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Keramosfea Sas Di Alessandra La Spisa

Mobili - Casteldaccia (PA)

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Archisio - Keramosfea Sas Di Alessandra La Spisa - Progetto Mobili
Mobili artigianali in legno massello

Segnaletica turistica - Baucina (PA)

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Archisio - Keramosfea Sas Di Alessandra La Spisa - Progetto Segnaletica turistica
Segnaletica urbana in maiolica e o in pietra lavica ceramizzata

Bomboniere - Casteldaccia (PA)

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Archisio - Keramosfea Sas Di Alessandra La Spisa - Progetto Bomboniere
Bomboniere

Lumi - Casteldaccia (PA)

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Archisio - Keramosfea Sas Di Alessandra La Spisa - Progetto Lumi
Lumi

Piastrelle - Casteldaccia (PA)

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Archisio - Keramosfea Sas Di Alessandra La Spisa - Progetto Piastrelle
Piastrelle

Insegne - Casteldaccia (PA)

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Insegne

Lavori realizzati presso la nuova sede comunale di altavilla milicia: - Casteldaccia (PA)

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Archisio - Keramosfea Sas Di Alessandra La Spisa - Progetto Lavori realizzati presso la nuova sede comunale di altavilla milicia
Commissionato dal comune di altavilla milicia è stato realizzato un murales in pittura con rilievi in legno rappresentante l’albero dei valori. Nel tronco inciso i nomi delle vittime di mafia e nei frutti inciso i valori.

Lavori realizzati presso il comune di baucina: - Casteldaccia (PA)

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Archisio - Keramosfea Sas Di Alessandra La Spisa - Progetto Lavori realizzati presso il comune di baucina
Assegnazione lavori di fornitura e installazione di segnaletica turistica dopo aver partecipato e vinto una gara di appalto al maggior ribasso, ente appaltante il comune di baucina, realizzati in maiolica e pietra lavica ceramizzata decorata a mano. Assegnazione per chiamata diretta lavori di realizzazione murales con rilievi in legno raffigurante padre pino puglisi presso l’asilo nido “ padre pino puglisi” di baucina. Assegnazione per chiamata diretta lavori di realizzazione rivestimento in maiolica del bevaio comune di baucina.

Ceramica artistica - Casteldaccia (PA)

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Archisio - Keramosfea Sas Di Alessandra La Spisa - Progetto Ceramica artistica
Arredo ceramica e maiolica artistica realizzata interamente a mano.

Decori siciliani - Casteldaccia (PA)

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Archisio - Keramosfea Sas Di Alessandra La Spisa - Progetto Decori siciliani
Piastrelle per cucina realizzate in maiolica.

Piastrelle in maiolica bagno - Bagheria (PA)

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Archisio - Keramosfea Sas Di Alessandra La Spisa - Progetto Piastrelle in maiolica bagno
Maiolica fatta a mano

Pavimentazione in gres porcellanato con inserti in maiolica - Bagheria (PA)

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Archisio - Keramosfea Sas Di Alessandra La Spisa - Progetto Pavimentazione in gres porcellanato con inserti in maiolica
Maiolica artistica per pavimentazione

Corniceria - Casteldaccia (PA)

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Archisio - Keramosfea Sas Di Alessandra La Spisa - Progetto Corniceria
Bisogna distinguere tra le tecniche tradizionali, nelle quali si usano attrezzi manuali, e la falegnameria moderna, intesa come lavorazione del legno per la produzione industriale di manufatti, grazie alle macchine e a moderne attrezzature meccaniche. Oggi le tecniche della falegnameria tradizionale non vengono più utilizzate per la produzione di mobili e infissi di uso comune, essendo state largamente sostituite dalla produzione a macchina. Tuttavia le tecniche tradizionali vengono ancora usate, sopravvivendo in alcuni campi specialistici quali, ad esempio, l’ebanisteria, la produzione di strumenti musicali, il restauro. Gli artigiani del passato desiderosi di esprimere il loro virtuosismo hanno trasformato l’arte di incorniciare in una bella arte creando ornati che si ispirano alle forme naturali. Benché sia un’arte piuttosto difficile da eseguire non è in via d’estinzione ed esistono ancora oggi intagliatori e doratori capaci di costruire cornici per quadri. Gli ornati delle cornici per quadri si possono tagliare utilizzando una sega a nastro. La sega a nastro si usa generalmente per dar forma a complicati intrecci di foglie che nascono dalla disposizione sovvrapposta di diversi strati di legno che servono per dar molteplici spessori all’ornato. Una volta traforato, il disegno ornato può essere intagliato ed inciso per mezzo di sgorbie e di scalpelli. L’intaglio della cornice è un’arte che richiede grande sensibilità manuale, destrezza, coordinazione tra vista e mano e grande senso delle proporzioni. Le cornici per quadri, come peraltro le cornici per specchi, prima di essere intagliate necessitano di un disegno preparatorio che alleggerisce notevolmente la difficoltà d’esecuzione dell’intaglio di cui si potrà preveder l’equilibrio ancor prima che esso sia iniziato. Le cornici per quadri sono generalmente fatte da quattro lati di legno tenuti insieme agli angoli da incastri e colla. La forma delle cornici per quadri, più spesso rettangolari, possono essere anche esagonali, ottagonali o ovali. In generale con il termine cornice si intende un elemento con modanature aggettanti (cioè che sporgono) che costituisca un’incorniciatura, per esempio intorno ad una finestra. Nello specifico la cornice è l’elemento superiore della trabeazione negli ordini architettonici classici. Sulla facciata dei templi forma il frontone. Trae origine dalla necessità di creare un coronamento sporgente che allontanasse l’acqua piovana dalle strutture portanti e per questo la sua forma è caratterizzata da una netta sporgenza. Questa parte sporgente, separata nell’architettura greca arcaica prende il nome di geison ed era sormontata dalla sima o cimasa. Quest’ultima era spesso dipinta e dotata di gocciolatoi per lo scarico dell’acqua piovana, a volte resi in forma di teste di leone. Nell’architettura italica ed etrusca questi elementi sono prevalentemente resi in terracotta dipinta o arricchita da raffigurazioni plastiche. Nell’architettura successiva la parte sporgente corrispondente al geison (con “corona” e “soffitto”) e la sima, costituiscono la “sopracornice”, mentre la successione di modanature tra il soffitto e il fregio prende il nome di “sottocornice”: entrambi sono generalmente intagliati nel medesimo blocco. Nell’ordine dorico il soffitto è ornato da una serie di placche rettangolari (“mutuli”), che tendono a riprendere il medesimo ritmo dell’alternanza di metope e triglifi nel sottostante fregio e sono ornati da più file di piccole bozze troncoconiche (guttae o “gutte”). La cornice ionica, utilizzata quindi anche nell’ordine corinzio, è invece caratterizzata da un soffitto piano, dotato di un peduncolo, e dalla presenza dei dentelli e man mano di altre modanature decorate. In epoca ellenistica e romana, la tradizionale suddivisione tra gli ordini architettonici si va perdendo e vengono create nuove forme miste. Da elaborazioni prodotte nell’architettura alessandrina dalla cornice ionica si sviluppa un nuovo tipo di cornice, con il soffitto sorretto da mensole (o modiglioni) e decorato tra di esse da cassettoni con vari ornamenti, che diviene canonico nell’architettura romana imperiale a partire dall’epoca augustea. Lavorazioni in legno Il legno è un materiale vivo e naturale. Nel tronco la parte più vicina al centro prende il nome di durame, mentre quella più all’esterno si chiama alburno. Sempre al centro del tronco vi è il midollo intorno a cui si dispongono gli anelli che stanno ad indicare la crescita dell’albero. Ad ogni anello corrisponde un anno di crescita e dal numero di questi si può facilmente calcolare l’età dell’albero. Anche la distanza fra i singoli anelli sta a testimoniare se vi sono state siccità (anelli vicini e minor crescita) oppure periodi più favorevoli (anelli più distanziati e maggiore crescita). Gli alberi, opportunamente tagliati con macchinari appositi, vengono portati in segherie in cui si affetta il tronco secondo alcuni schemi ben definiti. Dopodiché il legname ottenuto viene sottoposto a stagionatura in cui si riduce il suo tasso di umidità a livelli accettabili per la lavorazione. Normalmente l’essiccazione naturale è quella più seguita e consiste nel porre le assi di legno, opportunamente distanziate e protette da una copertura, all’aperto. Dopo un periodo prestabilito le assi sono pronte per essere lavorate, ma spesso il livello di umidità raggiunto è ancora un po’ elevato per il legname destinato agli interni e deve essere trattato artificialmente. E’ facile, infatti, che dopo aver acquistato in segheria alcune assi, queste, nella propria cantina o laboratorio, si deformino e si distorcano per effetto del cambiamento di umidità e di temperatura. Alcuni legni sono più sensibili di altri. Difetti che si possono riscontrare nelle tavole acquistate sono appunto un’eccessiva imbarcatura, i nodi e la presenza di sacche di resina. Vi sono legni più duri di altri, alcuni più adatti alla realizzazione di strutture per esterni, altri ancora ideali per l’intaglio, poi ci sono quelli economici e quelli più cari…, insomma ve n’è per tutti i gusti. Il legno lavorato Tra i legni lavorati possiamo annoverare principalmente i multistrati, i paniforti, i truciolati ed i lamellari. I multistrati sono generalmente realizzati con fogli di pioppo o betulla disposti ortogonalmente tra loro in modo da annullare le forze lungo la direzione delle venature. Sono ideali per alcune strutture e si possono trovare di diverse dimensioni e spessori (non sono economici…). Il taglio e la foratura non presentano ostacoli, ma le superfici possono risultare leggermente sfrangiate dopo l’operazione: si deve quindi intervenire sempre con della carta vetrata. L’utilizzo di viti non presenta problemi sulla faccia piana del foglio, mentre sullo spessore, ossia dove si vedono i vari piallacci incollati, non è auspicabile in quanto non è garantita una buona tenuta. I paniforti sono costituiti da due fogli di piallaccio di pioppo o betulla separati da assicelle di legno duro atte a formare la struttura del paniforte stesso. Date le sue doti di robustezza esso è particolarmente consigliato per la realizzazione di ripiani, scaffalature, porte, ecc. I truciolati sono realizzati con scarti di legno sminuzzati finemente, pressati ed incollati così da formare pannelli di varie dimensioni e spessori. Vengono utilizzati più che altro rivestiti con formica o materiali plastici e spesso li troviamo nei piani di lavoro delle cucine moderne o nelle ante e montanti degli armadi da camera o delle librerie componibili dei salotti. Il truciolato soffre l’umidità e se dovesse bagnarsi la sua struttura si gonfierebbe facendo sbollare anche il rivestimento sovrastante. Non è particolarmente indicato l’uso dei chiodi con questo materiale, solitamente si usano delle viti apposite simili a quelle autofilettanti per il ferro. L’mdf (medium density fiberboard) è un pannello in fibra a media densità. E’ composto da scarti derivanti dalla lavorazione del legno, trattati a vapore e legati con collanti termoindurenti. E’ quindi un materiale estremamente compatto che, a differenza del truciolare, può essere lavorato come se fosse legno massello, quindi intagliato e fresato senza rischiare sbriciolature. Si presta bene per la costruzione di pareti di mobili, piani ed altre simili costruzioni. Viene considerato un materiale ecologico perché la sua produzione non comporta l’abbattimento di alberi. Infine il legno lamellare è costituito da listelli di legno massello incollati tra loro per formare pannelli di varie dimensioni e spessori. E’ robusto e si presta a numerosi impieghi come piani di tavoli o cucine, mobili vari, ripiani di libreria, ecc. Rispetto ad un’asse di legno massello delle stesse dimensioni il pannello in lamellare offre una resistenza e flessione decisamente superiori. Lo si può trovare facilmente nei centri di bricolage in varie dimensioni.

Incisoria laser - Casteldaccia (PA)

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Archisio - Keramosfea Sas Di Alessandra La Spisa - Progetto Incisoria laser
Incisoria laser: Keramosfea specializza anche nei lavorazioni su qualsiasi materiale come: ottone, alluminio, acciaio, plexiglass, plastiche varie, marmo, legno, ecc. Produciamo targhe incise, serigrafate ed ossidate, adesivi, banner, timbri in gomma e metallo, timbri a caldo, stampi… Parallelamente ai nostri settori di produzione, abbiamo da subito sviluppato un’intensa e creativa sezione dedicata alle premiazioni sportive e conseguentemente alla promozione ed alla grafica seguendo l’evoluzione dei mercati, abbiamo ampliato ancora di più la gamma di prodotti offerti inserendo la segnaletica aziendale interna ed esterna, la comunicazione visiva in ogni suo aspetto. Il nostro impegno è seguire con attenzione l’aggiornamento tecnologico e conoscitivo per essere sempre pronti a soddisfare con competenza e creatività ogni vostra esigenza. La storia: I primi esempi documentati risalgono, in egitto e in cina, al vii secolo a.c. I cinesi usavano in un primo momento il metodo xilografico per la controimpressione delle stoffe, passando poi anche alla scrittura. Il testo era scritto su un foglio di carta e riportato a decalco su un piano di legno che veniva inciso a rilievo con i caratteri al rovescio e successivamente inchiostrato. Il metodo xilografico è il più antico tra tutti i metodi di stampa e arrivò in europa verso il xiv secolo per la produzione di carte da gioco. Successivamente il processo si estese anche alla produzione di immagini religiose e di veri e propri libri (i cosiddetti libri xilografici) ottenuti dall’incisione di intere frasi o paragrafi (da qui gutenberg ricaverà l’idea dei caratteri mobili prima in legno e poi in piombo). Questo tipo di stampa è detta in rilievo ed è caratterizzata dal fatto che le parti che ricevono l’inchiostro sono tutte alla medesima altezza sul piano di stampa, mentre le parti da non stampare sono più basse e incavate (scavate con le sgorbie). Uno dei maestri indiscussi della xilografia di ogni tempo è l’artista originario di norimberga albrecht dürer che a cavallo tra quattrocento e cinquecento creò alcune delle più belle xilografie mai realizzate. Il secondo tipo di stampa è quella calcografica o in incavo, in cui le parti che ricevono l’inchiostro sono incavate rispetto al piano di stampa: l’inchiostro si deposita negli incavi sul supporto a spessore differente a seconda della profondità dell’incisione. Questo metodo caratterizza tutte le tecniche di incisione su metallo: bulino, puntasecca, acquaforte, acquatinta, maniera allo zucchero, maniera nera. Il bulino è la tecnica calcografica più antica. Mutuata dall’oreficeria trovò un’ampia diffusione nel cinquecento e nel seicento nella riproduzione delle opere dei grandi maestri (raffaello, michelangelo) che ebbero una grande diffusione anche come modelli per le botteghe d’artisti. Tra gli incisori da ricordare bisogna citare gilles rousselet, che fu anche incisore ufficiale del re sole. Anche nel bulino durer segnò un primato, essendo frutto di questa tecnica l’ideale trittico dei meisterstiche, cioè alcune delle incisioni a bulino più belle e celebri mai realizzate. Tra i precursori dell’utilizzo della tecnica dell’acquaforte, nata in ambito nordico per la decorazione delle armi, vi fu francesco mazzola, detto il parmigianino (1508 – 1540), che sperimentò, grazie alla sua passione per l’alchimia, un nuovo metodo d’incisione su metallo per mezzo di un acido che aveva il potere di corrodere il metallo. L’acido utilizzato, il nitrico, venne chiamato “acquaforte”. Si interessarono a questa nuova tecnica per creare “incisioni originali” (cioè incise di propria mano) diversi artisti quali: agostino carracci, il veronese, il correggio, il canaletto, il tiepolo, rubens e van dyck. è importante ricordare l’opera incisoria di rembrandt, maestro dell’acquaforte. Fu lui infatti a liberarla dall’imitazione dell’incisione a bulino. Ricordiamo nel settecento la produzione incisoria del tiepolo (1696 – 1770) di antonio canal (1697 – 1788) il canaletto, e dell’architetto giovan battista piranesi (1720 – 1788) che pare abbia inciso non meno di 1000 lastre. Nell’ottocento si manifesta il declino dell’acquaforte come tecnica di stampa per l’apparire della litografia che permetterà una più veloce e ampia edizione dei soggetti. Gli artisti continuarono a sperimentare le tecniche di incisione ad acquaforte come mezzo per raggiungere risultati espressivi impossibili con il disegno o la pittura. Cominciarono a sorgere le calcografie, botteghe dove gli artisti si ritrovavano ad incidere le loro lastre e dove venivano accuratamente conservate le matrici. La maggiore calcografia giunta fino ad oggi è quella di roma, costituita nel 1738 e nota come calcografia nazionale ricca di matrici celeberrime. Altrettanto celebri sono la calcografia di madrid e quella del museo del louvre a parigi. Anche molte pinacoteche italiane si sono arricchite di sezioni dedicate alle stampe (cosiddetti ‘gabinetti di stampe’). Importante è la civica raccolta delle stampe achille bertarelli di milano e il gabinetto disegni e stampe degli uffizi a firenze.

Orologi - Casteldaccia (PA)

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Orologi

Lavori realizzati presso il comune di casteldaccia: - Casteldaccia (PA)

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Archisio - Keramosfea Sas Di Alessandra La Spisa - Progetto Lavori realizzati presso il comune di casteldaccia
Lavori realizzati presso il comune di casteldaccia:

Quadri ad olio decorazioni - Casteldaccia (PA)

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Archisio - Keramosfea Sas Di Alessandra La Spisa - Progetto Quadri ad olio decorazioni
Quadri ad olio o acrilico,decorazioni
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