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Articoli: Bagno

Bagno cieco: ristrutturare in modo intelligente e con stile
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In moltissime abitazioni, sia di nuova concezione che in meno recenti, è usuale trovare delle sistemazioni interne che abbiamo previsto l’inserimento di un bagno cieco, voluto o meno, ma che può diventare un punto di forza in casa, ristrutturandolo in modo intelligente e con stile. Benché la normativa italiana preveda che ciascun ambiente abitabile debba necessariamente essere provvisto di almeno una finestra, viene invece fatta un'eccezione per il bagno della casa, che può esserne sfornito a patto che al suo interno vi siano sistemi tecnologici e meccanici, impiegati per il ricircolo e il ricambio dell’aria. Riprogettare un bagno senza finestre con un design ricercato e che risulti funzionale implica una serie di valutazioni in fase di preparazione del progetto. Innanzitutto vanno definite le dimensioni e la collocazione di tale ambiente di servizio. Quasi sempre questi spazi contenuti, sono la rimanenza di metrature lasciate inutilizzate in casa, riconvertite ad uso di servizio, di solito al piano terra, o come bagni per gli ospiti nella zona notte. Dotati di pochi ma pratici elementi diventano un utilissimo aiuto quando in casa vi è un solo bagno e con qualche piccolo escamotage e ritocco si possono trasformare in luoghi versatili per ospitare anche funzioni differenti, come mini ripostigli. Non tralasciare la parte estetica di un bagno cieco è però fondamentale se si vuole davvero rinnovarne il look, per renderlo un ambiente oltreché efficiente, bello e accogliente. Bagno cieco: valuta i pro e i contro Prima di iniziare una fase concreta di ristrutturazione è necessario esaminare i pro e i contro di un bagno cieco, per valutare l’effettiva fattibilità di iniziare un progetto di rinnovo di tale spazio. Vediamone insieme alcuni. Mantenere un bagno senza finestre offre alcuni vantaggi: l’opportunità di sfruttare al meglio una stanza esistente ma a volte poco considerata o utilizzata come mero sgabuzzino porta tutto; l’utilità di gestire un luogo di servizio a portata di mano dove poter inserire altre mansioni (se la metratura lo consente), come una zona lavanderia; la possibilità di diventare uno spazio privato per una camera da letto padronale e migliorare il quotidiano utilizzo di un unico grande bagno a disposizione di tutta la famiglia; l’effettivo aumento del valore dell’abitazione per la presenza di un secondo bagno, che se ottimizzato e valorizzato non potrà che essere di aiuto in una eventuale e futura vendita. Per quel che riguarda gli svantaggi possiamo invece annoverare: le problematiche relative allo smaltimento di vapori e umidità, e dove anche il più piccolo ristagno di acqua può rivelarsi deleterio per la formazione di muffe e funghi; le difficoltà dovute ad una tipologia di illuminazione artificiale che rispetto ad una naturale pone dei limiti sull’intensità che cambia durante la giornata e sull’angolazione dei raggi del sole che si rifrangono in maniera diversa a seconda di come entrano nel bagno; la mancanza di un sistema di areazione non forzato, che implica una serie di lavori per garantire un corretto inserimento di apparecchiature atte a sopperire a tale funzione. Una volta bilanciati gli aspetti positivi e negativi di un bagno cieco sarà più semplice far propendere la bilancia verso una scelta di ristrutturazione consapevole e adatta per le esigenze di ciascuno caso. Consulta la normativa per un bagno senza finestre Quando ci si appresta a dover ripensare ad un bagno senza finestre, è sicuramente consigliabile consultare in autonomia o sotto supervisione di un professionista, la normativa vigente in tale ambito. Secondo il Decreto ministeriale della Sanità del 5 luglio 1975, un bagno di un’abitazione può essere cieco solamente se questa presenta una metratura limite di 70 mq e un’unica camera da letto. Questo ambiente di servizio dovrà essere inoltre provvisto di un sistema di aspirazione forzata sempre acceso oppure attivabile con interruttore, a seconda della portata dell'impianto installato. Deve comunque assicurare un coefficiente di ricambio dell’aria minimo di 6 volumi/h in espulsione continua oppure di 12 volumi/h se a intermittenza. E’ invece tramite le disposizioni indicate nel Regolamento Edilizio Comunale, che si possono conoscere le dimensioni minime che deve possedere un bagno cieco e che indicativamente ricadono nei 3,5 mq per il primo ambiente di servizio e 2 mq per il secondo. Vi sono tuttavia molteplici varianti e regole a livello di altezze, rivestimenti e disposizioni, che è preferibile ricorrere all’aiuto di un tecnico per evitare sbagli che si ripercuoterebbero nella fase esecutiva dei lavori. Bagno cieco: utilizza colori e finiture chiare A livello di immagine e per farlo sembrare più arioso e spazioso, è indicativamente più consigliato utilizzare colori e finiture chiare in fase di ristrutturazione e relooking. Piastrelle neutre e mobili in materiali naturali sono in grado di ampliare notevolmente l’ambiente, rendendolo bello e accattivante e con un design pulito ed elegante al contempo. Varianti sul tema e personalizzazioni, sono naturalmente fattibili e con qualche azzardo a livello di decoro, il vostro bagno cieco saprà sicuramente stupire e diventare un piccolo gioiellino di casa. Bagno cieco: crea un’illuminazione artificiale ad hoc Come abbiamo già osservato, la mancanza di un’illuminazione naturale non è da sottovalutare in un bagno cieco e la ristrutturazione di tale ambiente dovrà essere perfetta anche dal punto di vista dell’inserimento dei vari punti luce. Ipotizzare il classico lampadario a centro stanza, è riduttivo benché a volte le dimensioni della stanza siano contenute. Creare invece un sistema completo sia verticale che orizzontale, aiuterà a valorizzare ogni zona del bagno se attivata con interruttori a sé stanti, che potranno dare l’opportunità di scegliere come impiegare la luce, a seconda della mansione che si dovranno svolgere. Un’illuminazione proveniente da varie angolazioni, preferibilmente ad intensità calda, sarà ottimale per sottolineare aspetti costruttivi peculiari e complementi d’arredo particolari, garantendo in concomitanza una maggiore ospitalità e accoglienza nell’intero spazio. Utilizza un sistema di aerazione puntuale ed efficace In fase di ristrutturazione di un bagno cieco è fondamentale capire quale sarà il migliore sistema di aerazione da scegliere e che aiuterà a mantenere sano ed efficiente questo ambiente nel corso del tempo. Tre sono gli elementi essenziali da considerare: la metratura del bagno: è indispensabile stabilire le dimensioni del bagno stesso per consentire un ricambio continuo di aria che sarà proporzionale alla grandezza della stanza.  Maggiori sarà l’estensione più elevata dovrà essere la potenza del motore dell’aspiratore; la discrezione e l’estetica dell’aspiratore: se l’intento è quello di rinnovare il look di un bagno cieco è naturale che design e stile non potranno essere messi da parte. Questo implica che anche i modelli di aerazione dovranno essere puntuali ed efficaci ma anche piacevoli a livello visivo; la rumorosità dell’apparecchio: durante la fase di funzionamento è a volte davvero fastidioso sentire il costante cigolio delle ventole appartenenti al sistema aspirante. Considerare i decibel per un bagno cieco non è pertanto un’operazione da sottovalutare. Le varie schede tecniche saranno in grado di soddisfare ogni dubbio e perplessità in merito ad un acquisto ponderato, che sarà naturalmente ottimizzato dall’esperienza e competenza da parte del nostro professionista di fiducia. I costi? L’apparecchiatura di per sé ha pressi relativamente contenuti e che variano in base alla grandezza e al brand. Oltre a ciò vanno tuttavia valutati i lavori di installazione, collegamento all’impianto elettrico e realizzazioni di condutture per il passaggio dei tubi che fanno fuoriuscire l’aria. Un budget che solamente con un preventivo ad hoc è possibile stabilire.
Progettare gli scarichi quando si ristruttura il bagno
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Quando si ristruttura il bagno in maniera integrale, intervenendo quindi anche su tutta la parte impiantistica, bisogna agire senza improvvisare. Vale dunque la pena affidarsi ai migliori professionisti specializzati nella posa di impianti idraulici, in grado di garantire un risultato a regola d'arte. Accorgersi du un malfunzionamento degli impianti a lavori terminati sarebbe un problema serio, con spreco di tempo, investimenti ed energie. Ogni volta che si modifica la distribuzione interna del bagno occorre sempre studiare il nuovo posizionamento dei diversi elementi in modo da assicurare il corretto deflusso delle acque di scarico. Questo lavoro può quindi essere eseguito soltanto da chi conosce molto bene il funzionamento degli impianti e conosce anche quali sono le norme a cui attenersi. Rispetto a quelli di anni fa, gli impianti realizzati oggi si sono evoluti ed impiegano materiali più durevoli e resistenti oltre ad utilizzare tecniche più sofisticate ed al contempo tecniche che semplificano e velocizzano il lavoro. Intervenendo su un immobile datato è sempre opportuno cambiare impianti usurati ed a rischio guasti o intasamento, in modo da ottenere bagni più efficienti e moderni. Questo è da verificare con un tecnico in grado di verificare lo stato delle tubature. Per questo lavoro si rende necessaria la demolizione del pavimento e del massetto del bagno dove è alloggiato l'impianto. In questa occasione, se necessario, si potrà modificare la posizione delle diverse componenti con le dovute accortezze. Ogni spostamento infatti può generare difficoltà nel posizionamento degli scarichi. Una volta realizzato il nuovo impianto, prima di posare il pavimento, va sempre effettuato il collaudo, così come imposto dalle normative vigenti così da poter intervenire su eventuali difetti prima che sia troppo tardi. Ristrutturare il bagno: soluzioni per far passare le tubazioni senza il gradino Mantenere le corrette pendenze è una priorità quando si interviene per modificare totalmente un bagno. Una problematica che insorge in molte ristrutturazioni. La regola da seguire è il rispetto di 1% di pendenza che significa avere almeno un 1 cm di inclinazione per ogni metro di tubazione. Tutti i tubi orizzontali sono orientati verso le colonne di scarico verticali. Il WC è l'elemento più vicino essendo quello con il tubo di dimensioni più importanti. Spesso la soluzione individuata per poter effettuare le modifiche necessarie, mantenendo le pendenze adeguate comporta l'aggiunta di un gradino, ovvero un ispessimento del massetto in modo da permettere a tutte le tubature di poter essere contenute nello spessore. Il gradino però, oltre a non essere apprezzato per questioni estetiche, riduce anche l'altezza del bagno che deve essere di almeno 240 cm per cui se si è già al limite questa soluzione deve essere scartata. Ci sono quindi altre opzioni da valutare.  Un espediente che consente di avere la pendenza giusta quando si spostano i sanitari è optare per uno scarico a parete. Affinché l'impianto realizzato in questo modo possa funzionare gli scarichi andranno connessi alla colonna attraverso tubature orizzontali. Questo presuppone la presenza di uno spessore della parete sufficiente, ma può essere ovviato con la creazione di una controparete che andrà ad appoggiarsi a quella esistente, su tutta la superficie o soltanto nella parte interessata. Se il primo caso risulta praticamente invisibile, di contro fa perdere preziosi centimetri riducendo le dimensioni del bagno. Il secondo caso invece può essere sfruttato per realizzare nicchie o ripiani che vanno a valorizzare il bagno e renderlo più funzionale. Capire dove convogliano tutte le acque Qualsiasi professionista chiamato ad apportare delle modifiche su un impianto idraulico e a progettare gli scarichi effettuerà per prima cosa un sopralluogo ed un rilievo per capire bene in quale punto convogliano tutte le acque. Questo varia molto da abitazioni indipendenti ad edifici condominiali. Dopo aver studiato il posizionamento delle tubazioni all'interno dell'immobile dovrà quindi comprendere come avviene lo scarico delle acque reflue che provengono dall'abitazione verso la rete fognaria. Nelle unità abitative singole si può trovare il sistema a doppia tubazione dove c'è una distinzione tra gli scarichi delle acque nere, prodotti dal WC, e quelli delle acque grigie, che comprendono gli scarichi di lavabi, bidet, docce e lavatrici. Sono infatti due differenti tipologie di scarico che vengono sottoposte a diversi trattamenti di depurazione. Nei condomini di vecchia costruzione invece frequentemente si trova il sistema a tubazione unica in cui lo scarico delle acque nere include anche quelle grigie. Si tratta di una soluzione meno ecosostenibile ed anche meno igienica poiché si possono creare cattivi odori o reflussi. Valutare i flussi di scarico Le conoscenze e l'esperienza di un professionista gli permettono di eseguire ulteriori valutazione necessarie per progettare un impianto di scarico a regola d'arte. A seconda del numero dei sanitari collegati ed alla loro tipologia, il diametro dello scarico deve essere correttamente proporzionato in modo da essere adeguato ai flussi. Gli idraulici solitamente utilizzano delle tabelle per poter elaborare un corretto dimensionamento. Bisogna tenere conto infatti dei quantitativi massimi di acque scaricabili nell'unità di tempo da ogni sanitario, anche se questi vengono utilizzati contemporaneamente. L’importanza della scatola sifonata e del suo posizionamento Gli impianti di scarico devono necessariamente includere dei dispositivi che limitano la risalita di cattivi odori dagli scarichi verso l'interno del bagno attraverso un sistema che utilizza l'acqua per bloccarli. Queste componenti dell'impianto sono i sifoni.  I sanitari di moderna concezione sono dotati di sifone integrato ma nei bagni più datati è sempre presente la scatola sifonata. Si tratta di un elemento in cui convergono tutti gli scarichi, eccetto quello del WC, ed è progettata ed installata in modo che rimanga al suo interno una determinata quantità d'acqua impedendo il ritorno degli odori. Inoltre rende più semplice in caso intervenire in caso di ostruzioni. Nei bagni moderni viene utilizzata soprattutto quando le pendenze non sono ottimali e si teme una possibile occlusione dell'impianto di scarico. Considerare gli scarichi a muro per il wc Lo scarico a parete non è meno efficiente rispetto a quello a pavimento come si potrebbe pensare, per cui quando le condizioni lo consentono si può installare senza timori. Il sanitario è dotato infatti di un foro sul lato posteriore attraverso il quale viene realizzato il collegamento alla colonna fecale. Quando si ristruttura il bagno i sanitari con scarico a parete possono sembrare una soluzione complicata da realizzare, soprattutto quando prima era presente uno scarico a pavimento.  Questa opzione viene valutata infatti soprattutto per ragioni estetiche, per avere la possibilità di installare eleganti sanitari sospesi o a filomuro. Valutare un trituratore: pro e contro L'idea di aggiungere un secondo bagno in un punto della casa lontano dal bagno principale può sembrare irrealizzabile per la difficoltà a convogliare gli scarichi nella colonna delle acque nere. Ciò si può risolvere con l'inserimento di un trituratore, l'unica soluzione che consente di realizzare un bagno anche molto distante dalla colonna fecale. Si tratta di un apparecchio da installare in prossimità del WC dotato di una sorta di serbatoio con la funzione di raccogliere i liquami, triturarli e pomparli con la capacità di spingerli anche in verticale attraverso tubi di sezione ridotta per raggiungere la colonna di scarico principale. Un dispositivo molto utile che ha anche degli svantaggi. Ad esempio, il rumore prodotto con il suo funzionamento è elevato ma può essere abbassato con un buon isolamento acustico della parete in cui è incassato. Inoltre è alimentato ad energia elettrica, non si attiva quindi in caso di blackout. Altro aspetto importante da considerare è la necessità disporre di uno spazio adeguato vicino al WC dove collocare il trituratore, considerando anche l'ingombro della cassetta di scarico. Per una serie di motivi si tratta quindi di una soluzione consigliabile solo per un bagno secondario.
5 materiali alternativi per un bagno effetto legno
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Sembra autentico legno ma non lo è. Alcune tipologie di materiali riproducono fedelmente l'effetto del parquet e sono ideali per la posa in un ambiente come il bagno ottenendo risultati così realistici da confondere anche l'occhio più attento. Si tratta di diverse soluzioni, accomunate dal mantenere le caratteristiche estetiche di listelli o listoni in vero legno, così amato per le caratteristiche che è in grado di conferire agli ambienti interni. Nessun materiale è caldo, elegante e perfetto con qualsiasi stile d'arredo quanto il parquet, ma le soluzioni alternative possono sorprendere per quanto riescono ad avvicinarsi. Posare un vero parquet in bagno non è ormai più un tabù grazie a speciali finiture impermeabilizzanti ma vale la pena considerare altre opzioni per avere diversi vantaggi. Soluzioni innovative che soddisfano chi ama il legno ma preferisce materiali più pratici, che non hanno bisogno di cura e manutenzione costante e non temono il contatto con l'acqua e l'umidità, per cui si possono utilizzare tranquillamente per il pavimento del bagno. Molti materiali alternativi si caratterizzano per la resistenza elevata e la semplicità di pulizia e manutenzione. Altri buoni motivi per scegliere dei pavimenti effetto legno sono la maggiore semplicità di applicazione ed i costi più contenuti rispetto al parquet. Ecco alcune soluzioni valide come alternativa al parquet da posare in bagno, ognuna con i suoi pro ed i suoi contro. Bagno effetto legno: utilizzare il grès porcellanato Grazie alle tecnologie avanzate utilizzate dall'industria ceramica, la superficie del grès porcellanato riproduce alla perfezione l'aspetto del legno, con tutte le gradazioni di colore e l'effetto tridimensionale delle venature e dei nodi percepibile anche al tocco. Le piastrelle in gres porcellanato riprendono anche le dimensioni dei listelli usati per realizzare il parquet, per cui riescono a simularlo in maniera ineccepibile. Il vantaggio di posare il grès porcellanato effetto legno in bagno è poter avere una superficie estremamente resistente agli urti e all'usura, con proprietà antiscivolo e facile da igienizzare. Inoltre, questo innovativo prodotto ceramico si caratterizza per la porosità molto bassa che lo rende un rivestimento perfetto per un ambiente come il bagno, non temendo il contatto con l'acqua anche in aree come il box doccia. A fare la differenza rispetto al vero parquet è soprattutto la freddezza caratteristica della ceramica. Bagno effetto legno: sperimentare tipologie di resine La resina è un materiale estremamente versatile che si presta a varie sperimentazioni. Unendo pigmenti e vernici si possono realizzare moltissimi effetti diversi. Molto dipende dalle capacità artistiche e manuali del posatore. Per ottenere l'effetto legno potrebbe fare ricorso a speciali strumenti che lasciano il disegno delle assi di legno quando vengono passati sulla superficie in resina subito dopo l'applicazione, con una tecnica simile a quella del cemento stampato. Oppure più semplicemente si può creare una superficie variegata che imita il colore e l'effetto naturale del legno, l'effetto sarà in questo caso meno realistico ma comunque molto elegante.  Bagno effetto legno: optare per il laminato Un laminato di qualità sostituisce il parquet senza farsi notare. Si tratta anche dell'alternativa al vero legno più utilizzata. La resa estetica è molto simile a quella di un autentico pavimento in legno con il vantaggio di avere prodotti dall'ottimo rapporto tra qualità e prezzo. Per i laminati in commercio ci sono diverse classi di qualità e resistenza corrispondenti a diverse fasce di prezzo. Solitamente il costo del laminato è più basso rispetto al parquet, anche se le soluzioni di alta gamma possono raggiungere costi simili. Le doghe in laminato hanno basso spessore per cui si possono utilizzare anche nelle ristrutturazioni economiche grazie alla posa flottante, senza dover effettuare lavori di adattamento per porte e portefinestre. La posa di un pavimento in laminato effetto legno ad incastro è semplice e veloce ma il risultato è impeccabile, inoltre non si avranno le spese periodiche per la manutenzione come accade per un vero parquet. La superficie delle doghe in laminato è messa al riparo da graffi ed usura grazie allo strato protettivo più esterno. Per il bagno conviene scegliere un laminato che presenta una protezione applicata anche lungo le giunture in modo che acqua o altri liquidi caduti sul pavimento non possano infiltrarsi attraverso le fughe portando il materiale a gonfiarsi subendo un danno irrreparabile. In ogni caso, quando capita bisogna asciugare immediatamente il pavimento in laminato. Anche per il lavaggio è preferibile usare panni appena inumiditi o strizzati molto bene. Bagno effetto legno: valutare il vinilico LVT I vinilici di ultima generazione come quelli LVT, acronimo di Luxury Vinyl Tile, si caratterizzano per l'alta qualità come il nome stesso suggerisce. Si tratta di mattonelle stratificate la cui superficie può riprodurre fedelmente diversi effetti, tra cui il legno. Sono anche un materiale perfettamente impermeabile ed idoneo alla posa in bagno. La posa adesiva o ad incastro rende il vinilico LVT un prodotto ideale per ristrutturazioni del bagno rapide ed a basso costo, in cui non è necessario demolire il pavimento esistente ma si vuole solo dare un aspetto più attuale all'ambiente. La semplicità di applicazione rende i pavimenti vinilici una soluzione adatta anche alla posa fai da te, dove si possono coprire anche sagome complesse senza troppa fatica a tagliare le mattonelle. Si risparmia in questo modo anche sulla manodopera. Bagno in bamboo: ecologico e moderno I pavimenti in bamboo donano al bagno un effetto molto piacevole dalla particolare ispirazione esotica. Si caratterizzano inoltre per l'elevata resistenza all'acqua dimostrata dall'assenza di deformazioni o macchie se vi entra in contatto. Il bamboo non richiede particolare manutenzione e si pulisce con facilità. Il bamboo è un materiale ecologico per la sua rapidità di crescita, a differenza degli alberi utilizzati solitamente per la produzione di parquet. Per raggiungere la maturità e quindi durezza e resistenza idonea per la realizzazione di pavimenti o manufatti di altro genere il bambù impiega un decimo del tempo rispetto ad un albero come ad esempio una quercia da cui si ricava il rovere. Di contro però si tratta di una superficie abbastanza delicata e soggetta ai graffi, ma è possibile ripristinarla con un intervento di levigatura. Come gli altri tipi di parquet, anche quello in bamboo si può realizzare in opera oppure si può ricorrere a prodotti prefiniti per velocizzare la posa. Anche il costo è più basso rispetto a quello di un pavimento realizzato in altre tipologie di legno.
Doccia XXL: 8 bellissime idee per il bagno
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Concedersi un ambiente bagno da sogno è un desiderio di molti. Realizzarlo è possibile attraverso l'inserimento di alcuni elementi particolari che apporteranno il proprio contributo nel raggiungimento di questo obiettivo. L'idea di inserire una doccia formato extra large è una di quelle mosse che permette di poter beneficiare ogni volta che si vuole di un'esperienza da Spa tra le mura domestiche. Adottando soluzioni di questo genere l'ambiente bagno va oltre la funzione di igiene personale per trasformarsi in uno spazio accogliente e lussuoso. Le docce di dimensioni particolarmente grandi assicurano un alto livello di comfort e funzionalità avanzate. Disponendo di uno spazio ampio, ad esempio, si possono integrare più facilmente differenti tipologie di getti d'acqua i cui effetti risultano benefici per il corpo e per la mente così come risulta più semplice adottare soluzioni moderne sofisticate che agevolano l'utilizzo della doccia. Inoltre è possibile dare alla doccia un formato fuori dal comune con realizzazioni originali ed esclusive. In questo articolo non vedremo box doccia standard, ma soltanto idee spettacolari a cui ispirarsi per valorizzare il proprio bagno. Docce spaziose e confortevoli, sofisticate ed ineccepibili anche dal punto di vista estetico. Naturalmente anche il bagno dovrà essere proporzionato alla doccia di grande taglia, quindi non sempre il progetto di realizzare una doccia xxl si può attuare in ambienti dalle dimensioni contenute. La realizzazione di una doccia extra large può essere la soluzione ideale anche quando si vuole eliminare una vasca da bagno dopo utilizzata rinnovando completamente il bagno. Lo spazio precedentemente occupato dalla vasca viene quindi convertito in doccia, lasciando invariata la distribuzione degli altri elementi all'interno dello spazio. Una doccia ampia inoltre può essere necessaria per esigenze particolari, quando ad esempio si ha difficoltà ad accedere all'interno di una doccia normale o di una vasca da bagno a causa di problemi nella mobilità. Vediamo 8 differenti proposte in cui la protagonista del bagno è una doccia davvero molto grande, una doccia XXL. Doccia XXL: ampia con comoda seduta Integrare all'interno di un ampio box doccia una seduta ne aumenta la comodità in varie situazioni. È un elemento che può agevolare l'utilizzo della doccia da parte di persone anziane o con disabilità motorie prevedendo l'aggiunta di un maniglione di sicurezza, ma si può sfruttare anche per rilassarsi se si dispone della funzione bagno turco o cromoterapia. La presenza della seduta rende lo spazio doccia anche più gradevole alla vista, costituendo un dettaglio particolare che va a caratterizzare il bagno. Una piccola panca su misura coniuga infatti funzionalità ed estetica. Se costruita in muratura può essere personalizzata nella forma ed attraverso la scelta del rivestimento, che può essere uguale alle pareti della doccia per ottenere la massima omogeneità oppure in contrasto in modo che sia messa in rilievo.   Doccia in bagno: doppia con due ingressi Non una ma ben due docce indipendenti nello stesso bagno sono una scelta inusuale e chic. Due docce speculari perfettamente identiche all'interno di un bagno non sono di certo qualcosa che si vede tutti i giorni, ma è un esempio di ciò che si può realizzare in uno spazio ampio. Potrebbe essere una soluzione ideale per un bagno padronale spazioso e sofisticato, dove grazie a questo sdoppiamento ognuno può avere la sua personale doccia ed utilizzarla allo stesso momento dell'altro ma mantenendo la propria indipendenza, un grande vantaggio quando si hanno gli stessi orari. Doccia walk in a filo pavimento Eleganti e pratiche, le docce walk-in in formato extralarge hanno tutte le carte in regola per essere il pezzo forte di un bagno dal design spettacolare. Questa tipologie di docce si caratterizza per le linee minimaliste e per la presenza di una parete fissa che segna la separazione tra doccia e ambiente bagno. Molto più semplice a livello formale rispetto ad un classico box doccia composto da pareti fisse ed ante apribili che consentono l'ingresso. Nelle docce walk in l'ingresso è invece libero ed oltre alle ante scompare anche il piatto doccia. È l'inclinazione data al pavimento stesso a far fluire l'acqua verso la canalina di scarico per un effetto di continuità molto sofisticato. Presuppone una realizzazione a regola d'arte per evitare ristagni d'acqua o pericolose infiltrazioni, così come un corretto posizionamento del soffione o della colonna doccia in rapporto alle pareti per evitare fuoriuscite d'acqua durante l'utilizzo. Doccia in bagno: grande senza chiusura Ci sono diversi modi per realizzare una doccia walk-in, la cui caratteristica è proprio quella di non avere una chiusura. Ad esempio sostituendo il box doccia con pareti in muratura ad esempio si offre un'immagine raffinata e di tendenza dove il rivestimento utilizzato viene notevolmente enfatizzato. In un bagno contemporaneo ci si può permettere una doccia di questo genere, dove uno dei lati è completamente aperto. Se ben progettata e realizzata infatti non vi è il rischio che l'acqua possa invadere tutto il bagno. Un ulteriore vantaggio di questa opzione è l'assenza di barriere architettoniche e dunque la possibilità di avere un accesso agevolato per chiunque.  Doccia XXL: di stile a centro stanza Porre una doccia di taglia xxl in una posizione centrale all'interno del bagno può essere una scelta scenografica oppure può essere dettata da necessità di layout. In ogni caso, la posizione al centro della scena di questo elemento richiede degli accorgimenti particolari affinché non sia compromesso l'effetto. Ad esempio, è preferibile optare per pareti in cristallo perfettamente trasparenti che permettono di vedere attraverso in modo da non ridurre visivamente le dimensioni del bagno ed alleggerire la presenza della doccia oltre che ad ottenere un effetto di pregio. Doccia in bagno: capiente ad angolo Per essere scenografica comunque non deve per forza trovarsi al centro della stanza. Anche posta in un angolo una doccia ampia fa una bella figura. La doccia ad angolo offre la possibilità di sfruttare bene lo spazio e godere di conseguenza di una distribuzione che lascia libertà nei movimenti. Se il bagno è ampio, non dovendo preoccuparsi troppo dello spazio occupato, si avrà modo di poter realizzare una doccia d'angolo spaziosa.  Doccia in bagno: passante dietro il lavabo Chi vuole osare una distribuzione dello spazio meno tradizionale può puntare su una soluzione con doccia passante. Un'idea minimalista ed originale, che consente di avere un bagno più libero e fluido privo di chiusure e di numerose superfici da pulire. Particolare l'idea di realizzare una parete che sarà sfruttata su entrambe le facce, da una parte per ospitare il lavabo e alle sue spalle per installare la colonna doccia accessibile da due lati.  Doccia in bagno: con box su misura Realizzare un box doccia su misura porta sempre ad ottimi risultati, poiché si riesce a personalizzare il progetto e valorizzare lo spazio disponibile. Questo è utile soprattutto quando si ha un ambiente di forma irregolare, dove un box doccia di misure standard non si riuscirebbe ad inserire. Ad, esempio si può realizzare una doccia con due soffioni in modo che possa essere utilizzata da due persone.
Addio stendibiancheria, benvenuta asciugatrice!
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Osservando gli elettrodomestici che ciascuno di noi inserisce nella propria casa per agevolare e semplificare le varie attività quotidiane, si è inserita anche l’asciugatrice in bagno, benché la scelta di acquistarla sia ancora leggermente limitata da molte dicerie assolutamente da sfatare. Utile e funzionale, questo apparecchio è “un lusso” ormai alla portata di tutti e che offre davvero una valida mano a chi necessita di asciugare la biancheria e abiti in tempi ristretti, a chi non ha la possibilità di usufruire di fili esterni per mancanza di balconi o a chi non ama circondarsi di appendiabiti improvvisati specialmente nella stagione fredda quando si va alla ricerca di fonti di calore per massimizzare la resa di avere un bucato asciutto senza dover sopportare quella malsana umidità ristagnante in casa. E’ pur vero che bisogna fare i conti con un aumento dei consumi, con una pianificazione studiata degli spazi idonei all’interno del proprio bagno e capire i vantaggi e gli svantaggi che un’asciugatrice porterebbe nella nostra quotidianità. Per noi di Archisio, come per tutte le scelte relative a migliorie nella casa che di conseguenza si riversano anche sul nostro benessere, aprire la mente alle innovazioni e cercare di farsi consigliare da esperti del settore è il migliore degli approcci. Esaminare i tanti fattori, magari con dati alla mano, ci farà venir voglia di dire: addio stendibiancheria, benvenuta asciugatrice! I pro e i contro di una asciugatrice in bagno Tra i principali pro di un’asciugatrice in bagno vi sono: la comodità di avere capi asciutti in breve tempo; la mancanza di umidità in casa con il relativo benessere a livello di salute personale e degli ambienti stessi dell’abitazione; la praticità di non dover più stendere e raccogliere il bucato; la facilità di riporre quasi tutti i vestiti e la biancheria senza che debbano essere stirati. Tra i contro vi è l’indiscusso consumo più elevato di energia elettrica, anche se come per altri apparecchi di utilizzo domestico è sufficiente scegliere un modello con classe elevata, abbinata ad un oculato orario o tariffa puntuale per contenere gli sprechi energetici. Ulteriore svantaggio è la manutenzione ordinaria, indispensabile per garantire funzionalità ed efficienza costante ad un’asciugatrice che richiede maggiori cure e pulizia interna rispetto a elettrodomestici differenti. Asciugatrice in bagno: inserimento sottopiano o a colonna Per chi non ha problemi di spazio, installare un’asciugatrice in bagno accanto alla consueta lavatrice, facilita lo spostamento dei panni da un elettrodomestico all’altro, avendo a disposizione anche il piano soprastante che deve rimanere libero se la carica avviene dall’alto, ma organizzato con mensole, scaffali o stipetti a muro o tranquillamente dotato di un piano di lavoro per appoggiare detersivi, mollette e tutto ciò che concerne una zona laundry se la carica è dal basso. Quando invece, per svariati motivi, si dispone solamente di una ristretta dimensione ma che si sviluppa in altezza, ecco che è assolutamente possibile inserire un’asciugatrice in bagno a colonna, posta verticalmente rispetto alla lavatrice. Le soluzioni per un’installazione corretta tra cui optare sono essenzialmente tre e tutte allo stesso modo valide: impiegare modelli monomarca e nati per questa predisposizione; utilizzare apparecchiature con le stesse dimensioni; avvalersi di un kit studiato per una tipologia di installazione universale. Più spazio in un bagno di design: asciugatrice combinata Per esigenze di spazio e per non intasare esteticamente un ambiente dallo spiccato design è ormai consueto vedere all’interno di un bagno di casa un’asciugatrice combinata o più conosciuta con il tipico nome di lavasciuga. Questo elettrodomestico propone i classici programmi di lavaggio di una tradizionale lavatrice abbinandoli però ad un dispositivo a condensazione raffreddato ad acqua, che ne consente un successivo ciclo per asciugare i panni. Questa combo risulta molto pratica e compatta, anche se non sempre il livello di asciugatura è ottimale come in un elettrodomestico separato così come il consumo energetico. Tuttavia, per chi ha problemi di metratura o ha esigenze limitate nel suo utilizzo, un’asciugatrice combinata ben si inserisce in un contesto contemporaneo di bagno contenuto dando la possibilità di avere a disposizione una comodità aggiuntiva rispetto alla rinuncia che si dovrebbe fare in caso di installazione di una lavatrice classica. Asciugatrice in bagno: installazione e manutenzione Due fattori, che pur trovandosi alla fine di un lungo elenco contribuiscono comunque ad aumentare la l’importo finale relativo all’acquisto di un’asciugatrice in bagno, sono l’installazione e la manutenzione. A seconda infatti del sistema di alimentazione prescelto, si dovranno realizzare dei lavori magari non previsti per creare ulteriori passaggi per scarichi aggiuntivi, come nel caso dell’utilizzo del gas, o concretizzare delle modifiche ad un ambiente bagno non predisposto, per essere ben ventilato e areato per accogliere l’inserimento di un’asciugatrice con pompa di calore. E’ normale che i costi di installazione più incisivi saranno quelli relativi a situazioni dove non vi era la predisposizione per questo elettrodomestico, ma si sono dovuti effettuare dei cambiamenti in corso d’opera. Da valutare anche la manutenzione ordinaria e straordinaria, per mantenere sempre in ottimo stato l’asciugatrice e tutte le sue componenti per garantirne una vita relativamente lunga. Asciugatrice in bagno: costi e consumi Quando si va alla ricerca di un nuovo elettrodomestico per la nostra casa, inevitabilmente l’occhio cade in primis sul cartellino del prezzo, ancor prima di aver valutato marche, funzioni e dimensioni. Per affrontare serenamente un’indagine di mercato, è necessario, come per qualsiasi altro apparecchio elettronico, valutare i fattori che influiscono sul budget per l’acquisto di una asciugatrice e che sono: ·        la classe energetica di appartenenza; ·        la tipologia di alimentazione; ·        la dimensione esterna; ·        la capacità di carico; ·        il brand di appartenenza. I costi medi, per una apparecchiatura ottima, di classe A++ con grandezze nella norma, e con un carico di 6-8 kg, si aggirano tra i 550 e gli 700. Ciò che fa oscillare il prezzo verso numeri più importanti e che possono superare anche i 1000 euro per prodotti top di gamma, sono l’innalzamento della classe, la capacità del cestello e l’aggiunta di accessori quali: tipologie di partenza programmata, ritardata e associata alla domotica; programmi appositi di antipiega – refresh – allergy care sistemi filtranti ecoflow Ma se la cifra dell’acquisto è limitata ad un unico momento di spesa, ciò che va assolutamente quantificato per non avere brutte sorprese a fine mese nella bolletta, è il consumo medio dell’asciugatrice, che oltre a portare ad un risparmio considerevole, implica una scelta consapevole che agevola un impatto inferiore sull’ambiente. Definire tale numero non è così semplice perché entrano in gioco tante importanti variabili. Prima fra tutte la materia prima con cui viene alimentata l’asciugatrice, energia elettrica, pompa di calore o gas, oltre ad un numero di cicli di utilizzo che si differenziano da caso a caso. Il consiglio più pratico è quello di mettersi a tavolino e con tabelle alla mano ed esperienza dei professionisti del settore, farsi aiutare nel definire i punti fissi da considerare e che sono quelli maggiormente influenti sul consumo di questo elettrodomestico.
Tendenze bagno: piastrelle quadrate per un look sempre attuale
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Come utilizzare le piastrelle quadrate in bagno Il formato ideale per un rivestimento all’interno di un bagno non ha regole fisse e se la tipica mattonella rettangolare è ancora la più utilizzata e diffusa nella maggior parte delle progettazioni, anche altre geometrie si stanno facendo largo nell’ambito di pavimenti e pareti con spettacolari disegni e realizzazioni davvero particolari. Le piastrelle quadrate, per esempio, hanno avuto nel tempo delle brevi parentesi per rivestire ambienti di servizio poco accattivanti e dove l’aspetto estetico non aveva grande rilievo. Molti di noi hanno infatti ben chiara nella mente, l’immagine tipica di bagni in total white con pavimentazioni e muri piastrellati allo stesso modo in un formato di 10 x 10 davvero poco entusiasmate alla vista. Oggi giorno invece, commistioni di grandezze, materiali diversi, pose ben studiate per ogni planimetria e colori decisamente più vari, hanno fatto guadagnare posizioni alle piastrelle quadrate in bagno con risultati di tendenza unici e particolari. Questa tipologia di pianella mostra una versatilità innata poiché a seconda di come viene utilizzata riesce a far emergere stili differenti e tutti decisamente in voga, dal contemporaneo al vintage, dal nordico all’orientale. Seguire questa tendenza per il bagno, per rendere vivo un look sempre attuale e che non stanchi mai, sarà perfetto per chi ama atmosfere piacevoli e rilassanti da vivere in una salle de bain davvero di tendenza. Scegliere un rivestimento per un bagno Entrando Perché scegliere piastrelle quadrate per rivestire le pareti del nostro bagno? Sebbene il formato rettangolare rimanga ancora il più diffuso, la mattonella quadrata sta guadagnando punti grazie alla capacità di combinare grande versatilità con un tocco vintage che si ispira allo stile scandinavo e a quello anglosassone. Piastrelle in bagno: trendy a scacchi sul pavimento Il pavimento a scacchi è sicuramente uno tra i più gettonati quando si parla di piastrelle quadrate all’interno di un bagno. La tipica posa in bianco e nero ha da sempre ispirato architetti e interior designer, dando vita a pavimenti davvero sensazionali e dal sapore vintage. Se solitamente si vedono impiegate mattonelle lucide e di dimensioni medio piccole, noi di Archisio vi vogliamo proporre una variante leggermente più soft, dove il disegno rimane il medesimo ma i colori e le rifiniture impiegati sono decisamente più tenui e dall’aspetto più soffuso, su una geometria leggermente più grande. Non è infatti scritto da nessuna parte che le tinte debbano essere esclusivamente quelle canoniche. Anzi sperimentare alternative in grigio e beige offre sicuramente un’opzione in più da valutare e che dà adito a eleganti soluzioni d’arredo per un bagno caratteristico e trendy. Piastrelle quadrate: di classe e decorate per il paraschizzi Un paraschizzi d’eccezione può risolvere tutti i crucci relativi alla scelta stilistica e al punto focale che un bagno di casa dovrebbe avere. Una piastrella importante e ornamentale non necessita di altri fronzoli e accessori inutili. Sarà infatti lei la protagonista assoluta di una stanza di servizio glam e alla moda. Piastrelle quadrate piccole, raffinate e non necessariamente troppo lavorate, sapranno connotare una zona lavabo funzionale ma di classe. Quando un bagno ha dimensioni contenute non è consigliabile impiegare mattonelle quadrate troppo grandi per un pavimento, né troppo piccole per una parete perché le proporzioni già ridotte, sarebbero percepite ancor più nel modo sbagliato. Un formato intermedio di 20 x 20 assicura invece una visuale ottica perfetta ovunque. Se poi viene parcellizzata al suo interno con linee e geometrie decorative, sembrerà che il vostro paraschizzi sia rivestito con formati mini piacevoli e carinissimi alla vista. Piastrelle quadrate: classiche a parete con colori moderni Soluzioni contemporanee presuppongono l’utilizzo di colori neutri che ricadono nei tipici bianchi e grigi, tonalità che vengono largamente collocate in bagni minimal, con elementi freestanding e rubinetterie all’avanguardia. L’attualità di uno stile e concezione molto in voga oggi giorno, può essere attenuata da un formato classico scelto per i rivestimenti a parete, ovvero la tradizionale piastrella quadrata: semplice, perfetta e impeccabile. La sua posa, associata magari ad elementi tecnologicamente avanzati come una retroilluminazione a muro con led o la commistione con pareti a raso e rivestite con materiali quali resine o calcestruzzo, riesce a mantenere il look moderno che si intende ricreare su un livello eccelso, pur facendo trasparire un lontano richiamo per un modo di arredare leggermente retrò. Piastrelle quadrate: tessere a mosaico nella doccia e sul lavabo La grande disponibilità di formati, trova nelle tessere a mosaico, le misure più contenute per quel che concerne una piastrella quadrata. Usato sapientemente e con colorazioni adeguate questi piccoli elementi diventano una posa alternativa e utilizzata dalla notte dei tempi per rivestire vasche, piatti doccia e lavabi in moltissimi bagni di casa, unici nel loro genere. Disponibili in fogli o tasselli, sono molto spesso impiegati per personalizzare con inserti anche ridotti, nicchie e vani porta oggetti o per decorare con grafiche particolari pavimenti e pareti come bordatura di altre piastrelle quadrate o come strisce a mo’ di passatoie. Diventano un perfetto escamotage da utilizzare quando le metrature di alcuni bagni sono decisamente irregolari e spiccate. Pratiche per creare un motivo a decoro ed evitare l’inestetico e classico taglio nell’angolino più remoto che è pur sempre visibile e non può davvero essere contemplato. Piastrelle quadrate: ottime combo di misure e grandezze Avere a disposizione una pressoché infinita varietà di formati relativamente alla misura del lato, permette di creare delle ottime combo di misure e grandezze differenti, spettacolari per realizzazioni di un bagno di tendenza con piastrelle quadrate ricche di fascino. Molto spesso la commistione di diverse dimensioni permette di utilizzare una mattonella più decorativa e anche più costosa per delineare uno stile chic su alcune porzioni di pareti e di continuare nelle restanti parti con dei jolly, magari tinta su tinta, che non incidono esageratamente sul budget e che creano un disegno grafico ben studiato e con un’estetica impeccabile. In altri casi la diversità di formati è una soluzione necessaria da attuare, specialmente laddove gli spazi sono irregolari e dove non si arriva a fine corsa con la perfetta collocazione di una piastrella quadrata intera. Giocare sulle geometrie, magari inserendo elementi più grandi in diagonale e continuando con piccoli mosaici più malleabili, riesce visivamente ad eliminare le imperfezioni che in moltissimi casi saltano all’occhio nel tipico cantuccio dimenticato del bagno stesso.
Bagno: idee per un arredo di design da copertina
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  Un’ottima progettazione degli spazi e la giusta commistione di materiali ed elementi d’arredo, possono trasformare un ambiente di servizio funzionale e indubbiamente pratico, in un bagno di design da copertina. Molto spesso la semplicità nella distribuzione dei vari sanitari, insieme ad una corretta dose di attenzione verso la qualità delle scelte materiche e la complicità di dettagli personalizzati, costituiscono gli elementi fondamentali e vincenti per ottenere una stanza da bagno di tendenza glamour chic, nella propria casa. Se in altre situazioni è invece un oggetto in particolare che piace e che deve essere assolutamente inserito, con forme e dimensioni importanti, è allora necessario che tale accessorio diventi senza alcun dubbio il punto di partenza verso cui indirizzarsi per creare un progetto armonico e che potrebbe essere tranquillamente visionato sulla prima pagina di una rivista. Gli approcci progettuali sono differenti e ogni volta vanno valutati in base a tante variabili, come lo stile che si intende seguire, la metratura che si ha a disposizione e il budget che si pensa di poter investire. Per facilità Archisio, ha pensato di indirizzarvi verso una serie di idee che giocano sui tre elementi che all’interno di un bagno devono dialogare in modo impeccabile, in special modo se questo ambiente di casa deve diventare un’immagine iconica con look da lasciare a bocca aperta: sanitari, rivestimenti e disposizione. Vediamo insieme ciascuna proposta che potrà davvero diventare una fonte di ispirazione per le vostre future realizzazioni! Bagno di design: vasca unica protagonista Amate trascorrere del tempo a rilassarvi in una vasca stile spa comoda e assolutamente affascinante dal punto di vista estetico? Ecco un primo elemento attorno al quale è fattibile sviluppare un progetto di interior design per rendere un bagno di casa trendy e alla moda. Una vasca freestanding è quello che state cercando, solida e monolitica ma ingentilita da una serie di modelli curvilinei tra cui scegliere e presenti sul mercato. Per dare la giusta importanza e una perfetta visuale di ogni suo lato, una vasca da bagno di questo tipo dovrebbe essere collocata in modo centrale rispetto alla planimetria in oggetto o per lo meno non stipata a ridosso di un muro o posizionata in un angolo. Un ambiente da copertina deve risultare impattante al primo colpo d’occhio, pertanto la considerevole dimensione di questo elemento necessità di una buona dose metri a disposizione. Tutt’intorno non sono previsti oggetti opzionali inutili ma semplicemente un adeguato erogatore e un sostegno minimal per asciugamani o accappatoi, che può essere identificato in sgabelli versatili o scale a pioli rivisitate. L’eccezionalità di una vasca da bagno freestanding risiede, oltre che nella geometria, nel materiale in cui può essere realizzata. Bellissime le soluzioni naturali in una ceramica bianca sempre apprezzata e spettacolari le versioni in rame, legno, vetro o corian che offrono un pizzico di estrosità in più, per concretizzare l’idea di avere un bagno di design con una vasca unica protagonista. Bagno di design: doccia assoluta padrona Se al contrario preferite una soluzione più pratica e veloce per dedicare i giusti attimi alla vostra igiene personale ma con tempistiche più sbrigative, allora una doccia confortevole e funzionale è ciò che fa per voi. Ma come inserirla e farla diventare l’assoluta padrona per trasformare un semplice ambiente di servizio in un ricercato e distintivo bagno da copertina? La risposta è: utilizzate una doccia walk in. Se gli angoli di una pianta non sono indicati per una vasca freestanding, diventano invece in luogo ideale per farsi costruire uno spazio ampio, razionale ed efficiente, dove trascorrere in completa libertà il momento da dedicare alla doccia quotidiana. I box e le tende non sono contemplati in questa soluzione progettuale, vetrate fisse con telai minimalisti offrono la perfetta soluzione per evitare schizzi e fuoriuscite d’acqua indesiderate. Soffioni a cascata, getti idromassaggio o erogatori misti con bocchette verticali sono optional da prendere in considerazione quando si pensa di voler creare qualcosa di unico nel proprio bagno di design. Benché infatti sia un luogo dove si trascorre del tempo limitato, non significa che per questo motivo lo si debba trascurare. Con semplici riguardi anche una banale zona doccia può essere trasformata e davvero cambiare totalmente l’aspetto di una stanza di casa che diventa un’area piacevole da vivere e soprattutto da far vedere. Bagno di design: lavabi di tendenza Terzo sanitario importantissimo all’interno di un bagno, dato il suo impiego costante e abituale in più occasioni della giornata, è il lavabo. Sul mercato esistono davvero un’infinità di modelli e moltissimi sono adatti per realizzar un bagno di design di stile e charme. Ma cosa rende davvero impeccabile un lavandino che abbia i perfetti connotati per trasformare un bagno in un bagno da prima pagina? Alcuni ritengono che una forma inusuale e originale possa in effetti avere dei punti in più per caratterizzare una zona molto frequentata. Ciò ha sicuramente del vero, bisogna però fare i conti anche con la funzionalità di un elemento che deve contenere acqua corrente ed essere sufficiente comodo da mantenere pulito e in ordine. Probabilmente tale opzione è gestibile in un ambiente di servizio meno visitato e dedicato magari agli ospiti. Pensare ad una linearità tipica e semplice, ovvero il classico rettangolo, ma impreziosito dal materiale per la sua realizzazione o alla rivisitazione di profondi lavabi, usati abitualmente nelle cucine country o rustic style, può divenire l’alternativa ideale per progettare un bagno di design con lavabi di tendenza incomparabili e pratici al tempo stesso. Bagno di design: rivestimenti d’eccellenza Un ulteriore modo per ottenere un bagno di design da rivista, riguarda l’utilizzo di rivestimenti d’eccellenza che hanno da sempre la particolarità di aumentare pregio e valore sia collocati a pavimento che a parete. Districarsi tra le texture, le rifiniture, le forme e le dimensioni delle piastrelle diventa davvero complicato ma la carta vincente da giocare per concretizzare un bagno con un look innovativo e strabiliante, riguarda proprio la commistione e la contaminazione di elementi apparentemente in disaccordo tra di loro. Abbinare sapori orientaleggianti con maioliche raffinate a muro, a minimalisti pavimenti effetto parquet a spina di pesce, è una tra le varie combinazioni che si possono effettuare.Così come semplici pavimentazioni con piastrelle naturali, quadrate, in linea e senza tempo, assumono un ruolo neutrale per dar ancor più rilevanza a decori colorati e a tema per un piatto doccia dal gusto decò. Con un po' di entusiasmo e fantasia, risulterà ancora più semplice sbizzarrirsi nel creare il vostro progetto perfetto per un bagno di casa sempre sulla cresta dell’onda. Bagno di design: disposizioni particolari Se per contro non vi interessa utilizzare sanitari atipici o rivestimenti troppo appariscenti, l’alternativa è quella di pianificare delle disposizioni particolari a cui solitamente non si è abituati in un bagno e pensarlo come un luogo dove ciascuna funzione deve trovare la sua perfetta collocazione senza necessariamente far riferimento alle altre presenti. Se i tramezzi di casa lo permettono, creare delle ottimali rientranze per ospitare vani doccia e vani wc e bidet in zone appartate e a sé stanti, è un valido metodo per arricchire e rendere più arioso e pratico al passaggio, un bagno in cui si vogliono collocare anche una vasca e un’area lavabi ampia e con doppi lavabi e capienti mobili contenitore. Un escamotage del genere permette di gestire un unico grande ambiente in modo razionale, che permette a più fruitori di usufruirne in contemporanea, mantenendo un livello molto alto di stile e design per la capacità progettuale di gestire gli spazi in modo sapiente e spettacolare.
Il termoarredo diventa un complemento trendy in bagno
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  Da anni la soluzione di inserire un termoarredo in bagno ha preso piede nella quasi totalità dei progetti che riguardano un ambiente di casa, che deve essere confortevole e funzionale al tempo stesso. Una validissima alternativa ai tradizionali caloriferi, maggiormente ingombranti e meno malleabili a livello di forme e design. Oltre ad apportare il corretto calore nella stanza, un termoarredo, permette di appoggiare su di sé asciugamani e teli, sostituendo il consueto attaccapanni, con la funzione, in inverno, di renderli meno umidi e di farli asciugare più velocemente. Minimo spazio occupato, innovativa funzionalità, ottima resa e bellezza delle geometrie, rendono questo scalda salviette un complemento trendy in bagno che è in continua evoluzione, grazie a nuovi modelli proposti sul mercato che presentano linee, colori e profili sempre all’avanguardia. Le finiture odierne, lucide o satinate, li rendono degli elementi resistenti e duraturi negli anni benché sottoposti a forte presenza di umidità e vapori tipici di una zona bagno. Esistono molteplici soluzioni di tendenza tra cui scegliere, e ponderare alcune tra le più importanti caratteristiche che contraddistinguono un termoarredo, è necessario per non incappare in errori di valutazione che potrebbero rendersi noti in un breve tempo di utilizzo. Dimensione, disposizione e tipologia di funzionamento sono le qualità che devono soddisfare al 100% uno scalda salviette efficiente e pratico. E design ed estetica? Vediamo insieme come coniugare scelta stilistica e prestazioni performanti di alcuni termoarredi eleganti e distintivi. Termoarredo in bagno: piastra moderna porta salviette Per gli amanti della semplicità e del minimalismo delle forme, optare per una piastra moderna porta salviette in un bagno a tema contemporaneo, gioverà sicuramente al look attuale che si desidera ottenere a livello estetico e progettuale. Un prodotto ottimo, senza fronzoli e con una capacità riscaldante perfetta su tutta la superficie considerata, con elementi aggettanti per ospitare la biancheria da toilette. Disponibile in varie grandezze, questa tipologia di termoarredo si sviluppa solitamente in altezza per ottimizzare lo spazio a disposizione ed evitare di interferire con l’inserimento di sanitari, docce o vasche da bagno. Realizzati in alluminio si trovano in commercio in svariati colori, che in un contesto di modernità, ben si adattano tutti e con risultati davvero sorprendenti. Tuttavia, nella quasi totalità delle realizzazioni, viene scelto e impiegato il bianco o tutt’al più il grigio e il nero, proprio per non discostarsi troppo dall’intento essenziale che deve caratterizzare tutto l’ambiente. Termoarredo in bagno: a terra dal gusto vintage Valutare al contrario delle opzioni create ad hoc per ricordare quel sapore retrò di un bagno d’altri tempi, è un modo per arricchire la propria stanza di servizio con connotati dal gusto vintage, grazie ad un termoarredo vecchio stile posizionato a terra. Un connubio straordinario tra un design rivisitato e un funzionamento tecnologicamente avanzato per uno scalda salviette “antico” e con uno stile riconoscibile con pomelli, piedini e valvole. Per essendo collocato a pavimento e non a muro, si presenta comunque nella sua classica realizzazione salva spazio e con la possibilità di appoggiarvi sopra asciugamani e piccoli teli da bagno. Incredibile nelle versioni in nero o nel colore naturale dell’acciaio, proprio per enfatizzare ulteriormente quell’atmosfera apparentemente demodé ma che in realtà trova larghissimi consensi nelle progettazioni odierne. Termoarredo in bagno: design minimalista Linearismo spiccato e design minimalista qualificano ulteriori modelli di tendenza per un termoarredo particolare da inserire in un bagno. Se solitamente questi elementi di calore vengono proposti in alluminio, in questo caso vi sono prodotti realizzati anche in acciaio che permette di creare disegni geometrici differenti, grazie alla duttilità nel processo di lavorazione. Il costo è leggermente più elevato ma il risultato è estremamente notevole, pur nella semplicità delle tubazioni che si interrompono o si intersecano verticalmente e orizzontalmente per dar adito a complementi che sembrano a volte dei quadri astratti collocati a parete. Termoarredo in bagno: geometrico come divisorio Quando la funzionalità deve raggiungere livelli altissimi, è necessario utilizzare dei termoarredi creati ad hoc che racchiudono differenti peculiarità e che devono servire per: riscaldare l’ambiente; asciugare le salviette; dividere le funzioni in un bagno; risultare esteticamente perfetti. Al colpo d’occhio tali elementi sembrano dei ricchi separé impiegati per abbellire il bagno e adoperati come escamotage per rendere meno rettilinea e banale la disposizione degli elementi al suo interno. In verità questi complementi trendy riescono in un unico prodotto ad offrire la possibilità di poter raggiungere le 4 sopracitate caratteristiche con facilità e agevolezza. Termoarredo in bagno: particolare scala per asciugamani Altro modo per camuffare con forme differenti un termoarredo in bagno o per meglio dire, volendolo inserire in modo meno invasivo o evidente, è possibile trovare delle soluzioni in commercio che riproducono elementi di uso quotidiano ma che sembrano semplicemente appoggiati a parete e che tono su tono si adattano al meglio e si rendono ben integrate con lo stile e l’arredo circostante. Ideali per chi desidera un’estetica soft e delicata che vada di pari passo con tutto l’ambiente circostante per concretizzare un progetto bagno accogliente e ospitale oltreché patico e funzionale. Una particolare scala per asciugamani può diventare davvero l'idea originale per caratterizzare una zona di servizio bella ed efficiente. Termoarredo in bagno: curvilineo e contemporaneo Finora abbiamo visto come rette parallele in varie direzioni possono formare una grafica accattivante per dei termoarredi glam ma statici. Optare per silhouette sinuose, dal tocco curvilineo e contemporaneo, è sicuramente un’alternativa per progetti differenti e più movimentati. In alluminio o in acciaio, tinteggiati o lasciati nel colore naturale del materiale di produzione, sono bellissimi associati a qualsiasi stile ed estetica pensata per la creazione di un bagno efficiente e alla moda. Come accade anche per altre forme e dimensioni, queste scalda salviette, possono essere collegate alla caldaia tramite impianto classico o direttamente alla rete elettrica per poter funzionare anche quando tutto il sistema di riscaldamento è spento. Mantenere una temperatura ad hoc sarà più semplice utilizzando un termostato con orario regolabile, per portare il calore desiderato al livello corretto nel momento in cui si dovrà utilizzare il bagno stesso.
Bagno: dettagli di tendenza in nero
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Idee per inserire accessori in nero in bagno Utilizzare il nero nei vari ambienti interni di casa è sicuramente una tra le scelte stilistiche più popolari e valutate nelle progettazioni trendy e chic di home design. Questo essere sempre sulla cresta dell’onda, ricade nel fatto che questa tinta così scura, apparentemente ombrosa e cupa, trova in realtà in ogni abitazione un suo modo per inserirsi in maniera impeccabile ed elegante, anche attraverso un unico e piccolo dettaglio.   Applicato in una molteplicità di complementi, rivestimenti e accessori, arricchisce ogni stanza rendendola distintiva e particolare, seria o frizzante a seconda dell’enfasi e dalle rifiniture valutate di volta in volta. Se per gli altri colori non esiste un unico tono, ma vi sono varianti e sfumature anche molto differenti, per il nero questo non accade. La tonalità è una, pura e netta e la diversa percezione che noi ne abbiamo, dipende in realtà dalla lucidità o dall’opacità di un oggetto o dalla difformità dovuta alla recettività del materiale tinto in questa nuance. Parlando di grandi ingombri, è sicuramente più semplice optare per una cucina o una serie di divani in nero, perché si tratta di grandi elementi attorno ai quali ruota tutto il progetto, avvalersi invece di accessori che esaltino questa colorazione, collocata in maniera originale e funzionale, può al contrario non essere sempre facile. Nel bagno, per esempio, come è fattibile gestire dettagli di tendenza in nero che spicchino ma senza risultare eccessivamente invadenti o poco raffinati?   Ecco alcune idee che Archisio ha selezionato per voi, per inserire specchi, rubinetti o caloriferi e arredare un ambiente di servizio con un pizzico di stile in più davvero glam! Bagno: rubinetteria in nero di grande design Un dettaglio irrinunciabile, poiché possiede una funzione essenziale all’interno di un bagno di casa, è la rubinetteria. Pensare di valorizzarla con forme particolari e con il colore nero, aiuta a raggiungere quell’effetto wow tanto desiderato e tipico di un progetto di grande design. Dal lavandino alla doccia, dalla vasca da bagno al bidet, un bel rubinetto in nero riesce ad infondere stile e personalità dove un oggetto che deve essere utile e pratico, diventa il top anche a livello estetico. Bagno: piano e mensole in nero In moltissimi progetti per uno o più bagni di casa non si vedono più i tipici mobiletti incorporati al lavandino o disposti come pensili ai lati dello specchio. Oggi giorno trovano largo impiego al loro posto, piani e mensole contenitore dove tutto viene lasciato a vista. Optare per varianti in nero, che facciano focalizzare l’ attenzione verso un punto fondamentale nell’ ambiente, rende l’ intera ideazione accattivante, lineare ed essenziale, e comunque molto funzionale ed efficiente in un bagno di un’ abitazione moderno e très chic. Bagno: infissi in nero per finestre sul tetto A volte, ciò che smorza e da colore all’interno di in un bagno monocromatico, non ricade necessariamente su un servizio o un accessorio a lui prettamente dedicato. Anche un elemento strutturale o appartenente al settore edile come una trave o un infisso, possono diventare quel dettaglio in nero che fa la differenza in un ambiente davvero alla moda. Un serramento in generale, una porta o una finestra sul tetto, si inseriscono come optional di tendenza spiccato ma a sé stante, per connotare qualitativamente un bagno di casa ricercato e unico nel suo genere. Bagno: consolle minimalista in nero Una consolle in nero dove un lavabo integrato e nascosto da linee minimalista e geometriche, si colloca alla perfezione in un bagno di casa trendy, distinto e confortevole? Assolutamente si: una realizzazione certamente da prendere in considerazione quando ci si appresta a voler rinnovare questa stanza di casa per ridargli nuovo vigore e un look non solo più attuale ma con quel tocco estetico aggiuntivo e particolare, che solamente un optional in nero può riuscire ad infondere. Regolarità nelle forme e semplicità nei dettagli, trovano ancor più consensi in questo nuovo modo di attrezzare la zona lavandini. Bagno: specchio in nero e separè vintage Molti optional possono venire proposti in un bagno di casa, con colorazioni particolari e forti utilizzate in ideazioni sia tradizionali che contemporanee. Tonalità che nel tempo hanno contraddistinto e qualificato aspetti estetici e stili differenti. Il nero si trova nella posizione di poter essere applicato a ciascuno, a seconda della quantità del suo impiego e degli accessori a cui viene abbinato. Una scelta che richiami un’ idea retrò, con vasca con piedini, separé o paraventi intarsiati e grandi specchi con vetro decorato, troverà in questo colore l’ emblema della perfezione, per far riemergere sensazioni e atmosfere del passato, all’interno di un ambiente concepito e progettato in chiave odierna. Bagno: funzionale termoarredo in nero Utile, indispensabile ma sempre lasciato un po' da parte. Il termoarredo, alleato in un bagno di casa di nuova concezione, viene solitamente collocato in un angolo per adempiere alla sua funzione e solitamente lasciato in bianco per mimetizzarsi ancora meglio con la parete circostante. Perché non giocare invece sui contrasti, dove colori tenui fanno da sfondo a un accessorio di tendenza in nero? Molte volte bellezza e praticità vanno di pari passo e riescono a trovare anche in oggetti comuni, come un calorifero, un punto di contatto per riuscire a realizzare un progetto di interior limpido, raffinato e di buon gusto. Bagno: vasca trendy in nero Un elemento relativamente grande e importante in un qualsiasi bagno, all’ interno di un’ abitazione e con la capacità di diventare il protagonista, grazie ad un colore significativo e di spicco. Optare per una vasca trendy in nero è una soluzione coraggiosa da valutare. Questo oggetto funzionale diventa, in questa tonalità, il padrone assoluto in una zona di servizio e viene messo in evidenza in maniera forte ma spettacolare. L’ eleganza della tinta, associata alle forme proposte oggi sul mercato, regalano signorilità a qualsiasi stile scelto per il bagno di casa, promuovendolo a stanza di tendenza con un dettaglio in nero da prima pagina.
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