale che non teme azioni corrosive e non arrugginisce; resistenza alle alte temperature: non subisce variazioni se sottoposto a getti di acqua bollente; facilità di pulizia e igienizzazione: da effettuare con panni morbidi e qualsiasi tipo di detergente; durabilità nel tempo: qualità garantita per decenni; ecosostenibilità: poiché si tratta di un materiale completamente riciclabile; varietà di forme e tipologie di installazione: lineari o curvilinee, esterne o da incasso. Tra i pochi svantaggi dell’acciaio inox per un lavello in cucina possiamo elencare: la possibilità di essere soggetto a graffiatura: se sollecitato costantemente, non badando ad assumere qualche accortezza specialmente sullo sgocciolatoio, è normale che si vedranno nel tempo delle leggere scalfitture, ma che lo rendono ancora più scelto proprio per questa usura, quasi “naturale”, che ne caratterizza la parte superficie; il costo: rispetto ad altre alternative, il prezzo per questa scelta materica è abbastanza elevato, ma come sempre un investimento costoso iniziale, in relazione alla qualità dell’oggetto, verrà ripagata nel corso degli anni. Lavello in acciaio inox: tanti modelli per la cucina Valutare la scelta di un lavello in acciaio inox per la cucina, significa prendere in considerazione tanti modelli tra cui spicchi quello più giusto che soddisfi i gusti soggettivi e le necessità personali di ciascuno di noi. Gli elementi che caratterizzano determinano le peculiarità di ciascun elemento, riguardano: il numero delle vasche; la dimensione e forma; la tipologia di installazione. Ciascun brand propone le sue grandezze che variano a seconda dei casi di qualche centimetro le une dalle altre, sia in larghezza che in lunghezza. Noi in base alla tipologia di vasca abbiamo individuato le alternative più utilizzate: mono vasca: 40 x 40 cm e 50 x 100 cm; vasca doppia simmetrica: 50 x 90 cm senza sgocciolatoio e 50 x 116 con sgocciolatoio; vasca doppia asimmetrica: 50 x 55 cm e 20 x 30 cm senza sgocciolatoio per arrivare a 100 cm totali con sgocciolatoio; Oltre a ciò il mercato propone linee tradizionali, dalle classiche forme quadrate e rettangolari per giungere a sagome curvilinee per soluzioni più innovative o che meglio si sposano con il trend dell’arredo cucina. Infine, l’ultimo fattore che stabilisce una classificazione dei tanti modelli di lavello in acciaio inox riguarda la tipologia di installazione, che può essere effettuata filo top, sopra top e sotto top. Lavello in acciaio inox: finiture per tutti gli stili di cucina La finitura di un lavello in acciaio inox in casa è estremamente importante sia per la resa estetica adatta a tutti gli stili in cucina, sia per la resistenza all’eventuale azione corrosiva dell’acqua che quotidianamente tocca questo materiale. Se la rugosità del prodotto risulta minima grazie ad una levigatura superficiale perfetta, allora la finitura stessa potrà considerarsi esemplare e adatta ad un lavandino ampiamente e regolarmente utilizzato. I due principali tipi di rifinitura, tra cui scegliere perché ben si sposano con tutti gli stili di cucina, sono: tipologia 2B: lavorazione attraverso una laminazione a freddo (skin pass) che evidenzia il tipico look grigio argentato che può trovarsi nelle versioni brillanti o satinate; tipologia BA: trattamento ottenuto tramite laminazione, ricottura, ricristallizzazione in atmosfera inerte e sgrassatura. Dato il tipo di trattamento termico, il materiale assume un aspetto sempre lucido e splendente. Lavello in acciaio inox: accessoriato in cucina Al giorno d’oggi anche un lavello in acciaio inox può essere accessoriato in cucina in maniera ottimale, funzionale e di tendenza, adattabile a tutte le esigenze che si vogliono soddisfare per facilitare il lavoro di preparazione dei cibi. La vasca o le vasche presenti vengono spesso corredate di optional intercambiabili a seconda della mansione che si deve svolgere. Sono presenti sul mercato dei colapasta molto pratici da incasso o griglie a mò di sgocciolatoio applicabili all’occorrenza, ove non vi è la presenza di quelli fissi, per pulire e lavare più agevolmente frutta e verdura per lasciarla poi scolare direttamente sul lavabo stesso. Altri accessori vengono in aiuto per ampliare il top in cucina quando si ha poco spazio sui lati e impiegati come taglieri e piani di lavoro aggiuntivi, posizionabili in modo immediato su una vasca del lavello in acciaio inox o su parte di essa. Insomma, un modo alternativo di vivere un elettrodomestico di design in casa in maniera intelligente e utile. Lavello in acciaio inox: costi I costi per un lavello in acciaio inox in cucina seguono una serie di fattori variabili che riguardano: la dimensione della vasca (o vasche); lo spessore del materiale: da o,3 mm a 1,2 mm; la presenza di accessori; le linee di design e il brand di produzione. In base a tali fattori si può stabilire che una fascia di gamma media di attesta tra i 400 e i 600 euro per arrivare a opzioni oltre i 1000 euro per lavelli quasi industriali. Esistono naturalmente prezzi più contenuti dove però viene messo subito in evidenza il quantitativo minimo di acciaio inox utilizzato (o.3-0,4 mm) che rende sicuramente meno resistente il prodotto scelto.
Accessori per la cucina: utili e indispensabili
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  Funzionalità e design vanno di pari passo quando si parla di arredamento per la cucina. Due componenti fondamentali che si incontrano nella vita quotidiana di ciascuno di noi e che devono rendere semplici, efficienti e pratiche, tutte le mansioni all’interno di un ambiente particolarmente utilizzato, ma che deve comunque sprizzare stile e tendenza in ciascun dettaglio presente. Ciò che aiuta nei lavori di ogni giorno, viene assicurato dalla scelta di accessori per la cucina utili e indispensabili e che soddisfino appieno tutte le varie esigenze in questo ambiente di casa. Nuove tecnologie e innovativi materiali, frutto di studio e ricerca da parte di professionisti del settore, hanno dato vita a prodotti che garantiscono ottimali prestazioni, assicurando i migliori risultati di un utilizzo ordinario e intensivo, che scandisce la routine nella vita di tutti. Ma quali accessori scegliere per la cucina e in base a quali fattori classificarli? Innanzitutto le valutazioni personali sono le prime da tenere in considerazione, poiché ciò che per molti è fondamentale da inserire in cucina, per altri è superfluo e viceversa. Ci sono però moltissimi optional che in realtà tanto “opzionali” non sono e che andrebbero davvero inseriti d’ufficio in un progetto cucina, attrezzato di oggetti essenziali e che non possono davvero mancare. Per facilitare la scelta tra le infinite proposte, è bene considerare gli accessori per la cucina, suddivisi in diverse tipologie che riguardano: la sezione cottura; l’organizzazione degli spazi; l’area dei contenitori; la preparazione dei cibi; l’illuminazione studiata; i set di piccoli elettrodomestici. Ciascuna di queste al suo interno contiene davvero 1000 e più utensili di cui si dovrebbe approfondire ogni particolare che lo contraddistingue. Oggi Archisio ha selezionato per voi 5 accessori per la cucina, a cui tutti abbiamo pensato almeno una volta durante una progettazione di un angolo cottura trendy e operativo. Vediamoli! Porta ricette con ricarica wireless Le più brave cuoche di casa hanno nascoste in qualche cassetto le ricette della nonna tanto buone e gustose che ogni giorno trovano approvazione sulle tavole in ogni casa italiana. Fogli scritti a mano e ricettari improvvisati hanno accompagnato la tradizione più radicata di questi strumenti utili e che si tramandano di generazione in generazione. Le nuove tecnologie hanno però in qualche modo sostituito e ampliato tali elementi, che pur essendo sempre presenti, lasciano un po' il posto a oggetti avanzati e immediati da consultare. Il primo accessorio di cui Archisio vi vuole parlare è il porta ricette con ricarica wireless. Una piccola base comodissima e leggera da trasportare, che viene in aiuto per appoggiare uno smathphone o un tablet che si ricarica in automatico, e senza fili attraverso la rete wi-fi presente in casa. Un oggetto pratico, minimal e multifunzionale, perché può diventare anche un pratico vassoio con mini contenitori da gestire all’interno della cucina stessa. Basta macchie di burro su fogli o farina tra le righe degli ingredienti. Con la sola impostazione della voce sarà tempestivo ricercare la preparazione e l’esecuzione di un cibo, senza dover girare pagina e con la possibilità di farsi ripetere i passaggi più volte, stoppando con i comandi vocali. Easy, cool, functional! Planetaria a portata di mano Al terzo posto troviamo un robot da cucina, che è sempre a portata di mano perché utilissima e splendida da vedere esposta su top e piani di lavoro: la planetaria. Questo modello innovativo di impastatrice aiuta a risparmiare tempo e fatica in cucina anche se è indispensabile sapere valutare il modello più consono per le proprie esigenze, date le innumerevoli funzioni che ogni modello può espletare. L’innovazione fondamentale riguarda il movimento della frusta che è doppio: infatti questa, ruota sul proprio asse, ma al contempo anche attorno al centro del cestello contenitore. Amalgamare, montare, impastare e mescolare non è mai stato così semplice e tempestivo, grazie a questo accessorio per la cucina, davvero utile e indispensabile che riduce al minimo la mano d’opera, ottimizzando anche le tempistiche di preparazione. Altra nota positiva è la linea spettacolare e dal design spiccato che contraddistingue questo elettrodomestico dal livello industriale in formato mini per una cucina casalinga e da lasciare assolutamente sempre a vista! Tagliere scorrevole sopra il lavabo Quanti in casa hanno l’abitudine di tagliare, affettare e preparare molti piatti accanto al lavello per avere a portata di mano acqua corrente e vasche per sciacquare frutta, verdura e cibi in generale? Solitamente lo sgocciolatoio diventa una sorta di ulteriore ripiano aggiuntivo nei pressi del lavandino, ma quando questo non è presente qualche problema sorge. L’accessorio per la cucina che viene in aiuto in questo caso, è il pratico tagliere scorrevole che all’occorrenza può scivolare direttamente sopra il lavabo e rendere comode e semplici le operazioni dedite al cucinare. Con una guida che scorre sull’estremità del top, diventa davvero istantaneo spostare questo elemento solitamente in legno, molto resistente e pratico da igienizzare. Un oggetto di uso quotidiano che si trasforma in un alleato irrinunciabile e che nella sua linearità di forma, realizzata con il materiale naturale per eccellenza, risulta anche molto piacevole da lasciare “a giorno” su banconi e piani di lavoro. Cassettoni con rastrelliera illuminata Quando si parla di illuminazione in casa non si pensa mai abbastanza ad inserire luci in ogni dove e che possano dirsi davvero funzionali per ogni settore dei vari ambienti. Anche in cucina, tolta la luminosità che proviene dalla cappa, è sempre complesso valutare dove inserire altri punti utili per creare la corretta quantità di luce che deve aiutare nelle varie zone e facilitare i compiti da svolgere. Faretti ad incasso, soluzioni a led sotto pensile o lampade pendenti su isole aiutano tantissimo a questo scopo, ma quando si parla dell’interno dei mobiletti o dei profondi cassettoni con rastrelliera? Porzioni o parti complete illuminate di questi complementi d’arredo sono essenziali all’interno di una cucina: sia di giorno, quando la luce naturale scarseggia, sia di notte per non dover accendere lampadari o applique eccessive. Un accessorio che può sembrare banale o superfluo, ma che invece risulta uno dei più amati e intoccabili in un progetto d’interni per l’angolo cottura. Attivabili con sensori di movimento queste luci possono essere attaccate alla corrente, con consumi davvero irrisori sulla bolletta dell’energia elettrica o alimentate da semplici batterie ricaricabili. Macchina del caffè integrata nei mobili  Un buon caffè è una coccola quotidiana che ciascuno di noi si concede almeno una volta al giorno all’interno della propria abitazione. La classica moka, legata ai ricordi di infanzia e che viene tutt’oggi molto utilizzata, è stata affiancata da piccoli e medi elettrodomestici per consumare in casa la tipica bevanda da bar. Il trend di oggi vede una macchina del caffè integrata nei mobili della cucina, esattamente come è accaduto per il forno a microonde. Inizialmente appoggiati su un ripiano queste due apparecchiature sono state inglobate nei complementi d’arredo per essere ancora più parte integrante di un progetto dove tutto diventa essenziale e non più optional. Per i più grandi estimatori di caffè, questi elettrodomestici da incasso, dal grande e pulito design perfetto per ogni stile, prevedono: display con tasti touch o a comando smart; posizionamento garantito grazie a sensori su misura; macinazione sempre fresca con dispositivo abbinato; comfort e qualità nella pulizia automatica.
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