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Articoli: Lavori Edili

Un loft tra lo stile moderno e industrial
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Tra i vari splendidi progetti dal mondo, oggi Archisio, vi vuole proporre un meraviglioso e originale appartamento in un mix di stile moderno e industrial con soluzioni davvero uniche e particolari data la collocazione degli ambienti su una planimetria non convenzionale. Un loft a tutti gli effetti che diventa una casa accogliente e vivibile grazie al sapiente estro e ispirazione dei progettisti che hanno saputo realizzare in concreto i desideri e le aspettative dei padroni di casa. Una pianta semplice, aperta e rettangolare è stata interamente ripensata e parcellizzata per ospitare un ampio living, camera da letto e bagno. Un lungo corridoio assume la funzione di ingresso e disimpegno rispetto alle uscite di tutte le altre stanze, che si affacciano su uno spazio razionale ingegnosamente reso efficiente e oltremodo confortevole. Le uniche grandi finestre di questo ex stabilimento riconvertito, sono disposte su un solo lato della facciata principale e illuminano la camera da letto e tutta la zona giorno da cui si accede a un bel terrazzino con vista panoramica sulla città. Ecco le componenti fondamentali che caratterizzano questa dimora industrial chic, contemporanea e di tendenza…ma vediamo insieme nel dettaglio il progetto di interior design di ogni ambientazione. Disposizione articolata e funzionale degli ambienti Ciò che la maggior parte delle persone cerca oggi giorno sono l’ariosità e l’estensione sconfinata degli spazi che interagiscono gli uni con gli altri, all’interno di abitazioni dove le pareti vengono abbattute per lasciare che le varie aree siano in comunicazione costante tra di loro. In questa progettazione è accaduto l’esatto opposto. Avendo a disposizione una pianta rettangolare vincolata solamente da alcuni pilastri portanti sul suo perimetro, l’intera superficie completamente libera, è stata suddivisa nelle tre funzioni principali che costituiscono una casa: giorno, notte e servizi. A tutto ciò è stato aggiunto un ingresso che, predisposto con astuzia, ospita un arredo perfetto composto da armadi e scaffalature a tutt’altezza e a scomparsa, in grado di ottimizzare lo spazio utilizzabile e accessibile, tramite scala a pioli rivisitata in chiave attuale e disposta su binari. La porta principale, spicca per il suo bel colore rosso e permette di entrare in una sorta di bussola aperta per poi accedere al corridoio vero e proprio. Da questo punto ci si può direttamente immettere nel living o spostarsi a destra o sinistra per raggiungere la camera padronale o la toilette. Utilizzo e commistione di più materiali Questa abitazione racchiude in sé un’originalità che non riguarda solamente la dislocazione degli ambienti ma anche il sapiente utilizzo e la commistione di più materiali che compongono l’intero progetto. Si passa da elementi tipici e già presenti al momento della riconversione del fabbricato, come i soffitti e porzioni di muro in cemento e il mattone a vista su colonne e sezioni di pareti a pavimentazioni in ceramica, dove piastrelle naturali ricordano listoni di legno. Unica differenza per il piano di calpestio è la parte relativa all’ingresso, che vede impiegata una resina di colore grigio con funzione di cornice e distacco dalla adiacente area, per sottolineare la diversità di funzioni. Il legno vero e proprio si ritrova sulla parete-armadio del corridoio e nella penisola della cucina, mentre acciaio e vetro oscurato, pur non chiudendo del tutto lo spazio, fanno da padroni nella divisione tra la zona giorno e quella di passaggio retrostante. Ricapitolando troviamo dunque: cemento, laterizio, legno, ceramica, resina, acciaio e vetro in un turbinio di elementi eccellentemente accostati e ben proporzionati tra di loro. Open space tra soggiorno e cucina La metratura globale e la collocazione delle aperture trasparenti, ha reso imprescindibile la scelta di creare un open space tra soggiorno e cucina. Razionalizzando lo spazio è stato possibile incassare su un’unica parete mobili e pensili in una moderna soluzione di sportelli e ante lineari con apertura push up. Colonna forno e frigorifero sono collocate agli estremi, mentre nella parte centrale si trovano il piano di lavoro e un grande fornello a induzione. Una spaziosa penisola, posta frontalmente, ospita il lavello con annessa lavastoviglie, e in continuità di altezza un comodo tavolo da pranzo per quattro persone. Il tutto viene illuminato da tre lampade pendenti e una applique orientabile e allungabile. La zona soggiorno comprende due ulteriori aree distinte: un salotto vero e proprio con divano geometrico componibile in una bella tonalità di grigio chiaro, poltrona scura con poggia piedi dalle forme avvolgenti e bassa consolle coordinata al coffee table; una zona lettura accanto alla parete finestrata con divano chaise longue e pouf da assemblare al divano principale in presenza di molti ospiti o da utilizzare singolarmente, e tavolino per libri soprammobili. L’illuminazione include una serie di faretti direzionabili su più punti e disposti a circuito sopra il divano. La medesima applique a muro allungabile, riesce a servire all’occorrenza sia la cucina che l’angolo relax. Bagno essenziale e razionale L’area servizio è stata ideata in modo essenziale e razionale per accogliere tutti i sanitari, necessari all’interno di un bagno. Uno spazio allungato dove su un lato sono disposti un mobile con lavandino integrato in ceramica bianca, che è il primo elemento che si trova entrando, seguito da wc e bidet. Frontalmente è stata inserita un’ampia doccia con anta vetrata in una nicchia esistente e a seguire una vasca rettangolare incassata. Piastrelle nelle colorazioni del grigio, rivestono pavimento e pareti sino al soffitto. Essendo un bagno cieco l’illuminazione artificiale gioca un ruolo molto importante e viene risolta con luci pendenti con bulbo a vista dall’altro, e led posizionati in punti strategici per illuminare invece dal basso. Zona notte per un’atmosfera informale Anche la zona notte ricalca fedelmente ciò che caratterizza nel dettaglio il living a giorno, ovvero un'atmosfera informale grazie all'utilizzo della stessa pavimentazione, pareti in laterizio a vista e cemento per il soffitto. Qui le luci sono rappresentate da faretti in coppia e disposti simmetricamente rispetto all’asse della camera da letto. Potendo usufruire di una larghezza importante è stato possibile creare una bella e capiente cabina armadio dietro la testiera del letto, a cui si accede tramite porte scorrevoli con vetri fumé. Il materiale legno viene ripreso nella struttura del letto, mentre l’acciaio nei comodini e nello scrittoio vicino alla finestra. Una camera padronale razionale e ordinata, nata dall’organizzazione perfetta di area in stile industrial chic ben soppesata e misurata.
LED: illuminare la casa con stile
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Le luci LED, acronimo di Light Emitting Diode, stanno progressivamente soppiantando le altre tipologie di sorgenti luminose. Tra i vantaggi principali sono da evidenziare il consumo energetico ridotto, la lunga durata dei dispositivi che impiegano questo sistema e la compattezza degli elementi che emettono luce, aspetto che consente di poter utilizzare la luce anche in forma lineare. Nell’ambiente domestico l'uso delle luci LED è molto versatile e consente di creare effetti di diverso genere, anche con finalità puramente decorative.  La luce emessa può avere diverse temperature di colore, dal caldo al freddo, ma ci sono anche versioni colorate e sistemi che consentono di variare il colore della luce creando effetti scenografici. Le luci LED sono disponibili non solo come lampadine e faretti, ma anche sotto forma di sottili strisce luminose (strip LED) che si possono utilizzare in svariati modi.  Per il loro funzionamento le luci LED hanno bisogno di una piccolissima quantità di energia elettrica ma emettono molta più luce rispetto alle tradizionali lampadine ad incandescenza, ormai in disuso, o alle lampadine fluorescenti. Per questo motivo non si surriscaldano e si prestano anche alla realizzazione di soluzioni ad incasso. Utilizzando lampade LED per l’illuminazione ambientale si ottiene una luce omogenea ed intensa, priva di zone d’ombra e con alta resa cromatica, restituisce quindi in maniera molto fedele i colori di ciò che viene illuminato. Negli interni domestici la luce LED si utilizza anche per sottolineare con eleganza alcuni dettagli andando così a dare un aspetto sofisticato alla propria casa. Cornici e velette a soffitto La volontà di sottolineare alcuni dettagli architettonici attraverso la luce trova nel LED la sua perfetta soluzione.  La realizzazione di cornici decorative in gesso e velette in cartongesso rende i soffitti protagonisti dello spazio in cui sono inseriti. Attraverso l’aggiunta di luci LED questo effetto viene maggiormente enfatizzato mentre emergono con grande vigore tutti i dettagli. L'effetto scenico è dato dal non vedere la sorgente luminosa, che rimane nascosta grazie a questi elementi architettonici, mentre la luce viene plasmata divenendo anch'essa elemento progettuale.  Inoltre, una luce lineare posta sul soffitto in prossimità della parete illumina in modo radente la sua superficie, enfatizzandone la consistenza materica. Questa soluzione è ideale per valorizzare pareti con rivestimenti a rilievo come mattoni a vista, pietra o legno. L’utilizzo delle luci LED per valorizzare i controsoffitti in cartongesso è molto diffuso. Si tratta infatti di un sistema molto semplice da realizzare e con costi contenuti, ma assicura sempre un effetto straordinario. Naturalmente più il disegno è articolato più il risultato finale con l’aggiunta dell'illuminazione sarà sorprendente. L'inserimento dei LED consente di enfatizzare tagli, rientranze, volumi sporgenti e qualsiasi altro particolare realizzato. Ogni dettaglio del soffitto appare ancora più accentuato grazie al gioco di luce e si determinano ambienti raffinati, adatti ad un arredamento classico o moderno.  Strip LED per mensole e sotto pensili Le luci LED per le loro caratteristiche peculiari si prestano molto bene anche all’enfatizzazione di alcuni dettagli dell’arredamento. Ricorrendo a strip LED ogni mobile può essere valorizzato acquisendo un carattere scenografico. Queste sottili strisce luminose si possono inserire davvero ovunque, per sottolineare alcuni aspetti caratteristici all’interno di una stanza e focalizzando l’attenzione su di essi. Sono infatti molto flessibili e di semplice gestione essendo alimentati dalla rete elettrica. L’installazione può essere realizzata attraverso degli appositi profili in alluminio in modo da nascondere alla vista la componente tecnica e visualizzare soltanto la luce emessa. Sono ideali per mettere in risalto elementi come mensole oppure mobili sospesi.  Le strisce LED si rivelano molto utili anche per creare un'illuminazione sotto pensile in cucina. Inseriti in questa posizione infatti consentono di avere una luce ottimale sui piani di lavoro che rende più semplice il lavoro in cucina.  Oltre all’aspetto funzionale, le strip LED sono anche un modo per valorizzare il design della cucina mettendo in risalto il rivestimento della parete paraschizzi e più in generale tutto l’arredamento. LED a incasso per nicchie Le nicchie sono degli elementi attraverso cui aggiungere un tocco particolare ad una casa contemporanea. Si possono realizzare in cartongesso, totalmente su misura, realizzando le forme desiderate in modo da valorizzare la parete. Le nicchie andranno a costituire un effetto decorativo ma allo stesso tempo sono utili anche dal punto di vista funzionale, assolvendo ad esempio al ruolo di scaffalatura. Con l’aggiunta dell’illuminazione LED da incasso le nicchie vengono accentuate e diventano un elemento caratterizzante all’interno di una stanza. In qualsiasi ambiente della casa, le nicchie si integrano nelle pareti per un effetto molto armonioso e possono sostituire un mobile. In camera da letto sopra la testiera o ai lati del letto come comodini alternativi, in soggiorno come libreria o ancora in bagno o in cucina come utile scaffale. Una nicchia può essere utilizzata inoltre come decorazione di una parete che si vuole porre in accento, inserendo all’interno qualche oggetto decorativo che sarà messo in risalto dalla luce. Gli effetti di luce dati dai LED incassati all’interno delle nicchie sono molto suggestivi, questo risulta ancora più evidente quando le colorazioni o i rivestimenti applicati sulla parete creano un contrasto con quelli presenti dell’interno delle nicchie. Lampade decorative LED Alcune lampade di design, studiate per enfatizzare le proprietà della luce LED, sono un oggetto decorativo con cui dare alla casa un tocco originale. Attraverso l’utilizzo della luce LED si possono infatti raggiungere effetti impossibili da ottenere con altre tipologie di luci. Il ruolo di queste lampade non è soltanto quello di illuminare un ambiente, ma soprattutto quello di apportare un tocco originale con la loro presenza. Una lampada di questo genere aggiunge stile e carattere nell’ambiente in cui si inserisce, facendosi notare per i dettagli accentuati dalla luce, quasi come una scultura che andrà ad impreziosire la casa.  Cornici segnapasso a parete Oltre a dare un contribuito importante nell’aspetto estetico della casa, le luci LED si possono impiegare per aumentare la sicurezza domestica. Le cornici segnapasso contenenti luci LED a parete sono un esempio di ciò che si può realizzare con questo genere di illuminazione. Questa soluzione aumenta la sicurezza in luoghi di passaggio come un corridoio o una scala e dotandole di appositi sensori si possono far attivare automaticamente durante la notte. L’effetto della luce integrata nella parete avrà un sapore minimalista ma si inserisce bene in qualsiasi contesto stilistico.
Come rivestire la facciata di casa
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La facciata è l’involucro esterno che avvolge un edificio. Le opzioni per realizzare il rivestimento delle pareti esterne di una casa sono veramente molte e si distinguono per materiali e tecnologie di posa. Ognuna può dare luogo a risultati stilistici differenti a seconda del progetto dell’edificio. Tali rivestimenti solitamente si applicano al momento della costruzione dell’edificio ma si possono applicare anche in fase di ristrutturazione della facciata.  Il rivestimento esterno protegge la costruzione da agenti atmosferici come sole, pioggia o vento evitando ripercussioni sulle componenti strutturali, pertanto deve essere costituito da materiali idonei. Trattandosi dello strato più esterno, il rivestimento in facciata acquisisce anche una funzione decorativa caratterizzando l'aspetto esteriore dell’architettura. Ci sono due tipologie di facciate. Le facciate tradizionali sono realizzate con intonaco e poi tinteggiate con pitture specifiche per esterni oppure rivestite con materiali lapidei o ceramici incollati sul lato esterno dei muri perimetrali. Le facciate ventilate invece hanno la funzione di isolare termicamente l’edificio rendendo l’interno più salubre e confortevole oltre ad assicurare un notevole risparmio energetico. Si tratta di un sistema che riveste la facciata, agganciandosi al muro esterno tramite strutture metalliche ma distanziato per lasciare uno spazio vuoto in cui l’aria ha modo di entrare, fungendo da isolante tra esterno ed interno. Il rivestimento superficiale può essere realizzato in materiali come legno, marmo o alluminio.  Rivestimento facciata in legno L'aspetto naturale del legno applicato in facciata impreziosisce gli edifici connotandoli con le sue inconfondibili caratteristiche estetiche. Il legno è un materiale ottimo in facciata per caratteristiche come la durevolezza e le proprietà isolanti.  Ci sono diversi modi per rivestire la facciata di casa con il legno. Una delle possibilità è l’utilizzo di doghe in legno massello o legno lamellare che danno un aspetto semplice ma molto decorativo, anche in funzione del verso di posa (orizzontale, verticale o obliqua). Possono essere facilmente personalizzati con l’applicazione di prodotti di finitura per legno, ottenendo la colorazione desiderata. Uno dei limiti di questa soluzione è la necessità di effettuare manutenzione periodica per preservare il legno nel suo stato originale ed aumentarne la resistenza contro agenti esterni di qualsiasi genere, come muffe, parassiti, smog o salsedine a seconda del luogo in cui si trova la casa. Applicando pannelli in legno per facciate, in cui il materiale naturale viene integrato con materiali sintetici che ne migliorano le caratteristiche, si ottengono facciate che non necessitano di manutenzione. In legno naturale infatti tende a subire deformazioni a causa dell’umidità e può avere problemi nella resistenza meccanica come conseguenza della distribuzione delle fibre. Un'altra opzione sono i frangisole in legno, che possono essere applicati in facciata come rivestimento oltre che come ombreggiante. Rivestimento facciata in cemento Le facciate rivestite con cemento faccia a vista hanno un aspetto grezzo molto utilizzato nell'architettura contemporanea. Le imperfezioni controllate che si ottengono con le cassaforme al momento della costruzione diventano un elemento decorativo dallo stile industriale. Per realizzare facciate di questo genere si possono utilizzare anche pannelli in calcestruzzo prefabbricato, anche rinforzati con l’aggiunta di fibra di vetro nella sua composizione. Questi pannelli sono concepiti per avere un’estetica perfetta, con finiture perfettamente lisce e griglie regolari dove sono presenti fori che simulano quelli lasciati dai tiranti. Rivestimento facciata in mattoni I mattoni in facciata sono un rivestimento semplice ma in grado di dare effetti sofisticati su facciate di case moderne.  Si utilizzano mattoni in laterizio specifici per facciate, resistenti al gelo ed alle radiazioni solari. A seconda della composizione i mattoni possono avere diverse sfumature di colore, tendenti al rosso, al grigio o al marrone. Il risultato varia a seconda di come si dispongono i mattoni e può essere variato con lo spessore della malta. Molto dipende dal progetto ma anche dalla precisione dell’esecutore nella posa. Esistono anche pannelli frontali che imitano i mattoni, ideali per alleggerire il peso dei mattoni veri e propri. Rivestimento facciata in pietra Utilizzare la pietra in facciata è una scelta ecologica e sostenibile. Si tratta infatti di un materiale naturale e facile da reperire, usato tradizionalmente nell’architettura. Oggi si può utilizzare la pietra su facciate moderne per dare un aspetto originale.  Un esempio è il ricorso a gabbioni metallici riempiti di pietra, che solitamente vediamo impiegati per contenere le pareti ai lati delle strade, quindi molto resistenti a diverse tipologie di carichi e sforzi. Questi si comportano come elementi modulari che possono essere sovrapposti ed affiancati fino a coprire l’intera parete. Posti in facciata, Visivamente ricreano l’estetica dei muri a secco in una forma totalmente rinnovata. Rivestimento facciata in marmo Il marmo è un materiale con cui dare un aspetto pregiato alla facciata di casa, contando sulla sua estetica sempre sofisticata ed elegante. Vanno individuate delle tipologie di marmo con buone proprietà negli esterni, come ad esempio il travertino, resistente al gelo ed impermeabile. Le tante varietà danno la possibilità di avere colori differenti così da ottenere lo stile desiderato. Per avere un effetto più articolato si possono usare lastre di vario formato, piccolo o grande, anche andando a creare dei pattern grafici utilizzando diversi tagli. L’uso del marmo si addice perfettamente alla realizzazione di facciate ventilate. Rivestimento facciata in alluminio L’alluminio è un materiale estremamente leggero ma altrettanto resistente a sollecitazioni meccaniche, inoltre è ideale per esterni poiché non è soggetto a processi di corrosione. Si tratta di un materiale molto versatile che si presta a diverse interpretazioni. Come rivestimento di facciate è disponibile sotto forma di doghe, scandole o lastre, anche ondulate o grecate. Negli edifici moderni sono molto utilizzate le lamiere stirate in alluminio che si distinguono per la trama forata formata da tagli regolari ed un effetto di rilievo. Queste particolari reti danno un aspetto tridimensionale alla facciata aumentata da particolati riflessi di luce che si determinano. Un altro modo per impiegare l’alluminio come rivestimento della facciata di casa è attraverso la posa di pannelli sandwich, particolarmente efficaci per coibentare dell’edificio. Questi sono pannelli compositi costituiti da due strati di alluminio alle estremità con al centro un materiale isolante. Sono robusti e resistenti, sempre mantenendo grande leggerezza. Per questa soluzione si possono avere diverse dimensioni, colorazioni o finiture che riproducono l’estetica di materiali come il legno o il cemento.
Come realizzare un garage esterno
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Per proteggere la propria auto sotto un tetto e tenerla al sicuro dalle intemperie e da possibili intromissioni di mal intenzionati è indispensabile un garage coperto. Se possiedi una casa indipendente con dello spazio a disposizione puoi considerare l’idea di realizzare un garage esterno da destinare a questo utilizzo. Lo stesso locale può essere utilizzato anche per altri usi, ad esempio per custodire biciclette, attrezzi da giardino o da bricolage, oppure per conservare i mobili da esterni durante l’inverno. Insomma sono vari i motivi che rendono necessaria la costruzione di un garage. Per ottenere un garage perfetto da ogni punto di vista è indispensabile partire da una corretta progettazione. Se questa è ben fatta il risultato sarà soddisfacente e corrispondente alle proprie aspettative. Prima di procedere con la costruzione del garage esterno bisognerà affrontare diversi step: individuare un’area idonea ed accessibile dalla strada; stabilire delle dimensioni di massima in base alle proprie esigenze; stabilire se il garage sarà indipendente o connesso all’edificio principale;  scegliere la tecnica costruttiva; scegliere i materiali; scegliere il tipo di copertura; individuare la tipologia di porta adatta all’utilizzo che si vuole fare del garage; stabilire quali impianti sono necessari. Conoscere questi dati porterà all’elaborazione di un progetto completo ed esaustivo dell’opera, che si potrà svolgere così senza grossi intoppi e con una corretta previsione dei costi. Permessi da richiedere Un garage esterno è a tutti gli effetti un intervento di nuova costruzione. Pertanto prima di procedere alla sua costruzione è necessario richiedere il Permesso di costruire. Si tratta di un titolo abilitativo che viene rilasciato dal comune presso cui sarà realizzata la costruzione. La pratica va presentata allo Sportello Unico dell’Edilizia (SUE) e deve contenere elaborati grafici progettuali e riportare l’asseverazione firmata da tecnici abilitati (architetto, geometra o ingegnere) che dimostri la conformità del progetto ai regolamenti edilizi ed urbanistici vigenti. Può essere richiesto dal proprietario del fabbricato (o da chi ha pari diritti su di esso) oppure dal tecnico incaricato dallo stesso. Entro 10 giorni dalla richiesta viene nominato il responsabile del procedimento e se entro 60 giorni dalla presentazione della domanda non vi è alcuna risposta si intende formato il silenzio assenso. Se invece sono necessarie modifiche al progetto vengono richieste delle integrazioni e chi ha presentato la richiesta deve consegnare la documentazione entro quindici giorni. In questo caso si intende formato il silenzio-assenso se entro 30 giorni non si ricevono ulteriori comunicazioni. Fanno eccezione i casi in cui il territorio è soggetto a vincoli ambientali, paesaggistici o culturali. Progettare fondamenta e pavimentazione Per garage esterno si intende un garage costruito fuori terra la cui realizzazione può avvenire seguendo diverse tecniche costruttive. In ogni caso sarà necessario comunque realizzare le fondazioni in cemento armato. Come per ogni altro genere di costruzione, infatti, anche per la progettazione di un garage esterno si parte da una base solida che sia in grado di sostare e ancorare al suolo la costruzione. La tipologia e le dimensioni delle fondamenta saranno calcolate in base al peso ed alla struttura della costruzione, considerando inoltre la tipologia di terreno, il sottosuolo ed altri fattori ambientali. Per questo per la corretta progettazione delle fondazioni è necessaria una relazione geotecnica. Per quanto riguarda la progettazione della pavimentazione di un garage esterno bisogna soffermarsi sui requisiti che questa dovrebbe avere. Essendo un locale destinato alla custodia di automobili la pavimentazione ideale dovrebbe essere: carrabile; resistente a urti, graffi e sostanze chimiche; facile da pulire; antimacchia; antiscivolo. Un’opzione da considerare è la posa di un pavimento in resina scegliendo materiali idonei a questa tipologia di ambiente. Altre soluzioni dalle ottime prestazioni sono i pavimenti in PVC o le piastrelle in grès porcellanato. Garage in muratura Una delle tecniche costruttive da adottare per realizzare un garage esterno è la muratura. Tra i principali vantaggi di questo genere di costruzioni vi è la scarsa manutenzione necessaria nel tempo, la solidità e le possibilità di personalizzazione. Di contro richiede dei tempi più lunghi se si fa un paragone con altre tecniche come le costruzioni in legno o prefabbricate.  Per la costruzione di un garage in muratura si inizia con la realizzazione della struttura portante in cemento armato, per poi andare ad edificare le pareti utilizzando blocchi tenuti insieme con una malta a cui successivamente verrà applicato il rivestimento esterno ed interno. Viene realizzata anche la struttura portante per la posa del tetto che potrà essere a falda o piano. Garage prefabbricato Un altro modo per costruire un garage esterno è l’utilizzo di un sistema prefabbricato. Tra i vantaggi di questo tipo di soluzione vi è la riduzione dei tempi dei cantiere ed una previsione dei costi accurata, inoltre si ha un notevole risparmio sulla manodopera poiché la costruzione prevede l’assemblaggio delle componenti prodotte in fabbrica e poche altre lavorazioni. Un garage esterno prefabbricato può essere realizzato in diversi materiali tra i quali legno, calcestruzzo e pannelli coibentati.  Come per il garage in muratura anche per il garage prefabbricato le fondazioni dovranno essere pronte prima di poter avviare la costruzione.  Installare apertura automatica Le varie tipologie di porte per garage si distinguono per il sistema di apertura che si basa sulla tipologia di movimento necessaria. Dotare il garage di un sistema di apertura automatica è molto vantaggioso dal punto di vista pratico nell’utilizzo quotidiano del garage. Qualsiasi tipologia di porta per garage può essere motorizzata ed automatizzata, tra queste: saracinesche in metallo; porte a battente; porte basculanti; porte ribaltabili; porte sezionali. Automatizzare la porta consente di poterla aprire o chiudere attraverso un semplice telecomando, anche dall’interno della propria auto, evitando così di dover scendere quando si rientra. Inoltre, contando sulle tecnologie più moderne sarà possibile integrare la gestione della porta del garage con il proprio sistema domotico. In questo modo si potrà controllare apertura e chiusura anche da remoto attraverso il proprio smartphone. Quanto costa realizzare un garage esterno Il costo per la realizzazione di un garage esterno è influenzato da molti fattori. Tra questi ad incidere maggiormente sono i materiali impiegati ed il sistema costruttivo ma anche la dimensione del garage, la tipologia di porta installata e la presenza di impianti.  Per farsi un’idea di quale potrebbe essere il preventivo per la costruzione di un garage possiamo calcolare un costo di circa 150 €/mq per la realizzazione delle fondamenta. Per garage in muratura il costo di costruzione è compreso tra circa 200 €/mq e 600 €/mq. Per i garage prefabbricati invece si va da circa 150 €/mq per un garage prefabbricato in legno a circa 300 €/mq per la versione in muratura. A questi si aggiungono i costi per la progettazione e le pratiche burocratiche necessarie.  Nel preventivo bisogna considerare anche la tipologia di porta da installare, per la quale il costo va da 400 € a 2.500 € circa.
Scegliere gli oscuranti per le finestre
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In fase di ristrutturazione o costruzione di un immobile bisogna pensare non solo alle finestre ma anche ai sistemi oscuranti, necessari per proteggersi dalla luce solare, ma anche per salvaguardare la propria privacy e sentirsi al sicuro. Per scegliere le finestre e le portefinestre di un condominio bisognerà rispettare il regolamento condominiale e difficilmente si potrà variare la tipologia di oscuranti o il loro colore, ma si potrà agire soltanto nel rispetto del decoro della facciata. Se necessario eseguire delle modifiche bisognerà ottenere il parere favorevole dell’assemblea condominiale. Edifici indipendenti invece hanno assoluta libertà per questi può essere fatta una scelta basata sulle proprie esigenze e sul proprio gusto. Fanno eccezione naturalmente gli edifici sottoposti a vincoli storico-artistici o paesaggistici, per i quali è necessario richiedere l’autorizzazione del caso. Gli oscuranti per finestre si distinguono per tipologia, materiali e sistemi di apertura e chiusura. Per la maggior parte degli modelli il sistema di apertura può essere manuale oppure automatizzato per un azionamento semplificato. Si possono integrare inoltre in sistemi domotici.  Come le finestre, tutti gli oscuranti possono avere dimensioni standard oppure essere realizzati su misura, così da adattarsi perfettamente all’apertura a cui sono destinati. Ovviamente un prodotto realizzato su misura avrà un costo maggiorato, a cui si sommano i costi di trasporto e posa in opera. Quando si pensa agli oscuranti si pensa ad elementi posti all’esterno delle finestre, ma sono inclusi anche sistemi posti all’interno come le veneziane o le tende oscuranti. Queste assicurano una gestione più semplice, così come una maggiore facilità di pulizia. Persiane Le persiane sono tra i sistemi oscuranti più tradizionali. Hanno anche funzione isolante, sia sul piano termico che acustico. Possono presentare lamelle fisse o orientabili, che danno la possibilità di regolare l’ingresso di luce. Possono avere inoltre degli sportelli mobili così da poter aerare la casa anche quando le persiane sono chiuse. Il sistema di apertura più diffuso per le persiane è quello a battente, poste esternamente rispetto alle finestre. Avendo apertura verso l’esterno sarà necessario installare sistemi di bloccaggio per evitare che possano muoversi a causa del vento. Si utilizza invece l’apertura a libro quando si vuole ridurre l’ingombro. Le persiane per finestre più comuni hanno due ante, ma possono averne anche tre o quattro in finestre molto ampie. Un’alternativa sono le persiane con apertura scorrevole, internamente al muro o esternamente.  Le più classiche persiane sono quelle in legno. Essendo realizzate in un materiale sensibile agli agenti atmosferici necessitano di manutenzione periodica per preservare intatte le fibre nel tempo. Va dunque applicata un’apposita vernice protettiva per legno che può essere trasparente, colorata effetto legno o nelle colorazioni ral. Sono più pratiche le persiane realizzate in alluminio o in PVC, più facili da pulire e con nessuna manutenzione necessaria. Queste sono disponibili in moltissimi colori ed anche effetto legno, grazie all’applicazione di speciali pellicole. Per una maggiore sicurezza è possibile installare persiane blindate in cui sono inserite delle componenti in acciaio che aumentano la resistenza. A seconda del rischio si potrà scegliere il grado di resistenza antieffrazione adeguato.‎ Il costo delle persiane dipende soprattutto dalle dimensioni dell’infisso e dal materiale con cui è realizzata. In generale, una persiana per finestra ha un costo che parte da circa 200 €/mq. A parità di dimensione, i prezzi più alti sono quelli delle finestre in legno.  Più alto il costo delle persiane blindate che parte da circa 500 €/mq. Scuri Per molti versi simili alle persiane, gli scuri sono un oscurante per finestre di origini più antiche. A differenza delle persiane sono un sistema che non lascia filtrare la luce poiché costituisce uno schermo totalmente pieno.  Generalmente gli scuri sono in legno e si addicono molto bene ad ambienti rustici come le case di campagna. Hanno infatti uno stile molto caratteristico dato dalle assi di legno assemblate insieme con la ferramenta importante a vista. Gli scuri possono essere realizzati anche in alluminio così da risultare molto leggeri e resistenti.  Tra i sistemi di chiusura disponibili per gli scuri quello più ricorrente e tradizionale è a battente. Tuttavia si possono avere scuri scorrevoli o a bilico. Se si ha la necessità di un ingombro ridotto si può optare invece per una chiusura a libro.  Il costo per gli scuri è di circa 250 € al mq. Avvolgibili Gli avvolgibili, detti comunemente anche tapparelle, sono una delle soluzioni più utilizzate come oscuranti per finestre. Il successo di questa opzione è dato in parte dall’economicità rispetto ad altre soluzioni, in parte dalla semplicità di utilizzo. Si tratta essenzialmente di un rullo che scorre in un binario andando a chiudere l’apertura di una finestra. Hanno bisogno dell’installazione di un cassonetto in cui viene nascosto il rullo quando è avvolto. Possono essere alzate ed abbassate anche solo parzialmente per regolare l’ingresso di luce. Inoltre hanno dei fori che consentono il passaggio di una piccola quantità di luce quando non sono completamente abbassate. Alcuni modelli alternano lamelle piene ad altre microforate, da utilizzare come zanzariere. Oltre agli avvolgibili in PVC, i più utilizzati, ci sono versioni in alluminio, ed in alluminio coibentato. Sono meno usate invece quelle in legno, mentre in passato hanno avuto larga diffusione.  Il costo delle tapparelle è più basso rispetto ad altre soluzioni. Si parte da circa 40 €/mq per quelle in PVC mentre per quelle in alluminio si sale fino a 250 €/mq. Bisogna però prevedere la realizzazione del cassonetto ed i costi connessi. Veneziane Le veneziane vengono associate ad ambienti come gli uffici ma sono adatte all’installazione anche nelle case.  A differenza delle soluzioni viste in precedenza, le veneziane si installano all’interno, come se fossero delle tende. Sono composte da sottili lamelle, in alluminio o in plastica, collegate per mezzo delle sottili cordicelle. L’effetto complessivo è molto delicato ed elegante. Le lamelle possono avere diverse larghezze, solitamente intorno tra 15 e 25 mm. Le veneziane sostituiscono i tendaggi poiché si può modulare la distanza tra le lamelle così da variare il filtraggio della luce. È possibile inoltre sollevare l’intera veneziana portandola completamente in alto nel cassonetto se presente. In alcuni modelli l'orientamento delle lamelle si gestisce attraverso un’asta mentre il sollevamento tramite una sottile corda. L’installazione delle veneziane si può realizzare attraverso il fissaggio a parete o a soffitto, ma esistono anche versioni con fissaggio a click direttamente sulla finestra. Il costo del solo prodotto è compreso tra circa 30 €/mq e 50 €/mq. Esistono anche veneziane da esterni, caratterizzate da lamelle più larghe, intorno a 50 mm. Sono dotate inoltre di una guida laterale che dona maggiore resistenza al vento. Queste ultime si utilizzano non solo addossate alle finestre ma anche per chiudere balconi. Il prezzo per le veneziane da esterni parte da circa 50 €/mq. Sistemi di tende Un altro modo per dotare le finestre di oscuranti è attraverso dei sistemi di tende realizzate con speciali tessuti. Le tende a rullo ad esempio possono essere realizzate con differenti tipologie di tessuto, tra questi anche il tessuto oscurante che impedisce l’ingresso della luce, protegge dai raggi UV e riesce a dare anche un buon isolamento termico. Le tende a rullo oscuranti per finestre hanno un costo compreso tra 50 € e 150 €, considerando che il prezzo varia in funzione della qualità del prodotto. Questo genere di tende possono essere dotate di cassonetto in alluminio in cui il telo si richiude. Come le zanzariere si possono fissare a parete, a soffitto o direttamente sulla finestra.
Scegliere gli infissi: tipologie di apertura per le finestre
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Durante le varie fasi progettuali, in caso di edificazione di nuovo edificio o di ristrutturazione, quella che riguarda la scelta degli infissi e le tipologie di apertura per le finestre non è così immediata come si pensa. Chiunque di noi immagina dei bei serramenti da inserire in tutta l’abitazione soffermandosi sul colore, sul tipo di vetro e sul materiale che meglio si addica allo stile della casa ma che soprattutto soddisfi appieno il comfort abitativo in termini di qualità termiche, di illuminazione, acustiche e di sicurezza che tutti desideriamo. Molti altri elementi concorrono nella selezione delle varie aperture di casa, tra cui quello relativo al budget da investire e alla praticità di apertura per l’areazione che tiene in considerazione le specificità di ogni contesto preciso. Il mercato odierno, offre infatti innumerevoli soluzioni da valutare su quale apertura scegliere per gli infissi che vengono realizzate per soddisfare in modo puntuale tutte le esigenze esposte dai padroni di casa, dopo aver considerato dimensioni, performance ed estetica. Vediamo insieme i principali modelli classificati in base all’apertura, per scoprire che ciascuno di essi ha delle caratteristiche peculiari che vanno valutate attentamente, per capire al meglio in quale ambiente mirato dovrebbero essere impiegate.  Infissi: apertura a battente La classica apertura a battente comprende una percentuale altissima di impiego nel settore dell’edilizia poiché gli infissi di questo tipo consentono di poter dischiudere le ante della finestra internamente e in modo completo, sia che si tratti di vetro singolo che doppio. La praticità riguarda proprio questo aspetto e il fatto che per serramenti standard, con dimensioni tradizionali, è maggiormente indicata una soluzione efficace, maneggevole e ben rodata. Infissi con apertura a battente a due ante vengono spesso scelti in situazioni di ristrutturazione, dove in molti casi si è vincolati da piani regolatori che prevedono di mantenere classici aspetti estetici e legati a parametri di tipo storico. L’apertura a battente ad anta unica offre le medesime peculiarità ed è una scelta più contemporanea e molto apprezzata perché crea un bell’effetto estetico con vetro intero. Infissi: apertura scorrevole Se la grandezza degli infissi nella vostra casa prevede metrature corpose, una soluzione adatta e utile riguarda l’apertura scorrevole, indicata anche per soluzioni salva spazio che non implicano l’ingombro in un ambiente di un’anta aperta verso l’interno. La luminosità che scaturisce da questo sistema di serramento è ottimale e crea un look sensazionale per delle zone giorno in cui in e outdoor dialogano in modo sorprendente. Il meccanismo può essere realizzato secondo quattro differenti modalità: in linea: comprende dei binari paralleli su cui scorrono le ante stesse; traslante: comprende un’anta mobile che attraverso un movimento traslante esce dal proprio telaio per scorrere e allinearsi con l’altra fissa; alzante: molto maneggevole per la leggerezza delle ante, viene impiegato per superfici trasparenti che vanno oltre i 2 metri di larghezza; a scomparsa: è un sistema che comprende un’apertura scorrevole totale poiché l’anta rientra interamente nella parete su cui la finestra viene inserita.  Infissi: apertura a bilico orizzontale e verticale Nella tipologia delle finestre basculanti, rientrano i serramenti a bilico che possiedono due meccanismi a cerniera situati ai lati dell’infisso permettendo un’apertura semplice ed estremamente agevole con ampiezza fino che raggiunge i 180°. La ventilazione è ottima, la pulizia su entrambi i lati facilitata, le dimensioni variano da piccole finestrelle a vetrate più grandi; insomma un infisso con tanti pro da poter essere valutato attivamente nei vostri progetti di interni. E’ necessario avere l’accortezza di considerare due aspetti che possono però incidere sulle esigenze di alcuni. Ruotando su sé stessi, con apertura a bilico orizzontale o verticale, occupano per metà parte, lo spazio interno ed esterno di un ambiente, pertanto va considerato l’ingombro outdoor specialmente nei piani più bassi e che sporgono su un eventuale lato strada. Altro svantaggio può essere l’utilizzo di tende interne o sistemi oscuranti esterni che possono essere utilizzati appieno solamente quando la finestra è completamente chiusa. Infissi: apertura saliscendi Gli infissi con apertura saliscendi, o comunemente chiamati a ghigliottina, sono tipicamente utilizzati nelle culture anglosassoni e consentono alle finestre di casa di avere una apertura a scorrimento verticale, in cui la parte sottostante mobile scorre sopra una parte superiore fissa attraverso un semplice congegno con un sistema di contrappesi, che consente un’apertura facilitata e senza la minima fatica fisica. E’ una tipologia di finestra molto versatile e efficiente in caso di problemi di spazi e ingombri. Nelle progettazioni più tipiche hanno il vetro intero ma si trovano anche soluzioni con delle suddivisioni più piccole che nei giusti contesti sottolineano lo stile nordico e a volte industriale dell’ambiente attiguo. Infissi: apertura a vasistas Il vasistas è un tipo di infisso apribile verso la parte interna della casa dove le cerniere sono posizionate sulla parte inferiore e la chiusura su quella superiore. Il sistema meccanico consente una rotazione dell' anta verso il basso con un’ apertura predefinita da idonei bracci che limitano l’angolazione della luce ed evitano che si ribalti mantenendo una posizione stabilita. Questo modello è sempre associato ad una finestra a battente poiché nella maggior parte dei casi l’imposta che si apre normalmente verso l’interno può avere anche la possibilità di essere ribaltata per consentire una ventilazione minima ma costante. Infissi: apertura a sporgere Nelle abitazioni dove si devono ottimizzare gli spazi ed evitare che persino le finestre occupino degli ingombri interni, nel momento in cui sono aperte, è richiesto necessariamente l’intervento di infissi con apertura a sporgere dove le ante del serramento rimangono esterne al locale senza causare alcun minimo impedimento indoor. In ambienti tradizionali ovvero su pareti classiche e lineari si è soliti parlare di finestre a sporgere verticali dove i due battenti vengono spinti verso l’esterno Se invece vengono trattati infissi a sporgere orizzontali, solitamente predisposti ad ospitare un'unica anta, vanno distinti i modelli a cerniera a vista con aggancio rapido e quelli con braccio regolatore di apertura, entrambi molto efficaci, in special modo in mansarde e sottotetti con un look accattivante e contemporaneo.
Finestre ad arco: infissi non convenzionali
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Nella maggior parte dei progetti realizzati nell’edilizia contemporanea, è consueto trovare i classici infissi dalla tipica forma rettangolare; serramenti che trovano largo impiego nelle odierne costruzioni per l’immediatezza della costruzione, della posa e della manutenzione. Vi sono però particolari richieste o soluzioni dettate dall’ estro di architetti e ingegneri che fanno propendere la scelta verso tipologie di finestre ad arco non convenzionali in costruzioni all’avanguardia ma che molte volte si trovano anche in case antiche e di gran pregio e che nel caso specifico vogliono essere mantenute e restaurate, per i connotati peculiari e particolari che riescono a fornire alla facciata principale di una abitazione. Esistono svariati modelli e forme di arco da valutare a seconda dello stile e del look che si vuole imprimere al fabbricato. Stessa cosa riguarda la grandezza e i materiali da impiegare, dove per ogni situazione specifica andranno vanno vagliati e decisi con attenzione, sotto l’occhio esperto e i consigli preziosi di validi professionisti del settore. Finestre ad arco a tutto sesto Le finestre ad arco a tutto sesto, sono forse quelle a cui tutti pensano quando la mente rimanda ad un serramento inusuale con forma curvilinea e riguarda una sezione semicircolare unica e completa di 180º posta nella parte alta del serramento. Gli infissi con questa tipologia di forma arcuata sono solitamente di dimensioni importanti, ma non è una regola, questo per dare la giusta importanza alla geometria caratteristica che assume l’infisso stesso, nonché la facciata esterna e l’ambiente interno in cui vengono inseriti. La superficie trasparente non è mai unica e il più delle volte viene suddivisa orizzontalmente alla base dell’arco, che può rimane fissa o eventualmente essere associata a un vasistas; e verticalmente nella zona sottostante, per permettere la comoda apertura del vetro per arieggiare e ventilare le varie stanze di casa. I materiali per la realizzazione di finestre ad arco a tutto sesto sono i medesimi di quelli impiegati per le normali e comuni finestre: ovvero legno, pvc e alluminio a taglio termico con colorazioni che spaziano dal bianco, al grigio, al nero o lasciate al naturale secondo l’essenza del legname utilizzato. Finestre ad arco circolare ribassato In molti edifici cittadini, come palazzi signorili e d’epoca, è consueto trovare un modello di serramento molto utilizzato nei tempi passati e che ricadono nella tipologia delle finestre ad arco circolare o ribassato dove il perimetro curvilineo mantiene la larghezza dell’infisso mentre la sua altezza è per così dire schiacciata verso il basso. Tra i vari tipi di arco è quello maggiormente versatile e che si presta ad una serie di modifiche e attuazioni in ambito di apertura delle ante secondo svariate modalità. Vediamo le più utilizzate nel dettaglio: telaio saldato con fermavetro fisso e finito; telaio saldato con traversa montata verticalmente con ante mobili (a battente e/o vasistas); telaio saldato con traversa montata verticalmente con un’anta fissa e una mobile: telaio saldato con traversa montata orizzontalmente alla base dell’arco con anta alta e a ribalta; telaio saldato con traverse incrociate, montante verticalmente e orizzontalmente nella mezzeria della finestra. Oltre a queste vi sono poi tutte le varianti che prevedono il montaggio di telaio e ante saldate in molte soluzioni che verranno suggerite da professionisti del settore in base ai progetti e alle richieste del padrone di casa, oltre ai colori e ai materiali (legno, pvc e alluminio), caratteristici per ciascun modello e proposta. Finestre ad arco parabolico Pochi pensano di utilizzare delle finestre ad arco parabolico nella propria abitazione poiché in effetti la geometria che seguono è davvero particolare e distintiva e non tutti sono pronti a osservarla quotidianamente nelle proprie case. Tuttavia l’impatto estetico che ne scaturisce è davvero imponente e offre molteplici vantaggi a livello di trasmissione di luce naturale nei vari ambienti grazie alla loro collocazione che da terra arriva sino alla quasi sommità del soffitto, occupando gran parte della parete oggetto di intervento. Il look che ne consegue è sicuramente attuale e contemporaneo ma anche in ristrutturazioni ponderate e accattivanti di case classiche, trovano la loro perfetta collocazione in porzioni di abitazione, che con inserti moderni, vengono maggiormente valorizzate e rese al contempo tecnologicamente più avanzate. Solitamente i vetri sono fissi, date le dimensioni e i costi per i tagli su richiesta, mentre per i materiali pvc e legno sono i più consigliati, rispetto all’alluminio, per una resa finale migliore. Finestre ad arco a sesto acuto Le finestre ad arco a sesto acuto siamo soliti trovarle in chiese o in edifici monumentali medievali dove sono riconoscibili le tipiche forme curve con sommità appuntita. E’ pertanto più semplice che serramenti di questo tipo vadano a sostituire quelli deteriorati in abitazioni cittadine o di campagna che già sono in possesso di questo modello di infisso, anche se alcuni progetti innovativi prevedono l’utilizzo di finestre ad arco a sesto acuto con lo scopo di movimentare facciate che sarebbero troppo lineari e monotone. La caratteristica principale riguarda la dimensione di queste aperture che sono contenute e abitualmente inserite a coppie. La superficie vetrata è quasi sempre suddivisa in due aree dove quella sottostante, rettangolare, è mobile e con meccanismo semplice che permette l’apertura a battente verso l’esterno. I modelli di recente costruzione prediligono come materiale il pvc perché disponibile in molti colori e rifiniture e privo di qualsiasi tipo di manutenzione data la mancanza di oscuranti protettivi che esteticamente non si accompagnano davvero a un serramento di questa fattura. Finestre ad arco: a ferro di cavallo Usuali e tipiche delle zone orientali, queste finestre ad arco, detto a ferro di cavallo, prevedono che i semiarchi si prolunghino verso il basso sotto il piano dei due centri per dare origine a questa forma inconsueta ma decisamente peculiare a dal gusto esotico spiccato. La grandezza è variabile ed è possibile trovare un unico grande e ampio infisso posto nella parte centrale di una facciata o due più piccoli divisi da una minima porzione di muratura. Quasi sempre sono circondati da una cornice decorativa che enfatizza maggiormente la linea curva della zona alta e fissa del serramento. Il legno è particolarmente apprezzato ma è fattibile impiegare anche pvc o acciaio dove le ante mantengono la classica apertura a battente verso l’interno.
Resina: realizzare un pavimento in modo semplice ed efficace
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Le grandi pavimentazioni di fabbricati industriali o di edifici pubblici adibiti a scopi sportivi, ludici e culturali, vengono nella maggior parte dei casi realizzate in resina dal momento che questo materiale è molto resistente, con una resa esemplare, semplice da mantenere igienizzato ma soprattutto facilmente personalizzabile. E’ proprio quest’ ultima caratteristica che ha indirizzato anche i privati a voler realizzare un pavimento di casa in modo semplice ed efficace e che potesse essere unico nel suo genere per colori e finiture; oltre alla ricercatezza estetica e legata ad un concetto attuale di grande design da inserire all’interno dei vari ambienti della propria abitazione. Per molti l’idea di avere una superficie continua, senza fughe, (a differenza delle classiche piastrelle o parquet), molto agevole nelle operazioni di pulizia e dallo stile neutro su cui qualunque scelta di tendenza d’arredo può essere abbinata, è stata la spinta che ha fatto propendere verso la scelta di questo prodotto innovativo, versatile e indubbiamente efficiente. Pavimento in resina: aspetti tecnici da considerare La resina è un materiale che si ricava da alberi e piante con ottime doti naturali idrorepellenti e decisamente impermeabili. Ecco perché è un prodotto molto apprezzato per la realizzazione di superfici come pavimentazioni di cucine e bagni nonché come rivestimento di pareti e piani di lavoro, dal momento che non teme l’assorbimento da parte di liquidi. Ma molti altri sono gli aspetti tecnici da considerare quando si decide di voler progettare un pavimento in resina nella propria dimora e negli spazi più disparati, e in particolare: la facilità di applicazione e di manutenzione; il contenuto spessore, di circa 3-5 mm, che non implica interventi per l’accomodamento di serramenti esistenti; la possibilità di poter essere applicata su altri pavimenti senza dover compiere azioni di demolizioni o sistemazioni particolari; la resistenza e durata nel tempo; l’intrinseca capacità di essere un repellente contro la formazione di muffe, funghi e batteri; la semplicità di pulizia; la capacità di offrire un risultato finale omogeneo, definito monolitico, per il compatto aspetto esteriore senza giunti che offre. Pavimento in resina: originali finiture Un pavimento in resina risulta essere efficace anche dal punto di vista estetico, poiché permette di dar libero sfogo alla creatività e fantasia, lasciando ampia scelta ai padroni di casa, di decidere come realizzare il proprio ambiente personalizzandolo con originali finiture. I colori proposti sono davvero molteplici e spaziano dalle palette più neutre e delicate, sino ad arrivare a toni decisamente più marcati e accesi, ai quali possono essere aggiunti glitter per soluzioni energiche e frizzanti in camerette di bambini e adolescenti. L’aspetto può essere poi lucido e brillante o velato e maggiormente opaco con svariate consistenze che vanno dal vellutato al ruvido a seconda del look che si vuole creare. E’ possibile incorporare inserti geometrici e artistici per produrre sorprendenti e particolari mood anche tramite effetti spatolati, lisci, tridimensionali, nuvolati, materici, monocromatici e tanti altri ancora tra cui scegliere. Pavimento in resina: manutenzione e pulizia Pur essendo un materiale molto pratico ed efficiente, la manutenzione e la pulizia di un pavimento in resina non vanno sottovalutate e attuare semplici ma indicati accorgimenti è indispensabile e necessario per mantenere perfetta la superficie di calpestio. La pulizia ordinaria prevede una classica passata di scopa, panno cattura polvere o aspirapolvere come verrebbe effettuata su qualsiasi altra pavimentazione, doverosa per eliminare elementi residui. E’ indicato detergere con acqua e soluzioni non acide, abrasive o che producano eccessiva schiuma utilizzando panni morbidi. Non è necessario asciugare ma benché la resina sia impermeabile e idrorepellente è comunque consigliato arieggiare l’ambiente di casa per contrastare umidità e ristagni di acqua sempre in agguato. E’ possibile poi stendere un sottile strato di cera per chi ama donare ulteriore luce e brillantezza al pavimento e che contemporaneamente contrasterà anche il successivo accumulo di sporco. Per eventuali problemi di macchie più ostinate o profondi graffi dovuti a urti improvvisi e sporadici, sarà sufficiente chiamare professionisti del settore che interverranno in modo puntuale e localizzato sul problema senza dover intervenire su tutta la porzione di pavimento. Come realizzare una posa corretta Per realizzare una posa corretta di un pavimento in resina, sarebbe preferibile lasciar spazio a professionisti del settore, che in ogni circostanza sapranno valutare caso per caso la miglior procedura da attuare. Le fasi che compongono tale operazione non sono in realtà molte ma vanno eseguite con maestria e attenzione e nel dettaglio riguardano: la verifica del fondo su cui verrà applicato lo strato di resina, se vi sono imperfezioni e irregolarità e se il supporto sia stabile e privo di umidità; la stesura di un primer fissativo che funga da base per il successivo strato; la scelta del colore della resina stessa (con l’inserimento di polimeri nell’impasto) e la successiva stesura tramite spatola o rullo; l’eventuale personalizzazione con decorazioni e disegni; l’applicazione dello strato protettivo. Costi per realizzare un pavimento in resina Per avere un’ idea abbastanza precisa dei costi per realizzare un pavimento in resina, è bene tenere a mente che alcuni fattori influenzano sicuramente il budget finale del lavoro e in particolare riguardano: la metratura interessata della superficie calpestabile all’interno dell’abitazione, la tipologia di resina impiegata per concretizzare la pavimentazione e la finitura scelta. Partendo dalla base, con relativo rinforzo, su cui andrà stesa la resina stessa, il costo per la preparazione varia tra i 20 - 40 euro al metro quadro. Per quel che riguarda invece il tipo di materiale abbiamo prezzi compresi tra i 65 - 90 euro al metro quadro per la resina spatolata e 80 - 130 euro al metro quadro per quella autolivellante. Se si vogliono poi effettuare decori particolari, con disegni o forme personalizzate, vanno aggiunti ulteriori 50 – 75 al metro quadro, per questi effetti ornamentali e speciali aggiuntivi. Come per ogni lavoro progettuale che si va ad affrontare, è sempre bene farsi redigere uno o più preventivi per poter valutare al meglio ciascuna opzione e possibilità, ed essere aiutato nelle varie scelte da tecnici preparati, che abbiamo esperienza e tutte le competenze necessarie per affrontare nel modo migliore l’attività da portare a termine, rispettando budget e termini prestabiliti.
Riscaldamento a pavimento: cosa c’è da sapere
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Un’alternativa che va per la maggiore nelle contemporanee progettazioni, ma anche in ristrutturazioni di case antiche, rispetto all’utilizzo dei tradizionali caloriferi e che offre numerosi vantaggi sotto differenti punti di vista. Un riscaldamento a pavimento è un sistema di pannelli radianti già sperimentato per un ventennio sino alla fine degli anni Settanta dove però le tecnologie dell’epoca, non erano ancora così efficienti da poterlo proporre come consuetudine a chi si apprestava a rinnovare o progettare dal nuovo un sistema di impianto domestico atto a scaldare i vari ambienti in maniera omogenea. Le tecnologie odierne e le innovazioni nel settore hanno dato origine a eccellenti impianti che vengono scelti nel 70% dei progetti. La caratteristica principale di un riscaldamento a pavimento è quella di ricevere calore in modo regolare per irraggiamento, partendo dal basso ed espandendosi poi verso l’alto attraverso due tipologie di sistemi: il primo è un impianto ad acqua a circuito chiuso e composto da una serie di tubazioni che a serpentina corrono sotto alla pavimentazione. Una pompa di calore (o caldaia di qualsivoglia alimentazione), riscalda l’acqua che attraversa i tubi disposti nel massetto del pavimento producendo un calore uniforme che si diffonde in modo naturale e uguale in ciascuna stanza. L’aumento della temperatura dell’acqua può avvenire anche grazie all’impiego di pannelli fotovoltaici o solari contribuendo a promuovere un’edilizia di tipo eco sostenibile; il secondo è composto invece da resistenze elettriche quando si opta per l’utilizzo di un impianto di tipo elettrico appunto. Sottilissimi cavi, con una sezione di pochissimi millimetri, possono correre più in superficie e in modo diretto sotto al pavimento. Ecco perché questa soluzione viene proposta soprattutto nel caso di ristrutturazioni dove può essere più difficoltoso intervenire in profondità come dovrebbe invece prevedere l’installazione di un impianto ad acqua. Riscaldamento a pavimento: vantaggi I vantaggi di un riscaldamento a pavimento sono davvero molteplici e tutti molto importanti e da tenere in considerazione quando ci si deve apprestare a dover scegliere la tipologia di impianto da installare. Questo perché l’opzione ottimale consentirà di avere la migliore resa prestazionale seguita da un eccellente comfort percepito all’interno di tutti gli ambienti di casa. A differenza di quelli tradizionali permettono che il calore venga diffuso in modo organico dal pavimento al soffitto con una temperatura costante che può essere però regolata da valvole posizionate in ciascuna stanza, dando la possibilità a ogni occupante di stabilire a piacere gradazioni differenti. Tra gli altri pro possiamo citare: assenza di rumorosità: non essendo presenti pompe di calore o strumenti meccanici, questo impianto di riscaldamento a pavimento è estremamente silenzioso; costante salubrità: contrariamente ai caloriferi che sollevano e spostano l’aria in casa provocando creazione di polveri e acari, questo sistema è senza alcun dubbio più igienico. La temperatura è costante e con un tasso di umidità controllato che neutralizza le particelle dannose per la salute che si potrebbero inalare e respirare; sicurezza garantita: gli impianti di riscaldamento a pavimento sono estremamente sicuri dal momento che fili o tubazioni sono protetti da materiali ignifughi e non permettono alcun tipo di emissione nociva osservando gli standard previsti dalle normative vigenti; contenuta manutenzione: se i classici termosifoni necessitano di qualche intervento di manutenzione ordinaria, gli elementi che compongono un riscaldamento a pavimento non prevedono invece particolari misure relative a tale comportamento; affidabilità e garanzia: sistemi di questo genere vengono gestiti in modo da tale da mantenere un’ottima efficienza per moltissimi anni senza subire variazioni in termini prestazionali e sono assicurati, dai venditori, attraverso una garanzia d’acquisto per periodi di oltre 10-15 anni; installazione e resistenza: se il pavimento è stato preparato ad hoc, in 4-5 giorni è possibile veder posato un intero impianto di riscaldamento a pavimento che può all’occorrenza essere riutilizzato poiché resistente a ogni tipo di sollecitazione e in particolare alla formazione di umidità per quelli ad acqua a circuito chiuso. Dove può essere installato un riscaldamento a pavimento Se la domanda classica è: posso installare un riscaldamento a pavimento in qualsiasi ambiente della casa, la risposta è in linea di massima sì, ma con qualche piccolo accorgimento da tenere in considerazione e comunque da valutare caso per caso. Per riscaldare in modo ideale tutti i locali dell'abitazione è bene sapere che l’impianto deve essere installato in almeno il 50 % della superficie della casa e in alcuni casi, in abitazioni ristrutturate ma non ben isolate è a volte necessario integrare questo sistema con qualche calorifero o scalda salviette come avviene per la zona bagno. Per contro, in fabbricati oltremodo isolati, con pareti, serramenti e coperture ad hoc, è a volte ridondante utilizzare un sistema di questo tipo poiché non potendo mai spegnerlo la temperatura in calde e soleggiate giornate invernali può superare i 24 - 26°C percepiti e consigliati, creando delle situazioni poco piacevoli di eccessivo calore. Qualsiasi tipologia di pavimento può essere poi applicata sulla superficie, dal gres porcellanato, al legno, al marmo. Ciascun materiale ha caratteristiche proprie e contrappesarle di volta in volta per un corretto impiego, è il modo migliore per ottenere un’analisi completa di tutti gli elementi che concorrono nell’installazione perfetta di un riscaldamento a pavimento. Riscaldamento a pavimento: temperatura e consumi Per far funzionare un riscaldamento a pavimento, l’acqua che scorre all’interno dei tubi ha una temperatura compresa tra i 25 – 45°C circa, nel periodo invernale e tra i 10-15 °C in quello estivo. E’ necessario mantenere questi standard per garantire il benessere che questa omogeneità di diffusione del calore provoca nei vari ambienti di casa. Con questa tipologia di impianto non è possibile spegnere e riaccendere a piacimento o solo per alcune ore tutto il sistema. E’ però fattibile regolarne la temperatura dove durante il giorno, quando si è a lavoro o a scuola sarebbe bene mantenere l’apparato sui 17 - 19°C per poi riportarlo sui 20 - 22°C nel tardo pomeriggio e farlo riscendere nella notte. Da ricordare che la temperatura percepita è sempre di qualche grado in più rispetto a quella reale. Comportandosi in questo modo, si riesce a risparmiare sia sui consumi energetici che su quelli monetari, regolando il funzionamento del riscaldamento a pavimento in base alle proprie esigenze e senza doverlo far funzionare al massimo quando non serve. Per ottenere la massima efficienza, contenendo di molto i consumi, si dovrebbe valutare l’utilizzo di pannelli radianti di qualità, associati ad una caldaia performante che sfrutti l’energia proveniente dai pannelli termici e solari. In questo modo si coniugherebbe la diminuzione della spesa da effettuare al benessere per sé e per gli altri attraverso un sistema eco sostenibile. Chi chiamare per realizzare un riscaldamento a pavimento Rivolgersi ad una squadra di professionisti per realizzare un riscaldamento a pavimento è quanto mai utile e pratico, perché pur conoscendo le varie fasi di lavorazione, i tecnici saranno in grado di consigliare al meglio su alcune situazioni che si potrebbero verificare, sfatare miti e notizie per sentito dire e risolvere dubbi su materiali e procedure alternative e innovative da seguire. Inoltre, la professionalità e l’esperienza faranno sì che i tempi dedicati all’esecuzione del lavoro saranno più contenuti con relativo risparmio in termini economici. Quanto costa installare un riscaldamento a pavimento I costi per la posa di un riscaldamento a pavimento sono diversificati a seconda di una serie di fattori che si possono modificare in base a molteplici varianti. Innanzitutto deve essere valutata la tipologia ovvero se l’installazione riguarda un impianto ad acqua o elettrico e la dimensione della superficie interessata. Altro elemento da contrappesare è la necessità di integrarlo con sistemi supplementari (termosifoni o termoarredi). In case di nuova progettazione è poi più semplice pianificare il lavoro e stabilire un budget pressoché preciso. In una ristrutturazione si devono invece preventivare costi aggiuntivi riguardanti vincoli a cui si deve sottostare in abitazioni magari datate e di pregio e imprevisti dovuti a strutture obsolete e superate. Indicativamente, il costo al metro quadro, si aggira tra i 65 e i 120 euro ma è anche influenzato dalla scelta qualitativa dei materiali da costruzione impiegati
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