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Articoli: Zona Giorno

Tavolo da pranzo: scegliere in base al materiale del piano
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Una guida verso la scelta di un perfetto tavolo da pranzo prende in considerazione vari elementi e punti di vista, soffermandosi su ciascuno per esporre i pro e i contro di ogni proposta che dovrà essere vagliata in ogni minimo dettaglio. Importanti le dimensioni rispetto all’ ambiente in cui andrà inserito, lo stile che ben si sposi con l’arredo circostante, le forme tradizionali o leggermente nuove che si possono abbinare a sedute e complementi in genere, ma come scegliere un tavolo da pranzo in base al materiale del piano? E si, non tutti prendono in considerazione di valutare i numerosi tavoli pensando all’ elemento fondamentale con cui è stata realizzata la sua parte essenziale. Una superficie che può essere anche differente dalla struttura su cui viene appoggiata e che può vantare decantare in funzionalità e bellezza propri di ciascuna tipologia di materiale preso in esame.  Tavolo da pranzo in vetroceramica Se amate la praticità estrema e volete essere sicuri di ottenere in un unico prodotto efficienza, funzionalità ed estetica, allora la scelta verso un tavolo da pranzo in vetroceramica è quasi obbligata. Si tratta di un materiale composito che unisce uno strato di ceramica superficiale ad uno strato inferiore in cristallo (o vetro) che associa le peculiarità di entrambi, producendo un piano oltremodo forte e solido. L’oggetto prodotto richiede una semplice manutenzione. E’ immediato da pulire, non teme grassi, liquidi o calore ed è antigraffio. E’ possibile scegliere la forma che più si addice alle varie esigenze e in proposte ovali o rotonde trova ancor più riconoscimenti dato il poco utilizzo delle geometrie curvilinee rispetto a quelle lineari. Disponibile in molti colori un tavolo in vetroceramica bianco risulta sempre essere la soluzione più amata per il suo impatto estetico accurato, etereo e sofisticato. Tavolo da pranzo in cristallo Trasparenza, nitidezza e luminosità vanno di pari passo con la classe e la ricercatezza di un tavolo da pranzo in cristallo. Per chi pensa sia un prodotto superato, difficile da mantenere pulito e oltremodo fragile, sbaglia anche se qualche accortezza è bene che sia ovviamente osservata. Nelle soluzioni odierne un piano in cristallo viene associato a gambe metalliche o di legno, poiché la commistione di materiali, dona maggiore appeal ad un elemento accattivante che garantirà unicità alla vostra sala da pranzo. Le tipologie di cristallo impiegate oggi giorno sono sostanzialmente di quattro diverse tipologie: temprato: garantisce solidità, sicurezza e resistenza e se non sottoposto a urti particolari è di sicuro il vetro più forte tra i quali scegliere; monolitico: offre efficienza, stabilità e presenta costi contenuti rispetto ad altre soluzioni; laminato: assicura ulteriore robustezza poiché è composto da più lastre di vetro con struttura rinforzata; opaco: fornisce una scelta di vari colori tra cui optare poiché il piano è trattato con pigmenti che rendono la superficie traslucida, non permettendo di vedere da una parte all’altra ma consentendo comunque il passaggio della luminosità. Tavolo da pranzo in legno La classicità di un materiale tradizionale trova in un tavolo da pranzo in legno tutta la bellezza e il calore di un prodotto eterno e senza tempo. A seconda dei tagli, delle geometrie, delle grandezze e delle essenze utilizzate per la loro produzione, questi piani propendono più verso uno stile piuttosto che un altro offrendo molteplici soluzioni progettuali e di arredo. Incantevoli al naturale, nella tipica forma rettangolare, con struttura metallica di colore neutro per far risaltare maggiormente la colorazione del legno stesso e assicurare una stabilità perfetta. Ancor più meravigliosi in pezzi unici con linee arrotondate e venature che scandiscono un disegno quasi realizzato su misura, secondo una tendenza che ricorda un gusto retrò. Questi solamente due tra gli innumerevoli esempi di tavolo da pranzo in legno tra i quali vagliare la scelta per arredare un soggiorno ricco di fascino e charme. Tavolo da pranzo in fenix Materiali innovativi e tecnologicamente avanzati hanno preso piede nella produzione di piani per top e per tavoli da pranzo all’avanguardia e oltremodo moderni. Il fenix è uno di questi, scelto principalmente per le sue capacità di avere: ·        una bassa riflessione della luce; ·        una particolare opacità e rigenerazione ai graffi; ·        la capacità di anti impronta e morbidezza al contatto. Sia in soluzioni di continuità con la scelta di piani lavoro di cucine, che in autonomia, questo tavolo da pranzo in fenix rende contemporaneo e attuale qualsiasi ambiente, rappresentando una stimolante sfida da attuare nella propria casa per trovare tutti i complementi e gli accessori d’arredo, che uniti tra di loro e legati da questo materiale rivoluzionario, sapranno indirizzare verso un progetto d’interni inimitabile e sensazionale. Tavolo da pranzo in marmo L’ estrema resistenza agli urti e la lucentezza naturale sono le principali caratteristiche di un tavolo da pranzo in marmo con un piano che è un vero pezzo unico di design capace di trasformane una dining room e diventare l’assoluto protagonista dell‘ intera zona giorno. Questo materiale è oltremodo duraturo nel tempo poiché refrattario a graffi e abrasioni e non necessità di particolari cure se viene costantemente igienizzato. In abbinamento a strutture minimal in metallo o a classici supporti nel medesimo prodotto, riesce ad esaltare sia uno stile estetico più contemporaneo che tradizionale. Come è ben noto le lastre di marmo possono assumere colorazioni, sfumature e venature differenti a seconda di come si è formata la sua struttura. Si passa dal bianco, al crema, al rosa, al grigio. Senza poi contare il verde o il nero che possono caratterizzare molti progetti d’interni con toni molto forti e incisivi ma indubbiamente scenografici. Per questo motivo è un materiale che trova eccellenti consensi nei molteplici utilizzi che se ne fa nell’interior decor: dai piani per le cucine, ai rivestimenti degli ingressi, ai sanitari del bagno, ma mai così tanti come in un oggetto di pregio e tanto bello alla vista come un elegante e signorile tavolo da pranzo in marmo intramontabile e sempre in voga.
Lavanderia: come realizzare uno spazio funzionale
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Realizzare una lavanderia con spazio dedicato all’interno del bagno o progettare una stanza completamente adibita a questa funzione è un po' il sogno di ciascuna padrona di casa. Non ha importanza avere una grande metratura, si possono pensare zone per laundrette casalinghe anche limitate ma davvero efficienti e pratiche, dove ciascun elemento viene inserito per un preciso scopo e utile per agevolare un gran numero di mansioni a volte faticose e noiose. Inoltre, soluzioni tecnologiche ed innovative di design, faranno diventare un luogo semplice e dedicato al lavoro, una zona ricercata ed esteticamente accattivante dove il connubio tra operosità e bellezza raggiungerà il livello massimo. Soluzioni su misura, arredi coordinati e mobili accostati apparentemente per caso, saranno il vostro punto di partenza per equipaggiare al meglio una lavanderia fornita nei minimi dettagli e di tendenza. Sfrutta mobili in altezza per recuperare spazio Quando i metri a disposizione sono esigui ma le altezze lo consentono, è assolutamente fattibile sfruttare mobili sino al soffitto per ottimizzare ciascun centimetro accessibile, dove poter riporre detersivi, mollette e qualsiasi tipologia di accessorio indispensabile in una lavanderia di casa. In molte situazioni questi scompartimenti vengono impiegati per i cambi di biancheria e vestiti, riposti nelle parti alte e da riutilizzare con l’arrivo delle stagioni consone. Queste piccole pareti attrezzate, possono essere progettate secondo varie modalità a seconda dei moduli prescelti e degli elettrodomestici che si vogliono inserire. Servirsi di lavatrici e asciugatrici disposte l’una sull’altra può aiutare a recuperare spazio e consente di poter aggiungere cassetti, antine e appendiabiti capaci e versatili e dove tutto risulta maggiormente ordinato e organizzato. In altri casi, per chi ama invece soluzioni a giorno, è assolutamente possibile inserire delle colonne chiuse e scaffalature differenti per ogni tipo di oggetto. Considera l’utilizzo di un lavatoio Un elemento che fa davvero la differenza e che caratterizza una lavanderia in casa, è il tradizionale lavatoio, piccolo o grande che sia e che offre la possibilità di non dover più attrezzarsi con contenitori vari o vasche da bagno per smacchiare, strofinare, candeggiare, sciacquare o detergere indumenti, coperte e quant’altro. E’ un elemento che le nostre nonne quotidianamente adoperavano e che oggi è ritornato in auge perché molto efficiente e valido per le innumerevoli operazioni che devono essere compiute nelle fasi di igienizzazione dei tessuti. Esistono molte soluzioni che spaziano dalle forme classiche di lavabi in ceramica bianca, accolti a sporgenza in mobili capienti e con piano di lavoro attiguo. Oppure moderni e di recente design, che in una lavanderia contemporanea divengono in realtà veri e propri lavandini incassati in arredi lineari con sportelli e scaffali a vista, comodi e capienti. Usa asciugatrice e lavatrice o unico elettrodomestico combinato L’elettrodomestico indispensabile all’interno di una lavanderia è naturalmente la lavatrice che viene immediatamente seguita dall’ inserimento di una asciugatrice, ottima alleata per minimizzare le tempistiche di panni stesi ovunque e umidità poco desiderata in casa. Oltre a questi principali, troviamo spesso assi e ferri da stiro se lo spazio è sufficiente per contenere ogni elemento sempre attivo e pronto all’uso, così come altri oggetti più contenuti, stendi biancheria con sali scendi o con supporti elettrici ventilati e ionizzati per agevolare tutte le operazioni relative al fare il bucato. Questi ultimi trovano collocazione in esigue e minime porzioni di una stanza adibita a lavanderia o in qualsiasi ripostiglio della casa. Ma come comportarsi con asciugatrice e lavatrice o con un unico elettrodomestico combinato? In mancanza di spazio la soluzione combinata è la risposta ad ogni problema. Nell’inserire una lavasciuga nella lavanderia di casa, bisogna tuttavia soffermarsi su alcune valutazioni come la classe energetica, l’utilizzo di una pompa di calore o a condensazione per il funzionamento, i programmi per lavaggi e asciugatura e la conformazione degli oblò e dei cestelli (singoli o doppi). Se invece la metratura non manca è fattibile gestire due unità separate disposte in modo allineato con carica dall’altro o dal basso o eventualmente in colonne, una sopra l’altra, ad altezze consone per gestire la carica esclusivamente per mezzo di oblò. Prevedi degli accessori per contenere Come in ogni lavanderia che si rispetti gli accessori per contenere non devono mancare. Cesti e porta biancheria sono fondamentali per dividere i panni e oggi giorno se ne trovano sul mercato di svariate forme, colori, dimensioni e prodotte in materiali differenti. Molti sono pensati con imbottiture interne sfoderabili e davvero pratiche per essere lavate o sostituite in caso di usura. Ne esistono alcuni modelli che risultano essere dei veri e propri oggetti di design e che diventano a pieno titolo dei complementi d’arredo che integrano in maniera chic, trendy e alla moda la lavanderia stessa. Altri contenitori sono poi utili e impiegati per ospitare detersivi, spugne, smacchiatori e spazzole. Quelli in rattan o in vimini sono molto apprezzati, così come quelli in legno naturale o bianco che richiamano uno stile neutro e scandinavo e che sanno donare carattere, in termini di delicatezza e accuratezza, ad un ambiente a volte sottovalutato e reso poco attraente per le funzioni a cui deve adempiere. Usa mensole per appoggiare Avere invece la possibilità di utilizzare porzioni di parete adatte e che riescano ad ospitare ulteriori ripiani d’appoggio per agevolare il comfort e l’organizzazione dei vari elementi presenti nella vostra lavanderia, è un eccellente modalità per sfruttare al meglio l’area circostante e caratterizzarla non solo in modo originale ma anche efficace e operativo. Grandi o piccole che siano, lineari o sfalsate, le mensole per appoggiare trovano una collocazione ideale e favorevole, su una porzione di muro che non sarebbe magari stata altrimenti considerata. Tono su tono o a contrasto sia nella colorazione che nel materiale, risultano un elemento aggiuntivo e unico particolarmente apprezzato perché anche facilmente removibile o sostituibile con altro oggetto. Diventano una soluzione risolutiva e indicata per ricavare ulteriore spazio e connotarlo in modo pittoresco ed espressivo.
8 modi per illuminare il soggiorno
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Come illuminare il soggiorno di casa Per avere ambienti di vita piacevoli e confortevoli è importante curare non solo l’arredamento ma anche l’illuminazione dello spazio. Questa è infatti una componente molto importante nella generazione dell'atmosfera complessiva di una stanza in cui si trascorre molto tempo, così come avviene con il soggiorno della propria casa.  Pensare all’illuminazione del soggiorno prevede uno sforzo per immaginare le diverse situazioni e le necessità di ognuna di esse, ottenendo così un sistema articolato che permette di avere diversi effetti di luce a seconda delle esigenze del momento. Affinché sia possibile procedere ad un'illuminazione per zone è utile sapere fin dall'inizio come sarà arredato l’ambiente, così da poter realizzare aree distinte anche dal punto di vista della luce. Sarà dunque necessario installare delle sorgenti luminose in diversi punti, ognuna di queste con specifiche caratteristiche idonee all’uso per cui sono preposte.  Inoltre, bisogna sempre ricordare quanto la differente temperatura di luce delle lampade produce effetti secondari, ed l’influisce sulla corretta visione dei colori ma soprattutto può avere ripercussioni sul benessere delle persone. Poiché si tratta di un ambiente di soggiorno è preferibile installare lampade a luce calda che rendono l’atmosfera accogliente. Luci fredde sono da preferire in luoghi di lavoro o ovunque ci sia bisogno di un’illuminazione perfetta, mentre in una stanza di questo genere, dedicata al relax, potrebbero causare disagio proprio perché eccessivamente stimolanti.  Questi aspetti funzionali di primaria importanza spesso passano in secondo piano rispetto al fattore estetico, poiché le lampade hanno anche un forte impatto decorativo, anche quando sono spente. Per essere pienamente soddisfatti è dunque importante individuare prodotti che riescano a conciliare entrambe le necessità. Luci d’ambiente a sospensione Indipendentemente dallo stile classico o moderno, le lampade a sospensione sono un elemento molto suggestivo per l’illuminazione del soggiorno. Sofisticati chandelier sono indicati per salotti eleganti e glamour mentre lampade minimal o creazioni dal design accattivante si addicono ad ambienti in stile moderno. Ogni lampadario contribuisce nel determinare lo stile del soggiorno con la sua personalità essendo un elemento di spicco all’interno della stanza. I lampadari installati a centro stanza forniscono quella che si definisce un'illuminazione d’ambiente, che permette di rischiarare la stanza con una luce diffusa ed uniforme.  Questa tipologia di lampade che pendono dal soffitto possono essere utilizzate anche come luci puntuali, ad esempio quando vengono posizionate su un tavolo da pranzo. Tuttavia ricorrere a questa come unica soluzione luminosa per il salotto può non essere sufficiente, soprattutto per un ambiente ampio ed articolato, in cui si svolgono diverse attività. Illuminare con le piantane Le piantane o lampade da terra producono una luce diffusa localmente. Sono ideali dunque per illuminare una zona limitata, ad esempio si possono porre accanto al divano o ad una poltrona per avere una luce localizzata oppure per illuminare un angolo. Una piantana contribuisce a creare un angolo intimo e se dotata di paralume emette una luce filtrata che non disturba l'occhio. Uno dei vantaggi di questo genere di lampade è la possibilità di utilizzarle ovunque sia necessario, non essendo fisse infatti il loro utilizzo all’interno del soggiorno è molto libero. Le piantane sono una buona soluzione anche quando non è possibile installare una lampada a sospensione per assenza di un collegamento diretto alla rete elettrica a soffitto. Luci da terra orientabili Una particolare tipologia di lampade a piantana sono quelle provviste di braccio orientabile. La particolarità di questi modelli regolabili è la direzionabilità della luce verso il punto desiderato. Con modelli di questa categoria di lampade si riescono ad illuminare zone a diverse altezze e coprire anche grandi distanze, in funzione della lunghezza del braccio. Sono lampade ideali per la lettura proprio per la flessibilità di movimento e per il comfort visivo offerto. Applique per illuminare il soggiorno Le applique sono sono una soluzione molto elegante e dal minimo ingombro, da utilizzare per illuminare il salotto in vari modi. Ad esempio, quando si desidera avere un punto luce mirato su un oggetto oppure su un tavolino da salotto, le applique sono la soluzione ideale per lasciare libero il piano. Prima di installarle bisogna pensare bene alla posizione da assegnare a queste sorgenti luminose trattandosi di lampade fisse a parete. In mancanza della predisposizione elettrica nel punto in cui si vuole installare un'applique si può ricorrere a modelli dotati di spina, basterà fissarle al muro e collegare alla presa. Illuminazione dal controsoffitto Se all’interno del salotto è prevista la presenza di un controsoffitto si potrà intervenire creando interessanti effetti di luce. Questo elemento architettonico permette infatti di nascondere alla vista le sorgenti luminose lasciando vedere soltanto la luce prodotta. Realizzando dei livelli sfalsati in cui inserire i corpi illuminanti si produrrà una luce decorativa che valorizza il controsoffitto stesso, enfatizzando i tagli ed i diversi livelli realizzati.  Se le luci nel controsoffitto sono distribuite in tutto l’ambiente possono fungere da illuminazione generale della soggiorno.  Faretti incassati Un altro modo per inserire l’illuminazione nel controsoffitto è l'installazione di lampade ad incasso. Si tratta di spot luminosi che producono un fascio di luce da utilizzare per enfatizzare un particolare architettonico del soggiorno oppure focalizzare l’attenzione su un particolare elemento d’arredo.  I faretti incassati sono generalmente fissi e producono un fascio di luce verso il basso, ma ci sono anche modelli orientabili che consentono di indirizzare la luce verso altre direzioni. Faretti orientabili I faretti orientabili possono essere installati ad incasso nel controsoffitto oppure possono essere a vista. Nel caso di faretti orientabili esterni l’installazione può avvenire anche in assenza di controsoffitti, poiché la lampada è totalmente a vista. Inoltre questo tipo di luci possono essere installate su binario che consente di avere ulteriore mobilità oppure possono essere indipendenti. Sono luci direzionabili a cui fare affidamento anche per enfatizzare un elemento decorativo come un quadro oppure per mettere in risalto una scultura.  Luci per il soggiorno: task lighting Per illuminare una precisa area del salotto si possono utilizzare le cosiddette task lighting, ovvero delle lampade da utilizzare per compiere un compito specifico. Queste possono quindi essere accese soltanto nel momento in cui è necessario svolgere un’azione, focalizzandole nel punto in cui si svolge il compito. Per questo utilizzo è preferibile utilizzare lampade orientabili e regolabili nell’intensità attraverso un sistema dimmerabile, prediligendo temperature di colore neutre così da non alterare i colori e allo stesso tempo non affaticare la vista.
Tipologie di divani utili da considerare
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Tutti lo sappiamo, il protagonista assoluto di una zona giorno è il divano, piccolo o grande, colorato o monocromatico è il complemento d’arredo per antonomasia che caratterizza un soggiorno all’interno delle nostre abitazioni. La domanda che ognuno di noi si pone è sempre la stessa quando si vuole rinnovare uno spazio o lo si sta progettando dal nuovo: verso quale soluzione di arredo divano propendere per ottimizzare le necessità senza trascurare il look o uno stile tanto amato? Nulla di più semplice. Partire dalle dimensioni della stanza da arredare è ciò che ciascuno dovrebbe valutare come prima cosa anche se non sempre grandezza del living e metratura del divano vanno di pari passo. In molte soluzioni progettuali, infatti, si trovano contenuti angoli lettura con comode sedute connotate dalla discrezione delle misure, mentre in piccoli appartamenti è possibile osservare soggiorni dove lo spazio è completamente rapito da morbidi divani che occupano quasi nella totalità, l’area della zona giorno a loro dedicata. Proposte estreme e tante idee che suggeriscono svariate ipotesi di arredo. Ma per rispondere effettivamente a ciascuna esigenza e richiesta è bene analizzare insieme alcune tra le tipologie di divani utili da considerare e che potranno ispirare il vostro progetto di interior design. Divano ad angolo per ottimizzare gli spazi Una tipologia di divano sempre apprezzata è quella ad angolo, poiché rappresenta un elemento che si adopera per risolvere e ottimizzare gli spazi con diverse possibilità. L’idea più ovvia è quella di posizionarlo a ridosso di una parete per assicurare maggiore libertà di movimento nella parte antistante e delineare una netta demarcazione delle differenti funzioni all’interno di un living open space. In verità, se la disposizione degli altri componenti e delle superfici trasparenti lo permettono, pensare a collocazioni diverse può essere un buon modo per vivacizzare e personalizzare maggiormente una zona giorno di ogni stile e tendenza. Collocarlo a centro stanza è ottimale per far dialogare le aree di un’intera abitazione che si dispongono in modo coerente attorno ad un punto essenziale da cui parte tutto l’arredo circostante. In alternativa lo si può utilizzare come vero e proprio divisorio, quando gli ambienti sono ampi e caratterizzati da più funzioni che si vogliono idealmente separare ma senza inserire tramezzi o mobili che sottrarrebbero luce naturale ad ogni singolo spazio. Divano lineare piccolo ma utile Altro modello sempre in voga è il divano lineare. Il capostipite delle sedute imbottite che piccolo ma utile, può definire molte progettazioni in modo sorprendente e accattivante. In realtà il mercato odierno offre prodotti in linea anche di notevoli dimensioni, a tre posti e molto profondi. Risulta tuttavia una proposta piuttosto vincolante poiché l’aspetto estetico che ne deriva è quello di un blocco geometrico statico, che lascia poco spazio ad altri complementi. Nelle soluzioni in versione ridotta è invece un validissimo aiuto sia in spazi esigui che immensi e particolarmente adatto per raggiungere la massima efficienza senza dover rinunciare all’acquisto di un bel divanetto trendy e alla moda. E’ particolare e originale il suo impiego in ambienti luminosi e capienti pur mantenendo l’elegante discrezione di un salottino ricercato e di pregio. Divano componibile: versatile e multiforme Per chi ama cambiare e modificare periodicamente l’aspetto del proprio soggiorno, un divano componibile, versatile e multiforme, è l’idea geniale da applicare per ottenere un look sempre nuovo e all’ultimo grido. I modelli disponibili per questo scopo sono davvero tanti, e trasformabili in sedute singole, a due o a tre, orientabili in varie direzioni e modulari a seconda delle esigenze. Disposti in linea, ad angolo o frontalmente riescono ad essere ampiamente flessibili e possono davvero adattarsi a ogni tipologia di ambiente, stile e colore mantenendo una funzionalità estrema. Liberare la propria creatività per poter personalizzare un living secondo gusti che cambiano o per dare nuove destinazioni d’uso agli spazi, è ciò che caratterizza un divano componibile contemporaneo assolutamente da sperimentare. Divano con penisola e isola per valorizzare il soggiorno Un divano con penisola è la versione più comoda e ancor più confortevole di un modello lineare dove una sorta di prolunga, che ricorda quasi una chaise longue, è incorporata alla seduta in modo ricercato e proporzionato e può essere inserita sia su un lato che sull’altro a seconda delle necessità e di dove lo spazio lo consente. In linea generale sono gli esemplari moderni e tecnologicamente innovativi a essere dotati di questo supporto, che nella maggior parte dei casi viene associato anche a poggiatesta estraibili e a schienali reclinabili. Se si desidera invece ottenere lo stesso comfort ma senza avere il vincolo di una appendice fissa, ecco che il blocco isola aiuta a mantenere la stessa finalità e scopo con l’oculatezza di poter essere spostata o soprattutto eliminata quando non la si desidera più utilizzare. In verità risulta molto apprezzata perché elastica e duttile nel suo impiego. Oltre ad essere un pratico poggia piedi, diventa contenitore per vari oggetti e accessori tessili come coperte e plaid, nonché un simpatico appoggio o valido tavolino da caffè. In questa soluzione, anche divani dalle linee più morbide e in qualche modo tradizionali trovano largo mercato e sono tra i più gettonati in progettazioni di ambienti chic e raffinati. Divano con doppia seduta: pratico e funzionale in soggiorno Un’innovazione nell’ambito dell’interior design degli ultimi tempi è quella del divano con doppia seduta, davvero pratico e funzionale in soggiorno, se molto capiente, e quando si pensa di volerlo utilizzare da un lato come vero e proprio elemento da salotto per rilassarsi e godere della giusta tranquillità in casa e dall’altro magari come complemento d’arredo più sbrigativo, tipico di un divano posizionato nella zona cucina. Questa tipologia di divano ha una struttura doppia imbottita con uno schienale in comune che presenta differenti modalità di impiego. Può essere continuativo per tutta la linea di demarcazione, interrotto a tratti e all’occorrenza essere reclinato per assumere una completa posizione orizzontale. Non necessariamente le lunghezze dei due lati del divano in un’unica zona giorno devono essere uguali, anzi solitamente una delle due parti è leggermente più corta per dare maggiore movimento a un oggetto particolare e adattabile.
Sedie diverse per il tavolo da pranzo
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Arredare il tavolo da pranzo con i tradizionali set di sedie acquistati in blocco, tutte uguali tra di loro, non dona niente di particolare alla zona giorno della propria casa. Giocare invece con combinazioni personali di sedute diverse tra di loro è un modo efficace per dare un po’ di vivacità e rendere la propria casa unica. Sedie che si differenziano per colori, materiali, forme o stile, disposte attorno allo stesso tavolo non sono qualcosa di insolito e sono sempre più comuni sia nelle case che in locali come bar e ristoranti. Questa idea di arredamento si addice ad ogni stile di interni, anche a quelli più eleganti e sofisticati. Tutto dipende dalle sedie che si utilizzano e da come si rapportano l’una con l’altra, ma anche con il tavolo e con l’ambiente in cui si inseriscono.  Gli abbinamenti tra sedie diverse che vediamo sulle riviste o nei blog di arredamento ed interior design possono sembrare totalmente casuali ma in realtà dietro ad una buona riuscita ci sono delle logiche ben studiate per dare un effetto perfetto.  Trovare un filo conduttore per la propria composizione di sedie aiuta infatti a creare una buona varietà, equilibrata ed armoniosa nell’insieme anche in rapporto ad altri elementi d’arredo presenti nello stesso ambiente. Si possono selezionare ad esempio sedie di diversi modelli accomunate dal colore, oppure sedie uguali ma di colore diverso oppure si può decidere di creare un mix che apparentemente non segue una regola ben precisa ma che si basa su un certo tipo di stile che si desidera ottenere. Tavolo da pranzo denotato di eclettismo e particolarità Quando per la sala da pranzo si vuole evitare l’aspetto freddo e formale in favore di un ambiente dallo spirito eclettico, utilizzare diversi modelli di sedie è la soluzione ideale. Una strategia vincente può essere quella di scegliere sedie di design, selezionando dei pezzi che, pur non avendo niente in comune dal punto di vista stilistico creano un buon connubio. Si possono includere anche elementi caratterizzati da colori forti e forme eccentriche che danno un effetto scultoreo se affiancati ad altri dal design più sobrio. Sedie connotate da uno stile molto deciso, fatte di materiali e colori diversi tra loro e che messe insieme danno vita ad un insieme variegato e particolare. Infine, per non creare uno sgradevole effetto kitsch quando il carattere delle sedie è particolarmente marcato, il tavolo dovrà essere invece caratterizzato da linee essenziali così da ristabilire l’equilibrio. Tavolo da pranzo con sedie di uguale design ma diverso colore Un altro modo per ottenere un tavolo da pranzo mai banale consiste nell’accostare sedie dello stesso tipo ma declinate in diversi colori. Questa opzione è adatta a chi non se la sente di rischiare troppo, perché la differenza sarà poco vistosa ma le variazioni cromatiche apporteranno un po’ di brio. Per ottenere un buon effetto sarà preferibile scegliere colori molto diversi piuttosto che tonalità simili. Si possono creare così dei giochi di colore per arricchire di sfumature anche le case più minimaliste.  Tavolo da pranzo con sedie di diverso design ma uguale colore Un filo conduttore inverso rispetto al precedente per le scelta delle sedie da utilizzare per il tavolo da pranzo è la condivisione della medesima sfumatura di colore per tutte le sedie. Se è questo l’unico parametro da rispettare la scelta delle sedie sarà molto libera e si potranno mettere insieme anche stili molto differenti.  A differenza di altre modalità questo monocromatismo dona un effetto di omogeneità per un arredamento molto sofisticato e con un carattere spiccato. La scelta di avere sedie di modelli differenti pur mantenendo un colore omogeneo è la strada giusta quando si hanno sedie che non stanno bene insieme. Per risolvere il problema e dare uniformità si possono dipingere tutte dello stesso colore oppure tappezzare utilizzando lo stesso tessuto. Sarà la scelta della tinta a fare la differenza. Optando per tonalità neutre come il bianco, il grigio o il nero si otterrà un effetto elegante e poco appariscente, mentre se si decide di utilizzare un colore a contrasto con il resto dell’ambiente le sedie diventeranno elemento di spicco. Tavolo da pranzo con sedie diverse per il capotavola Un’ulteriore idea per spezzare la monotonia e dare un tocco originale al tavolo da pranzo è quella di utilizzare modelli di sedie diverse soltanto per i posti a capotavola. Queste sedute daranno una piccola nota di contrasto che rende più briosa la composizione.  Un tavolo rettangolare con tutte le sedie uguali può risultare noioso a causa della ripetizione perciò anche solo un paio di sedie di tipo differente ravvivano l’ambiente. Questo funziona molto bene soprattutto quando nell’arredamento sono già presenti elementi che si richiamano a più stili, ad esempio una combinazione di industriale e scandinavo. L’idea di utilizzare sedie alternative per i capotavola è anche un modo per mettere in evidenza alcuni modelli, giocando proprio sull’effetto dato dalla discordanza di materiali, stili o colori differenti. Inoltre, le sedie diverse essendo in minoranza risultano più evidenti rispetto all’omogeneità delle altre. Questo dona anche una sensazione di maggiore leggerezza a livello visivo se la maggior parte delle sedie sono piuttosto neutre mentre i capotavola spiccano per originalità.  Tavolo da pranzo con sedie di diversi materiali Le sedie utilizzate per il tavolo da pranzo possono anche non avere nulla in comune ma andare comunque d’accordo, in accordo con i principi dell'arredamento mix&match. Per seguire questo trend non ci sono specifiche regole da rispettare se non la combinazione di elementi eterogenei per dare vita ad un insieme armonioso nel complesso. E così sedie in legno, metallo o plastica possono convivere serenamente sotto allo stesso tavolo da pranzo, dove la diversità rappresenta un valore aggiunto. Si può dunque mettere insieme senza esitare l’ultimo modello di design con uno sgabello trovato in un mercatino o con la sedia ereditata dalla nonna ed avere un tavolo da pranzo di tendenza. Scegliendo di realizzare questo genere di arredamento, più i contrasti sono forti più l’effetto risulta riuscito. La sinuosità delle sedie di design nordico affiancate alla durezza di sedute caratterizzate da forme geometriche, così come il calore delle sedie tradizionali in legno accostato alla freddezza di pezzi vintage in metallo danno un carattere molto deciso all’ambiente in cui vengono inserite. Un finto disordine che crea un’atmosfera piena di stile, accogliente e spontanea, in sintonia con lo spirito delle grandi tavolate.
Open space, soggiorno con cucina o ambienti separati?
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Quando ci si trova ad affrontare dei lavori che interessano il rifacimento della zona giorno, uno dei dubbi che può sollevare il progetto di interior design, è dato dalla suddivisione degli spazi del living e della cucina. La moda che negli ultimi anni ha dettato le regole, è stata quella di realizzare degli open space che comprendano sia l'area cucina sia il soggiorno in un unico locale. Tra i vantaggi principali di un open space ci sono quelli spaziali e di luminosità: si sfrutta un unico volume per due funzionalità e si determina la maggiore circolazione di aria e luce nei locali, rendendoli più vivibili e confortevoli; una soluzione utile specialmente nei piccoli appartamenti. La zona giorno intesa come una fusione di cucina e soggiorno è ormai entrata nello stile di vita di molti italiani, o almeno nei desideri. Sopratutto per chi ama socializzare con gli ospiti, oppure condividere al massimo la zona giorno nella quotidianità. Ma è sempre un'idea valida? Guardando all'alternativa della classica divisione, è pur vero che l'open space può sembrare una tendenza ormai “inflazionata”. Inoltre, non consente il massimo della privacy, e i vantaggi a livello di vivibilità di ogni ambiente. In cucina odori del cibo e rumori degli elettrodomestici possono essere fastidiosi per chi desidera una zona living rilassante; inoltre, fornelli e credenze potrebbero essere in disordine quando si ricevono degli ospiti che, in un soggiorno diviso non se ne accorgerebbero. Vediamo qualche soluzione per collegare i due spazi, rispettando le diverse esigenze. Idee per un open space Per mettere in comunicazione cucina e soggiorno, l'interior designer può definire con successo una frammentazione dello spazio tramite diverse soluzioni. Le idee comprendono la suddivisione “fluida” tramite mobili separatori, isole della cucina, salotti; oppure serramenti interni come doppie porte scorrevoli, e persino divisori trasparenti per ampliare la percezione delle dimensioni interne. In altri casi, tramezzi o pareti in cartongesso creano distinzioni di volumi più definite, coinvolgendo lavorazioni più complesse negli interni. In ogni progetto, comunque, è sempre importante determinare dove si trovano gli erogatori di acqua e gas nelle posizioni iniziali, per procedere alla rimozione delle mura oppure alla creazione di un angolo cucina nell'open space. Soggiorno e cucina separati da porzioni di tramezzi Lontani dai sistemi modulari a parete, i tramezzi rappresentano la modalità di divisione più classica rispetto a questi due ambienti. Cucina e living rimarranno uniti nel vano unico, ma parzialmente distinti grazie a porzioni di tramezzi che possono posizionarsi in diverse modalità, ad esempio creando maggiore privacy per le zone di lavoro della cucina, con un effetto visivo di scissione più determinato; oppure semplicemente definendo le due spazialità attraverso un perimetro, nel caso ad esempio di tramezze basse; o attraverso una parete centrale che permette i passaggi lateralmente e suddividendo ancor di più i due ambienti sul profilo visivo. Si può ricorrere al cartongesso per creare una porzione di parete divisoria: per una soluzione facile e di veloce realizzazione, mentre si potrà ricorrere ad una muratura tradizionale nel caso in cui tali tramezzature si debbano prestare a particolari ancoraggi del mobilio. Per chi vuole definire un progetto di open space con la realizzazione di porzioni di tramezzature, se in alcuni casi basterà realizzare dei lavori di abbattimento di porzioni di murature esistenti, nel caso questi ambienti fossero tra loro adiacenti, in altri casi sarà necessario un intervento ben progettato anche in funzione degli arredi. Naturalmente, per entrambi i casi, questo tipo di intervento è assoggettato alla presentazione di una pratica al comune (Cila). Mobili divisori per soggiorno e cucina indipendenti In questo tipo di risoluzione del dilemma tra open space e ambienti separati, le strutture di arredo stesso segnano i due spazi. Si possono dividere le stanze con mobili semi-aperti per esempio con librerie o mobili bifacciali che lasciano passare la luce, e creano anche degli effetti scenografici in un ipotetico ingresso alla zona living. Per una divisione maggiore, possono essere utilizzati i mobili stessi della cucina relativi a pensili sospesi e credenze, con sistemi che lasciano nel centro la visibilità verso il soggiorno. La divisione tramite mobili, ovviamente, dovrà considerare gli ingombri dell'open space e l'elemento-chiave della luce se la finestra è unica. Da tempo nelle tendenze di home decor, come arredi per la suddivisione vengono utilizzati dei pannelli separatori in legno o altri materiali, che cambiano lo scenario in base alle esigenze. Un'alternativa alla classica parete oppure al mobile divisorio, che scinde gli spazi con eleganza. Soggiorno comunicante con cucina attraverso porte scorrevoli In un progetto di cucina aperta con il soggiorno adiacente, spesso la zona giorno viene resa abitabile in modo pratico tramite un sistema di porta scorrevole. Questa soluzione “mobile” per la continua possibilità di apertura / chiusura, viene affidata alle porte che fanno slittare le ante mobili centrali su quelle fisse laterali, in modo agevole. Questi ingressi consentono una comoda circolazione tra i due ambienti, e avvantaggiano la casa nel risparmio di spazio. Nei piccoli appartamenti, infatti, una porta scorrevole a scomparsa consente tra i locali il passaggio di luce e aria, senza ingombrare con il battente della porta aperto. La porta scorrevole è una barriera che può essere chiusa nei momenti in cui per gli ospiti è ideale avere più di privacy, mentre può rimanere aperta ampliando gli spazi e mettendoli in comunicazione. Divisori trasparenti per separare un open space Tra i sistemi di separazione tra cucina e living più diffusi ed economici, sono richiesti i divisori trasparenti oppure semi-trasparenti. Questi separatori sono formati in genere da pareti di vetro con pannelli fissi (in alcuni casi anche scorrevoli o mobili), in un gioco di suddivisione che, in realtà, crea continuità tra gli ambienti a livello visivo. Sono tanti i sistemi modulari proposti da architetti e designer d'interni; vengono concepiti con profili di alluminio o metallo, e ante di materiali trasparenti come il cristallo, oppure in vetro satinato, decorato, con sfumature colorate o riflettente. Tali sistemi vengono realizzati su misura da artigiani professionisti e pertanto possono essere personalizzati secondo specifiche esigenze. Per chi sceglie il design minimalista, i sistemi mobili con divisori “tutto vetro” dotati di profili minimi, creano non solo vantaggi a livello di luminosità ma anche effetti di ricercatezza nello stile dell'open space.
Rinnovare il soggiorno: rivestimenti originali per le pareti
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Rinnovare il soggiorno della propria abitazione non significa necessariamente ritinteggiare o sostituire arredi e accessori, come avviene nella maggior parte delle progettazioni di questo genere. Per donare un nuovo look ad un ambiente così importante, è possibile anche giocare semplicemente su soluzioni creative materiche con rivestimenti originali per le pareti. E’ sufficiente optare per un elemento che piace in larga misura o che si abbinerà meglio con il mobilio esistente e valutare se creare un piccolo inserto in una nicchia, o valorizzare una sporgenza in rilievo, o ancora osare per rivestire un’intera parete e donare maggiormente carattere ad un soggiorno che risulterà realmente personalizzato. Ecco alcune scelte tra le migliori proposte progettuali di cinque materiali che hanno notevoli connotati e peculiarità e che sapranno coniugare tutte le esigenze relative al rinnovo originale di un soggiorno con creative pareti materiche. Pareti in legno: voglia di calore in soggiorno Per riscaldare un ambiente e in modo particolare un soggiorno, che per antonomasia deve essere ospitale, conviviale e confortevole, non vi è nulla di più indicato che il legno. Ma non impiegato nel modo tradizionale su pavimentazioni in parquet o negli arredi, bensì in una soluzione creativa per rinnovare il soggiorno con rivestimenti originali per le pareti. A seconda del colore che gli si attribuisce è possibile indirizzare la scelta stilistica verso progetti più tradizionali o più innovativi. Il bianco è sinonimo di luminosità e solo immaginando delle tavole che rivestono le pareti in legno di un soggiorno, la nostra mente va immediatamente a richiamare un ambiente country chic tipicamente scandinavo. Se al contrario pensiamo a perline orizzontali, tinteggiate in nero o grigio antracite, ecco che le pareti in legno, trasformano un soggiorno in un tipico spazio cittadino dove innovazioni e tecnologia fanno da padroni. Pareti in pietra per un soggiorno stile chalet Un materiale che invece richiama immediatamente l’idea di una baita di montagna è sicuramente la pietra, utilizzata in differenti modalità ma peculiare dove viene collocato il camino all’interno della zona giorno. Una scelta stilistica rustica per una soluzione creativa, che se trasportata e progettata in abitazioni contemporanee rende queste pareti in pietra per un soggiorno, il punto focale dell’ambiente in cui sono inserite, facendo trasparire un richiamo allo stile chalet ma rivisitato in chiave moderna. Una parete in pietra che diviene un elemento leggero all’interno di un soggiorno, perché contornato da complementi e arredi lineari e ariosi, ma che al contempo si impone con grandiosità e solidità nella progettazione della sua struttura. Impeccabile poi se viene applicata per intero sulle pareti di un soggiorno. Le pareti in pietra sono un’idea esemplare per coloro che vogliono ricreare un’atmosfera intima e raffinata per ambienti accoglienti e con un grande charme. Pareti con mattoni a vista per un soggiorno di stile Il mattone a vista è un classico intramontabile all’interno di abitazioni di ogni genere e dimensione. Il suo fascino è innegabilmente senza tempo ed è perfetto per progettare soluzioni creative materiche per le pareti di un soggiorno di casa. Impiegato in maniera differente, lasciandolo del suo colore naturale o dipingendolo solitamente in bianco, crea ispirazioni versatili per ambienti più tipicamente tradizionali o per altri più mondani. Tra le molteplici tipologie di impiego, possiamo sottolineare quelle tendenze che hanno portato in auge uno stile vintage dove il concetto di vissuto viene nuovamente apprezzato. Le pareti con mattoni a vista di questo tipo sono quelle che richiamano un soggiorno, all’interno di abitazioni ricavate in ex stabilimenti industriali o commerciali dismessi (i loft). Per soluzioni più delicate, luminose, e dal gusto leggermente nordico, ecco che le pareti con mattoni a vista in bianco spopolano in progetti contemporanei ma con richiami al passato. Ambienti affabili e a volte vaporosi per gli abbinamenti di tutte le nuance del colore puro per eccellenza, che trovano approvazione quando si tratta di rinnovare con un mood fresco e gradevole un soggiorno. Pareti in cemento per un soggiorno contemporaneo Rivestimenti originali per rinnovare le pareti di un soggiorno? Il cemento è la risposta. Una soluzione materica utilizzata originariamente per scantinati e garage non rifiniti, perché rapida e poco costosa ma rivalutata oggi giorno per donare quel tocco di ricercatezza nelle sue versioni sensazionali che riguardano una progettazione: non lavorata e lasciata al suo stato grezzo; rifinita e resa liscia da un’ottima levigatura; spatolata, con sfumature particolari. In linea generale queste pareti in cemento richiamano uno urban style dal sapore industriale e in un soggiorno contemporaneo, vengono abbinate ad arredi in metallo e complementi in pelle per enfatizzare maggiormente un look cittadino. Attenzione a non confondere le pareti in cemento autentiche con quelle dove il rivestimento viene riproposto simulandone l’effetto. Molte pitture o carte da parati richiamano l’idea di questo materiale ma è di sicuro meno convincente e accattivante se lo scopo è proprio quello di utilizzare un prodotto materico che anche al tatto dia le sensazioni caratteristiche dell’elemento scelto. Pareti rivestite in marmo per un effetto di lusso Il marmo è un rivestimento inusuale per le pareti di un soggiorno. Solitamente lo si trova nei paraspruzzi in cucina, nei rivestimenti delle docce e nei bagni in generale per le sue ottime qualità tecniche e capacità performanti. E’ un materiale di pregio, molto resistente e raffinato, anche se per molti è sinonimo di freddezza per i suoi colori di norma tendenti al grigio e per la finitura lucida a cui generalmente siamo abituati. Le pareti rivestite in marmo in un soggiorno, creano in verità un effetto di lusso riscontrabile in ogni progetto realizzato con questa tipologia di approccio. Un appellativo che non vuole indicare opulenza o sfarzo, ma eleganza e raffinatezza senza cadere nel kitsch. Ben si combina con ogni stile e mood di arredamento a cui è associato e scegliendo delle venature con tonalità calde e finiture satinate, sarà incredibile realizzare una soluzione originale e innovativa con lastre di piccole dimensioni, pratiche e creative, per rinnovare velocemente il proprio soggiorno.
Come scegliere le scale a chiocciola per interni
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Una tipologia di scala che ha origine in un lontano passato e viene ideata con l’intento di superare grandi dislivelli occupando dei piccoli spazi in torri e campanili, in cui le classiche scale a rampa non avrebbero mai avuto modo di essere costruite. Ancora oggi le scale a chiocciola, vengono scelte e predisposte all'interno di un’abitazione quando lo scopo è proprio quello di recuperare il maggior spazio possibile avendone già poco a disposizione. Il loro andamento segue un disegno circolare e si snoda intorno ad un asse verticale che funge da perno attraverso cui le scale proseguono attraverso un percorso a elica. Quando invece manca il cosiddetto piantone centrale, le scale a chiocciola divengono la conseguente evoluzione di un nuovo modo di concepire questa tipologia di rampa unica che ruota attorno ad un simbolico occhio vuoto che viene chiamata elicoidale. Se alcuni pensano che le scale a chiocciola siano superate, sbaglia perché si deve in realtà segnalare che in molte progettazioni questa tipologia di salita viene proprio scelta e utilizzata per divenire elemento di spicco all’interno di una casa, tanto da diventarne l’elemento caratterizzante e dal design unico. In molti ingressi, ma ancor più in open space e living, troviamo importanti scale a chiocciola che fungono da punto focale e intorno alle quali si sviluppa la scelta dell’arredo e dei vari complementi e accessori. Quali materiali scegliere per le scale a chiocciola Tra i principali materiali da costruzione delle odierne scale a chiocciola, possiamo citarne alcuni, come il legno, l’acciaio, la ghisa e il vetro. Soluzioni ottimali che rendono versatili gli elementi citati, grazie alla commistione delle varie combinazioni che si possono effettuare tra i vari prodotti. E’ infatti usuale trovare scale a chiocciola con struttura metallica e pedata in legno o in vetro o viceversa strutture e pedate in legno con mancorrenti trasparenti o in acciaio. Da considerare poi le infinite finiture e colorazioni che si possono ottenere dalle varie essenze del legname proposto o dalla possibilità di avere matalli opachi o lucidi, o ancora vetri serigrafati, satinati o completamente cristallini. La ghisa viene impiegata invece nella sua totale purezza, per la particolarità dei disegni dal sapore retrò che le scale a chiocciola di questo tipo già possiedono. Giocare sui colori per creare qualcosa di nuovo può aiutare nella fase progettuale. Da citare anche le scale a chiocciola realizzate in cemento. Opere contemporanee e in qualche modo imponenti che assumono un ruolo da protagoniste all’interno di un ambiente per la loro essenzialità e purezza delle linee scelte. Mancorrente tradizionale o soluzioni di design Un mancorrente tradizionale è composto da barre verticali che costituiscono la ringhiera e che sostengono il tipico corrimano che sale in concomitanza con le scale a chiocciola stesse e di solito il materiale utilizzato è il medesimo di quello della struttura. In alcune soluzioni in metallo, la ringhiera ha la variante di essere costituita da pannelli pieni o semilavorati per chi non ama avere l’effetto di vuoto sui lati. Ma per stupire e rendere maggiormente contemporaneo l’utilizzo delle scale a chiocciola, è consigliabile valutare soluzioni di design che hanno trovato largo impiego nei progetti odierni, e che hanno sovvertito l’idea del classico mancorrente. E’ infatti possibile trovare alzate piene in cemento bianco con gradini sempre in cemento incassati nella struttura che seguono l’andamento della salita, cavi d’acciaio a tutta altezza appesi a soffitto e fissati ad ogni gradino o per i veri puristi l’assenza totale di un mancorrente. Scale a chiocciola: pianta rotonda o quadrata La classica forma delle scale a chiocciola è quella a pianta rotonda dove la lunghezza del diametro ne stabilisce le dimensioni. Si opta per questa tipologia nella maggioranza dei progetti di costruzione o ristrutturazione di una casa e se in tempi passati veniva posizionata in angoli o spazi marginali all’interno di una abitazione, oggi trova larghi consensi se molto ampia e inserita in luoghi centrali per raggiungere soppalchi o piani superiori puntando sulla leggerezza e ariosità. La pianta quadrata invece, non è così usuale quando si pensa a delle scale a chiocciola, ma è un espediente molto utile e indispensabile quando deve essere valutata per poter inserire i gradini all'interno di spazi angolari, se posizionata tra due muri e dovendo occupare fori perfettamente squadrati. L’impiego di scale a chioccola con questa forma viene soppesato per scopi quasi esclusivamente funzionali, ma i differenti materiali odierni e le infinite possibilità di personalizzazione la rendono una validissima alternativa da considerare. Scale a chiocciola: dimensioni minime e ingombri La norma UNI 10804, stabilisce le dimensioni minime che devono possedere le scale a chiocciola e nel dettaglio la normativa predispone che: ·      il passaggio utile sia di almeno 70 cm in contesti privati; ·      il diametro sia di almeno 110/120 cm per le scale a chiocciola a pianta tonda; ·      il diametro sia di almeno 100 cm per le scale a chiocciola a pianta quadra. Per scale a chiocciola di dimensioni superiori non vi sono limiti e ciascun produttore saprà indicare, in un progetto realizzato ad hoc, quali saranno le migliori e maggiormente proporzionate per ciascun ambiente, tenendo anche in considerazione il tipo di materiale scelto per la loro lavorazione. E’ previsto l’inserimento di un mancorrente, tradizionale o di design, ma il suo utilizzo non è vincolante in contesti privati. Quanto costano le scale a chiocciola: progettazione e montaggio I costi per una progettazione e la successiva installazione di scale a chiocciola hanno una variazione che dipende in larga misura dal materiale scelto per la sua costruzione e conseguenti rifiniture. Si può infatti partire dagli 800 euro circa per scale in metallo o legno e arrivare oltre i 3.000 per scale con rivestimenti in resina o materiali pregiati. La forma incide marginalmente sul budget da destinare a questa tipologia di scale mentre le dimensioni possono avere una certa influenza, in special modo se le scelte tendono verso scale a chiocciola di design con diametri e altezze importanti. Per avere un quadro chiarificatore, finalizzato alla propria situazione, è bene farsi consigliare da professionisti del settore, che tramite accurato sopralluogo e corretta pianificazione del progetto, sapranno fornire un preventivo inappuntabile e preciso.
Camini moderni: 7 idee per scegliere quello giusto
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Per chi ama il calore e l’atmosfera che un camino è capace di fornire ad una casa, progettarlo in una nuova abitazione o inserirlo durante una ristrutturazione, è una prassi molto comune al giorno d’oggi, in special modo per i camini moderni dal design particolare e accattivante che diventano all’interno di un ambiente un vero e proprio elemento d’arredo oltre che pratico ed estremamente funzionale. Ma come scegliere il modello corretto di camino moderno che ben si adatti ai nostri interni? Il mercato odierno offre notevoli soluzioni tra cui scegliere e diversificate non solo per forma e linee, ma soprattutto per la loro collocazione all’interno dei vari ambienti. A seconda della loro ubicazione vengono suddivisi in: camini moderni a parete e appoggiati a terra e camini moderni sospesi a parete; camini moderni a centro stanza; camini moderni sospesi; camini moderni bifacciali; camini moderni ad angolo. Vediamo insieme alcune proprietà e requisiti di questi principali modelli. Camini moderni a parete a terra o a parete sospesi: pro e contro I camini moderni a parete presentano tutte le caratteristiche di un camino tradizionale ma con un tocco di design contemporaneo capace di soddisfare le esigenze estetiche di chi lo vuole installare. Sono generalmente composti da una struttura in acciaio che comprende: camera appropriata per la combustione; sistema di tiraggio per l'aria; sistema per lo scarico dei fumi; predisposizione per l’attacco della canna fumaria. Inserito in una parete attrezzata o posizionato in maniera autonoma, centralmente o di lato deve tenere in considerazione alcuni elementi pro e contro il suo utilizzo. Ordine e pulizia, insieme a ingombri e forme contenute fanno propendere per la scelta di questi camini moderni. A favore, soprattutto, l’ottima resa di calore emanata nell'ambiente in cui vengono posizionati, grazie al fatto di prediligere camini moderni chiusi che garantiscono un maggiore comfort con raggiungimento di temperature gradevoli e minime dispersioni rispetto a quelli aperti, con prestazioni e resa superiori all’80%. Per contro, non tutte le pareti sono indicate per ospitare camini moderni. Importante valutare la posizione della canna fumaria, indispensabile per lo scarico dei fumi e sistemata in alcuni punti strategici in casa, pertanto limitante per la scelta della collocazione del camino. Medesima considerazione per le proporzioni che deve avere il camino stesso in relazione alla grandezza della parete in oggetto e alle aperture collocate su di essa o su quelle circostanti. Per i camini moderni a parete ma sospesi sono valide le stesse caratteristiche con l’accortezza di valutare la resistenza della parete ospitante che dovrà essere sufficientemente solida per sostenerne il peso. Camini moderni a centro stanza Destinare una posizione di spicco per i camini moderni a centro stanza è una tendenza molto seguita da chi possiede grandi spazi aperti in casa e vuole inserire un elemento focalizzante attorno al quale ruotano le funzioni e l’arredo all’interno di una abitazione. Possono essere collocati a terra con canna fumaria a vista o sospesi e divengono un vero e proprio prodotto di design da poter ammirare in ogni posizione dell’ambiente in cui vengono installati. Progettati con materiali innovativi e contemporanei hanno la peculiarità di essere funzionali, piacevoli e con un notevole vantaggio. Durante il periodo estivo, grazie alla facilità di montaggio e smontaggio, i camini moderni a centro stanza possono essere disinstallati per poi essere ripristinati all’inizio della stagione più fredda. In questo modo è possibile recuperare maggiore spazio abitabile senza alcun tipo di impedimenti, quando il loro utilizzo non è necessario.   Camini moderni sospesi I vantaggi che presentano i camini moderni sospesi sono davvero molte poiché parliamo di un prodotto inseribile in ogni tipologia di spazio e dimensione ed estremamente versatile. Ciò che li caratterizza favorevolmente sono: l’innovazione e la leggerezza della struttura metallica con cui sono costruiti; la resistenza e la facilità di installazione; la presenza non sempre richiesta della canna fumaria (per le tipologie a gas con catalizzatore e per quelli a bioetanolo); la facoltà di scegliere tra numerosi disegni stilistici e colori; l’efficienza di trasferire in modo uniforme la distribuzione del calore. Per contro le forme avveniristiche e dal design molto originale, non trovano larghi consensi ovunque. Per i più la forma di un camino moderno è quella lineare e minimalista mentre geometrie tondeggianti posizionate in punti nevralgici e particolari, piace molto in grandi saloni su immagini e fotografie ma viene ancora poco considerato nei reali progetti odierni. Camini moderni bifacciali: protagonisti in due ambienti Per godere del calore proveniente da un unico camino in due ambienti attigui o in open space molto grandi, i camini moderni bifacciali rispondono in maniera egregia a tale funzione. Vengono solitamente posizionati in una parete o in una colonna centrali a incasso per usufruire da entrambi i lati della fiamma che uniformemente riscalda le varie zone adiacenti. Il vetro temprato che costituisce la doppia facciata, rende questa tipologia di camino moderno molto elegante contribuendo ad ampliare gli spazi. Inoltre possono avere sia un'apertura singola che doppia.  Camini moderni ad angolo I camini moderni posizionati ad angolo, possono rientrare nella tipologia dei camini a parete se installati in maniera tradizionale nell’incontro di due muri perimetrali. Oppure nella sottocategoria dei camini moderni bifacciali, se collocati in una porzione di muro ad angolo posto tra due ambienti altrimenti inutilizzata. Lo scopo diventa il medesimo, ovvero quello di poter riscaldare più spazi contemporaneamente senza la necessità di avere un sistema di canalizzazione, utilizzando una posizione particolare e appunto difficoltosa da sfruttare diversamente.
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