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Articoli: Cucina

8 meravigliose soluzioni di cantinetta vino per la cucina
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Provetti sommelier o semplici estimatori di vini, a nessuno si nega una riserva privata di buone bottiglie. Conservarle in cucina è un’ottima idea per averle sempre a vista, pronte da stappare in qualsiasi occasione ma anche per metterle in mostra, soprattutto se si tratta di vini pregiati.  Innanzitutto per una lunga conservazione del vino è preferibile posizionare le bottiglie in orizzontale, evitando così che il tappo in sughero possa asciugarsi eccessivamente rischiando di rompersi all'apertura. Importanti anche la temperatura e l’umidità dell’ambiente in cui viene conservato. Inoltre il vino per conservarsi perfettamente ha bisogno di stare al buio. Questo ha senso soprattutto quando si parla di grandi quantità di bottiglie, dove sarà necessario realizzare una vera e propria cantina. Quando invece si tratta di qualche bottiglia è sufficiente un normale portabottiglie per poi portare il vino alla temperatura giusta appena prima di servirlo oppure si possono installare delle cantinette frigo che ricreano le condizioni ottimali.  A seconda del tipo di vino la temperatura di servizio cambia. Le bollicine si servono a temperature più basse, circa 6°/8° C, mentre i vini bianchi si servono intorno ai 10°/12° C ed i rossi tra i 12° ed i 15° C. Solitamente queste sono indicate sull’etichetta, anche se gli esperti non avranno bisogno di leggere questa informazione. Tante le soluzioni per avere sempre a portata di mano una piccola riserva dei migliori vini, a libera installazione o integrate nei mobili della cucina. Possono essere soluzioni di dimensioni importanti oppure occupare soltanto un piccolo spazio, dipende dalle esigenze e dal contenuto da conservare. Prima dell’acquisto di una cantinetta vini sono da valutare principalmente alcuni aspetti: la tipologia di cantinetta; l’ingombro; la capacità. Per le cantinette vini termoelettriche si aggiungono ulteriori aspetti da considerare come: la classe energetica, quindi il consumo; la temperatura uniforme o multi-zona; la presenza di illuminazione a LED; la presenza di un display per il controllo della temperatura interna. Cantinetta vino in cucina: un frigorifero a tutt’altezza Conservare il vino in maniera adeguata è indispensabile per preservarne le caratteristiche organolettiche che rendono ogni bottiglia una specialità. Una cantinetta vino a tutta altezza, che va ad occupare un'intera colonna della cucina è una soluzione adatta a chi desidera valorizzare le qualità peculiari del vino e averlo alla temperatura ideale per la consumazione. Si tratta di un vero e proprio elettrodomestico, da incasso o frestanding, che offre la possibilità di conservare un buon numero di bottiglie anche con caratteristiche diverse. Alcune cantinette vino dispongono infatti di una gestione multi zona, con due o più aree a temperatura ed umidità differenziate. Hanno inoltre la porta anteriore in vetro temprato con filtro anti-UV che riesce ad isolare perfettamente l’interno lasciando a vista le bottiglie. Cantinetta vino in cucina: fori ad hoc a parete La propria riserva di vino è qualcosa da esibire in cucina, in modo più o meno scenografico. La creazione di un portabottiglie su misura è un’idea che permette di avere un elemento originale ed unico nella propria cucina. Una soluzione minimalista ma di grande effetto è la costruzione di una serie di fori, disegnati seguendo una griglia regolare, ricavati all’interno di una parete. Si tratta sostanzialmente di una sorta di libreria in cartongesso ma con ripiani adeguati a contenere una singola bottiglia. Una tinta a contrasto per le pareti interne del portabottiglie rende ancora più particolare questa soluzione. Cantinetta vino in cucina: a incasso a parete Chi desidera avere una cantinetta frigo per vino in cucina può adottare diverse soluzioni per integrarla nell’ambiente. Le cantine da incasso, a differenza delle versioni freestanding che possono essere posizionate con libertà, andranno inserite all’interno di un mobile oppure contenute in una struttura in muratura realizzata appositamente, proprio come qualsiasi elettrodomestico da incasso.  Una cantinetta da incasso a parete va ad integrarsi perfettamente nella cucina divenendo parte dell’architettura che va a dare una nota esclusiva a tutto l’ambiente.  Cantinetta vino in cucina: penisola organizzata Sono molte le alternative per caratterizzare vini la cucina con la cantina. Un'idea molto suggestiva, per veri appassionati di enologia, è la realizzazione di una ampia area attrezzata dove riporre tutto il necessario. La base di una penisola o un’isola può trasformarsi in una postazione ideale per la degustazione, realizzando scomparti di varie misure da dedicare a bottiglie e calici. In questo modo si va ad occupare una zona solitamente poco sfruttata, ottenendo anche un piacevole effetto estetico dato dall’alternanza dei diversi ripiani. Cantinetta vino in cucina: pensile su misura Un’altra soluzione efficace per realizzare la propria cantinetta vini in cucina consiste nel creare appositamente un pensile. Un mobile su misura, a giorno o con ante, in cui tenere le varie bottiglie organizzate su diversi ripiani. Questo elemento andrà coordinato con il resto dell’arredamento della cucina, così da mantenere una buona sintonia ma facendo in modo che si distingua per originalità. Ad esempio, ponendo il pensile portabottiglie in prossimità di un bancone andrà a creare un sofisticato bar casalingo.  Cantinetta vino in cucina: a incasso nell’isola Altro esempio delle possibilità di inserimento per la cantinetta frigo in cucina è ad incasso nell'isola. Una soluzione pratica e poco invasiva, che va a dare a questo blocco funzionale centrale un carattere molto moderno. In questa posizione la cantinetta si farà notare per le sue caratteristiche estetiche lasciando intravedere il contenuto. Cantinetta vino: una parete attrezzata Una parete attrezzata portabottiglie è una soluzione scenografica per caratterizzare un angolo della cucina. Mette in valore le bottiglie che diventano in questo modo elemento decorativo. Una soluzione di questo tipo richiede una realizzazione su misura che darà la possibilità di avere un complemento d’arredo studiato per relazionarsi bene nel contesto in cui va ad inserirsi per stile e materiali.  Cantinetta vino in cucina: stanza dedicata Per gli appassionati di vini più esigenti si può pensare di dedicare alla conservazione della propria riserva personale un’intera stanza adiacente alla cucina. Si tratta di una soluzione a cui ricorrere se si possiede una collezione di molte bottiglie e si ha dimestichezza nella gestione di una cantina. Per superfici di questi dimensioni si può infatti considerare una cantinetta professionale in cui far invecchiare il vino, dotata di un sistema di climatizzazione che crea un ambiente molto simile ad una cantina tradizionale.  Anche in questo caso l’utilizzo di una porta vetrata permette di avere il contenuto della cantina sempre a vista. Una soluzione che riempirà di fascino la cucina e più in generale tutta la casa, divenendo elemento di attrazione.
Cucina: cosa valutare per scegliere la giusta lavastoviglie
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La lavastoviglie è uno, tra i tanti elettrodomestici di casa, ad essere stato introdotto nelle nostre cucine non troppo tempo fa, apportando però una grandissima miglioria nel lavaggio delle stoviglie, facendo risparmiare tempo e anche se per alcuni non sembra veritiero consumi e costi. Moltissimi sono i fattori da considerare quando ci si appresta a scegliere la giusta lavastoviglie, che dovrà adattarsi alle nostre esigenze e soddisfare pienamente le nostre necessità: la collocazione e disposizione: a incasso o a libera installazione; la grandezza e la capacità dei coperti che può contenere con la relativa organizzazione di scomparti e cestelli; le svariate funzioni e le modalità dei programmi presenti; la classe energetica a cui appartiene con relativi consumi: i costi per l’acquisto stesso e quelli indicativi per ciascun lavaggio. Tenere in considerazione alcuni consigli degli esperti, come una sorta di guida per gli acquisti, non potrà che favorirci nel capire quale lavastoviglie diventerà la nostra alleata sia dopo i pasti quotidiani in famiglia che dopo una cena o una festa con numerosi amici e invitati. Decidere disposizione, capacità e misure: lavastoviglie a incasso Una delle prime cose da considerare per indirizzarsi verso la scelta di una lavastoviglie è la categoria a cui appartiene: incasso o free standing. Questo primo interrogativo, va sciolto in base a tre fattori fondamentali: la disposizione dell’elettrodomestico all’interno della cucina, la capacità di spazio disponibile e le esigenze degli occupanti di casa. La lavastoviglie ad incasso è forse la scelta verso cui la maggior parte delle persone si indirizza. Fanno parte di quelle predisposte per essere contenute in un vano o in un mobile della cucina, non influendo sul suo aspetto esteriore, dal momento che risulta nascosta da un’anta con la medesima finitura di quelle impiegate per la cucina stessa. La forma è quella classica di un parallelepipedo squadrato e senza particolari doti estetiche con misure ordinarie proprio per adeguarsi perfettamente alla grandezza dello spazio standardizzato tra un mobiletto e l’altro. Le dimensioni sono 60 cm per la larghezza, 81-83 per l’altezza e 54-57 per la profondità con una capacità di 12 coperti. Una lavastoviglie ad incasso di può ulteriormente dividere in due tipologie: a scomparsa totale: dove l’anta della cucina viene applicata direttamente allo sportello della lavastoviglie con comandi disposti nella parte superiore del pannello e dove tutto rimane nascosto e integrato nella cucina stessa; a scomparsa parziale: è dotata di uno scomparto frontale dove sono presenti i comandi per il funzionamento della lavastoviglie e di un pannello sottostante che riveste la restante superficie o con finitura propria o con la medesima della cucina. Stabilire ubicazione, grandezze e capacità: lavastoviglie freestanding Una lavastoviglie free standing o a libera installazione si differenzia da una ad incasso per delle piccole varianti nelle misure, leggermente più alta e profonda, ma soprattutto per la libertà nella scelta delle finiture che sono molteplici in materiali e colori e che possono essere anche personalizzati su richiesta. Questo modello viene scelto quando si ha l’opportunità di inserire tale elettrodomestico dove lo si desidera, senza tenere in considerazione i centimetri a disposizione, oltre a voler esporre un oggetto di design, bello in cucina e soprattutto funzionale. La versatilità delle lavastoviglie freestanding riguarda le dimensioni che possono essere anche molto ridotte, 55 L x 50 P x 45 H, con capacità fino a 6 coperti e collocate a terra o addirittura su un complemento d’arredo adatto. La larghezza si può ridurre notevolmente in modelli slim e arrivare sino a 40 cm di larghezza con una portata tra i 6 e i 10 coperti in base al prodotto scelto. Esaminare programmi e funzioni Esaminare le funzioni di una lavastoviglie è oltremodo importante per capire quando e come utilizzare i vari programmi disponibili nei vari modelli in commercio. Ottimizzare tempi e costi significa avvalersi di cicli appositi per ogni occasione e non servirsi esclusivamente di quelli base più rapidi e conosciuti. Oltre a lavaggi con differenti temperature in base ai residui di sporco sulle stoviglie, vi sono programmi specifici delicati per i cristalli e innovativi al vapore per particolari tegami e pentole. Esistono anche apparecchiature dotate di funzioni automatiche che oltre a rilevare il ciclo più adatto in base alla quantità di carico e al tipo di sporcizia da eliminare, riescono contemporaneamente a limitare dispersioni e consumi e inutili ottimizzando l’uso di acqua e corrente elettrica. Lavastoviglie con doppio attacco per l’acqua calda e fredda Il funzionamento di una lavastoviglie è relativamente semplice e le più conosciute hanno in dotazione un unico attacco all’impianto idrico, che preleva l’acqua fredda e la riscalda grazie ad una resistenza in relazione alla temperatura del programma di utilizzo che si ha impostato. Esistono in commercio, specialmente nei paesi esteri, delle lavapiatti con doppio ingresso con un attacco blu che collega l’acqua fredda alla tubazione e uno rosso per l’acqua calda, denominate bitermiche. Queste lavastoviglie ottimizzano il funzionamento della resistenza dell’elettrodomestico poiché utilizzano acqua già riscaldata dall’impianto, fino a 60°, limitando e riducendo i consumi energetici. Hanno ancora una scarsa commercializzazione nel nostro Paese poiché presentano dei costi leggermente più elevati in fase d’acquisto, ma per i più accorti è sicuramente facile capire il risparmio a lungo termine che queste apparecchiature offrono. Valutare l’efficienza energetica Sono sette gli step che su una scala in salita vanno da D ad A+++ e che definiscono i consumi di una lavastoviglie in relazione alle prestazioni e performance che offre e ai costi indicativi per i consumi che si dovranno affrontare. Un importante consiglio, da valutare quando si sta per acquistare una lavastoviglie, concerne la classe di efficienza energetica a cui appartiene. Come per tutti gli altri elettrodomestici, sono da prediligere i modelli che hanno la prerogativa di consentire un effettivo risparmio sui consumi, ovvero gli A+++, che su ogni ciclo riescono ad economizzare in modo significativo, il quantitativo dei litri di acqua impiegati, rispetto ad un modello A+, nonché l’entità di energia elettrica utilizzata. Osservando le varie classi energetiche (considerando le categorie più alte) e affidandosi ai consigli di venditori esperti, è facile notare che in una lavastoviglie di classe A+++ il consumo effettivo è di circa 0,85 Kwh per ogni ciclo effettuato rispetto a 1,15 Kwh di una classe A.
Idee e soluzioni funzionali per inserire il lavello in cucina
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Dove disporre il lavello in cucina La collocazione del lavello all’interno della cucina influenza molto la funzionalità e la praticità nell’utilizzo quotidiano. Elemento chiave nel lavaggio degli alimenti e delle stoviglie, il lavandino della cucina deve essere posto in una posizione agevole e facilmente raggiungibile dai fornelli, dal frigorifero e dal piano di lavoro. Solo in questo modo si potranno rispettare i principi dell’ergonomia che prevedono di non dover percorrere distanze eccessivamente lunghe per effettuare i continui movimenti necessari per andare da uno all’altro quando si lavora in cucina. Per stabilire dove sarà installato il lavandino bisogna quindi studiare la relazione che si va creare con le posizioni occupate da ognuna delle altre aree funzionali presenti. Per stabilire esattamente dove inserire il lavandino in cucina è necessario partire dagli attacchi dell’impianto idraulico. Nel caso di una nuova costruzione oppure nell’ambito di una ristrutturazione integrale della cucina si ha l’occasione di poter stabilire con libertà dove sarà posizionato il lavabo. In entrambe le situazioni, infatti, gli impianti saranno realizzati appositamente in funzione dell'arredamento della cucina, per cui non vi sono impedimenti per l’installazione del lavabo nel punto prescelto. In caso contrario spostare le tubature comporta la necessità di eseguire demolizioni e modifiche piuttosto importanti agli impianti esistenti che andranno a comportare talvolta costi piuttosto alti. Ciò si verifica sopratutto se si vuole portare il lavandino dalla parete all’isola centrale. A seconda della pianta della cucina andrà individuata la posizione più adatta da assegnare al lavello per avere la giusta funzionalità, sempre tenendo conto di particolari necessità ed esigenze. Idealmente, la zona dedicata al lavello dovrebbe essere ben illuminata e affinché sia comoda è necessario che ai suoi lati ci sia uno spazio libero per poter appoggiare pentole e piatti da asciugare oppure per l’utilizzo di un tagliere.  Cucina con ampio lavello nell’isola Il lavello sull’isola risulta molto funzionale, essendo in una posizione centrale infatti può essere raggiunto facilmente da ogni punto della cucina, fatta eccezione per le cucine molto grandi dove si potrebbe pensare di collocare un secondo lavabo. I fornelli posti alle spalle dell’isola dove si trova il lavello agevolano i movimenti all’interno della cucina.  Il blocco centrale permette di installare un ampio lavello che si può dotare di accessori che lo rendano ancora più pratico come scolapasta e taglieri. Inoltre, se l’isola è ampia rimarrà dello spazio da usare come utile bancone oppure al lavello si potranno affiancare i fornelli, con relativa cappa aspirante. Installare il lavello sull’isola della cucina darà maggiore libertà nella composizione del resto della cucina che potrà avere più spazio libero per i piani di lavoro.  Se si installa il lavabo sull’isola bisognerà prevedere un’illuminazione adeguata. Una lampada a sospensione installata in corrispondenza del lavandino è una soluzione che garantisce una buona visione in questa area e contribuisce a definire lo stile della cucina.  Cucina: pratico lavello nella penisola Le cucine con penisola hanno molti punti in comune alle cucine con isola. La penisola, a differenza dell’isola, ha un lato che si va ad unire alla cucina in linea. Si tratta in ogni caso di un blocco che delimita l’area cucina dalla zona pranzo, se si tratta di una cucina abitabile, o dalla zona giorno, se si tratta di una cucina open space. Disporre il lavandino proprio sulla penisola risulta comodo poiché da questa posizione si raggiunge ogni parte della cucina, sia se si tratta di una soluzione ad L quindi su due lati sia se è una distribuzione a U, quindi su tre lati.  Cucina con tradizionale lavello sotto pensili e mensole Nelle cucine tradizionali, l’area sopra al lavello viene utilizzata per riporre i vari accessori che si utilizzano in cucina utilizzando pensili o mensole. Il lavandino occupa la parte sul piano, ma è in stretta relazione con gli elementi posti sopra di esso, da valutare per non compromettere la funzionalità. Installare i pensili nella parte alta della cucina consente di avere una cucina dallo stile molto lineare. Il pensile posto sopra al lavabo potrà contenere uno scolapiatti che faciliterà il momento della pulizia delle stoviglie. Bisognerà calibrare profondità ed altezza in modo che i normali movimenti durante l’utilizzo non risultino scomodi, anche in funzione dell’altezza dell’utilizzatore. Nel caso delle mensole queste queste hanno una profondità contenuta tale da non interferire con le attività che normalmente coinvolgono il lavello, ma dovranno partire da un’altezza adeguata. Sono una soluzione visivamente leggera, che inoltre non ruba troppo spazio al lavello e si possono adottare anche in presenza di basi dalla profondità ridotta che si possono installare in situazioni particolari in cui la superficie della cucina è particolarmente ridotta. Cucina: luminoso lavello sotto la finestra Se nell’area in cui si vuole inserire la cucina è presente una finestra questa non deve essere considerata un ostacolo perché sarà una postazione ottimale per l’installazione del lavello. In corrispondenza della finestra il lavandino godrà infatti dell’ingresso di abbondante luce naturale durante il giorno e offrirà una gradevole vista sull’esterno. Affinché questa soluzione sia realizzabile è necessario che l'infisso sia adeguato oppure si potrà optare per la sua sostituzione. Ad esempio, se la finestra è di tipo a battente l’apertura delle ante potrebbe costituire un disagio oppure il rubinetto potrebbe rappresentare un ostacolo alla normale apertura delle stesse, per cui si potrà ripiegare su finestre con apertura scorrevole o a vasistas. Cucina con due lavelli: innovativi nell’isola e sotto la finestra Infine vediamo una soluzione innovativa che prevede l’inserimento di ben due lavelli nella stessa cucina. Disporre un lavandino nell’isola ed un secondo lavandino sotto alla finestra permetterà di ottenere una cucina di livello quasi professionale.  Questa originale idea permette di apportare grande comfort nelle cucine più ampie, soprattutto se utilizzate contemporaneamente da più persone che in questo modo non rischieranno di intralciarsi a vicenda.  Un’opzione da considerare è infatti l’utilizzo distinto per i due lavelli in base alle operazioni da svolgere. Ad esempio si può utilizzare il lavabo più vicino alla lavastoviglie per sciacquare le stoviglie prima di inserirle al suo interno. Il secondo lavabo invece, installato sull’isola centrale, sarà più pratico per tutte le fasi di preparazione dei pasti, come lavare le verdure o riempire d’acqua le pentole da mettere sul fuoco. Avendo stabilito utilizzi differenti ognuno dei due lavandini potrà avere forme e dimensioni differenti, scelti in funzione dell’operatività di ognuno di essi.
Induzione o gas: piani cottura a confronto
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Come scegliere il corretto piano cottura in cucina  Dopo aver scelto lo stile, la disposizione e il colore di una cucina per la nostra nuova abitazione, il passo successivo è capire quali elettrodomestici inserire seguendo i consigli e le indicazioni di professionisti esperti del settore. Ascoltare esperienze di amici o familiari può essere utile ma non fatevi influenzare da idee, mode e tendenze, che con il tempo lasceranno spazio ad altre novità. Per la selezione di molti elementi è bene ponderare la capacità e l’efficienza a lungo termine.  Per un piano cottura in cucina, per esempio, si deve tenere in alta considerazione il suo utilizzo quotidiano molto intenso. Pertanto, vagliare attentamente i pro e i contro delle due alternative di cottura a induzione o gas, è il primo passo consigliabile da seguire per capire quale tra queste modalità, sia la migliore e meglio adattabile alle proprie esigenze e necessità. Funzionamento di un piano cottura a gas  I fornelli a gas sono un’opzione, ancora oggi, molto quotata all’interno di una cucina. I modelli più datati venivano accessi manualmente, ruotando le manopole sulla posizione intermedia e utilizzando un apposito accendigas, un fiammifero o un accendino. Questo veniva posizionato vicino alla parte centrale del fornello per pochi secondi, finché la fiamma stessa non veniva accesa. Dove la fornitura diretta di gas metano non era prevista, in modo particolare in abitazioni isolate o difficoltose da raggiungere per l’allacciamento della rete, era indispensabile utilizzare bombole di gas propano (GPL) per far funzionare il fornello.  Oggi giorno, questo metodo è quasi del tutto superato e il funzionamento di un piano cottura a gas è più immediato grazie a modelli dotati di una termocoppia che si attiva tenendo premuta le manopole per 4-5 secondi. Questo dispositivo obbligatorio, è molto importante perché svolge la funzione di una valvola di sicurezza, garantendo la reale presenza della fiamma sui vari fuchi del fornello. Se il piano cottura per qualsiasi motivo non si dovesse accendere, la termocoppia rileva l’assenza di fiamma e chiude il rubinetto del bruciatore, non permettendo esalazioni pericolosissime di gas.  Come funziona un piano cottura a induzione  Il piano cottura a induzione è un tipo di fornello che sfrutta il principio dell'induzione elettromagnetica per poter cucinare e scaldare cibi e pietanze. Non vi è nessuna presenza di gas o di fiamma e il suo funzionamento è relativamente semplice e si serve invece dell’impiego di corrente elettrica. Un campo magnetico, generato dall’energia che passa attraverso una bobina, produce il calore necessario per riscaldare pentole e padelle che sono posizionate su una superficie piana solitamente in vetrocemento. L’alta temperatura raggiunge solamente la parte interessata dove viene posizionato il tegame, trasferendo il calore in modo diretto dalla piastra al contenitore per la cottura.  Piano cottura a gas: vantaggi e svantaggi  Se la vostra cucina è sempre attiva, con molte e costanti preparazioni giornaliere e settimanali, allora un piano cottura a gas potrà soddisfare appieno le vostre aspettative. Molti i vantaggi di questa metodologia di cottura dei cibi da valutare, con qualche fattore più sfavorevole da considerare. Piano cottura a gas – vantaggi: in presenza di eco-bruciatori ad alta efficienza, la fuoriuscita delle fiamme è oltremodo uniforme, garantendo miglior stabilità nella combustione e ottimizzandone il rendimento; in situazioni improvvise di black-out è sempre possibile adoperare il gas; per questo tipo di cottura possono essere impiegate padelle e pentole di qualunque genere di materiale e forma. Piano cottura a gas – svantaggi: l’intensità del calore viene gestita in modo istantaneo ruotando le manopole del fornello che regolano istantaneamente la fuoriuscita della fiamma. Questo procedimento risulta però poco preciso perché gestito manualmente e solo ‘a occhio’, senza riferimenti specifici; la combustione del gas consuma ossigeno all’interno della cucina, pertanto è bene avere un costante ricambio d’aria nell’ambiente; sono necessari dei controlli da parte di personale qualificato, per constatare il corretto funzionamento e la validità di ogni parte del piano cottura a gas; la superficie di un pian di questo tipo richiede una pulizia più puntuale di ogni componente, poiché la combustione annerisce i vari elementi sagomati che vanno igienizzati a fondo in ciascuna delle loro parti. Piano cottura a induzione: pro e contro  Un piano cottura a induzione possiede sicuramente tanti pro che lo hanno reso la modalità più scelta tra quelle impiegate per cucinare in casa. Arredi per cucine contemporanee o complementi in stile più classico, vengono oggi giorno affiancati dall’utilizzo di questa procedura per cuocere e scaldare, perché molto versatile e adattabile in modo perfetto a qualsiasi aspetto esteriore e stilistico desiderato. Vediamo insieme cosa può far propendere verso tale opzione e cosa invece ha ancora di svantaggioso. Piano cottura a induzione - pro: facilità di pulizia e igiene, grazie ad uno strato superficiale liscio e omogeneo, senza fuochi sporgenti; estetica lineare e minimalista, proposta nelle colorazioni nere o bianche, adattabile ad ogni stile e tendenza; altissimo rendimento, con un’efficienza nell’ordine del 90%, rispetto a un piano cottura tradizionale; riduzione dei tempi di cottura grazie alla minor dispersione del calore localizzato; maggior sicurezza grazie all’ubicazione puntuale dell’emissione di alta temperatura, necessaria solo dove il contenitore deve essere realmente scaldato. Piano cottura a induzione – contro: costo iniziale lievemente più elevato a paragone di un piano cottura a gas; aumento della capacità del contatore; la superficie di un piano a induzione richiede l’utilizzo di pentole specifiche con caratteristiche magnetiche e fondo piatto. Piano cottura a induzione o gas: costi a confronto  Acquistare un piano cottura a induzione ha sicuramente un costo iniziale più elevato rispetto ad un tradizionale fornello a gas di cui tutti siamo a conoscenza di quale sia approssimativamente la spesa da affrontare per il suo consumo (il budget da stimare è di circa 1euro/mc). Per quel che riguarda l'acquisto dei vari modelli è facilmente ipotizzabile che il prezzo per un piano cottura a gas sia nell'ordine della metà, circa, rispetto all'importo da versare per uno a induzione (si può partire da prodotti tra i 100 e i 200 euro a gas e i 250 e 500 euro per uno a induzione e salire fino a oltre 1.000 euro per modelli particolari). La scelta del primo modello è adatta per coloro che hanno convenienza nell’utilizzo della corrente elettrica rispetto ad un consumo di metano. Per chi possiede tariffe convenienti per la fornitura di energia, perché associato alla possibilità di produrla da sé attraverso impianti fotovoltaici, potrà constatare che i costi in bolletta saranno davvero irrisori e potranno usufruire di una cucina quasi a costo zero.
Come ricavare una cucina nel soggiorno
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Ottimizzare una cucina in un piccolo spazio del soggiorno Quando la zona giorno si configura come un unico open space, la cucina si rimpicciolisce per lasciare più spazio al soggiorno, ambiente in cui si preferisce passare più tempo. Nonostante le dimensioni contenute, per la cucina non si può rinunciare alla funzionalità per cui è necessario ottimizzare lo spazio. In pochi metri quadrati, grazie ad una buona progettazione, è possibile avere tutto il necessario per potersi sbizzarrire ai fornelli. Con un po’ di ingegno si potrà individuare una soluzione che permetta di ottenere il massimo, ricorrendo a qualche astuzia e utilizzando elementi proporzionati allo spazio disponibile. Dedicando alla cucina un angolo all’interno del soggiorno bisognerà studiare il rapporto tra queste due funzioni così differenti. L’equipaggiamento della cucina è infatti più tecnico, con molte apparecchiature ed attrezzi, mentre l'arredamento del salotto deve conciliare il relax domestico ed essere accogliente anche per gli ospiti.  Per ottenere un risultato armonioso, i mobili e le finiture di una cucina inserita all’interno del soggiorno dovranno quindi essere in sintonia con l’ambiente generale, con soluzioni che si integrano a livello stilistico affinché la loro vista sia piacevole. Usa pensili alti per sfruttare le altezze Per contenere lo spazio occupato dalla cucina in orizzontale, una delle soluzioni più efficaci è utilizzare al massimo delle possibilità quello verticale. Se in pianta si hanno pochi metri lineari, concentrarsi soprattutto sullo sviluppo in altezza della cucina è un modo per valorizzarli.  I pensili consentono di sfruttare lo spazio più in alto e se raggiungono il soffitto si avrà molto spazio per riporre ogni cosa al loro interno. Un’altra soluzione, se si utilizzano pensili non eccessivamente sviluppati in altezza, è sfruttare il piano superiore per appoggiare gli oggetti più ingombranti. Sarà utile in cucine che si caratterizzano per lo sviluppo verticale attrezzarsi con un gradino o una scaletta portatile da tenere portata di mano per raggiungere gli scomparti superiori.  I mobili a colonna sono una soluzione ideale in questi casi perché sono molto capienti. Permettono inoltre l’inserimento di elettrodomestici come i forni o il frigorifero. Intermezzando mobili a colonna con pensili alti si ottiene una struttura a ponte, che permette di ottenere un blocco cucina compatto e funzionale. Utilizza elettrodomestici compatti e combinati Una strada per ottimizzare lo spazio in una cucina ricavata nel soggiorno è risparmiare spazio installando elettrodomestici compatti o con funzionalità combinate. Ricorrere ad elettrodomestici dalle dimensioni contenute, come ad esempio una lavastoviglie larga solo 45 cm invece che i classici 60 cm, permette di poter destinare lo spazio risparmiato ad un altro utilizzo. O ancora, installare un piano cottura con solo due fuochi è un modo per avere più spazio sul piano di lavoro. Uno degli elettrodomestici più ingombranti in cucina è il frigorifero, optare per un modello sottopiano può aiutare a recuperare preziosi centimetri. Allo stesso modo, equipaggiare la cucina con elettrodomestici due in uno consente di recuperare ulteriore spazio. Ad esempio, un forno a microonde con grill è un modo per fare a meno del forno tradizionale. Inserisci un’isola versatile: cucina-pranzo All’interno della cucina, l’isola è un elemento molto versatile e può avere diverse funzioni a seconda dei momenti. Si può utilizzare come comodo piano di lavoro quando si cucina per poi trasformarlo in tavolo da pranzo quando necesssario. Basta aggiungere qualche sgabello ed il gioco è fatto.  Questa è una soluzione che si può utilizzare per le cucine ricavate all'interno del salotto poiché consente di minimizzare l’ingombro della zona pranzo oppure di aggiungere una postazione dove consumare la colazione o un pasto veloce.  Affinché l’utilizzo del piano sia comodo e funzionale l’altezza dell’isola dovrebbe essere di circa 90 cm, questa misura infatti consente di lavorare bene stando in piedi. Utilizzando la stessa isola anche per mangiare sarà necessario avere un piano leggermente sporgente, così da poter posizionare comodamente le gambe quando si sta seduti ed utilizzare sgabelli con seduta all’altezza di circa 60 cm. Un piano di questo genere si può utilizzare anche per posizionare apparecchiature ed oggetti che non trovano posto altrove, coscienti che saranno maggiormente visibili dal salotto quindi selezionandoli con cura. Inserire l’isola tra cucina e soggiorno è anche un modo per separare idealmente i due ambienti. Fungerà infatti da filtro tra le due zone, dando vita ad un effetto di separazione visiva tra aree funzionali diverse. Crea una zona tavolo per due In un salotto con cucina per non rinunciare al classico tavolo da pranzo potrebbe essere necessario ricorrere a quelli da due posti. Questi tavoli sono capaci di ospitare comodamente un paio di persone ma si può arrivare tranquillamente anche a quattro posti. Bisogna dunque indirizzarsi verso tavoli dal minimo ingombro. Si può utilizzare ad esempio un tavolo dal piano rotondo del diametro di 90 cm, oppure si può scendere fino a 75 cm di lato per un piano quadrato. Risulta molto pratico in un ambiente piccolo optare per un tavolo allungabile, in modo da poter accogliere un maggior numero di commensali all’occorrenza. Un piccolo tavolo da pranzo posizionato vicino alla cucina la renderà più funzionale ma anche più elegante e senza rubare troppo spazio. Per ottimizzare lo spazio occupato dal tavolo da pranzo si può contare anche sulla tipologia di sedute. Orientarsi verso la scelta di una panca piuttosto che di una sedia, ad esempio, consente di guadagnare qualche centimetro, oltre a rendere ancora più intimo il tavolo da pranzo. A seconda della distribuzione interna dell’ambiente questa potrebbe essere posta sotto ad una finestra o in un angolo. Trattandosi dell’arredamento di uno spazio ridotto, nella scelta del tavolo da pranzo e delle sedute da abbinare, conviene propendere per modelli dalle linee leggere che non appesantiscano l’ambiente con la loro presenza. Un’ottima idea sono gli arredi che presentano delle componenti trasparenti, come piani in vetro o sedie con schienale in plastica, che appaiono meno ingombranti. Gestisci l’illuminazione su misura Anche se si tratta di una piccola cucina la cura di tutti gli aspetti è fondamentale per assicurare una buona funzionalità. La luce ad esempio non deve mai essere trascurata, essendo un ambiente di lavoro infatti è necessaria una buona visione. In una cucina è indispensabile avere delle luci indirizzate sui piani di lavoro. Un modo per ottenere questo risultato è l'inserimento dell'illuminazione sottopensile che evita la formazione di ombre sul piano. Questa da sola però non è sufficiente ad illuminare tutta la zona dedicata all cucina all’interno del soggiorno, per cui andrà predisposta un'illuminazione d’ambiente come può essere una lampada a sospensione posizionata al centro dell’area. Se presente un’isola o un tavolo si possono aggiungere infine delle lampade che vanno ad illuminarli direttamente.
Forno in cucina: 5 differenti tipologie tra cui scegliere
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Come scegliere il forno in cucina In quanti di noi conoscono le varie tipologie di forno esistenti al giorno d’oggi, che possano soddisfare appieno la nostra idea di cuocere e cucinare? Tra le tante proposte ve ne sono 5 differenti che vengono maggiormente scelte per un forno in cucina e ciascuna, con le proprie qualità e prerogative, saprà soddisfare esigenze e bisogni con le loro molteplici funzioni e mansioni. Capire bene gli attributi e le particolarità di ogni proposta è il passo fondamentale da compiere per scegliere nel modo più opportuno. Inoltre, ogni modello, nelle dimensioni e forme pressoché standardizzate, oltre ad ottemperare al suo scopo preciso, saprà delineare uno stile specifico per ogni spazio in cui verrà inserito, facendo propendere tendenze più classiche o in maggior misura attuali, rendendo speciale ogni progetto per la cucina. Forno elettrico Per coloro che amano cucinare, e in particolar modo per poter utilizzare differenti modalità di impiego che meglio si adattano ai vari tipi di cibo da preparare, è sicuramente indispensabile inserire all’interno della propria cucina un forno elettrico. Questa tipologia di forno è caratterizzata da una serie di componenti utili per diversificare, rendere salutari e maggiormente gustose le cotture delle varie pietanze. In particolare troviamo al suo interno: due resistenze, una inferiore e una superiore che possono essere attivate insieme o separatamente a seconda di come si intendono realizzare i vari piatti; un grill, utile per chi desidera rendere croccanti gli alimenti che lo richiedono; una ventola, se il forno elettrico è multifunzione, collocata nella parete terminale della cavità del forno stesso, che ha lo scopo di smuovere l’aria calda prodotta internamente per agevolare una cottura più veloce e uniforme in tutta la superficie; una resistenza circolare, nei forni elettrici termo-ventilati, posizionata anch’essa nella parte retrostante dell’elettrodomestico, che permette di cucinare con modalità differenti e su indipendenti ripiani, cibi diversi senza commistione di gusti e profumi. Ogni funzione, legata al tempo e alla temperatura da impostare, viene scelta e regolata tramite manopola o attraverso comandi digitali posti all’esterno del forno elettrico in maniera molto rapida e immediata. Per quanto riguarda invece le dimensioni, quella standard e più utilizzata è pressoché quadrata con larghezza e altezza di circa 58-60 cm ma esistono naturalmente delle varianti che danno la possibilità di soddisfare svariate esigenze di spazio e sul mercato è facile reperire forni molto piccoli, larghi solo 45 cm o al contrario forni capienti di 90-95 cm. Forno a gas Il forno a gas è una tipologia di elettrodomestico ormai impiegata in numero minore rispetto ad uno elettrico, ma comunque ottimale per chi desidera efficienza e praticità nel suo impiego, senza dover però ricorrere ad un rifornimento di combustibile continuo o utilizzare la corrente elettrica come forma di alimentazione. Un bruciatore, posto nella parte inferiore, fornisce calore diffuso e suddiviso nella camera di combustione attraverso un processo di irraggiamento che cuoce le parti superficiali dei cibi esposte ai raggi caldi prodotti all’interno del forno a gas. Secondariamente lo stesso calore si propaga per convezione e penetra nella parte più profonda degli alimenti sino a cottura terminata. La temperatura impostata viene raggiunta dopo un determinato lasso di tempo dal momento dell’accensione per poi essere successivamente mantenuta costante e praticamente tutti i modelli di forno a gas sono dotati del classico grill. Alcuni più particolari possiedono la modalità di cottura a legna che permette di cucinare i vari piatti ottenendo il sapore di un cibo preparato sulla brace. Si possono trovare soluzioni freestanding, in un unico elemento associato al piano cottura, pratici per poter essere rimossi all’occorrenza, o forni a gas ad incasso con dimensioni simili a quelle dei forni elettrici. L’unica accortezza è quella di installare un dispositivo (termocoppia) per prevenire eventuali fughe che potrebbero dare adito a incendi domestici. Forno a microonde Sul mercato odierno è scontato trovare svariate tipologie di forni a microonde, con caratteristiche peculiari e costi oltremodo differenti tra loro. Chi ha già pensato di dotare la propria cucina con un forno tradizionale, opterà per l’inserimento di un microonde sicuramente più economico e senza particolari optional, se la funzione più utilizzata sarà quella esclusiva di riscaldare in modo rapidissimo cibi già cotti o eventualmente scongelare in maniera veloce gli alimenti. I modelli di gamma superiore a quelli base comprendono il grill ma con relativo aumento dei costi. Per chi preferisce invece un forno performante e con prestazioni elevate che permettano di cucinare al meglio, esistono i modelli combinati che associano tutte le funzionalità di un forno elettrico a quelle di un forno a microonde tradizionale. Questa opzione prevede un budget molto elevato, che può arrivare sino ai 1000 euro di spesa, e va sicuramente valutato in caso di spazi contenuti in cucina dove non è possibile inserire più elettrodomestici o per chi ama convogliare tutte le mansioni del cuocere, scaldare o decongelare in un unico  e pratico elemento. Forno a vapore L’ultimo trend in termini di forni, riguarda un’opzione per coloro che sono quanto mai attenti ad una vita salutare connotata dal consumo di cibi naturali e sani (verdure, carne e pesce) che vengono cucinati volendo conservare al meglio tutte le proprietà nutritive del piatto senza dover aggiungere condimenti accessori durante la cottura. Un forno a vapore è indicato anche per preparazioni di torte e pane e di tutti quegli alimenti che esigono umidità durante la loro preparazione. L’approccio verso questo tipo di elettrodomestico prevede due diverse modalità: l’impiego di un forno totalmente a vapore: creato per avere esclusivamente questa modalità di cottura: l’utilizzo di modelli combinati con molteplici funzioni che associano metodi tradizionali (statici o ventilati) a quello al vapore, dove è possibile scegliere una delle due cotture o combinarle per ottenere un perfetto risultato nel sapore e gusto del piatto nonché nella sua presentazione del piatto. Il funzionamento di un forno di questo tipo è molto semplice: attraverso l’attivazione di una ventola, il vapore fuoriesce da un serbatoio, collocato sulle pareti laterali, che viene riempito in anticipo con dell’acqua, scaldata dopo l’accensione dell’apparecchio. La temperatura, come in un forno tradizionale, è regolabile a seconda delle necessità. Di solito sono dotati di un sistema autopulente tramite pirolisi, dove attraverso temperature elevate i residui vengono inceneriti ed eliminati su tutte le superfici senza dove ricorrere a detergenti particolari. Forno a legna Il forno a legna è l’antesignano di tutto ciò che l’evoluzione tecnologica, nel tempo, ha contribuito a realizzare in termini di cottura legata ad un processo che avviene a temperature differenti e in un ambiente chiuso. Il sapore, la croccantezza e i profumi che un forno a legna è capace di donare ai vari cibi è ineguagliabile e dipende direttamente dalle peculiarità insite nel combustibile impiegato. Ciascuna essenza di legna impiegata ha in sé un particolare aroma che trasporta sul piatto che sta cuocendo caratterizzandolo ulteriormente. esistono dei forni a legna contemporanei freestanding, che pur mantenendo le medesime qualità, si avvicinano ad un look più moderno e dal design accattivante. Le dimensioni sono differenti e dipendono dallo spazio che ciascuno di noi ha a disposizione in cucina. Cuocere secondo queste modalità richiede una capacità particolare nel saper controllare la temperatura per una perfetta diffusione del calore sui cibi, grazie anche alla forma a cupola, che con l’aiuto di una canna fumaria, permette all’aria di circolare e di diffondere in modo uniforme il caldo al suo interno. Un ruolo importante lo assume la brace che si forma dopo che si è consumata una certa quantità di legna che permette di mantenere i gradi necessari per poter continuare la cottura dei cibi posti al suo interno.
Cucina: come rinnovarla in 5 passi
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Ristrutturare la cucina seguendo 5 regole fondamentali Occuparsi della ristrutturazione della cucina può sembrare un’impresa titanica poiché può apparire complicato doversi occupare dei tanti diversi aspetti. In realtà, se si procede con organizzazione, analizzando tutto il processo e suddividendolo in fasi, la portata dell’intervento appare più semplice e gestibile. Gli interventi principali da effettuare riguardano la posa di nuovi pavimenti e rivestimenti, il rifacimento degli impianti, la sostituzione degli arredi e degli elettrodomestici ed infine la tinteggiatura delle pareti. Effettuarli tutti darà una cucina completamente nuova, realizzata secondo le proprie esigenze ed il proprio gusto. Si otterrà un lavoro ben eseguito se ognuna delle fasi è realizzata a regola d’arte. Un passo alla volta un nuovo ambiente prenderà forma. Innanzitutto è fondamentale la fase di progettazione, attraverso la quale si può prevedere il risultato finale e mettere a punto le soluzioni che si vogliono realizzare. Un progetto di rinnovamento della cucina ben fatto, inoltre, dovrebbe avere come obiettivo lo sfruttamento delle potenzialità dell’ambiente per ottenere la massima funzionalità. Segue la scelta dei materiali e delle finiture da impiegare durante la ristrutturazione, molto importanti per avere un ambiente di qualità. Per avere pareri appropriati bisognerà sempre affidarsi a professionisti, sia nella progettazione sia nella realizzazione dell’intervento. I lavori cominceranno con le demolizioni necessarie per poi passare ai lavori di rifacimento ed alla posa dei nuovi materiali, per concludere con l’installazione dei mobili e degli elettrodomestici.  Intervenire su pavimenti e rivestimenti Per trasformare una cucina donandole un’immagine completamente rinnovata è necessario sostituire pavimenti e rivestimenti datati e realizzati in materiali poco performanti o che versano in cattivo stato.  Il primo step è dunque rimuovere il vecchio pavimento e se il massetto non è in ottimo stato sarà necessario demolire anche questo strato per poter posare il nuovo pavimento su una base stabile. Un buon pavimento per la cucina dovrebbe rispondere a determinate caratteristiche. Deve essere resistente a tutto quel che accade normalmente in un ambiente di questo genere, quindi con buona resistenza a graffi e ad abrasioni, ma anche facile da pulire ed igienizzare. Sono perfette le ceramiche a bassa porosità come il grès porcellanato, un materiale di qualità che ha un’ottima resa anche dal punto di vista estetico, disponibile in tantissimi formati e con tanti colori ed effetti che riproducono altri materiali. Un’alternativa interessante per ottenere la massima igiene è la posa di pavimenti in resina, privi di fughe e giunture, zone dove si annida maggiormente lo sporco.  Per ottenere un insieme armonioso, pavimenti e rivestimenti andranno scelti in funzione delle finiture presenti nell’ambiente e dei mobili, facendo in modo che ogni materiale formi un buon connubio con gli altri. I rivestimenti in cucina si vanno a posare prevalentemente sulla parete dietro al piano cottura ed hanno il compito di proteggerla. Il paraschizzi, oltre all'aspetto funzionale, ha però anche un ruolo fondamentale nella definizione dell’immagine della cucina. Ci si può sbizzarrire a scegliere un rivestimento decorativo che dia lo stile desiderato all'ambiente. In questo caso i materiali da utilizzare per rivestire le pareti della cucina devono avere una superficie in grado di resistere al calore, al vapore ed ai grassi a cui questa zona è sottoposta durante la cottura dei cibi. Le possibilità sono tantissime. Piastrelle decorate, mosaico, resina, acciaio, vetro temprato, microcemento sono alcuni dei migliori materiali da utilizzare per rivestire le pareti della cucina.  Sostituire gli impianti Forse il passaggio più delicato dell’intera ristrutturazione della cucina è il rifacimento degli impianti. Tuttavia questo si rende necessario se sono passati molti anni dall’installazione e l’impianto è molto deteriorato oppure non rispetta le normative vigenti. Non avrebbe senso fare una ristrutturazione superficiale senza avere degli impianti sicuri e che possano durare a lungo. Allo stesso modo, se il progetto prevede delle modifiche nella distribuzione interna della cucina sarà necessario adattare gli impianti di acqua, gas e luce alle nuove necessità. Volendo realizzare impianti sottotraccia, questo passaggio andrà realizzato prima della posa dei nuovi pavimenti e rivestimenti, conoscendo esattamente il nuovo assetto che avrà la cucina. L’installazione di nuovi impianti va realizzata sempre da tecnici abilitati che al termine dei lavori sono tenuti a rilasciare un'attestazione di conformità degli stessi che certifichi l’esecuzione a norma a seguito del collaudo. Ogni impianto va progettato per soddisfare le esigenze della nuova cucina. Ad esempio, andando ad aggiungere nuovi punti luce per avere una cucina ben illuminata, oppure qualche presa in più per poter collocare più elettrodomestici.  Se nella nuova cucina prevedi di installare un piano cottura elettrico come quelli ad induzione potrai eliminare l’impianto del gas oppure, se vorrai inserire una lavastoviglie, dovrai prevedere un nuovo punto acqua e realizzare il collegamento per lo scarico. Cambiare gli arredi Il cambio dei mobili completa la ristrutturazione della cucina e permette di avere un arredamento attuale, studiato per dare comfort e funzionalità in ogni azione. La cosa migliore da fare è sempre scegliere soluzioni su misura, realizzate su disegno in modo da utilizzare al meglio lo spazio a disposizione, seguendo la configurazione della stanza con tutti i suoi vincoli. Naturalmente vanno selezionati con cura i materiali e le finiture applicate, individuando tra le tantissime varianti e livelli qualitativi quella più idonea al proprio caso.  Ormai, anche materiali per la cucina che un tempo potevano sembrare di scarsa qualità, come ad esempio il laminato, sono stati migliorati e possono durare per molti anni senza subire danni. Isole, mobili a colonna, pensili o scaffali a vista sono alcune delle opzioni che si possono considerare per arredare la propria cucina.  Oltre ai mobili, bisognerà poi posare i piani di lavoro, superfici solide e resistenti che possono essere realizzate con moltissimi materiali differenti come marmo, acciaio, legno, quarzo, materiali compositi o laminato.  Il piano dovrà essere tagliato su misura per incastrarsi perfettamente e bisognerà creare i tagli necessari per incassare fornelli e lavabo.  Per completare la cucina bisognerà prestare attenzione a tutti i dettagli come i pomelli o le maniglie installate che contribuiranno a definire lo stile della cucina, ma anche a tutte le componenti interne ad armadietti e cassetti, per un’organizzazione impeccabile. Scegliere gli elettrodomestici Una componente molto importante in ogni cucina è costituita dagli elettrodomestici, ad incasso o a libera installazione. In ogni cucina ci dovrebbero essere almeno un frigorifero ed un forno, a cui si possono aggiungere forno a microonde, lavastoviglie e lavatrice, se non si hanno altri posti dove installarla. La spesa per installarli tutti può essere piuttosto consistente, soprattutto se si punta su modelli di alta qualità. Risulta conveniente investire su modelli di fascia energetica alta, superiore ad A+, che consentono di risparmiare sui costi di alimentazione.  La scelta dei modelli di elettrodomestici andrà fatta anche considerando lo stile generale della cucina, cercando prodotti in linea con l'arredamento.  Tinteggiare le pareti Un'ultima cosa a cui pensare per terminare la ristrutturazione della cucina è la tinteggiatura del soffitto e delle pareti. Un intervento che non ha particolari complessità ma che va eseguito da professionisti per avere risultati di alta qualità. Per raggiungere questo scopo è importante utilizzare pitture adeguate a questa tipologia di ambiente, sottoposto alla produzione di condensa a causa del vapore che si crea con la cottura dei cibi. Sono da preferire quindi pitture traspiranti con proprietà antimuffa, che lasciano respirare i muri evitando la comparsa di sgradevoli e nocive formazioni di muffe. Se si preferisce avere la possibilità di poter pulire le pareti facilmente, la soluzione che si può utilizzare è l’applicazione di uno smalto, più resistente della normale pittura.  Oltre a questo bisognerà pensare a colori e finiture da dare alle pareti, scegliendo in base ai propri gusti oppure facendosi consigliare da architetti o interior designer. Ricordiamo che soltanto rifacendo il massetto e gli impianti, la ristrutturazione della cucina può definirsi intervento di manutenzione straordinaria, consentendo così di poter usufruire delle detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie e del bonus mobili ed elettrodomestici. La sostituzione dei pavimenti, la tinteggiatura e la sostituzione dell’arredo invece rientrano tra le opere di manutenzione ordinaria.
8 idee su come posizionare forno e microonde in cucina
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na: soluzioni per inserire forno e microonde Quando si progetta la cucina è di cruciale importanza la posizione che si assegna ad elementi funzionali come fornelli, lavandino, frigorifero e forni.  Per individuare il posizionamento più corretto per ognuno di essi bisogna considerare il rapporto e le distanze da uno all'altro, così da poter avere un’area di lavoro funzionale e confortevole, in accordo con i principi dell’ergonomia. Secondo questa disciplina infatti non dovrebbe essere necessario percorrere distanze troppo lunghe per spostarsi da una zona funzionale all’altra mentre si cucina. Bisogna dunque predisporre il tutto in modo che il movimento necessario per svolgere le differenti azioni che si compiono quando si sta in cucina sia il più fluido e razionale possibile, senza ostacoli ed intralci. Organizzando la cucina per aree funzionali, forno e microonde, assolvendo al compito di cottura dei cibi, dovrebbero trovarsi in prossimità del piano cottura.  Stabilire il posizionamento dei forni, affinché l’utilizzo sia comodo ed agevole, prevede anche la considerazione dell’altezza, inclusa quella dell’utilizzatore. Il ricorso a colonne per inserire forno e microonde ad incasso consente di averli ad un’altezza che agevola l’utilizzo. Un altro elemento da tenere in considerazione è inoltre la posizione delle prese elettriche che va stabilita ed eventualmente adattata prima dell’installazione della cucina.  Nella decisione finale ha un ruolo fondamentale il lato estetico. Il posto occupato da forno e microonde viene pensato durante la progettazione della cucina nel suo insieme, cercando di raggiungere un buon equilibrio compositivo, strettamente connesso all'architettura della stanza. na con colonna forno: verticale e laterale Nelle cucine moderne la colonna forno è una soluzione d’arredo molto usata per la sua praticità. Disporre forno e microonde in verticale permette un utilizzo agevole, evitando di doversi piegare per informare e sfornare o anche solo per controllare le pietanze in cottura.  Anche a livello visivo avere i due elettrodomestici raggruppati in colonna dona una sensazione di ordine ed equilibrio. Questa sensazione viene data anche dall’altezza della colonna che raggiunge quella superiore dei pensili. La profondità invece è differente rispetto ai pensili, poiché il forno ad incasso ha bisogno di una profondità di 60 cm mentre i pensili hanno una profondità generalmente compresa tra 35 e 40 cm. Questo consente di avere una maggior capienza per i mobili o i cassetti posti sopra o sotto al forno.  Affiancando la colonna con i forni su un lato di una cucina componibile in linea si ottiene un effetto equilibrato. Volendo creare una simmetria bisognerà inserire una seconda colonna in cui inserire frigorifero e congelatore, ad esempio, che va da incorniciare la parte centrale. na con colonna forno: verticale e centrale All’interno di una cucina di ampie dimensioni se si desidera inserire più mobili a colonna, sempre per questioni di equilibrio, è preferibile porre i forni in verticale in posizione centrale, ponendoli uno sopra all'altro.  Su questa parte della cucina arredata con mobili a colonna si perderà il piano di lavoro, ma si otterrà parecchio spazio da utilizzare come dispensa, sia nella parte superiore ai forni sia in quella inferiore.  na con colonna forno combinata a mezz’altezza Una soluzione alternativa è quella della colonna a mezza altezza, più alta del mobile di base standard ma più bassa rispetto ai pensili. Anche per la semicolonna il discorso è simile alla colonna alta ma in questo caso lo sviluppo in altezza si ferma al forno. Il piano superiore non può essere sfruttato come piano di lavoro, ma si potrà utilizzare per posizionare qualche oggetto che si vuole avere a vista in cucina oppure per elementi decorativi. na con forno e microonde affiancati ed esterni Le colonne si possono usare per creare delle simmetrie nella composizione della cucina. Una soluzione che predilige una distribuzione simmetrica si può realizzare installando i due forni all’interno di due colonne speculari rispetto ad una composizione in linea posta al centro. In questo modo forno e microonde posizionati alla stessa altezza risultano molto comodi nell’utilizzo durante preparazioni che richiedono passaggi da uno all’altro. na con forno e microonde affiancati e centrali Un altra soluzione per posizionare forno e microonde in modo che siano alla stessa altezza è posizionarli su due colonne affiancate, anche con ulteriori colonne poste alle estremità. Questo funziona bene sia nelle cucine ad angolo sia in quelle in linea, anche disponendo le colonne su una parete frontale se necessario. In questa composizione, essendo i forni l’uno accanto all’altro, bisogna prestare attenzione nel posizionarli a seconda del senso di apertura delle porte, evitando così di ostacolare il forno con l’apertura del microonde. na con forno e microonde sopra e sotto piano cottura Il posizionamento del forno sotto al piano cottura è una soluzione tra le più tradizionali anche nelle cucine moderne. Meno diffusa invece l’installazione del forno a microonde sopra ai fornelli. Il forno a microonde da incasso si può infatti installare in un pensile, risparmiando così molto spazio sul piano di lavoro. La posizione sopra i fuochi però è possibile solo installando un forno a microonde con cappa integrata, una soluzione molto usata in alcuni paesi. In America, ad esempio, viene detto “over the range microwave” o “microhood”. Utilizzando microonde di questo genere è possibile avere l’unità di cottura perfettamente allineata, con forni e fornelli che formano un’area funzionale molto compatta. na con forno e microonde indipendenti Se non si utilizzano soluzioni a colonna, forno e forno a microonde possono occupare posizioni indipendenti. Ad esempio il forno può essere posto sotto al piano cottura, così da andare ad occupare una posizione classica e comunque sempre agevole per le preparazioni in cucina. Il forno a microonde invece potrà essere incassato in uno dei pensili. Questo posizionamento, rispetto alle soluzioni libere, consente di non ingombrare la superficie del piano di lavoro e avere una cucina dallo stile più lineare.  na con forno e microonde combinati Nelle cucine più piccole, per guadagnare spazio senza rinunciare ai confort necessari è indispensabile ricorrere a soluzioni salvaspazio che permettono di avere la giusta funzionalità in pochi centimetri. Una di queste è l’installazione di un elettrodomestico avanzato che riunisce in un solo elemento le funzioni di forno e di microonde, così da non dover rinunciare a nulla. Si tratta del forno a microonde combinato, con integrata la funzione grill per dare ai cibi l’effetto dato dalla cottura con un normale forno. Alcuni modelli dispongono anche dell'opzione cottura ventilata che diffonde il calore in maniera uniforme oppure la cottura a vapore per cucinare gli alimenti nella maniera più sana.
Cucina senza pensili: idee di design
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L'idea che ispira chi vuole eliminare i pensili dalla cucina, è quella di ampliare gli spazi, liberando la parete sopra al piano di lavoro e mantenere la zona cucina in una zona più ariosa. Questa è una scelta che attrae, soprattutto quando nella stanza sono presenti delle finestre ampie, che possono donare ancora più aria e luce all'ambiente, senza l'ingombro dei mobili sospesi. Quello che di solito è stipato in alto si può tranquillamente posizionare altrove con soluzioni alternative e originali, sfruttando meglio ogni spazio. Vediamo per quali aspetti conviene togliere i pensili e come arredare la cucina con idee alternative. Cucina senza pensili: vantaggi Entrando nell'ambiente, si percepisce subito un senso di maggior leggerezza e ampiezza, necessario in particolare a chi vive lo spazio cucina in un ambiente sottotetto oppure con un soffitto basso. Adottando questa scelta le pareti saranno libere, per idee decorative o pratiche differenti da quelle classiche, e per chi vuole inserire una cappa di ampi volumi, una cucina senza pensili sicuramente lascia più spazio a questo elemento. Una parete libera può essere fonte d'ispirazione per decorazioni a disegno o con le piastrelle, per un'illuminazione particolare tra faretti o lampade, e anche solo per mettere in risalto (e non coprire) dei rivestimenti con materiali esclusivi. La soluzione senza pensili permette di adottare uno stile dalle linee minimali e pulite, con meno mobili possibili, che magari legano meglio la cucina al living quando i due ambienti sono adiacenti - come le scelte contemporanee di interior design suggeriscono. L'assenza dei pensili, in questo caso può essere compensata grazie agli elementi funzionali sparsi tra i due locali come armadi, mensole, cassetti utili a stipare stoviglie e quant'altro necessario per la cucina. Per ottenere questo vantaggio di spazio, ecco qualche possibilità. Cucina senza pensili: mensole e scaffali Per aumentare la percezione dello spazio si può creare una parete dedicata alle mensole oppure con uno scaffale dai piani d'appoggio ampi: uno spazio a sé stante del design della cucina, che può essere utilizzato in modo versatile. Non solo per contenere sui ripiani oggetti pratici, come barattoli, libri o accessori per cucinare, ma anche per decorazioni o piante che danno un tocco personale alla stanza. In un sistema di scaffali a muro, stoviglie, pentole e bottiglie sono sempre a portata di mano, ma è una soluzione consigliata a chi non teme il disordine - i pensili nascondo, mentre le mensole espongono, quasi fosse una vetrina, e raccontano lo stile di vita di chi vive la cucina. Un'idea può essere quella di inserire un'unica e lunga mensola sospesa (al massimo un paio), per sistemare gli elementi più importanti e ricavare spazio nella zona bassa, estendendo i piani d'appoggio della cucina al massimo. Questa possibilità sembra ottima per chi sceglie dei modelli di cucina angolare, oppure possiede uno spazio orizzontale notevole per il ripiano, che può accogliere stoviglie o accessori, e può essere dotato di moduli capienti al di sotto. C'è inoltre da sottolineare che una soluzione con mensole a vista rende molto più agevole e veloce l'utilizzo di ogni necessità, senza dover ogni volta aprire e chiudere delle ante. Banconi profondi e capienti L'idea è quella di ricavare gli spazi adatti al contenimento degli oggetti e degli alimenti, inserendo un mobile bancone dalla capienza ampia, più alto e profondo delle misure standard. In questo modo il bancone potrà aumentare lo spazio dedicato allo stoccaggio in cucina, e permettere in alcuni progetti di non inserire nessun tipo di mensola o scaffale - per un minimalismo ancora più radicale. Il bancone può ospitare all'interno sia gli oggetti di uso frequente, che saranno a portata di mano nella parte più esterna, sia altri accessori che non sono di utilizzo quotidiano che potranno essere stipati in fondo - come piccoli elettrodomestici, servizi da tavola o piccole scorte. Una soluzione con banconi senza ante rende inoltre la cucina molto vivace e dinamica. Un bancone profondo e di grande capacità contenitiva, è anche un'ottima base per un piano cottura e di preparazione largo; permette di cucinare e preparare gli alimenti in massima comodità, attingendo dallo stesso suo spazio alcuni ingredienti e le pentole necessari Per chi vuole una cucina informale, la scelta per il bancone può essere quella dei mobili “freestanding”, ovvero isolati dal resto dell'arredo, che poggiano su cavalletti o ruote: possono essere usati in cucina ma si integrano in modo versatile negli ambienti confinanti con il living. Anche in un'isola al centro cucina, un contenitore basso ampio, può dare sistemazione a pentole, stoviglie, cibo, scatolame, bicchieri, ma anche i cassetti per le posate e la tovaglieria. Cucina senza pensili: soluzioni per scolapiatti Una questione centrale: dove appoggiare le stoviglie gocciolanti dopo il lavaggio? Si possono posizionare su dei gocciolatoi fatti apposta, i cosiddetti scolapiatti ad appoggio, realizzati in acciaio oppure in plastica. In alcuni modelli i gocciolatoi si aprono sul lavello e si chiudono quando non servono, per la massima comodità. Per chi possiede una lavastoviglie, è ancora più semplice tenere piatti e bicchieri all'interno, senza dover ricorrere ad uno scolapiatti. Questo elettrodomestico svolge una funzione di porta stoviglie e posate, avvantaggiata anche dalla struttura a cestelli che suddivide al meglio gli oggetti e fa risparmiare spazio. Una variante più dispendiosa è quella del canale attrezzato in cucina, un elemento contenitivo che può ospitare anche lo scolapiatti, oltre ai contenitori e persino le prese elettriche. Si chiude con un'anta, integrandosi nel piano cucina, e fornisce un elemento di design notevole all'arredo. Armadi per ottimizzare gli spazi Un'altra opzione per chi sceglie di realizzare una cucina senza pensili è quella di adottare un'armadiatura, magari sfruttando gli spazi tra le nicchie. In questo modo si ottiene un volume ampio ricavato anche in altezza, per il contenimento di stoviglie o cibo. Rappresenta un elemento compatto e funzionale che può ospitare anche degli elettrodomestici. Questa è un'idea pratica per mantenere l'ordine, ma può dar vita anche ad un design raffinato se l'armadio si abbina al bancone e magari ad altre mensole nella zona cucina o living antistante. Per ampliare ulteriormente lo spazio della cucina e rendere il design ancora più essenziale, un'idea può essere quella di realizzare un sistema di contenimento con un armadio e un'isola centrale dotata di contenitore nella parte inferiore. Pochi elementi, con il massimo volume di capienza.
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