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Articoli: Giardino ed Esterni

Idee per la perfetta porta d’ingresso di una villa moderna
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La porta d’ingresso di una villa moderna è esattamente come la ciliegina per una torta solo inserita nel settore casa. Un’abitazione può essere perfetta sotto ogni punto di vista ma il dettaglio che ne determina la perfezione risiede in alcuni elementi esclusivi che ne connotano la bellezza esteriore nonché la pratica funzionalità e in questo caso, assoluta sicurezza. Tipologie differenti caratterizzano una entry door e la vasta gamma di portoncini d’ingresso racchiude in sé innumerevoli aspetti da valutare e ponderare durante la fase di scelta e successivo acquisto. Partendo dal presupposto che ciascuna porta sul mercato odierno soddisfa i requisiti, anche minimi di affidabilità e tranquillità, è ancor più veritiero che una villa sarà dotata di sistemi ancora più evoluti di blindatura e antieffrazione riscontrabili in ogni modello. Ma quello di cui ci vogliamo invece occupare oggi è l’osservazione e l’abbinamento che si può creare tra una porta d’ingresso e una villa dallo stile attuale e moderno per sottolineare i differenti effetti visivi e di tendenza che possono essere attuati.   Porta d’ingresso classic style per una villa moderna Una villa moderna, realizzata con una forma tradizionale rivisitata, ma resa evoluta dal punto di vista dei materiali impiegati nella sua costruzione, dalle finiture e dai colori più che mai contemporanei, può essere associata ad una porta d’ingresso classic style, senza risultare datata o fuori luogo. Serramenti tecnologicamente avanzati per le finestre, con vetrate a specchio, assenza di oscuranti e divisioni particolari in orizzontale anziché in verticale, definiscono una tendenza odierna, ma che ben si presta ad essere in sintonia con un imponente portone principale, se una linea comune, ad esempio la scelta materica e la tinta impiegata, rimane la stessa in tutto il progetto. Chiunque pensi a: una porta d’ingresso a doppio battente; a grandi ante lavorate a rilievo con disegni artigianali e simmetrici; vetri serigrafati, racchiusi in una forma circolare a mezza luna; si immagina che tale oggetto possa essere tranquillamente associato ad uno stile neoclassico, country chic o comunque legato alle consuetudini del passato, invece potete star certi che anche in una villa moderna troverà la sua perfetta collocazione donando classe e raffinatezza all’intera visuale prospettica. Porta d’ingresso moderna in stile loft Se una villa viene invece pensata e progettata in tipico tema moderno, che richiama uno stile loft e cittadino, con finiture in cemento, linee squadrate, tetti piani e sistemi per oscurare che ricordano le tipiche serrande da negozio, allora la porta d’ingresso non potrà che essere oltremodo fedele all’aspetto generale che si è voluto far emergere. Un unico battente, lineare, semplice nella forma e nella finitura solitamente lasciata liscia, con colori scuri e decisi nei toni del grigio opaco, è ciò che ci si aspetta di trovare. Poche variabili possono influire sulle varianti di questo tema, ma maniglioni XXL, lucidi o satinati, sono uno dei pochi dettagli che possono donare un look ancora più accattivante a porte d’ingresso in ottimale accordo stilistico con l’involucro circostante in cui sono inserite. Porta d’ingresso per una villa moderna: minimal style Stile minimalista con blocchi monovolume resi più delicati dal colore bianco candido per le varie facciate, si susseguono in molte realizzazioni, creando un effetto di pieni e vuoti per alleggerire una villa moderna strepitosa e oltremodo geometrica. L’ingresso trova la sua collocazione a volte dietro ad un vestibolo esterno, molto utile come pianerottolo outdoor coperto che può essere utilizzato per vari scopi. Una porta d’entrata, praticamente nascosta da questa porzione muraria, non ha significato di contraddistinguersi e la maggior parte delle scelte ricade su un serramento della stessa tipologia impiegata per tutti quelli presenti in casa. Rigorosa e rettilinea questa porta d’ingresso avrà i medesimi accessori degli altri infissi, come tapparelle e maniglie, con l’accortezza di essere realizzata con specifici pannelli anti intrusione e anti sfondamento. Porta d’ingresso: impeccabile trasparenza Quando l’intento è quello di sfruttare al meglio le facciate esposte verso sud, per incamerare più luce naturale possibile, ecco che le pareti trasparenti fanno al caso nostro, in modo particolare se i livelli di una villa moderna sono sfalsati e collocati anche sotto il livello di calpestio. Inserire una porta d’ingresso completamente in vetro, aiuterà a far aumentare la luminosità negli ambienti posti in un piano semi interrato con tutte le accortezze che tale scelta dovrà soddisfare in termini di sicurezza. Il risultato sarà garantito e oltre ad essere soddisfacente e utile, contribuirà a mettere in evidenza le qualità estetiche di un’abitazione contemporanea. Il risultato sarà garantito e oltre ad essere soddisfacente e utile, contribuirà a mettere in evidenza le qualità estetiche di un’abitazione contemporanea. Porta d’ingresso per una villa moderna in legno e vetro Per chi ama la modernità assoluta in casa ma in qualche modo è rimasto legato a sensazioni provenienti da concezioni del passato inerenti il modo di arredare e decorare casa, può azzardare il ben riuscito accostamento di materiali legati alla tradizione, inserendoli in un contesto odierno. Associarli a forme e lavorazioni attuali sarà significativo in una porta d’ingresso: oggetto che ben si presta a tale esperimento. Le linee pulite e le geometrie ferree sono il must del modern style. Ma abbinare una entry door con telaio ligneo e spiccati elementi orizzontali su porzione vetrata, in una soluzione a battente unico e con misure davvero importanti, riuscirà a coniugare idee e silhouette più che attuali a sapori antichi rivisitati, grazie alla scelta materica di legno e vetro, ideati e organizzati in chiave contemporanea. Porta d’ingresso contemporanea e lineare Un altro modo per non discostarsi dallo stile moderno di una villa e anzi assecondarlo in ogni accessorio e optional presente, è quello di utilizzare una porta d’ingresso contemporanea nei materiali e nella linea. Metallo e in particolar modo l’acciaio, abbinato a vetro satinato, in una semplicità minimalista di linee marcate, spigolose e senza fronzoli, diventano l’emblema di un modernismo puro, in una abitazione in stile e dal look impeccabile. Dove su intere facciate non vengono inserite volutamente grandi aperture, una porta con parte laterale fissa vetrata, può aiutare a rendere meno oppressivo e chiuso uno spazio così importante come l’ingresso di una casa.
Fontana da giardino: giochi d’acqua per i tuoi spazi esterni
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Uno degli elementi decorativi più scenografici da inserire nel proprio giardino è costituito dalle fontane ornamentali che con i caratteristici zampilli d'acqua regalano un effetto rilassante. La magia dei giochi d'acqua offre uno spettacolo coinvolgente ed aggiunge un tocco romantico in un angolo del giardino. Questo risulta ulteriormente enfatizzato quando si aggiungere un sistema di illuminazione che rende l'atmosfera ancora più straordinaria. Le fontane da giardino completano l'arredamento degli spazi esterni della casa divenendo un elemento attrattivo e caratterizzante, purché sia in linea con lo stile generale dell'ambiente. Per arrivare alla scelta della fontana da installare nel proprio giardino di casa prima di tutto è opportuno eseguire una serie di valutazioni. Innanzitutto bisogna individuare il posto in cui installare la fontana da giardino e da questo primo dato si potrà avere un'idea delle dimensioni di massima che essa dovrà avere. Nella scelta del posizionamento della fontana da giardino si dovrà tenere conto di alcuni aspetti fondamentali per consentirne l'installazione, ad esempio se sarà necessario realizzare dei lavori per adeguare l'area individuata e se sarà necessario realizzare degli impianti di tipo idraulico o elettrico. Prima dell'acquisto bisogna dunque valutare aspetti come: la tipologia di fontana più adatta alle proprie esigenze; gli impianti da realizzare; lo stile; il materiale; le misure; il costo della fontana; la manutenzione necessaria; i consumi.  Fontana da giardino: pro e caratteristiche La presenza di una fontana trasforma il giardino rendendolo un posto suggestivo ed accogliente. Il flusso d'acqua apporta freschezza e produce un rumore piacevole e rilassante. Inoltre, alcune tipologie di fontane da giardino possono essere utili anche come fonte a cui attingere per innaffiare le piante oltre ad essere un elemento decorativo. Se realizzate in materiali di buona qualità e se installate in modo che gli impianti siano nascosti alla vista le fontane si integrano armoniosamente nei giardini. Naturalmente per mantenerle in buono stato a lungo, senza problemi per quanto riguarda il funzionamento è necessaria una manutenzione periodica che consente di prevenire intasamenti. L'acqua infatti tende a creare incrostazioni di calcare e a sviluppare la formazione di batteri ed alghe. Per ovviare a questo problema sarà opportuno eseguire un trattamento dell'acqua con prodotti appositi. Fontana da giardino: quale tipologia valutare Le diverse tipologie di fontane per giardino si differenziano per una serie di caratteristiche, sia funzionali che estetiche. La tipologia più giusta sarà suggerita dalla conformazione del giardino e più nello specifico dalle peculiarità del punto esatto in cui si intende installare la fontana. Tra le opzioni da valutare ci sono: fontana a parete, viene fissata ad un muro ed ha una sola faccia; fontana a colonna, può essere installata liberamente in qualunque punto del giardino dove si abbia un collegamento con la rete idrica, è la classica fontana dalla quale l'acqua fuoriesce solo quando richiesta attraverso il rubinetto di cui è dotata; fontana a cascata, l'acqua fuoriesce formando una cascata dall'effetto molto scenografico e può avere una o più vasche di raccolta collegate; fontana centrale, viene installata in posizione centrale e non ha una faccia preferenziale ma si può osservare da tutti i lati, è costituita da un corpo centrale e può avere più livelli di vasche. Talvolta le fontane da giardino possono contenere statue ed altri ornamenti che ne aumentano l'effetto decorativo. Fontana da giardino: materiali e linee L'aspetto delle fontane da giardino è il risultato di determinati materiali ai quali vengono date particolari linee. Per quanto riguarda lo stile ci sono delle proposte classiche dallo stile romantiche, più adatte a contesti dal sapore tradizionale, oppure versioni barocche adatte a giardini sofisticati, mentre altre più moderne ed essenziali si addicono all'interno di giardini contemporanei ed altre in materiali più semplici sono ideali per giardini zen. Lo stile influenza notevolmente anche il materiale scelto per realizzare una specifica tipologia di fontana. Trattandosi di elementi esposti alle intemperie devono essere realizzate in materiali in grado di sopportare l'azione degli agenti atmosferici quali sole e piogge, resistenti all'usura e duraturi. Tra i materiali più usati per la realizzazione di fontane ci sono: legno o bambù; poliresina (ovvero pietra artificiale); ghisa; conglomerato di cemento; marmo; granito; pietra; pietra ricostruita. Fontana da giardino: allacci e consumi Il funzionamento di una fontana da giardino richiede la circolazione di acqua ed un sistema di alimentazione.  Alcuni modelli, anche piuttosto semplici, si basano sul ricircolo della stessa acqua attraverso pompe a circolazione alimentate ad energia elettrica. Naturalmente l'allaccio deve essere agevole. Dove non si riesce a fare altrimenti si può ricorrere all'utilizzo di prolunghe per esterni, ma questo rende il lavoro meno professionale. Essendo la circolazione dell'acqua costante è conveniente optare per una pompa a risparmio energetico, che consentirà di contenere i consumi. Se presente anche l'illuminazione a LED della fontana sarà necessario predisporre l'impianto in modo che possa alimentare anche questa componente. Un'alternativa è costituita dalle fontane alimentate ad energia solare che si possono installare anche dove non si dispone dell'allaccio elettrico in prossimità. Possono essere dotate di batteria di accumulo che immagazzina energia per l'utilizzo notturno. Le fontane dotate di rubinetto invece richiedono sia il collegamento alla rete idrica da cui prendere l'acqua, sia lo scarico per smaltire quella non utilizzata. Costi per realizzare una fontana da giardino Valutare i costi di una fontana da giardino è necessario per capire se il budget a disposizione corrisponde al progetto che si ha in mente. Come sempre, essendoci così tante varietà di fontane da giardino risulta difficile stimare quale sia la portata della spesa da affrontare. Si spazia da piccole fontane da posizionare autonomamente in giardino a grandi fontane in materiali pregiati realizzate in base ad un progetto personalizzato. I costi per l'acquisto della fontana stessa dipendono soprattutto dalla tipologia, dalle sue dimensioni e dal sistema di funzionamento presente. Alcune tipologie di pompa sofisticate incidono notevolmente sul prezzo della fontana, ma sono spesso quelle che consentono di ridurre i consumi per cui si tratta di un investimento su cui vale la pena riflettere. Da considerare anche i costi per il trasporto della fontana, soprattutto se si tratta di soluzioni imponenti e delicate.  Oltre al costo della fontana ornamentale bisognerà calcolare il costo delle opere murarie da realizzare per l'installazione della stessa, così come i lavori necessari per realizzare l'allaccio all'impianto idraulico ed elettrico, inclusa la manodopera.
Giardino sul tetto: una copertura in verde ecofriendly
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Un giardino pensile ha principalmente una funzione architettonica ma ha effetti anche sul microclima dell'edificio. Costruire un giardino sulla copertura di palazzi, lastrici solari o su terrazze, oppure su coperture di garage trasforma completamente l'immobile, donandogli un'aria contemporanea e green friendly. Eppure i giardini pensili non sono una invenzione recente, basta pensare ai leggendari giardini pensili di Babilonia, una delle Sette meraviglie del mondo antico, ma sta prendendo sempre più piede in forma attualizzata negli edifici contemporanei. Si tratta infatti di una soluzione che permette di godere dei benefici del verde anche in contesti fortemente urbanizzati. Per realizzare un giardino pensile è necessario prima di tutto sottoporre a verifiche tecniche la struttura portante per accertarsi che sia idonea a supportare l'aggiunta di una soluzione di questo genere, considerando il peso del terreno, della vegetazione e dell'acqua che è in grado di trattenere. Da questi dati si potrà procedere alla progettazione del giardino pensile che potrà avere differenti caratteristiche in base alle esigenze e alla collocazione, con particolare attenzione alla scelta delle piante. Bisognerà assicurarsi poi che tutte le fasi della costruzione siano svolte a regola d'arte, in particolare l'impermeabilizzazione, al fine di scongiurare il rischio di infiltrazioni o altri danni all'edificio. Per questo è preferibile affidarsi a delle imprese specializzate nella realizzazione di giardini pensili. Scegli la tipologia di giardino sul tetto Ci sono diverse tipologie di coperture verdi che si differenziano per la vegetazione presente e di conseguenza per il sistema impiegato per la sua realizzazione e la manutenzione necessaria. Una di queste sono i giardini pensili intensivi, delle coperture verdi molto simili a giardini veri e propri, con prato ed una selezione accurata di specie vegetali realizzata sulla base delle caratteristiche di ogni pianta. Questa tipologia di giardini hanno pesi consistenti, mentre i costi per l'installazione e per la manutenzione superano quelli di un normale giardino realizzato sul suolo. Sono spazi fruibili, costituiti da tappeto erboso su cui possono essere introdotte strutture di arredo e pavimentazione. Tra la vegetazione si possono includere tappezzanti arbustive, specie cespugliose, anche con alberature di grandi dimensioni, oppure si possono realizzare orti per la coltivazione di frutta e verdura. Per via delle caratteristiche particolari, i giardini pensili intensivi richiedono una manutenzione regolare abbastanza intensa. L'irrigazione viene realizzata attraverso impianti a goccia o sistemi di subirrigazione. La seconda tipologia è costituita dai giardini pensili estensivi, detti anche tetti verdi. Hanno una struttura più semplice rispetto a quelli intensivi da cui differiscono per molti aspetti. Si tratta di coperture verdi per le quali vengono adottati processi naturali per l'irrigazione e la manutenzione. Questo genere di giardini pensili si realizza quando il tetto non deve essere utilizzato ed è equiparabile ad una semplice copertura.  La stratificazione da realizzare e di conseguenza lo spessore della copertura sono quindi ridotti rispetto ai giardini pensili intensivi, così come i costi di realizzazione. Richiedono bassa manutenzione ed hanno un fabbisogno nutritivo ridotto che viene soddisfatto con le sole precipitazioni atmosferiche. Una terza opzione è rappresentata dal giardino pensile inclinato, per molti versi simile ai giardini pensili estensivi che però si realizzano su coperture piane. Per la sua realizzazione sono necessari particolari accorgimenti tecnici per evitare l’effetto scivolamento. Indispensabile anche il contenimento del sistema al bordo tetto e il controllo dell'erosione del substrato soprattutto su inclinazioni molto elevate. Il verde viene realizzato con piante perenni a basso sviluppo e ad effetto tappezzante. Si può optare per tipologie di vegetazione di altezza limitata che richiedono scarsa manutenzione come piante sempreverdi resistenti al gelo e alla siccità. L'alternativa è la realizzazione di un semplice prato naturale. Esamina gli strati che compongono un tetto verde Nella stratificazione dei diversi materiali che costituiscono un giardino pensile, ognuno di essi ha una propria funzione specifica. In linea di massima questi strati sono: impermeabilizzante antiradice; strato drenante; sacchi di igroperlite; substrato colturale; vegetazione; impianto di irrigazione (per i giardini intensivi). I singoli strati devono essere realizzati in modo impeccabile affinché si generi un sistema con una buona funzionalità, senza causare ristagni d'acqua o terreno instabile.  Solo in questo modo la vegetazione potrà trovare il giusto nutrimento e vivere in buona salute. Considera i pro e i contro di un tetto verde Realizzare una copertura verde è vantaggioso per svariati motivi, sia per l’edificio che per le persone che lo abitano. Innanzitutto si recupera uno spazio altrimenti inutilizzato per portare un contatto con la natura anche in città, generando un impatto positivo sul paesaggio. L'effetto è benefico per la costruzione anche perché viene migliorato l'isolamento termico e di conseguenza si ottiene una regolazione della temperatura interna, sia in estate che in inverno, riducendo così il costo per l'alimentazione di sistemi di riscaldamento invernale e climatizzazione estiva. Si regola al tempo stesso l'umidità interna dell'edificio e si mitigano gli sbalzi termici. La costruzione subisce inoltre una crescita del proprio valore economico. Nonostante la realizzazione di un tetto verde sia una soluzione molto positiva per molti versi, non mancano alcuni lati negativi. Partiamo dai costi di realizzazione che possono essere piuttosto ingenti per superfici particolarmente vaste. A questo si aggiunge la necessità di manutenzione che si traduce in ulteriori costi per la gestione della copertura verde. Un altro svantaggio è il rischio concreto che si possano essere problemi di infiltrazione causati da errori di progettazione o esecuzione.  Queste particolari coperture verdi richiedono inoltre particolari strutture architettoniche che ne possano sopportare il peso. Consulta la normativa per i giardini pensili sul tetto Quando si vuole realizzare una nuova opera è sempre indispensabile consultare le normative vigenti così da poter procedere nel rispetto di esse.  La normativa di riferimento in Italia in materia di tetti verdi e giardini pensili è la norma UNI 11235:2015, dal titolo “Istruzioni per la progettazione, l'esecuzione e la manutenzione di coperture a verde”. Questa norma definisce i criteri di progettazione, esecuzione, controllo e manutenzione di coperture continue a verde, in funzione delle particolari situazioni di contesto climatico, di contesto edilizio e di destinazione d’uso.  Valuta i costi di realizzazione e manutenzione Il costo di un giardino pensile è fortemente orientato dal singolo progetto, dove ogni scelta incide sul preventivo. Perciò è utile determinare un budget di massima e richiedere un progetto che non si discosti troppo dalla cifra concordata.  Considerando i costi per metro quadro si comprende immediatamente che ad un prezzo più alto corrisponde un sistema più complesso. Si va da circa 70 €/mq per la realizzazione di una copertura con prato a circa 200 €/mq per la realizzazione di un giardino pensile con prato e alberi. Un altro elemento da valutare sempre è la manutenzione del tetto verde che comporta dei costi continuativi nel tempo.
Pavimentare il vialetto di casa: 5 materiali a confronto
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Per un esterno curato e gradevole esteticamente niente può essere lasciato al caso. I vialetti oltre ad essere indispensabili per percorrere l’interno del giardino e raggiungere comodamente l’ingresso di casa hanno anche il compito di contribuire al disegno generale di questa area outdoor e perciò vanno progettati in rapporto al contesto in cui si inseriscono. A seconda dello stile della casa si potranno individuare quindi soluzioni in materiali tradizionali oppure soluzioni più innovative. Le opzioni da valutare per realizzare un vialetto esterno sono svariate. In primo luogo bisognerà stabilire quali sono le esigenze e quindi se si intende realizzare un percorso pedonale oppure se è preferibile orientarsi su un percorso carrabile, ma anche se collocato in giardino o a bordo piscina, così da individuare la soluzione che meglio soddisfa i requisiti imposti. Questa area del giardino necessita di una pavimentazione stabile e resistente, realizzata in materiali idonei a seconda della tipologia di utilizzo, che consentirà di poter camminare in giardino senza sporcarsi le scarpe o danneggiare il prato. Valutare le caratteristiche dei differenti materiali costituisce il primo step per stabilire la pavimentazione da posare per il proprio vialetto. La scelta sarà per il materiale che meglio soddisfa criteri funzionali ed estetici. In particolare, osservando le schede tecniche delle diverse proposte bisognerà verificare: resistenza al calpestio; resistenti agli agenti atmosferici, al gelo e agli sbalzi termici; durevolezza; dimensioni e spessore; facilità di pulizia impermeabilità; proprietà antiscivolo. Inoltre, nella scelta della tipologia di pavimento esterno da realizzare ci sono diversi aspetti da prendere in considerazione. Tra questi: la sagoma della superficie da coprire; L’ampiezza della superficie da pavimentare; la presenza di dislivelli; il sistema di posa; la manutenzione necessaria; i costi. Indipendentemente dal materiale scelto, per ottenere un vialetto stabile e duraturo bisognerà preparare l’area da pavimentare livellando il suolo e rendendolo compatto se necessario. Confrontiamo 5 differenti materiali idonei per pavimentare il vialetto di casa, analizzando le principali caratteristiche di ognuno di essi.  Pietra: in lastre naturali o rifinite a piastrella Una delle soluzioni più antiche e tradizionali con cui pavimentare vialetti donando un aspetto rustico agli esterni è costituita dalle lastre in pietra naturale, durature e resistenti. A seconda della tipologia di pietra si avranno differenti colorazioni e finiture. Anche per quanto riguarda i formati ci sono diverse opzioni da valutare in base all’area da coprire. Le lastre di pietra vengono tagliate e lavorate per rendere la superficie ruvida e antiscivolo. La posa viene eseguita a secco poggiando le lastre su un letto di sabbia o di malta che aiutano a fissarle nella posizione desiderata. Il posatore si assicura inoltre di disporre i vari elementi al fine di evitare pendenze scorrette o altri errori che possono causare infiltrazioni d’acqua o formazione di pozzanghere che danneggerebbero la pavimentazione. Lavorando la pietra si possono ottenere dei formati più regolari analoghi alle piastrelle in ceramica, ideali per pavimentare vialetti esterni. Questo consente di poter avere pavimentazioni più regolari con la creazione di vari schemi di posa che danno un aspetto curato allo spazio outdoor. Possono avere sagoma quadrata o rettangolare e varie dimensioni, anche da mescolare per creare dei pattern originali. I vialetti in pietra sono compatibili con qualsiasi tipologia di vialetto, anche a bordo piscina.  Cemento: liscio o autobloccanti Il cemento è un materiale molto versatile con cui ottenere pavimenti per esterni di qualsiasi forma, anche le più complesse e personalizzate. Viene infatti realizzato direttamente in opera utilizzando del cemento autolivellante che viene poi lisciato a mano o con apposite macchine per dare una superficie omogenea e facile da pulire.  È adatto anche alla realizzazione di pavimenti carrabili, essendo un materiale solido e che non presenta dislivelli. L’alterativa sono i masselli di calcestruzzo compresso, dei mattoni di forma regolare che assicurano vialetti stabili e di facile realizzazione. Sono mattoni autobloccanti da posare a secco ma che è necessario fissare con della sabbia asciutta per ottenere una pavimentazione compatta. Consentono la crescita dell’erba tra le fughe ma impediscono che lo sviluppo sia eccessivo al punto da danneggiarli. Porfido: cubetti eleganti e di stile Il formato caratteristico dei sampietrini si presta alla realizzazione di pavimentazioni esterne particolarmente decorative, più o meno complesse a seconda dei diversi schema di posa impiegati. La forma dei cubetti in porfido consente di dare vita a vialetti molto decorativi. Seguendo schemi di posa che presentano una disposizione dei cubetti circolare, a ventaglio, ad arco o a coda di pavone si ottengono dei disegni anche molto suggestivi con cui caratterizzare il proprio giardino. I cubetti in porfido sono una delle soluzioni più usate per la realizzazione di vialetti pedonali e non, avendo una superficie ruvida e perfettamente antiscivolo. Oltre che dal punto di vista estetico, sono una buona soluzione anche a livello funzionale poiché hanno un effetto drenante per il quale non si originano indesiderati ristagni d’acqua. Legno: classico ma sempre alla moda Le pavimentazioni per esterni in legno o decking sono un vero e proprio evergreen che dona alla casa un aspetto naturale e caldo. Essendo esposto agli agenti atmosferici, affinché possa essere durature e resistente il legno deve essere adeguatamente trattato. Per realizzare in modo semplice e veloce un vialetto in legno si utilizzano listoni o quadrotte. Si possono usare anche per vialetti a bordo piscina, avendo una superficie piacevole al calpestio. La maggior parte delle essenze, anche se adatte all’utilizzo in esterni necessitano di manutenzione costante. Le essenze più usate sono quelle esotiche come il teak, l’ipè o l’iroko che hanno migliori prestazioni in applicazioni outdoor.  Una soluzione alternativa dal risultato similare è l’utilizzo di parquet per esterni in legno composito, materiale dalle caratteristiche migliorate per resistere agli agenti esterni senza subire danneggiamenti. Mattoni: tradizionali nel loro tipico colore Altra soluzione di lunga tradizione e di grande fascino per la realizzazione di vialetti è l’uso di classici mattoni in argilla o in cotto autobloccanti. Questi hanno una colorazione caratteristica che presenta diverse sfumature che vanno dal rosso all’aranciato fino al marrone scuro, ideale per ambientazioni in stile classico o tradizionale. Si installano attraverso un sistema di posa a secco. Gli schemi di posa più comuni con cui creare vialetti decorativi sono quella a spina di pesce, la posa alternata o la posa a griglia. Analogamente alle lastre in pietra o ai mattoni in cemento, questa tipologia di laterizi è adatta all’utilizzo in esterni anche per vialetti carrabili.
Pavimento in legno per esterni: soluzione di design
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I pavimenti in legno per esterni hanno molte qualità, sia dal punto di vista estetico che per quanto riguarda resistenza e durevolezza, anche quando sono sottoposti agli agenti atmosferici. Vengono definiti comunemente anche decking. Come accade con i parquet per interni, anche quelli per esterni apportano un tocco naturale e caldo all’ambiente outdoor, rendendolo accogliente e confortevole. Si addicono a qualsiasi tipologia di esterno, sia in ambienti di montagna che di mare. Prima di realizzare una pavimentazione per l’outdoor in legno bisogna però fare alcune valutazioni per stabilire se si tratta della soluzione adatta al proprio caso. Quando si realizza un nuovo pavimento in legno per esterni bisognerà selezionare con attenzione le caratteristiche per individuare la soluzione che meglio soddisfa le proprie esigenze ed ottenere un risultato corrispondente ai propri desideri.  Tra gli elementi da valutare: il formato; l'essenza legnosa;  la tipologia di posa. Oltre a questo, tra le cose più importanti di cui tenere conto c’è anche la dimensione dell’area da pavimentare, la sua pendenza e la presenza di irregolarità nel terreno che potrebbero richiedere ulteriori lavori di preparazione. Nella scelta della tipologia di pavimento in legno per esterni influiscono anche: la manutenzione necessaria; i costi del materiale. Scegliere listoni o mattonelle Per realizzare pavimenti per gli esterni con il legno ci sono due tipologie di formato tra cui scegliere. La prima opzione è costituita dai listoni ovvero delle doghe rettangolari di grande formato. Si tratta di elementi in legno massiccio dallo spessore minimo di 20 mm. Se si deve pavimentare una superficie ampia sono la soluzione ideale, ma si utilizzano anche per pavimentare aree a bordo piscina o giardini. Si utilizzano anche quando la superficie da coprire ha una forma irregolare perché aiutano a mimetizzare bene. La seconda opzione è rappresentata dalle mattonelle, anche dette quadrotte, che si assemblano con semplicità attraverso dei sistemi di aggancio.  Sono adatti all’installazione su superfici regolari di forma regolare e sono disponibili in diversi formati, piccoli o grandi. Lo spessore è doppio rispetto ai listini proprio perché la parte inferiore è occupata da un supporto necessario per fissare i diversi elementi tra di loro e per fare da base di appoggio. Utilizzare essenze di qualità Per avere un pavimento esterno di lunga durata bisognerà selezionare essenze che abbiano alta resistenza agli agenti atmosferici. Essenze troppo tenere rischiano di essere danneggiate dalla pioggia, dal sole e dal gelo già dopo poco tempo. Se non si ha dimestichezza con questo tema, sarà preferibile farsi consigliare da esperti in questo ambito, che possono essere architetti o rivenditori di questa tipologia di prodotti. Sono ideali per questo utilizzo i legni a durame concentrato che fanno parte dei latifoglie o delle conifere. Si prestano bene alla posa in esterni anche essenze tropicali come il teak o l’ipè o il Massaranduba, legni particolarmente resistenti e durevoli. Un’alternativa è costituita dal legno composito che ha caratteristiche migliorate rispetto all’essenza normale grazie all’aggiunta di ulteriori sostanze che vanno a potenziare le proprietà del legno. Valutare le tecniche di posa Quando si seleziona il formato allo stesso tempo bisogna già pensare alle tecniche di posa. Per prima cosa si dovrà sistemare il fondo rendendolo regolare ed idoneo alla posa del pavimento. Sia listoni che mattonelle per pavimenti esterni in legno sono dotati di una struttura modulare in materiale plastico che facilita l’assemblamento attraverso un sistema di aggancio a clip che consente di eseguire la posa autonomamente e rapidamente. Ogni elemento viene quindi semplicemente appoggiato al suolo e agganciato attraverso le clip. Oltre a questi prodotti modulari ci sono anche i listoni classici per i quali sarà necessario eseguire un fissaggio con viti. Per questa procedura è necessario realizzare prima un telaio con dei listelli in legno su cui poi fissare le doghe utilizzando le viti che saranno quindi a vista. Questo rende la pavimentazione molto stabile. È necessario inoltre lasciare lo spazio tra un listello e l’altro affinché ogni doga abbia lo spazio necessario per dilatarsi. In entrambi i casi, per ottenere un risultato a regola d’arte sono necessarie alcune accortezze. Ad esempio, il posatore dovrà dare una certa pendenza al pavimento per consentire il deflusso dell’acqua piovana. Preventivare trattamenti e manutenzione Nella scelta del pavimento in legno da esterni è importante prendere in considerazione quali saranno i trattamenti e la manutenzione da effettuare. Questi infatti potrebbero comportare un costo supplementare ed un impegno costante. Il legno viene trattato con impregnanti per renderlo più solido e resistente, lasciando il suo aspetto naturale. Questi prodotti devono essere applicati almeno una volta all’anno per mantenerle il legno in perfette condizioni e non perdere la colorazione originale. L’esposizione agli agenti atmosferici infatti tende ad ingrigire le fibre del legno e possono formarsi inoltre muffe e parassiti. Optare per la posa di elementi modulari comporta dei vantaggi in questo senso in quanto, se ci sono delle zone con segni di usura o danni, possono essere sostituiti molto semplicemente senza dover eseguire trattamenti. Per le normali pulizie invece si può utilizzare un'idropulitrice ad alta pressione, in grado di eliminare tutto lo sporco che si deposita negli esterni. Utilizzando un materiale come il legno naturale per ambienti esterni è inevitabile dover dedicare delle attenzioni continue. Optando invece per soluzioni in legno composito (o WPC), invece, non sarà necessaria alcuna manutenzione poiché sono studiati per avere una resistenza migliorata. Calcolare i costi Realizzare un pavimento in legno per esterni comporta diverse voci di spesa. Innanzitutto bisogna considerare il costo per il materiale, variabile in base ad una serie di fattori come l’essenza legnosa, il formato ed il livello qualitativo, anche tenendo conto delle dimensioni della superficie da coprire.In linea generale i costi partono da circa 40 €/mq e possono superare i 120 €/mq per alcune essenze come il teak. Il costo per mattonelle e listelli modulari in genere è più basso. Si possono trovare in negozi di bricolage anche prodotti a partire da 20 €/mq per cui può considerarsi una soluzione economica.  Oltre al costo del materiale bisognerà considerare poi quello per la manodopera da impiegare per la posa del pavimento. Scegliere di puntare sul fai da te utilizzando prodotti di semplice installazione può quindi avere un ulteriore vantaggio non avendo costi di manodopera ed è la soluzione ideale per chi desidera risparmiare. A questi costi, a seconda dei casi si potranno sommare quelli necessari per la preparazione del terreno. Ad esempio, potrebbero essere necessari lavori di scavo per livellare il terreno, anche con l’impiego di mezzi pesanti che hanno un notevole costo.
Camino da esterno per un giardino di stile
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Pensare di attrezzare un patio o un giardino di stile con un camino da esterno per un giardino di stile, è senz’altro un modo intelligente e innovativo per prolungare l’uso di spazi accoglienti e gestibili per un periodo di tempo che può andare al di là delle classiche giornate calde e assolate dell’estate. Realizzare un progetto del genere non risulta troppo complicato, ma vanno considerate e progettate nel dettaglio le varie fasi di costruzione e inserimento, a seconda della tipologia, del modello e delle dimensioni del camino stesso. Se si pensa alla sua collocazione in progetti di nuova costruzione, si dovranno naturalmente valutare alcuni elementi legati alla struttura della casa che sta prendendo forma, se al contrario, si deciderà di collocare un camino da esterno in abitazioni esistenti, le scelte dovranno indirizzarsi verso altre soluzioni, legate e pensate in base a ciò che è già presente, armonizzando il nuovo con la preesistenza. Camino da esterno: ubicazione e posizione Scegliere l’ubicazione per una posizione ottimale di un camino da esterno, è il primo passo da compiere in questa progettazione outdoor così coinvolgente. La fonte di calore può essere collocata in vari punti accanto all’abitazione in base anche alla conformazione della casa e al tipo di camino che si intende utilizzare. All’interno di un patio sarà usuale trovare il braciere ad angolo, magari in corrispondenza e speculare rispetto ad un caminetto presente nel soggiorno adiacente, oppure antistante la casa e collegato alla struttura coperta da una parete fittizia al cui interno è stata inserita la canna fumaria. Molto usuale vedere camini da esterno in porzioni di pareti perimetrali in soluzioni bifacciali dove il medesimo elemento viene sfruttato indipendentemente sia internamente che esternamente alla casa. In aree più aperte e leggermente distanziate dall’abitazione principale, è possibile trovare posizioni differenti per un camino da esterno. Suggestive le soluzioni accentrate dove l’intero arredo viene disposto intorno al focolare per creare intimità e comfort o più pratiche e funzionali, le opzioni che prevedono un camino con struttura a casetta dove viene data anche la possibilità di cucinare al suo interno. Camino da esterno: materiali e finiture I materiali e le finiture utilizzate per un camino da esterno sono esattamente le stesse che possono essere scelte per uno da interni, anche se optare per prodotti maggiormente durevoli nel tempo e alle intemperie e differenze di temperatura è di sicuro un fattore da considerare. La parte interna che costituisce il braciere vero e proprio, viene realizzato con materiali refrattari come l’acciaio, principalmente impiegato, o la ghisa. Per quanto riguarda il rivestimento ci si può invece sbizzarrire con infinite soluzioni e adatte alla tendenza estetica scelta per arredare un soggiorno outdoor con camino da esterno. Se le pareti di casa possiedono già una finitura importante, magari in pietra o mattoni a vista e il camino stesso si trova adiacente a tali superfici murarie, sarebbe bene continuare ad utilizzare il medesimo prodotto per evitare di ottenere una commistione materica in stile arlecchino. Al contrario se l’abitazione si presenta intonacata e si vuole rendere grintosa e di spicco la zona dedicata al caminetto nel patio o nel giardino, sarebbe ottimale puntare su progetti di design ricercati e anche innovativi, con finiture metalliche, in rame o in bronzo, o con piastrelle contemporanee ma eleganti per un look contemporaneo e distintivo. Camino da esterno: combustibile e sicurezza La sicurezza che riguarda l’utilizzo di un camino da esterno è importante quanto quella di uno da interni, benché ci si trovi all’aria aperta. Avere cura di controllare l’andamento del fuoco e di assicurarsi del suo spegnimento sono operazioni ordinarie da compiere ogni volta che si intende godere di un bel calduccio nel proprio living outdoor. Per quanto riguarda il combustibile, i principali utilizzati sono naturalmente il legno, sempre in voga, il bioetanolo e il pellet. Valutare le differenze di ciascun può indirizzare verso l’una piuttosto che l’altra scelta: la legna implica un calore asciutto e residuo molto alto, con una temperatura elevata che crea un piacevole confort in tutta l’area antistante. Cenere e brace sono però da eliminare ogni volta che si intende farne uso e naturalmente i ciocchi devono essere costantemente introdotti per alimentare il fuoco. Inoltre è indispensabile avere uno spazio non troppo lontano dove stipare riserve facili da trasportare; il bioetanolo è una soluzione per chi non vuole attrezzarsi con una canna fumaria e per chi ama la pulizia immediata. Questo liquido raffinato viene versato all’interno di un serbatoio nella quantità prestabilita e acceso semplicemente con un accendigas. La fiamma è quella di un fuoco a tutti gli effetti ma non è necessario rinvigorirlo dal momento che brucia in autonomia il combustibile precedentemente introdotto. Il calore è maggiormente umido poiché del vapore acqueo fuoriesce impercettibilmente durante l’impiego e una volta spento si percepisce in modo immediato l’assenza di calore. La pulizia però è istantanea ed è sufficiente passare un panno umido per igienizzare; il pellet è un’alternativa alla legna e un modo versatile di gestire un caminetto tradizionale. Un mini contenitore può essere posizionato all’interno del braciere a cui viene dato fuoco con un’apposita diavolina, il materiale viene reintrodotto durante il consumo ed è molto più maneggevole e leggero. Camino da esterno: semplice o accessoriato Optional e accessori possono essere scelti durante l’acquisto di un camino da esterno o valutati successivamente. I modelli più semplici sono quelli dotati di vetro con apertura a battente (per legna o pellet) per poi passare a soluzioni saliscendi per i bifacciali. Gli accessori interessano maggiormente le soluzioni fisse o trasportabili dei camini da esterno a bioetanolo, a cui si può aggiungere un fondo di pietre o ciocchi in ceramica apposita che simulano in modo veritiero legna e pigne. In alcuni prodotti aperti è fattibile inserire delle griglie per cucinare e cuocere alla brace. Insomma, potrete davvero rendere il vostro camino da esterno personalizzato in ogni momento e allestirlo o renderlo più lineare a seconda delle necessità e gusti. Camino da esterno: manutenzione e pulizia La manutenzione di un camino da esterno non prevede particolari operazioni da compiere. I modelli senza canna fumaria possono essere rimossi con facilità, dato il peso contenuto e posti al riparo per chi non intende usufruirne durante il periodo più freddo dell’inverno. Controllare il tiraggio della canna fumaria per quelli tradizionali, rientra nella manutenzione ordinaria, così come la pulizia di braciere e bocchette per l’aria calda. La costanza di mantenere in ottimo stato questo elemento utile e non solo accessorio per arredare e riscaldare un soggiorno outdoor, in termini di conservazione strutturale e igiene, aiuterà notevolmente la sua durata nel tempo.
Piscina: come gestirla dopo il periodo estivo
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Quando la stagione estiva si conclude è il momento di chiudere le piscine all'aperto fino alla prossima primavera, quando le temperature torneranno a salire. Effettuare correttamente lo svernamento consente di preservare la piscina e tutte le sue attrezzature in buone condizioni, senza dover effettuare interventi di riparazione più pesanti al nuovo riavvio. Il periodo giusto per effettuare questa manutenzione annuale varia a seconda della località poiché l’indicatore da prendere in considerazione è la temperatura dell’acqua che deve scendere ad almeno 12 °C, al di sotto di questa temperatura infatti si arresta lo sviluppo di microrganismi. L'operazione di svernamento della piscina diventa ancora più importante da eseguire nelle zone in cui durante l’inverno si abbassa molto la temperatura e si forma ghiaccio. Il gelo infatti può danneggiare le varie componenti di filtraggio e la pompa della piscina. Inoltre, lo svernamento elimina la possibilità che si formino altri sgradevoli fenomeni come depositi di calcare, corrosione e ruggine.  Lo svernamento prevede una pulizia approfondita e l’utilizzo di prodotti chimici appositi da aggiungere all’acqua della piscina che bloccheranno la formazione di batteri. Piscina: considera lo svernamento attivo o passivo Ci sono due tecniche per eseguire lo svernamento. La prima è lo svernamento attivo (o semi svernamento) che è in pratica una chiusura parziale, poiché la piscina rimane attiva durante tutto l’inverno ma in modo alleggerito e per un tempo ridotto (un paio d’ore sono sufficienti). Non si vanno così a smontare le componenti che per tutto il periodo invernale vengono messe in funzione ogni giorno per una breve durata garantendo un livello minimo di filtrazione. Si può attuare quando si è consapevoli che l’inverno non porterà gelate che potrebbero danneggiare i tubi contenenti acqua se non si dispone di un sistema di riscaldamento e di un quadro anti gelo. All’arrivo della primavera andrà effettuata comunque una pulizia completa dell’intera piscina prima di riutilizzarla. I vantaggi di eseguire lo svernamento attivo sono la sua semplicità di esecuzione, l’evitare il totale svuotamento della vasca e il mantenimento della qualità dell’acqua. Tra gli aspetti negativi di cui tenere conto ci sono invece i consumi elettrici, la necessità di continuare a trattare l’acqua e l’usura delle attrezzature. L’altra possibilità è rappresentata dallo svernamento passivo (o svernamento completo) che prevede lo svuotamento totale della piscina, l’interruzione del sistema di filtrazione e lo smontaggio delle componenti per effettuare una pulizia completa e si tappano i tubi. Questa è la soluzione ideale per le zone in cui la temperatura scende abitualmente sotto i 5°C durante l’inverno e ci sono frequenti gelate. Tra i vantaggi vi è il risparmio sui costi di alimentazione dell’impianto di filtraggio e delle pompe della piscina che però richiederà un nuovo riempimento prima del nuovo utilizzo. Inoltre durante tutto il periodo di svernamento non sarà necessario eseguire controlli e manutenzioni della piscina. Richiede però una mole di lavoro superiore sia al momento dello svernamento sia al momento della riapertura. Piscina: mantieni l’acqua durante l’inverno Lo svernamento attivo è vantaggioso soprattutto dal punto di vista estetico. La piscina piena è molto più gradevole da vedere, rende l’ambiente outdoor più completo e gradevole anche in inverno. Se la piscina è di ampie dimensioni lo svuotamento complessivo risulta uno spreco di acqua che può invece essere mantenuta ed essere nuovamente utilizzata l’anno successivo. Procedere in questa maniera è utile soprattutto quando il riempimento della piscina deve essere effettuato attraverso delle autocisterne per l’impossibilità di avere altre fonti di acqua in prossimità. Svuotare completamente le piscine interrate può rappresentare un problema poiché la struttura potrebbe essere a soggetta a pressioni che arrivano dal sottosuolo in presenza di acque. Senza il peso dell’acqua all’interno della piscina, queste pressioni agendo dal basso rischiano di danneggiare il rivestimento della vasca, in particolare quelle con membrane in PVC che potrebbero deformarsi mentre quelle in cemento sono soggette a crepe. Dove invece non sono presenti acque nel sottosuolo questo problema non si pone. Se invece sono previste gelate sarà necessario inserire nell’acqua dei galleggianti di svernamento che hanno la funzione di assorbire la pressione esercitata dal ghiaccio. Piscina in inverno: evita la formazione di alghe Affinché l’acqua si mantenga trasparente e non si diventi verde è necessario mettere nell’acqua un alghicida, prodotto da usare quando la temperatura è sotto i 12 °C. Purtroppo per le piscine esterne non vi è altro rimedio che l’utilizzo di prodotti chimici per evitare la formazione di alghe. Una volta inserito il prodotto si attiva la filtrazione per almeno un ora per dare il tempo di agire e stabilizzare l’acqua. L’effetto sarà efficace per il tutto il periodo invernale senza necessità di ripetere il trattamento. Piscina: abbassa il ph al minimo invernale Un altro parametro da verificare prima della chiusura della piscina è il ph dell’acqua. È importante che l’acqua sia chiara, e per questo è necessario che il ph sia neutro, quindi l’acqua non deve essere né acida né basica. Poiché 7 è il valore corrispondente al ph neutro per l’acqua, quando questo valore è compreso tra 6,5 e 7,5 è accettabile.  Prima di effettuare lo svernamento si può iniziare con un trattamento d’urto dell’acqua. Con qualche giorno di anticipo si può procedere ad un cloraggio d’urto per eliminare le impurità e sanificare l’acqua eliminando i batteri. Quando il cloro libero raggiunge 0,0 ppm ed il pH dell'acqua è neutro la piscina si potrà coprire. Piscina: pulisci filtro e pompa prima dell’inverno Una pulizia approfondita della piscina è una tappa fondamentale da eseguire durante lo svernamento. Si dovranno pulire accuratamente tutte le pareti interne della piscina ed il fondo, usando attrezzature come spazzole, aspirafango o robot per piscine. In particolare si dovrà agire con più attenzione sulla linea dell’acqua dove si può depositare una quantità maggiore di sporco. Bisognerà pulire con la stessa cura anche tutti gli altri elementi come filtri, pompe, skimmer, ecc. Se si attua uno svernamento passivo tutte queste componenti andranno asciugate e poste al riparo dal freddo e dagli agenti atmosferici, mentre se si opta per uno svernamento attivo saranno rimessi in funzione. Piscina: inserisci coperture e chiusure per l’inverno Lo svernamento della piscina consente di avere tutto pulito e pronto per affrontare il periodo di inutilizzo. Tuttavia è difficile impedire che pioggia, foglie, insetti e polvere possano entrare nella vasca della piscina. Per questo motivo si può ricorrere all’installazione di apposite coperture e chiusure per l’inverno, resistenti alla permanenza in esterni. Queste coperture impermeabili possono essere in diversi materiali plastici e rinforzati con una struttura metallica affinché restino in tensione. Grazie alla loro presenza l’acqua presente nella piscina sarà protetta anche termicamente. I teli di svernamento per evitare l’ingresso dello sporco nella piscina devono essere ancorati saldamente al bordo esterno attraverso dei solidi ganci. Per riuscire a coprire una superficie superiore rispetto a quella occupata dalla piscina ed evitare così l’ingresso dello sporco i teli devono avere una dimensione superiore di almeno 50 cm per ogni lato.
Portone vs cancello: sicurezza per l’ingresso di casa
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Il portone o il cancello esterno rappresentano il primo approccio con la casa. Essendo un elemento visibile dall’esterno, come la facciata, esprime lo stile della casa e dei suoi abitanti per cui la scelta della soluzione giusta va ponderata con cautela soffermandosi su diversi aspetti. Prima dell’acquisto di un portone o di un cancello occorre valutare tra le altre cose: materiali che costituiscono il portone o il cancello; design; sistema di apertura; tipologia di serratura; livello di sicurezza offerto. La scelta sarà influenzata dalla configurazione dello spazio esterno e dalle esigenze per quanto riguarda l'accesso. Influisce nella scelta anche l’aspetto estetico che deve allinearsi al contesto in cui va ad integrarsi. Determinante anche la frequenza di utilizzo che varia in funzione della tipologia di edificio. Se si tratta di un condominio ad esempio sarà necessario un cancello o un portone più solido e resistente poiché viene utilizzato da più persone. Da valutare anche la forma delle ante del cancello o del portone.Queste differiscono soprattutto nella parte superiore, che può essere dritta oppure a spiovente o curva. La forma infliuenza lo stile del portone o del cancello che può essere ulteriormente personalizzato con l'aggiunta di elementi decorativi. Tipiche nei portoni le ante piene mentre i cancelli hanno un aspetto più aperto avendo ante traforate. Per rendere più comodo l’uso di portoni e cancelli si può integrare un sistema di apertura automatizzato con l’inserimento di un motore. La gestione a distanza sarà molto agevole grazie al telecomando e non sarà necessario scendere dall’auto per aprire e chiudere. Portone o cancello: pro e contro Qualsiasi scelta per essere presa in modo razionale richiede un’analisi dei pro e dei contro. Nel caso di portoni e cancelli entrambe le soluzioni offrono una sensazione di sicurezza, sia quando si è in casa sia quando si è fuori, poiché si tratta di elementi di chiusura di dimensioni importanti. Questa percezione è maggiore se l’accesso è dotato di un sistema di allarme. Nei portoni le ante a pannello chiuso riescono a schermare completamente, proteggendo la privacy poiché impediscono di vedere dall’esterno ciò che avviene al di là del portone. Per i cancelli invece le ante possono essere traforate, ovvero costituite da una struttura a griglia che lascia vedere l’interno dall’esterno e viceversa, oppure semi-traforate, ovvero costituite da un pannello chiuso solo in parte. Questa soluzione è da valutare attentamente soprattutto in presenza di bambini o animali domestici poiché potrebbe rappresentare un pericolo. Portone o cancello: valutare materiali differenti Trattandosi in definitiva di un elemento di protezione, il materiale che costituisce portoni o cancelli ha un ruolo fondamentale nella loro efficacia. Da non dimenticare che a partire dal 2017 è obbligatorio che cancelli e portoni abbiano la marcatura CE secondo la norma UNI EN 13241:2016 per cui solo i prodotti che la riportano possono essere installati. Tra i materiali più utilizzati per portoni e cancelli, l'alluminio è resistente e duraturo, non richiede particolare manutenzione ed è molto leggero se paragonato ad altri metalli, inoltre non arrugginisce. I cancelli o i portoni in alluminio offrono molte opzioni in termini di design, anche con linee moderne e minimaliste. Il ferro battuto permette di realizzare decori di pregio che danno autorevolezza all’ingresso principale della casa. Con questo materiale si realizzano cancelli molto solidi e resistenti ma tendono ad arrugginire, cosa che non accade con materiali come l’acciaio galvanizzato, anch’esso da valutare per la realizzazione di cancelli o portoni. Risultano estremamente leggeri portoni e cancelli realizzati in PVC. In questo caso però la leggerezza non si accompagna alla grande resistenza, per i serramenti per esterni in questo materiale possono essere rinforzati con l’inserimento di elementi in alluminio. Anche dal punto di vista estetico il PVC è una scelta meno pregiata rispetto ad altre soluzioni ma è un’idea a cui ricorrere quando si ha un budget ridotto. Altro materiale con cui si realizzano portoni e cancelli è in legno, le cui caratteristiche variano in base all’essenza. Da preferire quelle più dure che assicurano maggiore resistenza nel tempo. Purtroppo il legno è soggetto ad invecchiamento e alla formazione di spaccature. Portone o cancello: considerare le tipologie di aperture Per orientarsi sulla tipologia di apertura da scegliere per il portone o il cancello bisogna tenere conto di aspetti come lo spazio che si ha a disposizione e la pendenza del terreno  L'apertura a battente è la più comune per cancelli e portoni. L’apertura delle ante è a 90° o 180°, mentre il senso di apertura solitamente è verso l’interno poiché verso l’esterno solo in pochi casi non si invade il suolo pubblico. Il cancello o il portone principali si possono accompagnare ad una più piccola porta pedonale. Portoni e cancelli con apertura scorrevole hanno un ingombro ridotto e sono ideali nelle situazioni in cui c’è poco spazio. Può avere una o più ante che si aprono in senso opposto. Il funzionamento si basa sull’installazione di una guida a pavimento lungo la quale le ante possono scorrere. Un’alternativa sono i cancelli scorrevoli autoportanti da considerare quando l’installazione della prima opzione non è possibile. Portone o cancello: gestire la manutenzione La manutenzione è fondamentale per preservare in buono stato il portone o il cancello. Innanzitutto è necessario effettuare una pulizia periodica per eliminare depositi di sporco ed eseguire un controllo del funzionamento per prevenire guasti. Per portoni e cancelli con apertura a battente bisognerà controllare la ferramenta e oliare per garantire un'apertura fluida. Per quelli con apertura scorrevole invece bisogna tenere il binario di scorrimento sempre libero da detriti che si possono accumulare finendo per ostruire il passaggio delle ante e che potrebbero portare alla fuoriuscita del cancello o del portone dal binario. La manutenzione varia anche in base ai materiali di cui sono fatti cancelli o portoni. Quelli in PVC o in alluminio richiedono scarsa manutenzione, è sufficiente la pulizia per farli durare a lungo. Quelli in metalli non trattati richiedono invece l’applicazione di prodotti antiruggine mentre quelli in legno l’applicazione di impregnante per rafforzare le fibre e proteggerle dagli agenti atmosferici. Portone o cancello: ponderare i costi Scegliere un portone o un cancello per la propria casa partendo dai costi non è un modo corretto di operare. Cercare il risparmio può andare a discapito della propria sicurezza e della durata del nuovo serramento. Come sempre, i costi per prodotti su misura variano in base alle caratteristiche del portone o del cancello. Dimensioni importanti comportano una spesa maggiore mentre misure standard hanno un costo inferiore rispetto a soluzioni su misura. Il costo varia anche in base al materiale. I cancelli in alluminio sono i più costosi mentre quelli in PVC sono i più economici. La realizzazione di un portone o un cancello comporta una spesa di circa 500€ al mq, a cui si aggiungono i sistemi di automazione. Approssimativamente l’installazione di un portone o un cancello carrabile ha un costo che parte da circa 2.000 €.
Serra bioclimatica: vivere al meglio gli spazi esterni di casa
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A prima vista è simile ad una veranda ma, in realtà, la serra bioclimatica, detta anche serra captante o serra solare, è qualcosa di più complesso. Non si tratta semplicemente di uno spazio con copertura trasparente ma, come il nome stesso suggerisce, si comporta in maniera simile ad una serra, captando l’energia solare a cui è esposta durante le ore diurne. Una serra bioclimatica è un sistema solare passivo utile alla riscaldamento di un’abitazione, una soluzione di edilizia sostenibile rispettosa dell’ambiente e che consente di abbassare i costi in bolletta e di ottenere un maggiore comfort abitativo dato da una climatizzazione naturale e green. Realizzare una serra bioclimatica richiede la disponibilità di un'area esterna connessa alla propria casa su cui si possa andare a costruire. Analogamente ad una veranda, anche in questo caso si possono sfruttare spazi come terrazze o balconi, oppure si potrà realizzare un’estensione dell’abitazione che avrà una perfetta integrazione con l’edificio esistente. Per questo genere di costruzione è richiesta una progettazione architettonica ma è necessario anche un progetto dal punto di vista bioclimatico e nel rispetto delle normative. Ad esempio, è indispensabile calcolare gli apporti solari in conformità con le norme UNI/TS 11300 e UNI EN ISO 13790. Inoltre deve essere realizzata una relazione tecnica che descrive ogni componente della serra bioclimatica ed il tutto deve essere firmato da un tecnico abilitato. L’obiettivo è che il progetto dimostri l’ottenimento di un risparmio energetico di almeno il 10% del fabbisogno nella stagione invernale. Serra bioclimatica: vantaggi e caratteristiche Costruire una serra bioclimatica apporta una serie di vantaggi per un'abitazione. Il principale di questi è il riscaldamento dello spazio interno alla serra e degli ambienti adiacenti. Questo è un grande beneficio poiché si tratta di un calore prodotto a costo zero e quindi con un notevole risparmio energetico. Altro importante vantaggio dato dalla presenza di una serra bioclimatica è l’ottenimento di uno spazio che dispone di una forte illuminazione naturale, che può raggiungere l’interno della casa se sulla parete esterna è presente una finestra. Affinché sia considerata tale, la serra deve avere necessariamente esposizione a sud, orientamento che gode di molte ore di luce diretta durante il giorno. Alcuni regolamenti locali consentono anche orientamento nei quadranti sud est e sud ovest. Allo stesso tempo grazie ad una serra bioclimatica si ottiene uno spazio abitabile con vista sull’esterno, usufruibile in ogni periodo dell’anno. Durante l’estate l’ambiente potrebbe surriscaldarsi per cui devono essere presenti almeno un’apertura per favorire la ventilazione ed un sistema di ombreggiatura mobile. Le superfici trasparenti di pareti e tetto sono costituite da vetro o materiale plastico che ha la capacità di limitare la dispersione termica. Per essere considerata tale una serra bioclimatica deve possedere inoltre determinati requisiti tecnici con percentuali che possono variare a seconda del luogo, tra questi: almeno il 50% della superficie disperdente deve essere costituita da elementi trasparenti; la dimensione deve essere inferiore o uguale al 15% rispetto a quella dell'edificio a cui è collegata, ma si può arrivare fino al 30%; deve apportare una riduzione di almeno il 10% del fabbisogno energetico per la climatizzazione invernale; non può essere installato al suo interno né un impianto di riscaldamento né di raffrescamento; deve essere apribile per una superficie pari ad almeno un terzo dello sviluppo dell’involucro; all’interno deve essere presente un accumulatore termico (ad esempio, un pavimento che assorbe il calore e lo rilascia lentamente); il locale adiacente alla serra deve avere almeno una finestra che affaccia sull'interno della stessa. Serra bioclimatica: quale tipologia scegliere Le serre bioclimatiche si differenziano per la forma, il posizionamento e la funzionalità. Per quanto riguarda la forma c’è assoluta libertà, purché si rispettino i requisiti di legge. La posizione viene valutata in base al contesto e può occupare un’intera facciata dell’edificio oppure una sua parte, in base alle dimensioni.  Le principali soluzioni sono: serra bioclimatica incassata, perfettamente integrata con l'edificio; serra bioclimatica semi-incassata, quando le pareti o il tetto della serra sono parzialmente integrati nell’edificio; serra bioclimatica addossata, condivide una delle quattro pareti con l’edificio ed ha un tetto trasparente inclinato. Dal punto di vista della funzionalità invece le serre bioclimatiche si distinguono in base alle modalità di scambio di luce e calore con l’interno dell’abitazione: serra bioclimatica a guadagno diretto, completa integrazione con l’edificio, possibile quando la parete di separazione con lo spazio è trasparente, regolabile, scorrevole o rimovibile; serra bioclimatica a guadagno indiretto, quando lo scambio di calore verso il locale da riscaldare avviene per radiazione quando la parete non è isolata e svolge quindi la stessa funzione di una parete ad accumulo in presenza di aperture che consentono la circolazione; serra bioclimatica a scambio convettivo, quando sono presenti piccole aperture che consentono la circolazione per convezione oppure condotti di ventilazione forzata che consentono di portare il calore anche in locali non adiacenti; serra bioclimatica a guadagno isolato, quando la parete presenta un isolamento. Serra bioclimatica: impatto estetico Esteticamente le serre biochimiche sono una costruzione molto elegante e moderna poiché si tratta di un grande volume trasparente che si va a combinare con un edificio dalle pareti opache. Può avere differenti stili, da valutare in base all’estetica dell’edificio, soprattutto se si tratta di un elemento che viene aggiunto in un secondo momento. La componente che determina maggiormente l’impatto estetico della serra bioclimatica sono i profili di cui è costituita che possono solitamente sono in alluminio o PVC, in differenti colorazioni, oppure in legno lamellare. Quando si interviene su edifici di rilevanza storica, artistica o architettonica naturalmente bisognerà salvaguardarne le caratteristiche nel momento in cui si va a realizzare l’aggiunta di una serra bioclimatica, così come bisogna verificare riguardo all’esistenza di vincoli paesaggistici o ambientali. Anche in condominio bisogna prestare attenzione all’impatto estetico dato dall’aggiunta di una serra bioclimatica. In questa tipologia abitativa infatti bisogna preservare il decoro architettonico del fabbricato, effettuando un intervento che rientri nelle modifiche consentite dal regolamento condominiale e senza apportare disagi agli altri condomini. Serra bioclimatica: normativa e permessi Solitamaente quando una costruzione costituisce un aumento della volumetria dell’involucro dell’edificio è necessario l’ottenimento del permesso di costruire. Nel caso della serra bioclimatica invece, secondo i regolamenti locali di diverse regioni italiane, la sua superficie non costituisce un ampliamento poiché viene considerato come volume tecnico quando le sue dimensioni non superano il 15% della superficie dell’abitazione e pertanto non è necessario richiedere il Permesso di Costruire ma è sufficiente una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA). Se invece si arriva a coprire una superficie fino al 30 % dell’edificio principale sarà necessario ottenere il Permesso di Costruire, poiché la serra bioclimatica va a costituire un intervento di nuova costruzione a tutti gli effetti. In ogni caso devono essere sempre rispettati i requisiti che rendono questa tipologia di costruzioni equiparabili a volumi tecnici, integrandosi nell’edificio e dimostrando la riduzione dei consumi energetici ottenuta attraverso una relazione redatta da un tecnico abilitato esperto in Certificazione Energetica. Considerate le variazioni a seconda delle regioni e dei singoli comuni, prima della costruzione è necessario sempre controllare quali sono le disposizioni dei regolamenti locali vigenti poiché se non se non rispettate si commette il reato di abuso edilizio. Quanto costa realizzare una serra bioclimatica Il costo di una serra bioclimatica dipende da una serie di fattori da valutare caso per caso, tra i quali le dimensioni e la qualità dei materiali impiegati incidono notevolmente sul costo complessivo. Ad influire sulla spesa da affrontare anche il costo della progettazione, delle certificazioni e dei permessi da ottenere, la realizzazione di elementi su misura e la manodopera specializzata necessaria.  In media il prezzo richiesto è di 500 €/mq ma, considerando che ogni singolo progetto ha le sue peculiarità, l’unico modo per avere un’idea precisa deo costi reali è chiedere un preventivo personalizzato. Decidere di realizzare una serra bioclimatica è comunque vantaggioso poiché va ad apportare un notevole risparmio nei consumi energetici dell’abitazione e quindi si può intendere come investimento che si ammortizza nel tempo. Inoltre, grazie a questo intervento, la casa subisce un notevole aumento di valore in caso di vendita.
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