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Arch Studio

Appartamento a milano - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Appartamento a milano
Arch+ studio è stato incaricato del concept design per la ristrutturazione di un appartamento a milano…ecco i primi visual!

Appartamento a milano ii - collaborazione con pironi & partners - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Appartamento a milano ii - collaborazione con pironi partners
Arch+ studio, in collaborazione con lo studio di interior design pironi & partners sta curando la realizzazione di questo appartamento situato nel centro di milano, occupandosi, in qualità di project manager, di verificare il concept, delle procedure edilizie e della direzione lavori, con il coordinamento di tutti tecnici e fornitori coinvolti.

Villa unifamiliare a zakintos - Monza (MB)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Villa unifamiliare a zakintos
Il progetto per questa residenza ci ha visti impegnati per la prima volta con un sito inusuale, rispetto ai contesti peri-urbani nei quali siamo soliti realizzare un edificio. Stiamo infatti parlando di una zona dell’entroterra dell’isola di zakinthos caratterizzato dalla presenza di un territorio collinare sfruttato dall’agricoltura locale e costellato di piccole costruzioni rurali e di villeggiatura.i nostri committenti hanno acquisito un lotto di terreno oggetto di una parcellizzazione avvenuta in anni recenti, definito geometricamente come una sorta di rettangolo piuttosto stretto e allungato. L’idea di progetto è scaturita dal fatto di realizzare una villa composta da due edifici distinti, posizionati nella parte del lotto opposta a quella dell’ingresso principale. In questo modo la villa risulta tutta contornata dal verde. In uno dei due edifici si è ricavata l vera e propria residenza dei committenti, nell’altro si è pensato ad una zona per gli ospiti. Il tutto è caratterizzato da un linguaggio architettonico che denota un distacco rispetto alle operazioni di “mimetismo” e folklore tipiche della zona. Si sono comunque utilizzati materiali e tecniche recuperate da un’attenta analisi del contesto.

Edificio residenziale a rodano, milano - Rodano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Edificio residenziale a rodano milano
Il progetto prevede la totale demolizione dell’edificio esistente e la successiva costruzione di un edificio residenziale che utilizzi integralmente il volume generato dalla superficie fondiaria. Da un punto di vista planivolumetrico, il complesso residenziale si sviluppa perseguendo la tipologia in linea, parallela alla via verdi, distribuendo il volume su due piani fuori terra, oltre un piano seminterrato e sottotetto. La linea è contraddistinta da due vani scale, completi di due ascensori, che servono due alloggi a piano, per un totale di quattro per vano scale, che prevedono, in totale otto alloggi. L’edificio, che presenta con un aspetto tradizionale (tetto a falde e tipologia in linea), è rispettoso del contesto in cui è inserito, presentando delle scelte materiche, che lo integrano: Pareti rivestite in laterizio “faccia a vista”, parapetti in cristallo e ferro e copertura a doppia falda in coppi di laterizio. Il progetto, infine, prevede l’utilizzo di tecnologie e impianti all’avanguardia, per il raggiungimento di una alta sostenibilità ambientale e di performance termica ed acustica, ambendo a certificare l’edificio in classe a+

Edificio residenziale a milano (in+) - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Edificio residenziale a milano in
L’area interessata dal progetto si trova all’interno del centro edificato di milano ed è inserita in un comparto urbano, sviluppatosi principalmente dopo il 1930, compreso a nord dal naviglio della martesana e, proseguendo in senso orario, a est dal parco della martesana, a sud dall’anello ferroviario (collegamento tra la stazione centrale e la stazione di lambrate), a ovest dal viale monza. Il comparto così delineato si caratterizza, da un punto di vista funzionale, per la promiscuità di ambiti industriali/artigianali (in via di trasformazione) e residenziali, con presenza di commercio al dettaglio. Il tessuto urbano è informato dalla presenza di isolati di stampo ottocentesco nei quali gli edifici si attestano sulle cortine, delimitando in maniera inequivocabile lo spazio pubblico da quello privato. Gli stessi isolati, tipologicamente più definiti tra le vie dei valtorta, rancati, rovetta, bono cairoli, della torre e stamira d’ ancona, si “sfrangiano” man mano che si avvicinano e collegano, a nord con la martesana e, a sud con la ferrovia. Il progetto, elaborato insieme all’arch. Amedeo strada (in+), nel rispetto degli indici urbanistici e dei regolamenti locali, persegue il tema dell’edificazione dell’isolato ottocentesco situato su un incrocio stradale nel quale si evidenzia formalmente l’intersezione fra due corpi, generalmente ad angolo retto, l’angolo rappresenta idealmente un punto di fuga prospettico sul quale convergono le quattro linee visuali delle vie che lì si incrociano e si incontrano. Ecco che il crocevia tra la via dei valtorta e la via bono cairoli evocano le torrette ottocentesche che costellano gli angoli degli incroci delle capitali della mitteleuropa diventa una vera e propria torre enfatizzata dall’arretramento dei corpi longitudinali, che la sostengono e la legano all’isolato. Res_valtorta (4)_modi fronti veri e propri, come una fotografia sviluppata in negativo, sono rappresentati dai vuoti, colmati da un doppio filiare di alberi che si stagliano sui fronti in pietra retrostanti. Gli edifici creano un disallineamento rispetto al contesto, lasciando però inalterato il rapporto tra pieni e vuoti nel rispetto della continuità formale della cortina edilizia.

Interni a peschiera borromeo, milano - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Interni a peschiera borromeo milano
Il progetto per il recupero del sottotetto prevede la totale conservazione della struttura primaria e secondaria del tetto attuando quegli accorgimenti tecnici e tecnologici “minimi” per rendere agevole il sottotetto nel rispetto della sua configurazione originaria. Se, infatti, le suddivisioni interne seguono il più possibile l’andamento della struttura in senso conservativo, “piegandosi” solo laddove è stato ritenuto più strettamente necessario, la visione esterna, invece, risulta trasformata dalla presenza di tagli della copertura, per la formazione di terrazze e da una serie di “cappuccine” più o meno mimetizzate che tendono a riprendere i vuoti o i pieni delle facciate sottostanti. Il progetto prevede la realizzazione di tre alloggi. Le cappuccine sono pensate in legno e interamente ricoperte da una lamiera zincata color bruno testa di moro; l’interno prevede che tutte le pareti siano intonacate e imbiancate, mentre tutte le orditure rimarranno a vista.

Sottotetto a milano - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Sottotetto a milano
Il progetto, nasce dall’esigenza dei committenti di attrezzare uno spazio per disporre le proprie piante e di sviluppare l’idea di una sorta di casa per il week-end in città (i committenti sono proprietari dei due piani sottostanti il sottotetto). Subito si è pensato ad un unico locale scandito dalla presenza di capriate metalliche nel quale trovasse spazio il “luogo delle piante”, un living-serra, al centro del loft. Il progetto prevede la traslazione del colmo in una nuova posizione in modo da mantenere inalterato l’impatto visivo della falda prospettante verso l’interno; l’innalzarsi di una porzione di facciata, su strada, nella quale trovano posto cinque aperture in asse con quelle sottostanti. La grande finestra centrale, in asse con il portone e il balcone del secondo piano, evidenzia la presenza della serra, presenza sottolineata dalle grandi finestre in falda. I pavimenti sono realizzati con doghe di legno di larice rifinito a olio, le pareti, entrambe bianche, presentano però una diversa trama: il muro di bordo è semplicemente intonacato a gesso, mentre quello di spina è sabbiato, lasciando a vista i mattoni esistenti.

Villa urbana a milano - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Villa urbana a milano
Il progetto per una villa urbana, si inscrive nella tendenza che investe il dibattito sulla costruzione e ri-costruzione della città, procedendo nella direzione di una sua densificazione, pur limitandone il consumo del suolo; è pensato come una scultura, estremamente articolata e caratterizzata, che spicca su di un basamento uniforme (l’edificio novecentesco esistente). Il progetto, in sostanza, prevede il recupero e l’ampliamento dell’ultimo piano di un edificio milanese, permettendo di configurare un elegante attico, che si articola, distribuendo le varie funzioni domestiche, in un susseguirsi di volumi e un sovrapporsi di piani, su due differenti livelli. La villa urbana possiede caratteristiche peculiari e autonome, sia per forme, sia per materiali, rispetto all’edificio esistente, che in parte completa e dal quale contemporaneamente si distacca, in cerca di una sua autonomia formale. In definitiva, si tratta di un quinto prospetto con un suo carattere specifico, che si presenta come una nuova definizione di tipologie urbane. Da un punto di vista distributivo, tutte le attività, suddivise su due piani in maniera tradizionale, si susseguono all’interno di volumi differenti, affacciandosi a sud su terrazze e patii a più livelli. All’ultimo piano le funzioni trovano un supplemento in un giardino d’inverno abitabile. Il progetto, per quanto riguarda le strutture, prevede l’utilizzo di un sistema costruttivo di prefabbricazione leggera a secco (x-lam) e l’impiego di materiali eco-sostenibili nell’ottica di perseguire il massimo del risparmio energetico e della sostenibilità economica. Questo progetto, è il frutto di una collaborazione tra lo studio professionale arch+ studio * e il gruppo di progettazione informale ateliertransito.

Edificio residenziale a saronno, varese. (in+) - Saronno (VA)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Edificio residenziale a saronno varese in
Il progetto per questo complesso residenziale, s’inserisce all’interno di un più complesso sviluppo immobiliare che prevede la pianificazione, per parti, dell’intero ex-ambito industriale di circa 12.000 mq. Di cui fa parte. I proprietari dell’area hanno deciso di dimettere e trasformare una prima porzione dell’intero complesso industriale, di circa 2500 mq. In edifici che comprendessero un mix funzionale (residenziale – commerciale – laboratori artigianali). L’edificio oggetto dell’intervento è situato all’estremo lato ovest del complesso e confina su due lati con la viabilità, su uno con il restante complesso e a nord con una grossa area destinata a verde, già partecipe, nella pianificazione comunale, ad un piano per la realizzazione di un grosso parco urbano. Il progetto, elaborato insieme all’arch. Fabrizio cerati (in+), prevede la realizzazione di tre corpi di fabbrica principali che, disponendosi sul terreno in direzione nord-sud, offrono un nuovo fronte alla strada che un domani condurrà al parco pubblico. Il complesso è caratterizzato da due edifici principali, simmetrici tra loro, uniti da un corpo di fabbrica centrale, così da definire una cortina continua su strada. Per il rivestimento dei prospetti è stata utilizzata una pietra locale, mentre le coperture, a volta a botte, sono rivestite in materiale metallico (zinco – titanio).

Villa bi-familiare a rodano, milano. - Rodano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Villa bi-familiare a rodano milano
Gli edifici che compongono la lottizzazione definiscono tipologicamente un “villaggio” peri-urbano di villette mono e bifamiliari, in cui non prevale un aspetto da “cortina urbana” ma piuttosto quello di un insieme omogeneo di confini di proprietà dietro i quali, nel corso dell’ultimo decennio, gli edifici che contornano la via neve, si sono trasformati caratterizzandosi autonomamente sia per scelte di materiali e colori, che distributive e linguistiche. Il progetto, pur modificando l’aspetto volumetrico dell’edificio, prevede di riutilizzare materiali e colori già in opera presso i confinanti. Il progetto prevede il frazionamento, con opere (spostamento della scala interna all’esterno – demolizione e costituzione di tavolati interni – modifiche strutturali e realizzazione di isolamento a “cappotto”, finito a sua volta, al piano terra da laterizi faccia a vista e ,al primo piano, da intonaco isolante) di una singola u.i. In due unità distinte. La scala esterna sarà di tipo aperto e apparirà contornata di un insieme di laterizi posati “a nido d’ape” proprio per permettere il passaggio di aria e luce.

Edificio residenziale a milano. (in+) - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Edificio residenziale a milano in
La zona dell’intervento è situata nel quadrante est della città di milano tra la circonvallazione interna (cerchia dei bastioni) e la circonvallazione esterna. L’area interessata è occupata da una struttura edilizia di tipo industriale – artigianale (capannoni e pensilina a volte) che non è visibile né percepibile dallo spazio pubblico poiché localizzata all’interno dell’isolato sopra descritto. Il progetto, realizzato insieme all’arch. Amedeo strada (in+), prevede la demolizione dell’edificio esistente e la realizzazione di un nuovo volume a destinazione residenziale. L’edificio si presenta con tre prospetti progettati in maniera uniforme sotto il profilo linguistico, materico, dei colori e sistemi costruttivi (struttura a telaio in c.a. E tamponamenti perimetrali in laterizio con sistema a cappotto). Il colore dominante è il “giallo milano” già presente all’interno dell’isolato e il materiale di finitura principale è un intonaco finito a civile. I prospetti saranno caratterizzati anche dalla presenza di persiane in alluminio scorrevoli e ad anta, di colore grigio seta. La copertura a falde inclinate (rifinite in pannelli di lamiera zincata color grigio) dell’edificio in progetto rispecchia la copertura dell’edificio confinante e sviluppa un rapporto di continuità con l’edificato sotto il profilo dell’impostazione planivolumetrica. Al piede dell’edificio si sviluppano due rampe di accesso a box privati, al piano rialzato e tra i due piani interrati. Rispetto alla situazione originaria, che non presenta alcun tipo di verde, si sono progettate diverse aree a verde, in parte pensile e in parte filtrante (la copertura dei box f.t. E alcune aree prospicienti l’ingresso principale).

Edificio residenziale a cesano m. Milano - Cesano Maderno (MB)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Edificio residenziale a cesano m Milano
L’area di progetto è situata nella zona che si estende ad est della superstrada milano – meda (ss 35). L’edificio in progetto (previa demolizione di quello esistente) si allinea, sul fronte strada, all’edificio posto ad ovest e sviluppa 380,50 mq. Di slp, suddivisa n. 7 unità immobiliari distribuiti in quattro piani fuori terra per un altezza in gronda di 13,20 ml. I posti auto, corrispondenti ad ogni unità immobiliare, sono stati ricavati sia a raso che nel piano seminterrato soddisfacendo così la legge 122/89. Le unità immobiliari in progetto sono distinte in due per piano ad esclusione di un’unica unità che occupa l’intero secondo piano. Le due unità che si trovano all’ultimo piano sono collegate, tramite una scala interna, al sottotetto spp sovrastante. Le unità site al piano rialzato sono contraddistinte per la presenza di un giardino di proprietà. La struttura portante dell’edificio è costituita da uno schema di travi e pilastri in c.a. E i solai sono realizzati in travi e pignatte. Tutte le pareti sono realizzate con un pacchetto atto al contenimento energetico e all’isolamento richiesto dalla legge. Perimetrale esterno: costituito da una muratura esterna di cm. 30 in laterizio a “scudo chiuso”, assemblata ad un’ altra muratura interna di cm. 8 sempre in laterizio. Divisori tra gli alloggi: costituiti da una muratura doppia di cm. 12 di spessore interrotta da un pannello isolante di cm. 5. La finitura delle pareti perimetrali è in laterizio faccia a vista è quella dei parapetti dei balconi e logge intonaco per esterni tinteggiato di bianco. I serramenti, anch’essi con opportuno vetro camera per soddisfare i requisiti di legge, sono in alluminio colore bianco, mentre gli oscuranti (taparelle in alluminio) sono di colore grigio. Grigie infine sono tutte le finiture relative alle lattonerie e al basamento, previsto in pietra. La struttura della copertura, costituita da un tetto a falde comprese da due muri perimetrali, è realizzata in legno lamellare, adeguatamente isolata e impermeabilizzata e rifinita in tegole tipo portoghesi.

Piano attuativo a veduggio con colzano - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Piano attuativo a veduggio con colzano
Il presente progetto di piano attuativo in variante al pgt vigente prevede la realizzazione delle volumetrie, sviluppate secondo indici diversi afferenti alle due distinte aree, in un’ unica area, trasferendo nell’altra le cessioni relative alle urbanizzazioni u1 e u2 e rimanenti quote di standard qualitativo. Per l’ambito di trasformazione c4 l’art. 34 delle nta del pgt obbliga la proprietà ad utilizzare l’indice maggiore tra lo 0,35 e lo 0,50 mc/mq (compensando la differenza di indice 0,15 mc/mq con la sola cessione di aree destinate a standard qualitativo); per l’area del piano attuativo b-1 la proprietà ha scelto di utilizzare l’indice maggiore tra lo 0,50 – 0,80 – 1,10 (compensando la differenza di indice 0,30 tra lo 0,80 e 1,10 mc/mq con la sola cessione di aree destinate a standard qualitativo). La viabilità di progetto e i relativi sottoservizi, andranno realizzati su un’area che prevede dei salti di quota di circa 3 metri e la probabile realizzazione di contrafforti in cls armato. Vista la maggiore difficoltà con cui gli operatori, o chi per loro, dovranno realizzare la viabilità di progetto, l’amministrazione ritiene, ai sensi dell’art. 33b di compensare lo standard qualitativo da cedere, calcolando l’indice di 0, 25 mc/mq sulla superifice della strada, in corrispondenza dell’ambito di trasformazio c4, in tal senso ai fini dell’utilizzo degli indici maggiori, consentiti dal pgt, si precisa che la procedura per la presentazione del progetto è un piano attuativo in variante al pgt vigente, di valenza decennale, i cui aspetti sono da convenzionare con l’amministrazione comunale. La simulazione progettuale, relativa allo schema planivolumetrico, prevede la realizzazione di due fabbricati, corredati di posti auto pertinenziali, aree verdi condominiali e quote di superficie non residenziale (snr). La soluzione progettuale, da un punto di vista distributivo, presenta quattro vani scale con ascensore, suddivisi nei due edifici, che collegano tre piani fuori terra, più uno interrato, adibito a box, locali di sgombero e volumi tecnici e un sottotetto senza permanenza di persone, collegato internamente alle unità abitative dell’ultimo piano. In ognuno dei tre piani, sono distribuiti 8 appartamenti per un totale di 24 unità immobiliari. Oltre a ricercare una qualità architettonica e funzionale, il progetto degli edifici – che verrà meglio approfondito in fase attuativa – ambisce che gli stessi siano realizzati perseguendo l’obbiettivo della sostenibilità ambientale ed energetica, utilizzando a tale scopo tutti gli accorgimenti richiesti dalla legge, in tal senso e oltre.

Master plan a buccinasco, milano - Buccinasco (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Master plan a buccinasco milano
Le prime analisi territoriali hanno messo in luce la vocazione di buccinasco come comune caratterizzato da un’alta percentuale di verde entro e tangenzialmente i suoi confini comunali. Il parco agricolo a sud, un sistema omogeneo di giardini e la presenza a nord del naviglio grande hanno dato spunto ad una visione territoriale composta da un possibile sistema di canali ecologici. I canali ecologici non sono solo dei percorsi di connessione (piste ciclabili – viali alberati) tra zone più o meno vaste di verde, ma hanno l’ambizione di modificare la tipica visione della periferia peri-urbana connotata solo da privacy e infrastrutture, dotando buccinasco di un sistema ecologico integrato che di per sé attiri l’attenzione dei cittadini e di chi vive la città per lavoro o per svago. L’area di progetto, oggi caratterizzata dalla presenza di un comparto industriale si connota geograficamente per divenire uno dei nodi del sistema canali ecologici; di fatto da esso dipartono una serie di collegamenti (via emilia – via della resistenza) che ben si presterebbero ad essere attrezzati e vivere di una vita autonoma. Il progetto è definito da un quartiere modello nel quale s’intrecciano, senza soluzione di continuità, molteplici attività (residenze pubbliche e private – commerciale di vicinato – terziario – parcheggi privati e asserviti all’uso pubblico – aree pedonali) che trovano forma in un quadrato ideale (una corte aperta sul parco) definito da una sorta di basamento che ospita infrastrutture, impianti e servizi di pertinenza alla residenza (asilo nido – fitness – sale riunioni – lavanderie – servizi comuni). Dal basamento si accede, sia ai parcheggi pertinenziali interrati che alle residenze che si innalzano da esso per un numero di sette piani e all’edificio a destinazione terziario (4.000 mq). Le residenze sono definite da due tipologie principali, la linea e la torre (totale slp. 22.000 mq). Sul lato prospiciente la via emilia, prendono corpo le attività commerciali che fanno da quinta alla nuova piazza coperta (piazza emilia), dove si staglia la pensilina che ospita il mercato rionale, proteggere i passanti dal sole e dalla pioggia nei diversi momenti dell’anno. In virtù di una posizione geografica e altimetrica ottimale si prevede l’uso della geotermia sia in sottosuolo che in superficie (sfruttando parte delle vaste aree in edificate) soprattutto per il riscaldamento delle serre bioclimatiche. Inoltre, il canale d’acqua che scorre lungo tutto il parco darà la possibilità di essere sfruttato in parte per il raffrescamento delle serre (pompe di calore) e in parte per l’irrigazione del parco stesso. Dovrà ovviamente essere previsto un pozzo per il suo funzionamento che sarà comunque autosufficiente, grazie ai circa 1000 mq. Di superficie di pannelli fotovoltaici posizionati sulla copertura della scuola di teatro che svilupperanno da soli circa 150 kw.

Master plan per settimo milanese - Settimo Milanese (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Master plan per settimo milanese
Il progetto del planivolumetrico del nuovo lotto del piano di zona consortile, scaturisce dall’idea di realizzare due isolati con distinte caratteristiche urbane e morfologiche nel rispetto della via iv novembre, elemento storico di collegamento tra settimo milanese e milano. Nell’ isolato sud si è cercato un maggior confronto e dialogo con il contesto. In un tessuto periferico formato da edilizia “minuta”, la piccola dimensione e l’edificio isolato sono i temi svolti per la definizione delle palazzine plurifamiliari che, pur effettuando un salto di scala rispetto all’esistente, ne mantengono e ne regolarizzano la parcellizazzione. Ai giardini privati e alla estrema rarefazione del costruito si sostituisce un’edilizia di maggior densità riunita in blocchi. Si sono poi individuati una serie di edifici in linea che di volta in volta sottolineano le diverse caratteristiche (tipologiche, morfologiche e funzionali) di cui sono informati i due lotti. Tutto il territorio che si estende a nord, verso il laghetto artificiale e a est verso la tangenziale ovest, è stato progettato interamente a verde. L’idea di progetto è nata dalla necessità di creare un’ampia zona “filtro” tra il tessuto abitato e l’infrastruttura della tangenziale, perseguendo il tema che considera gli aspetti legati al paesaggio della frangia urbana all’interno di una pianificazione di più ampio respiro, legata alla predisposizione di “corridoi ecologici” di connessione tra i vari parchi della provincia di milano. Il parco è suddiviso in varie zone intersecate da filari di gelsi e aceri: lungo la tangenziale si delinea la prima zona, caratterizzata dalla presenza di “colline artificiali” sulle quali non compaiono alberi, per evitare di “ingentilire” il paesaggio e sottolineare l’artificialità del sito; infatti vi è solo la presenza di tre grandi serre. A nord delle colline ci sono i giardini tematici puntualizzati dalla presenza di serre di dimensioni ridotte rispetto alle precedenti. A ovest di queste appaiono due filari di alberi esistenti tra i quali è stato inserito un canale d’acqua, memoria di un fontanile.

Bella gioia bistrot - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Bella gioia bistrot
Quando abbiamo fatto il primo sopralluogo salvatore, gestore del bella gioia bistrot, situato Nel cuore del quartiere santa giulia di milano, ci ha subito chiesto di pensare ad un locale in Cui i suoi clienti si potessero sentire a casa; ospitati in un ambiente informale, dove assaporare I patti del suo menù, ricco di sorprese di stampo biologico, studiato insieme alla sua preziosa Compagna di vita chiara, esperta nutrizionista. Gli spazi a disposizione, per il nostro progetto di interior, sono risultati fin dall’inizio inadeguati, per poter organizzare un tipico ristorante (in cui generalmente le sale si susseguono, lasciando la cucina, seppur a volte in vista, relegata però verso il fondo). E così, anche grazie a questo vincolo inatteso, abbiamo pensato di ampliare in maniera esponenziale, le richieste del nostro committente, facendo entrare i clienti del ristorante direttamente attraverso la cucina. Questo, per una questione di norme igienico-sanitarie, non può avvenire fisicamente, ma la sensazione è proprio quella! Attraverso una vetrata dallo stile retrò, infatti, si può parlare e ordinare il proprio piatto Direttamente al cuoco, che lo preparerà sotto i vostri occhi. La sala vera e propria è situata al primo piano, dove è stato ricreato un ambiente domestico e accogliente, In cui la luce soffusa e le boiserie in legno la fanno da padrona e dove, una parete interamente rivestita in Mattonelle, ci riporta nuovamente nella cucina di casa. Questi sono infatti i primi commenti, dei clienti di questo angolo della periferia sud di milano, che da una settimana hanno iniziato a frequentare il nuovo ristorante.

Luxly flagship store a singapore - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Luxly flagship store a singapore
Il progetto per la nuova veste della boutique luxly nel capitol piazza mall di singapore nasce dall’idea di creare uno spazio definito da uno stile riconoscibile – luxly style – dove tutto è finalizzato all’esaltazione e alla descrizione dell’innovativo prodotto in vendita. L’ambiente, sin dall’ingresso, è caratterizzato da uno stile minimale, con arredamenti eleganti, trasmettendo la netta sensazione di essere di fronte a una boutique che vende oggetti di valore. La vetrina è caratterizzata in maniera da percepire tutto l’ambiente interno. La composizione della boutique è pensata sotto forma di una mostra di fotografia d’autore: il cliente vive un’esperienza multi-sensoriale (fotografie esposte in light box, video con cuffie audio e narrazione descrittiva), dove vengono spiegate le tipologie di confezioni gift boxes e vouchers.

Appartamento all'isola - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Appartamento allisola
Ppartamento al quartiere isola di milano, progetto di arch + studio

Terrazza in brianza - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Terrazza in brianza
Terrazza in brianza

Loft a milano - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Loft a milano
Anno di realizzazione del progetto: 2018

Appartamento porta romana a milano - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Appartamento porta romana a milano
Appartamento porta romana a milano

Mini appartamento all'isola - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Mini appartamento allisola
Il progetto ha previsto la totale riconfigurazione dell’edificio, partendo dalla copertura, fino ad arrivare alle fondamenta, adeguandolo di tutti gli impianti, oggi ritenuti indispensabili, con particolare attenzione alla sostenibilità energetica – l’edificio è classificato in classe a. In particolare, oltre ad implementare la superficie esistente, dotando l’unico ambiente di un soppalco realizzato con un unico pannello in x-lam – è stato realizzato un nuovo bagno e coibentato l’intero involucro con pannelli in polistirene – spessore cm. 10 – intonacati a civile.

Recupero cascina san bovio a peschiera borromeo - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Recupero cascina san bovio a peschiera borromeo
Recupero cascina san bovio a peschiera borromeo

Scale - fonderia napoleonica milano - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Scale - fonderia napoleonica milano
Anno di realizzazione del progetto: 2016

Atelier orafo uroburo a milano - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Atelier orafo uroburo a milano
Il progetto per l’atelier orafo uroburo, situato nel quartiere isola di milano, nasce dall’esigenza dei committenti di rinnovare il loro precedente spazio, definendo un’immagine coordinata tra l’area in cui si vendono i gioielli e quella, nella quale gli stessi vengono realizzati. Queste, sono poste l’una di fianco all’altra e sono direttamente percepibili dai due occhi di vetrina, che affacciano sulla via g. Thaon di revel. Lo spazio interno è caratterizzato dalla presenza di due arredi progettati e realizzati appositamente per l’esposizione dei gioielli. Uno, è appoggiato al muro che suddivide i due spazi e dal quale, tramite appositi “buchi” è possibile intravedere il laboratorio dove vengono realizzati i gioielli. L’altro, ha la doppia funzione di schermare la visione diretta da strada, sul laboraotio e nello stesso tempo di esporre i gioielli. Gli arredi sono realizzati secondo un progetto che ha previsto una base in ferro curvato e saldato (sp. 2 mm.) e una parte superiore costituita da scatole in più essenze di legno, verniciate a mano e illuminate internamente da led.

Struttura commerciale a desio, monza - Desio (MB)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Struttura commerciale a desio monza
Il progetto per questo edificio commerciale (media struttura di vendita di circa 5.000 mq.), progettato insieme all’arch. Amedeo strada (in+), s’inserisce all’interno di una più ampia e complessa pianificazione urbanistica, definita da un piano integrato di intervento che comprendente una superficie territoriale di circa 50.000 mq. L’edificio, che si sviluppa su tre piani, di cui due interrati destinati a parcheggio, presenta dei prospetti composti da lastre in cotto, che compongono le arcate lineari su due lati laterali e quello lungo la via milano; la facciata principale, è coperta da una grande falda in cristallo e lamelle d’alluminio, caratterizzata da una serie di pilastri obliqui ad inerzia variabile che “bucano” la falda reggendola con l’ausilio di sartie metalliche. Il lay-out interno è frutto dello studio dell’ufficio tecnico, coordinato da coop lombardia. “l’edificio della coop di desio si è aggiudicato il premio greenlight 2012 di francoforte. Si tratta di un programma europeo avviato nel 2000 dalla direzione generale energia e trasporti – dg tren – della commissione europea. Il premio promuove, neo confronti dei consumatori non residenziali, pubblici e privati, l’utilizzo volontario di tecnologie efficienti dal punto di vista energetico mirate a ridurre il consumo, in particolar modo del comparto illuminotecnico. Fine ultimo dell’iniziativa è la riduzione delle emissioni inquinanti e un contenimento del riscaldamento globale, oltre che il miglioramento della qualità delle condizioni di illuminazione con la riduzione dei costi di esercizio. Il lavoro di desio ha funzionato da progetto pilota per gli oltre 130 successivi punti vendita coop poi sviluppati a scala nazionale, in cui sono state applicate un buon numero di ‘buone pratiche’ improntate al risparmio energetico qui per la prima volta sperimentate. Una pratica che oggi consente di risparmiare complessivamente, oltre 2.500.000 kwh di energia elettrica ogni anno. Sotto l’aspetto energetico, la definizione innovativa del progetto si esprime a partire dagli impianti primari: utilizzo di anidride carbonica nell’impianto frigo alimentare, valvole elettroniche, chiusura con vetri scorrevoli dei banchi surgelati, recupero del calore per il riscaldamento, allacciamento alla rete di teleriscaldamento cittadino, uso di inverter per i motori elettrici, sistema di controllo ‘intelligente’ della qualità dell’aria, oltre che centralizzato su tutte le utenze. Sotto l’aspetto energetico, la definizione innovativa del progetto si esprime a partire dagli impianti primari: utilizzo di anidride carbonica nell’impianto frigo alimentare, valvole elettroniche, chiusura con vetri scorrevoli dei banchi surgelati, recupero del calore per il riscaldamento, allacciamento alla rete di teleriscaldamento cittadino, uso di inverter per i motori elettrici, sistema di controllo ‘intelligente’ della qualità dell’aria, oltre che centralizzato su tutte le utenze. Per quanto riguarda i sistemi di illuminazione, sono state introdotte nell’esercizio ordinario tecnologie led in modo diffuso, sia per le insegne, che per l’illuminazione a faretti dell’area vendita, dove un controllo anche qui ‘intelligente’ a reattori elettronici permette di controllare l’intensità luminosa che si bilancia con il generoso apporto di luce naturale determinato dall’introduzione di ampi lucernari di copertura. Ma anche nel parcheggio interrato, dove le innovative plafoniere sempre a led consentono un risparmio energetico a parità di esercizio di oltre il 50%. Un costo di impianto sicuramente superiore ad uno tradizionale, ma il cui beneficio di esercizio porta in attivo l’investimento nel giro di pochissimi anni. Non ultimo, l’installazione di un massiccio impianto fotovoltaico in grado di produrre 50.000 kwh/anno di energia elettrica.

Luxly temporary shop a jakarta - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Luxly temporary shop a jakarta
Il progetto per il nuovo luxly temporary store, all’interno del plaza indonesia mall di jakarta, nasce in seguito all’apertura del flagship store di singapore, traendo quindi ispirazione, per il suo aspetto, dallo stile che abbiamo precedentemente progettato e definito. Il progetto sfrutta il vincolo di una spazio stretto e allungato all’interno di una galleria commerciale per ribaltare il concetto di bancone così come presente all’interno di un negozio tradizionale. L’intero spazio centrale viene sfruttato per ottimizzare la creazione di elementi espositivi, davanti ai quali gli addetti alla vendita possono illustrare i prodotti disposti su di un lungo top in legno e su espositori verticali in vetro trasparente. Simmetricamente, ai lati dello spazio centrale, sono stati progettati due “vuoti”, il primo a creare una sorta di salottino con sgabelli e un piccolo tavolo, il secondo utilizzato come spazio funzionale e cassa, entrambi completati da una quinta scenografica rappresentata da un pannello in plaxiglass stampato con foto di paesaggi e location raggiungibili attraverso alcune delle esperienze regalo in vendita. Il temporary store si presenta inoltre in forma completamente modulare, progettato attraverso la composizione di singoli elementi che possono essere riposizionati per adattarsi a diverse location.

Show room flaminia a milano - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Show room flaminia a milano
Il progetto per lo show-room di caramica flaminia spa, nasce dalla decisione di preservare e far colloquiare, alcuni elementi caratteristici, dell’antico opificio ottocentesco, con le esigenze formali e strutturali dello spazio espositivo. Il contesto è quindi quello delle belle corti nel centro di milano, dove un opificio è stato trasformato in un elegante punto d’accoglienza, di una delle più importanti firme nel mondo della ceramica sanitaria d’arredo. La prima parte dello spazio commerciale, è caratterizzata dalla presenza di un pavimento in listoni di teak e dalla semplice imbiancatura dei setti originali, dove i sanitari esposti, si alternano ai carri ponte; la seconda invece, diventa una sorta di caleidoscopico acquario dove le collezioni dei sanitari “navigano” all’interno di un vano, foderato da pannelli in cartongesso, dipinti di azzurro e illuminati da appositi faretti.

Chiosco illy caffè - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Chiosco illy caff
H2bar si inserisce all’interno della sezione “community bar” e intende proporre un progetto di un bar ma anche di un luogo di uso pubblico e di interazione sociale: bar diurno per il consumo veloce del caffè al banco, oasi di sosta in occasione della merenda e dei giochi pomeridiani, locale notturno per il “popolo della notte'”, luogo di riferimento disponibile 24h su 24h per tutti gli abitanti del quartiere, “piazza” dove organizzare iniziative culturali e di animazione. Il progetto, elaborato con l’arch. Monica moschini, parte dallo studio di un parallelepipedo che si svela bar aprendosi completamente su due lati, grazie allo scorrere di alcuni pannelli, che da rivestimento diventano tettoie di protezione per le persone. Uno degli elementi di progetto che caratterizza questo oggetto è il “portale”, di forma quadrata e di colore rosso, mobile, grazie all’ausilio di alcune ruote, cornice e “ingresso” verso questo luogo. Il volume si compone di alcuni elementi custoditi all’interno della struttura chiusa, quali tavoli e sedute, messi a disposizione per tutti, sia durante gli orari di apertura del bar che quando è chiuso. Una parete del chiosco nasconde una scala che permette di raggiungere il tetto, calpestabile e utilizzabile per vari usi. Il rosso e il quadrato sono gli elementi visivi studiati per riconoscere h2bar nel territorio. Il criterio è quello di riprendere in sordina gli elementi caratteristici del logo della ditta sponsor dell’iniziativa, rielaborati per una scala architettonica. Questi elementi sono ritrovabili sia nel portale che nel colore di rivestimento di molte parti del chiosco. Il marchio è un semplificato disegno della molecola dell’idrogeno, ispirata al sistema planetario, con protone al centro e orbita ellissoidale dell’elettrone. Il logo riprende la sigla dell’idrogeno h2, sorgente di alimentazione del chiosco, affiancata alla parola bar che, nell’immaginario collettivo, è il luogo per eccellenza per bere “il caffé”, ma anche luogo di passaggio, ritrovo, conversazione, incontro, scambio, seduzione.

Fonderia napoleonica eugenia a milano - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Fonderia napoleonica eugenia a milano
Intorno al 1806 sorse la fonderia napoleonica eugenia. La storia della fonderia è strettamente legata a quella del quartiere isola e al santuario di santa maria alla fontana. L’area su cui essa sorge apparteneva infatti ai beni dell’adiacente complesso religioso. Con l’arrivo di napoleone i terreni e gli edifici di santa maria alla fontana furono requisiti dall’esercito francese ed alcuni di essi vennero destinati ad accogliere una fonderia di bronzo. Il complesso rimase in funzione fino al 1975 grazie alla produzione di campane per tutto il territorio della provincia di milano. Oggi lo stesso complesso, dopo un suo attento recupero, ospita uffici e spazi espositivi, oltre che essere sede dell’omonimo museo. Lo studio è stato incaricato di una serie di progetti di recupero e riconversione per alcuni degli edifici all’interno dell’area della fonderia. Lo spazio che arch+ studio è stato incaricato di ripensare, ospitava in precedenza l’atelier di una giovane pittrice. Il progetto, assecondando le richieste del committente, ha previsto la realizzazione di uno spazio flessibile ad usi diversi, separando nettamente la zona dedicata ai servizi – ingresso, bagni e zona tecnica – da quella destinata ad ospitare, di volta in volta, le destinazioni principali – eventi, ristorazione e rappresentazioni teatrali. Dall’ingresso, attraversando una bussola costituita da un serramento a tutt’altezza, in ferro e cristallo trasparente, si accede allo spazio interno, una grande aula rettangolare, caratterizzata dalla presenza di due capriate lignee, intervallate da un nuovo serramento in falda, che sorreggono una copertura a falde, costituita da travetti in legno, tra i quali si interpongono pannelli ignifughi, tipo celenit – scalglie di legno mineralizzato – con funzione acustica e termica. Il pavimento sottostante, è stato realizzato con economiche doghe di legno in larice. L’antico laboratorio artigianale, è stato infine fornito di una serie di impianti, le lo rendono adatto agli usi attuali e ne garantiscono l’uso promiscuo – illuminazione a led, riscaldamento, con pompe di calore, alimentate a gas metano. La scelta principale è stata quella di evidenziare l’aspetto originario dello spazio, dedicandosi quasi esclusivamente a risolvere la “zona di accesso” che infatti, in maniera colloquiale e leggera, si accosta alla zona originale. Il resto, murature in laterizio, intonaci e serramenti originali, è stato sottoposto solo ad una attenta e puntuale manutenzione. Fondamentale, è risultato lo studio della sezione trasversale, sia per l’ingresso, sia per il soppalco che lo racchiude e per la scala di accesso a quest’ultimo, realizzata in ferro e legno in maniera artigianale. Ulteriore scelta, dettata da una delle necessità di utilizzo dello spazio – quella teatrale – è stata quella di realizzare il parapetto del soppalco con una serie di pannelli fono assorbenti – effetto anti-eco – sul quale trova posto, oltre alla eventuale cabina di regia, il sistema di gestione degli impianti.

Riconversione a milano - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Riconversione a milano
Casetta_panoramica Intorno al 1806 sorse la fonderia napoleonica eugenia. Oggi lo stesso complesso, dopo un suo attento recupero, ospita uffici e spazi espositivi, oltre che essere sede dell’omonimo museo. Lo studio è stato incaricato di una serie di progetti di recupero e riconversione, che insistono sul complesso. Tra questi, quello relativo alla riconversione di un piccolo edificio, posto sul confine tra il complesso di laboratori e una corte dei primi del novecento, dalla quale vi si accede. L’edificio, prima dell’intervento, si presentava in uno stato di manutenzione assolutamente degradato e privo dei principali servizi, poichè inutilizzato da alcuni anni. Le richieste del committente erano indirizzate alla rigenerazione funzionale e tecnologica del manufatto, in virtù di una sua riconversione da piccolo laboratorio a spazio per uffici autonomo. Il progetto ha previsto la totale riconfigurazione dell’edificio, partendo dalla copertura, fino ad arrivare alle fondamenta, adeguandolo di tutti gli impianti, oggi ritenuti indispensabili, con particolare attenzione alla sostenibilità energetica – l’edificio è classificato in classe a. In particolare, oltre ad implementare la superficie esistente, dotando l’unico ambiente di un soppalco realizzato con un unico pannello in x-lam – è stato realizzato un nuovo bagno e coibentato l’intero involucro con pannelli in polistirene – spessore cm. 10 – intonacati a civile. L’esterno dell’edificio rispecchia invece le caratteristiche stilistiche e cromatiche dello stabile che lo fronteggia – stessi serramenti ed oscuranti. L’unica eccezzione alla regola, che ci siamo concessi da un punto di vista formale, è stata quella di inserire, al centro della copertura – costituita da otto falde connesse tra loro – un cubo in legno che svolgesse, sia da supporto strutturale, sia di catalizzatore estetico del manufatto, proiettando dall’esterno verso l’interno e viceversa – attraverso un lucernario posizionato sulla sommità – un fascio luminoso zenitale, naturale o artificiale in base alle ore del giorno

Restauro architettonico - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Restauro architettonico
Il sito dove sorge la chiesa si trova nel quadrante ovest della città costruita, lungo la circonvallazione in prossimità del nodo di piazzale aquileia. L’area circostante fu caratterizzata nel tempo dalla presenza dello sperone costituito dalle mura spagnole; l’area insediativa, dove attualmente si sviluppa la chiesa risultava esterna alle mura stesse e il perimetro del sagrato si attesta su via s. Michele del carso. L’appellativo popolare della chiesa risale ai primordi della sua esistenza cioè “il fopponino di porta vercellina” , le sue radici profonde trovano luogo nella memoria storica del quartiere e nella funzione tragica da esso rappresentato durante la peste a milano. La prima data attendibile è del 1663: in quell’anno infatti la primitiva costruzione, di modeste dimensioni, forse poco più grande di una cappella, doveva essere già terminata ed addirittura funzionante; difatti nello stesso anno si ha notizia che fu benedetta da un certo don macario prete della basilica di s. Ambrogio e prefetto di porta vercellina. Nello stesso anno, il 26 dicembre, vennero autenticate da parte della curia arcivescovile le reliquie dei santi martiri faustino, fortunato, feliciano e vitale, giacenti nella chiesetta. La chiesa è di limitate proporzioni ma spicca per la qualità del cotto lombardo come spruzzo di colore rosso tra le abitazioni adiacenti; davanti si stende un cortile, un rustico sagrato privo di pavimentazione e punteggiato di piante ad alto fusto, vecchie piantumazioni semplici che ben si integrano nel luogo. Il cortile è quello che di più antico rimane, laddove ebbero luogo le prime sepolture della peste di fine “500, zolle benedette che forse accolgono e custodiscono i resti dei nostri avi”. Infatti in quest’area esisteva un cimitero, ovvero, una grande fossa comune per i morti, da cui il nome “foppa”, equivalente di buca, termine dilettale milanese, poi “fopponino” come diminutivo. Il luogo quindi destinato alle sepolture comuni della peste che raccoglieva i morti del territorio di porta vercellina. La prima data attendibile è del 1663: in quell’anno infatti la primitiva costruzione, di modeste dimensioni, forse poco più grande di una cappella, doveva essere già terminata ed addirittura funzionante; difatti nello stesso anno si ha notizia che fu benedetta da un certo don macario prete della basilica di s. Ambrogio e prefetto di porta vercellina. Nello stesso anno, il 26 dicembre, vennero autenticate da parte della curia arcivescovile le reliquie dei santi martiri faustino, fortunato, feliciano e vitale, giacenti nella chiesetta. Non appena conclusa la fase d’impianto, si diede inizio ad una campagna di ampliamenti che dal 1662 si conclusero nel 1673, undici anni attraverso i quali la chiesa acquista la sua fisionomia passando attraverso vari accorpamenti: • l’ampliamento, longitudinale con la realizzazione di un presbiterio più ampio coperto da una volta a vela e sormontato da una copertura a capanna, la quale è impostata ad una quota di colmo più bassa rispetto alla porzione originaria voltata a botte (risalente intorno al 1663-1664); • la realizzazione della canonica della “confraternita della buona morte” sia maschile che femminile, fondate dal cardinale alfonso litta, arcivescovo di milano (1664), potrebbero aver inglobato nella loro costruzione la realizzazione del basamento del campanile e della porzione del piano terra la cappella di sinistra della beata vergine (risalente intorno al 1664-1666); • nel 1666 don carlo ghioldo, canonico della basilica di san nazaro, con delega arcivescovile, benedice l’altare maggiore ormai terminato; • nel 1673 la chiesa poteva considerarsi compiuta in ogni sua parte poiché, oltre alla parte dell’altare maggiore, risultavano completate anche le due cappelle laterali, quella di sinistra, dedicata alla “beata vergine” e quella di destra, dedicata al “santissimo crocifisso”. Risultò finito anche il piccolo campanile a pianta rettangolare dotato di due campane, oltre alla nuova sacrestia. Il restauro architettonico della chiesa si è concentrato sulle facciate e sulla copertura; il carattere dell’intervento ha inteso preservare le peculiarità della fabbrica originaria, rispettando il canone storico di provenienza. Il degrado è costituito da una sommatoria di patologie, delle quali, le più evidenti e le più diffuse, sono l’aspetto della copertura e della conservazione dell’apparato murario. Rispettivamente si nota che il manto di copertura risulta intaccato dall’azione dei depositi superficiali, visibilmente deteriorato sul perimetro del bordo e del colmo, nonché aggraffato a cantinelle di forma rettangolare, attaccate da degrado erosivo chimico; mentre le facciate, che non sono mai state intonacate fatta eccezione per la torre campanaria, versano in stato di necessario consolidamento, poiché i corsi di allettamento di malta non garantiscono la continuità tra un corso di mattoni e l’altro, essendo in stato di provvisoria coesione o addirittura di mancanza di stuccatura. Inoltre la facciata necessita di una operazione di pulitura generale poiché esistono delle alterazioni cromatiche dovute a vari effetti. Per concludere, l’apparato murario presenta dei fenomeni localizzati di erosione dei laterizi dovute all’azione degli agenti atmosferici oppure a risalite di umidità dal terreno, per i quali necessita di un intervento di integrazione e sostituzione in modo puntuale.

Showroom destar - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Showroom destar
Il progetto per lo show-room destar, società che vende ed installa apparecchi per la climatizzazione estiva e invernale, nasce dalla volontà di mantenere inalterato lo stato di fatto del negozio, pur riconoscendo la necessità di realizzare un allestimento interno per caratterizzare lo spazio in maniera ben riconoscibile. L’ambiente a doppia altezza, un soppalco molto profondo e la particolarità della giunzione tra pilastri e travi, hanno suggerito l’utilizzo di schermature oblique, che lasciassero intravedere, tramite apposite trasparenze, la struttura sottostante. Dall’esterno lo show-room appare come una facciata urbana, contraddistinta da tre grandi arcate completamente rivestite in listelli di legno naturale, separati tra loro in maniera da far filtrare la luce degli ambienti che delimita. Lungo i muri e pilastri invece, gli stessi listelli lasciano intravedere il colore azzurro con cui, le stesse, sono state tinteggiate. La tonalità scelta – azzurro chiaro – richiama volutamente il brand con cui la destar ha definito un rapporto privilegiato, daikin. Il piano terra, la zona più “pubblica” dello show-room, è suddiviso principalmente in due aree: quella espositiva, definita lungo delle “quinte di legno” dalle quali, di volta in volta, appaiono teche espositive, light box e totem; e la zona per ricevere i clienti. Attraverso una scala a chiocciola, si arriva al primo piano, anch’esso principalmente suddiviso in due zone: una sala riunioni e un ufficio dirigenziale. “quando progettiamo uno spazio commerciale, pensiamo solo ad esporre nel migliore dei modi gli oggetti in vendita, senza aggiungere elementi di distrazione o gesti auto celebrativi”

Show room viabizzuno srl a milano - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Show room viabizzuno srl a milano
Questo spazio commerciale, è inserito in quello che un tempo fu l’atelier dello scultore luciano minguzzi. Lo show-room presenta un doppio accesso, uno più scenografico da via san marco e l’altro, più intimo da un elegante corte interna. Il progetto ha previsto, e non smentito in fase di realizzazione, di mantenere il più possibile del carattere impresso allo spazio dal grande maestro che lo utilizzò in precedenza. Ecco che, nelle due sale principali, tutti gli intonaci dei muri appaiono volutamente, non finiti, come quelli di un tempo. Lo spazio retrostante, che si intravede dalle grandi arcate, e si affaccia verso le sale espositive è definito da una quinta, dalla quale si “aprono degli sportelli” che espongono i corpi illuminanti che viabizzuno progetta e realizza. Il tutto poggia su una pavimentazione in fodere di legno grezzo semplicemente verniciate di nero.

Fonderia napoleonica eugenia a milano - Milano (MI)

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Archisio - Arch Studio - Progetto Fonderia napoleonica eugenia a milano
Intorno al 1806 sorse la fonderia napoleonica eugenia. La storia della fonderia è strettamente legata a quella del quartiere isola e al santuario di santa maria alla fontana. L’area su cui essa sorge apparteneva infatti ai beni dell’adiacente complesso religioso. Con l’arrivo di napoleone i terreni e gli edifici di santa maria alla fontana furono requisiti dall’esercito francese ed alcuni di essi vennero destinati ad accogliere una fonderia di bronzo. Il complesso rimase in funzione fino al 1975 grazie alla produzione di campane per tutto il territorio della provincia di milano. Oggi lo stesso complesso, dopo un suo attento recupero, ospita uffici e spazi espositivi, oltre che essere sede dell’omonimo museo. Lo studio è stato incaricato di una serie di progetti di recupero e riconversione per alcuni degli edifici all’interno dell’area della fonderia. Il progetto, assecondando le richieste del committente, ha previsto la realizzazione di uno spazio per uffici, suddiviso su tre piani. Al piano terra è presente una sala riunioni comune, e i servizi. Ai diversi livelli sono invece distribuiti i vari uffici. Tutto il complesso è servito da un impianto domotico che ci ha permesso di limitare al minimo gli interventi sulle murature originali.
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