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Gabriele Mazzei Architetto

Concorso di idee Riqualificazione della piazza alcide de gasperi - Roma (RM)

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Il progetto prevede la realizzazione di una nuova piazza che si configuri quale spazio urbano ben definito e fruibile, in grado di accogliere il flusso pedonale proveniente dal corso del popolo e di offrire ambiti spaziali e funzionali interconnessi, destinati alla socializzazione, alla ricreazione, alla compartecipazione della vita cittadina. Tale obiettivo è stato perseguito attraverso i seguenti interventi: 1. Configurazione della piazza quale ideale prolungamento del percorso della città storica mediante la creazione di un polo attrattivo collocato prospetticamente rispetto all’asse principale dell’abitato storico (es: scultura “musicale” con emissione sonora prodotta da caduta di acqua o dal vento o dall’interazione con i fruitori della piazza); 2. Inserimento di specifiche funzioni collegate al tempo libero, alla cultura, alla ricreazione e al convivio mediante le quali individuare 4 zone prevalenti all’interno dello spazio che appare attualmente disarticolato: mangiare, guardare, giocare, ascoltare; 3. Riduzione del traffico veicolare, che attraversa la piazza e la occupa con i suoi numerosi parcheggi a raso, mediante la realizzazione di un parcheggio interrato raggiungibile per mezzo di percorsi stradali alternativi e conseguente ampliamento degli spazi pedonali. La vastità dello spazio oggetto dell’intervento offre l’opportunità di prevedere un parcheggio interrato multipiano, che per rispetto della consolidata piantumazione esistente ne segue il profilo dell’apparato radicale. L’accesso a tale parcheggio è stato individuato in via dell’artigianato ad una quota inferiore ed in posizione remota rispetto agli ambiti funzionali della piazza. A tal proposito, l’edificio di proprietà comunale, attualmente ad uso di botteghe artigiane, si ipotizza sottoposto a recupero e restyling per renderlo idoneo a svolgere la nuova funzione affidatagli di accesso al parcheggio. Gli ambiti funzionali della nuova piazza sono adibiti rispettivamente ad area per il ristoro, spazio espositivo per mostre temporanee con luoghi di soggiorno all’aperto, parterre per eventi culturali (teatro, musica, performances artistiche, comizi) e spazio ludico per i bimbi. Tali ambiti, separati dalla strada carrabile di collegamento tra la via roma, via a. Santovetti e via bartolomeo gosio, sono collegati con un attraversamento a raso che si attesta su un’area compresa tra lo spazio ludico e l’”arena” per eventi culturali, lasciata intenzionalmente libera e adattabile a funzioni diverse (manifestazioni sportive, mercatini domenicali…etc). Parallelamente a tale asse, viene identificato un percorso che ha origine dalla gradinata di accesso alla piazza da via dell’artigianato e individua, nell’intersezione con l’asse del corso, il baricentro della piazza connotandolo per mezzo di un elemento scultoreo/monumentale che diviene principale polo attrattivo visibile dal corso del popolo. La differente tessitura della pavimentazione e l’utilizzo di materiali non omogenei rispetto agli ambiti funzionali circostanti, consentono la immediata individuazione di tali percorsi connettivi, in posizione antagonista con l’asse principale dell’abitato storico. L’identificazione dei quattro ambiti funzionali avviene tramite piccole scarpate erbose lineari, piuttosto che mediante vere e proprie barriere, consentendo quindi la creazione di nuovi “margini” che rendono la piazza di progetto difficilmente riconducibile a quella attuale, fatta eccezione per il giardino nel settore sudest della piazza la cui configurazione ad anfiteatro, generata dall’alberatura esistente, ha suggerito la naturale vocazione ad ospitare manifestazioni musicali/teatrali o comizi politici. Contiguo a tale ambito vi è quello per l’intrattenimento ludico dei bimbi che è stato ripensato sia nella disposizione e fornitura dei giochi, sia per il trattamento della pavimentazione con l’utilizzo di pavimenti anti-trauma variamente colorati, generanti un’atmosfera vivace e giocosa. Una fitta siepe verso la strada separa fisicamente i bimbi dal percorso pedonale e poi dalla strada, mentre le panchine sul lato libero fungono da barriera controllata dai genitori. L’allargamento del marciapiede, in corrispondenza del fabbricato d’angolo con via a. Santovetti, recupera, attraverso l’illuminazione pubblica disposta in filari, le dimensioni spaziali dell’imbocco del corso del popolo, instaurando con esso un rapporto di contiguità/continuità. Dall’altra parte della strada si trova l’area adibita al ristoro, occupata in parte da una struttura fissa o a carattere stagionale adiacente al bar “il cavallino” ed in parte da “chioschi” per la vendita di specialità culinarie con possibilità di degustazione a tavolino grazie ad arredi fissi collocati in un’area adiacente (terrazza) ad oggi inutilizzata. L’arredo urbano assume in questo ambito, e in quello limitrofo una valenza estetica oltreché funzionale che caratterizza la piazza come operazione perfettamente collocata nella contemporaneità. Non si tratta di oggetti di “design” variamente disposti nello spazio, ma si configurano come effettivi elementi costitutivi dello spazio urbano circostante, ne delimitano gli ambiti con vere e proprie quinte e ne accentuano direzioni e/o centralità. Il corpo ad “l”, contiguo al giardinetto geometrico su base quadrata, assume il valore simbolico di spazio porticato, definendo il confine tra la piazza pubblica e la dimensione più privata e quasi domestica di un “chiostro” contemporaneo. La vista, da lì, spazia attraverso una cortina in filari di cerris siliquastrum verso una galleria espositiva, che si duplica in uno specchio d’acqua a raso pavimento, dilatando lo spazio e capovolgendo l’ordine degli elementi. Gli arredi gli arredi sono stati progettati secondo i criteri della eco-compatibilità e del basso impatto ambientale. I chioschi di prodotti alimentari, il “chiostro” ed il “tunnel espositivo” sono pensati con una struttura reticolare in ferro rivestita da doghe curvate in legno tecnico (50% farina di legno proveniente da materiale di riciclo, 50% resine). Lo stesso legno tecnico appare, sotto forma di elementi trafilati a sezione tonda, su panchine e tavoli realizzati in piattine di ferro curvate.
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