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Michieli Zanatta - Architetti

Ristorante "pepatadicorte" - Udine (UD)

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Team: michielizanatta.net Oggetto: enoteca e ristorante sviluppato su 2 livelli Committente: pepatadicorte s.r.l. Ruolo: progetto e direzione lavori Cronologia: 2008 ___________________________________________________________________________________________________________ Il progetto in sintesi Problema: concepire un locale adatta ad una clientela diversificata composta da avventori di un’osteria e clienti di un ristornate di qualità. Soluzione proposta: si è deciso di creare due piani molto ben differenziati nel design e nella loro atmosfera. Il piano terra più caldo come i bacari veneziani il piano primo caratterizzato da un’atmosfera soffusa ed intima. ___________________________________________________________________________________________________________ L’enoteca-ristorante pepatadicorte nasce con il preciso obbiettivo da parte dei suoi titolari di portare un pizzico di pepe all’interno di una corte storica della città di udine, corte che pure essendo nel cuore della città era puntualmente esclusa dai flussi pedonali e dai tradizionali luoghi di ritrovo. Il locale si sviluppa su due livelli distinti, al piano terra l’enoteca e al primo il ristorante. Proprio in ragione di tale precisa e netta suddivisione si è scelto di caratterizzare ciascuno spazio in modo indipendente. L’obbiettivo diventava a questo punto lavorare su sensazioni e atmosfere ben distinte piuttosto che sulla ricerca di una continuità stilistico-formale. L’enoteca, che si affaccia direttamente sulla corte, fa l’occhiolino alle antiche osterie cittadine. Si è così scelto di lavorare sul tema del recupero e del mixaggio tra materiali della tradizione e lessico contemporaneo. E così il ricordo dei pavimenti in cotto diviene resina ossidata, le classiche lampade in tessuto divengono forme più eteree realizzate in collaborazione con il negozio udinese abatjour. Una grande parete color terra bruciata ospita delle nicchie che via via con il passare del tempo ospiteranno i ricordi delle molte serate. Il legno poi diviene materiale dominante, un legno vissuto su cui rimane presente la patina del tempo. Vecchi tavoli con sedie impagliate conquistano il perimetro della sala lasciando lo spazio centrale al bancone realizzato mediante l’accostamento e il bricolage di antiche assi di pavimento piuttosto che vecchie porte. Un volume essenziale e solido generato tuttavia attraverso un processo di ricomposizione. Al piano primo dove è situato il ristorante si accede attraverso una scala che rappresenta una sorta di pausa di espansione e luogo di anticipazione del successivo spazio. Nel ristorante la luce si fa più soffusa ed assume una gradazione più morbida grazie alla tinteggiatura del soffitto ocra con velature auree e le pareti tinta corda. I tavoli apparecchiati in modo rigoroso galleggiano su un pavimento in legno color caffè conferendo alla sala un carattere i una certa seriosità che viene stemperata dall’ironica sorpresa di un bagno che sceglie di diventare tutto d’oro, accessori e apparecchiature compresi, non potendosi permettere un lifting più impegnativo.
 
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