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Barberio Colella Architetti

Villa a carovigno - Carovigno (BR)

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Archisio - Barberio Colella Architetti - Progetto Villa a carovigno
Villa a carovigno – residenza bioclimatica tra gli ulivi in puglia A carovigno, nella campagna brindisina della murgia dei trulli, un lotto di oltre 12.000 mq interamente classificato come uliveto accoglie il progetto di una nuova residenza per una coppia di committenti belgi. L'area, delimitata da muretti a secco e punteggiata da ulivi e mandorli, ricade in zona agricola e3 del piano urbanistico generale: un contesto dove costruire non significa occupare, ma inserirsi in un equilibrio paesaggistico consolidato da secoli. La sfida progettuale era duplice: rispettare vincoli urbanistici stringenti (altezza massima 4 metri, indice fondiario 0,03 mc/mq) e offrire a committenti internazionali uno standard abitativo contemporaneo senza snaturare il carattere del luogo. La strategia adottata dall'arch. Micaela colella (capogruppo) e dal team di barberio colella architetti, riprende una tipologia radicata nel mediterraneo: l'edificio su podio. La casa si colloca sul terrazzamento naturale esistente, nel punto più interno del lotto, lontano dalla strada. Questa scelta non è solo paesaggistica: la distanza dalla viabilità, unita alla fitta alberatura, rende l'edificio quasi invisibile dall'esterno. Al di sotto del podio, nel volume del terrazzamento, trovano posto garage, cantina e vano tecnico, sfruttando il dislivello esistente senza aggiungere volumetria fuori terra. Il muretto a secco perimetrale del terrazzamento viene ricostruito con tecniche tradizionali, trasformando un intervento di manutenzione in un elemento di continuità con il paesaggio. Sul fronte sud, la facciata è caratterizzata da dispositivi mobili di ombreggiamento in legno (una rielaborazione contemporanea delle persiane tradizionali pugliesi) che possono chiudersi completamente per proteggere gli interni dal surriscaldamento e dall'abbagliamento. Le tamponature esterne utilizzano blocchi in canapa-calce, un materiale naturale ad alte prestazioni termiche, intonacati e tinteggiati nel bianco del grassello di calce della tradizione rurale. L'autonomia energetica è garantita da una pensilina fotovoltaica di 30 mq e da un pannello solare termico in copertura, entrambi schermati alla vista dalla vegetazione. La climatizzazione è affidata a una pompa di calore idronica ad alta efficienza con serbatoio di accumulo. L'accesso alla proprietà avviene attraverso un varco esistente nel muretto a secco, con un viale in battuto drenante di brecciolino, nessun asfalto, nessuna impermeabilizzazione. Gli ulivi esistenti sono stati preservati nella loro posizione originale; solo piccoli arbusti saranno eventualmente ricollocati all'interno del lotto. In carovigno, in the brindisi countryside of the murgia dei trulli, a plot of over 12,000 square metres entirely classified as an olive grove is the site of a new residence for a belgian couple of clients. The area, bordered by dry stone walls and dotted with olive and almond trees, falls within agricultural zone e3 of the general urban plan: a context where building does not mean occupying, but rather integrating into a landscape balance that has been established for centuries. The design challenge was twofold: to comply with strict planning restrictions (maximum height 4 metres, floor area ratio 0.03 m³/m²) and to offer international clients a contemporary standard of living without distorting the character of the site. The strategy adopted by architect micaela colella (project lead) and the team at barberio colella architetti draws on a typology deeply rooted in the mediterranean: the podium building. The house is situated on the existing natural terraced slope, at the innermost point of the plot, away from the road. This choice is not merely for aesthetic reasons: the distance from the road, combined with the dense tree cover, renders the building almost invisible from the outside. Beneath the podium, within the terraced volume, the garage, cellar and utility room are housed, making use of the existing elevation difference without adding any above-ground volume. The dry-stone perimeter wall of the terraced area is rebuilt using traditional techniques, transforming a maintenance project into an element of continuity with the landscape. On the south-facing side, the facade features movable timber shading devices (a contemporary reinterpretation of traditional apulian shutters) which can be closed completely to protect the interior from overheating and glare. The external cladding uses hempcrete blocks, a natural material with high-performance thermal properties, plastered and painted in the white of the traditional rural lime putty. Energy self-sufficiency is ensured by a 30-square-metre photovoltaic canopy and a solar thermal panel on the roof, both screened from view by vegetation. Air conditioning is provided by a high-efficiency hydronic heat pump with a storage tank. Access to the property is via an existing opening in the dry-stone wall, with a driveway of compacted gravel, no asphalt, no waterproofing. The existing olive trees have been preserved in their original positions; only small shrubs may eventually be relocated within the plot.

Unit 27 - Bari (BA)

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Archisio - Barberio Colella Architetti - Progetto Unit 27
Unit 27 – luxury micro-condos prefabbricati per le città del futuro Abitare in 27 mq senza rinunciare alla qualità: un modulo per le città di domani Nei prossimi cento anni le città saranno sempre più dense e questo determinerà due problemi convergenti: gli alloggi diventeranno sempre più piccoli e lo spazio aperto (privato e pubblico) si ridurrà fino a scomparire. Unit 27 nasce per dare una risposta progettuale a entrambe le questioni, rovesciando la logica dell'abitare compresso: non comprimere la vita in meno metri quadri, ma ripensare radicalmente cosa serve dentro e cosa può stare fuori, restituendo spazio al paesaggio e alle relazioni tra persone. L'unità abitativa misura 27 mq e contiene tutto il necessario per una vita quotidiana completa: cucina con tavolo da pranzo per sei persone, divano-letto multifunzionale, camera da letto con un mobile tutto-in-uno dotato di quattro cassettoni sotto il letto e un armadio estraibile laterale nascosto nello spessore della testiera, bagno completo con toilette separata e doppia doccia. La separazione tra zona giorno e zona notte è affidata a una parete-schermo che integra un televisore olografico bifacciale, visibile da entrambi i lati della casa. Lo spazio non appare angusto grazie a due scelte progettuali precise: l'open plan senza partizioni rigide e le ampie finestre che aprono la vista sul paesaggio circostante. Il singolo modulo è pensato per essere aggregato liberamente in altezza all'interno di una struttura a telaio in acciaio, con ampi balconi e terrazze. Lo spazio esterno (privato e comune) è organizzabile liberamente dagli abitanti con vegetazione e arredi, per facilitare le interazioni sociali e recuperare il rapporto con la natura e il paesaggio urbano nelle aree a clima temperato. Grazie alla sua impronta ridotta, unit 27 può essere installato in spazi residuali delle aree urbane; aggregazioni più ampie generano ecosistemi costruiti dove piccoli alloggi organizzati, spazi esterni piacevoli e vegetazione trovano un equilibrio. Gli utenti ideali sono giovani coppie o single che non possono permettersi un alloggio più grande e costoso ma non vogliono rinunciare a uno spazio di alta qualità in contesto urbano. La prefabbricazione del modulo consente tempi di costruzione ridotti e un controllo rigoroso sulla qualità dei componenti, mentre la modularità del sistema permette di scalare l'intervento dalla singola unità al condominio-giardino. Unit 27 non è un compromesso sulla qualità dello spazio: è una scommessa progettuale sull'idea che vivere in meno metri quadri possa significare vivere meglio, se il progetto libera spazio per il paesaggio e le relazioni. Over the next hundred years, cities will become increasingly dense, leading to two converging problems: homes will become ever smaller and open space (both private and public) will shrink until it disappears. Unit 27 was created to provide a design solution to both issues, overturning the logic of compact living: not squeezing life into fewer square metres, but radically rethinking what is needed inside and what can remain outside, restoring space to the landscape and to human relationships. The housing unit measures 27 square metres and contains everything necessary for a full daily life: a kitchen with a dining table for six people, a multifunctional sofa-bed, a bedroom with an all-in-one unit featuring four large drawers under the bed and a pull-out side wardrobe concealed within the headboard, and a full bathroom with a separate toilet and double shower. The separation between the living and sleeping areas is provided by a screen wall that incorporates a double-sided holographic television, visible from both sides of the home. The space does not feel cramped thanks to two specific design choices: the open-plan layout without rigid partitions and the large windows that open up the view of the surrounding landscape. The single module is designed to be freely stacked vertically within a steel frame structure, featuring large balconies and terraces. The outdoor space (both private and communal) can be freely organised by residents with vegetation and furnishings, to facilitate social interaction and reconnect with nature and the urban landscape in temperate climates. Thanks to its small footprint, unit 27 can be installed in residual spaces within urban areas; larger clusters create built ecosystems where compact, well-organised dwellings, pleasant outdoor spaces and vegetation strike a balance. The ideal users are young couples or singles who cannot afford larger, more expensive accommodation but do not wish to compromise on high-quality living space in an urban context. The prefabrication of the module allows for reduced construction times and rigorous quality control of components, whilst the system’s modularity enables the project to be scaled from a single unit to a garden block of flats. Unit 27 is not a compromise on the quality of space: it is a design gamble on the idea that living in fewer square metres can mean living better, if the design frees up space for the landscape and relationships.

Food & wellness club - Bologna (BO)

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Archisio - Barberio Colella Architetti - Progetto Food wellness club
Food & wellness club – centro benessere bioclimatico a bologna Fico eataly world, il parco agroalimentare da 80.000 m2 inaugurato a bologna nel polo del caab, è un luogo dove il cibo e la cultura alimentare italiana diventano esperienza. In questo contesto, il fico wellness club di barberio colella architetti (proposta di concorso) propone uno spazio dove la cura del corpo si intreccia con la stessa filosofia del luogo: ingredienti naturali, qualità dei materiali, attenzione sensoriale totale. Il brief richiedeva un centro benessere completo (piscine, spa, area meditazione, palestra, spa suite, ristorante) capace di attrarre visitatori di alta fascia e di offrire un'esperienza immersiva che coinvolgesse tutti i sensi. Due temi guidano l'intero progetto: l'acqua e il legno. L'acqua è l'elemento più prezioso per la vita umana e genera il legno, uno dei materiali più preziosi per la civiltà. Questa relazione si riflette nella forma dell'edificio: visto dall'esterno, il volume e il suo involucro in policarbonato traslucido evocano una goccia di rugiada su una foglia. L'interno è dominato dalla tonalità calda del legno, una reminiscenza cromatica dei mattoni con cui bologna è costruita. Il sistema di balconate dei padiglioni laterali richiama i celebri portici della città, creando un dialogo tra la tipologia storica bolognese e il linguaggio contemporaneo del progetto. L'involucro e la struttura nascono dallo stesso principio: l'aggregazione delle cellule vegetali. Il pattern che definisce la facciata e lo scheletro portante dell'edificio è generato parametricamente a partire dalla geometria delle cellule delle piante, un riferimento diretto al legno nella sua forma più elementare di organizzazione interna. La struttura è realizzata in cellule di compensato curvato, collegate tra loro con un sistema a dadi e bulloni. Un film riflettente applicato all'involucro respinge fino all'83% del calore solare in estate e trattiene il calore interno in inverno. La corte interna, cuore del progetto, funziona come motore di ventilazione passiva sia in inverno che in estate. L'acqua zone da oltre 1.000 m2 è il nucleo del progetto: uno spazio fluido con piscine di dimensioni diverse, due al piano terra e una sopraelevata. Il club comprende inoltre una spa da 600 m2 (bagno turco, sauna, solarium, area massaggi, vasche per trattamenti individuali e docce emozionali), quattro spa suite da 50 m2 ciascuna, un'area meditazione da 80 m2, una palestra, un ristorante bio e un coffee shop. Il progetto è stato pubblicato su rethinking the future. Fico eataly world, the 80,000 m² agri-food park inaugurated in bologna within the caab complex, is a place where italian food and food culture become an experience. In this context, the fico wellness club by barberio colella architetti (competition proposal) offers a space where body care intertwines with the very philosophy of the place: natural ingredients, quality materials, and total sensory attention. The brief called for a comprehensive wellness centre (swimming pools, spa, meditation area, gym, spa suites, restaurant) capable of attracting visitors from the high-end segment and offering an immersive experience that engages all the senses. Two themes guide the entire project: water and timber. Water is the most precious element for human life and gives rise to timber, one of the most valuable materials for civilisation. This relationship is reflected in the building’s form: viewed from the outside, the volume and its translucent polycarbonate building envelope evoke a drop of dew on a leaf. The interior is dominated by the warm tones of timber, a chromatic echo of the bricks from which bologna is built. The system of balconies on the side pavilions recalls the city’s famous porticoes, creating a dialogue between bologna’s historic typology and the project’s contemporary language. The building envelope and the structure are born from the same principle: the aggregation of plant cells. The pattern defining the facade and the building’s load‑bearing structure is generated parametrically from the geometry of plant cells, a direct reference to timber in its most elementary form of internal organisation. The structure is made of curved plywood cells, connected to one another using a nut-and-bolt system. A reflective film applied to the building envelope reflects up to 83% of solar heat in summer and retains internal heat in winter. The courtyard, the heart of the project, functions as a passive ventilation system in both winter and summer. The 1,000 m² acqua zone is the heart of the project: a fluid space with pools of varying sizes, two on the ground floor and one on the upper level. The club also includes a 600 m² spa (turkish bath, sauna, solarium, massage area, individual treatment pools and sensory showers), four spa suites of 50 m² each, an 80 m² meditation area, a gym, an organic restaurant and a coffee shop. The project was featured in rethinking the future.

Rosmely steak room - Bari (BA)

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Archisio - Barberio Colella Architetti - Progetto Rosmely steak room
Rosmely è una braceria di bari, già avviata nella ristorazione e nella vendita al dettaglio di carni pregiate. Per la sua sala interna i proprietari volevano uno spazio elegante ed esclusivo, con pochi posti dedicati agli amanti della carne alla griglia di alta qualità e dei vini di pregio. La sfida è arrivata a cantiere già aperto: i lavori di rifacimento erano cominciati, ma il mood del locale non convinceva ancora. Barberio colella architetti, chiamata insieme alla falegnameria coletta ebanisteria italiana, è intervenuta in corsa, con pochissimo tempo prima della riapertura. La proposta dello studio ribalta la sala, ribattezzata steak room, riducendo al minimo le opere murarie e lavorando soprattutto per addizione, con arredi fissi e boiserie in legno. è una scelta che trasforma il vincolo, poco tempo e cantiere avviato, in metodo: invece di demolire e ricostruire, si riveste e si attrezza. Grazie alla collaborazione con le maestranze dell’ebanisteria, il progetto è stato elaborato e portato a termine in poche settimane, appena in tempo per la riapertura. Il sistema di arredi e boiserie integrata governa l'intera sala: porte scorrevoli e a battente verso gli spazi di lavoro e i bagni; una parete attrezzata che ingloba i grandi frigoriferi per bevande e dolci; una grande parete porta-vino con illuminazione lineare a led integrata e vani per i calici; una boiserie dogata sopra gli arredi in rovere naturale, illuminata dal basso. Gli arredi sono in multistrato di pioppo impiallacciato rovere, tinto nero con una patina dorata tra le venature; i tavoli in massello di rovere con la stessa finitura; e specchi tondi retroilluminati segnano l'unica parete libera, rivestita in gres porcellanato. Il contrasto fra la luce soffusa, integrata negli arredi e affidata alle lampade a sospensione in cemento, e i toni scuri di arredi e pareti costruisce l'atmosfera calda e raccolta giusta per la carne alla griglia e per un buon bicchiere di vino. A piccola scala, la steak room applica il metodo dello studio fondato da maurizio barberio e micaela colella: pochi gesti, lavorazione a secco e artigianato del legno, già sperimentati in altri progetti dello studio dedicati all’architettura di interni di qualità e attenti ai dettagli. Rosmely is a steakhouse in bari, with a long-standing reputation in the restaurant business and the retail sale of premium meats. For its dining room, the owners wanted an elegant and exclusive space, with just a few seats reserved for connoisseurs of high-quality grilled meat and fine wines. The challenge arose once the building site was already up and running: the refurbishment work had begun, but the atmosphere of the venue was still not quite right. Barberio colella architetti, brought in alongside the joinery firm coletta ebanisteria italiana, stepped in at the last minute, with very little time to spare before the reopening. The firm’s proposal transforms the room, renamed the steak room, by minimising structural work and focusing primarily on additions, such as fixed furnishings and timber panelling. This approach turns the constraints – a tight schedule and an already underway construction site – into a method: rather than demolishing and rebuilding, the space is clad and fitted out. Thanks to the collaboration with the cabinetmakers, the project was developed and completed in just a few weeks, just in time for the reopening. The integrated furniture and panelling system defines the entire room: sliding and hinged doors leading to the workspaces and bathrooms; a fitted wall unit incorporating large fridges for drinks and desserts; a large wine rack with integrated linear led lighting and compartments for wine glasses; a slatted panelling above the natural oak units, illuminated from below. The furniture is made of poplar plywood with an oak veneer, stained black with a golden patina running through the grain; the tables are in solid oak with the same finish; and backlit round mirrors adorn the only bare wall, which is clad in porcelain stoneware. The contrast between the soft lighting – integrated into the furnishings and provided by concrete pendant lamps – and the dark tones of the furnishings and walls creates the warm, cosy atmosphere perfect for grilled meat and a good glass of wine. On a small scale, the steak room applies the approach of the firm founded by maurizio barberio and micaela colella: minimalist design, dry construction and timber craft – techniques already tried and tested in other projects by the firm dedicated to high-quality, detail-oriented interior design.

Red concept store - Bari (BA)

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Archisio - Barberio Colella Architetti - Progetto Red concept store
Red concept store nasce come proposta di retail identity per un brand di abbigliamento di tendenza dedicato a un pubblico giovane come studenti delle scuole superiori e universitari. La richiesta non era arredare un punto vendita, ma progettare un format di flagship store replicabile nei centri commerciali di primo livello (come la rinascente a milano o le galeries lafayette a parigi), capace di essere insieme negozio e luogo di ritrovo. Per una generazione che vive lo shopping come esperienza sociale, lo spazio doveva trasmettere l'identità del marchio e, allo stesso tempo, offrire ambienti visivamente accattivanti — da fotografare e condividere sui social, con la sensazione di entrare in una galleria d'arte contemporanea. Il progetto è stato sviluppato per un concorso internazionale su invito, “met retail identity”, promosso da lima-commerce sulla piattaforma desall, e qui presentato con il brand red: la proposta di barberio colella architetti ha ottenuto una menzione speciale. La strategia parte da una palette di materiali grezzi e brutalisti. Pannelli testurizzati effetto cemento rivestono tutte le pareti, il pavimento è in cemento levigato, gli espositori — a muro e freestanding — sono in metallo e legno riciclato: ne deriva un'aura industriale e urbana. Su questa base aspra si innestano gli accenti in rosso intenso che danno il nome al concept e ne diventano la firma riconoscibile: i condotti dell'aria traforati, le luci led rosse sugli specchi, le aree lounge curve. L'identità del brand, così, non è applicata come decorazione: emerge dall'atmosfera, dai materiali e dalla luce. Sul piano funzionale, l'area vendita è un grande open space con gli espositori lungo il perimetro e, al centro, blocchi monolitici multifunzione che organizzano capi e accessori e fungono da banco per il personale. Un secondo ambiente, più riservato, è dedicato ad accessori, beauty e profumi, per un'esperienza d'acquisto più intima. L'area camerini, separata da una parete in vetro fumé, ospita tre cabine con pesanti tende nere e custodisce l'elemento più iconico del progetto: due grandi specchi tondi retroilluminati di rosso, affacciati l'uno sull'altro, che generano l'effetto droste, ossia un riflesso infinito, una sorta di portale spazio-temporale perfetto per i selfie. Le aree lounge, racchiuse da superfici curve di fili rossi tesi e arredate con moquette e pouf, aggiungono un tocco contemporaneo e sorprendente. L'ingresso, posizionato su uno dei lati corti, è affiancato dalla vetrina e dalla caffetteria da 60 m²: il red café è visibile dall'esterno e invita a entrare anche solo per un caffè, trasformando la visita in un momento di socialità. Il risultato è un format da 400 m² coerente e replicabile, che dimostra l'approccio di bca al retail: un'architettura degli interni che costruisce il riconoscimento del marchio attraverso lo spazio, non attraverso il logo ripetuto ovunque. Red concept store was conceived as a retail identity concept for a trendy clothing brand aimed at a young audience, such as secondary school and university students. The brief was not simply to fit out a shop, but to design a flagship store format that could be replicated in premier shopping centres (such as la rinascente in milan or galeries lafayette in paris), serving as both a shop and a meeting place. For a generation that views shopping as a social experience, the space had to convey the brand’s identity whilst offering visually appealing environments — perfect for photographing and sharing on social media, evoking the feeling of stepping into a contemporary art gallery. The project was developed for an international invitation-only competition, “met retail identity”, organised by lima-commerce on the desall platform, and presented here under the brand name red: the proposal by barberio colella architetti received a special mention. The strategy is based on a palette of raw, brutalist materials. Textured, concrete-effect panels cover all the walls; the floor is made of polished concrete; and the display units — both wall-mounted and freestanding — are made of metal and recycled timber: the result is an industrial, urban feel. Against this austere backdrop, bold red accents are introduced, giving the concept its name and becoming its recognisable signature: the perforated air ducts, the red led lights on the mirrors, and the curved lounge areas. The brand’s identity, therefore, is not merely applied as decoration: it emerges from the atmosphere, the materials and the light. In practical terms, the sales area is a large open-plan space with display units along the perimeter and, in the centre, monolithic multifunctional units that organise garments and accessories and serve as a counter for staff. A second, more private area is dedicated to accessories, beauty products and perfumes, offering a more intimate shopping experience. The changing room area, separated by a smoked-glass wall, houses three cubicles with heavy black curtains and features the project’s most iconic element: two large round mirrors backlit in red, facing each other, which create the droste effect – an infinite reflection, a sort of space-time portal perfect for selfies. The lounge areas, enclosed by curved surfaces formed by taut red threads and furnished with carpet and pouffes, add a contemporary and surprising touch. The entrance, situated on one of the short sides, is flanked by the shop window and the 60 m² café: the red café is visible from the outside and invites visitors to pop in, even just for a coffee, turning their visit into a social experience. The result is a coherent and replicable 400 m² format that demonstrates bca’s approach to retail: interior architecture that builds brand recognition through the space itself, rather than through a logo repeated everywhere.

New roots - Dubai

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Archisio - Barberio Colella Architetti - Progetto New roots
New roots – residenze bioclimatiche nel golfo persico New roots nasce come risposta progettuale a una sfida climatica radicale: costruire residenze confortevoli in un contesto desertico, dove le temperature estreme impongono un ripensamento profondo dell'abitare. Il progetto, sviluppato dal team composto da maurizio barberio, micaela colella e angelo figliola, parte da un principio chiaro: le soluzioni più efficaci per il raffrescamento non vengono dall'ingegneria impiantistica, ma dalla tradizione costruttiva locale. L'architettura del golfo persico ha sviluppato nei secoli dispositivi spaziali sofisticati (forme compatte, corti interne, superfici schermanti, integrazione di acqua e ombra) che il progetto reinterpreta con strumenti contemporanei. L'elemento generatore del progetto è la "lama verde": una fascia vegetale che attraversa longitudinalmente i volumi residenziali, creando una separazione spaziale funzionale alla ventilazione incrociata. L'aria attraversa questa lama e, in combinazione con sistemi di acqua nebulizzata, contribuisce al raffrescamento passivo degli ambienti. Al primo piano, la lama verde si trasforma in una fascia tecnologica che canalizza il sistema impiantistico di raffrescamento e ventilazione meccanica, funzionando anche come elemento di stack ventilation grazie ad aperture mobili e schermate in copertura. Il passaggio da elemento naturale a elemento tecnico è fluido: la stessa logica bioclimatica governa entrambi i livelli. Le facciate sono trattate come dispositivi climatici attivi. Le superfici trasparenti, dove non ombreggiate da altri elementi del progetto, sono dotate di schermi con pattern customizzati, progettati per consentire il passaggio dell'aria e contemporaneamente filtrare i raggi solari in base all'orientamento di ciascuna facciata. La frammentazione dei volumi in molteplici unità funzionali non è solo un gesto compositivo: aumenta il numero delle superfici disperdenti utili alla dissipazione del calore e consente di estendere o contrarre lo spazio abitabile in base alle esigenze. Ogni modulo è una piccola macchina bioclimatica che dialoga con le unità adiacenti. New roots è un progetto di concorso internazionale sviluppato da barberio colella architetti in collaborazione con angelo figliola. Lo studio, fondato da due architetti phd con base a bari, opera nella convinzione che la globalizzazione piatta della produzione architettonica sia una delle cause dei problemi climatici dell'edilizia contemporanea, perché distrugge le pratiche site-specific e climate-based sviluppate dalle culture costruttive locali. New roots è un manifesto di questo approccio: non importa un modello occidentale nel golfo, ma fa crescere nuove radici dalla tradizione del luogo. New roots was conceived as a design response to a radical climatic challenge: building comfortable homes in a desert environment, where extreme temperatures demand a fundamental rethinking of how we live. The project, developed by a team comprising maurizio barberio, micaela colella and angelo figliola, is based on a clear principle: the most effective cooling solutions do not come from mechanical engineering, but from local building traditions. Over the centuries, architecture in the arabian gulf has developed sophisticated spatial devices (compact forms, courtyards, shading surfaces, the integration of water and shade) which the project reinterprets using contemporary tools. The defining element of the project is the ‘lama’: a strip of vegetation running lengthways through the residential volumes, creating a spatial separation that facilitates cross ventilation. Air flows through this blade and, in combination with water misting systems, contributes to the passive cooling of the spaces. On the first floor, the green blade transforms into a technological strip that channels the mechanical cooling and ventilation systems, also functioning as a stack ventilation element thanks to movable openings and screens on the roof. The transition from a natural element to a technical one is seamless: the same bioclimatic design governs both levels. The facades are treated as active bioclimatic devices. The transparent surfaces, where not shaded by other elements of the design, are fitted with screens featuring customised patterns, designed to allow air to pass through whilst simultaneously filtering solar radiation according to the orientation of each facade. The fragmentation of the volumes into multiple functional units is not merely a compositional gesture: it increases the number of heat-dissipating surfaces and allows the living space to be expanded or contracted as required. Each module is a small bioclimatic machine that interacts with the adjacent units. New roots is an international competition entry developed by barberio colella architetti in collaboration with angelo figliola. The practice, founded by two phd-qualified architects based in bari, operates on the conviction that the homogenisation of architectural production is one of the causes of the climate-related problems in contemporary construction, as it undermines the site-specific and climate-based practices developed by local building cultures. New roots is a manifesto of this approach: it does not impose a western model on the gulf, but instead grows new roots from the local tradition.

Unboxed - Polignano a Mare (BA)

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Archisio - Barberio Colella Architetti - Progetto Unboxed
Casa prefabbricata in legno per il mediterraneo a polignano a mare Costruire una casa con pareti portanti in xlam significa, inevitabilmente, costruire una “scatola”. Unboxed parte da questo vincolo tecnico e lo trasforma in tema progettuale: accettare la scatola muraria (che è il principio compositivo del 99% delle abitazioni mediterranee) per superarne i limiti. Il progetto è pensato per polignano a mare, in puglia, dove la tipologia della casa bianca con volumi netti e rapporto calibrato con la luce solare e il paesaggio è un dato culturale profondo. Unboxed non imita la tradizione: la traduce in modernità con un sistema costruttivo diverso, dimostrando che la casa in legno prefabbricata può essere pienamente mediterranea. L'elevata standardizzazione dei moduli e la loro totale prefabbricazione consentono di proporre quattro varianti dimensionali a partire da esigenze di spazio diverse. Ogni elemento costruttivo (solai, pareti, infissi, gronde) è concepito per essere montato già completo di rifiniture interne ed esterne, senza ponti termici. Questo approccio apre a soluzioni industriali per la produzione in serie e l'abbattimento dei costi, senza rinunciare alla qualità architettonica. Anche i pannelli ombreggianti, intagliati con macchine a controllo numerico, sono progettati con inclinazioni calibrate per la schermatura estiva e possono essere personalizzati con quattro pattern base diversi. La sostenibilità non è uno slogan. La casa è riciclabile al 100% e completamente smontabile grazie a una fondazione innovativa in acciaio che elimina lo scavo, isola dall'umidità del terreno e ospita buona parte degli impianti. La copertura a bassa inclinazione consente la posa di tegole solari capaci di produrre energia elettrica e termica. Il corridoio vetrato che divide zona giorno e zona notte non è solo un elemento distributivo: è un passaggio nella natura, uno spazio di transizione che ristabilisce il contatto visivo e sensoriale con l'ambiente circostante ad ogni attraversamento. La progettazione degli spazi interni conferma l'intenzione progettuale: arredi su misura si alternano ad arredi industriali, dimostrando il potenziale di queste abitazioni quando sono progettate con attenzione al dettaglio tecnico ed estetico. La zona giorno è organizzata attorno a una grande parete attrezzata il cui centro è un biocamino che domina la prospettiva centrale; la zona notte, con due camere e un bagno, è caratterizzata da una boiserie a tutta altezza che nasconde porte a filo verso la cabina armadio. Il colore bianco dominante, il rapporto con la luce e il dialogo con la natura circostante completano la trasposizione dei caratteri della casa mediterranea in chiave lignea e contemporanea. Building a house with load-bearing walls in clt inevitably means building a ‘box’. Unboxed takes this technical constraint and transforms it into a design theme: accepting the box-like structure (which is the compositional principle of 99% of mediterranean homes) in order to overcome its limitations. The project is designed for polignano a mare, in puglia, where the typology of the white house with clean volumes and a balanced relationship with solar light and the landscape is a deeply rooted cultural feature. Unboxed does not imitate tradition: it translates it into modernity with a different construction system, demonstrating that the prefabricated timber building can be fully mediterranean. The high standardisation of the modules and their complete prefabrication allow for four dimensional variants based on different spatial requirements. Every structural element (floors, walls, joinery, eaves) is designed to be installed fully finished, both internally and externally, without thermal bridges. This approach opens the door to industrial solutions for mass production and cost reduction, without compromising on architectural quality. Even the shading panels, cut using cnc machines, are designed with calibrated angles for summer shading and can be customised with four different base patterns. Sustainability is not just a slogan. The house is 100% recyclable and can be completely dismantled thanks to an innovative steel foundation that eliminates the need for excavation, insulates against ground damp and houses most of the building services. The low-pitched roof allows for the installation of solar tiles capable of generating both electrical and thermal energy. The glazed corridor dividing the living and sleeping areas is not merely a functional element: it is a passage into nature, a transitional space that re-establishes visual and sensory contact with the surrounding environment with every crossing. The design of the interior spaces confirms the design intent: bespoke furnishings alternate with industrial-style pieces, demonstrating the potential of these homes when designed with attention to technical and aesthetic detail. The living area is organised around a large fitted wall unit, the centre of which is a bioethanol fireplace dominating the central perspective; the sleeping area, with two bedrooms and a bathroom, features full-height panelling that conceals flush doors leading to the walk-in wardrobe. The dominant white colour, the interplay with light and the dialogue with the surrounding nature complete the transposition of the characteristics of the mediterranean home into a contemporary wooden interpretation.

Ey bari - Bari (BA)

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Archisio - Barberio Colella Architetti - Progetto Ey bari
Ristrutturazione e interior design della sede ernst & young a bari Ey – ernst & young, una delle principali società di consulenza al mondo, ha avuto una rapida crescita a bari negli ultimi anni. La sede, in via oberdan 40u, occupava già i piani quarto e quinto, da poco rinnovati; l’espansione del team pugliese ha reso necessario estendere gli uffici ai piani primo e secondo, riqualificare il terzo e ricavare un nuovo ingresso dedicato ai visitatori al piano terra. Cbre italia ha gestito per conto di ey la gara design & build da cui barberio colella architetti – in raggruppamento con il general contractor sigma sud e con rinnova i.c. Per gli impianti – sono usciti vincitori, curando il progetto architettonico e di interni. La richiesta non era “arredare” nuovi piani: serviva una ristrutturazione integrale. I tre livelli sono stati riportati allo stato grezzo. Tutte le preesistenze non strutturali – partizioni, controsoffitti, finiture e impianti – sono state rimosse (strip out), lasciando a vista la struttura dell’edificio, con i suoi pilastri e setti, e una condizione di partenza priva di pavimento sopraelevato e di controsoffitto. Su questa tela grezza bca ha riprogettato gli interni da zero – layout, partizioni, impianti, illuminazione, acustica, finiture e arredi – assumendo i piani quarto e quinto già rinnovati come riferimento, per garantire coerenza di materiali e soluzioni su tutta la sede. La strategia parte dal programma funzionale: quante e quali postazioni servono, come si distribuiscono tra lavoro individuale, collaborazione e formazione. Il brief fissava un obiettivo di circa 350 postazioni sull’intera sede a cinque piani – intese non solo come scrivania tradizionale, ma anche come banchi, tavoli alti e sedute condivise. Invece di file di scrivanie identiche, ogni piano è organizzato come un sistema unitario e flessibile che alterna postazioni individuali, postazioni ibride – sale riunioni di diverse capienze, touchdown, phone booth – e spazi di relazione come lounge, hub caffè e sale di formazione. è l’approccio dell’activity-based working: lo spazio non assegna una sedia a testa, ma offre l’ambiente giusto per ogni attività della giornata. Ogni piano ha la sua area break e il suo hub caffè; un livello concentra gli ambienti collaborativi e riconfigurabili, con sale riunioni e una sala di formazione fino a 30 persone. L’identità ey entra negli interni senza diventare decorazione. La palette del marchio – il giallo ey, il grigio antracite, gli accenti teal e blu – guida finiture, arredi e pareti brandizzate, su cui compaiono i claim dell’azienda come “building a better working world”. Le pareti divisorie sono interamente vetrate, per portare luce naturale nel cuore dei piani e mantenere la trasparenza tipica di un ambiente di consulenza; il comfort acustico è affidato a pannelli fonoassorbenti di diversa tipologia a seconda dell’ambiente in cui sono installati. Il verde – piante sospese nell’hub caffè, essenze negli ambienti di lavoro – introduce una componente biofila che ammorbidisce il rigore dell’open space. Un dettaglio racconta bene l’approccio: la sala di formazione è uno spazio riconfigurabile, con tavoli pieghevoli e sedute impilabili su ruote che permettono di passare in pochi minuti da aula a luogo per eventi. Al piano terra, un nuovo ingresso dedicato ai visitatori e ai dipendenti, in aggiunta alla reception centrale esistente, con modifica del prospetto su strada, diventa il biglietto da visita dell’azienda. L’intero intervento è stato condotto seguendo gli standard interni ey di sostenibilità, garantendo qualità dello spazio e benessere di dipendenti e lavoratori fin dall’avvio del concept progettuale. Ey – ernst & young, one of the world’s leading consultancy firms, has experienced rapid growth in bari in recent years. The office, at via oberdan 40u, already occupied the fourth and fifth floors, which had recently been refurbished; the expansion of the apulian team made it necessary to extend the offices to the first and second floors, refurbish the third floor and create a new entrance dedicated to visitors on the ground floor. Cbre italia managed the design-and-build tender on behalf of ey, from which barberio colella architetti – in a consortium with the general contractor sigma sud and rinnova i.c. For the building services – emerged as the successful bidder, taking charge of the architectural and interior design. The brief was not simply to ‘furnish’ the new floors: a complete refurbishment was required. The three floors have been stripped back to their bare state. All non-structural elements – partitions, suspended ceilings, finishes and services – have been removed (strip-out), exposing the building’s structure, with its columns and walls, and a starting point with no raised floor or suspended ceiling. Against this blank canvas, bca redesigned the interiors from scratch – layout, partitions, services, lighting, acoustics, finishes and furnishings – using the already refurbished fourth and fifth floors as a reference point, to ensure consistency in materials and design solutions throughout the premises. The strategy begins with the functional programme: how many and what types of workstations are needed, and how they are allocated between individual work, collaboration and training. The brief set a target of around 350 workstations across the entire five-storey premises – understood not only as traditional desks, but also as workbenches, high tables and shared seating. Instead of rows of identical desks, each floor is organised as a unified and flexible system that alternates between individual workstations, hybrid spaces – meeting rooms of various capacities, touch-down areas and phone booths – and social spaces such as lounges, coffee hubs and training rooms. This is the activity-based working approach: the space does not assign a specific chair to each person, but offers the right environment for every activity throughout the day. Each floor has its own break area and coffee hub; one level is dedicated to collaborative and reconfigurable spaces, featuring meeting rooms and a training room for up to 30 people. The ey brand identity is incorporated into the interiors without becoming mere decoration. The brand’s colour palette – ey yellow, anthracite grey, and teal and blue accents – informs the finishes, furnishings and branded walls, on which the company’s slogans such as “building a better working world” appear. The partition walls are entirely glazed, to bring natural light into the heart of the floors and maintain the transparency typical of a consultancy environment; acoustic comfort is ensured by sound-absorbing panels of different typologies depending on the space in which they are installed. Greenery – hanging plants in the coffee hub, potted plants in the workspaces – introduces a biophilic element that softens the austere feel of the open-plan space. One detail sums up the approach perfectly: the training room is a reconfigurable space, with folding tables and stackable chairs on castors that allow it to be transformed from a classroom into an events venue in just a few minutes. On the ground floor, a new entrance for visitors and staff – in addition to the existing central reception area – has been created, with modifications to the street-facing façade, making it the company’s calling card. The entire project was carried out in accordance with ey’s internal sustainability standards, ensuring the quality of the space and the wellbeing of staff and workers right from the start of the design concept.

Bamboo office - Changzhou

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Archisio - Barberio Colella Architetti - Progetto Bamboo office
Edificio bioclimatico per uffici a changzhou Nel distretto industriale verde di wujin, a changzhou, le autorità cinesi hanno promosso il 1st international green/ecological building competition (igebc) per costruire un quartiere modello di edifici sostenibili. Barberio colella architetti, in collaborazione con angelo figliola, hanno vinto il lotto 14 con una proposta che ribalta il rapporto convenzionale tra edificio e natura: invece di aggiungere il verde come decorazione, lo rendono il cuore del sistema bioclimatico. La strategia progettuale nasce da un'osservazione precisa: negli edifici per uffici convenzionali, chi lavora perde ogni percezione del tempo e delle stagioni. La risposta di bca è una facciata a doppia pelle di vetro strutturale alta quindici metri, al cui interno cresce una linea continua di bambù vivo. Questa 'bamboo line' non è un elemento estetico: è un dispositivo bioclimatico che controlla la quantità di luce solare in modo diffuso, eliminando i fenomeni di abbagliamento e riducendo il carico termico sulle superfici esposte a est, ovest e sud. Il funzionamento è stagionale. D'inverno, la doppia pelle accumula calore solare nella cavità d'aria tra le due pareti vetrate, preriscaldando l'aria prima che entri negli ambienti interni. D'estate, il sistema funziona al contrario: la ventilazione naturale attraversa la cavità portando via il calore in eccesso, mentre il bambù ombreggia le superfici trasparenti. Sul lato nord, un involucro opaco massivo e ben isolato protegge dai venti freddi. Il risultato è un edificio che riduce drasticamente la dipendenza dall'impiantistica meccanica, raggiungendo un pmv (predicted mean vote) di -0,01, praticamente neutro, il massimo comfort termico possibile. L'intera struttura portante è realizzata in legno lamellare di bambù con connessioni metalliche nascoste, privilegiando l'uso di risorse locali rinnovabili. L'edificio di 816 m² distribuisce su quattro piani uffici, sale riunioni, una sala conferenze, spazi lounge e una reception a doppia altezza che si affaccia su un giardino interno di 70 m². Il tetto, coperto da film fotovoltaico, raccoglie l'acqua piovana per il riuso. La giuria del concorso (che includeva mario cucinella e stefan behnisch) ha selezionato il progetto tra 147 team provenienti da 11 paesi, riconoscendo nella proposta di bca un modello replicabile di architettura per uffici dove la sostenibilità non è un'aggiunta, ma il principio generatore della forma. In the wujin green industrial district in changzhou, the chinese authorities organised the 1st international green/ecological building competition (igebc) to build a model neighbourhood of sustainable buildings. Barberio colella architetti, in collaboration with angelo figliola, won lot 14 with a proposal that overturns the conventional relationship between building and nature: instead of adding greenery as decoration, they make it the heart of the bioclimatic system. The design strategy stems from a precise observation: in conventional office buildings, workers lose all sense of time and the seasons. Bca’s solution is a fifteen-metre-high double-skin facade of structural glass, within which a continuous line of living bamboo grows. This ‘bamboo line’ is not merely an aesthetic feature: it is a bioclimatic device that controls the amount of solar radiation in a diffused manner, eliminating glare and reducing the thermal load on surfaces facing east, west and south. Its operation is seasonal. In winter, the double-skin facade accumulates solar heat in the air cavity between the two glass walls, preheating the air before it enters the interior spaces. In summer, the system works in reverse: natural ventilation flows through the cavity, carrying away excess heat, whilst the bamboo shades the transparent surfaces. On the north side, a solid, well-insulated opaque building envelope protects against cold winds. The result is a building that drastically reduces dependence on mechanical systems, achieving a pmv (predicted mean vote) of -0.01, practically neutral, the maximum possible thermal comfort. The entire load‑bearing structure is made of glued laminated bamboo with concealed metal connections, prioritising the use of local renewable resources. The 816 m² building houses offices, meeting rooms, a conference room, lounge areas and a double‑height reception space spread over four floors, overlooking a 70 m² inner garden. The roof, covered with pv film, collects rainwater for reuse. The competition jury (which included mario cucinella and stefan behnisch) selected the project from among 147 teams from 11 countries, recognising bca’s proposal as a replicable model of office architecture where sustainability is not an afterthought, but the principle that generates the form.

Casa ch - Napoli (NA)

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Archisio - Barberio Colella Architetti - Progetto Casa ch
Nel quartiere chiaia, a napoli, un piccolo appartamento in un palazzo di fine ottocento viene ripensato per essere messo a reddito. Il tempo e i numerosi rimaneggiamenti avevano frammentato lo spazio in stanze piccole, irregolari e poco leggibili, rendendo la casa buia e caotica. Le pesanti murature portanti in pietra imponevano il loro schema, ma la proprietà desiderava ambienti più razionali, visivamente ampi e adeguati al vivere contemporaneo, capaci di attrarre chi avrebbe abitato la casa in affitto. La sfida era quindi doppia: restituire luce e ordine, e insieme flessibilità, per un immobile destinato al mercato della locazione. Il progetto di barberio colella architetti libera i vani principali definiti dalle murature portanti ed elimina tutte le tramezzature posticce, riportando leggibilità alla struttura originaria. Il grande ingresso buio viene trasformato spostando il bagno nell’angolo cieco dell’ambiente: così si libera la finestra e la si sfrutta per ricavare una cameretta-studio luminosa. Separata dall’ingresso e dal corridoio da una grande parete vetrata apribile, questa stanza flessibile passa facilmente da studio a camera da letto aggiuntiva grazie a tende che garantiscono privacy quando serve. Per una casa da mettere a reddito, è una stanza in più che vale come un intero ambiente. Gli altri due ambienti principali accolgono un’ampia camera da letto matrimoniale e la zona living-pranzo. Il soggiorno torna a essere un unico spazio attraversato dalla luce di due alte finestre, attorno alle quali si organizza la vita domestica. Su un lato trova posto una cucina a l, disegnata dallo studio; sul lato opposto una parete in muratura incornicia un camino a bioetanolo, ricavato sfruttando una nicchia esistente nello spessore del muro. Il parquet in rovere a spina ungherese e il colore ottanio sulle pareti costruiscono un dialogo tra l’atmosfera classica dell’appartamento storico e un linguaggio contemporaneo più essenziale. La storicità dell’immobile è preservata attraverso il restauro delle porte originali a doppio battente e dei loro imbotti in legno, che diventano elementi di continuità materica tra le stanze. Tendaggi a tutta altezza sottolineano la verticalità delle finestre e fanno percepire il living come più ampio. Il risultato è un appartamento luminoso, ordinato e flessibile, pronto per la locazione, dove pochi gesti e gli elementi d’epoca restaurati danno carattere. Casa ch applica alla piccola scala il metodo dello studio fondato da maurizio barberio e micaela colella, dove l’architettura degli interni nasce dall’ascolto dell’edificio e dal rispetto della sua storia, più che dall’aggiunta di elementi. In the chiaia district of naples, a small flat in a late 19th-century building has been redesigned to generate rental income. The passage of time and numerous alterations had fragmented the space into small, irregular and confusing rooms, making the flat dark and chaotic. The heavy load-bearing stone walls dictated the layout, but the owners wanted more rational, visually spacious rooms suited to contemporary living, capable of attracting potential tenants. The challenge was therefore twofold: to restore light and order, whilst also ensuring flexibility, for a property intended for the rental market. The project by barberio colella architetti opens up the main spaces defined by the load‑bearing walls and removes all the non-load‑bearing partitions, restoring clarity to the original structure. The large, dark entrance hall is transformed by relocating the bathroom to the blind corner of the room: this frees up the window, which is then used to create a bright small bedroom-cum-study. Separated from the entrance hall and the corridor by a large, openable glass wall, this versatile room can easily be converted from a study into an additional bedroom thanks to curtains that ensure privacy when needed. For a property intended to generate rental income, this extra room is as valuable as a whole room in its own right. The other two main rooms comprise a spacious double bedroom and the living-dining area. The living room is once again a single open-plan space bathed in light from two tall windows, around which domestic life revolves. On one side is an l-shaped kitchen, designed by the firm; on the opposite side, a brick wall frames a bioethanol fireplace, created by utilising an existing recess within the thickness of the wall. The hungarian-patterned oak parquet flooring and the teal colour on the walls create a dialogue between the classic atmosphere of the historic flat and a more minimalist contemporary style. The property’s historic character has been preserved through the restoration of the original double-leaf doors and their timber door frames, which serve as elements of material continuity between the rooms. Floor-to-ceiling curtains emphasise the verticality of the windows and make the living room feel more spacious. The result is a bright, tidy and flexible flat, ready for letting, where a few simple touches and the restored period features lend it character. Casa ch applies the approach of the firm founded by maurizio barberio and micaela colella to small-scale projects, where interior architecture stems from listening to the building and respecting its history, rather than from the addition of elements.

Casa fr - Napoli (NA)

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Archisio - Barberio Colella Architetti - Progetto Casa fr
A napoli, nel quartiere chiaia, un piccolo appartamento in un palazzo di fine ottocento viene ripensato come rifugio personale per la committente: uno spazio raccolto, dedicato al relax e al tempo libero. Le murature portanti in pietra scandiscono in modo netto la struttura dell’immobile e impediscono una ridistribuzione radicale degli ambienti. Il progetto di barberio colella architetti non forza questo schema, ma lo assume come punto di partenza, lavorando all’interno di una griglia rigida per farne emergere le potenzialità latenti e rendere gli spazi più funzionali, luminosi e aderenti allo stile di vita della committente. Data la metratura contenuta, 60 metri quadrati, nessun centimetro poteva essere sprecato. Lo studio valorizza le nicchie murarie esistenti e ne introduce di nuove, trasformandole in volumi contenitivi e in piccoli scenari domestici per i libri e gli oggetti cari alla proprietaria. Nella zona giorno, la lunga parete attrezzata del living è concepita come una sequenza di nicchie in cartongesso: accoglie il televisore e un camino a bioetanolo ed è sottolineata da un’illuminazione led integrata che costruisce un fondale morbido e scenografico. Contenere e mostrare diventano lo stesso gesto. L’atmosfera distensiva richiesta dalla committente si traduce in una palette chiara e coerente. Il bianco, predominante su pareti e arredi, e il legno chiaro del parquet in listoni di rovere rendono gli ambienti principali luminosi e visivamente più ampi di quanto siano davvero. In contrasto controllato, l’ingresso e il bagno adottano toni più caldi e avvolgenti, che disegnano una soglia più intima tra la zona di accesso e gli spazi di permanenza. Nell’ingresso, uno specchio tondo e una consolle costruiscono un piccolo rituale di arrivo; nel bagno, il rivestimento continuo in resina su pavimenti e pareti genera un effetto monomaterico che rafforza la sensazione di quiete e benessere. Con pochi materiali e un numero limitato di gesti, l’appartamento cambia scala percepita: gli arredi su misura, le nicchie illuminate e le porte filomuro riducono il rumore visivo e restituiscono un ambiente ordinato e silenzioso. Casa fr applica alla piccola scala il metodo dello studio fondato da maurizio barberio e micaela colella, dove l’architettura degli interni nasce dall’ascolto dell’edificio e dalla cura del dettaglio, più che dall’aggiunta di elementi. In naples, in the chiaia district, a small flat in a late 19th-century building has been reimagined as a personal retreat for the client: an intimate space dedicated to relaxation and leisure. The load‑bearing stone walls clearly define the building’s structure and prevent any radical reorganisation of the rooms. The design by barberio colella architetti does not force this layout, but takes it as a starting point, working within a rigid grid to bring out its latent potential and make the spaces more functional, lighter and better suited to the client’s lifestyle. Given the modest floor area of 60 square metres, not a single centimetre could be wasted. The firm makes the most of the existing wall niches and introduces new ones, transforming them into storage spaces and small domestic settings for the owner’s books and cherished possessions. In the living area, the long fitted wall unit in the living room is designed as a series of plasterboard recesses: it houses the television and a bioethanol fireplace and is highlighted by integrated led lighting that creates a soft, dramatic backdrop. Storing and displaying become one and the same gesture. The relaxing atmosphere requested by the client is reflected in a light and cohesive colour scheme. The white – which dominates the walls and furnishings – and the light-coloured oak timber parquet flooring make the main rooms bright and appear more spacious than they actually are. In a controlled contrast, the entrance hall and bathroom feature warmer, more enveloping tones, creating a more intimate transition between the entrance area and the living spaces. In the entrance hall, a round mirror and a console table create a small ritual upon arrival; in the bathroom, the continuous resin cladding on the floors and walls produces a single-material effect that reinforces the sense of tranquillity and well-being. With just a few materials and a limited number of design interventions, the flat takes on a new perceived scale: the bespoke furnishings, the illuminated recesses and the flush-fitting doors reduce visual clutter and create a tidy, tranquil space. Casa fr applies the approach of the firm founded by maurizio barberio and micaela colella to a small-scale context, where interior architecture arises from listening to the building and paying attention to detail, rather than from the addition of elements.

The circle - Londra

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Archisio - Barberio Colella Architetti - Progetto The circle
The circle nasce dalla collaborazione tra barberio colella architetti e pent developments, promotore immobiliare londinese specializzato nella trasformazione delle coperture urbane in nuovi spazi abitativi di qualità con metodi di costruzione off-site. L’idea è tanto semplice quanto ambiziosa: invece di consumare nuovo suolo, si costruisce sul tetto di un edificio esistente, con lavorazioni realizzate in gran parte fuori opera e installazioni rapide direttamente sul rooftop. La sfida progettuale è tenere insieme due mondi che raramente si parlano, l’efficienza di un sistema costruttivo industrializzato e la cura sartoriale di un interno d’autore. Il risultato è un’abitazione ad alta efficienza, con tempi di realizzazione compressi, minima interferenza per chi abita i piani sottostanti e una qualità costruttiva costante, unita a un linguaggio interno sobrio e sofisticato. Il cuore dell’attico è un grande ambiente giorno continuo, dove living, zona pranzo e cucina dialogano senza gerarchie rigide. A governare lo spazio è un sistema di arredi su misura che integra contenimento, tecnologia e luce: una libreria a tutta altezza in legno, disegnata come una griglia regolare, costruisce il fondale del soggiorno e accoglie libri, oggetti ed elementi decorativi, mentre una parete tv in lastre di marmo retroilluminato diventa il fulcro visivo dell’ambiente. La luce naturale, filtrata da tende a tutta altezza e ammorbidita da superfici chiare e tessili neutri, rende il living ampio e rarefatto, con ampio affaccio sullo skyline di londra. La zona pranzo e la cucina su isola appartengono allo stesso paesaggio domestico: il tavolo e le sedute dialogano con l’isola snack in marmo, mentre la boiserie in legno e i pensili a filo compongono una parete cucina compatta e ordinata. Nella zona notte lo stesso vocabolario, composto da boiserie e armadiature in legno, definisce uno spazio calmo e minimale, dove l’illuminazione lineare integrata e le testate imbottite determinano un’atmosfera raccolta. Qui la logica plug-and-play del sistema prefabbricato si fa architettura: volumi compatti che inglobano armadi, passaggi e impianti, mantenendo pulita e continua l’immagine complessiva. The circle mostra come la prefabbricazione off-site non sia sinonimo di standardizzazione anonima. La stessa attenzione ai dettagli, ai materiali e alla luce che lo studio dedica agli interni di pregio guida qui un modulo abitativo che può essere prodotto in officina e installato rapidamente sul tetto di un edificio esistente. è un modo per densificare la città verso l’alto, aggiungendo case di qualità senza cantieri lunghi e invasivi, e per portare l’interior design sartoriale dentro un processo industrializzato. The circle is the result of a collaboration between barberio colella architetti and pent developments, a london-based property developer specialising in transforming urban rooftops into new, high-quality living spaces using off-site construction methods. The idea is as simple as it is ambitious: rather than using up new land, construction takes place on the roof of an existing building, with most of the work carried out off-site and rapid installation directly on the rooftop. The design challenge lies in bringing together two worlds that rarely intersect: the efficiency of an industrialised construction system and the bespoke craftsmanship of a designer interior. The result is a highly efficient home, with reduced construction times, minimal disruption to those living on the floors below and consistent build quality, combined with a understated yet sophisticated interior design. At the heart of the penthouse is a large, open-plan living area, where the living room, dining area and kitchen flow seamlessly into one another without any rigid divisions. The space is defined by a bespoke furniture system that combines storage, technology and lighting: a full-height timber bookcase, designed as a regular grid, forms the backdrop to the living room and houses books, objects and decorative items, whilst a tv wall made of backlit marble slabs becomes the visual focal point of the space. Natural light, filtered through floor-to-ceiling curtains and softened by light-coloured surfaces and neutral textiles, lends the living room a spacious and airy feel, with sweeping views of the london skyline. The dining area and the kitchen with its central island form part of the same domestic landscape: the table and chairs complement the marble snack island, whilst the timber panelling and flush-mounted wall units create a compact and tidy kitchen wall. In the sleeping area, the same design language – comprising timber panelling and timber cupboards – defines a calm, minimalist space, where integrated linear lighting and upholstered headboards create a cosy atmosphere. Here, the plug-and-play logic of the prefabricated system becomes architecture: compact volumes that incorporate cupboards, passageways and services, whilst maintaining a clean and continuous overall look. The circle demonstrates that off-site prefabrication is not synonymous with anonymous standardisation. The same attention to detail, materials and light that the firm devotes to high-end interiors is applied here to a modular residential module that can be manufactured in a workshop and quickly installed on the roof of an existing building. It is a way of increasing the city’s density by building upwards, adding high-quality homes without lengthy and disruptive construction sites, and of bringing bespoke interior design into an industrialised process.
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