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Articoli: Giardino ed Esterni

Rinnovare il patio: idee per un outdoor di stile
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Rinnovare il patio con l’arrivo della bella stagione è una prassi consolidata per poter trascorrere il tempo libero negli spazi esterni di casa aperti e ben organizzati. Le idee per un outdoor di stile sono tante e tutte adatte e confortevoli per assaporare il calore del sole e dedicare a sé stessi qualche momento di meritato relax. Molteplici sono gli approcci verso un relooking dedicato ad un’area provvisoria e che viene effettivamente sfruttata e vissuta in modo minore rispetto agli ambienti interni di casa, ma che necessita comunque di interventi per ottenere un patio di tendenza e design, ad esempio attraverso: l’investimento di un budget minimalista, aggiungendo al proprio patio dei complementi essenziali, dedicandosi alla scelta dei necessari accessori e optional, magari tessili, che risultano belli visivamente e che a livello pratico creano benefici e vantaggi in un punto ristoro efficiente con semplici sedute e tavoli; l’inserimento di elementi più corposi: una pavimentazione nuova, una copertura funzionale e trendy, una fonte di calore freestanding chic e di design, da poter anche rimuovere e riutilizzare in altra sede, una cucina outdoor per creare un vero living fuori porta nella propria casa o illuminazioni e giochi d’acqua davvero scenografici; la realizzazione di una progettazione completa e integrale, per gli amanti dell’estetica pura, attraverso l’utilizzo di qualsiasi arredo e particolare aggiuntivo per giungere ad una conclusione perfetta di un rinnovamento esauriente e totale.  Rinnovare il patio con arredo morbido e confortevole  Un metodo efficace, immediato e poco dispendioso è quello di utilizzare degli arredi appartenenti alla categoria del morbido e del confortevole per rinnovare il patio di casa. Impiegare grandi cuscini e parti imbottite per sedie e divanetti aiuta sicuramente ad aumentare il comfort di una zona esterna e di renderla giocosa e allegra con tessili dai colori cangianti o maggiormente seria ed elegante con texture monocrome e con abbinamenti di palette più classici. Questo approccio al restyling è uno tra i più veloci da effettuare e si rende molto utile allo scopo, se da una stagione all’altra si ha voglia di cambiare il look ad uno spazio outdoor che vuole stare al passo con stili e tendenze sempre in evoluzione. Rinnovare il patio con una pergola Molto spesso il problema di gestire e vivere al massimo un patio di casa è quello di trovare una perfetta copertura che possa aiutare sia con il mal tempo improvviso che con il troppo sole. Tra le tante opzioni relative ad un sistema di copertura, la pergola è quella che si addice meglio alla metratura e alla concezione di spazio esterno che sti sta analizzando.  In legno, in metallo o in materiali plastici, diventa un elemento indispensabile per racchiudere visivamente e dall’alto un’area che diventerà maggiormente protetta e accogliente: per chi ne possiede una, rinnovare significa applicare una mano di vernice, colorata o trasparente, per rinvigorire la parte superficiale o semplicemente igienizzare a fondo finiture già consolidate; per chi ne vuole installare una, rinnovare significa invece pensare ad un mini progetto ad hoc per realizzare qualcosa di pratico ed esteticamente perfetto, con forme semplici senza esagerare; in entrambi i casi è possibile arricchire con tende orizzontali scorrevoli, con teli verticali o ancora con della vegetazione rampicante, a seconda del gusto personale e soggettivo dei padroni di casa. Ciascuna scelta saprà caratterizzare e personalizzare il patio per renderlo davvero un luogo ospitale e caloroso. Rinnovare il patio con un pavimento in legno Altra tecnica per rinnovare il patio di casa è quella di sostituire o rivestire un piano di calpestio esistente con un pavimento in legno. Bello a livello estetico, con colori e venature naturali e con quel calore innato e tipico di un materiale vivo, una pavimentazione realizzata con un parquet per esterni non potrà che essere una carta vincente per effettuare un makeover inappuntabile e d’eccezione. Come sempre l’attenzione si indirizza sulla manutenzione ordinaria e straordinaria di un prodotto che a tutti sembra eccessivamente delicato per un esterno. In verità con qualche minima accortezza non sarà assolutamente difficile conservare in ottimo stato un pavimento in legno e che prevede: la scelta di un’essenza oltremodo resistente e una posa semplice senza eccessive fughe; l’uso di vernici apposite per trattarlo superficialmente nel modo corretto; una pulizia costante e sistematica con igienizzazione più approfondita prima del periodo invernale e all’arrivo di quello primaverile (anche con idropulitrici a getto di vapore e acqua). Rinnovare il patio inserendo una cucina outdoor A livello di accessori importanti e che possano davvero completare un progetto di rinnovo in un patio, non si può non parlare dell’inserimento di una cucina outdoor per ottenere un living esterno a tutti gli effetti. Per chi possiede la metratura necessaria, con predisposizione per attacchi e scarichi, e ama preparare pranzi e cenette per amici e familiari, organizzare una porzione di area per fornelli e utili elettrodomestici, non potrà che aumentare il valore di una zona outdoor, rendendola un’appendice di casa da sfruttare appieno. Anche in questo caso i metodi da vagliare sono tanti, e vanno dall’inserimento di mini barbecue attrezzati e lavelli freestanding a vere e proprie zone cottura in sequenza e con i migliori elettrodomestici del settore. Valutare di volta in volta le necessità di ciascun caso aiuterà i progettisti a consigliare su quale strada sia meglio indirizzarsi. Rinnovare il patio con un camino freestanding Un oggetto a libera installazione è un elemento versatile e molto pratico per arredare sia in che outdoor. Diventa una soluzione originale removibile e trasportabile all’occorrenza, molto pratica quando si pensa a priori di volerla riutilizzare in modi differenti e in ambienti diversi in casa. Un ulteriore opzione per rinnovare il patio non si limita ad arredi che verranno poi ritirati nel periodo più freddo dell’anno o ad accessori che potranno essere ricollocati in qualche stanza. Valutare l’inserimento di qualcosa di più importante e utile negli spazi esterni delle mezze stagioni e negli interni per tutto l’inverno è un vero approccio per ammodernare un patio con idee innovative e trendy. Un camino freestanding è ciò calza a pennello in questa circostanza: una fonte di calore alimentata con liquido a bioetanolo, ecologico, pulito, inodore e biodegradabile. Una soluzione funzionale ed esteticamente accattivante per una zona esterna di tendenza da godere in ogni momento disponibile e che con spirito di adattamento può rivelarsi un’ottimale scelta da riconvertire in un soggiorno o in un living di casa per essere davvero valorizzato in ogni tempo e luogo.
Giardino roccioso: come progettarlo in casa
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Una soluzione alternativa al classico giardino verde è rappresentata dal giardino roccioso, un ambiente in cui sono presenti pietre e piante estremamente semplici che insieme creano un equilibrio armonioso. Ha funzione prevalentemente ornamentale ma per la sua composizione aiuta a rendere più solido il suolo. È ideale per terreni che presentano delle pendenze poiché le rocce danno sostegno e si può realizzare anche quando un terreno non consente di realizzare altri tipi di coltivazioni. Inoltre è facile da realizzare e si può creare indifferentemente su superfici piccole o su spazi più ampi. La realizzazione di un giardino roccioso richiede una progettazione specifica. Prima di tutto bisogna stabilire quali elementi inserire e quale posto assegnare ad ognuno di essi. Per quanto riguarda la scelta del tipo di piante va effettuata tenendo conto del clima locale. Ci sono giardini rocciosi con piante mediterranee e giardini rocciosi con piante alpine, nonostante un approccio simile differiscono quindi per la tipologie di colture. Inoltre, è importante evitare che si creino ristagni d'acqua poiché causerebbero malattie funginee che possono danneggiare la pianta per cui è necessario attuare soluzioni drenanti. Solitamente si utilizzano piante che hanno bisogno di poche cure. Per questo si può affermare che si tratta di una tipologia di giardino adatta a chi vuole avere un'area all'aperto curata senza la necessità di continua manutenzione. L'effetto ottenuto è quello di un paesaggio in miniatura, con rilievi e declivi e può integrare piccoli bacini d'acqua. Giardino roccioso: considerare l’esposizione adatta Per una durata prolungata la posizione ideale per la realizzazione di un giardino roccioso è una zona ben soleggiata. Si può scegliere un'area con esposizione diretta alla luce del sole per qualche ora durante il giorno, le piante non sopporterebbero di stare in pieno sole troppo a lungo. Sono da preferire comunque esposizioni a sud o a sud ovest che beneficiano di tanta molte ore di luce.  Da evitare invece le zone particolarmente ombrose, anche se l'ombra è dovuta alla presenza di grandi alberi, a meno che non si inseriscano piante idonee. Da prestare attenzione anche ai venti che soffiano sull'area in cui si vuole inserire il giardino roccioso. Sarebbe ideale individuare una zona riparata e protetta da elementi che facciano da barriera come un muretto, una siepe o una fila di alberi, molto efficaci per proteggere il giardino dalle intemperie che potrebbero danneggiarlo. Giardino roccioso: definire le dimensioni dell’aiuola Dopo aver individuato la zona in cui creare il giardino roccioso si può passare a definire quali saranno le misure dell'aiuola. Si possono creare inoltre delle piccole terrazzature, aiutandosi con dei muretti, piccole montagne oppure laghetti o cascate per rendere il giardino roccioso ancora più scenografico. Le rocce, soprattutto quelle più grandi, devono essere stabili in modo che non si possano spostare. Per questo è opportuno incastrarle bene nel terreno per qualche centimetro aiutandosi con degli attrezzi da giardino come un piccone. I margini dell'aiuola si possono segnare attraverso la posa di alcune rocce di dimensioni omogenee disposte in fila ed inserite nel terreno. L'area esterna alle aiuole in cui non si andranno a collocare delle piante invece può essere riempita con pietre più piccole o con pietrisco. Questo aiuterà a segnare in maniera più netta i confini ed evitare che possa crescere dell'erba.  Giardino roccioso: preparare il terreno Per prima cosa si può procedere alla sistemazione del terreno esistente, eliminando le impurità ed appianando i dislivelli. Per arricchire il terreno di sostanze minerali è utile aggiungere terriccio di foglie, sabbia e pietra pomice che daranno un effetto poroso.  Per i giardini rocciosi è preferibile infatti utilizzare un terreno con proprietà drenanti, in modo da evitare ristagni d'acqua che farebbero marcire le piante. Allo stesso tempo questo tipo di terreno aiuta a mantenere il suolo fresco anche con temperature molto alte. Se si intende realizzare una cascata questa va predisposta durante la preparazione del terreno. Per inserire l'acqua si possono utilizzare delle pompe o degli appositi kit da posizionare sotto al terreno. La preparazione del terreno e la disposizione delle rocce consente di poter poi inserire le piante negli spazi lasciati appositamente. L'aggiunta di torba al momento di collocare le colture ha un effetto fertilizzante che farà crescere bene la pianta. Giardino roccioso: valutare la tipologia di rocce e piante La scelta delle rocce è molto libera, ma per un effetto naturale è preferibile puntare su pietre dal taglio non troppo netto o eccessivamente tondeggianti. Inoltre si possono scegliere pietre tipiche del luogo. A seconda dei casi possono essere rocce laviche, calcaree o arenarie. Sono da evitare le rocce eccessivamente porose che rischiano di danneggiarsi a causa dell'esposizione prolungata agli agenti atmosferici.  È importante valutare la dimensione delle rocce per valorizzare la vegetazione contenuta all'interno dell'aiuola.  La tipologia di piante va valutata in base all'effetto che possono dare, per creare un mix eterogeneo. Per riempire si possono mescolare piante basse e compatte, poco sviluppate in altezza e con effetto tappezzante ovvero con molte foglie e fiori. Accanto a queste si possono inserire altre piante con effetto ricadente ed altre con sviluppo più verticale, arbusti e piccoli alberi. Alternare piante sempreverdi e piante con fiori, considerando sempre che le foglie sono la parte della pianta più duratura mentre i fiori hanno durata più breve, consentirà di un bel verde in tutte le stagioni. Alcune piante da fiore adatte al giardino roccioso sono alisso, aubrezia, pulmonaria, flox, sassifraga, lobelia, armeria marittima, millefoglio giallo, pelosella d’alpe, dianthus, gipsofila strisciante, iberide sempreverde, lavanda, lewisia e tante altre. Idonee anche succulente come sedum e sempervivum.  Se il giardino è ombreggiato si può puntare su piante come le felci che hanno un effetto molto decorativo. Sicuramente un giardiniere esperto potrà fornire consigli utili nella scelta delle piante con cui abbellire il giardino roccioso, in modo che possano durare a lungo. In generale piante come quelle alpine sono in grado di vivere inserendosi tra le rocce e sopportano bene sia il freddo e la neve che il caldo. Giardino roccioso: scegliere la disposizione di pietre e arbusti L'interno delle aiuole andrà riempito con del verde, collocando in primo piano le piante più basse e dietro quelle più sviluppate in altezza in modo da creare un aumento progressivo. Per facilitare la piantumazione le pietre vanno messe una sull'altra sfalsando ogni strato rispetto a quello sottostante. Si ricava in questo modo dello spazio per l'inserimento delle piante. L'obiettivo è creare una composizione naturale ed armoniosa che non abbia l'apparenza di una creazione artificiale.
Serra in giardino: coltivare durante la stagione fredda
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Coltivare un piccolo orto nel giardino di casa permette di poter produrre in autonomia verdure, ortaggi e piante aromatiche. In questo modo si ha il vantaggio di nutrirsi in modo più sano e genuino contando su prodotti di provenienza certa e sapendo quali trattamenti e sostanze sono state impiegate per la coltivazione. Affinché le piante possano affrontare la stagione invernale è molto utile prevedere l'installazione di una serra proteggendo così le colture, mettendole al riparo dal freddo e dagli agenti atmosferici ma anche dall'attacco di insetti e parassiti. Realizzare una serra per l'orto in giardino è dunque vantaggioso perché permette di aumentare i raccolti e di avere una qualità migliore. Inoltre grazie a queste coperture si può lavorare all'interno del proprio orto anche nei giorni di pioggia senza bagnarsi. La serra in giardino si può sfruttare per anticipare le coltivazioni rispetto al periodo previsto e per prolungarne la durata, per realizzare semine o moltiplicazioni per talea oppure per collocare all'interno piante che non resisterebbero alle temperature invernali.  All'interno infatti si genera un microclima che consente alle piante di vivere bene anche quando fuori fa freddo. La temperatura interna di una serra è un po' più alta rispetto a quella esterna, ma si può aumentare aggiungendo un apposito sistema di riscaldamento. Affinché le prestazioni sia ottimale è preferibile posizionare la serra in una posizione soleggiata e non esposta a correnti d'aria, se possibile meglio una zona riparata dove può essere protetta in caso di venti forti. Realizzare una serra impeccabile non è molto complicato se si utilizzano kit che contengono tutte le componenti necessarie e le istruzioni per l'installazione. Chi invece preferisce costruire la propria serra ricorrendo alle proprie abilità nel fai da te dovrà prima realizzare un progetto di massima e successivamente reperire i materiali necessari per la costruzione. Ci sono diverse tipologie di serra che si differenziano per la forma. a doppia falda, con tetto a spiovente che dona la classica forma a casetta; a una falda, da posizionare addossata ad una parete; a tunnel: composte da elementi modulari, più economiche e funzionali. La serra è anche un elemento decorativo per il giardino per cui la scelta del materiale di cui è costituita è molto importante per l'effetto complessivo. Per quanto riguarda la struttura portante questa può essere realizzata in legno o metallo. Le coperture invece possono avere diversi gradi di rigidezza, resistenza e trasparenza a seconda del materiale utilizzato. Tra i materiali più impiegati per le serre troviamo il policarbonato, il PVC, il plexiglass, il polietilene ed il vetro. Quando si installa la serra deve essere ben ancorata al suolo in modo che sia ben stabile. Può essere inserita in pieno terreno senza dover realizzare una pavimentazione in modo da poter coltivare direttamente il suolo. Se si tratta di una struttura rimovibile, l'installazione della serra non richiede titoli abilitativi, ma bisogna comunque consultare il regolamento edilizio comunale se si intende occupare una superficie di dimensioni importanti oppure realizzare una costruzione fissa con basamento in cemento armato. Serra in giardino: organizza gli attrezzi Realizzare uno piccolo spazio dedicato all'attrezzatura che si utilizza per la coltivazione dell'orto all'interno della serra aiuta a mantenere l'ordine e ad avere l'occorrente a portata di mano quando ci si dedica al giardinaggio. Per organizzare i diversi attrezzi si possono usare scaffali, tavoli oppure un pratico armadio da esterni, a seconda dello spazio disponibile. Serra in giardino: dividi lo spazio a seconda delle colture Importate stabilire le misure della serra che andranno proporzionate alle dimensioni dell'orto, anche in base alla propria capacità di occuparsi delle colture e all'attività da svolgere. Una serra troppo grande se si ha poco tempo da dedicare risulta inutile.  All'interno della serra si può creare la stessa organizzazione che si darebbe ad un orto all'aperto. Si possono inserire funzionalità che permettono di gestire le coltivazioni in maniera più semplice come l'aggiunta di un impianto a goccia per annaffiare le piante in maniera automatizzata e programmata. Per organizzare la serra in base al tipo di pianta è utile realizzare diversi recinti simili a delle aiuole, utilizzando delle assi di legno o sassi per delimitarle. Importante lasciare uno spazio sufficiente per potersi muoversi agevolmente tra l'una e l'altra. Ogni spazio può essere dedicato così ad una coltura differente e mantenendo un aspetto ordinato e curato all'interno della serra. Serra in giardino: opta per strutture a piani per la semina All'interno della serra uno spazio può essere dedicato all'attività della semina di nuove piante che andranno trasferite nell'orto vero e proprio quando saranno pronte. Vale la pena posizionare il semenzaio nell'area della serra con esposizione migliore, in modo che abbia l'ambiente ideale per lo sviluppo dei semi grazie a qualche grado in più. Una soluzione realizzata su diversi livelli permette di sfruttare la verticalità, ottimizzando lo spazio.  Un semenzaio ben strutturato permette di moltiplicare la funzionalità della serra. Mentre alcune piante sono nel semenzai l'orto può essere utilizzato per altre coltivazioni consentendo di gestire più colture allo stesso tempo. Serra in giardino: sistema ad intreccio filari per piante volanti Alcune piante rampicanti come le zucchine ed i cetrioli tendono a sviluppare rami lunghi su cui crescono le verdure. Per occupare meno spazio all'interno della serra si può mettere a punto un sistema per sospenderle in alto, fatto con delle reti di sostegno oppure realizzando un intreccio di filari. Questo sistema di coltivazione alternativo deve essere stabile poiché crescendo i frutti andranno a costituire un peso notevole. Inoltre questa soluzione è utile per avere maggiore uniformità nel raccolto, che non sarà deformato a causa del contatto con il terreno.  Serra in giardino: predisponi utili aperture a velux per l’ambiente Una serra completamente chiusa favorirebbe la comparsa di umidità e di conseguenza l'insorgenza di malattie per le piante. Per questo è sempre importante che la serra presenti delle aperture per il ricambio dell'aria. Questo è molto importante durante l'estate quando si raggiungono temperature molto calde e l'ingresso di aria è provvidenziale per la sopravvivenza delle piante, ma è un accorgimento valido in tutti i periodi dell'anno. Le serre a spiovente possono essere dotate di finestre sul tetto simili a velux oppure sulle pareti, le quali si uniscono alle porte attraverso cui si accede alla serra. Questo è utile perché tenere aperte almeno due aperture favorisce l'aerazione. Anche le serre a tunnel possono presentare delle aperture su tutta la lunghezza che garantiscono una corretta ventilazione.
Muri di confine tra case indipendenti: cosa c’è da sapere
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Quando si decide di andare ad abitare a in una casa indipendente, che sia una villetta singola in campagna o un’abitazione monofamiliare con giardino annesso in città, ci si pone il problema di come approcciarsi verso un muro di confine da far edificare, o perché in condizioni tali da dover essere ristrutturato o per sostituire quei provvisori e antiestetici reticolati in plastica con del verde rampicante appena accennato. Essendo una costruzione a livello di edilizia privata su una superficie di terreno ambigua, chi diventa il proprietario del muro di confine eretto e a chi compete l’interessamento degli eventuali lavori inerenti la sua futura manutenzione? Inoltre quali caratteristiche deve avere tale fabbricazione e secondo quali modalità dovrà essere innalzato? Ecco alcune tra le innumerevoli domande che ciascun proprietario si pone nel momento in cui si deve interessare a questo argomento così spinoso e non sempre facile da gestire. Affrontare la questione in autonomia può risultare difficoltoso, dal momento che realizzare un muro di confine implica determinati parametri che vanno soddisfatti tenendo in considerazione delle normative rigide e scrupolose regolamentate dal codice civile (artt. 874 e ss. c.c.). Insieme a professionisti preparati sarà più semplice risolvere a priori i problemi sulla proprietà del muro di confine per poi partire con l’erezione vera e propria del manufatto. Le ipotesi che si possono presentare sono differenti caso per caso, ma sostanzialmente ci si può trovare di fronte a due alternative: situazioni dove il muro può essere edificato sulla linea di demarcazione del confine, perciò comune a entrambi gli immobili o costruito interamente su uno dei due terreni pertanto di proprietà singola. In entrambe le opzioni i principi da seguire sono pressoché i medesimi, con una leggera autonomia di manovra nella seconda opzione. Ma vediamo insieme cosa c’è da sapere! Muri di confine: rispettare le altezze Quale deve essere l’altezza di un muro di confine? In realtà non esiste una risposta precisa poiché molti fattori ne determinano di volta in volta un differente responso. In linea generale è stabilito dal codice civile che l’altezza dovrebbe essere di tre metri, anche se molto spesso si vedono muri di confine più bassi poiché vanno valutati: la disposizione delle proprietà e delle relative abitazioni; l’altezza di entrambe le case; la distanza di eventuali parti spioventi di uno dei due fabbricati sul terreno adiacente. In base a tali elementi è possibile richiedere una diminuzione dell’altezza che rispetta la legge ma che offre la possibilità di non avere una chiusura eccessiva ed ermetica di entrambe le proprietà. Inoltre l’altezza del muro, in base al secondo punto evidenziato, si può anche stabilire fino a quale metratura il muro stesso sia da considerare appartenente alla doppia proprietà. Infatti chi possiede l’abitazione più alta potrà considerare sua la porzione eccedente, da quella altezza in poi, del muro di confine e in comunione solo la parte sottostante. Muri di confine: richiedere i permessi Quando un muro di confine modifica in qualche modo l’aspetto urbanistico del territorio su cui si deve intervenire, per svariati motivi e con metrature importanti oltre i 25 metri di lunghezza e i 2,50 di altezza, deve essere richiesto all’ufficio tecnico del proprio comune, il permesso di costruire, secondo l’art. 3, comma 1, lett. e del dpr 380/2001, che regola gli interventi di nuova costruzione. Se invece la costruzione è relativa ad un normale muro di confine, con dimensioni contenute, è sufficiente presentare sempre all’ufficio comunale preposto, una segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), dal momento che non superano la soglia minima che riguarderebbe un vero e proprio cambiamento a livello urbanistico ed edilizio. Muri di confine: decidere la tipologia di recinzione La tipologia di recinzione che si intende erigere come muro di confine non ha limiti di scelta e la decisione è a discrezione del proprietario che si appresta a farla costruire. Moltissime sono le soluzioni tra cui optare sia a livello di materiali che di disegno e geometrie. E’ infatti possibile realizzare dei muri di confine in cemento, pietra legno, mattoni e metallo o anche misti e combinati con differenti porzioni materiche di grande effetto. Ciò che influisce sulla decisione è sicuramente l’aspetto estetico della casa da recintare e il look generale e armonico che ne deve scaturire. Un’abitazione tradizionale ben si presta a essere circondata da un tipico muro di confine in laterizio, con colonne e inserti in metallo nella parte soprastante, una in country style può essere invece abbinata a un muretto in pietra a secco, in una casa contemporanea divisori in legno per esterni, cemento a vista o commistioni materiche, lapidee e metalliche, si sposano perfettamente ad una concezione moderna e attuale molto trendy del vivere quotidiano. Muri di confine: integrare con il verde Anche il verde può essere contemplato come divisorio tra proprietà, ma come parte integrante di una struttura fissa e che non consenta in alcun modo il suo attraversamento e posto ad una certa distanza da questo. Le classiche siepi, fitte e robuste, vengono impiegate quando si vuole garantire una maggiore privacy se il muro di confine permette una visuale sulla proprietà adiacente troppo invasiva. Ma anche piccoli arbusti e cespugli floreali possono essere piantati sul perimetro di un terreno, così come alberi più alti ma sempre nel rispetto delle metrature stabilite dal codice civile. La distanza dalla zona di confine deve solitamente essere misurata dalla linea del muro di confine stesso e la base esterna del tronco dell’albero. Inoltre, le piante devono garantire di non superare l'altezza del muro e di essere costantemente potate per non invadere il terreno altrui. Muri di confine: definire i costi Definire i costi per la realizzazione di un muro di confine diventa semplice quando si è deciso il materiale da utilizzare, si è a conoscenza della metratura da coprire e si ha ben chiaro il disegno che si intende concretizzare. Per darvi un’idea generale e valutando il fattore materico possiamo evidenziare una classifica in base ad un prezzo crescente tra i prodotti più utilizzati: muro di confine in mattoni, non supera i 30€-40€/mq; muro di confine legno, intorno ai 50€-70€/mq; muro di confine in cemento armato, compreso tra i 100€-130€/mq; muro di confine in pietra, si aggira tra i 130€-150€/mq. Naturalmente il budget cambia a seconda della complessità e delle geometrie che si vogliono riproporre nel muro di confine, oltre ad aggiungere la manodopera e gli eventuali accessori di illuminazione o verde da considerare tramite preventivo ben calcolato.
Un giardino botanico da realizzare nella serra di casa
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       Circondarsi di verde in casa è un’ottima soluzione non solamente per chi già ama la natura ma anche per chi vuole approcciarsi per la prima volta nel creare un giardino all’interno della propria abitazione. Trasformare un ambiente in o outdoor dismesso o progettarne uno nuovo per tale scopo, è utilissimo per realizzare un luogo da dedicare ad un passatempo terapeutico che oltre a dare benefici ai padroni di casa, saprà infondere valore aggiuntivo a una dimora già particolare e unica nel suo genere. Se nello specifico si intende realizzare un giardino botanico annesso o dislocato accanto alla casa, sarà bene prendere in precedenza alcune utili informazioni su come ci si deve avvicinare a questo mondo, dal momento che tale tipologia, implica l’inserimento di una flora non comune e che necessità di alcuni strumenti e condizioni per poter essere concretizzata. La dimensione della zona da dedicare a questo progetto non ha limiti, sia nel piccolo che nel grande. Molto dipende dalla scelta delle piante che si vogliono introdurre e dalla loro quantità. Esistono graziosissimi mini giardini botanici, nati in orangerie abbandonate e annesse all’edificio principale ma riportate assolutamente a nuova vita con una vegetazione valutata ad hoc per un’area contenuta. O distese enormi di boccioli, fiori melliferi, specie grasse o officinali, che caratterizzano invece un giardino botanico con misure extra large ideato in strutture freestanding e collocate accanto alla casa, dove poter dedicarsi in tutta tranquillità al proprio rilassante hobby. Serra botanica per la casa: strutture prefabbricate Per i più fortunati, che possiedono uno spazio in casa o annesso, già adibito in passato a winter garden o da riconvertire per tale obiettivo, è un passo avanti da dove poter cominciare per intraprendere la nuova avventura di allestire e arredare nel modo giusto questo speciale ambiente di casa. In caso contrario avvalersi di una serra botanica prefabbricata è la soluzione ottimale che fa per voi. Una struttura leggera, facilmente removibile adattabile e installata senza permessi o concessioni, costituirà il vostro angolino provato dove ospitare bellissimi esemplari vegetali e perché no, anche qualche arredo adatto che vi permetta di contemplare la bellezza della vostra natura ricreata, sorseggiando tè o leggendo un buon libro. Una serra botanica prefabbricata può essere costruita in differenti materiali per quel che riguarda il telaio: legno, ferro e alluminio a seconda della tipologia che si preferisce installare. Solitamente le pareti perimetrali sono trasparenti e poggiano su blocchi removibili ancorati al terreno al cui culmine viene posizionato un tetto con aperture per arieggiare, a spiovente. Costituendo una sorta di edificio che deve contenere delle piante ornamentali, questa tipologia di serra botanica può avere delle decorazioni più marcate a livello estetico oltre che tutti i confort adatti per far entrare la corretta luce naturale, regolare il calore del sole e variare il livello di umidità necessario per ricreare l’ambiente quanto più simile possibile a quello che le piante coltivate avrebbero nel loro habitat. I raggi del sole devono attraversare la struttura della serra botanica stessa, per poter immagazzinare il caldo necessario per la sopravvivenza della vegetazione, che necessita di costanti temperature elevate. Per tale motivo orientarla in direzione est-ovest è il metodo corretto per sfruttare al massimo ogni fonte di calore durante tutta la giornata. Serra botanica per la casa: piante rampicanti e arredi giardino Oltre alla struttura ospitante, una serra botanica per la casa ha bisogno di oggetti dove appoggiare fisicamente i vari vasi e contenitori o impianti rampicanti per le specie che ne abbiano l’esigenza. Molto spesso, in ambienti a ridosso di un’abitazione, con una parete fissa e libera, è usuale impiegare del verde o delle piante floreali che trovino su una vasta superficie verticale il loro contesto più consono e ideale per vivere e al contempo fungano da ornamento ad una serra botanica chic e ben studiata. Arredi da giardino trovano collocazione in tali ambienti per poter trascorrere del tempo libero in pieno relax e godere di momenti in un esterno ovattato, grazie alle condizioni climatiche più favorevoli anche nelle stagioni più fredde. Tale confort è dovuto alla temperatura mite creata dal sole ma anche da elementi riscaldanti ad hoc, che chi possiede uno spiccato pollice verde, sa che devono coesistere in autunno e in inverno per aumentare la rigogliosità e bellezza delle piante ornamentali che coltiva. Serra botanica per la casa: tavoli per coltivare I tavoli sono un elemento fondamentale per creare una serra botanica per la casa e dove poter coltivare ottimamente tante tipologie di piante differenti. Infatti ogni varietà dovrà essere posizionata all’interno della serra in un particolare modo e rispettando severamente distanze e simmetrie. Le specie più verdeggianti avranno una loro collocazione, solitamente verso il perimetro per lasciare più ariosità a grandi fogliami, mentre quelle tappezzanti saranno collocate in altro ambito più contenuto. Le piante più simili troveranno sedi ravvicinate, vuoi per la stessa quantità di luce e acqua necessaria, vuoi per mantenere una certa scansione e ritmo di una vegetazione analoga e somigliante, abbinate comunque ad altre colture vicine per creare un effetto estetico davvero sorprendente. Questi tavoli, a seconda del loro utilizzo, sono poi dotati di scomparti accessori che servono per incanalare e drenare l’acqua in eccesso o al contrario per mantenerla più stagnante ove sia indicato. Altri sono predisposti per contenere direttamente il terriccio e piantare in modo definitivo le piante stesse. Molteplici quindi, sono i fattori da valutare anche nel campo dell’arredo specifico e settoriale da progettare per un ambiente così unico e farsi aiutare dagli esperti del settore è sicuramente il metodo migliore per non incappare in errori e migliorare l’habitat di una serra botanica bella e funzionale. Serra botanica per la casa: scaffali a tutt’altezza Se la metratura disponibile è contenuta, valorizzare gli spazi con scaffalature a tutt’altezza è di sicuro l’escamotage consono per inserire un numero notevole di vegetazione disposta in modo regolare, disciplinato e organico. In questo caso specifico, non avendo soffitti così alti, sarà maneggevole gestire l’intera serra botanica in casa e mantenerla ordinata, pulita e bellissima da mostrare ad amici e parenti. Serra botanica per la casa: costi di realizzazione I costi di realizzazione per un progetto relativo ad una serra botanica per la casa variano enormemente a seconda di molteplici fattori determinanti, primi fra tutti se la struttura è: ·        esistente e in buono stato: allora il budget da investire riguarderà semplicemente l’acquisto di arredo adeguato e delle piante stesse; ·        esistente ma da ristrutturare: i costi più ingenti da considerare saranno quelli da preventivare dietro progetto da parte di un professionista accreditato per quel che riguarda il restauro; ·        nuova e quasi sempre prefabbricata: il prezzo di tali oggetti varia a seconda di materiali, grandezze e accessori che si intende eventualmente inserire e le fasce oscillano da un minimo di 600 – 700 euro per arrivare anche a oltre i 4.000 euro. Avendo capito entro quale di queste tre casistiche rientrerà il vostro progetto potrete farvi un’idea approssimata di ciò che andreste a spendere, con il nostro consiglio però di appoggiarvi a tecnici settoriali che sapranno fornirvi dei preventivi dettagliati e studiati a livello puntuale per le richieste effettuate.
8 bellissime idee per realizzare il portico di casa
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Durante le fasi di progettazione ex-novo o di ristrutturazione di una casa, molti di noi pensano che ampliare lo spazio esterno con un portico, sia una soluzione perfetta per godere maggiormente di quello spazio aggiuntivo poco sfruttato, cercando di strutturarlo nel modo migliore e arredarlo per ottenere una zona outdoor chic e di stile. Un portico è una sorta di galleria aperta, posta solitamente a livello del piano terreno di un edificio, che deve avere un riparo e in molti casi fungere anche da elemento decorativo per amplificare il fascino di una o più facciate di case. In tante situazioni avvolge l’intero perimetro dell’abitazione mentre in altri casi lo contorna su uno o due lati richiamando aspetti architettonici presenti che vanno valorizzati sotto ogni punto di vista.   Nell’immaginario quotidiano colonne e pilastri e campate solitamente quadrate con volte a crociera sono l’emblema tipico associato ad una casa in stile in cui viene costruito un portico con area esterna dove poter inserire tavolo e sedute per godere della bella vista sul giardino nella bella stagione. In verità esistono molteplici soluzioni progettuali per ottenere un portico d’eccezione. La differenza la fanno semplicemente la scelta stilistica della casa stessa che delinea la tendenza a livello artistico e i materiali che si vogliono impiegare. Vediamo insieme come possono risultare 8 bellissime idee, molto differenti tra loro, per realizzare un spettacolare portico di casa. Portico tradizionale in legno In una casa classica in campagna, dove travi e rivestimento in legno fanno da padroni, sarà ovvio pensare di progettare un portico tradizionale nello stesso materiale e che funga da naturale prolungamento dell’ingresso secondario all’abitazione o dell’affaccio del salotto sul giardino. Questa tipica disposizione di un portico in legno è perfetta per creare un continuum tra interno ed esterno mettendo in rilievo le caratteristiche architettoniche di un edificio country chic elegante e ben proporzionato. Portico elegante con colonne e volte Abitazione signorile dove colonne, capitelli, archi e volte fanno da padroni per un portico elegante e distinto. Una dimora già connotata da tanti elementi importanti, dovrà necessariamente avere uno spazio esterno coperto in stile con l’aspetto estetico circostante, dove poter ricreare una zona salotto outdoor accogliente e confortevole o una sala da pranzo comoda e ospitale per organizzare pranzi o merende, e per ricevere amici e familiari in portico di classe e oltremodo raffinato. Portico con struttura monolitica Quando ci si trova di fronte ad una struttura monolitica a blocchi che connotano una casa moderna molto geometrica e rigorosa, non sarà possibile associare un portico ricco di curve e volute. In molti casi quest’area esterna, arredata con divanetti e poltroncine, sarà semplicemente delineata dalla sporgenza degli ambienti che si sviluppano ai piani superiori dell’abitazione e il cui piano di calpestio funge da copertura per un portico minimal ma comodo e piacevole da gestire sull’affaccio verso il giardino. Portico contemporaneo in legno e metallo La commistione di materiali, specialmente quelli molto differenti tra loro, viene solitamente utilizzata quando si vuole rimanere fedeli al trend che qualifica l’abitazione in questione, ma la si vuole far rientrare in modo più naturale nel contesto ambientale in cui è inserita. Una casa contemporanea costruita in cemento e metallo, può essere tranquillamente accostata ad un portico che richiami questi due prodotti edili, ma con l’aggiunta di elementi magari in legno che leghino con la vegetazione e la natura che avvolge la casa stessa. Un portico con colonne in metallo e travi per la copertura in un bel legname dal colore caldo, diventano un abbinamento esemplare per creare una zona esterna coerente con l’abitazione e al contempo con l’ambiente che si sviluppa attorno. Uno spazio affabile, comodo e ospitale dal design lineare ma d’effetto. Portico con pareti trasparenti Come abbiamo detto un portico è una sorta di galleria che può essere ideata secondo svariate modalità e aperta anche solamente sui due lati più corti. Un esempio dal design spiccato è il progetto che vi stiamo per presentare dove l’elemento architettonico in questione diventa una parte integrante e aggettante della casa stessa. Una zona molto ampia con pareti trasparenti che attraversa la facciata di casa ponendosi quasi come una stanza in più da utilizzare anche nei mesi più freddi poiché molto più riparata. Un portico a tutti gli effetti ma pensato per essere goduto a 360°. Portico moderno in cemento Un mix sensazionale tra portico e patio dove gli spazi interagiscono grazie ad elementi regolari e minimalisti, dovuti all’impiego del cemento che caratterizza abitazione e parti annesse. Per chi in una casa moderna non ama inserire parti che richiamino troppo soluzioni tradizionali, utilizzare una copertura cementizia che copra a metà l’area sottostante e chiusa da un’intera parete dello stesso materiale, è un giusto compromesso per avere un portico riparato ma immediatamente immerso in una zona a cielo aperto. Commistione di due idee che dialogano perfettamente in un ambiente outdoor ben ideato e progettato.                         Portico classico in mattoni Altro modo per realizzare un portico, è il classico utilizzo di mattoni a vista con colonna, posizionato nel tipico angolo morto e altrimenti inutilizzato di casa. Un portico a pianta quadrata, contenuto ma che può diventare un intimo e ospitale luogo appartato e protetto annesso direttamente a cucina o zona giorno in generale. Arricchito da complementi d’arredo adatti per gli esterni e da un’illuminazione studiata alla perfezione, questo spazio saprà accogliere tanti momenti felici e da ricordare nel tempo. Portico in metallo e vetro Infine, per realizzare un’area outdoor che dia l’impressione di essere completamente immersi nell’ambiente esterno, senza avere restrizioni di vedute su ogni lato, utilizzare il vetro per la copertura su una struttura leggera metallica, è l’escamotage perfetto per creare un portico protetto e riparato ma non alla vista su cieli azzurri e stellati. Un approccio ideale per ottenere un pratico e funzionale portico, in un luogo aperto sotto ogni punto di vista.
Pavimento per balcone: soluzioni con diversi materiali a confronto
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Quando ci si appresta a dover ripensare al look per il pavimento di un balcone, ci si interroga su quale materiale sia più adatto a legare caratteristiche impeccabili a livello di durabilità nel tempo e ottimale resistenza ad un’immagine più frivola e legata essenzialmente all’estetica. Impermeabili, antiscivolo e antigelo, resistenti ai carichi, agli agenti atmosferici, agli sbalzi di temperatura, a bassa diffusione di muffe e macchie, i pavimenti per balcone devono garantire questi aspetti fondamentali, ma non solo. Altro dubbio riguarda infatti lo stile generale della casa e la scelta di una pavimentazione consona che abbini un prodotto efficiente ma che rispetti i canoni di bellezza dell’abitazione che si vogliono mantenere. Farsi aiutare da professionisti del settore è il miglior modo di procedere per capire nel dettaglio quali siano le qualità e peculiarità di ogni elemento da considerare, ponderando ogni requisito e attributo che meglio si addice al caso specifico. Pavimento per balcone: minimalista in cemento Uno tra i materiali più resistenti per definizione, ma relativamente duttile e versatile da poter essere annoverato tra i primi posti per arricchire e connotare positivamente tanti progetti relativi ad un’abitazione, sia in che outdoor. Oggi giorno, il cemento trova la sua massima applicazione sotto forma di rivestimento, in particolare in soffitti, pareti e piani di calpestio di appartamenti all’interno di fabbricati industriali, ma un’altra variante, tra le molteplici tendenze per cui viene utilizzato, è il suo impiego in pavimentazioni contemporanee e minimaliste per balconi e terrazze esterne. Le superfici che si possono creare con questo prodotto, sono ottimali sotto differenti punti di vista, grazie alla: particolare resistenza agli agenti atmosferici e ai relativi cambi repentini di temperatura; protezione contro la crescita di vegetazione tra le eventuali fughe, se si opta per soluzioni non continue ma a mattonelle; solidità di un piano idrorepellente e non attaccabile da muffe e funghi; possibilità di personalizzare e caratterizzare ogni ideazione in maniera unica e originale. Il suo tipico colore grigio, rende il cemento un elemento tipico e moderno, da associare in special modo a progettazioni per balconi trendy dal sapore attuale e sempre in evoluzione, magari abbinati a ringhiere e parapetti in vetro o metallo per enfatizzare ulteriormente un minimal mood molto in voga nelle case odierne, in special modo quelle cittadine. Pavimento per balcone: piastrelle in gres Pavimentare un esterno, in special modo un balcone sottoposto a sollecitazioni da parte di ogni tipo di agente atmosferico e urto, richiede a volte di valutare dei compromessi a livello di materiali, che sappiano coniugare resistenza e durevolezza ad una estetica chic e impeccabile. La classica piastrella in gres porcellanato ricade proprio in questa tipologia materica. Le ottime qualità, che nel tempo l’hanno contraddistinta, come proprietà anti graffio, anti scivolo, continuano ad evolversi a livello tecnologico e di stile, aumentando le soluzioni tra cui poter scegliere. Molteplici sono le personalizzazioni che si possono attuare grazie alle rifiniture eccellenti che sanno riprodurre in modo veritiero altri effetti di prodotti differenti, quali: la pietra, il legno, il marmo e il cotto. La medesima varietà la si trova nelle dimensioni dei vari pezzi, che possono essere anche combinati tra loro, per creare dei disegni fenomenali e ricchi di carattere. A livello di isolamento termico e acustico hanno qualche leggera pecca, che sicuramente deve essere valutata in un progetto d’interni, mentre per quel che riguarda un pavimento per balcone outdoor, impiegare piastrelle in gres porcellanato è sempre un’opzione vincente. Pavimento per balcone: listoni in legno Calore, naturalezza e stile senza tempo. Il legno è un materiale che utilizzato in ogni ambiente, su tutte le superfici e in ciascuna scelta di complemento d’arredo, arricchisce in modo sorprendente ed elegante una casa sia in ideazioni interne che in realizzazioni esterne. Rivestire un pavimento per balcone con listoni in legno è una pratica molto in voga e semplice da attuare. Incastrati l’uno di fianco all’altro questi pezzi unici creano un bell’andamento geometrico, semplice e naturale. Come per altri materiali può essere applicato su superfici esistenti con piani livellati senza dover ricorrere alla demolizione di pavimentazioni precedentemente posate. Essendo un’essenza viva, e nel caso di un pavimento per balcone, sottoposta maggiormente a molteplici sollecitazioni, è in dubbio che nel corso degli anni potrà subire delle variazioni a livello di colore o di tenuta superficiale, benché trattato nel modo corretto. A differenza di altre scelte, richiede necessariamente qualche intervento in più di manutenzione ordinaria, ma a nostro avviso, vedendo tanti progetti meravigliosi e di grande tendenza, ne vale davvero la pena! Pavimento per balcone: in pietra tradizionale La pietra, come il legno, ricadono tra i materiali più tradizionali legati al settore delle costruzioni. Molto utilizzato in abitazioni di campagna, con uno stile agreste e country chic, riescono a dare con il loro colore naturale e l’irregolarità dei blocchi (anche se tagliati a mo’ di piastrella) un aspetto incredibile e irripetibile. Un pavimento esterno per balcone realizzato in questo modo, ha una semplicità di posa estrema, è estremamente resistente con caratteri insiti nel prodotto stesso: sono antisdrucciolevoli, impermeabili e compatti. Essendo tuttavia porosi, sarà necessario avere qualche accorgimento inerente l’eventualità di rovesciare liquidi di vario tipo che potrebbero, se non rimossi nell’immediato, macchiare lo strato superficiale della pietra stessa.   Pavimento per balcone: in resina pratico e di stile Bellissima in realizzazioni ex – novo, ma soprattutto utile in progetti di ristrutturazione, la resina si pone tra i materiali di ultima generazione, molto utilizzati in ideazioni per esterni, in modo particolare su balconi, vialetti e terrazze, per la facilità di posa e per l’effetto uniforme che riesce a dare ad una superficie dove non si vogliono fughe o le tipiche geometrie scandite dalle classiche piastrelle. Sono moltissimi i pro che riguardano questo prodotto tecnologicamente avanzato: la versatilità di poter essere utilizzato sopra un pavimento esistente; il minimo spessore dovuto allo strato sottilissimo di film da applicare; la praticità di pulizia e igiene che lo contraddistinguono positivamente perché sperimentato già in interni molto vissuti e particolarmente recettivi di vapori, umidità e grasso, come il locale cucina; i prezzi relativamente contenuti. Rispetto ad uno tradizionale, un pavimento per balcone in resina risulta davvero efficientissimo, molto pratico ed esteticamente elegante e di stile, anche se qualche piccola accortezza è bene che vada osservata. Alcune colorazioni tendono con il tempo a perdere leggermente il loro aspetto originario, dovuto alla forte luce del sole durante il periodo estivo. Sarà pertanto ottimale scegliere questa tipologia di materiale, per zone più riparate o eventualmente ricoprire con un secondo strato per rinvigorire la colorazione scelta.
Pannelli solari: tipologie, costi e pro per la tua casa
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Decidere di installare dei pannelli solari solari è un'iniziativa interessante per ottimizzare i consumi energetici della propria casa ed ottenere una serie di benefici collaterali. Innanzitutto bisognerà valutare quale potrebbe essere lo spazio idoneo per l'installazione, analizzando aspetti come le dimensioni e la concreta possibilità di poter fissare dei pannelli solari. Importante soprattutto che lo spazio scelto abbia un orientamento favorevole e che non sia disturbato da elementi che producano ombra.  Necessario anche valutare l'intensità della radiazione solare durante l'anno nella zona in cui è localizzato l'edificio. Quando si considera di installare un impianto a pannelli solari bisogna essere consapevoli inoltre della variabilità nella produzione di energia che è dipendente dalle condizioni atmosferiche e dai periodi dell'anno, per cui ci possono essere dei momenti in cui non si riesce a produrre energia.  Importante anche sapere che l'impianto va proporzionato alle reali necessità di ogni edificio e quindi al numero di persone che abitano la casa e gli utilizzi per cui viene impiegata l'energia. I pannelli solari vengono installati sui tetti poiché sono le superfici che ricevono in modo più diretto i raggi solari. Nei condomini possono essere installati anche su terrazze se ricevono un'adeguata quantità di raggi solari.  Affinché producano una quantità soddisfacente di energia bisogna infatti orientare i pannelli solari in modo che possano godere della migliore esposizione possibile.  Da considerare anche la spesa da sostenere per l'installazione anche se adesso i costi dei pannelli solati sono più accessibili rispetto a qualche anno fa. Prima dell'installazione dei pannelli solari bisogna informarsi sulle autorizzazioni comunali necessarie e svolgere le pratiche per tempo. Da consultare anche la presenza di eventuali vincoli che impediscono l'installazione in particolari aree di rilevanza storica, artistica o paesaggistica. Per valutare appropriatamente pro e contro dell'installazione di pannelli solari per la propria casa è preferibile rivolgersi a tecnici specializzati nel settore che possono valutare il caso reale e proporre la soluzione più adeguata. Pannelli solari: cosa sono e perché si installano I pannelli solari sono dei dispositivi in grado di catturare l'energia solare e convertirla in energia da sfruttare in differenti modi all'interno degli edifici. Si tratta di un sistema ecologico da impiegare per la produzione di energia pronta per essere utilizzata nella propria casa. I modelli attualmente disponibili sul mercato sono molto più efficienti rispetto alle prime versioni ed anche il loro costo nel tempo si è abbassato. Installare un impianto con pannelli solari a servizio della propria abitazione significa poter usufruire di energia autoprodotta a costo zero. Questa tipologia di impianti è particolarmente incentivata poiché apporta dei benefici ambientali costituendo una soluzione pulita in quanto non comporta emissioni nocive. I pannelli solari risolvono la difficoltà nel realizzare l'allaccio alla rete elettrica nelle zone più isolate. In questo caso l'installazione di pannelli solari è una soluzione molto più economica rispetto alla realizzazione di un collegamento alla rete elettrica. Pannelli solari: tipologie e impianti adatti Esistono fondamentalmente due categorie distinte di pannelli solari ad uso domestico. I pannelli solari fotovoltaici si utilizzano per la produzione di energia elettrica. Sono costituiti da celle fotovoltaiche contenenti silicio il cui funzionamento si basa sull'applicazione di un principio scientifico per il quale la materia reagisce quando viene esposta alla radiazione solare. Necessaria la presenza di un inverter che trasforma la corrente continua prodotta dal pannello in corrente alternata, adatta per l'utilizzo domestico. Si ottiene dunque elettricità da impiegare al momento per alimentare i normali consumi elettrici di una casa, quindi alimentazione di apparecchiature, elettrodomestici ed illuminazione. Da valutare la possibilità di dotare l'impianto di batterie di accumulo per immagazzinare energia da utilizzare in un secondo momento. Si può optare per un impianto fotovoltaico isolato oppure si può realizzare il collegamento alla rete elettrica. In quest'ultimo caso l'impianto può prendere energia dalla rete quando non ne produce a sufficienza in modo autonomo oppure cedere alla rete quella prodotta in eccesso. I pannelli solari termici invece si utilizzano per il riscaldamento dell'acqua sanitaria. Sono detti più comunemente collettori solari. In questo caso la radiazione solare viene trasformata in energia termica in grado di riscaldare l'acqua contenuta in un serbatoio. Alcuni modelli opportunamente dimensionati possono far funzionare l'impianto di riscaldamento. Essenzialmente sono composti da un pannello che cattura l'energia solare ed uno scambiatore al cui interno circola un fluido utilizzato per trasferire l'energia solare al serbatoio. Ci sono diverse due tipologie di collettori solari, quelli vetrati e quelli non vetrati che differiscono lievemente per la stratificazione. Quelli non vetrati hanno un funzionamento limitato proprio per la mancanza di alcune componenti che limitano le perdite di calore. Sono dotati di un accumulatore termico per l'utilizzo del riscaldamento prodotto in tempi successivi. Pannelli solari: vantaggi e risparmi economici Il principale vantaggio dei pannelli solari è la possibilità di ottenere ed utilizzare energia pulita, prodotta a partire dallo sfruttamento di una risorsa rinnovabile ed inesauribile come i raggi del sole. L'energia generata autonomamente da ogni edificio non produce gas nocivi per l'atmosfera e non inquina l'ambiente.  L'installazione di pannelli solari si rivela molto vantaggiosa soprattutto a livello economico. I costi in bolletta si riducono poiché gran parte dell'energia utilizzata è autoprodotta. Inoltre, connettendo il proprio impianto alla rete elettrica si possono ottenere interessanti incentivi sulla produzione. Si risparmia anche grazie alla vendita al Gestore dei servizi energetici (GSE) dell'energia prodotta e non necessaria per il proprio fabbisogno energetico. Pannelli solari: manutenzione e durata I pannelli solari non richiedono grossi interventi di manutenzione. Per il corretto funzionamento è indispensabile che siano puliti. Generalmente è sufficiente l'azione della pioggia e del vento ma periodicamente si può contattare una ditta che si occuperà della pulizia in modo più approfondito senza danneggiare la superficie dei pannelli. Con frequenza annuale si può far eseguire un controllo tecnico che rilevi il funzionamento dell'impianto. Grazie ai materiali di cui sono costituiti, i pannelli solari sono prodotti molto resistenti alle intemperie e durevoli nel tempo. Per i pannelli fotovoltaici la durata è va da 20 a 30 anni circa, mentre i collettori solari hanno una durata di circa 15 anni in quanto maggiormente soggetti all'usura. Quali sono i costi dei pannelli solari Sebbene sia molto vantaggiosa da diversi punti di vista, l'installazione dei pannelli solari richiede un notevole investimento iniziale. Nel tempo però questa spesa viene ammortizzata dal risparmio sui costi di alimentazione.  Un alleggerimento dei costi si può ottenere anche contando sugli incentivi fiscali vigenti che permettono di recuperare la somma investita. Il costo è influenzato soprattutto dalla tipologia di impianto, sapendo che il fotovoltaico è più costoso rispetto ai collettori termici. Varia inoltre in base alla dimensione ed alla potenza e può aumentare per particolari caratteristiche dell'edificio che rendono difficoltoso l'intervento. Il costo è di circa 2€ per ogni KWh di consumo per il fotovoltaico. Considerando che per una famiglia di 4 persone il consumo è di circa 4.000 KWh il costo sarà di circa 8.000 €. Il costo per l'installazione di un impianto a collettori solari è invece di circa 3.000 €.
Outdoor lighting: come illuminare la facciata di casa
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Rientrare a casa dopo una giornata trascorsa nella frenesia della routine quotidiana e vederla accoglierci con un’illuminazione outdoor calorosa, funzionale e molto utile, è un sogno molto facile da realizzare con le tecniche corrette. Utilizzare lampade, faretti e strisce puntuali per illuminare la facciata di casa, aiuterà ad incrementare le qualità di un’abitazione su due fronti: mettendone in risalto le peculiarità architettoniche, con relativo aumento di fascino estetico; garantendone una migliore ed efficace sicurezza, evitando di lasciare punti troppo bui per ladri indesiderati. Dalla facciata principale, a quella sul giardino o verso un balcone o patio, è possibile giocare con punti luce differenti a seconda di ciò che si intende illuminare per enfatizzare e mettere ancor più in evidenza le caratteristiche della vostra casa nella loro totalità, ottimizzando anche la fruizione serale e notturna di aree prima poco utilizzate. Un’illuminazione progettata con cura e studiata ad hoc per ogni situazione risulta davvero bella, pratica e rassicurante. Per raggiungere un effetto stilistico particolare che denoti originalità di un’ideazione, è necessario capire quali siano le zone strategiche da voler mettere in evidenza, tutta la facciata o solo porzioni di essa, come il vialetto e porta d’ingresso o la bellissima terrazza al piano rialzato. A seconda delle esigenze e del volere dei padroni di casa sarà opportuno valutare più effetti scenografici, confortevoli e razionali, per una realizzazione di outdoor lighting trendy e mozzafiato. Esistono svariate modalità per illuminare la facciata di una casa in modo efficace, per esempio attraverso: un’‘illuminazione uniforme che delinea in modo netto la distinzione tra la parte terminale del prospetto di un’abitazione rispetto al fondale scuro del cielo notturno, permettendo già di delineare da lontano l’intero blocco dell’edificio; un’illuminazione puntuale con le uplight e le downlight che possono creare delle fantasie grafiche sulle facciate stesse, connotandole con un ritmo marcato di disegni in sequenza, oltre a focalizzarsi su punti prestabiliti; un’illuminazione radente, ottima per esaltare le superfici materiche impiegate per rifinire le facce esterne di una casa. Altro aspetto da considerare sono le disposizioni delle facciate di una casa, se sviluppata maggiormente in orizzontale piuttosto che in verticale e la quantità di eventuale porzione trasparente presente. Anche questi elementi, rientrano nel contesto di definire una corretta disposizione delle luci esterne per ottenere una progettazione coerente e vantaggiosa. Outdoor lighting: illuminare la facciata di casa con i led Nelle case contemporanee, dalle linee minimaliste e fortemente marcate, l’illuminazione esterna è un punto fermo e decisivo già nella loro ideazione cartacea, che viene poi concretizzata durante la costruzione dell’edificio vero e proprio. La tendenza è quella di mettere in risalto le forme geometriche di tali abitazioni, attraverso l’impiego di fonti luminose a led, molto di moda ed efficaci per lo scopo a cui devono adempiere. Questa tipologia di luce non richiede particolari impianti o lavori invasivi di tipo edile da attuare. Solitamente sono sorgenti poste in luoghi strategici, per enfatizzare un punto focale di una facciata, come un ampio balcone che corre lungo un prospetto, ma che con la loro potenza illuminante, garantiscono comunque un bellissimo e caratteristico effetto sull’intera superficie esterna. Incassati a parete o collocati nella parte superiore di un continuo di vuoti e pieni, possono anche evidenziare dei percorsi su facciata verso l’ingresso principale, creando dei giochi di luce spettacolari e molto utili per avere anche un vialetto sicuro e ben rischiarato. Illuminare la facciata di casa con tante applique Le applique, come già accade per gli ambienti interni di casa, hanno la peculiarità di donare eleganza e signorilità nei luoghi in cui vengono installate. Messe a confronto con altre scelte, possiedono il vantaggio di poter essere personalizzate sotto molti punti di vista, grazie alle molteplici forme dei paralumi e ai materiali con cui vengono prodotte. Con una luce calda abbinata sanno infondere ospitalità e comfort ad una facciata di casa che è il biglietto da visita che tutti noi presentiamo all’arrivo di ospiti, amici e familiari. Avendo un range più limitato, è ottimale pensare di introdurne un certo numero per ottenere il risultato desiderato, sia in termini stilistici ed estetici, che pratici. Montate su particolari architettonici, come colonne o pilasti, aiutano a far emergere i lineamenti e i caratteri predominanti di una facciata, rimarcando raffinatezza e classe che non si impone, ma anzi esalta, la struttura di una casa. Illuminare la facciata di casa: potenti faretti dall’alto Quando l’altezza di una casa è davvero imponente, la scelta di potenti faretti dall’alto che la illuminino verso il basso ricade sicuramente nell’opzione più corretta da attuare. Fonti luminose con ampio raggio d’azione e disposte in linea per ottimizzare la superficie da ravvivare e rischiarare diventano un escamotage opportuno quando le facciate da illuminare sono grandiose e con dimensioni elevate. Le procedure da compiere in tale situazione sono sostanzialmente due ed entrambe splendide: collocare i faretti nella parte sottostante il cornicione della copertura per ottenere un’illuminazione costante sull’intera facciata da cielo a terra; collocare i faretti a mezz’altezza, per creare un gioco di luci e ombre tra il piano terreno e i livelli superiori, con una facciata che non risulta statica ma è in continuo divenire man mano che cala il buio. Outdoor lighting: illuminare con faretti dal basso Le fonti luminose incassate a pavimento, come i faretti che illuminano appunto dal basso, offrono una serie di meravigliose possibilità per creare un outdoor lighting molto decorativo e utilissimo per gli esterni. Indirizzata in questo modo, la luce di tale sorgente, riesce a proiettarsi sulla facciata facendo risaltare un unico spazio ben definito, come può avvenire in una terrazza o caratterizzare aree più aperte, circoscrivendone il passaggio guidato in sicurezza e con inserti luminosi ornamentali che esaltano anche gli aspetti architettonici della facciata stessa della casa. Collocati e proiettati invece contro un muro divisorio, sapranno accentuare la divisione degli spazi esterni creando degli effetti particolari ed esclusivi sulla parete principale di una abitazione. Illuminare la facciata di casa: una combo bella e funzionale La strategia di illuminare una facciata di casa con una combo bella e funzionale, offre la possibilità di ottenere più risultati abbinando luci d’insieme e luci d’accento. Caratterizzare un’abitazione illuminandola nel complesso o ponendo determinati accenti dove le particolari qualità vengono messe in evidenza, è fondamentale per chi desidera una soluzione completa in ambito di illuminazione d’esterni. Accostare luci diffuse a opzioni radenti e magari nascoste nella pavimentazione o da vegetazione presente nel giardino, daranno l’opportunità di creare atmosfere cariche di phatos, che contribuiranno a dare ancor più personalità ad una casa lavorando semplicemente sulla disposizione delle luminarie per esterni.
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